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Far west dei biglietti del Colosseo, la denuncia delle guide turistiche contro il ‘secondary ticketing’

(Adnkronos) – Un muro digitale, quasi più invalicabile di quello antico. Acquistare un biglietto per il Colosseo sul sito ufficiale è diventata "una missione impossibile" per turisti e piccoli operatori, spesso costretti a rivolgersi al mercato del "secondary ticketing", dove i prezzi aumentano e le dinamiche sono influenzate da grandi player del settore. A lanciare l'allarme, attraverso un dossier e la segnalazione all’Agcm e all’Anac, è Isabella Ruggiero, presidente dell’Associazione guide turistiche abilitate (Agta), che all’Adnkronos denuncia un sistema a suo dire minato da "accaparramento, falle tecniche e una gestione da rivedere”. La situazione, critica da metà gennaio 2026, rievoca quanto accaduto nel 2023. "Siamo tornati al punto di partenza", spiega Ruggiero. "Sul sito ufficiale i biglietti sono quasi sempre impossibili da acquistare al momento del rilascio e sold-out poco dopo, anche in periodi di bassa stagione come gennaio e febbraio. Questo è anomalo e inaccettabile". Per chi attende il rilascio, l'esperienza è frustrante. O non riesce neanche a visualizzare i biglietti disponibili, perché gli appaiono già esauriti, oppure quando cerca di metterli nel carrello il sistema dà errore. Le guide turistiche inviano ai clienti dei "tutorial" per l'acquisto, ma quest’anno non basta. "Abbiamo raccolto decine di testimonianze e video", continua Ruggiero. Secondo l'analisi dell'associazione, le cause del caos sarebbero molteplici. Il problema principale risiederebbe nel portale di vendita ufficiale, che sembrerebbe essere in sofferenza rispetto alle interazioni e ai tentativi di connessione, inclusi Bot e attacchi informatici, cui è soggetto.  
Esistono due canali di vendita: B2C (per il pubblico) e B2B (per agenzie e tour operator accreditati). La regola vorrebbe che chi è accreditato non attinga dal canale pubblico. "Sappiamo per certo che non è così", afferma Ruggiero. "Molti grandi operatori, per varie ragioni, comprano massicciamente anche sulla piattaforma pubblica usando account diversi, prosciugando la disponibilità per i singoli visitatori". Le ragioni? Varie: Aumentare la quantità e la tipologia di biglietti che gli è stata concessa, evitare di pagare in anticipo le quote di biglietti previste per gli accreditati o aggirare il divieto di vendita negli ultimi 3 giorni prima della visita, una regola pensata per combattere gli "skip the line" di strada ma che, secondo Ruggiero, danneggia molti altri operatori.  Se alcune agenzie accreditate si limitano a comprare dall’altra piattaforma in casi eccezionali, altri operatori invece attingono da lì a mani basse anche tramite Bot, programmi automatizzati che permettono di acquistare enormi quantità di biglietti in frazioni di secondi. Tra questi c’è da notare l’uso del software che, con la tecnica del "freezing" (congelamento), "afferra" e tiene bloccati i biglietti nel carrello, anche per giorni. In questo modo, i biglietti non risultano disponibili al pubblico ma non sono ancora stati pagati dall'operatore, che finalizzerà l'acquisto solo