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Iran, Trump: “Incontro con leadership Teheran? Non ho problemi se lo vogliono”

(Adnkronos) – Donald Trump è convinto che "domani sera in Pakistan" sarà firmato l'accordo con l'Iran come ha riferito oggi, lunedì 20 aprile, la giornalista di Fox News, Maria Bartiromo, rivelando in diretta tv di aver parlato con il presidente. "Mi ha detto che si aspetta che l'Iran firmi un accordo domani sera in Pakistan e che tutti i punti sono stati ormai negoziati. Tuttavia, il presidente ha aggiunto che, se non firmeranno l'accordo, gli Stati Uniti faranno saltare in aria in Iran tutte le centrali elettriche e molto altro", ha dichiarato la giornalista. "Il presidente – ha proseguito – mi ha detto pochi istanti fa che dovrebbe essere una cosa 'rapida' perché il negoziato è concluso, che hanno cercato di tirarsi indietro sull'accordo ma ora non lo faranno più". Intervistato dal New York Post, Trump si è detto poi disponibile a incontrare personalmente la leadership di Teheran. "Non ho nessun problema ad incontrarli, se vogliono incontrarsi, noi abbiamo persone molto capaci, ma io non ho problemi ad incontrarli". E alla domanda se gli Stati Uniti sanno chi in questo momento sta guidando il Paese, Trump risponde: "Abbiamo idee abbastanza chiare, e pensiamo che stiamo negoziando con le persone giuste". Quantoal negoziato ribadisce la richiesta non negoziabile: "Si devono liberare delle armi nucleari, è molto semplice, non ci devono essere armi nucleari". Ma con la scadenza della tregua di due settimane alle porte, il tycoon dice di "non voler entrare nei dettagli in questo momento" di quello che succederebbere se Teheran non accetta le sue condizioni. "Lo potete immaginare, non sarebbe bello".  La delegazione Usa guidata dal vice presidente DJ Vance, dall'inviato speciale Steve Witkoff e da suo genero Jared Kushner, intanto è "in viaggio in questo momento, saranno lì questa notte, ora di Islamabad", ha confermato Trump. "Dovremmo avere dei colloqui", ha aggiunto, respingendo i dubbi sul fatto che i negoziati possano naufragare. "Quindi presumo che a questo punto nessuno stia facendo giochetti". 
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Imprese, Confindustria: nel 2025 reti in crescita, +7,6% contratti e +5,2% aziende

(Adnkronos) – Le reti d’impresa continuano a crescere: nel 2025 si contano 10.361 contratti di rete attivi, +7,6% rispetto al 2024, con il coinvolgimento di circa 53 mila imprese, in crescita del 5,2%. Questo è quanto emerso dall’edizione 2025 dell’Osservatorio nazionale sulle reti d’impresa, curato da InfoCamere, RetImpresa e Venice school of management dell’università Ca’ Foscari Venezia. Il rapporto presso nel corso dell’evento organizzato in collaborazione con la piccola industria di Confindustria Campania, ha confermato ''la solidità delle reti d’impresa e l’importanza della loro diffusione nel sistema produttivo italiano, a distanza di oltre sedici anni dall’introduzione nell’ordinamento'', si legge in un comunicato.  Sul fronte occupazionale, le imprese in rete hanno impiegato oltre 1 milione e 743 mila addetti. Le microimprese, pur rappresentando la maggioranza numerica (50,8%), hanno inciso solo per il 4,6% sull’occupazione totale, mentre le imprese medio-grandi, pur essendo meno del 10%, hanno concentrato oltre l’80% degli addetti. Gli obiettivi principali delle reti sono stati soprattutto legati alla competitività: aumento del potere contrattuale (37,6%), condivisione di risorse (27,5%) e partecipazione a bandi e appalti (25,8%).  ''Le reti hanno mostrato livelli complessivamente positivi di performance e coesione, ma una capacità di innovazione ancora contenuta, confermando la necessità di rafforzare la gestione condivisa dell’innovazione e delle competenze'', si evidenzia nel rapporto. In termini dimensionali, le reti italiane sono rimaste prevalentemente di piccole dimensioni: l’87,5% è composto da meno di 10 imprese e oltre il 54,5% da micro-aggregazioni di 2-3 soggetti. Continuano a prevalere le reti-contratto (86%) rispetto alle reti-soggetto (14%), a conferma della preferenza degli imprenditori per formule organizzative più leggere e flessibili.  Sul piano territoriale, il fenomeno si è confermato diffuso in tutte le regioni italiane. Il Lazio resta la prima regione per numero di imprese in rete (23%), seguito da Lombardia, Veneto e Campania. Oltre il 52% delle reti ha coinvolto imprese della stessa provincia e circa il 70,8% è costituito da aggregazioni uniregionali, anche se è cresciuta la quota di reti interregionali (19,7%). Sul piano settoriale, quasi la metà delle imprese in rete si è concentrata in tre comparti: agroalimentare (21,3%), costruzioni (15,2%) e commercio (11,4%). Le reti hanno individuato come prioritari gli ambiti della digitalizzazione, dell’ict, della sostenibilità e del marketing, ma hanno evidenziato difficoltà nel tradurre questi fabbisogni in interventi formativi strutturati. Anche il tema delle competenze si è confermato strategico, ma da potenziare: è infatti emerso un significativo mismatch tra domanda e offerta, soprattutto nelle aree produttive, tecniche e della ricerca e sviluppo. Per dare una risposta concreta a queste esigenze, nel rapporto sono richiamati strumenti come la codatorialità e il ricorso ai fondi interprofessionali, così come le nuove agevolazioni fiscali introdotte dalla legge annuale pmi. Nel complesso, i contratti di rete si sono confermati ''uno strumento efficace e consolidato per la competitività delle imprese italiane, ma ancora chiamato a un salto di qualità''. Rafforzare innovazione, competenze e capacità manageriale resta infatti la sfida principale per accompagnarne l’evoluzione e sostenerne l’impatto sul sistema economico nazionale. 
