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Libano, anche gli animali sotto le bombe: volontari pronti a sfidare gli attacchi per salvarli

(Adnkronos) – Le bombe a squarciare il silenzio della notte, gli allarmi e le evacuazioni di interi quartieri. Le tendopoli allestite negli stadi e nelle piazze un tempo affollate, intere famiglie stipate in una macchina, ormai senza più casa e con una primavera che tarda ad arrivare. Il Libano è nel mezzo di una guerra che non conosce tregua ma che, pur spietata, non ha privato di umanità la gente che vive una terra da sempre improntata alla tolleranza e all'inclusività. In questo contesto si inserisce l'Apc, Alyarz Pet Club, una Ong creata da due donne coraggiose che hanno scelto di dedicare la loro esistenza alle vittime innocenti e spesso dimenticate, gli animali. Razane Khatib e Mirna Harb si sono conosciute per la loro passione in comune: la prima responsabile di un centro sportivo a Beirut, commissiona delle foto di cani e gatti alla seconda, fotografa professionista. Ne nasce un connubio destinato a una missione che oggi, sotto le bombe e i missili, è riuscita a salvare e a far adottare centinaia tra cani, gatti, pappagalli, polli, galline e conigli (VIDEO).  Parliamo di animali un tempo 'di casa', abituati al comfort di un appartamento o a terreni curati, abbandonati per cause di forza maggiore dai proprietari costretti a vivere in tende o in auto, feriti dalle bombe, da proiettili che li hanno menomati o resi ciechi, da detriti di missili volati sulle loro teste. Ritrovati tra le macerie, in case ormai svuotate, da volontari che sfidano il conflitto per salvare cani e gatti traumatizzati. "Dall'inizio di quest'ultima guerra – racconta all'Adnkronos Mirna Harb – abbiamo portato nei rifugi 140 gatti e 280 cani. Ma le segnalazioni che ci arrivano ogni giorno sono infinite. Ci chiamano e ci scrivono per avvertirci di animali in strada, in zone sotto bombardamento, ma possiamo intervenire solo in casi gravi, come ferite evidenti o situazioni al limite. Lottiamo con gli spazi, uno fino ad oggi si trova vicino all'area portuale di Beirut, dove i capannoni di Karantina, il quartiere industriale nella zona nord-orientale, offrono riparo ai cani senza più casa. Abbiamo vissuto con la paura che in quella zona ci sfrattassero per far spazio a una tendopoli, fortunatamente il governo si è opposto e possiamo ritenere risolta la questione. Ma la precarietà di queste sistemazioni rende tutto più difficile. Ad aiutarci sono le donazioni, ma anche la collaborazione di una associazione francese che trasferisce in Francia gli animali da adottare. Abbiamo bisogno di spostare al sicuro questi animali, e velocemente. Riusciamo a farne adottare uno e ne entrano due. Abbiamo programmi con gli studenti, dai 4 ai 20 anni, che dalle scuole visitano i ricoveri per farli avvicinare agli animali e creare una nuova generazione più sensibile. Prima dell'inizio di questa nuova guerra, portavamo i cani più amichevoli nelle università come strategia 'anti stress', in prossimità degli esami. Tra questi ragazzi, ce n'è uno, sfollato, che ci porta gli animali in difficoltà togliendoli dalle strade. Ad oggi possiamo contare su due uomini e una donna, che lavorano per noi, e su volontari che ci danno una mano quando possono. Questi animali possono avere una nuova vita, i loro volti e le loro storie sono visibili sul nostro sito, dove ci sono tutte le informazioni per adottarli da ogni parte del mondo". Per conoscere le attività e tutti gli animali salvati dalle bombe, è possibile visitare il sito: apclebanon.org. (di Silvia Mancinelli) 
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Anche cani e gatti vittime dei bombardamenti, in Libano il rifugio per salvarli dalla guerra

(Adnkronos) – L'attività dei volontari dell'Apc a Karanina, il quartiere industriale nella zona nord-orientale di Beirut, in Libano. L'Alyarz Pet Club è una Ong creata da due donne coraggiose che hanno scelto di dedicare la loro esistenza agli animali, vittime innocenti e spesso dimenticate dei bombardamenti. Ad oggi sono stati portati nei rifugi 140 gatti e 280 cani. 
