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Malattia cronica da trapianto contro l’ospite, via libera Ue a belumosudil 

(Adnkronos) – La Commissione europea ha concesso l'autorizzazione all'immissione in commercio condizionata per belumosudil come trattamento della malattia cronica da trapianto contro l'ospite (cGvhd) in pazienti adulti e pediatrici di età pari o superiore a 12 anni con un peso corporeo di almeno 40 kg. Il farmaco è indicato quando le altre opzioni terapeutiche forniscono un beneficio clinico limitato, non risultano adeguate o sono state esaurite. Lo annuncia Sanofi in una nota, precisando che l'Aic condizionata è subordinata al completamento di uno studio controllato randomizzato e confermativo. Il via libera Ue segue il parere positivo del Comitato per i medicinali ad uso umano (Chmp) dell'Agenzia europea dei medicinali (Ema), pubblicato il 30 gennaio 2026. "La Gvhd cronica è una condizione grave e potenzialmente fatale che comporta un profondo impatto fisico ed emotivo a una popolazione rilevante di pazienti dopo il trapianto di cellule staminali ematopoietiche allogeniche – afferma Mohamad Mohty, professore di Ematologia e Head of the Haematology and Cellular Therapy Department all’Hôpital Saint-Antoine e Sorbonne University, Parigi – In tutta Europa, molti pazienti continuano ad affrontare sfide significative nella gestione di questa malattia, soprattutto quando le terapie esistenti non offrono un beneficio adeguato. Questa approvazione rappresenta un importante traguardo, offrendo una nuova opzione terapeutica che ha il potenziale di migliorare significativamente la vita dei pazienti". Dichiara Olivier Charmeil, Interim Ceo & Executive Vice President, General Medicines, Sanofi: "Quasi 1 paziente su 2 con Gvhd cronica necessita di un trattamento di terza linea, eppure le opzioni terapeutiche disponibili per i pazienti in Europa in questa fase avanzata della malattia sono ancora limitate. Ci impegniamo con continuità a supportare i pazienti con Gvhd cronica e i loro caregiver e siamo lieti di offrire questa nuova opzione terapeutica ai pazienti che vivono con questa condizione debilitante e a lungo termine".  L'approvazione si basa sui risultati di sicurezza ed efficacia di diversi studi clinici e su dati di mondo reale, riporta la nota. Questi includono lo studio randomizzato e multicentrico di fase 2 ROCKstar (studio clinico NCT03640481), che ha dimostrato risposte clinicamente significative e durature con belumosudil per pazienti che vivono con Gvhd cronica dopo trapianto di cellule staminali e almeno due linee precedenti di terapia sistemica. Il trattamento è stato generalmente ben tollerato. Sotto l'autorizzazione all'immissione in commercio condizionata, Sanofi condurrà un nuovo studio confermativo, controllato e randomizzato. Nel 2019 il medicinale è stato designato come 'farmaco orfano' (usato nelle malattie rare) per il trattamento della malattia cronica da trapianto contro ospite. A seguito di questa Aic condizionata, il Chmp dell'Ema ha anche formalmente adottato un parere sul mantenimento dello status di designazione di farmaco orfano per belumosudil. Oltre all'Ue, belumosudil è approvato in 20 Paesi, tra cui Stati Uniti, Regno Unito e Canada, per il trattamento di pazienti di età pari o superiore a 12 anni con Gvhd cronica dopo fallimento di almeno due linee precedenti di terapia sistemica, e in Cina dopo il fallimento di una linea precedente di terapia sistemica. Da allora, più di 20mila pazienti affetti da Gvhd cronica sono stati trattati con belumosudil dalla sua prima approvazione negli Usa nel luglio 2021. Belumosudil – dettaglia la nota – è il primo inibitore selettivo