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Brigitte Nielsen a Belve: “Sylvester Stallone era cattivo, mi sentivo in pericolo”

(Adnkronos) – Ospite a 'Belve' nella puntata di martedì 21 aprile, l'attrice e modella icona degli anni '80 Brigitte Nielsen svela a Francesca Fagnani momenti inediti e scioccanti della sua vita: dal bullismo subito a scuola alla dipendenza dall’alcol, l’incontro con l’attuale marito e il turbolento matrimonio con Sylvester Stallone. "Sono come la bomba atomica perché so tutto. Ma ho firmato un contratto…", dice riferendosi alle clausole di riservatezza dell'accordo prematrimoniale con l'attore e regista americano. "Lei dopo 19 mesi di matrimonio ha fatto le valigie all'improvviso e se n'è andata", dice Fagnani. "Qualcosa è cambiato la stessa notte del matrimonio. Terribile, una cosa che non dimenticherò mai. Una tragedia la vita che stava per iniziare. Era molto cattivo, psicologicamente e fisicamente", racconta Nielsen. E prosegue: "Era ossessivo. Mi sentivo in pericolo, non andava bene". "La sua carriera sarebbe stata la stessa senza di lui o è stato determinante?", chiede la giornalista. "Mi ha distrutto la carriera da quando sono andata via da lui. Mi ha fatto entrare nella black list di Hollywood. Non poteva credere che qualcuno lo lasciasse", spiega l’attrice. E poi la frecciatina: "Stallone? A letto era più un coniglio…".  
Nielsen racconta la difficile fase della dipendenza dall'alcol e ricorda la sofferenza di quando nel 2012 è stata paparazzata in evidente stato di alterazione alcolica, con una bottiglia con sé, in un parco a Los Angeles: "È stata una giornata proprio orribile. Qualcuno mi ha fatto una foto. Mi ha rotto mezza anima". E poi ancora in merito all’episodio del 2003, in cui Nielsen aveva tentato di risolvere un momento di profonda crisi personale ingerendo un cocktail di ansiolitici e whisky: "Si è salvata perché non voleva morire o perché è stata fortunata?". "Volevo pace", confessa Nielsen. "L’origine di tutto quel malessere era il rapporto infelice con l’allora suo marito?", chiede Fagnani. "Un rapporto devastante. Mi aveva fatto il lavaggio del cervello. Sai, come l’ISIS. Non ero più me stessa", la sua commossa risposta.  Non mancano momenti esilaranti, come il racconto di una lite con Madonna in un club: "Lei continuava a pestarmi i piedi. L’ho guardata, questa miniatura di Madonna, e le ho dato una spinta". Oltre a Brigitte Nielsen, sono ospiti della puntata di 'Belve' di domani martedì 21 aprile anche Elettra Lamborghini e Shiva. 
