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Figc, Gravina verso le dimissioni: Malagò in pole per la successione

(Adnkronos) – La parola d'ordine, in Figc, è cambiamento. L'opinione pubblica e le istituzioni (con il ministro per lo Sport e i Giovani Andrea Abodi in testa) chiedono le dimissioni del presidente della Federazione Gabriele Gravina, dopo il terzo Mondiale consecutivo fallito dalla Nazionale. A prescindere dal consenso delle componenti federali – che Gravina potrebbe aver conservato, dopo l'elezione del 2025 con il 98,7% dei consensi – le dimissioni sembrano inevitabili. Con la richiesta di cambiamento sempre all'orizzonte. Ma chi può essere il suo successore in Figc per far ripartire il movimento? Per la successione di Gravina, oggi in pole position c'è Giovanni Malagò, ex presidente del Coni, fresco del grande successo delle Olimpiadi Invernali di Milano Cortina 2026. Il suo nome è al momento il più forte tra i possibili candidati, anche perché Malagò gode dell'appoggio della Serie A. Ieri, non a caso, il presidente del Napoli Aurelio De Laurentiis aveva fatto il suo endorsement: "Il mondo dello sport, dove c'è di mezzo anche lo Stato, è stato foriero di grandi successi. Ne abbiamo avuto riscontro alle Olimpiadi invernali e alle scorse Olimpiadi. Malagò è stato uno che ha lavorato molto bene, ineccepibile dal punto di vista professionale. Uno come lui, abituato a fare sempre il meglio perché è un grande professionista e lo ha sempre dimostrato, è uno che può dare piuttosto che prendere, è dotato di una certa umiltà. Purtroppo nel mondo che ci circonda molti vogliono essere lì per prendere, senza capire che per ricevere bisogna dare. Non c'è dubbio alcuno che se Malagò prendesse in mano il calcio italiano, quest'ultimo risalirebbe prestissimo la china".  In corsa si sono anche Giancarlo Abete, numero uno della Figc dal 2007 al 2014 (e già potenziale candidato alla presidenza della Federazione dopo il fallimento a Euro 2024, con eliminazione agli ottavi contro la Svizzera). Sullo sfondo anche Matteo Marani, presidente della Lega Pro, e Demetrio Albertini, candidatura preferita dal mondo dei calciatori. Tra gli altri nomi anche quello di Michele Uva, nominato oggi Executive Director of Euro 2032 Italia.  
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Pasqua, l’esperto: “Attenzione ai pasti pesanti, rischio +2 kg in due giorni”

(Adnkronos) – "Sarà una Pasqua più breve – a causa della guerra c'è chi viaggerà di meno – ma non per questo più leggera a tavola. Anzi, il rischio è l'opposto: concentrare in pochi giorni pranzi ricchi e abbondanti, con possibili effetti sulla bilancia". A spiegarlo è Giorgio Calabrese, medico nutrizionista specializzato in scienza dell'alimentazione e presidente del Comitato nazionale per la sicurezza alimentare del ministero della Salute. Contattato dall'Adnkronos Salute, l'esperto invita a non esagerare durante le festività pasquali, distribuendo meglio le calorie tra Pasqua e Pasquetta. Secondo Calabrese, tra antipasti di salumi e formaggi, aperitivi, torte rustiche, primi elaborati, carne, fritti e dolci tradizionali come colomba e uova di cioccolato, "si possono accumulare fino a 2 chili in soli 2 giorni". Oggi "si tende a mangiare più per convivialità, come un 'compenso', che per necessità – osserva lo specialista – Per questo è importante non concentrare tutto in un unico pasto. Meglio puntare su uno spuntino leggero e pasti equilibrati per evitare eccessi. La colazione tradizionale? Meglio spostarla al pranzo", mentre "i dolci preferibilmente a merenda".  