di Rock2 (proteina chinasi-2 associata a Rho contenente un dominio coiled-coil) (Rock2i) di Sanofi. Ha dimostrato di apportare beneficio in diverse tipologie di pazienti affetti da malattia cronica del trapianto contro l'ospite dopo il fallimento di almeno due linee di terapia precedenti. Sanofi è impegnata a studiare la sicurezza e l'efficacia di belumosudil in altre fasce di età e indicazioni, anche attraverso studi in corso in pazienti pediatrici a partire da 1 anno di età con cGvhd che sono stati trattati con almeno due precedenti linee di terapia sistemica e in pazienti con disfunzione cronica da allotrapianto polmonare. Queste indicazioni aggiuntive sono attualmente in fase di studio e non sono state approvate dalle autorità regolatorie. ROCKstar è uno studio registrativo di fase 2, in aperto, non controllato, randomizzato e multicentrico che ha valutato l'efficacia e la sicurezza di belumosudil in pazienti con malattia del trapianto contro l'ospite cronica che avevano ricevuto da due a 5 linee precedenti di terapia sistemica e necessitavano di terapia aggiuntiva. Un'analisi di follow-up di 3 anni, in aperto, dello studio ROCKstar ha valutato l'efficacia a lungo termine di belumosudil. Il trattamento consisteva in belumosudil 200 mg ed è stato somministrato continuativamente fino alla progressione clinicamente significativa della cGvhd o al manifestarsi di una tossicità inaccettabile. L'endpoint primario era il tasso di risposta complessiva (Overall response rate, Orr) a qualsiasi valutazione. I risultati dello studio hanno dimostrato un Orr migliore clinicamente significativo e statisticamente significativo del 74% in trattamento con belumosudil (n=77, Ic 95%, 63-83). Le reazioni avverse più comuni sono state affaticamento (46%), diarrea (35%), nausea (35%), dispnea (32%), tosse (30%) e infezioni delle vie respiratorie superiori (26%). La malattia cronica del trapianto contro l'ospite è una complicanza potenzialmente letale che può verificarsi dopo un trapianto di cellule staminali (o trapianto allogenico di cellule staminali ematopoietiche) in cui le cellule del donatore (graft) attaccano le cellule dell'ospite, portando a infiammazione e fibrosi (cicatrizzazione o ispessimento) che possono danneggiare molteplici tessuti e organi. La cGvhd compromette gravemente la vita e interessa fino al 50% dei pazienti sottoposti a trapianto allogenico di cellule staminali ematopoietiche. La cGvhd è considerata una delle principali cause di morbilità e mortalità tardiva non correlata a recidiva dopo il trapianto di cellule staminali. Le conseguenze sono di vasta portata, sia in termini di onere che può gravare sul benessere fisico ed emotivo dell'individuo, sia in termini di più ampio impatto socioeconomico. 
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Fede Galizia splende di nuovo al Museo di Capodimonte

(Adnkronos) – Fa parte da oltre due secoli della Collezione Borbone, patrimonio del Museo e Real Bosco di Capodimonte, ma non è mai stata esposta nella Reggia napoletana. È una storia di oblio e riscoperta quella della "Adorazione dei re Magi" (1610) di Fede Galizia, prima pala d'altare firmata dalla celebre 'pittoressa', opera creduta dispersa e declassata a lungo come 'anonimo fiorentino': da domani, giovedì 2 aprile, si potrà ammirare nella sua collocazione definitiva, la sala 79, nella galleria del secondo piano della Reggia, riaperta per l'occasione dopo i lavori.   