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Artemis II, 54 anni dopo l’Apollo 17 l’America torna verso la Luna. E porta un pezzo d’Italia

(Adnkronos) – L'ultima volta era il dicembre del 1972. Eugene Cernan, Harrison Schmitt e Ronald Evans erano a bordo dell'Apollo 17, l'ultima missione lunare della storia. Da allora, per oltre cinquant'anni, nessun essere umano si era più avventurato oltre l'orbita bassa terrestre. Ieri sera, alle 18.35 ora della costa est, (le 00.35 in Italia) dal Kennedy Space Center di Cape Canaveral, in Florida, quella parentesi si è chiusa. Il razzo Space Launch System della Nasa ha sollevato nel cielo del crepuscolo il comandante Reid Wiseman, il pilota Victor Glover, la specialista di missione Christina Koch e l’astronauta canadese Jeremy Hansen, a bordo della capsula Orion. La missione si chiama Artemis II, durerà dieci giorni e non atterrerà sulla Luna, ma la circumnavigherà, portando l'equipaggio a oltre 252.000 miglia dalla Terra, più lontano di qualsiasi essere umano prima di loro, superando il record stabilito dall'Apollo 13 nel 1970, quando quella missione fu costretta a tornare indietro.  La missione porta con sé una serie di primati. Glover sarà il primo uomo afroamericano a viaggiare nello spazio profondo. Koch la prima donna. Hansen il primo non americano su una missione lunare. Dalla Casa Bianca, Trump ha seguito il lancio e si è congratulato con la Nasa e con gli astronauti. "È stata una cosa notevole – ha detto – Sono persone coraggiose". Dopo tre ore e mezza circa c’è stata la separazione e Orion ha iniziato le prove delle operazioni di prossimità che prevedono manovre simili a quelle di attracco a un lander lunare o alla stazione Gateway. A questo punto sono iniziate le 24 ore di permanenza in un’orbita terrestre per testare i sistemi della capsula. Poi Orion partirà per il viaggio verso la Luna.  
Artemis II non prevede però un atterraggio. I lander che devono portare gli astronauti sulla superficie lunare, affidati a SpaceX di Elon Musk e a Blue Origin di Jeff Bezos, non saranno pronti prima del 2028. Per ora la capsula Orion serve a collaudare i sistemi con esseri umani a bordo, a identificare i problemi prima che diventino pericolosi. Poche ore dopo il decollo, i tecnici della Nasa stavano già lavorando a un problema con il bagno della capsula. Dietro la retorica dei primati c'è però una ragione strategica precisa. La Cina vuole atterrare sulla Luna entro il 2030, e il direttore della Nasa Jared Isaacman ha ammesso pubblicamente che Pechino potrebbe arrivarci prima di Washington. Chi arriva per primo definisce le regole: su come si estraggono le risorse, su chi controlla i punti strategici della superficie. Non è la corsa degli anni Sessanta contro i sovietici, ma la logica è simile. A differenza degli americani, che puntano al Polo Sud lunare, ricco di ghiaccio d'acqua utile per future basi permanenti, i cinesi si concentrano sul lato visibile della Luna, lo stesso dove atterrò l'Apollo 11 nel 1969. Per l'Italia, il lancio di ieri non è solo un evento da seguire da spettatori. Il modulo di servizio della capsula Orion, il sistema che fornisce propulsione, energia, aria e acqua agli astronauti, è stato costruito in larga parte in Italia. Thales Alenia Space a Torino ha realizzato la struttura primaria del modulo, i sistemi di controllo termico e quelli per la distribuzione di acqua potabile, ossigeno e azoto. Senza quelle componenti, la capsula non potrebbe sopravvivere nello spazio profondo. Leonardo, nello stabilimento di Nerviano vicino a Milano, ha costruito i pannelli solari che compongono le quattro ali del modulo e l'elettronica di bordo per il controllo e la distribuzione di energia.  