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Milano Design Week, a Palazzo Litta la mostra collettiva dell’innovazione

(Adnkronos) – In occasione della Milano Design Week, dal 21 al 26 aprile, torna a Palazzo Litta MoscaPartners Variations 2026 la mostra collettiva dedicata al design innovativo e al progetto firmata MoscaPartners. Partendo dall'installazione nel Cortile d’Onore a cura di Lina Ghotmeh, la mostra si snoda lungo le sale storiche al Piano Nobile del palazzo, presentando i lavori e i progetti di venticinque espositori tra architetti, designer, creativi e aziende internazionali provenienti da undici paesi diversi. Il filo conduttore dell’edizione di quest’anno è "Metamorphosis", inteso come un’esplorazione della trasformazione, del cambiamento, dell’adattamento. La proposta espositiva si incentra sulla trasformazione potenziata dalla sperimentazione, dallo sviluppo di nuovi materiali e dalle tecnologie che oggi possediamo mettendo in luce la sfida che si trova oggi ad affrontare il mondo del design: interpretare gli scenari contemporanei e ipotizzarne di futuri. Al centro rimane l’essere umano, con i suoi bisogni e desideri, ma lo sguardo si estende inevitabilmente al rapporto con il pianeta, alle sue risorse e alle modalità con cui interagiamo con l’ambiente che ci circonda, costruendo una connessione virtuosa tra individuo, spazio e natura.   Ad accogliere i visitatori e a introdurre il tema dell’esposizione è l’intervento site specific dell’architetta nata in Libano e basata a Parigi Lina Ghotmeh, dal titolo "Metamorphosis in Motion", fulcro scenografico e concettuale per l’intera rassegna.    Seguendo quell’approccio progettuale che lei stessa definisce “Archeologia del futuro”, Ghotmeh trasforma lo spazio del Cortile d’Onore con una installazione che intreccia memoria, paesaggio e spazio ispirandosi alla storia del Palazzo e al ruolo del suo cortile come luogo di ricevimento e rappresentazione pubblica, soglia scenografica per cerimonie e incontri ma allo stesso tempo spazio di transizione tra la città e gli spazi interni riccamente decorati.   "Metamorphosis in Motion" incarna l’ambizione di coreografare il movimento, modulare la percezione e trasformare l’architettura in un’esperienza vissuta. Interpretando la metamorfosi come un intenso processo spaziale, in cui forma ed esperienza evolvono insieme, l’installazione spicca per il suo contrasto con la simmetria del contesto circostante. Il padiglione si sviluppa attraverso geometrie curve, prospettive mutevoli e un percorso sequenziale e trasforma ciò che altrimenti resterebbe una scenografia statica in uno spazio esperienziale.   Concepita come un labirinto quadrato di 17 metri per lato e composta da 18 moduli, Metamorphosis in Motion segue le geometrie e le linee del cortile di Palazzo Litta, operando come un dispositivo sensoriale che media tra conservazione e attivazione. L'installazione trasforma il cortile in uno spazio di aggregazione multipla, dove l'architettura viene continuamente reinterpretata attraverso il movimento, la luce e il tempo. Le aree definiti dalla struttura modulare sono progettate per accogliere diversi modi di vivere il padiglione, incoraggiando la percezione sensoriale e il dialogo con il contesto circostante, e invitando i visitatori a sperimentare nuove forme di convivialità e interazione. L'installazione si sviluppa, quindi, in una sequenza di zone funzionali e sensoriali, trasformando l'ambiente in un luogo di partecipazione attiva. La struttura — realizzata in MDF e rifinita con vernici Milesi in diverse sfumature di rosa e superfici materiche — si articola in un percorso che include aree lounge con sedute di Avalon Italia e uno spazio dedicato ai talk, entrambi concepiti per favorire lo scambio e l'interazione sociale. Il viaggio sensoriale è ulteriormente arricchito da uno spazio meditativo e un'area sonora immersiva, insieme a un'esperienza olfattiva curata da Scent Company. Caratterizzata da note di cipresso, olibano e cedro, questa composizione evoca il Libano — terra d'origine di Lina Ghotmeh — trasformando la memoria in un'esperienza spaziale ritualizzata. Completano l'installazione il bookshop di Frab’s Magazines e l'area A Moment of Taste, con i prodotti di Tre Marie e Vitavigor.    Lina Ghotmeh – qui al suo primo lavoro site specific in esterno in Italia – è una figura di riferimento nel panorama internazionale. Il suo approccio progettuale, che lei stessa definisce “Archeologia del futuro”, un metodo che intreccia memoria, paesaggio e spazio, è profondamente influenzato dal contesto culturale e storico della sua città d’origine, Beirut. Dopo gli studi all’American University of Beirut e la formazione all’École Spéciale d’Architecture di Parigi – dove è stata anche docente – Ghotmeh ha consolidato una visione architettonica sensibile e innovativa, capace di fondere rigore, poesia e attenzione al luogo.   Il suo metodo di lavoro interdisciplinare viene adottato anche nei progetti del suo studio parigino Lina Ghotmeh — Architecture, che adotta una visione integrata di ricerca storica, osservazione sensibile e sperimentazione costante. La metodologia si riflette anche nei progetti, in grado di ingaggiare con il contesto un dialogo che ne rivela storia e stratificazioni. Tra i lavori più rilevanti figurano progetti per contesti quali la Biennale di Venezia, il MAXXI di Roma, il Victoria & Albert Museum di Londra e il Danish Architecture Center. Di recente, Lina Ghotmeh è stata nominata architetta per la ristrutturazione dell’ala occidentale del British Museum, è stata inclusa nella lista TIME100 Next 2025 e ha ricevuto il Gold Award per la Migliore Architettura e Paesaggio per il Padiglione del Bahrain all’Expo 2025 di Osaka.   