Fede Galizia (documentata a Milano, dal 1587 al 1630), affermata ritrattista e autrice di famose nature morte conservate in importanti musei e collezioni in Italia e all'estero, nella pala per Napoli si confronta con i maestri del ‘500: Leonardo per la composizione intorno alla Madonna, ma anche Raffaello, Correggio. Il nuovo arrivo nelle collezioni racconta anche un pezzo di storia dell'arte a Napoli ai tanti visitatori attesi a Capodimonte nelle festività: il giorno di Pasqua coincide con la prima domenica del mese ad ingresso gratuito, museo aperto anche nel lunedì dell'Angelo (solo secondo piano, Real Bosco chiuso come di consueto a Pasquetta).  "Diamo il benvenuto a Capodimonte alla 'mirabile pittoressa' Fede Galizia, che raggiunge nel racconto della pittura al femminile le colleghe Artemisia Gentileschi, Sofonisba Anguissola, Elisabetta Sirani, Teresa Del Po, Lavinia Fontana, Angelica Kauffmann, Elisabetta Louise Vigee Lebrun, solo per nominare le più celebrate artiste tra ‘500 e ‘700 presenti nelle nostre collezioni, ognuna con una storia straordinaria che è anche sociale e civile e che vogliamo sempre più valorizzare – dichiara Eike Schmidt, direttore del Museo e Real Bosco di Capodimonte – Ringraziamo la Chiesa di San Pasquale a Chiaia e l'Ordine Francescano (Provincia di San Giovan Giuseppe della Croce dell'Ordine dei Frati minori, ndr) che ha custodito l'opera, identificata solo nel 2021: auspichiamo nuove collaborazioni per le celebrazioni degli 800 anni del Santo Patrono d'Italia".   Il grande dipinto era stato commissionato da Baldassare Noirot, mercante fiammingo, al quale era affidata la Cappella dei Magi nell' antica Chiesa di S. Anna dei Lombardi (1581): nel 1798 il crollo del soffitto la rese inagibile, le opere furono spostate nella vicina Santa Maria di Monteoliveto (la Sant'Anna dei Lombardi attuale) in tempo per evitare il terremoto del 1805 che distrusse anche la “Resurrezione” di Caravaggio.  La pala di Galizia giunge al Real Museo Borbonico tra 1816 e il 1821, con la firma ben evidente: un accorgimento che le pittrici donne del tempo adottavano per non essere 'cancellate'. Ma nel 1937 il Museo divenuto 'Nazionale', indica il dipinto come 'Ignoto Fiorentino del XVI' dandolo in temporanea consegna alla Chiesa di San Giuseppe a Rione Luzzatti edificata per accogliere le opere della distrutta chiesa di San Giuseppe Maggiore in via Medina. Con la Seconda guerra mondiale la distruzione della chiesa nel rione (che diverrà 'iconico' perché al centro delle vicende della saga dell'Amica Geniale) e la spoliazione delle sue opere, si perdono le tracce dell'Adorazione e di altre tre tele di Capodimonte, nel 1957 divenuto sede della Pinacoteca nazionale, prima ospitata nell'attuale Mann. Ma è solo nel 2021 che la ricerca pubblicata nel catalogo della mostra a Trento 'Fede Galizia Mirabile Pittoressa' svela che l'Adorazione si trova al Convento di San Pasquale a Chiaia a Napoli. Fondamentale per l'identificazione il contributo dello studioso Federico Maria Giani coinvolto nell'esposizione curata da Giovanni Agosti e Jacopo Stroppa che celebra le origini trentine della pittrice. Ed è stato proprio il dipinto di Fede Galizia ad aprire il percorso della recente mostra dedicata alle donne del ‘600 alle Gallerie d'Italia di Napoli, ultima tappa prima di tornare, anzi essere esposta per la prima volta, a Capodimonte. Tra le due Annunciazioni di Scipione Pulzone e di Francesco Curia (proveniente anch'essa da Sant'Anna dei Lombardi), e di fronte all'Adorazione dei Pastori di Santafede, la pala di Galizia è così inserita nell'ambito delle opere coeve prodotte per Napoli e per il Regno tra la fine del '500 e il primo decennio del '600, a sottolineare la varietà della proposta culturale del periodo, tra manierismo e influenze caravaggesche.  A Napoli si trova anche una seconda opera di Fede Galizia, la pala d'altare San Carlo in Estasi nella chiesa di San Carlo alle Mortelle. (di Paolo Martini) 