Per limitare i danni "la giornata dovrebbe iniziare con una colazione leggera", consiglia Calabrese che spiega come affrontare le festività pasquali a tavola, anche con indicazioni pratiche: "Caffè, 2 fette biscottate con un velo di marmellata oppure frutta fresca o spremuta. A pranzo sì agli antipasti, ma meglio se a base di verdure grigliate, evitando salumi e formaggi. Consentito anche un primo come la lasagna, purché in porzioni moderate. Il secondo di carne, come agnello o abbacchio, andrebbe preferibilmente consumato a cena e non fritto. Se accompagnato da patate, meglio evitare il pane". Dopo un pranzo abbondante, "la cena dovrebbe essere più leggera: un'insalata ricca, una fetta di pane integrale e una macedonia senza zuccheri aggiunti, ma con succo di limone. Concesso un brindisi con un bicchiere di vino o bollicine, mentre i dolci andrebbero consumati lontano dai pasti, ad esempio a merenda: una piccola porzione di colomba o un pezzetto di cioccolato fondente".  Anche a Pasquetta "serve moderazione. Se si resta a casa, attenzione agli avanzi del giorno prima, da consumare senza eccessi – raccomanda il nutrizionista – Per chi sceglie la tradizionale gita fuori porta, meglio puntare su grigliate semplici di carne o pesce con verdure, limitando il pane e concedendosi al massimo un bicchiere di vino". La sera, di nuovo leggerezza: "Insalata e una piccola porzione di dolce". Dunque "rispettare la tradizione, ma senza esagerare, evitando di concentrare tutto in un solo pasto". I cibi pasquali "sono spesso ricchi di grassi e calorie – conclude Calabrese – ma con un po' di equilibrio è possibile godersi le feste senza compromettere la salute e il peso". 
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Ponte crollato su Statale 16 Adriatica, le immagini dei vigili del fuoco

(Adnkronos) – I vigili del fuoco sono al lavoro da questa mattina alle 9.30 con squadre di terra, anfibio ed elicottero Drago del reparto volo di Pescara per escludere il coinvolgimento di auto nel crollo parziale del ponte sulla Statale 16 Adriatica, all’altezza di Montenero di Bisaccia, in provincia di Campobasso. 
"https://cms.radiosei.dev.toyou.it/wp-content/uploads/2026/04/ponte_crollato_Trigno.mp4"—cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

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Narges Mohammadi grave in carcere, possibile attacco cardiaco: appello del marito per il rilascio

(Adnkronos) – Cresce l’allarme internazionale per Narges Mohammadi, la Premio Nobel per la Pace che sarebbe in gravi condizioni nella prigione di Zanjan, in Iran, per quello che potrebbe essere stato un attacco cardiaco. Secondo quanto riferito dai suoi rappresentanti, l’attivista sarebbe stata trovata priva di sensi nella sua cella, senza però ricevere cure adeguate. A rendere la situazione ancora più critica è il presunto rifiuto delle autorità iraniane di autorizzare il trasferimento in ospedale. "Molto preoccupato" il marito, Taghi Rahmani che da Parigi, dove vive in esilio dal 2012, ha denunciato all'Adnkronos la mancata assistenza medica e chiesto con urgenza il rilascio della moglie. Esprimendo la sua "ferma condanna" per il fatto che Teheran non abbia rilasciato i detenuti politici dall'inizioguerra che Stati Uniti e Israele hanno lanciato contro l'Iran, e quindi nemmeno Narges, Rahmani afferma che "devono essere liberati in modo che possano salvarsi". L'attivista iraniano, definito "il giornalista più spesso incarcerato" da Reporters sans frontieres, afferma che "quello che sta facendo il regime iraniano è un'azione criminale, non liberando i prigionieri politici in modo che possano mettersi in salvo". Dall'inizio del conflitto diversi media occidentali, tra cui il Wall Street Journal, hanno scritto che nei raid sono stati danneggiati vari centri di detenzione in Iran, dove ci sono oppositori politici del regime, qual è Narges Mohammadi. Secondo alcune fonti gli iraniani starebbero anche usando i prigionieri come "scudi umani".  