In continuità con le precedenti edizioni, il cortile di Palazzo Litta si presenta ancora una volta come la preludio visivo di MoscaPartners Variations, e come primo incontro con il tema Metamorphosis che Ghotmeh declina attraverso la sua lente progettuale, dove l’architettura diventa il mezzo per rivelare le identità che coesistono in un unico spazio. Lasciandosi ispirare dallo stile Barocco di Palazzo Litta, la sua installazione non si fa semplicemente attraversare ma si diventa porta d’accesso alle molteplici visioni presentate dagli espositori nelle sale, anch’esse barocche, del Piano Nobile del Palazzo.    “Tornare a Palazzo Litta con MoscaPartners Variations 2026 significa riaccendere un dialogo tra la storia e la ricerca di soluzioni progettuali per le sfide della contemporaneità”, afferma Caterina Mosca, fondatrice di MoscaPartners. “Il tema Metamorphosis, non è una semplice esplorazione estetica, ma l’essenza stessa del design inteso come adattamento dinamico: una necessità di mutamento profondo che guarda alla rigenerazione e a un nuovo equilibrio tra l’essere umano e il contesto naturale. In questi spazi storici, le visioni di venticinque espositori internazionali provenienti da undici Paesi convergono in un ecosistema collettivo, dove l’innovazione tecnologica e la sensibilità per i materiali riscrivono i confini dell’abitare. Un racconto vivo introdotto dall’installazione di Lina Ghotmeh, una delle progettiste più interessanti del panorama internazionale e la cui poetica si lega in modo delicato e allo stesso tempo incisivo agli spazi del palazzo e al nostro progetto espositivo. Metamorphosis in Motion è una soglia concettuale che trasforma la percezione dello spazio in un’esperienza partecipativa, tracciando le coordinate di un futuro più consapevole”.   MoscaPartners Variations prosegue quindi nelle sale del palazzo — oggi sede degli uffici del Ministero della Cultura — dove prende forma un racconto corale che reinterpreta il concept dell’esposizione. Questa formula ricalca la linea progettuale di MoscaPartners, già delineata nel 2014 quando Palazzo Litta fu aperto per la prima volta al pubblico del design grazie alla visione di Caterina Mosca e Valerio Castelli, fondatori di MoscaPartners. Il percorso espositivo si sviluppa tra produzioni, serie e indagini sui materiali, in cui la creatività si rinnova continuamente, adattandosi ai cambiamenti e alle sfide del presente, in un’indagine sul ruolo del design nel tracciare la via verso una fruizione più consapevole, etica e rigenerativa. 
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Elezioni Figc, Malagò: “Non ho ancora deciso per candidatura, incontrerò altre componenti”

(Adnkronos) – "Com'è andata? L’ambiente lo conosco molto bene, queste due ore di chiacchierata sono state straordinarie. La fiducia mi fa molto ragionare, ma non ho nessuna certezza di portare avanti la candidatura. Lo farò solo dopo aver incontrato le varie componenti". Sono le parole dell'ex presidente del Coni Giovanni Malagò, al termine dell'Assemblea straordinaria della Lega Calcio Serie A di oggi, lunedì 20 aprile. Malagò si è confrontato con i club della massima serie, che hanno indicato il suo nome per la presidenza della Figc in vista delle elezioni federali del 22 giugno.  L'ex numero uno dello sport italiano ha sottolineato l'importanza degli incontri fissati con le altri componenti per sciogliere la riserva sulla sua candidatura: "Se le altre componenti non saranno d'accordo, ringrazierò e mi farò da parte. "Se ho parlato con il ministro per lo Sport Abodi? Dopo l'incontro con le componenti, è giusto che io parli con il ministro Abodi". In vista di un confronto con le altre componenti, Malagò ha aggiunto: "Barattare una non elezione pur di non fare accordi con tutti che non potrei rispettare? Assolutamente sì. Io non mi sono candidato, ho un mio percorso e ognuno può giudicarlo. Non ho interessi in merito. So far parlare le persone, anche io poi ho chi non mi ama, ma se c’è uno che passa per avere buoni relazioni sono io. Va sostituita la parola compromesso con convincimento. Non ci si deve fermare sulle posizioni, devono darmi fiducia. Bisogna essere bravi a spiegare che c’è una prospettiva molto più importante dopo ed è un discorso che farò anche con le altre componenti". Relativamente alle richieste avanzate dai club, Malagò ha poi precisato che "il sistema deve essere prima di tutto sostenibile, c'è un tema di ricavi e anche di costi. Bisogna mettere a terra dinamiche di gestione diverse, con modelli di riferimento presi anche da altre discipline sportive. Le idee sono fondamentali, ma anche gli impegni di spesa lo sono altrettanto. Se è felice la Serie A, motore del movimento, saranno felici sicuramente anche le altre componenti federali". E ancora: "Penso che il calcio debba mettere da parte i personalismi, si deve mettere in condizione di essere considerato in modo diverso a livello istituzionale. Come dimostrato da altre discipline". 