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Mara Venier, costretta a riposo per problemi al menisco: cosa è successo

(Adnkronos) –
Weekend impegnativo per Mara Venier tra trasloco e 'infortunio'. La conduttrice di 'Domenica In' è alle prese con il trasloco insieme al marito Nicola Carraro: la coppia si sta trasferendo a Roma Nord, nella zona di Ponte Milvio. In una instagram stories la conduttrice ha mostrato la situazione nella nuova abituazione, tutt'altro che tranquilla: invasa da scatoloni imponenti che rendono difficile persino il passaggio.  Ma non finisce qui. Nel video Venier è apparsa distesa sul divano e ha raccontato di essere costretta a riposo per un problema al menisco. "Tanto per cambiare", ha commentato lei con la solita ironia, facendo riferimento agli altri problemi fisici che l’hanno colpita. A fine dicembre 2025, la conduttrice si era sottoposta a un nuovo intervento all'occhio destro a causa di una maculopatia.  
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Nevralgia del pudendo: cos’è e come si cura

(Adnkronos) – Non tutti conoscono la nevralgia del pudendo ma influenza significativamente la qualità della vita di chi ne soffre: soprattutto uomini e donne tra i 50 e 70 anni. Il dolore peggiora stando seduti e diminuisce in piedi o sdraiati. E' una neuropatia dolorosa determinata dalla compressione o irritazione del nervo pudendo, che causa dolore cronico, bruciore, formicolio o intorpidimento nell'area perineale, genitale e anorettale. Nell'ambito della terapia del dolore, l’azienda ospedaliera universitaria Sant’Andrea di Roma segna un nuovo traguardo realizzando il primo intervento in Italia di neurostimolazione gangliare sincrona sacrale e lombare. La procedura è stata eseguita con successo dal reparto di Terapia del dolore, diretto da Marco Mercieri, su un paziente affetto da cistite interstiziale e nevralgia del pudendo bilaterale resistente a tutti i trattamenti: una patologia neuropatica complessa e altamente invalidante, purtroppo spesso resistente ai trattamenti tradizionali. “L’intervento, di elevato contenuto innovativo, ha previsto l’impianto di quattro elettrocateteri, posizionati in modo sincrono a livello dei gangli sacrali S3 (due elettrocateteri) e dei gangli lombari L1 (due elettrocateteri). Questa strategia consente una neuromodulazione mirata e coordinata delle strutture nervose coinvolte nella genesi e nella trasmissione del dolore pelvico cronico. La neurostimolazione gangliare sincrona sacrale e lombare rappresenta un’evoluzione avanzata delle tecniche di neuromodulazione, permettendo un approccio più preciso, personalizzato ed efficace nei casi di dolore neuropatico complesso. L’obiettivo è migliorare il controllo del dolore e la qualità di vita dei pazienti per i quali le opzioni terapeutiche risultano limitate”, spiega Mercieri, direttore Unità operativa di Terapia del dolore dell’azienda ospedaliero-universitaria Sant'Andrea di Roma. "Questo intervento rappresenta un importante passo avanti nel trattamento del dolore cronico neuropatico – aggiunge Mercieri – L’approccio sincrono sacrale e lombare amplia le possibilità terapeutiche e apre nuove prospettive cliniche per patologie ad alto impatto funzionale. Il paziente che abbiamo impiantato ha riportato una riduzione de dolore dell’80% ma siamo solo all’inizio”" Quali sono le cause del dolore pelvico cronico? "Il dolore pelvico cronico – risponde – può essere causato da numerose condizioni, tra cui cistite