Rahmani ha infine lanciato un appello per "chiedere la liberazione di tutti i prigionieri politici" in Iran, sottolineando che "esiste un regolamento che impone agli stati di liberare i prigionieri non pericolosi nelle situazioni di conflitto armato, ma il regime non lo sta facendo". Nell'esprimere la sua condanna, Rahmani ritiene che il mancato rilascio dei detenuti politici da parte di Teheran sia "un'azione criminale".  La situazione di Narges Mohammadi è particolarmente delicata anche per precedenti problemi cardiaci. Dopo essere stata arrestata nuovamente nel dicembre scorso per le sue critiche al regime, era stata trasferita a febbraio dal famigerato carcere di Evin alla struttura di Zanjan, nel nord dell'Iran. Solo a fine 2024 era stata temporaneamente rilasciata proprio per motivi di salute, rendendo ancora più preoccupante l’attuale quadro clinico. La Coalizione per la Libertà di Narges esprime "profonda preoccupazione per lo stato di salute di Narges Mohammadi e per la sua privazione di cure mediche indipendenti", rendendo noto che domenica "dopo settimane di continui tentativi e nonostante le difficoltà dovute alla guerra e all’interruzione quasi totale dei mezzi di comunicazione, il team legale di Narges Mohammadi, insieme a un membro della sua famiglia, è riuscito a incontrarla" in prigione, riferendosi di uno stato di salute generale "critico".  "Poco prima dell’incontro, era stata trasferita nell’infermeria a causa di forti dolori al petto; si è poi presentata nella sala colloqui accompagnata da un’infermiera, apparendo estremamente debole, pallida e con una notevole perdita di peso", riferisce ancora la coalizione in un comunicato. "Chiediamo alle autorità della Repubblica Islamica di prendere seriamente questo avvertimento e di consentirle un accesso immediato a cure mediche specialistiche e vitali attraverso la concessione di un permesso medico", continua il comunicato che conclude chiedendo "l'immediata e incondizionata liberazione di Narges Mohammadi e di tutti i difensori dei diritti umani, scrittori e giornalisti detenuti. In queste particolari condizioni di guerra, la loro sicurezza può essere garantita solo allontanandoli dai luoghi di detenzione ad alto rischio. La liberazione temporanea dei prigionieri in tali circostanze è prevista dalla legge".  
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Fondazione Grins, in arrivo Portale imprese di Amelia

(Adnkronos) – Il nuovo clima di incertezza modifica le scelte, soprattutto delle aziende. Il sistema produttivo paga sfide molto impegnative per la concorrenza asiatica sempre più aggressiva, per il costo dell’energia ma anche per la digitalizzazione, per l’AI e la robotica sempre più evoluta con riflessi sulla dimensione sociale. Effetti che si stanno già manifestando con perdita di posti di lavoro ma anche messa in discussione di figure professionali. In questo scenario sempre più impegnativo un ruolo importante potrebbe trovarsi a giocare il sistema finanziario per supportare le aziende per investimenti che accrescano la loro capacità di avere futuro. In questa ottica un ruolo fondamentale è quello del dialogo trasparente con dati di qualità che facciano capire all’azienda il suo reale posizionamento ma anche alla finanza quanta potenzialità abbia l’azienda che chiede o sui cui conviene investire.  Il tavolo di coordinamento per la finanza sostenibile del Mef con il proprio documento di dialogo tra imprese e banche gioca un ruolo chiave e ha sviluppato un modello che verrà proposto nel Portale imprese dell’ecosistema Amelia della Fondazione Grins, il partenariato pubblico-privato con 17 Università, soprattutto dedicato alle micro, piccole e medie imprese che sono l’architrave del sistema Italia, rappresentando più del 99% delle imprese italiane.  “Il Portale imprese – dichiara la professoressa Monica Billio, Università Ca’ Foscari Venezia e Fondazione Grins – ha la missione di offrire a banche e imprese uno strumento di dialogo trasparente, finalizzato ad accrescere la conoscenza delle tre dimensioni della sostenibilità e a favorire decisioni di investimento più consapevoli e produttive, con benefici per tutte le parti coinvolte e per il sistema Paese”. Il Portale imprese è una piattaforma inserita nell’ecosistema Amelia a cui le imprese potranno accedere, attraverso la compilazione di un questionario ottenere uno scoring di posizionamento, che può essere una prima bussola per indicare i passi giusti da farsi per migliorarsi e avere maggiore possibilità di accrescere l’interesse sia del sistema finanziario sia per accrescere la loro consapevolezza dei rischi di eventi inaspettati ma possibili come quelli legati al clima.   “In questi anni di attenzione a queste tematiche – spiega – abbiamo riscontrato che tutte le aziende italiane hanno comunque già valutazioni (score massivi) da parte di grandi società anche straniere. Le pmi non ne sono a conoscenza nella stragrande maggioranza e ne risulta un quadro negativo, con risvolti anche per il Paese di essere attrattivo per gli investimenti esteri. Faccio un esempio concreto: l’Italia è caratterizzata da un quadro di rischio idrogeologico elevato e facilmente le aziende sono esposte in aree critiche. L’informazione massiva indica il pericolo sulla base del posizionamento geografico ma non risulta se l’azienda ha adottato azioni di mitigazione e difesa, che possono essere canalizzazione dei flussi d’acqua, vasche di compensazione o quant’altro. Ebbene se non lo comunica emerge che è troppo esposta, quindi a rischio alto e non conviene investire su di essa. Non solo per il rischio del danno ma anche per il rischio del fermo produttivo che può protrarsi a lungo”. Inserito nell’ecosistema Amelia della Fondazione Grins e ospitato presso il tecnopolo Cineca, il Portale imprese garantisce che il trattamento dei dati e delle informazioni avvenga su infrastrutture nazionali, con elevati standard di sicurezza e in conformità alla disciplina vigente in materia di protezione dei dati personali e tutela della riservatezza. 
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Pescara, a 14 anni dormiva con esplosivo: “Voleva far saltare un palazzo”

(Adnkronos) –
Dormiva accanto a un barattolo di esplosivo e progettava di far saltare in aria un ufficio pubblico con venti persone. A stanare il 14enne, definito dal pm 'abile chimico', sono stati gli agenti della Digos di Pescara. Quando i genitori del ragazzino si sono trovati davanti i poliziotti, arrivati di notte a bussare nell'appartamento in zona Porta Nuova, racconta Il Messaggero, non potevano immaginare che nella camera del figlio si nascondesse un laboratorio bellico artigianale e una rete di contatti internazionali che spazia dal neonazismo al terrorismo islamista.  Secondo l'accusa, il 14enne avrebbe accumulato materiali esplosivi e sostanze chimiche pericolose allo scopo di compiere atti di violenza con finalità di terrorismo.  Dalle analisi dei suoi dispositivi è emersa la sua attività su canali Telegram criptati, e quindi l'obiettivo finale: procurarsi il Tnt per far saltare in aria un ufficio pubblico a Pescara, con annessa stima delle potenziali vittime: tra le 15 e le 20 persone. L'inchiesta, partita un anno fa, è arrivata alla conclusione delle indagini e l'adolescente è stato trasferito in un centro di prima accoglienza a L'Aquila.  