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Aci e Mim ‘Insieme per la sicurezza stradale’, in Lombardia 650 studenti coinvolti

(Adnkronos) – Si è svolta oggi, al Centro di guida sicura di Aci Vallelunga a Lainate e l'Autodromo nazionale Monza, 'Insieme per la sicurezza stradale', la giornata promossa da Aci e ministero dell’Istruzione e del Merito per diffondere percorsi formativi e di sensibilizzazione in materia di educazione stradale.  L'iniziativa ha coinvolto oltre 650 studenti, tra alunni delle scuole primarie e studenti delle scuole secondarie di primo e secondo grado, che hanno incontrato il ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara e il presidente dell'Aci Geronimo La Russa. Durante i lavori è stato trasmesso un videomessaggio di Kimi Antonelli, leader del campionato mondiale di Formula 1, che ha voluto sottolineare l'importanza del rispetto delle regole, soprattutto quando si è alla guida di un veicolo, ed evidenziare come sia stato fondamentale il supporto dell'Automobile club d'Italia nel suo percorso formativo di pilota. "Parlare di sicurezza stradale ai più giovani -ha dichiarato il presidente dell'Aci, Geronimo La Russa- significa parlare di vita, di responsabilità, di futuro. I nostri ragazzi possono e devono essere i primi ambasciatori di un messaggio forte e chiaro nell'affermazione della sicurezza stradale. Una missione fondamentale nella quale l’Automobile club d’Italia è impegnato da sempre, con convinzione e continuità, attraverso attività formative, campagne di sensibilizzazione e iniziative rivolte alle nuove generazioni. Per noi la sicurezza stradale non è soltanto un insieme di norme da conoscere, ma una cultura da costruire ogni giorno, con esempi concreti, esperienze dirette e messaggi chiari. Aiutare i ragazzi a comprendere tutto questo significa non solo proteggerli oggi, ma renderli domani utenti della strada più consapevoli, più prudenti e più rispettosi della vita propria e altrui". "L’educazione stradale -ha sottolineato il ministro Giuseppe Valditara- è, prima di tutto, educazione al rispetto: rispetto delle regole, e innanzitutto rispetto dell’altro, della vita e della sicurezza di ciascuno. Per questo abbiamo voluto rafforzare il suo ruolo all’interno delle nuove Linee guida per l’educazione civica, rendendola un vero e proprio obiettivo di apprendimento. Non più solo lezioni teoriche, svolte esclusivamente 'dalla cattedra', ma percorsi partecipati, in cui gli studenti siano protagonisti attivi ed in cui gli esempi anche drammatici svolgano un ruolo importante".   "Le testimonianze ascoltate oggi -ha aggiunto Valditara- trasmettono un messaggio chiaro: la scuola deve educare anche all’empatia e alla responsabilità. Saper sentire la sofferenza che ogni nostro comportamento sbagliato può provocare negli altri; assumere comportamenti ispirati a prudenza e maturità. Mai guidare senza adeguate condizioni psicofisiche: alcol, droghe, uso del cellulare, stanchezza sono fattori di rischio gravissimi. Promuovere una cultura della sicurezza stradale significa mettere al centro il senso della comunità: passare dall''io' al 'noi', comprendendo che ogni comportamento individuale ha conseguenze sull’intera collettività. È su questa consapevolezza che vogliamo continuare a investire". Nel corso della giornata, ragazze e ragazzi sono stati coinvolti in un articolato percorso di educazione stradale, costruito per coniugare formazione, esperienza diretta e consapevolezza del rischio. Lezioni sulla distrazione e sulla guida consapevole, dimostrazioni di guida sicura per auto, moto e scooter, prove dedicate all’aquaplaning e alla sbandata, minicorsi sul monopattino, simulatori immersivi, Aci Ready2Go e strumenti per la simulazione degli attraversamenti pedonali, insieme al karting in piazza, hanno offerto ai partecipanti occasioni concrete e coinvolgenti per maturare una più solida consapevolezza dei temi della sicurezza stradale. A Lainate sono state allestite postazioni dedicate ai simulatori, una delle quali con un sistema sperimentale per gli attraversamenti pedonali. Strumenti che hanno permesso agli studenti di confrontarsi direttamente con situazioni realistiche e con i comportamenti corretti da adottare sulla strada. 
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Migranti, Fratelli d’Italia: “Il Cpr di Gjader è pieno e funzionante, smentita l’ennesima falsa narrazione delle sinistre”

(Adnkronos) – "Il Cpr di Gjader è pieno e funzionante così come aveva annunciato il presidente del Consiglio, Giorgia Meloni". È quanto emerge al termine della visita che oggi, lunedì 20 aprile, una delegazione di Fratelli d’Italia ha effettuato in Albania. "Si conferma la funzionalità del centro all’interno del quale sono transitate 536 persone con profili di altissima pericolosità sociale, molti dei quali sono stati rimpatriati", si legge in una nota.   La delegazione di FdI "ha ringraziato le forze dell'ordine e gli operatori sociali e sanitari per l'attività svolta. È stato altresì verificato che il centro per l'espletamento per le procedure accelerate di frontiera è già pronto per entrare in funzione non appena sarà in vigore il nuovo patto per la migrazione e l’asilo. È così smentita l’ennesima falsa narrazione delle sinistre sul mancato funzionamento della struttura che al contrario si presenta come un modello per l’Europa", concludono i parlamentari di FdI. 