interstiziale, endometriosi, nevralgia del pudendo e condizioni post-chirurgiche, in particolare dopo interventi pelvici demolitivi. In altri casi, può manifestarsi anche in assenza di una causa evidente, come avviene nella vulvodinia o nel dolore anale e scrotale – Si tratta di una condizione estremamente invalidante, che spesso colpisce persone giovani e può avere importanti ripercussioni sulla sfera sessuale e sulla qualità della vita. Per comprenderne la gravità, basti considerare che, insieme al dolore oro-facciale severo, rappresenta una delle condizioni dolorose croniche associate a un aumentato rischio di disagio psicologico e suicidio”"  Spesso si sente parlare della nevralgia del pudendo. “La nevralgia del pudendo è una neuropatia dolorosa determinata dalla compressione o irritazione del nervo pudendo, che causa dolore cronico, bruciore, formicolio o intorpidimento nell'area perineale, genitale e anorettale. Viene confusa con la vulvodinia o prostatiti croniche poiché colpisce l'area pelvica, inclusi i genitali e la zona perianale”, ricorda Mercieri.  Ma come si manifesta la patologia e soprattutto quali sono le possibili terapie. “Prima di tutto diciamo che in genere colpisce uomini e donne tra i 50 e 70 anni. Il dolore peggiora stando seduti e diminuisce in piedi o sdraiati. In alcuni casi, questa condizione può limitare le attività quotidiane e influire davvero sulla qualità della vita di queste persone. La nevralgia del pudendo – continua – può essere causata da una serie di fattori, tra cui traumi, compressione del nervo, infezioni, problemi anatomici o lesioni durante il parto e come accade nel dolore cronico, si associa anche importanti componenti psicologiche”. Come interviene la terapia del dolore? “I trattamenti che proponiamo cambiano in base alla gravità e alle cause sottostanti e possono includere terapie fisiche, farmaci per il dolore, counseling psicologico fino a iniezioni di anestetico locale ed eventualmente la neuromodulazione con la radiofrequenza dei gangli delle radici dei nervi (S2-S3) o del nervo stesso”, precisa.  Quando queste opzioni non bastano che opzioni ci sono? “La nevralgia del pudendo, così come più in generale il dolore pelvico cronico, rappresenta una condizione estremamente complessa e difficile da trattare dal punto di vista algologico – avverte il professore – Proprio per la natura multifattoriale di queste sindromi, qualora il trattamento con radiofrequenza dei nervi sacrali S2 e S3 non consenta di ottenere risultati soddisfacenti, una delle strategie terapeutiche più innovative attualmente oggetto di studio è la quadrupla stimolazione gangliare. Si tratta di una nuova frontiera della medicina del dolore: di fronte a condizioni che resistono ai trattamenti convenzionali e compromettono in modo significativo la qualità della vita, è necessario esplorare approcci terapeutici avanzati.”  In tutti i casi l’approccio multidisciplinare è fondamentale. “Per queste patologie il trattamento ideale non è mai uno solo, ma richiede la stretta collaborazione tra professionisti diversi, come per esempio algologo, urologo, ginecologo, proctologo e fisioterapista. La diagnosi precoce è fondamentale, poiché spesso soprattutto la nevralgia del pudendo viene riconosciuta con grave ritardo. Una volta concordate le possibilità terapeutica, il team della Terapia del Dolore del nostro ospedale si mette a disposizione, in un percorso che coniuga tecniche di ultima generazione e umanizzazione delle cure”, conclude Mercieri.  