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Medicina, imaging in oltre 60% urgenze: a Catania corso per radiologi under 40

(Adnkronos) – La medicina di urgenza richiede decisioni rapide e precise, spesso determinanti per l'esito clinico dei pazienti. Studi osservazionali condotti in reparti di emergenza mostrano che l'imaging diagnostico viene utilizzato in una quota significativa degli interventi di pronto soccorso: circa il 69% nei turni notturni e il 60% in quelli diurni, a conferma del ruolo strategico del radiologo nelle scelte terapeutiche e nella gestione complessiva del paziente. Per questo motivo la Società italiana di radiologia medica e interventistica (Sirm) ha deciso di dedicare il primo convegno nazionale del progetto formativo rivolto ai giovani radiologi alla medicina di urgenza. L'evento, dal titolo 'Urgenze non traumatiche dalla teoria alla pratica clinica', si è tenuto a Catania e rappresenta il primo passo di un percorso strutturato per specializzandi e neospecialisti under 40, pensato per ridurre il divario tra formazione universitaria e pratica clinica quotidiana. L'iniziativa offre ai giovani radiologi strumenti concreti per affrontare le urgenze e per sviluppare competenze operative e decisionali che vanno ben oltre la teoria. "L'urgenza è uno dei contesti in cui il ruolo del radiologo diventa davvero centrale – spiega Nicoletta Gandolfo, presidente nazionale Sirm e direttore del Dipartimento Immagini dell'azienda metropolitana ospedaliera di Genova – Servono conoscenze solide, capacità di analisi immediata e decisioni rapide, perché la diagnosi guida la gestione clinica e determina le scelte terapeutiche più adeguate. Per questo è fondamentale investire nella preparazione dei giovani radiologi e accompagnarli nel passaggio dalla formazione universitaria alla pratica quotidiana, fornendo strumenti utili per affrontare con sicurezza le situazioni più complesse. Il corso si è concentrato sulle urgenze non traumatiche, ambito in cui il radiologo deve prendere decisioni autonome e rapide".  "La scelta dell'indagine più appropriata, l'interpretazione tempestiva dei risultati e la comunicazione chiara con il team clinico influenzano direttamente l'iter del paziente, dall'eventuale accesso alla sala operatoria fino alla definizione del percorso terapeutico completo – afferma Luca Brunese, presidente eletto Sirm – L'efficacia dell’imaging in queste situazioni conferma il ruolo centrale del radiologo nel processo decisionale. Preparare i giovani radiologi fin dalle prime fasi del loro percorso professionale rappresenta un investimento strategico per il sistema sanitario nazionale. Un professionista preparato è in grado di scegliere l'indagine più appropriata, evitare esami inutili e contribuire a una gestione più efficiente delle risorse, riducendo i costi per il Ssn e migliorando contemporaneamente la qualità dell’assistenza. In una parola, siamo fortemente impegnati per garantire la sostenibilità del nostro Ssn che rimane uno dei migliori al mondo. La radiologia oggi non è solo supporto diagnostico, ma elemento chiave dei processi decisionali in emergenza".  "Il progetto formativo, iniziato a Catania con una faculty di altissimo livello – riprende Gandolfo – prevede ora ulteriori corsi dedicati ad altri aspetti della pratica radiologica quotidiana, con un approccio mirato alla concreta applicazione delle conoscenze. Ogni incontro favorisce lo scambio diretto tra esperti e giovani radiologi, basandosi su casi reali e sull’esperienza clinica. L'obiettivo è consolidare le competenze fondamentali che ogni radiologo deve possedere, indipendentemente dall'area di specializzazione, e rafforzare la capacità decisionale in contesti complessi. Come Sirm continuiamo a investire con decisione nelle nuove generazioni, che costituiscono una parte significativa della nostra società scientifica. Negli ultimi anni abbiamo ampliato le attività dedicate ai giovani, dai percorsi formativi agli incontri di confronto clinico, fino alle sessioni interamente dedicate agli under 40 nel congresso nazionale. Sostenere le nuove generazioni significa costruire basi solide per il futuro della radiologia, garantire un sistema sanitario più efficiente e rispondere con competenza alle sfide della medicina contemporanea".  