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Cobolli, premio di consolazione a Monaco: scambia maglia con… Hummels

(Adnkronos) –
'Premio di consolazione' per Flavio Cobolli a Monaco di Baviera. Il tennista azzurro ha perso la finale dell'Atp 500 tedesco, cedendo in due set all'americano Ben Shelton dopo aver eliminato Alexander Zverev in semifinale, con il punteggio di 2-6, 7-5, ma a fine partita ha ottenuto la maglia di Mats Hummels, ovviamente della 'sua' Roma. Il difensore tedesco, nell'ultima stagione proprio alla Roma prima di decidere di ritirarsi al termine dell'anno, ha infatti assistito alla finale e a fine partita ha incontrato Cobolli, tifosissimo giallorosso. Ne è nato un inedito scambio di maglie, con l'azzurro che ha regalato a Hummels la sua divisa da gioco ricevendone una della Roma firmata proprio dal tedesco. Il tutto è stato condiviso sul profilo Instagram di Hummels: "Che torneo hai disputato", ha scritto nella descrizione taggando proprio Cobolli, "e grazie per la mia prima maglia da tennis scambiata. Daje!". Nei commenti la risposta di Flavio: "Grazie mats, sei una leggenda!! Ci vediamo presto e speriamo di giocare bene a padel insieme".  
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Tumore al pancreas, risultati promettenti per vaccino a mRna personalizzato

(Adnkronos) –
La lotta al tumore al pancreas mette a segno un primo gol nella lunga partita contro questo cancro, oggi 'big killer'. Un vaccino terapeutico sperimentale e personalizzato, che utilizza l'Rna messaggero (mRna), sta mostrando risultati promettenti in un piccolo gruppo di pazienti in uno studio clinico di fase 1 portato avanti dal Memorial Sloan Kettering Cancer Center (Msk) americano. I risultati di follow-up indicano che "quasi il 90% delle persone il cui sistema immunitario ha risposto al vaccino era ancora in vita fino a 6 anni dopo l'ultima somministrazione del trattamento", riferiscono i ricercatori del centro Usa in una nota pubblicata sul sito dell'istituto.  Secondo il report Cancer Statistics 2026 dell'American Cancer Society, il tasso di sopravvivenza a 5 anni per il tumore al pancreas è di circa il 13%. Per questo la prospettiva di avere in futuro un vaccino per la terapia di un cancro così nefasto ha suscitato molto interesse sui social che hanno rilanciato lo studio. "Questi primi risultati dimostrano che questo nuovo approccio immunoterapico ha il potenziale per fare la differenza nella lotta contro uno dei tumori più letali", afferma Vinod Balachandran, specialista Msk, coordinatore dello studio e direttore dell'Olayan Center for Cancer Vaccines (Occv) al Msk. Balachandran – che ha presentato i dati al congresso annuale dell'American Association for Cancer Research (Aacr) – spiega che "gli ultimi dati di questo piccolo studio suggeriscono che i vaccini possono stimolare in modo significativo il sistema immunitario in alcuni pazienti con tumore al pancreas e questi pazienti continuano a stare bene anche anni dopo la vaccinazione".  
Lo studio di fase 1 condotto dal team di Balachandran ha testato cevumeran autogeno (Bnt122, Ro7198457), un vaccino terapeutico a mRna contro il cancro, sviluppato e studiato dalla tedesca BioNTech e dalla statunitense Genentech, società del gruppo svizzero Roche. Una parte cruciale della ricerca ha riguardato l'individuazione e il monitoraggio delle cellule T del sistema immunitario attivate dal vaccino. Questa attività è stata guidata dal biologo computazionale Benjamin Greenbaum, co-direttore dell'Occv.   Nello studio di fase 1 – riferisce Msk – 16 pazienti hanno ricevuto il vaccino autogeno cevumeran dopo un intervento chirurgico per tumore al pancreas, insieme a chemioterapia e a un farmaco immunoterapico inibitore del checkpoint immunitario. I vaccini sono stati creati su misura per ciascun paziente in base alle specifiche alterazioni del Dna tumorale. In 8 dei 16 pazienti il vaccino ha attivato le cellule immunitarie tumore-specifiche, ovvero ha 'insegnato' al sistema immunitario a riconoscere le cellule tumorali come estranee. Questo ha innescato la produzione da parte dell'organismo di linfociti T in grado di colpire e distruggere le cellule tumorali. Degli 8 pazienti il cui sistema immunitario ha risposto al vaccino, 7 (87,5%) erano ancora vivi a distanza di 4-6 anni dall'intervento. Tra gli 8 pazienti che non hanno risposto, solo 2 (25%) erano ancora vivi, con una sopravvivenza mediana di 3,4 anni. "I risultati sono incoraggianti – commenta Balachandran, componente del programma di Immuno-oncologia del Memorial Sloan Kettering Cancer Center – Questi risultati alimentano i nostri sforzi per testare i vaccini a mRna personalizzati su un numero maggiore di pazienti e per un numero maggiore di tumori". Sulla base dei risultati della fase 1, uno studio clinico globale di fase 2 – promosso da Genentech in collaborazione con BioNTech – sta ora testando il cevumeran autogeno su un gruppo più ampio di pazienti presso il Msk e altri centri in tutto il mondo.  