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Franzoni (Raffmetal): “Impianti più efficienti grazie a bando Regione Lombardia”

(Adnkronos) – "Grazie a questo bando abbiamo efficientato i nostri impianti e potenziato l’economia circolare, da sempre la nostra finalità: infatti, abbiamo modificato l'impianto di recupero delle scorie saline e l'abbiamo reso molto più efficiente, ottenendo una riduzione dei consumi energetici e la restituzione di materiali più puliti, la quale contribuisce ulteriormente al taglio dei consumi grazie all’energia che si risparmia nei forni. Questo ha permesso anche il recupero totale delle code di lavorazione". Lo spiega Francesco Franzoni, amministratore delegato di Raffmetal, in occasione della visita dell’assessore allo Sviluppo economico di Regione Lombardia Guido Guidesi presso le realtà d’impresa che hanno preso parte al bando per il rafforzamento delle filiere produttive e degli ecosistemi industriali promosso dalla Regione.  La dotazione finanziaria complessiva messa a disposizione, parte del Pr Fesr 2021-2027 (Programma regionale lombardo del Fondo europeo di sviluppo regionale), supera i 32 milioni. Il bando intercetta la spinta all’innovazione e alla sostenibilità delle normative europee, "come il Green Deal", che pone le aziende davanti alla "necessità di migliorare" le proprie prestazioni. Per farlo "è indispensabile dotarsi di soluzioni ed elementi di impiantistica" nuovi, "che richiedono quindi un approccio di studio e un rapporto sereno con la Regione, la Provincia e con gli enti -aggiunge l'ad di Raffmetal, principale produttore europeo di leghe di alluminio da riciclo ottenute da rottami-. Regione Lombardia ha dimostrato di avere la sensibilità e l’attenzione di cui abbiamo bisogno per attraversare un momento complesso e sfidante come quello attuale".  Una collaborazione destinata a continuare positivamente perché "presentarsi non come singola azienda, ma come sistema, e dunque come filiera, fa tutta la differenza. Un'esperienza positiva provata al nostro interno, grazie al bando potrà essere condivisa con tutta la filiera, diventando un vantaggio per tutti. La Regione ha fatto quindi una scelta molto lungimirante. Essere stati nominati capofiliera fa sì che abbiamo qualche passaggio burocratico in più, ma lo facciamo volentieri, perché siamo convinti che verremo ripagati dai risultati. I nostri clienti sono stati partner in questo percorso, con interventi variegati indirizzati verso l’energia rinnovabile, l’efficientamento e la creazione di un 'mondo nuovo', che ha bisogno di poter disporre di strutture e scelte diverse rispetto al passato", conclude Franzoni. 
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Psoriasi, dati positivi per inibitore orale di Tyk2 di nuova generazione

(Adnkronos) – Aprono nuove prospettive per la cura della psoriasi a placche i nuovi risultati di 2 studi di Fase 3 su zasocitinib (Tak-279), inibitore orale di nuova generazione, altamente selettivo, della Tirosin-chinasi 2 (TYK2). Secondo i risultati dei trial Latitude PsO 3001 e 3002 presentati da Takeda al congresso 2026 dell’American Academy of Dermatology (AAD), in adulti con psoriasi a placche (PsO) da moderata a severa, il farmaco sperimentale – una compressa da assumere una volta al giorno – ha dimostrato, in circa il 70% dei pazienti trattati, elevati valori di cute libera da lesioni o quasi libera già a 16 settimane, valori superiori a placebo e apremilast, con mantenimento della risposta per oltre un anno e con un profilo di sicurezza coerente con gli studi di Fase 2b. “Il nostro obiettivo nel trattamento della psoriasi è ottenere