Il legame tra l'Italia e il programma Artemis va però ancora più lontano. A Washington, la Nasa ha firmato un accordo con il governo italiano che prevede moduli abitativi costruiti in Italia sulla superficie lunare. Nell'accordo è prevista anche la presenza di un astronauta italiano tra quanti cammineranno sul suolo lunare, anche se è ancora presto per fare nomi. I candidati più probabili si trovano tra gli italiani che fanno parte del corpo astronauti dell'Agenzia Spaziale Europea.  Prima del decollo, il comandante Wiseman aveva spiegato perché nessuna nazione, nemmeno gli Stati Uniti, può permettersi di fare questo da sola: "I piani che questa agenzia e questa nazione stanno mettendo in campo non possiamo farli da soli, non nel lungo periodo. Non c'è modo di esplorare il cosmo se non lo facciamo insieme, tutti noi, come coalizione. Se vuoi andare veloce, vai da solo. Se vuoi andare lontano, vai insieme. Questo è il nostro motto fin dall'inizio". Se tutto andrà secondo i piani, il 10 aprile la capsula Orion ammarerà nell'Oceano Pacifico, al largo di San Diego. (di Angelo Paura) 
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Nuove assunzioni Trenord, si cercano capitreno: candidature fino il 20 aprile

(Adnkronos) –
Trenord seleziona futuri capitreno: dalle ore 10 di oggi, giovedì 2 aprile, è possibile inviare la propria candidatura per entrare nel team di personale responsabile del servizio a bordo delle oltre 2400 corse effettuate ogni giorno in Lombardia, in otto province delle regioni limitrofe e sul collegamento aeroportuale Malpensa Express. Sarà possibile partecipare alla selezione fino a lunedì 20 aprile, secondo le indicazioni che saranno rese disponibili domani sulla pagina 'Lavora con noi' del sito di Trenord, dove è possibile candidarsi anche per il ruolo di specialist di sala operativa ed entrare nel team che coordina 24/7 la circolazione dei treni in Lombardia.  "Il capotreno – evidenzia la società in una nota – è una figura centrale per la qualità del viaggio: è il responsabile della sicurezza di ogni corsa ed è il principale riferimento per i passeggeri, ai quali garantisce assistenza, informazioni e una comunicazione efficace. È il volto dell’azienda per chi viaggia e contribuisce in modo determinante alla relazione con il pubblico". I candidati selezionati per questo ruolo parteciperanno al corso di formazione organizzato dall’azienda, che consentirà loro di acquisire tutte le competenze necessarie allo svolgimento del lavoro.  
Il percorso prevede un periodo di formazione della durata di circa sei mesi, al termine del quale i professionisti sosterranno gli esami teorici e pratici e svolgeranno un periodo di tirocinio. Sono passaggi necessari per conseguire l’abilitazione a capotreno. Per partecipare alla selezione è necessario essere in possesso di un diploma di scuola media superiore o di una laurea, avere un’ottima padronanza della lingua italiana e un buon livello di inglese; la familiarità con altre lingue straniere sarà considerata un requisito preferenziale. Ai candidati è richiesta disponibilità a spostarsi in Lombardia e nelle regioni limitrofe; flessibilità oraria; ottime capacità comunicative, attitudine al problem solving, precisione, atteggiamento proattivo. Saranno valutate positivamente esperienze pregresse in ruoli a contatto con il pubblico. 
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Iran, Trump: “Siamo vicini gli obiettivi, vittorie schiaccianti”

(Adnkronos) – "Siamo molto vicini ai nostri obiettivi, abbiamo ottenuto vittorie decisive e schiaccianti". Donald Trump, con un discorso alla nazione, fa il punto sulla guerra che gli Stati Uniti – con Israele – conducono contro l'Iran da 32 giorni. Il presidente americano prende la parola alla Casa Bianca e riepiloga l'operazione Epic Fury in meno di 20 minuti. 