La speranza che arriva dai vaccini contro il cancro ha avuto molto seguito sui social. Rispetto a questa prospettiva sul tumore del pancreas, in tanti hanno rilanciato la storia di Donna Gustafson. "Lei è stata la prima persona a partecipare alla sperimentazione clinica del cevumeran autogeno alla fine del 2019, più di 6 anni fa. Le era stato diagnosticato un cancro al pancreas all'età di 66 anni, mentre lei e suo marito Ed erano in visita in Australia da una delle loro 3 figlie", riporta la nota del Msk che racconta la storia di Donna. "Ero sotto shock e il mio pensiero è andato subito ai miei figli", ricorda la paziente. "Chiedevamo al medico: 'Ne è sicuro? E' entrato nella stanza sbagliata per sbaglio?'. Ma eravamo determinati a fare tutto il possibile per sconfiggere la malattia".  "La famiglia è tornata negli Stati Uniti e ha scelto il Memorial Sloan Kettering Cancer Center per le cure. Dopo aver incontrato il chirurgo Jeffrey Drebin, Donna Gustafson ha scoperto di essere idonea per la sperimentazione del nuovo vaccino. Drebin, insieme a Balachandran e all'oncologa Eileen O'Reilly, le ha illustrato passo dopo passo il percorso. Innanzitutto il tumore sarebbe stato rimosso chirurgicamente e analizzato geneticamente per creare un vaccino che avrebbe insegnato alle sue cellule immunitarie ad attaccare specifiche mutazioni presenti solo nel suo tumore. Dopo l'immunoterapia e la vaccinazione, avrebbe ricevuto la chemioterapia standard. Nei mesi successivi Donna ha ricevuto il farmaco immunoterapico e 8 dosi di vaccino, seguite dalla chemio e infine da un'ultima dose di vaccino.  "La chemioterapia è stata dura per il mio corpo, ma il vaccino ha avuto pochissimi effetti collaterali, e non sono durati a lungo – dice Donna – Questo è successo proprio all'inizio della pandemia Covid, il che ha reso difficile rimanere al sicuro durante i continui spostamenti per le cure, ma il Memorial Sloan Kettering Cancer Center mi ha supportato in tutto e per tutto". Oggi Donna ha 72 anni e vive la vita al massimo. Lei ed Ed hanno festeggiato il loro 50esimo anniversario di matrimonio in Sicilia l'anno scorso, continuano a viaggiare molto e a trascorrere del tempo con le loro 3 figlie e i 6 nipoti. "Non ci sono limiti a ciò che posso fare, quindi per me è stato davvero un miracolo", conclude Donna. 
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Design, al Fuorisalone Hilo presenta ‘Your Own Universe’

(Adnkronos) – In occasione della Milano Design Week, anche quest’anno, glo – brand di punta di Bat Italia nel segmento dei dispositivi scalda stick per consumatori adulti – sarà tra i protagonisti della manifestazione che animerà la città meneghina, riconfermando la propria vocazione di mecenate dell’arte e svelando al pubblico Y.o.u. Your Own Universe, un "progetto immersivo e partecipativo perfettamente in equilibrio tra arte, intelligenza artificiale e tecnologia", firmato dal collettivo Numero Cromatico. Dal 20 al 26 aprile, Y.o.u. Your Own Universe – spiega glo in una nota – sarà il fulcro dello spazio glo a Palazzo Moscova, nel cuore del Brera Design District, tra gli epicentri più vitali del Fuorisalone, nell’ambito dell’iniziativa 'glo for art'. L’installazione, che interpreta il tema del Fuorisalone 2026 'Essere Progetto', dimostra – viene evidenziato – "come l’arte possa cambiare pelle attraverso un gesto individuale, totalmente soggettivo, che diviene linguaggio condiviso, e ribalta al contempo il ruolo del pubblico: non più spettatore, ma presenza attiva, parte integrante di un sistema aperto e dinamico, da vivere oltre che da osservare". Y.o.u. Your Own Universe "ridefinisce il rapporto tra corpo, spazio e linguaggio, trasformando il chiostro di Palazzo Moscova in un paesaggio multisensoriale vivo e in continua evoluzione. L'opera costruisce un paesaggio visivo dinamico, in continua trasformazione, in cui il visitatore non è spettatore esterno ma parte integrante del sistema e della sua dimensione simbolica. Un oracolo algoritmico – una sorta di macchina poetica ideata da Numero Cromatico – che condivide visioni sul futuro, mettendo in relazione intelligenza artificiale e linguaggio umano. Il pubblico attraversa lo spazio muovendosi all’interno di un ambiente luminoso e immersivo, in cui la luce disegna un paesaggio visivo in continua evoluzione. Al centro, un grande cerchio interattivo – simbolo di connessione e appartenenza – accoglie i visitatori e li invita a partecipare. Qui, la scelta individuale diventa parte di una narrazione collettiva: con un gesto, il pubblico seleziona parole che si trasformano in messaggi condivisi, proiettati sulle pareti del chiostro. Ogni interazione contribuisce a plasmare l’opera, che evolve costantemente attraverso le azioni dei visitatori, dando vita a un paesaggio percettivo dinamico e in divenire. Una rappresentazione di come il futuro non sia una visione astratta, ma un’esperienza che prende forma nella relazione e nelle connessioni, quando le persone passano dall’'io' al 'noi'".   