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Carburante a rischio per i voli, al via restrizioni in 4 aeroporti italiani

(Adnkronos) – Al via le prime restrizioni oggi sabato 4 aprile in 4 aeroporti italiani a causa della crisi dei carburanti legata alla guerra in Iran. Gli scali di Bologna, Milano Linate, Treviso e Venezia fino al 9 aprile saranno soggette a restrizioni di rifornimento, con eccezione per le ambulanze e voli di stato di durata superiore alle 3 ore. Lo comunica Air Bp Italia, nel bollettino aeronautico rivolto alle compagnie aeree.  "Le limitazioni di carburante non sono significative per gli aeroporti del gruppo Save (Venezia, Treviso, Verona). Il problema è relativo ad un solo fornitore e negli scali del gruppo ne sono presenti altri che riforniscono la gran parte dei vettori". E' quanto comunica il gruppo Save in una nota. "Comunque, nessuna limitazione è posta per i voli intercontinentali e per l’area Schengen ed è garantita l’operatività senza alcun allarmismo", si aggiunge nel testo. 
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Allegri: “Io ct della Nazionale? Sono al Milan e mi piacerebbe fare la Champions”

(Adnkronos) – "Io tra i candidati al ruolo di ct della Nazionale? In questo momento non ci ho ancora pensato, ora sono al Milan, sono contento di essere qui e spero di rimanere a lungo in rossonero. La Champions è una competizione affascinante, e che io non faccio da tempo. Mi tocca riabituarmi… Un anno me l'hanno fatta saltare, un altro mi hanno mandato via… Mi piacerebbe tantissimo tornare a farla". Così l'allenatore del Milan Massimiliano Allegri, in conferenza stampa, a due giorni dal big match con il Napoli. "Sulla Nazionale non dipende da Allegri o da un altro, ma da tutto il sistema calcio. Non è tutto da buttare". 
Allegri ha poi detto la sua sul momento del calcio italiano: "Dire ora cosa bisognerebbe fare spetta a chi di competenza. Tutti dovrebbero riunirsi, analizzare e lavorare per un unico obiettivo. Prendendosi il tempo necessario per fare un programma. Apro e chiudo parentesi: penso che i giocatori buoni in Italia ci siano e che il futuro sarà positivo".   
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Lotito risponde a Renzi: “Stesso stipendio ma io presente al 94% di votazioni in Senato, lui al 54”

(Adnkronos) – Prosegue la polemica a distanza tra Matteo Renzi e il presidente della Lazio e senatore di Forza Italia Claudio Lotito, che replica al nuovo attacco dell'ex premier rivendicando una presenza costante in Senato, il 94 per cento di partecipazione alle votazioni, rispetto a quella del leader di Italia viva, che fa registrare un tasso del 54 per cento. "I numeri -si legge in una nota diffusa dal patron della società biancoceleste- non si discutono. Si leggono. Stessa legislatura. Stessa carica. Stesso stipendio pagato dagli italiani. Poi ci sono i fatti: 54% di presenza per Matteo Renzi, 94% di presenza per Claudio Lotito. Su 7.666 votazioni, la differenza è netta: oltre 40 punti in più e assenze superiori di oltre 50 volte. Non è una sfumatura. È un divario! E non finisce qui: oltre 100 voti difformi dal proprio Gruppo" per Renzi "a conferma di una linea politica spesso variabile, non sempre coerente (in base agli interessi del momento). A questo punto la domanda è semplice: chi rappresenta davvero i cittadini in Parlamento?". 
Lotito ha continuato: "Fa sorridere che a fare polemica sia chi è tra i meno presenti, mentre altri garantiscono presenza costante e lavoro quotidiano, anche nelle commissioni e spesso lontano dai riflettori. Il Parlamento non è un palco. Non è una parentesi tra un impegno e l’altro. È un dovere. C’è chi lo esercita ogni giorno. E chi, invece, lo interpreta a intermittenza. Gli italiani non hanno bisogno di slogan. Hanno già i numeri". Lotito ha risposto in questo modo a un post pubblicato in mattinata da Renzi sui suoi canali social. Queste le parole dell'ex premier, oggi leader di Iv: "Ieri ho fatto alcune proposte in tv per rilanciare il calcio italiano. Il collega senatore di Forza Italia, Claudio Lotito, ha risposto attaccandomi sul piano personale. Lotito è anche il presidente della Lazio ed è per me uno dei simboli del fallimento del sistema del calcio di questo Paese". E ancora: "Il senatore di Forza Italia ha poi detto che io uso lui per avere visibilità visto che in Italia non mi conosce nessuno. E mi ha detto che dovrei imparare da lui a fare il senatore. È tutto bellissimo, amici. I tifosi sanno bene che cosa ha fatto Lotito nel calcio in questi anni. Non tutti i cittadini italiani, però, sanno cosa fa Lotito tutti i giorni in Senato. Agevolo documentazione fotografica. Questa è la classe dirigente che vorrebbe darmi lezioni, e passi. Ma questa è soprattutto la classe dirigente della maggioranza che governa l’Italia nel pieno della crisi. Buona Notte!", chiosa l'ex premier. 
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Morto Vittorio Messori, funerali sabato 11 aprile all’Abbazia di Maguzzano