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Fallimento Italia, governo in pressing per le dimissioni di Gravina

(Adnkronos) – Raccontano che abbia seguito la partita, almeno a tratti, nella serata amara che ha segnato l’ennesima disfatta del calcio italiano: la terza esclusione consecutiva della Nazionale dai Mondiali. Bosnia-Italia è andata di traverso anche a Giorgia Meloni, che pure non è una grande appassionata di pallone. La presidente del Consiglio, però, conosce bene il peso che il calcio ha nel Paese, tra economia, identità e consenso popolare. E per questo – secondo quanto filtra da fonti parlamentari – avrebbe condiviso il sentimento diffuso tra tifosi e telespettatori: la necessità di una svolta ai vertici del sistema. Da Palazzo Chigi non arriva alcuna dichiarazione ufficiale, almeno per ora. A parlare è invece il ministro per lo Sport Andrea Abodi, che all’indomani del tracollo azzurro alza il livello dello scontro e manda un messaggio chiaro alla Federcalcio e al suo presidente, Gabriele Gravina. “Non si può assistere passivamente a quello che è successo". Da qui la richiesta esplicita di un cambio di passo: "È evidente a tutti che il calcio italiano va rifondato e che questo processo debba ripartire da un rinnovamento dei vertici della Figc".
 Abodi rivendica anche l'azione dell'esecutivo: "Il governo ha dimostrato concretamente, in questi anni, l’impegno a favore di tutto il movimento sportivo italiano. Io reputo obiettivamente scorretto tentare di negare le proprie responsabilità sulla terza mancata qualificazione consecutiva ai Mondiali di calcio, accusando le Istituzioni di una presunta inadempienza e sminuendo l'importanza e il livello professionistico di altri sport. Noi continueremo a fare ciò che compete alle Istituzioni, ma serve responsabilità, umiltà e rispetto da parte di tutti. L’Italia deve tornare ad essere l’Italia, anche nel calcio mondiale". Sulle possibili dimissioni di Gravina, che oggi si riunisce con le componenti federali, il ministro richiama i precedenti e alza ulteriormente la pressione: "Mi aspetto una risposta più centrata della Federcalcio. A partire dal presidente Abete dopo i Mondiali del 2014 ci furono sussulti di dignità, il compianto Tavecchio fece la stessa cosa dopo il playoff con la Svezia e si dimise. Potrei essere costretto a prendere decisioni con il Parlamento che avrei preferito lasciare a loro". Nessuna indicazione, invece, sui possibili successori o su un eventuale commissariamento: “Penso che il tempo dei nomi deve ancora venire e deve essere valutata tutta la storia degli ultimi 20 anni, che ci lascia molte esperienze negative. Quello che dobbiamo fare è non sbagliare nuovamente o far finta che non sia successo niente”. Abodi assicura comunque piena sintonia con la premier: "L’attenzione governativa, nel rispetto dei ruoli, è massima e c’è sintonia piena naturalmente con il presidente del Consiglio ma anche all’interno della maggioranza" di fronte a "un’esigenza che è improcrastinabile: riformare e rifondare il calcio italiano”.  Dal Parlamento arrivano prese di posizione nette. "A tutto c'è un limite", tuona via social il presidente del Senato, Ignazio La Russa. Il vicepresidente della Camera Fabio Rampelli parla di “ripensamento coraggioso e non più rinviabile" e punta il dito contro il modello attuale: "Il calcio deve ricominciare dai vivai e dalle scuole di quartiere, formando e poi valorizzando i giovani atleti investendo sul territorio. Basta finanza miliardaria, basta anaffettività verso squadre che rappresentano tradizioni calcistiche secolari legate al territorio, basta facili guadagni per società spesso di comodo e procuratori spregiudicati, basta facili speculazioni su calciatori esotici di basso livello". Rampelli insiste sulla necessità di ridare centralità ai giovani e al territorio: "Le squadre non possono più essere rappresentate al 70% da stranieri, molti dei quali di passaggio nel campionato italiano. Non c’è dubbio che Gabriele Gravina abbia esaurito il suo compito e debba lasciare il passo, ma le sue dimissioni rischiano di non essere sufficienti se non si salverà quel poco di sport che sopravvive nel calcio, sempre più un affare e sempre meno disciplina". Sulla stessa linea la Lega, che parla di "vergogna inaccettabile" e chiede una rifondazione che parta proprio dalle dimissioni del presidente federale. Da Forza Italia arriva infine l’appello della deputata Isabella De Monte: "Quante volte la Nazionale dovrà ancora essere eliminata dalle qualificazioni per i Mondiali perché un presidente di federazione ne prenda finalmente atto e passi ai saluti? Caro Gravina, le dimissioni sono ormai un necessario atto di umiltà e di verità: bene che anche il ministro Abodi le abbia chieste". 