quando avrà una richiesta, garantendosi la disponibilità anche all'ultimo minuto. Di fronte alle segnalazioni, la direzione del Parco del Colosseo ha comunicato che il sito è stato oggetto di "attacchi informatici" (cosa diversa dai Bot per l’accaparramento), attribuendo però il sold-out anche a un'affluenza record. Una spiegazione che non convince Ruggiero: "Non posso credere che a febbraio ci sia stata la stessa affluenza di giugno. L'anomalia è nella velocità con cui i biglietti scompaiono, non il loro esaurirsi graduale. Sentirci rispondere dal Parco che i visitatori dovranno ‘programmare la visita con congruo anticipo’ è una presa in giro, visto che sul sito del Parco non possono prenotare prima di 30 giorni e che era impossibile trovare i biglietti di febbraio 30 giorni prima allo scoccare dell’ora”. Il problema, secondo l’Agta, non sarebbe solo tecnico ma anche gestionale. L’associazione sottolinea di aver avanzato da anni proposte concrete che sarebbero rimaste "inascoltate". Tra queste, è fondamentale quella di "estendere gli orari di apertura in estate”, poiché viene ritenuto "inaccettabile" che il Parco non adotti orari più ampi a fronte dell'enorme richiesta e dell’aumento delle temperature. Un'altra proposta è quella di "abbandonare il rilascio a 30 giorni" dei biglietti, suggerendo una vendita con almeno sei mesi di anticipo per adeguarsi alla programmazione dei viaggi: "Il turista vede che non ci sono biglietti sul sito ufficiale e si riversa immediatamente sulle piattaforme private, dove li trova disponibili per tutto l'anno a prezzo maggiorato”, spiega Ruggiero. Si evidenzia inoltre la necessità di rivedere itinerari e tipologie di biglietti: “Hanno creato un biglietto che nessuno vuole, l'Only Arena da 20 minuti, e altri che invece permettono di visitare tutto con il risultato di starci quasi 2 ore. Servono biglietti che diano accesso a itinerari limitati ma con tempi accettabili per tutti, itinerari più snelli, per velocizzare i flussi. La gente impiega un'ora e mezza per la visita anche a causa di code per l'unico ascensore, per i pochi bagni e per la lunghezza dei percorsi per disabili e persone con difficoltà motorie. Ottimizzando i percorsi si potrebbero far entrare molte più persone al giorno.”  La conclusione dell'associazione è che il simbolo di Roma sia prigioniero di un sistema che penalizza i visitatori e favorisce un mercato parallelo dove il biglietto da 18 euro viene rivenduto in pacchetti con audioguida o altri servizi a partire da 33 arrivando a circa 100 euro. “E questi sono i prezzi dei biglietti ordinari – spiega Ruggiero – I biglietti più ‘preziosi’, quelli dei Sotterranei, se abbinati a una visita guidata costano varie centinaia di euro a persona. Sul sito ufficiale costerebbero 24 euro ma sono costantemente e regolarmente sold-out, impossibili da acquistare, e non solo quest’anno”. “Il visitatore dovrebbe poter scegliere. L’acquisto dei pacchetti turistici privati deve essere una scelta, non un obbligo perché il pubblico non funziona", chiosa Ruggiero, auspicando una gestione più efficiente. 
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Juventus, David chiude il ‘caso spogliatoio’: “Non era vero niente”