(Adnkronos) – I funerali dello scrittore e giornalista Vittorio Messori, morto nella serata del Venerdì Santo nella sua casa di Desenzano sul Garda, si terranno sabato 11 aprile, alle 9.30, nell'Abbazia di Maguzzano, nel comune di Lonato del Garda, in provincia di Brescia. Le esequie saranno celebrate dal vescovo di Verona, monsignor Domenico Pompili, ha annunciato all'Adnkronos Rosalia 'Rosi' Bontà, l'assistente personale dell'autore del bestseller internazionale "Ipotesi su Gesù".  Per Messori quell'Abbazia era un punto di riferimento per il lavoro e la riflessione: lì aveva anche il suo studio, dove aveva scriveva i libri. In quello stesso luogo si era fatto promotore di una 'chiesa a cielo aperto', che aveva battezzato "Santuario della Madonna degli Ulivi". Così Messori raccontava di aver scoperto l'abbazia di Maguzzano: "Il chiostro è tra le cose più belle del rinascimento lombardo e la chiesa, coeva, ha un'armonia e un fascino singolari ma soprattutto avvertii il fascino del luogo, ancora avvolto nel verde. Divenni ben presto amico dei religiosi della comunità di don Giovanni Calabria, fondatore delle congregazioni dei Poveri Servi e delle Povere Serve della Divina Provvidenza. Col passar del tempo Maguzzano mi 'entrava dentro'. Grazie all'amicizia generosa dei figli di don Calabria ho potuto occupare alcuni locali dove ho installato lo studio, l'archivio e i libri di maggior consultazione". La camera ardente sarà allestita venerdì 10 aprile, dalle ore 9 alle 12 e dalle 15 alle 18, nella Sala del Commiato di Desenzano sul Garda, il paese dove Messori viveva da tempo. Sempre venerdì prossimo, alle 18.30, all'Abbazia di Maguzzano sarà celebrato il Santo Rosario per il defunto. Dopo il funerale, la salma di Messori sarà tumulata nel cimitero di Treviglio (Bergamo), nella tomba della famiglia della moglie, Rosanna Brichetti, scomparsa quattro anni fa nel giorno del Sabato Santo.  
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Maltempo, crollo ponte sul Trigno: proseguono ricerche dell’uomo disperso

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Continuano le operazioni di ricerca dell’uomo disperso nel fiume Trigno a seguito del crollo parziale del ponte lungo la Strada Statale 16 a Montenero di Bisaccia, in provincia di Campobasso. Sul posto sono al lavoro i vigili del fuoco con specialisti sommozzatori, droni, squadre ordinarie e fluviali per la perlustrazione lungo le sponde del fiume. Nella mattinata di giovedì 2 aprile, un improvviso cedimento dovuto al maltempo aveva travolto il ponte sul fiume Trigno lungo la Statale 16 Adriatica, interrompendo completamente il traffico tra Abruzzo e Molise. La struttura, da mesi in ristrutturazione e già regolata da un semaforo per il senso unico alternato, è crollata in un tratto già debilitato dalle piogge. 
Un auto è stata coinvolta nel crollo. A bordo probabilmente un uomo di 53 anni di Bisceglie (Barletta-Andria-Trani), con la figlia che ha lanciato un appello su Facebook: "Non abbiamo più sue notizie da oltre 12 ore. Era in viaggio verso Ortona al momento del crollo del ponte. La sua ultima posizione è stata Termoli. Viaggiava con Fiat Bravo, Champagne. Chiunque abbia informazioni è pregato di contattare immediatamente il 112. Grazie per l’aiuto". Le ricerche finora non hanno dato esito, ma continuano. L'uomo è stato successivamente identificato come Domenico Racanati, 53 anni. L’uomo era diretto verso Ortona e viaggiava a bordo di una Fiat Bravo color champagne. La sua ultima posizione nota risulta essere Termoli. Nella giornata di venerdì è stata rinvenuta nel fiume la targa del veicolo.  
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Ascolti tv, 3 aprile: Rito della via Crucis su Rai 1 vince prime time con 20,6% di share

