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Italia, Mancini si ‘sfila’ da corsa a ct: “Prossima domanda?”

(Adnkronos) –
Roberto Mancini non si espone nella corsa a diventare il prossimo ct dell'Italia. L'ex allenatore della Nazionale, trionfatore agli Europei del 2021 oggi tecnico dell'Al Sadd, è uno dei nomi per succedere a Gennaro Gattuso sulla panchina azzurra. A domanda diretta però Mancini non ha voluto esporsi: "Prossima domanda?", ha risposto dall'evento Inside the Sport 2026. "Ci sono momenti in cui le cose vanno bene e siamo tutti felici, altri invece sono più difficili e questo fa parte dello sport. Si può vincere e si può perdere. A volte succedono delle cose incredibili, è il calcio", ha detto commentando l'eliminazione della Nazionale dai playoff per i Mondiali 2026, "l'Italia ha vinto più della Germania negli ultimi anni, bisogna rimboccarsi le maniche e continuare a lavorare. La nostra Nazionale avrà bravi giocatori per risollevarsi". Nessun indizio però sul suo futuro: "Se mi è arrivata qualche chiamata? Devo finire la stagione con l'Al Sadd, qualche volta il telefono squilla. I miei figli mi chiamano sempre", ha risposto sorridendo.  
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Cancro al seno, ‘Facciamo squadra’ per giocare d’anticipo contro il rischio recidiva

(Adnkronos) – E' l'impegno condiviso il modello della campagna 'Facciamo squadra: giochiamo d'anticipo contro il rischio di recidiva del tumore al seno', lanciata da Novartis oggi a Milano. L'iniziativa, che ha il sostegno di 4 associazioni di pazienti – Andos, Europa Donna Italia, Fondazione IncontraDonna e Salute Donna Odv – promuove la collaborazione tra tutti gli interlocutori del sistema salute impegnati nella lotta al tumore al seno e offre un supporto concreto alle persone che affrontano la malattia, mettendo a disposizione risorse informative – anche online, attraverso il sito 'E' tempo di vita' e i relativi canali social dedicati – per aiutarle a comprendere meglio il proprio rischio, chiarire gli obiettivi del trattamento e fare scelte più consapevoli grazie a un dialogo aperto con la squadra di cura. La campagna utilizza la metafora dello sport di squadra per illustrare come collaborazione e capacità di 'giocare d’anticipo' siano fondamentali. Testimonial d'eccezione è Rita Guarino, allenatrice e figura di riferimento del calcio femminile italiano e internazionale. “In Italia il tumore al seno è la neoplasia più frequente, con circa 54mila nuove diagnosi ogni anno2, e nelle forme più comuni, ormono‑positive, il rischio di recidiva può persistere anche a distanza di molti anni dalla diagnosi – spiega Carmen Criscitiello, responsabile dell’Oncologia Mammaria dell’IRCCS Istituto Clinico Humanitas e dell’Oncologia Medica di Humanitas San Pio X, professore associato Humanitas University – Intervenire in modo efficace sul rischio di recidiva significa ridurre la probabilità che la malattia si ripresenti, potenzialmente anche in forma metastatica. Oggi, grazie ai progressi significativi delle terapie innovative nelle fasi precoci, disponiamo di strumenti sempre più efficaci per ridurre questo rischio e modificare concretamente la storia naturale della malattia”. In questo contesto, “la prevenzione della recidiva è sempre più legata alla capacità di integrare innovazione terapeutica e visione di sistema – afferma Simona Loizzo, deputata e presidente dell'Intergruppo parlamentare Nuove frontiere terapeutiche nei tumori della mammella – Le istituzioni possono svolgere un ruolo chiave nel favorire un accesso più tempestivo ed equo all’innovazione sostenendo modelli di presa in carico capaci di migliorare gli esiti di cura e la sostenibilità del Servizio sanitario nazionale". Aggiunge Vanessa Cattoi, deputata e coordinatrice dell’Intergruppo parlamentare Insieme per un impegno contro il cancro: “Migliorare gli esiti nel tumore al seno significa mettere al centro politiche sanitarie capaci di incidere concretamente sull’organizzazione delle cure e sulla qualità di vita delle persone. Gli interventi normativi più recenti vanno proprio in questa direzione: rafforzare modelli di presa in carico continuativa, favorire un intervento