Così, attraverso l’arte, la tecnologia diventa strumento di un linguaggio poetico e presenza viva: un ponte tra creatività e innovazione che rende ogni visitatore parte integrante dell’opera. Tra riflessi e superfici luminose emergono gli innovativi dispositivi glo Hilo** e glo Hilo Plus**, integrati in modo coerente nel racconto visivo: la loro spiccata vocazione alla personalizzazione li avvicina all’installazione di Numero Cromatico, con la quale il visitatore può interagire in modo diretto e immediato, facendo sì che ogni suo gesto possa tradursi in un segno distintivo, un’impronta personale nello spazio. "Con Y.o.u. e Numero Cromatico, glo – con i dispositivi glo Hilo** e glo Hilo Plus** – torna al Fuorisalone riaffermando il proprio ruolo di mecenate contemporaneo dell'arte, capace di sostenere e valorizzare nuove forme di espressione artistica. Il progetto unisce arte, design e tecnologia in un’esperienza immersiva che supera i confini dell’intrattenimento e apre a modalità più accessibili, inclusive e partecipative. Al centro dell’installazione, il Cerchio – simbolo iconico del brand – evolve da elemento grafico a spazio fisico e relazionale: una soglia da attraversare e un punto di incontro in cui le persone diventano parte attiva dell’opera, contribuendo a generare connessioni e significati condivisi. Un approccio che riflette la visione di glo verso A Better Tomorrow™, dove innovazione, creatività e accessibilità si incontrano per dare vita a esperienze capaci di creare valore culturale e lasciare un impatto concreto e duraturo nelle comunità", ha dichiarato Simone Masè, presidente e amministratore delegato di Bat Italia. "L’opera non offre risposte definitive né significati univoci. Le frasi emergono come possibilità aperte, talvolta enigmatiche, mai completamente traducibili. Proprio questa indicibilità diventa il motore di una reazione proiettiva: ogni visitatore è chiamato a completare il senso attraverso la propria esperienza, a riconoscersi o a prendere distanza, a costruire relazione", ha commentato il collettivo Numero Cromatico.   Attraverso la creazione di format esperienziali, glo – viene evidenziato nella nota – "rafforza il proprio impegno nel creare spazi di condivisione memorabili, capaci di lasciare un segno concreto; una visione che si traduce anche nello sviluppo dei dispositivi glo Hilo** e glo Hilo Plus**, i più avanzati mai realizzati dal brand, progettati per offrire ai consumatori adulti un’esperienza superiore, grazie a funzionalità innovative e a un design raffinato e distintivo". La Milano Design Week 2026 costituisce inoltre l'occasione per svelare un nuovo importante progetto: glo presenta una limited edition di glo Hilo Plus** dal design ispirato a McLaren Racing, il brand sinonimo di prestazioni tecnologiche, design avanzato e continua ricerca della perfezione. Questa ispirazione si riflette in un’esclusiva edizione limitata del dispositivo glo Hilo Plus, l’ultima generazione dei prodotti glo, in cui l’estetica trae spunto dal mondo di McLaren Racing. "Ci rende molto fieri aver realizzato questa Limited Edition di glo Hilo Plus, espressione concreta di una collaborazione ormai consolidata tra Bat Italia e McLaren Racing, che continua a evolversi nel tempo. Un percorso condiviso che ci ha permesso di tradurre l’eccellenza di McLaren Racing in un’esperienza tangibile per i nostri consumatori. Questa partnership rappresenta per noi un passo naturale che ci ha portato a unire design distintivo e spirito pionieristico per dare vita a un prodotto in grado di andare oltre il solo aspetto della funzionalità e diventare espressione di stile e personalità", ha sottolineato Simone Masè, presidente e amministratore delegato di Bat Italia. glo Hilo Plus dal design ispirato a McLaren Racing sarà accompagnata da un esclusivo kit composto da un dispositivo Hilo Plus in edizione limitata, una raffinata custodia protettiva e un’elegante docking station, progettata per ricaricare il device con semplicità. "Ogni dettaglio racconta una storia di bellezza, dinamismo e connessione, frutto di una partnership condivisa che si rinnova nel tempo e si traduce in una costante ricerca della perfezione e nella volontà di superare i limiti", viene sottolineato in conclusione da glo.  
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