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E' Rai 1 con il Rito della Via Crucis a vincere la sfida della prima serata televisiva di ieri, venerdi 3 aprile, con 3.844.000 spettatori e uno share del 20.6% di share. Secondo posto per Canale 5 con il 'Grande Fratello Vip' visto da 2.024.000 spettatori con uno share del 17.4%. Su Rete 4 'Quarto Grado' totalizza 1.193.000 spettatori con uno share del 9.5%, su La7 'Propaganda Live' raggiunge 973.000 spettatori con il 7.2% di share, mentre su Italia1 'Justice League' coinvolge 990.000 spettatori con il 6% di share. Infine su Rai 2 'Oltre il Paradiso' conquista 749.000 spettatori pari al 5.2% di share e 'Delitti in Paradiso' 805.000 spettatori pari al 4.4% di share. Nell'access time vince Canale 5 con 'La Ruota della Fortuna' che raccoglie 4.797.000 spettatori pari al 25.2% di share, seguito da Rai 1 con 'Speciale Porta a Porta – La Passione di Crans' che coinvolge 3.520.000 spettatori pari al 19.4% di share; da La7 con 'Otto e Mezzo' con 1.615.000 spettatori e uno share dell'8.6%; da 'Un Posto al Sole' su Rai 3, con 1.348.000 spettatori pari al 7.1% di share e dal 'Cavallo e la Torre', sempre su Rai 3, seguito da 1.108.000 spettatori pari al 6.1% di share. 
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Atletica, Roma si candida a ospitare Mondiali 2029-31

(Adnkronos) – La Federazione italiana di Atletica Leggera comunica di aver trasmesso alla World Athletics la candidatura della città di Roma all’organizzazione dei Campionati del Mondo del 2029-2031. Il progetto è stato ritenuto valido dal Governo, che tramite il ministro dello Sport Andrea Abodi ha prodotto una lettera di sostegno, inserita nel dossier. Secondo l’iter stabilito dalla World Athletics, le città candidate all’organizzazione dei Campionati del Mondo avranno tempo fino al 5 agosto prossimo per completare la documentazione, incluse le indispensabili garanzie di sostenibilità economica che, nel nostro caso, saranno oggetto di più approfonditi confronti con il Governo.  Nel mese di settembre, infine, la scelta della città che organizzerà la rassegna iridata. L’Italia ha ospitato solo una volta i Campionati del Mondo di atletica leggera: avvenne dal 29 agosto al 6 settembre del 1987, allo Stadio Olimpico di Roma. Lo stesso impianto che era già stato in precedenza teatro dei Giochi Olimpici del 1960 e dei Campionati Europei del 1974 e che, meno di due anni fa, ha fatto nuovamente da cornice alla massima rassegna continentale. 
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Fenice, Colabianchi dopo le contestazioni: “Mie dimissioni sono escluse”