tempestivo sin dalle fasi più precoci del percorso di malattia e aumentare le possibilità di guarigione, mantenendo al tempo stesso un’attenzione alla sostenibilità del sistema”. Le politiche sanitarie regionali giocano un ruolo chiave nel rafforzare modelli organizzativi capaci di garantire continuità assistenziale. In Regione Lombardia, negli ultimi mesi, sono stati attivati tavoli multistakeholder che hanno coinvolto istituzioni, professionisti sanitari e associazioni di pazienti con l’obiettivo di rendere più efficiente la presa in carico delle persone con tumore della mammella, valorizzando anche strumenti digitali a supporto della continuità assistenziale. “La presa in carico deve svilupparsi come un percorso strutturato, continuo e integrato, capace di accompagnare la persona lungo tutte le fasi della malattia e della cura – sottolinea Gigliola Spelzini, coordinatrice dell’Intergruppo Consiliare Regionale Insieme per un impegno contro il cancro in Regione Lombardia – Rafforzare l’integrazione tra ospedale e territorio, anche attraverso modelli organizzativi e Pdta condivisi, è fondamentale per garantire una diagnosi precoce tempestiva, migliorare l’aderenza terapeutica, assicurare continuità e appropriatezza delle cure e ridurre le disuguaglianze di accesso”. Le terapie adiuvanti, somministrate dopo la chirurgia, sono essenziali per ridurre il rischio di recidiva. Nei tumori ormono-sensibili (Hr+/Her2), che costituiscono circa il 70% di tutte le nuove diagnosi – riporta una nota – l'aggiunta di trattamenti mirati come gli inibitori di Cdk4/6 alla terapia endocrina si è dimostrata un'opzione efficace per ridurre il rischio di recidiva. "Il rischio che il tumore possa tornare varia da persona a persona e dipende da diversi aspetti clinici e biologici della malattia – chiarisce Giulia Valeria Bianchi, medico oncologo, Ss Oncologia medica senologica, Fondazione Irccs Istituto nazionale tumori, Milano – Oggi, grazie alle terapie mirate aggiunte alla terapia endocrina, sempre più persone con tumore al seno precoce e con rischio intermedio-alto di recidiva possono guardare al futuro con maggiore serenità: fino a circa l'80% delle pazienti rimane libera da recidiva a distanza di anni. Le opzioni terapeutiche disponibili variano anche in termini di tempistiche di utilizzo e profili di tollerabilità, ed è pertanto fondamentale che la scelta del trattamento venga personalizzata, tenendo conto delle caratteristiche cliniche e dei bisogni della persona".  La gestione del tumore al seno coinvolge anche la sfera informativa ed emotiva. Uno studio di Novartis recentemente pubblicato su 'Jmir Cancer', che ha analizzato le conversazioni online (più di 20mila post pubblici) sul tumore al seno in fase iniziale in Italia, evidenzia forti preoccupazioni emotive, la richiesta di informazioni chiare e il bisogno di un dialogo più trasparente con i professionisti sanitari. In un'altra ricerca Novartis condotta con Iqvia, su 80 donne con tumore al seno in stadio localizzato, si evidenzia come solo il 45% si ritenga pienamente informata sul rischio di recidiva, mentre il 59% ricerchi ulteriori informazioni sui canali online, a conferma dell'importanza di una condivisione più chiara sugli obiettivi terapeutici tra medico e paziente fin dall'inizio del trattamento adiuvante. "Dopo la chirurgia molte donne desiderano tornare alla normalità, ma il rischio di recidiva rimane un pensiero silenzioso, difficile da esprimere – sottolinea Gabriella Pravettoni, professoressa ordinaria di Psicologia delle decisioni, Università degli Studi di Milano, direttrice della divisione di Psiconcologia, Istituto europeo di oncologia – Per questo è fondamentale un dialogo precoce e aperto con il team multidisciplinare: parlare fin dall'inizio di cosa aspettarsi, dei controlli e delle terapie disponibili aiuta a dare un senso di controllo e a vivere questa fase con maggiore consapevolezza". Circa 1 persona su 4 con tumore al seno si rivolge alle associazioni di pazienti per ricevere supporto informativo ed emotivo, indica la ricerca Novartis condotta con Iqvia. "La gestione del rischio di recidiva richiede un vero lavoro di squadra, in cui la persona sia protagonista, consapevole