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Rapper Gucci Mane rapito e costretto a firmare la rescissione del contratto, 8 arresti negli Usa

(Adnkronos) – Il rapper statunitense Gucci Mane sarebbe stato rapito a mano armata all’inizio dell’anno a Dallas, in Texas, in un episodio che ha portato all’arresto di otto persone, tra cui un artista della sua stessa etichetta discografica. Lo riferiscono le autorità federali, come riportano i media Usa. Secondo l’accusa, il rapper Pooh Shiesty, al secolo Lontrell Williams Jr, avrebbe orchestrato l’agguato con il pretesto di un incontro professionale. Una volta giunto in uno studio di registrazione, Gucci Mane sarebbe stato trattenuto contro la sua volontà e costretto a firmare documenti per la rescissione del contratto con la sua etichetta, la 1017 Records. Gucci Mane, artista con base ad Atlanta e noto per collaborazioni con star internazionali come Usher, Doja Cat e Drake, aveva fondato la label nel 2007; Williams Jr vi aveva firmato come artista nel 2020. Gli imputati, che non hanno ancora presentato dichiarazioni di colpevolezza, rischiano l’ergastolo in caso di condanna. Otto dei nove sospettati sono stati arrestati mercoledì tra Dallas, Memphis e Nashville e incriminati presso un tribunale federale con accuse di sequestro di persona e rapina a mano armata. Un nono individuo risulta ancora latitante; le autorità stanno collaborando con lo Stato della Georgia per rintracciarlo. Secondo l’atto di accusa federale, i fatti risalgono al 10 gennaio scorso, quando Williams Jr avrebbe dovuto trovarsi agli arresti domiciliari per una precedente condanna legata a un complotto sulle armi da fuoco. All’azione avrebbero partecipato altri otto coimputati, tra cui il padre dell’artista, Lontrell Williams Sr. Una dichiarazione giurata dell’Fbi sostiene che Williams Jr avrebbe puntato contro Gucci Mane una pistola “in stile AK” di colore nero, costringendolo a firmare i documenti. Tra gli oggetti sottratti figurerebbero anche la fede nuziale, un orologio, orecchini e denaro contante. Gli altri sospettati avrebbero a loro volta esibito armi da fuoco, sottraendo beni anche ad altre persone presenti nello studio, identificate negli atti solo tramite iniziali. Una delle vittime sarebbe stata strangolata e ferita, e derubata di un orologio Rolex, una borsa Louis Vuitton, auricolari AirPods e del portafoglio. “Nel giro di poche ore dall’uscita dallo studio di Dallas, diversi imputati hanno mostrato sui social media oggetti che sembravano essere i gioielli sottratti alle vittime”, ha dichiarato il procuratore federale Ryan Raybould in conferenza stampa. Secondo gli inquirenti, Gucci Mane e le altre vittime avrebbero temuto di essere uccise prima che i rapitori ordinassero loro di lasciare l’edificio e dirigersi alle proprie auto. I rappresentanti legali di Williams Jr e Gucci Mane non hanno rilasciato commenti immediati sulla vicenda. 
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Benzina, i prezzi di oggi: gasolio supera i 2,1 euro al litro

(Adnkronos) – Continua il caro carburanti in Italia, con i prezzi della benzina alle stelle. E nella giornata di oggi il gasolio supera i 2,1 euro al litro in modalità self service.   Il prezzo medio dei carburanti in modalità ‘self service’ lungo la rete stradale nazionale è pari a 1,777 €/l per la benzina e 2,130 €/l per il gasolio. Sulla rete autostradale, invece, il prezzo medio self è di 1,811 €/l per la benzina e 2,145 €/l per il gasolio, comunica il ministero delle Imprese e del Made in Italy, in base agli ultimi dati rilevati dall’Osservatorio sui prezzi dei carburanti.  Prosegue nel frattempo l’azione di controllo a tutela della trasparenza del mercato disposta dal Mimit e dal Mef, in collaborazione con la Guardia di finanza. Le verifiche, avviate su tutta la filiera sin dall’inizio del conflitto in Iran, hanno interessato ad oggi oltre 1.900 impianti di distribuzione e oltre 250 tra depositi fiscali, commerciali e operatori della filiera: 104 i soggetti già denunciati all’autorità giudiziaria, oltre 4,4 milioni di kg di prodotti accertati in frode e oltre 386 mila kg di carburante sequestrato dai militari delle Fiamme gialle.   "Il gasolio supera i 2,1 euro al litro in tutta Italia. Anche le poche regioni che ieri mancavano all'appello, oggi hanno superato quel limite. Ecco perché, inascoltati, eravamo stati, purtroppo gli unici, a chiedere, in deroga all'allineamento delle accise chiesto dall'Europa, un taglio delle accise diversificato tra benzina e gasolio", commenta Massimiliano Dona, presidente dell'Unione nazionale consumatori. "Unica buona notizia di oggi è che le autostrade, grazie all'accordo Aiscat-Mit, perdono per la prima volta il primato del gasolio più caro. Conservano ancora quello della benzina, anche se sono gli unici ad aver ridotto i prezzi da ieri a oggi con un calo di 55 cent rispetto a ieri per un pieno di 50 litri. Il gasolio più caro d'Italia oggi si vende a Bolzano, poi Calabria e poi Liguria" conclude Dona. 