(Adnkronos) –
Jonathan David chiude il 'caso spogliatoio' alla Juventus. Il centravanti canadese, arrivato a Torino a parametro zero la scorsa estate dal Lille, ha parlato delle voci che lo volevano escluso dal gruppo squadra bianconero, già smentite prima da Spalletti e poi direttamente da alcuni giocatori. "La Juventus è il club più esposto d’Italia. Tutti gli occhi sono su di te e ovviamente la gente parla. Non so perché e come sia nata questa voce", ha detto David a TSN Canada, "ovviamente non era vero, passo molto tempo con i miei compagni e vado d’accordo con loro".  "Dopo la partita contro il Lecce si è parlato molto del modo in cui ho calciato il rigore e del perché lo avessi tirato io. Quando poi ho segnato e tutti sono venuti ad abbracciarmi con il Sassuolo è stato un momento davvero speciale per me", ha continuato David, "forse a volte le persone non ti capiscono, non ti conoscono veramente e quindi tendono a giudicarti, ma in realtà non importa perché hai persone vicine che si prendono cura di te e sanno chi sei".  
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Bellantone (Iss): “Sulle liste d’attesa pesano esami impropri, impegno per linee guida a medici”

(Adnkronos) – "Lo ribadisco con fierezza: noi abbiamo un sistema sanitario nazionale molto attivo e rispettoso dei cittadini. Ci sono delle problematiche, ma sono problematiche particolari. Per le liste d'attesa, che sono l'aspetto clamorosamente più importante, quello che conta è se noi riusciamo o non riusciamo a fare in tempi giusti un esame che per noi sarebbe essenziale. Su questo stiamo lavorando come Istituto superiore di sanità con le linee guida e le buone pratiche. Il sistema nazionale di linee guida e buone pratiche, che peraltro ci affida una normativa di legge, è ciò che permette di identificare una 'flow chart' in maniera tale che, al comparire di un sintomo o di una problematica, si evidenzi qual è l'esame giusto da fare, qual è la pratica giusta da attuare. In mancanza di tutto ciò, c'è un 'fai da te' che comporta un allungamento improprio di attese su esami che sarebbero inutili, togliendo spazio a quelli che sarebbero efficaci". Lo ha evidenziato il presidente dell'Istituto superiore di sanità (Iss), Rocco Bellantone, intervenendo oggi al convegno 'Adnkronos Q&A – Salute, prevenzione e risorse: le sfide', in corso a Roma.  "I medici del territorio fanno quello che possono, ma vengono continuamente messi sotto pressione da una richiesta inappropriata di esami", ha osservato il presidente dell'Iss, rimarcando l'importanza di intervenire sul nodo dell'appropriatezza. Va dato "a questi stessi medici, a tutti gli operatori sanitari, uno strumento preziosissimo che elimina quell'evento drammatico che è la medicina difensiva: se il medico ha una certezza su quello che deve o non deve fare in una determinata situazione, può evitare di rifugiarsi in quegli atteggiamenti che provocano sprechi e provocano allungamento delle liste d'attesa". 
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Ascolti tv, la replica di ‘Montalbano’ vince la prima serata con il 15,9%

(Adnkronos) – La replica dell'episodio 'Gatto e cardellino' de 'Il commissario Montalbano' ha vinto la prima serata di ieri con il 15,9% di share. La serie di Rai1 con Luca Zingaretti ha incollato allo schermo 2.811.000 telespettatori. Su Canale 5 'Grande Fratello Vip' ha intrattenuto 1.809.000 telespettatori, pari al 15,1%. Su La7 'DiMartedì' ha raggiunto 1.810.000 telespettatori e l’11,1%. Su Rai2, 'Belve' ha conquistato 1.280.000 telespettatori, pari all’8,6%.  Su Italia1, 'Le Iene presentano: La Cura' ha raggiunto 804.000 telespettatori e il 7%. Su Rete4, 'È Sempre Cartabianca' ha totalizzato 546.000 telespettatori e il 4,2%. Sul Nove 'Only Fun – Comico Show' ha radunano 600.000 telespettatori, pari al 3,5%. Poco sotto con il 3,2% c'è 'FarWest' – in onda su Rai3 – è stato visto da 487.000 telespettatori. Nella fascia access prime time, su Canale5 'La Ruota della Fortuna' ha conquistato 4.987.000 telespettatori e il 23,1%. Su Rai1 'Cinque Minuti' ha registrato 4.392.000 telespettatori (21.7%) e 'Affari Tuoi' 4.779.000 telespettatori e il 22,1%.  
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Cappellacci (Fi): “La sanità è una sfida che il regionalismo ha fallito”