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Da atleta a vittima del Long Covid, 39enne torna a vivere grazie a una terapia con immunoglobuline

(Adnkronos) – Prima di infettarsi per due volte con il coronavirus Sars-CoV-2 era sano e atletico. Poi una forma grave e persistente di Long Covid ha cambiato la sua vita. Mesi di 'fatigue', cioè una stanchezza invalidante, e di nebbia cognitiva (la nota 'brain fog' tipica di questa sindrome post infezione di cui si è parlato tanto in pandemia), un sintomo che si manifesta come un senso di stanchezza mentale persistente che rende chi ne è affetto molto meno lucido ed efficiente del normale. E ancora disturbi di memoria e concentrazione, insonnia, sintomi di disfunzione autonomica, con un impatto rilevante sulla vita personale e professionale. E' la parabola vissuta da un 39enne, fino a quando una terapia con anticorpi ha permesso di aprire uno spiraglio di luce. Il trattamento ha ripristinato il corretto funzionamento del sistema immunitario dimostrandosi così efficace per questa condizione. Il caso è descritto su 'The Lancet Infectious Diseases', in uno studio congiunto tra l'Istituto nazionale per le malattie infettive Lazzaro Spallanzani e l'ospedale pediatrico Bambino Gesù di Roma, le due strutture che si sono occupate del paziente. Il lavoro suggerisce un possibile approccio terapeutico per sottogruppi selezionati di pazienti, da confermare in studi clinici controllati.   Il Long Covid è una condizione caratterizzata dalla persistenza o dalla nuova insorgenza di sintomi che possono durare per mesi dopo l'infezione acuta da Sars-CoV-2 e, ad oggi, non esiste una terapia riconosciuta per tale sindrome. Tra le manifestazioni più frequenti figurano la fatigue (stanchezza intensa), difficoltà cognitive, cefalea, insonnia, disturbi autonomici (condizione in cui il sistema nervoso autonomo non regola correttamente le funzioni involontarie), intolleranza allo sforzo, dispnea, disestesie (disturbi della sensibilità per cui i vari stimoli suscitano reazioni diverse dal normale).  Lo studio condotto dai due Irccs romani ha analizzato il profilo clinico, neuro-cognitivo, immunologico e infiammatorio del paziente 39enne. Nessuna delle terapie utilizzate prima aveva prodotto benefici duraturi. L'équipe dello Spallanzani, costituita da Marta Camici e Andrea Antinori del Dipartimento clinico di ricerca Malattie infettive, avendo riscontrato la presenza nel sangue del paziente di autoanticorpi circolanti che interferivano con importanti funzioni vitali, tra cui la comunicazione nervosa e il tono dei vasi sanguigni, ha prescritto il trattamento con immunoglobuline per via endovenosa ad alte dosi per tre cicli con cadenza mensile.   Le immunoglobuline sono anticorpi purificati di derivazione umana utilizzati da anni in diverse patologie autoimmuni e infiammatorie per modulare la risposta immunitaria. Durante il trattamento, il paziente è stato anche sottoposto a misurazione della performance neuropsicologica e a una stimolazione neuro-cognitiva ad opera di Giulia Del Duca, neuropsicologa del Dipartimento clinico di ricerca Malattie infettive dello Spallanzani. Il miglioramento è stato molto rapido: già dopo il primo ciclo si è registrata una netta riduzione della fatigue e della nebbia cognitiva. Nei mesi successivi i sintomi si sono progressivamente normalizzati. A un anno dall'inizio della terapia, il paziente aveva recuperato le funzioni cognitive, era tornato al lavoro e aveva ripreso l'attività sportiva non agonistica, con una qualità di vita sovrapponibile al periodo pre-Covid.  Nel corso dello studio, i ricercatori dell'ospedale pediatrico Bambino Gesù hanno osservato una modifica di specifici parametri immunologici, tra cui la riduzione del titolo degli autoanticorpi diretti contro i recettori del sistema nervoso autonomo, dei marcatori infiammatori e degli indicatori di attivazione della coagulazione. L'efficacia della terapia è risultata associata alla scomparsa di un'interazione anomala tra linfociti T e monociti, potenzialmente responsabile del mantenimento di uno stato infiammatorio cronico.  "Questi risultati suggeriscono che, in un sottogruppo di pazienti, il Long Covid potrebbe essere sostenuto da una persistente disregolazione del sistema immunitario, non necessariamente legata alla presenza del virus nell'organismo", spiega Camici, ricercatrice e primo nome dello studio. "Le immunoglobuline non rappresentano una terapia per tutti, ma potrebbero avere un ruolo in pazienti selezionati, identificabili attraverso i biomarcatori trovati nello studio". Il Long Covid, aggiunge la ricercatrice Eva Piano Mortari (Unità di ricerca Linfociti B guidata da Rita Carsetti), altra prima autrice dello studio, "colpisce anche i più giovani, e le immunoglobuline sono un farmaco già utilizzato in ambito pediatrico per altre patologie: questo apre la possibilità di estendere in futuro questo approccio anche ai pazienti pediatrici".  Piano Mortari ha identificato il complesso immunologico anomalo associato alla risposta alla terapia con le colleghe Chiara Agrati (responsabile Unità di ricerca Immunità patogeno-specifica) e Giusi Prencipe (Unità di ricerca Immuno-reumatologia) dell'ospedale Bambino Gesù. Entrambe le ricercatrici spiegano che "pur trattandosi di un singolo caso clinico, i risultati sono estremamente incoraggianti e forniscono indicazioni importanti per la progettazione di futuri trial clinici controllati. L'obiettivo dei prossimi studi sarà identificare quali pazienti possano beneficiare maggiormente di questo approccio, confermare l'utilità degli autoanticorpi contro i neurotrasmettitori per la diagnosi di Long Covid e comprendere meglio i meccanismi biologici alla base della risposta al trattamento". 
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Maltempo, allerta meteo rossa e arancione oggi giovedì 2 aprile: le Regioni coinvolte

(Adnkronos) – Una nuova fase di maltempo interesserà gran parte dell’Italia nella giornata di oggi, giovedì 2 aprile, a causa della bassa pressione sul Tirreno meridionale. Secondo il Dipartimento della Protezione Civile, la perturbazione continuerà a richiamare correnti fredde dai Balcani, determinando condizioni instabili e fenomeni anche intensi. Sulla base delle previsioni, la Protezione Civile ha diramato diversi livelli di allerta. Rossa su Abruzzo, Molise e Puglia. Arancione su su parte di Molise, Puglia, Abruzzo, Basilicata e Calabria. Gialla su Sicilia e su settori di Marche, Umbria, Lazio, Campania, Basilicata e Calabria. Le criticità previste riguardano soprattutto il rischio idrogeologico e idraulico con possibili allagamenti e frane.   Ieri c'è stata la neve e ci sono stati allagamenti in Molise e Abruzzo, oltre che tanta preoccupazione in Puglia per la possibile esondazione di fiumi e torrenti.  La Protezione Civile regionale ha emesso un nuovo bollettino che proroga l’allerta rossa in Molise fino alla mezzanotte di domani, venerdì 3 aprile. Una Regione che mantiene livelli di criticità molto elevati. Secondo quanto riportato nel bollettino, sono attese precipitazioni diffuse anche a carattere temporalesco, con rovesci di forte intensità, grandinate e attività elettrica. A questo si aggiungono venti forti settentrionali con raffiche di burrasca e mare molto mosso lungo la costa.  Per la giornata di oggi sono previste precipitazioni da sparse a diffuse, anche a carattere di rovescio o temporale. I fenomeni potranno risultare localmente intensi e accompagnati da forti raffiche di vento e grandinate Le aree più colpite saranno Abruzzo, Molise, Campania, Puglia, Basilicata, Calabria e la zona Nord della Sicilia. Possibili anche nevicate fino a quote di alta collina, soprattutto lungo il versante adriatico.  Da venerdì è attesa una progressiva attenuazione dei fenomeni, con un graduale miglioramento delle condizioni meteo. Il Dipartimento della Protezione Civile invita i cittadini a prestare attenzione agli aggiornamenti meteo, evitare spostamenti non necessari nelle zone più colpite e adottare comportamenti prudenti in caso di temporali intensi.  