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Giulia Valentina mamma per la seconda volta, l’annuncio

(Adnkronos) –
Giulia Valentina è diventata mamma per la seconda volta. Lo ha annunciato l'influencer sul suo profilo social senza però svelare il nome della neonata, ma alcuni dettagli lasciano intuire che si tratti di una femminuccia.  "Fatta", ha scritto a corredo di alcuni scatti che la ritraggono in ospedale accanto al compagno e papà della neonata. La stessa descrizione l'influencer l'aveva utilizzata in occasione della nascita del primo bambino, avvenuta a novembre del 2024. "Fatto", aveva scritto in quel caso.   Dopo la fine della storia con Fedez, durata dal 2013 al 2016, l'influencer ha sempre mantenuto massimo riserbo sulla sua vita sentimentale e privata. Anche in questa occasione infatti non ha svelato ulteriori dettagli oltre alla nascita o al compagno. L'influencer aveva annunciato il 22 novembre 2025 di essere incinta per la seconda volta, a circa un anno dalla nascita del primo figlio.  
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Diritti umani, Giornata Internazionale contro le mine: Anvcg chiede la protezione dei civili

(Adnkronos) – In occasione della Giornata Internazionale per l'azione contro le mine e gli ordigni bellici inesplosi, l'Associazione Nazionale Vittime Civili di Guerra richiama l'attenzione per eliminare l'uso delle mine antipersona e sul rispetto del Diritto internazionale umanitario, oggi sempre più minacciato dalle tensioni geopolitiche globali. Secondo il Landmine Monitor Report 2025, sono almeno 57 gli Stati e le aree del mondo contaminati da mine antipersona. Nel 2024 sono state registrate almeno 6.279 vittime di mine e ordigni inesplosi, di cui il 90% sono civili e il 46% sono bambini. Si tratta di ordigni che espongono le popolazioni a rischi duraturi e violano apertamente i principi di umanità e distinzione stabiliti dal Diritto internazionale umanitario. Coloro che sopravvivono alle esplosioni, che possono colpire sia i militari sia i civili, subiscono traumi e lesioni permanenti che segnano per la vita. Questi dati sono confermati dalla ricerca sugli effetti delle armi esplosive presentata dall'Anvcg il 1° febbraio scorso in occasione della Giornata Nazionale delle vittime civili delle guerre e dei conflitti nel mondo. L'Associazione Nazionale Vittime Civili di Guerra si unisce all'appello di Campagna Italiana contro le mine per chiedere agli Stati che non l'hanno ancora fatto di aderire alla Convenzione di Ottawa e di destinare risorse adeguate alle operazioni di sminamento e alla protezione dei civili nei territori contaminati. 
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Ritrovata la viola rubata al fratello di Prodi, denunciato un minorenne

(Adnkronos) – Una viola del valore di 40mila euro, rubata al fratello di Romano Prodi, è stata ritrovata dai carabinieri di Bibbiano nell'ambito di un'indagine avviata a seguito di un furto avvenuto in un parcheggio di un centro abitato della Val d’Enza, nel reggiano.  La vittima, una signora di 77 anni, era stata avvicinata mentre si trovava a bordo della propria auto: con la scusa di chiedere indicazioni stradali per Montecchio Emilia, un ragazzo l’aveva distratta permettendo al complice di aprire la portiera del lato passeggero e portarle via la borsa. Pochi minuti dopo, gli autori avevano già effettuato un prelievo di 1.000 euro allo sportello bancomat di un istituto bancario nonché un pagamento pos in un distributore di carburante del reggiano. L’attività investigativa, mirata a rintracciare gli autori del furto, ha permesso ai militari di rintracciare un giovane immortalato dalle telecamere dell’Atm durante il prelievo dei contanti.  La Procura della Repubblica presso il Tribunale per i Minorenni di Bologna, concordando con le risultanze investigative dei carabinieri, ha quindi emesso un decreto di perquisizione a carico del ragazzo. Sequestrati capi di abbigliamento identici a quelli usati per il prelievo. Nel corso della perquisizione i militari hanno poi ritrovato una viola completa di doppio archetto del valore di circa 40.000 euro che era stata rubata a qualche ora prima a Montecchio Emilia ai danni del fratello dell'ex Premier Romano Prodi, che ne aveva denunciato il furto ai carabinieri di Bologna Navile. Oltre al prezioso strumento musicale, nell’abitazione del minore sono stati trovati un soffiatore professionale, una motosega, uno smartphone privo di sim card la cui presuntiva provenienza furtiva è al vaglio. Alla luce dei fatti il ragazzo è stato denunciato per indebito utilizzo di carte di credito e ricettazione, mentre la viola è stata restituita al legittimo proprietario. 