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Roma, molotov esplosa davanti a un palazzo a San Giovanni

(Adnkronos) – Una molotov è stata fatta esplodere, intorno alle 2, davanti a un palazzo in via Alfredo Baccarini, nel quartiere San Giovanni. Sul posto, i carabinieri della compagnia Piazza Dante e della VII sezione rilievi di via In Selci.  Le indagini sono in corso, ma secondo i primi accertamenti, sembrerebbe che nello stabile viva un 26enne italiano detenuto ai domiciliari. In frantumi le finestre al piano terra, mentre non si registrano feriti. A poca distanza, è stata trovata un'altra bottiglia inesplosa con il petardo attaccato con il nastro adesivo e la benzina all'interno. Presenti anche gli artificieri.  
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Guerra Iran, Bce: “Rischi per inflazione e crescita se conflitto va avanti”

(Adnkronos) – "I rischi per le prospettive di inflazione sono orientati al rialzo, soprattutto nel breve termine. Il protrarsi della guerra in Medio Oriente potrebbe comportare un rincaro dei beni energetici più accentuato e duraturo di quanto atteso attualmente, spingendo a un ulteriore rialzo l’inflazione dell’area dell’euro". Lo scrive la Bce nel suo bollettino. "Tale aumento potrebbe risultare più marcato e persistente se le aspettative di inflazione e la crescita salariale aumentassero di riflesso, se l’incremento dei prezzi dei beni energetici dovesse trasmettersi all’inflazione al netto della componente energetica in misura maggiore di quanto ipotizzato nello scenario di base, oppure se il conflitto provocasse turbative più generalizzate delle catene di approvvigionamento mondiali. Le attuali tensioni commerciali – indicano da Francoforte – potrebbero inoltre determinare una maggiore frammentazione delle catene di approvvigionamento mondiali, limitare l’offerta delle materie prime critiche e inasprire i vincoli di capacità produttiva nell’economia dell’area dell’euro. Per contro, l’inflazione potrebbe risultare inferiore se le ripercussioni economiche della guerra in Medio Oriente si rivelassero di più breve durata oppure se gli effetti indiretti e di secondo impatto si dimostrassero meno pronunciati rispetto alle attese correnti. Inoltre, l’inflazione potrebbe essere inferiore se, per effetto dei dazi, la domanda di esportazioni dell’area dell’euro si riducesse più di quanto atteso e se i paesi con eccesso di capacità produttiva aumentassero ulteriormente le loro esportazioni verso l’area. Mercati finanziari più volatili con scarsa propensione al rischio potrebbero gravare sulla domanda e ridurre quindi anche l’inflazione", scrive ancora la Bce. Quanto al Pil, "i rischi per le prospettive di crescita sono orientati al ribasso, soprattutto nel breve termine – scrive la Bce – La guerra in Medio Oriente rappresenta un rischio al ribasso per l’economia dell’area dell’euro, inasprendo un contesto politico mondiale già mutevole. Il protrarsi del conflitto potrebbe far aumentare ulteriormente i prezzi dei beni energetici per un periodo più lungo rispetto alle attese correnti, oltre che pesare sul clima di fiducia".  "Tali fattori – spiegano da Francoforte – eroderebbero i redditi e accentuerebbero la riluttanza delle imprese e delle famiglie nei confronti di investimenti e consumi. Un deterioramento del clima di fiducia nei mercati finanziari mondiali potrebbe frenare ulteriormente la domanda. Ulteriori tensioni nel commercio internazionale potrebbero causare l’interruzione delle catene di approvvigionamento, ridurre le esportazioni e indebolire consumi e investimenti. Altre tensioni geopolitiche, in particolare la guerra ingiustificata della Russia contro l’Ucraina, rimangono fra le principali fonti di incertezza. Per contro – si legge ancora nel documento – la crescita potrebbe risultare superiore se le ripercussioni economiche del conflitto in Medio Oriente si rivelassero di più breve durata rispetto alle attese correnti. Inoltre, la spesa programmata per difesa e infrastrutture, le riforme volte a migliorare la produttività e l’adozione di nuove tecnologie da parte delle imprese dell’area dell’euro potrebbero determinare una crescita superiore alle previsioni. Nuovi accordi commerciali e una maggiore integrazione del mercato unico potrebbero inoltre stimolare la crescita oltre le attuali aspettative". 