una pelle libera o quasi libera da lesioni, e finora questo è stato raggiunto principalmente con terapie iniettabili – spiega Melinda Gooderham, dermatologa presso lo Skin Centre for Dermatology di Peterborough, Ontario, Canada e principal investigator degli studi Latitude PsO e autrice della presentazione – Questi risultati di efficacia e sicurezza dimostrano che è possibile ottenere una clearance cutanea rapida e duratura con una compressa una volta al giorno, evidenziando il potenziale di zasocitinib come opzione orale di riferimento per la psoriasi a placche”. Gli studi di Fase 3 Latitude PsO 3001 e 3002, randomizzati, multicentrici, in doppio cieco e controllati con placebo e comparatore attivo – dettaglia una nota – hanno arruolato complessivamente oltre 1800 pazienti con psoriasi a placche da moderata a grave. Il disegno includeva sia il placebo che un comparatore attivo (apremilast). Oltre la metà dei soggetti trattati con zasocitinib ha raggiunto una pelle libera o quasi libera da lesioni – un punteggio di 0/1 nello static Physician Global Assessment (sPga) – alla settimana 16, una misura chiave di successo terapeutico. In particolare, il 71,4% e il 69,2% dei pazienti trattati con zasocitinib ha raggiunto un punteggio sPga pari a 0/1 rispetto al placebo (10,7% e 12,6%) e ad apremilast (32,1% e 29,7%) alla settimana 16. Il 61,3% e il 51,9% dei pazienti trattati ha raggiunto Pasi 90 – una riduzione di almeno il 90% vs basale nello Psoriasis Area and Severity Index – rispetto al placebo (5,0% e 4,0%) e ad apremilast (16,8% e 15,9%) alla settimana 16.  Zasocitinib ha inoltre mostrato miglioramenti statisticamente significativi sulla completa liberazione da lesioni della pelle, un obiettivo terapeutico sempre più rilevante per i pazienti con psoriasi a placche. Il 39,9% e il 33,7% dei pazienti trattati con il farmaco sperimentale ha raggiunto un punteggio sPga pari a 0 rispetto al placebo (0,7% e 1,4%) e ad apremilast (8,0% e 6,5%). Il 33,4% e il 25,2% dei pazienti che hanno assunto il farmaco sperimentale hanno raggiunto Pasi 100 rispetto al placebo (0,7% e 1,1%) e ad apremilast (2,9% e 4,3%). Le risposte per gli endpoint co-primari e secondari chiave hanno continuato a migliorare fino alla settimana 24 in entrambi gli studi. Nello studio Latitude PsO 3002 – riferisce la nota – la rapidità della risposta è stata evidente già alla settimana 4 rispetto al placebo (PASI 75: 16,8% per zasocitinib vs 4,3% per placebo). Tra i pazienti che hanno raggiunto una risposta PASI 75, PASI 90 o sPga 0/1 alla settimana 40 e che hanno continuato il trattamento per tutta la durata dello studio, oltre il 90% ha mantenuto la risposta alla settimana 60. Zasocitinib è stato generalmente ben tollerato. Il profilo di sicurezza e tollerabilità negli studi di Fase 3 è rimasto coerente con gli studi precedenti. “I risultati di Fase 3 dimostrano che l’inibizione altamente selettiva di Tyk2 può offrire a molte persone con psoriasi a placche da moderata a severa la possibilità di ottenere una pelle libera o quasi libera da lesioni – sottolinea Chinwe Ukomadu, senior vice president and head, Gastrointestinal & Inflammation Therapeutic Area Unit at Takeda – I dati positivi evidenziano inoltre il potenziale di zasocitinib nel fornire risultati rapidi e duraturi con un profilo di sicurezza favorevole, coerente con gli studi di Fase 2b. Stiamo lavorando il più rapidamente possibile con le autorità regolatorie per portare avanti una possibile nuova opzione terapeutica per i pazienti che cercano un trattamento orale sicuro, efficace e conveniente”. Takeda prevede di avviare le procedure regolatorie negli Stati Uniti e in Europa nei prossimi mesi. 