del proprio rischio e del proprio percorso di cura dopo l'intervento chirurgico", rimarca Anna Maria Mancuso, presidente di Salute Donna Odv e coordinatrice del progetto 'La salute: un bene da difendere, un diritto da promuovere', portando la voce delle associazioni pazienti che supportano la campagna. "Informazione, ascolto e dialogo sono strumenti fondamentali per permettere alle persone di orientarsi tra le scelte terapeutiche e affrontare il percorso con maggiore fiducia". Proprio dall’ascolto dei bisogni espressi dalle persone che affrontano la malattia prende forma la campagna 'Facciamo squadra'. "Da oltre 35 anni Novartis è impegnata nel tumore al seno con un approccio che va oltre l'innovazione terapeutica e punta a contribuire a un percorso di cura sempre più attento ai bisogni delle persone – dichiara Chiara Gnocchi, Communication & Advocacy Head di Novartis Italia – Sappiamo però che per cogliere pienamente il valore dell’innovazione terapeutica è necessario un lavoro di squadra che renda possibile l’accesso all’innovazione, percorsi di cura centrati sulla persona e l’empowerment del paziente, affinché si possa essere sempre più informati e coinvolti nelle scelte che riguardano la propria salute”. 
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Toscana: da Regione bandi a sostegno delle edicole

(Adnkronos) – Sostegno alle edicole e alle attività di distribuzione di giornali e pubblicazioni. La Regione Toscana conferma il proprio impegno con un nuovo bando. E martedì 21 aprile alle ore 12.30, presso la Sala Pegaso di Palazzo Strozzi Sacrati (piazza Duomo 10) a Firenze il presidente Eugenio Giani e l’assessora alla cultura Cristina Manetti faranno il punto su il sostegno delle edicole. Nel corso della conferenza saranno illustrati i contenuti e le finalità delle misure di sostegno rivolte al settore, con particolare attenzione al rafforzamento della rete delle edicole e al presidio territoriale dell’informazione. L’iniziativa si inserisce nel quadro delle politiche regionali a supporto del commercio di prossimità e della diffusione dell’informazione, anche alla luce dei risultati dei precedenti interventi, che hanno visto l’erogazione di contributi a numerose edicole sul territorio regionale . 
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Crans Montana, fatture da migliaia di euro ai feriti. Bertolaso: “Nessuno sborserà un euro”

(Adnkronos) –
Conti da 17mila a 66mila euro per le cure prestate negli ospedali svizzeri nei giorni successivi all'incendio di Capodanno al locale 'Le Constellation' di Crans-Montana, migliaia di euro anche per poche ore di ricovero, prima del trasporto d'urgenza in elicottero a Milano. Sono le cifre che le famiglie dei ragazzi rimasti feriti nel rogo hanno potuto leggere in alcune email arrivate dalle strutture elvetiche. Fatture in cui viene precisato che non è necessario pagare, ma che hanno suscitato disappunto e dispiacere nei genitori dei giovani pazienti, ancora adesso alle prese con il lungo percorso di recupero dopo i gravi danni subiti. "Sono atti dovuti, delle certificazioni che gli ospedali devono fare per coprire il loro bilancio e giustificare ai loro contabili – ha precisato oggi l'assessore al Welfare della Regione Lombardia, Guido Bertolaso, rispondendo a una domanda a margine dell'inaugurazione della nuova Terapia intensiva pediatrica (Tip) dell'ospedale Niguarda di Milano – È chiaro che non esiste che nessuno debba sborsare un solo euro per quello che è successo".  "Io – ha ricordato Bertolaso – sono stato designato da tutti i genitori dei ragazzi a rappresentarli nella Fondazione che ha proprio il compito di individuare le modalità per indennizzare al meglio tutte le famiglie, innanzitutto quelle che hanno perso i loro figli e poi anche le famiglie i cui ragazzi hanno subito gravi alterazioni e hanno dovuto essere ricoverati in ospedale". Adesso, ha informato l'assessore, "stiamo stabilendo quella che è la procedura per valutare le varie richieste di indennizzo. Ci siamo riuniti una volta, e ci riuniremo di nuovo il 5 maggio e poi a Ginevra il 12 giugno. Stabiliremo i criteri, in aggiunta ovviamente a quello che devono fare le altre istituzioni".  