(Adnkronos) – “Le mie dimissioni sono escluse. La mia nomina alla guida della Fondazione Teatro La Fenice è nata da una visione chiara e condivisa: imprimere un cambiamento radicale e un nuovo dinamismo a una delle istituzioni culturali più prestigiose al mondo. Il lavoro svolto fin dal primo giorno del mio mandato segue esattamente questa direzione, con l'obiettivo di ampliare gli orizzonti artistici e garantire una gestione solida e proiettata al futuro". Con queste parole diffuse oggi tramite Adnkronos, il sovrintendente della Fenice, Nicola Colabianchi conferma che non intende cedere alle pressioni e proseguirà nel suo mandato, che punta a innovare e rilanciare l’istituzione veneziana. La vicenda prende origine dalle proteste esplose nella serata del Venerdì Santo al Teatro La Fenice, poco prima del concerto diretto dal maestro Michael Hofstetter. Un singolo spettatore ha gridato “Colabianchi dimettiti” appena entrati gli orchestrali, provocando l’adesione di gran parte del pubblico, con applausi di sostegno alla richiesta e il lancio di volantini dai palchi che invocavano le dimissioni del sovritendente per la gestione della vicenda di Beatrice Venezi, nominata alla direzione musicale contro il parere dell'Orchestra. "È necessario ribadire un punto fondamentale: un mandato di rottura, finalizzato all'innovazione e al superamento di vecchi schemi, è per sua natura e premessa divisivo – afferma Colabianchi – Ogni trasformazione profonda genera resistenze; tuttavia, la bontà di un progetto di tale portata deve essere valutata esclusivamente sulla base degli esiti concreti e dei risultati che il Teatro otterrà nel medio e lungo periodo". In merito alle recenti richieste di dimissioni, spiega, "è evidente la loro natura puramente strumentale. Si tratta di attacchi che eludono sistematicamente il merito della gestione e dell'indirizzo artistico per spostarsi sul piano della polemica politica o personale. Proprio perché prive di fondamento tecnico e gestionale, tali istanze non sposteranno di un millimetro l’impegno della Sovrintendenza nel portare a compimento il mandato ricevuto".  Già prima dell’inizio del concerto del Venerdì Santo, i sostenitori del Comitato Fenice Viva avevano distribuito un volantino in cui si leggeva: "L’azione arrogante e autoritaria del sovrintendente sta compromettendo la Fenice. Continueremo a difendere il nostro teatro. Chiediamo le dimissioni di Nicola Colabianchi". Il Comitato, nato lo scorso settembre e composto da storici abbonati e spettatori abituali, si è formato per sostenere la mobilitazione dell’Orchestra e del Coro contro alcune decisioni della Sovrintendenza. 
Al centro della contestazione c’è soprattutto la nomina di Beatrice Venezi come nuova direttrice musicale della Fenice a partire dal prossimo ottobre, scelta contestata da parte dei musicisti, che ritengono il suo curriculum non all’altezza del prestigio dell’istituzione. Dal 22 settembre scorso, quando avvenne la designazione di Venezi da parte del sovrintendente, le maestranze del teatro, con gli orchestrali in testa, hanno indetto lo stato di agitazione con proteste, volantinaggi, assemblee, cortei, scioperi. I lavoratori della Fenice, come hanno ripetuto più volte le organizzazioni sindacali e la Rsu, non contestano la persona della 36enne direttrice d'orchestra ma il suo curriculum giudicato non all'altezza e respingono le implicazioni politiche che tale nomina comporterebbe.  
Nonostante la polemica, Colabianchi conferma che il suo mandato continuerà senza cambiamenti, sottolineando che il valore del suo lavoro dovrà essere giudicato sui risultati concreti e sul futuro del Teatro, "più che sulle reazioni immediate o sulle pressioni esterne". La vicenda della Fenice va a incrociarsi in queste settimane anche con la campagnia politica in vista delle elezioni comunali di Venezia che si terranno a maggio. (di Paolo Martini) 
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Sinner maestro di tennis per un giorno: la ‘lezione’ a Montecarlo

(Adnkronos) –
Jannik Sinner maestro di tennis per un giorno. A poche ore dal via del Masters 1000 di Montecarlo, il fuoriclasse azzurro si è divertito passando una giornata particolare a due passi da casa. Insieme ad altri giocatori come Alexander Zverev, il numero 2 del ranking Atp ha regalato momenti speciali ad alcuni bambini arrivati nel Principato per godersi il torneo con le proprie famiglie.   
Sinner è stato maestro per un giorno, come raccontato da alcuni video che in queste ore stanno facendo il giro dei social. In un filmato si vede per esempio Jannik con una bambina, intento a dare indicazioni sulla postura da tenere in campo e sulla coordinazione. Le basi del mestiere del tennista. Con un coach così, futuro assicurato.  
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Il toro incorna e uccide il torero, lo choc in Spagna

(Adnkronos) – Un torero ucciso da un toro nell'arena di La Malagueta a Malaga. Ricardo Ortiz, torero in pensione, stava gestendo gli animali nell'area quando è stato incornato a morte da uno dei tori. Ortiz, 51 anni, era nato a Malaga e apparteneva a una famiglia profondamente legata alla corrida. Suo padre, Manolo Ortiz, era stato un torero e banderillero. Seguendo le orme del padre, il 28 novembre 1994 Ricardo Ortiz aveva iniziato ufficialmente la carriera a Joselito, nell'arena di Quito, in Ecuador. Ortiz era stato anche protagonista di un caso giudiziario nel 2002. Il torero e un membro del suo team furono arrestati per traffico di droga. Entrambi furono bloccati mentre guidavano sulla strada statale N-340, dove vennero trovati in possesso di 200 grammi di cocaina. Il torero era appena arrivato a Malaga dal Venezuela, dove aveva trionfato alla Feria de la Victoria. Ortiz rimase in carcere 7 mesi. 
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