(Adnkronos) – "Ci sono alcuni provvedimenti importanti in questo momento all'esame del Parlamento. Noi ci siamo trovati al centro di una tempesta perfetta: oltre ai cambiamenti in atto, che probabilmente si sarebbero dovuti intuire prima e per i quali comunque ci saremmo dovuti attrezzare prima – cioè il cambiamento demografico, la necessità di spostare l'equilibrio dalla visione ospedalocentrica alla sanità territoriale – abbiamo avuto il Covid. Il Covid ha generato un blocco del sistema e ci sono tutta una serie di accertamenti diagnostici che poi si sono ribaltati sulle liste d'attesa. E allora, partendo proprio dalle liste d'attesa, un tema molto sentito di cui leggiamo tutti i giorni, dobbiamo chiederci forse: perché non si è pensato prima di fare un sistema che potesse dare il monitoraggio della situazione nazionale e che consentisse poi di attivare gli strumenti, di attivare la terapia necessaria, giusta, nel punto giusto? Lo dico anche rispetto a una diseguaglianza territoriale che oggi è particolarmente profonda e sentita in tutto il Paese. Lo dico da ex presidente di una Regione a statuto speciale, da autonomista convinto che corre il rischio di diventare un autonomista pentito: se c'è una sfida che il regionalismo ha fallito è proprio quella della sanità". E' la riflessione di Ugo Cappellacci (Fi), presidente della Commissione Affari sociali alla Camera, che, intervenendo oggi al convegno 'Adnkronos Q&A – Salute, prevenzione e risorse: le sfide', in corso a Roma, parte da una premessa: l'indagine presentata oggi, una rilevazione sulla percezione degli utenti, "ha rilevato un certo tipo di sfiducia nei confronti del sistema sanitario nazionale. Noi però non dobbiamo dimenticare che il nostro Ssn è ancora oggi un'eccellenza nel mondo, che assicura qualità di cura e assistenza", secondo "un principio universalistico che molti ci invidiano". Detto questo, però, ha continuato Cappellacci, "noi abbiamo 21 sistemi sanitari regionali, tra Regioni e Province autonome, e la messa a terra della gestione spetta alle Regioni. Ma in passato sono stati dati fondi che non sono stati spesi sulle liste d'attesa, sono stati utilizzati per altro".  Oggi uno dei problemi, ha osservato, è che "non c'è il quadro puntuale vero" sulle liste d'attesa. Non possiamo basarci su indagini spot o su articoli che mettono in evidenza solo quello che non funziona". E poi "c'è un altro tema fondamentale che è quello dell'appropriatezza: ci sono molti esami che oggi vengono prescritti perché c'è anche quel meccanismo della medicina difensiva che pesa sul Ssn, perché probabilmente il suo costo sfiora i 9 miliardi". Come intervenire? In primo luogo, "con la legge delega sulla riforma delle professioni viene introdotto un meccanismo di razionalizzazione che non è uno scudo penale, è una razionalizzazione che insieme al meccanismo delle linee guida consente ai sanitari di poter operare in maggiore tranquillità e di evitare tutta una serie di situazioni. La legge nasce da un'indagine conoscitiva molto approfondita che è stata fatta sentendo tutti gli stakeholder (gli operatori sanitari, gli Ordini, le associazioni, i sindacati), e sono emersi tutta una serie di problemi: carenze di personale, differenze territoriali, problemi di attrattività delle professioni, sicurezza sul lavoro, necessità di migliore organizzazione. La legge delega prevede una serie di misure che riguardano tutti i professionisti sanitari, cercando di trovare soluzioni su una serie di temi importanti: abbiamo il riordino delle forme di lavoro flessibile degli specializzandi, gli incentivi e i riconoscimenti per chi opera in aree disagiate, la semplificazione degli adempimenti amministrativi, i meccanismi premiali legati anche alla riduzione delle liste d'attesa. Si interviene sullo sviluppo delle competenze con un sistema nazionale di certificazione, sul problema della formazione e della specializzazione per i medici di medicina generale, anche questo un aspetto determinante".  Sono dunque "in atto una serie di riforme. E, sul piano delle risorse – ha evidenziato Cappellacci – questo Governo ha fatto sforzi straordinari, nonostante la situazione veramente complicata e ulteriormente appesantita e aggravata dal piano internazionale. Ma non è un problema solo di risorse, anzi. Le sfide vere sono i modelli organizzativi e la prevenzione. Anche su quest'ultima ci sono dei passi avanti significativi e penso che la sostenibilità del sistema possa reggersi solo se si affronteranno in modo determinato questi due aspetti".  
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Juventus, infortunio per Milik: stagione finita. Emergenza attacco per Spalletti

(Adnkronos) –
Infortunio per Arkadiusz Milik. L'attaccante della Juventus, appena rientrato da problemi fisici in serie che ne hanno condizionato le ultime stagioni, ha riportato un infortunio muscolare che lo terrà fuori dai campi per 4-5 settimane. La sua stagione, quindi, è da considerarsi conclusa in anticipo, con Spalletti che si ritrova in emergenza in attacco in vista della prossima partita contro il Bologna, valida per la 33esima giornata di Serie A, con solo David e Openda disponibili. Milik quindi salterà non solo la sfida casalinga contro la squadra di Italiano, ma anche tutte le restanti partite della stagione.  Appena rientrato in campo per degli spezzoni di partita contro Sassuolo e Genoa, l'attaccante polacco dovrà restare ancora ai box, con la sua assenza che si aggiunge a quella di Dusan Vlahovic, anche lui vittima di infortunio nelle scorse settimane.  
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Imprese, Aceti (Deltha Pharma): “Governance è infrastruttura di fiducia che le rende bancabili”