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Roma, Pellegrini e futuro di Gasperini: “Posso solo dire che daremo tutto”

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Gian Piero Gasperini lascerà la Roma a fine stagione? Il tecnico giallorosso è sempre più in bilico dopo la lite (a distanza) con Claudio Ranieri che ha inasprito i rapporti con la dirigenza. Prima della partita interna contro il Pisa, il senior advisor della famiglia Friedkin aveva voluto chiarire, con toni piuttosto piccati, alcune dichiarazioni dell'ex tecnico dell'Atalanta sul mercato, rivelando come tutti gli acquisti, sia estivi che invernali, siano stati concordati con Gasperini e che lo stesso allenatore non fosse stato la prima scelta della società per la panchina.  Nonostante la non risposta dell'allenatore, le parole di Ranieri che hanno fatto scoppiare un vero e proprio caso nella Roma e agitato la piazza, in un momento cruciale della stagione, alimentando dubbi sul futuro giallorosso di Gasperini. A margine dell'evento 'Inside the Sport 2026' il capitano della Roma Lorenzo Pellegrini, attualmente infortunato, ha parlato proprio del futuro del suo allenatore: "Io posso dire alla mia gente la verità, cioè che la Roma darà tutto in queste 5 partite che mancano". "Nell’ultimo mese purtroppo abbiamo avuto un calo, ma la stagione è stata in crescendo e potrebbe essere un grande punto di partenza", ha detto Pellegrini, dribblando così abilmente la domanda ma confermando di fatto l'incertezza intorno a Gasperini, "poi è importante vedere dove si arriverà per dare giudizi complessivi alla stagione. Noi seguiremo il mister per quello che ci chiederà".  
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Parcheggio all’ombra di Castel Sant’Angelo, i residenti: “fra vibrazioni e intonaco che cade, abbiamo paura per le nostre case”

(Adnkronos) – "Dopo i nostri solleciti, sono stati aperti ulteriori scavi archeologici per fare altre indagini sul progetto di costruire un parcheggio a piazza Capponi". Lo dice all'Adnkronos Rosita Torre, portavoce del comitato che raccoglie molti residenti dello storico rione di Roma, fra via della Conciliazione e il quartiere Prati, dove dovrebbe sorgere un parcheggio interrato da circa 140 posti. Opera che rientra nei progetti dell'ormai concluso Giubileo 2025, come intervento numero 128. Scavi in cui, spiega ancora la portavoce dei 'borghigiani', "inizialmente pensavano di arrivare a 2 metri di profondità, trovando però solo la terra che costituisce il terrapieno su cui è realizzato il Rione Borgo e il quartiere Prati. Giunti a circa 4 metri di profondità invece hanno trovato dei ritrovamenti preesistenti almeno del 1700, case che già avevamo trovato nelle piante realizzate da Giovanni Battista Nolli nel 1748". Inoltre "abbiamo mandato una pec chiedendo alla Soprintendenza speciale 4 ulteriori scavi perché, come ci spiegano i nostri tecnici, di scavi ne servono almeno sei: due all'inizio, due al centro del cantiere e due alla fine". In tutto ciò Torre sottolinea come, nei palazzi adiacenti agli scavi, "le vibrazioni sono pericolose, tremano le vetrine, le finestre e anche i muri: tanto che in un palazzo è caduta una parte dell'intonaco dalle pareti condominiali. Pochi danni, ma questa è un'avvisaglia di quello che accadrà con gli scavi 'veri'", ben più profondi e ampi. "Nel frattempo, abbiamo trovato una bellissima comparazione satellitare dell'Università dell'Oregon