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Gravina, l’autogol sugli sport ‘dilettantistici’ e le risposte degli atleti

(Adnkronos) –
"Il calcio è uno sport professionistico, gli altri sono dilettanti". La 'perla' di Gabriele Gravina, presidente della Figc, non passa inosservata. Nella disastrosa serata con la mancata qualificazione dell'Italia ai Mondiali, per la terza volta consecutiva, il numero 1 della Federcalcio si concede un passaggio a dir poco discutibile quando è chiamato a rispondere sui flop del calcio in un momento in cui altri sport – dal tennis al nuoto, dallo sci al pattinaggio – raccolgono trionfi. Gravina parla di sport dilettantistici, privi di vincoli regolamentari tipici del calcio, e di 'atleti di stato' in particolare nello sci. Le esternazioni del presidente della Figc non passano inosservate e a rispondere sono anche gli atleti che si sentono chiamati in causa. "Se il calcio è professionismo, allora Sinner è un amatore. Avanti così", la replica ironica di Tommaso Giacomel, medagliato olimpico nel biathlon ai Giochi Olimpici Invernali di Milano-Cortina, su Instagram. "Se può aiutare qualche calciatore, mi metto a disposizione per fare cambio", la risposta di Pietro Sighel, nazionale azzurro dello short track e oro nella staffetta mista ai Giochi di Milano-Cortina. "Vi porto a fare un giro sulla mia Lamborghini", aggiunge mostrandosi alla guida di un tosaerba. Più articolata la posizione di Irma Testa, la prima italiana nella storia del pugilato femminile a partecipare a un'Olimpiade (nel 2016, a Rio de Janeiro) e poi a vincere una medaglia (il bronzo a Tokyo 2020). "I veri professionisti siamo noi, – scrive la pugile – gareggiamo e vinciamo per la maglia e il nostro Paese, guardando i giocatori milionari fare brutte figure". "Mi alleno più di un calciatore, guadagnando meno dei loro cuochi o delle loro tate. Nonostante questo quando perdo (quelle poche volte) sento il peso di un'intera Nazione che comunque non mi chiede niente perché impegnata a guardare il calcio.. Forza Italia, la pasta e Toto Cutugno", conclude, guadagnando l'approvazione di Federica Pellegrini. 
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Senato, nella password Wi-Fi c’è la parola ‘Dux’. Fonti: “Generate in modo casuale”

(Adnkronos) – Le password dei sistemi Wi-Fi in Senato "sono generate in maniera automatica da un software che assembla caratteri e numeri in maniera assolutamente casuale". E' quanto trapela da fonti del Senato, dopo il caso della password di servizio di Palazzo Madama in cui compare la sequenza 'dux' tra le lettere e i numeri previsti per l'accesso alla rete. L’episodio è avvenuto in occasione di un’audizione con il commissario europeo per il Clima Wopke Hoekstra. Sul cartello ufficiale della rete 'Senato Wireless', la password riportava una sequenza alfanumerica – 'UFSsDuxV8SXmn' – in cui compariva chiaramente il termine storicamente associato alla figura di Benito Mussolini. La presenza della parola non è passata inosservata tra i presenti e ha immediatamente innescato polemiche politiche. Il senatore del Partito Democratico Dario Parrini ha parlato di “ridicolaggine” e di “scarso rispetto delle istituzioni”, chiedendo che episodi simili non si ripetano. "Omaggiare il Duce – anche se lo si fa per scherzo, cosa peraltro tutto da dimostrare – denota cattivo gusto ragguardevole e scarso rispetto delle istituzioni. Siamo sicuri che anche il Presidente del Senato La Russa la pensa come noi e diamo per scontato che si sia già adoperato per evitare che una simile ridicolaggine si ripeta”, ha scritto in un post su Facebook, pubblicando anche la foto del cartello.   