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Bellini (Bellini Nautica): “Fondamentale supporto Regione Lombardia per nostro museo”

(Adnkronos) – "Il sostegno da parte di Regione Lombardia" per la realizzazione di Museo Bellini, collezione privata barche d’epoca "è stato molto importante perché ci ha permesso di dare una giusta illuminazione alla location e al cartellone esterno, visibile a tutto il pubblico che verrà a visitare il museo e ha permesso di finanziare l'impianto di umidificazione e climatizzazione dell’ambiente, in quanto le barche in mogano hanno bisogno di costante umidità". Lo ha detto Romano Bellini, presidente di Bellini Nautica, in occasione della visita dell’assessore allo Sviluppo economico di Regione Lombardia Guido Guidesi presso le realtà d’impresa che hanno preso parte al bando per il rafforzamento delle filiere produttive e degli ecosistemi industriali promosso dalla Regione. La dotazione finanziaria complessiva messa a disposizione, parte del Pr Fesr 2021-2027 (Programma regionale lombardo del Fondo europeo di sviluppo regionale), supera i 32 milioni di euro. Bellini Nautica è, infatti, tra le realtà imprenditoriali che hanno usufruito del bando Musei D‘impresa 2025, creato con l’intento di sostenere progetti di realizzazione e riqualificazione dei musei delle imprese lombarde con la finalità di salvaguardare il patrimonio tecnico-industriale e promuovere la cultura lombarda tramite la valorizzazione della storia dell’impresa stessa. Bellini Nautica, fondata nel 1960, è punto di riferimento nel panorama nautico internazionale. L’iniziativa di Bellini Nautica ha previsto l’implementazione di un percorso museale innovativo e immersivo (Museo Bellini, collezione privata barche d’epoca) che coniuga l’artigianalità storica con l’uso di tecnologie digitali, al fine di promuovere la cultura d’impresa, il design e l’ingegneria nautica. Questo bando, conclude Bellini, aiuta "la visibilità futura di questa eccellenza unica nel suo genere". 
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Guidesi visita aziende bresciane, focus su internazionalizzazione, filiere e cultura d’impresa

(Adnkronos) – Prosegue in provincia di Brescia l'iniziativa istituzionale dell’assessore regionale allo Sviluppo economico, Guido Guidesi, nelle realtà produttive supportate da Regione Lombardia, con l’obiettivo di verificare sul territorio l’efficacia degli strumenti di sostegno alle imprese e rafforzare il dialogo diretto con il sistema economico-produttivo locale. Nello specifico, la giornata si è aperta con la visita alla Raffmetal di Casto (Bs), azienda produttrice di leghe di alluminio da riciclo che ha beneficiato della misura 'Rafforzamento filiere produttive ed ecosistemi industriali 2023'. Nel pomeriggio, l’assessore ha fatto visita alla Collezione Riva di Romano Bellini a Corte Franca (Bs), l’esposizione nautica di barche Riva d'epoca più completa al mondo beneficiaria dello strumento 'Musei d'Impresa 2025'. Tappa finale all'azienda Semec di Darfo Boario Terme (BS), attiva nella produzione di colonne di frazionamento e beneficiario del bando 'Verso nuovi mercati'.  Raffmetal, grazie al supporto regionale, ha costituito una filiera circolare di produzione dell’alluminio che comprende 46 aziende, effettuando importanti investimenti per massimizzare la capacità di riciclo e l’efficientamento energetico. "Grazie alla misura regionale 'Bando Filiere' -ha dichiarato Francesco Franzoni, amministratore delegato di Raffmetal- gli obiettivi raggiunti dalla singola impresa diventano obiettivi comuni da cui tutti traggono vantaggio. Da questo punto di vista, Regione Lombardia ha fatto una scelta che ritengo molto lungimirante, dimostrando l’attenzione e la sensibilità di cui abbiamo