che ha comparato la pianta del Nolli, sovrapponendola allo stato attuale: abbiamo avuto la conferma che, sotto quel terrapieno in cui vorrebbero costruire il parcheggio, una volta c'erano le case. E abbiamo avuto la conferma di dove passano effettivamente le Mura Leonine, quelle di Leone IV che poi Paolo IV ha risistemato che poi sono state distrutte alla fine dell'Ottocento", tutte o quasi. Perché "le fondamenta sono rimaste intatte, anzi: in uno dei palazzi, andando a rompere l'intonaco, sono state trovate le tracce delle Mura, che di fatto sono diventate le fondamenta di quel palazzo e, probabilmente, anche di altri. Se archeologicamente è molto affascinante, ai fini strutturali il ritrovamento dimostra che, se nel progetto si va a scavare nei paraggi per realizzare la rampa del parcheggio, il palazzo crolla". Il timore di Rosita Torre e di molti dei residenti è che, andando a toccare le Mura Leonine, il progetto "possa far fare alla zona la fine della Torre dei Conti, distruggendo tutto e fagocitando questo maledetto parcheggio". Il parere dei residenti quindi è ancora contrario al progetto: "Quest'opera a noi non interessa, non la vogliamo e fa solo comodo ai promotori privati di questo parcheggio. Noi non lo vogliamo perché è pericolosissimo, non per altre ragioni: siamo preoccupati per la staticità delle nostre case". Torre poi ricorda come "questa di piazza Capponi è un'opera giubilare 'indifferibile', in deroga a tutto ciò che possono essere controlli, scavi o altro. Eppure questo a noi ci ha penalizzato tremendamente: forse, con una valutazione di impatto ambientale, qualcuno si sarebbe accorto che una rampa a un metro e mezzo da un portone può essere una cosa vergognosa, no?". Infine un'indiscrezione: "L'ingegnere che appare quale progettista strutturale del parcheggio interrato risulta essere membro della Commissione di Alta Vigilanza istituita dall’Ufficio Extradipartimentale del comune di Roma, per il Piano Urbano Parcheggi: chi controlla il controllore?".  
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Inter, Ausilio su Bastoni: “Chi lo vuole non parli, ma faccia offerta”

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Alessandro Bastoni lascerà l'Inter nel prossimo mercato? Oggi, lunedì 20 aprile, il direttore sportivo nerazzurro Piero Ausilio ha parlato del futuro del difensore nerazzurro, al centro della bufera prima per la simulazione che ha portato al secondo giallo, e alla conseguente espulsione, di Kalulu in Inter-Juventus e poi per il cartellino rosso rimediato con la maglia dell'Italia, che ha fortemente condizionato la finale, poi persa ai rigori, dei playoff Mondiali 2026 contro la Bosnia.  "Bastoni ha un contratto con l'Inter e non ci sono situazioni tali da far pensare a un Bastoni lontano dall'Inter", ha detto Ausilio a margine dell'evento 'Inside the Sport 2026', "siamo contenti di lui e siamo sicuri che darà ancora tanto. Non so cosa dicono in Spagna. Se qualcuno fosse interessato a lui ci chiami, conoscono i nostri numeri di telefono, e non parli". Parole che seguono la linea tracciata dal presidente dell'Inter Beppe Marotta: "Bastoni è un patrimonio dell'Inter e del calcio italiano e come tale lo consideriamo", aveva detto nelle scorse settimane, "leggevo che è quasi obbligatorio adesso che lui abbandoni questa maglia. Non ci sono queste condizioni, poi come tutti i giocatori sono situazioni che andranno affrontate più avanti".  