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Maltempo, crolla ponte sul fiume Trigno: traffico interrotto sull’Adriatica tra Abruzzo e Molise

(Adnkronos) – Il maltempo continua a flagellare il versante est dell'Italia con forti piogge e nevicate che si stanno abbattendo da ore su Marche, Abruzzo, Molise, Basilicata e Puglia. Nella mattinata di oggi, giovedì 2 aprile, un improvviso cedimento ha travolto il ponte sul fiume Trigno lungo la Statale 16 Adriatica, interrompendo completamente il traffico tra Abruzzo e Molise.  La struttura, da mesi in ristrutturazione e già regolata da un semaforo per il senso unico alternato, è crollata in un tratto già debilitato dalle piogge. Sul posto vigili del fuoco, protezione civile e forze dell’ordine stanno mettendo in sicurezza l’area e valutando l’estensione del cedimento. Fortunatamente non si registrano feriti, ma la viabilità alternativa è sotto pressione e i disagi per automobilisti e trasporti sono destinati a peggiorare nelle prossime ore. Il crollo arriva a poche ore da una chiusura preventiva del tratto a causa degli allagamenti: ora il ponte, simbolo di un collegamento strategico lungo la costa adriatica, diventa terreno di emergenza e accertamenti. Le squadre stanno monitorando il fiume e il terreno circostante, mentre le autorità valutano interventi urgenti per ripristinare almeno parzialmente il collegamento tra le due sponde. Intanto resta sospesa anche la circolazione ferroviaria sull'Adriatica tra Fossacesia e Porto di Vasto per l’esondazione del fiume Osento. "I treni diretti verso la Puglia – spiega Rfi – sono limitati e concentrati nelle stazioni di Pescara e Ancona, dove è attiva l’assistenza ai viaggiatori e sono in corso di attivazione servizi sostitutivi con autobus. I tecnici di Rfi sono impegnati sul posto per monitorare la situazione e avviare le operazioni di ripristino non appena le condizioni meteo lo consentiranno. Assistenza potenziata da parte di Trenitalia a bordo dei treni e nelle stazioni. I viaggiatori saranno informati sull’evoluzione della situazione". In Basilicata dopo le piogge intense degli ultimi giorni frane e smottamenti si sono verificati in più punti della città di Rapolla, in provincia di Potenza. Tre famiglie sono state sgomberate temporaneamente in via Melfi per il cedimento di un muro di contenimento, vicino ad una palazzina, per consentire le operazioni di messa in sicurezza da parte dei vigili del fuoco. Il sindaco Biagio Cristofaro ha attivato il centro operativo comunale per coordinare le situazioni di necessità dei cittadini e la messa in sicurezza della viabilità. In molti Comuni della Basilicata i sindaci hanno convocato i Coc, particolarmente nell'area jonica in provincia di Matera, perché sono monitorati i fiumi, ingrossati dalle piogge. In particolar modo c'è attenzione al fiume Agri, dopo l'apertura della traversa di Gannano per l'alleggerimento della diga, e al Basento, già esondato in più punti con l'allagamento dei terreni agricoli circostanti. Il presidente della Provincia di Foggia, Giuseppe Nobiletti, ha inviato alla Regione Puglia e al Consiglio dei ministri la richiesta di riconoscimento dello stato di calamità naturale per le conseguenze del maltempo. Attualmente 15 strade sono chiuse o parzialmente inagibili perché ponti, attraversamenti e tratti stradali hanno ceduto o sono allagati in tutto il territorio. "Questo è un atto di rivendicazione – ha dichiarato Nobiletti – per la fotografia concreta di quello che sta succedendo in questi giorni sul nostro territorio e di quello che si ripete ogni volta che arriva una allerta seria. I danni sono ingenti". La provincia di Foggia ha la rete viaria più estesa di tutta la Puglia ma "le risorse che arrivano dal governo centrale sono del tutto inadeguate rispetto a questa responsabilità – ha sottolineato Nobiletti -. I nostri tecnici e le nostre squadre fanno il possibile ogni giorno. Ma la sicurezza strutturale richiede investimenti certi, programmati, continuativi". Quindi l'appello a tutte le istituzioni e a tutte le forze politiche: "Questo territorio ha bisogno di investimenti strutturali certi, adesso. Prima del prossimo nubifragio. Prima della prossima emergenza". 