(Adnkronos) – Il tessuto imprenditoriale italiano affronta una crisi strutturale: il 95% delle 4,6 milioni di imprese attive sono microimprese spesso prive di governance adeguata. La piccola dimensione organizzativa con meno di 10 dipendenti si traduce in difficoltà concrete. Per esempio nell'accesso al credito, sono praticati tassi medi del 4,16% per prestiti sotto il milione di euro contro il 3,29% per quelli superiori. Di questo nodo cruciale si è discusso al convegno «Il ruolo della Politica nel migliorare il dialogo Banca-Impresa», organizzato dall'Associazione Nazionale Finanzialisti (ANF) il 14 aprile presso l'Aula dei Gruppi Parlamentari della Camera dei Deputati a Roma. Un confronto tra mondo accademico, istituzionale e imprenditoriale, moderato da Sergio Luciano, direttore di Economy e Investire, che ha messo al centro la governance aziendale come pilastro del sistema economico nazionale. Tra gli interventi, quello di Maria Francesca Aceti, ceo di Deltha Pharma srl, ha portato la voce dell'impresa con una testimonianza che intreccia esperienza diretta e visione strategica. Il suo intervento, 'La governance come infrastruttura di fiducia nel sistema economico e nel dialogo tra impresa e sistema bancario', ha posto una questione di fondo: il problema dell'accesso al credito per le pmi non è solo finanziario, ma organizzativo e culturale. "Nel 2011 sono entrata in un'azienda vicina al fallimento, con debiti pesanti e senza accesso al credito", racconta Aceti. "Non avevamo capitale, ma abbiamo costruito fiducia attraverso la governance, trasformando completamente il nostro rapporto con il sistema bancario». Il percorso di Deltha Pharma — da impresa non affidata a realtà con rating massimo presso gli istituti di credito — dimostra che la trasformazione è possibile anche partendo da situazioni critiche".   La frammentazione del tessuto imprenditoriale italiano, con il 95% delle imprese classificate come microimprese, rappresenta non solo un limite dimensionale ma soprattutto organizzativo. "Il problema è che banche e piccole imprese parlano linguaggi diversi", osserva Aceti. "Le imprese parlano di prodotto e mercato, le banche di rischio e sostenibilità. La governance è il ponte tra questi due mondi", sottolinea. Una disconnessione comunicativa che si traduce in opportunità mancate per l'intero sistema economico. Il contesto macroeconomico amplifica queste criticità. Con previsioni Istat che indicano una crescita del PIL italiano del +0,6% per il 2025 e un fabbisogno occupazionale stimato tra 3,3 e 3,7 milioni di lavoratori entro il 2029, la necessità di imprese strutturate diventa ancora più urgente. La trasmissione non uniforme della politica monetaria penalizza ulteriormente le realtà meno organizzate, creando un circolo vizioso dove la mancanza di struttura limita l'accesso al credito e quindi la possibilità di crescita.  "La governance non è burocrazia, è infrastruttura di fiducia", sottolinea Aceti, evidenziando come strumenti quali il MOG 231, le certificazioni e il reporting ESG non siano meri adempimenti ma elementi di credibilità aziendale. Un tema, quello della compliance come leva competitiva, al centro anche degli altri interventi del convegno — dai requisiti di accesso al credito per PMI e startup alla certificazione del valore intangibile attraverso il rating algoritmico, fino al ruolo del sistema di controllo integrato per la gestione del rischio. La digitalizzazione e i nuovi obblighi normativi aggiungono ulteriore pressione. Dal 2026, anche le PMI quotate dovranno adeguarsi alla rendicontazione non finanziaria in formato digitale, mentre il Cyber Index evidenzia un persistente ritardo strutturale nella cybersecurity. Elementi che rendono ancora più critica l'implementazione di sistemi di governance adeguati. Le proposte emerse dal convegno puntano su programmi di formazione imprenditoriale mirati, modelli di governance semplificati per le pmi, un uso più strategico di bandi e incentivi per accompagnare il salto organizzativo, e sistemi di premialità per chi investe in struttura e trasparenza. «Non dobbiamo incentivare solo l'accesso al credito, dobbiamo incentivare la qualità delle imprese», afferma Aceti, delineando una visione dove la governance diventa leva di sviluppo economico. Il caso Deltha Pharma dimostra concretamente che la trasformazione è possibile. L'azienda, passata da una situazione di quasi fallimento a diventare una realtà internazionale riconosciuta tra quelle a maggiore crescita in Italia, rappresenta un modello replicabile per migliaia di PMI italiane che affrontano sfide simili. "Senza fiducia non c'è credito di qualità, e senza credito di qualità non c'è crescita duratura", conclude Aceti, sintetizzando una visione dove la governance non è più vista come costo o adempimento, ma come investimento strategico per la competitività. In un sistema dove la frammentazione imprenditoriale è strutturale, la capacità di costruire organizzazioni leggibili e affidabili diventa il vero differenziale competitivo. 
—lavorowebinfo@adnkronos.com (Web Info)