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Sostenibilità, a Taranto nuova tappa Salone della CSR e dell’Innovazione sociale

(Adnkronos) – Taranto diventa protagonista del dibattito nazionale su sostenibilità, parità di genere e nuove generazioni. Infatti, domani, martedì 21 aprile, Il Salone della CSR e dell’Innovazione sociale arriva in Puglia con l’incontro “L’impresa sostenibile: dialogo di genere e generazioni”, in programma a partire dalle ore 10 presso la Camera di Commercio di Brindisi–Taranto, nella Sala Resta – Cittadella delle imprese di Taranto. Focus dell’appuntamento, la sostenibilità sociale declinata negli ambiti della parità di genere e dell’intergenerazionalità. Un dibattito reso centrale dagli ultimi incoraggianti dati forniti da Unioncamere: sono oltre 12.000 le imprese italiane che hanno ottenuto la certificazione di parità di genere, coinvolgendo più di 2,7 milioni di lavoratori, di cui il 43,1% donne. Un risultato che supera ampiamente gli obiettivi del PNRR, fissati per il 2026 alla soglia delle 3000 imprese.  “Anche quando si parla di parità di genere è necessario “andare oltre” e cambiare l’approccio: definire e praticare policy inclusive non rappresenta un costo ma un investimento – commenta Rossella Sobrero, del Gruppo promotore del Salone -. È dimostrato infatti che un maggior livello di inclusività stimola l’innovazione, fidelizza i dipendenti, migliora l’attrattività nei confronti dei giovani. Con un impatto importante sulla reputazione dell’impresa e sul rapporto di fiducia con gli stakeholder”. In un contesto economico e sociale attraversato da profonde trasformazioni, la riflessione sulla sostenibilità non può prescindere dal tema della parità di genere. Secondo il Global Gender Gap Report 2024 del World Economic Forum, il divario globale è oggi fermo al 68,5% e, senza un’accelerazione significativa, serviranno 134 anni per raggiungere la piena parità. In Italia, però, i dati presentati da Unioncamere registrano un importante trend di crescita, a conferma di come equità, inclusione e sostenibilità siano leve strategiche per la competitività del sistema produttivo italiano.  Il settore delle costruzioni presenta il maggior numero di imprese certificate per la parità di genere (3.150), seguito dalle attività manifatturiere (1.811), dai servizi per le imprese (1581) e da amministrazione pubblica e difesa (1138). Le due regioni più virtuose sono Lombardia e Lazio, che insieme contano 4.753 imprese (il 38,5% del totale) e gestiscono oltre 1,4 milioni di dipendenti (circa il 51% dell'intero dataset).  Per quanto riguarda l’imprenditoria femminile, a fornire un quadro più completo sarà il report realizzato per la Camera di Commercio di Taranto e Brindisi da DINTEC – Consorzio per l’innovazione tecnologica, che verrà presentato nel corso della giornata. Tra i dati più significativi, frutto di un’analisi su 126 imprese delle province di Brindisi e Taranto, confrontate con un perimetro più ampio costituito da 431 imprese pugliesi e circa 8.000 imprese a livello nazionale, c’è la conferma che le microimprese sono la struttura più tipica dell’imprenditoria femminile: l’80% rientra infatti nella classe dimensionale 0–9 addetti, concentrate nei servizi (circa il 65%), ma con una presenza significativa anche nell’industria (30%) e una quota più limitata in agricoltura.  