Intanto tornano a salire i livelli di criticità dei fiumi della provincia di Foggia. La Protezione civile regionale segnala un livello di criticità di colore rosso ("possibili fenomeni di inondazione, anche estesi, connessi al passaggio della piena e dovuti a puntuali fenomeni di tracimazione, sifonamento, rottura o cedimento degli argini, con coinvolgimento di aree distali al corso d'acqua") nella zona del fiume Fortore all'altezza del ponte sulla strada statale 16, in territorio di Lesina, in prossimità della costa. Il superamento della soglia critica è di 4,5 metri. Criticità arancione ("possibilità di limitati fenomeni di inondazione, connessi al passaggio della piena, con coinvolgimento delle aree prossimali al corso d'acqua; fenomeni localizzati di deposito di detriti solidi, con formazione di sbarramenti temporanei od occlusione parziale delle sezioni di deflusso delle acque e delle luci dei ponti; divagazioni d'alveo e salto di meandri") sul torrente Saccione (ponte statale 16 ter di Chieuti 4.5 metri e ponte sulla stessa statale a Serracapriola 4.5 metri) e sul fiume Fortore su tre ponti della strada provinciale 5 nei territori di Carlantino 3 metri, Casalnuovo Monterotaro 3 metri e Castelnuovo della Daunia 3 metri. Sempre arancione il livello di criticità idraulica sul fiume Carapelle all'altezza di tre ponti della statale 161 (rispettivamente nei territori di Carapelle, Manfredonia e Zapponeta). Criticità gialla ("possibili piene improvvise nell'idrografia secondaria") sul fiume Ofanto nella Bat, sui torrenti Carapelle e Vulgano nel foggiano. Per le condizioni meteorologiche proibitive registrate sul territorio, il Comune di Foggia ha emanato un’ordinanza sindacale urgente che dispone la sospensione temporanea, per la giornata di oggi, del conferimento dei rifiuti indifferenziati nei cassonetti stradali. Il provvedimento si è reso necessario a causa delle difficoltà di accesso all’impianto di trattamento meccanico-biologico di Passo Breccioso, determinate anche dall’esondazione del fiume Cervaro, che sta compromettendo la viabilità regolare e le condizioni operative dell’impianto stesso. Una ventina gli interventi effettuati dai vigili del fuoco della centrale e del distaccamento di San Benedetto del Tronto a causa delle incessanti piogge e delle folate di vento che da ore imperversano sul territorio. Di particolare rilevanza le frane di Acquasanta Terme, una delle quali ha isolato la frazione di Pozza. Una squadra è sul posto per garantire la sicurezza degli abitanti in attesa che i mezzi movimento terra della provincia liberino la sede stradale. A Trisungo di Arquata del Tronto i pompieri stanno lavorando con una motopompa idrovora per rendere di nuovo transitabile un sottopasso allagato che aveva bloccato la circolazione sia verso Roma che verso Ascoli. Attualmente benché siano ancora presenti alcuni centimetri d’acqua che continua a scendere da monte, la circolazione è stata ripristinata. Si sono verificato altri piccoli smottamenti nella provincia, alberi sulla sede stradale e prosciugamenti oltre che nel capoluogo e nella città rivierasca, anche a Comunanza, Force e Cupra Marittima. 
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