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Champions, Raphinha e la profezia (sbagliata) in Atletico-Barcellona

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Raphinha e la profezia 'sbagliata' in Atletico Madrid-Barcellona. Prima del fischio d'inizio del derby spagnolo valido per il ritorno dei quarti di finale di Champions League Raphinha si è mostrato piuttosto spavaldo davanti ai tifosi avversari, che hanno riempito ogni seggiolino del Wanda Metropolitano. L'attaccante brasiliano, ricevendo i cori poco amichevoli dei tifosi dell'Atletico, ha fatto un segno con le mani in direzione delle tribune urlando le parole: "Oggi andate a casa". Una chiara dichiarazione d'intenti da parte del calciatore del Barcellona, che credeva, come il resto dei suoi compagni, nella rimonta dalla 0-2 subito in casa nella gara d'andata. La partita però ha raccontato una storia diversa. Il Barcellona è volato subito sul 2-0 con i gol di Yamal e Ferran Torres, ma ha subito sul finale di primo tempo la rete di Lookman, che ha fissato il risultato sul 2-1 finale e che è valsa all'Atletico la qualificazione alla semifinale di Champions League. Con buona pace di Raphinha.  
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Frana a Niscemi, 13 indagati per disastro colposo

(Adnkronos) – Sono tredici le persone indagate dalla Procura di Gela (Caltanissetta) nell'ambito della inchiesta sulla frana di Niscemi (Caltanissetta) per disastro colposo. Lo ha detto il Procuratore capo Salvatore Vella nel corso di una conferenza stampa in Tribunale. Sono decine le audizioni condotte dalla magistratura, che ha sentito in questi mesi tecnici, funzionari e dirigenti, tutti ascoltati come persone informate sui fatti. Oggi la svolta con i 13 indagati. 
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Farmacie, Gemmato: “50 milioni per rafforzare la sanità vicino ai cittadini”

(Adnkronos) – "Il Governo ha investito molto sulla cosiddetta 'farmacia dei servizi'. Si tratta di farmacie che non si limitano più a vendere farmaci, ma offrono anche prestazioni sanitarie semplici e accessibili. Oggi in Italia ci sono circa 20.000 farmacie, tra pubbliche e private convenzionate, diffuse su tutto il territorio. Queste rappresentano un presidio sanitario fondamentale, soprattutto nelle aree più isolate, montane o con meno servizi. In molti casi il farmacista, insieme al medico di medicina generale, è il punto di riferimento sanitario più vicino ai cittadini. Questa rete è stata resa stabile grazie a un finanziamento di 50 milioni di euro, proseguendo un progetto avviato anche da Governi precedenti". Lo ha detto Marcello Gemmato, sottosegretario alla Salute, nel suo intervento oggi al convegno 'Adnkronos Q&A – Salute, prevenzione e risorse: le sfide', in corso a Roma.  "Nelle farmacie – sottolinea Gemmato – è ora possibile effettuare diverse prestazioni di bassa complessità, come: elettrocardiogrammi, spirometrie, vaccinazioni, servizi di telemedicina, prenotazioni di visite ed esami. Questo aiuta soprattutto anziani e persone fragili ad accedere più facilmente al Servizio sanitario nazionale, evitando allo stesso tempo il sovraffollamento di ospedali e strutture sanitarie". 
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