bisogno per attraversare questo momento di sfida". Bellini Nautica, mediante allo strumento regionale, ha implementato il percorso museale dedicato alla Collezione Riva di Romano Bellini con interventi di illuminazione e impiantistica, migliorando la qualità della fruizione espositiva e la capacità di conservazione delle imbarcazioni in legno. "Il supporto di Regione Lombardia -ha dichiarato Romano Bellini, presidente di Bellini Nautica- è fondamentale per la visibilità futura di questa collezione d’eccellenza, anche a livello mondiale. Chi possiede queste imbarcazioni ci tiene a mantenerle nel loro splendore iniziale. Grazie allo strumento 'Musei d’Impresa' abbiamo potuto creare questo spazio espositivo e laboratorio di restauro che dispone di illuminazione e climatizzazione adeguate alla conservazione di queste preziose barche in mogano". Semec, attraverso il bando regionale, ha avviato un percorso di internazionalizzazione per rafforzare la presenza nei mercati del Nord Europa con l’obiettivo di conseguire una crescita sostenibile e duratura, massimizzare le opportunità di sviluppo commerciale e ampliare il proprio portafoglio clienti. La misura 'Rafforzamento delle filiere produttive e degli ecosistemi industriali' è finalizzata a sostenere e potenziare la competitività del sistema produttivo lombardo attraverso il rafforzamento delle filiere esistenti e la creazione di nuove reti tra imprese. L'intervento promuove progetti condivisi tra aziende, con particolare attenzione a innovazione, digitalizzazione e sostenibilità ambientale, sociale ed economica, favorendo anche l’adozione di modelli di economia circolare. I progetti possono includere anche attività di sviluppo sperimentale finalizzate all’introduzione di nuove soluzioni tecnologiche o al miglioramento dei processi produttivi. Il bando dispone di una dotazione finanziaria complessiva di 32,4 milioni di euro. La misura 'Musei d’impresa 2025' è finalizzata a sostenere la creazione e la valorizzazione dei musei d’impresa lombardi, con l’obiettivo di preservare e promuovere il patrimonio tecnico-industriale regionale e diffondere la cultura del lavoro e dell’impresa. Il contributo supporta interventi di realizzazione o riqualificazione di spazi espositivi, restauro delle collezioni e sviluppo di strumenti digitali (come siti web e portali dedicati). Particolare rilievo è dato anche alla promozione dei musei d’impresa, in Italia e all’estero, e alla creazione di collaborazioni con scuole, università, centri di ricerca e attori del territorio. Grazie a un rifinanziamento, il bando ha avuto una dotazione finanziaria complessiva di 1,5 milioni di euro e ha già sostenuto numerosi progetti presentati da 33 beneficiari. La misura, nella sua edizione 2026, è attualmente aperta. La misura 'Verso nuovi mercati' sostiene il percorso di internazionalizzazione delle imprese lombarde, supportando l’ingresso o il rafforzamento nei mercati esteri attraverso analisi di mercato, studi specialistici e il coinvolgimento di esperti, con l’obiettivo di aumentare la competitività su scala globale. L’iniziativa si rivolge a micro, piccole e medie imprese con sede operativa in Lombardia e con una limitata esperienza di export (non superiore al 40% del volume d’affari nell’anno precedente), favorendo così l’accesso ai mercati internazionali da parte di aziende ancora nelle fasi iniziali del processo di apertura verso l’estero. Attraverso questa misura, che dispone di una dotazione finanziaria complessiva di oltre 19,2 milioni di euro (a seguito di un recente incremento), Regione Lombardia è riuscita a sostenere 81 imprese, con ulteriori concessioni in corso, confermandosi come uno strumento rilevante per accompagnare le Pmi lombarde verso nuovi mercati esteri. 