L’analisi rileva una maggiore propensione delle imprese femminili a integrare aspetti di equità, inclusione, benessere dei lavoratori e qualità dei rapporti. Al contrario, risultano meno sviluppate le dimensioni legate alla catena di fornitura e al capitale sociale, ambiti che richiedono una maggiore strutturazione organizzativa e una formalizzazione dei processi, spesso più complessa per le microimprese. Emerge, infine, un basso livello di digitalizzazione applicata alla sostenibilità, in particolare sulla componente ambientale. Questo dato, pur critico, evidenzia una grande opportunità di intervento, soprattutto per accompagnare le imprese femminili verso percorsi più strutturati e misurabili di sostenibilità. Il programma della tappa di Taranto del Salone della CSR e dell’innovazione sociale si aprirà con i saluti istituzionali di Vincenzo Cesareo, Presidente della Camera di Commercio di Brindisi-Taranto, e di Rossella Sobrero, del Gruppo promotore de Il Salone della CSR e dell’Innovazione sociale. Seguiranno gli interventi di scenario con Claudia Sanesi, Segretaria generale della Camera di Commercio di Brindisi–Taranto, e Antonio Romeo, Dirigente Area Innovazione e Digitale di Unioncamere e Direttore di Dintec. Il cuore dell’incontro sarà dedicato ai dialoghi tra giovani e imprese, articolati in tre momenti tematici: il genere, le generazioni e la sostenibilità. Interverranno, tra gli altri, Beatrice Lucarella, Presidente del Comitato per l’Imprenditoria Femminile CCIAA Brindisi-Taranto, Giuseppe Solito, studente ITS Academy Biotech, Lucia Minutello, Responsabile relazioni esterne e rapporti con la PA di C.I.S.A., Luca Nardone, Neolaureato in Ingegneria Gestionale Politecnico di Bari, Giulia Petronella, CEO, Founder e Designer di WOO, Cristian Frisenna, Studente Fondazione ITS Academy MI.TI. Moda. La conduzione dei dialoghi sarà affidata a Rossella Sobrero e Valentina Castellaneta, giornalista. L’appuntamento è organizzato in collaborazione con la Camera di Commercio di Brindisi-Taranto – con il suo Comitato Imprenditoria Femminile -, che lo scorso 1 aprile ha ottenuto la Certificazione per la Parità di Genere (UNI/PdR 125:2022), entrando ufficialmente nel ristretto gruppo delle sole 4 Camere di Commercio italiane insignite di questo prestigioso riconoscimento.  “Accogliamo con gratitudine e soddisfazione a Taranto questa tappa territoriale del Salone, occasione preziosa di confronto sui temi della sostenibilità e dell’impresa femminile e giovanile – dichiara Vincenzo Cesareo, Presidente della Camera di Commercio di Brindisi-Taranto -. I nostri territori vivono un momento complesso in cui perseguire uno sviluppo equo, inclusivo e sostenibile è una responsabilità condivisa. Per questo motivo abbiamo scelto di porre al centro il dialogo tra generi e generazioni, condizione essenziale per una vera innovazione. La Camera di commercio è impegnata concretamente nel sostegno all’impresa femminile, nella valorizzazione dei giovani e nella promozione della doppia transizione. Crediamo fortemente nel valore del confronto fra imprese, studenti e comunità da cui nascono le idee per il futuro. Taranto e Brindisi rappresentano territori di sfida ma anche di grande potenziale per la rigenerazione economica e sociale. Con azioni concrete, dalla parità di genere alle società benefit, lavoriamo per rafforzare la fiducia del sistema locale in tutte le sue componenti”. Dopo l’appuntamento di Taranto, Il Salone della Csr e dell’innovazione sociale proseguirà il suo percorso con la tappa territoriale di Varese, in programma il 6 maggio 2026. Seguiranno Rimini (25 maggio) e Padova (28 maggio).  Le tappe territoriali del Salone sono un momento di confronto e valorizzazione delle esperienze locali, parte integrante di un viaggio attraverso l’Italia che si concluderà a Milano, dal 6 all’8 ottobre 2026, con l’edizione nazionale all’Università Bocconi. Il programma della 14ª edizione del Salone, “Andare oltre”, comprende anche incontri di approfondimento, iniziative speciali e la quinta edizione del Premio Impatto.  Le iscrizioni ai diversi appuntamenti sono aperte online sul sito del Salone. 