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Verissimo, Giovanni Allevi ospite oggi: il racconto del mieloma multiplo

(Adnkronos) –
Giovanni Allevi sarà ospite oggi, sabato 4 aprile, a Verissimo dove parlerà della sua battaglia contro la malattia. Il pianista e compositore ha dovuto affrontare sfide personali in questi ultimi anni, da quando nel 2022 gli è stato diagnosticato un mieloma, un tumore del sangue che gli è costato uno stop forzato.  Giovanni Allevi è un pianista, compositore, direttore d’orchestra e scrittore. È nato il 9 aprile del 1969 ad Ascoli Piceno. Dopo il diploma in pianoforte al conservatorio Morlacchi a Perugia e quello in composizione al Verdi di Milano, si è laureato in filosofia all’Università di Macerata e successivamente ha frequentato l'Accademia Internazionale di Alto Perfezionamento di Arezzo.  Nel 2023 ha ricevuto la laurea honoris causa in Filosofia dall'Università degli Studi di Macerata. Allevi ha ottenuto successi in tutto il mondo: negli anni ha collaborato con diversi artisti di calibro internazionale, vincendo anche diversi premi musicali.  Giovanni Allevi è sposato con Nada Bernardo, sua manager, e dal loro amore sono nati due figli, Giorgio e Leonardo. Il compositore non ha mai nascosto di essere affetto da Sindrome di Asperger e ha dichiarato in passato di aver sofferto di attacchi di panico. Nel 2022 ha annunciato, con un post condiviso su Instagram, di avere un mieloma multiplo, un tumore che colpisce un tipo particolare di cellule del midollo osseo. La malattia lo ha costretto ad allontanarsi dalla scena musicale per dedicarsi alle cure.  Tuttavia, Allevi ha continuato a comporre, ispirandosi alle sue esperienze personali. Durante la terapia, nel febbraio del 2024 Giovanni Allevi è stato ospite al Festival di Sanremo, dove è stato protagonista della seconda serata con un'esibizione al pianoforte e un monologo sulla malattia.  "Il 2 giugno del 2022 ero a Vienna – ha raccontato il compositore ospite a Verissimo lo scoso 18 marzo – avevo la febbre da diversi giorni ma soprattutto un terribile mal di schiena. Così intenso, che durante quel concerto, io non riuscì ad alzarmi davanti al pubblico che stava applaudendo per me". Poi, due settimane dopo la diagnosi: "È bastata una diagnosi del sangue e una lastra per capire che quello non era solo un mal di schiena, ma il sintomo di una malattia grave che si era protratta in avanti, ossia il mieloma multiplo".  "Avevo metastasi ossee in tutto il corpo: al femore, al bacino, al cranio. Mi è tremata la terra sotto ai piedi", ha aggiunto Giovanni Allevi. Il compositore ha parlato del percorso di chemioterapia, che ha definito un'esperienza "forte": "Ti troverai i capelli sul cuscino", mi avevano detto. Un giorno, ha raccontato Allevi, "mi svegliai con la testa che mi bruciava tantissimo. E mi caddero tutti i capelli, in una volta sola. Ero calvo, ma non mi sono impressionato". Giovanni Allevi ha ricordato il momento più difficile vissuto durante il ricovero in ospedale: "Durante la degenza, dopo la chemioterapia, quando ero ancora sotto effetto di oppioidi, mi alzai una notte per andare in bagno e vidi la mia immagine riflessa nello specchio, mi sono spaventato perché ho visto lo sguardo completamente vuoto. Allora non sapevo ancora se le terapie avrebbero fatto effetto. Vivevo in bilico tra la vita e la morte".  
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