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Guidesi (Regione Lombardia): “Realtà locali rispondono a scenario internazionale complesso”

(Adnkronos) – "Il tessuto produttivo lombardo sta rispondendo" alle sfide poste dal complesso contesto internazionale attuale, pur scontando una "maggiore difficoltà" rispetto ad altre regioni, dal momento che "abbiamo un posizionamento internazionale trasversale ai diversi settori, da quello manifatturiero a quello dei servizi". E’ il commento dell’assessore allo Sviluppo economico di Regione Lombardia, Guido Guidesi, riguardo all’impatto sulle imprese lombarde dello scenario di tensioni ed instabilità a livello globale, in occasione della visita presso le aziende che hanno aderito al bando da 32 milioni di euro per il rafforzamento delle filiere produttive e degli ecosistemi industriali, promosso dalla Regione nell’ambito del programma del Fondo europeo di sviluppo regionale. "Siamo molto influenzati, e purtroppo in questo caso negativamente, da tutto ciò che succede a livello internazionale – prosegue -. Le nostre aziende ed i nostri ecosistemi, però, sono da sempre capaci di rispondere con flessibilità e continuano a farlo al meglio", anche in un momento in cui "le contingenze economiche cambiano molto velocemente. Non nascondo però la grande preoccupazione dettata dal fattore inflazionistico, perché quando il costo dell'energia e del carburante è così ingente, cresce la preoccupazione riguardo la capacità di presidio rispetto ai consumi dei cittadini e alla competitività delle aziende". "Speriamo che le cose si stabilizzano e si calmino quanto prima – conclude -. Ne abbiamo un gran bisogno. Non abbiamo ancora dei dati ma le previsioni sono pessimistiche. La speranza è che, ancora una volta, la Lombardia ci sorprenda in positivo. Tutte le volte che parliamo di contingenze economiche future estremamente negative, poi i dati congiunturali dicono il contrario. Speriamo che succeda anche stavolta". 
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Guidesi (Regione Lombardia): “Dialogo con realtà locali è fondamentale”

(Adnkronos) – Per le istituzioni e le aziende locali "momenti di dialogo come questo sono fondamentali. Come Regione ci si pone infatti l’obiettivo di aiutare le aziende, il lavoro e l'occupazione e per farlo è necessario conoscere i loro problemi, le esigenze e le proposte. Occasioni come questa sono inoltre un modo per far conoscere ciò che Regione Lombardia offre alle aziende e come queste ne hanno usufruito al fine di migliorarsi". Sono le dichiarazioni di Guido Guidesi, assessore allo Sviluppo economico di Regione Lombardia, in occasione della visita presso le realtà d’impresa che hanno aderito al bando per il rafforzamento delle filiere produttive e degli ecosistemi industriali promosso dalla Regione nell’ambito del programma del Fondo europeo di sviluppo regionale. La dotazione finanziaria complessiva messa a disposizione, parte del Pr Fesr 2021-2027 (Programma regionale lombardo del Fondo europeo di sviluppo regionale), supera i 32 milioni di euro. Si tratta quindi di "un gioco di squadra pubblico-privato" volto a per rafforzare il sistema economico e produttivo regionale, "che ha una valenza non solo economica – spiega l’assessore Guidesi – ma anche sociale e culturale, perché pienamente integrato con la nostra comunità".  "Il dialogo sui territori è propedeutico e alla base del dialogo che stiamo attuando tra regioni europee – prosegue – perché se pretendiamo, giustamente, che la Commissione europea imposti la propria attività legislativa sulle reali esigenze che ci sono, dobbiamo farlo anche noi. Il modo migliore per farlo è andare sui territori, capire quali sono le esigenze e conoscere ciò che le aziende fanno – dalla formazione alla ricerca, dagli investimenti all'innovazione, fino ai processi di economia circolare, che sono già in atto e stanno dando ottimi risultati – per poi condividere queste informazioni con le altre regioni europee, facendo in modo che la condivisione sia sempre più centrale da un punto di vista istituzionale, portando la Commissione europea a cambiare un'impostazione che troppe volte mette in difficoltà la capacità di innovazione e di sviluppo delle nostre aziende". 
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