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Nutella compie 62 anni, da Alba al mondo il love brand ha conquistato generazioni

(Adnkronos) – Oggi, 20 aprile 2026, Nutella® celebra 62 anni di storia, confermandosi non solo come uno dei marchi più amati di sempre, ma come un vero e proprio love brand e una icona culturale capace di attraversare epoche, linguaggi e generazioni. Era infatti il 1964 quando il primo vasetto usciva dallo stabilimento di Alba, dando inizio a un percorso destinato a diventare parte dell’immaginario collettivo, in Italia e nel mondo. Nata dall’intuizione di Michele Ferrero, evoluzione della Supercrema del dopoguerra, Nutella® ha saputo costruire nel tempo un legame profondo con i propri Lovers, entrando nei momenti quotidiani e trasformandoli in rituali condivisi. Dalla storica presenza a Carosello alle campagne più recenti, il brand ha raccontato l’evoluzione della società mantenendo intatta la propria capacità di parlare al cuore delle persone. Oggi Nutella® è una presenza globale: prodotta in 11 stabilimenti Ferrero, con maestranze provenienti da 97 nazioni, è distribuita in circa 170 Paesi e raggiunge una produzione annua di circa 500.000 tonnellate. Numeri che raccontano la dimensione internazionale del brand, ma che non ne esauriscono il valore simbolico: Nutella® è un fenomeno culturale, capace di ispirare libri, mostre – come quella ospitata al MAXXI di Roma – e momenti di condivisione globale come il World Nutella® Day. Un’icona che continua a evolversi e a sorprendere, mantenendo intatta la propria rilevanza anche nei contesti più inaspettati. Ne è un esempio quanto accaduto il 6 aprile 2026, quando durante la missione Artemis II un barattolo di Nutella® è apparso in diretta mentre fluttuava in assenza di gravità all’interno della capsula Orion: un’immagine simbolica che racconta, ancora una volta, la capacità del brand di andare oltre i confini, geografici e culturali, portando con sé un pezzo di quotidianità italiana anche nello spazio. A 62 anni dalla sua nascita, Nutella® continua così a confermare il proprio ruolo unico: non solo prodotto iconico, ma linguaggio universale di piacere, memoria e condivisione.  
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Foto rubate e falso dossier per ricattare Del Vecchio jr, pm: “Obiettivo 10 milioni di euro”

(Adnkronos) –
Un’estorsione da 30mila euro e una truffa, con l'obiettivo di incassare fino a 10 milioni di euro, facendo leva sulla diffusione di informazioni riservate “potenzialmente lesive della reputazione" aziendale di EssilorLuxottica e personale di Leonardo Maria Del Vecchio. E’ il piano, in gran parte fallito, che emerge dal decreto di perquisizione disposto dalla Procura di Milano. Le perquisizioni riguardano l’ex carabiniere Vincenzo De Marzio, la srl Neis agency di cui è amministratore unico e di Mario Cella ex addetto alla sicurezza di Del Vecchio jr.  In particolare nel decreto che nasce dall’inchiesta Equalize si ravvisa il reato di estorsione e interferenze illecite nella vita privata per De Marzio e Cella, e di truffa per De Marzio e Nunzio Samuele Calamucci figura centrale nell'inchiesta sulla presunta centrale di dossieraggio illegale di via Pattari a Milano. Per gli inquirenti è emerso “un quadro complesso”, nel quale si mescolano “condotte estorsive, poste in essere attraverso l'utilizzo strumentale di immagini altamente sensibili e riservate” sulla vita privata di Del Vecchio jr ma anche “comportamenti fraudolenti, consistenti nella creazione di un falso dossier ai danni” dello stesso imprenditore ed editore e di altre persone.  In particolare, dalle analisi sui dispositivi sequestrati, “è emerso che Cella, in accordo con De Marzio, ha estrapolato, dal sistema di videosorveglianza interno all'abitazione milanese” di Leonardo Del Vecchio delle immagini private “poi utilizzate per ricattare il manager di EssilorLuxottica”. Parallelamente, come emerso dalle chat, De Marzio e Calamucci “realizzavano un falso dossier ai danni Del Vecchio, dei suoi familiari e di soggetti riferibili a Delfin (la cassaforte lussemburghese) e EssilorLuxottica, facendo credere all'imprenditore che si trattava di attività di dossieraggio posta in essere”, a Roma, dalla cosiddetta ‘squadra Fiore’.  Lo scopo – come si legge nel decreto firmato dai pm milanesi Eugenio Fusco e Francesco De Tommasi e dal Procuratore nazionale antimafia e antiterrorismo Antonello Ardituro – era “di indurre l'imprenditore a pagare importanti somme di denaro per bloccare l'apparente operazione illecita, mediante acquisto del relativo ‘dossier’”, in realtà costruito ad arte. Un’operazione che rappresentava solo il primo tentativo: De Marzio e Calamucci intendevano ottenere da Del Vecchio jr “cifre milionarie a titolo di corrispettivi per servizi di protezione reputazionale basati su fatti e circostanze false (i due indagati ipotizzavano di farsi dare 10 milioni di euro)”. 
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