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Peruzzi: “Figura femminile nel Barocco simbolo di valori e passioni universali”

(Adnkronos) – La mostra 'La virtù e la grazia' – in programma dal 3 aprile al 28 giugno alla Galleria BPER di Modena – nasce dalla volontà di indagare la figura femminile come simbolo complesso e universale nella storia dell’arte. 'La figura femminile sboccia in modo particolare nell’arte barocca come portatrice di virtù e valori morali', spiega la curatrice Lucia Peruzzi. Un tema che intreccia dimensione religiosa, tradizione classica e vita quotidiana. "È un’arte che vive di realtà, ma anche di esuberanza, sentimenti e sensualità", sottolinea Peruzzi, evidenziando come il linguaggio barocco renda la donna un soggetto privilegiato per raccontare tensioni spirituali e passioni umane. La mostra attraversa così diverse rappresentazioni: dalle sante alle eroine, fino alle figure mitologiche, offrendo una lettura stratificata e ricca di significati. “La figura femminile si presta a molteplici interpretazioni e diventa particolarmente interessante proprio per questa sua complessità”, aggiunge.  Un percorso che mette in luce il ruolo centrale della donna nel grande teatro barocco, tra simbolo morale e forza narrativa. Un viaggio che attraversa l’antichità e arriva fino a oggi, mostrando l’attualità dei valori espressi dalla figura femminile. È questa la chiave di lettura della mostra “La virtù e la grazia”, secondo la curatrice Lucia Peruzzi. “I valori raccontati attraverso la storia sono ancora profondamente attuali”, afferma, ricordando come miti e narrazioni antiche si intrecciano con la vita quotidiana: “parlano di passioni, sofferenze, inganni e amori, in un racconto che va dai sensi alla spiritualità”. Dalle eroine della classicità alle protagoniste della “Gerusalemme liberata”, fino alle figure della tradizione religiosa, il percorso espositivo evidenzia un sistema di valori che attraversa i secoli.  “È una vitalità che arriva fino a noi attraverso la fascinazione della figura femminile”, osserva Peruzzi. La mostra invita così a rileggere il presente attraverso il passato: “È emozionante scoprire come la contemporaneità possa essere interpretata andando a ritroso, tra arte, poesia e storia, in un legame indissolubile. Un approccio, conclude Peruzzi , che rende il progetto espositivo non solo storico-artistico, ma anche profondamente attuale". 
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Mostre, alla Galleria Bper di Modena ‘La virtù e la grazia’, sante e seduttrici nella pittura del Seicento

(Adnkronos) – "Percorrendo le storie più o meno leggendarie delle sante vissute nella tarda antichità – afferma la curatrice Lucia Peruzzi – incontriamo quasi sempre donne giovani, di acclamata bellezza e di nobili origini, capaci di grande forza d’animo. Nell’arte barocca queste figure brillano in tutta la loro sensualità, ma nello stesso tempo vengono innalzate a emblemi delle loro virtù. Nella temperie del rinnovamento spirituale della pittura, fondata sui principi di sincerità e verità, la loro vicenda diventa dunque straordinariamente popolare per il carattere esemplare del loro martirio e delle loro sofferenze». La virtù e la grazia si inserisce nel percorso di ricerca e divulgazione promosso da La Galleria BPER: un progetto che ambisce a rendere il patrimonio non solo visibile, ma vivo, in grado di dialogare con il presente e di generare conoscenza e consapevolezza attraverso il linguaggio dell’arte. La sede modenese de La Galleria si conferma centro propulsore di ricerca, cura e progettazione espositiva: uno spazio in cui la cultura si traduce in incontro, conoscenza e relazione. Rappresenta inoltre uno dei pilastri dei Poli Culturali BPER, un sistema di patrimonio diffuso che esprime la governance culturale del Gruppo attraverso un modello capace di mettere in rete sedi storiche, collezioni e competenze, trasformando il patrimonio della Banca in un bene pubblico accessibile.  Articolate in cinque nuclei tematici, le opere di maestri del Barocco indagano la figura femminile, attraverso devozione, mito, potere e sentimento. Apre il percorso la sezione 'Sante, vergini e martiri', evidenziando il ruolo della donna come veicolo privilegiato di spiritualità e introspezione. Dalle intense rappresentazioni della Maddalena – figura paradigmatica della Controriforma, in quanto peccatrice redenta e di bellezza seducente – alle sante martiri come la Sant’Agata ritratta da Guido Cagnacci, la pittura barocca traduce il pathos religioso in immagini di forte impatto emotivo, in cui bellezza e sensualità s’intrecciano a profondi significati devozionali. Episodi biblici come 'Susanna e i vecchi' o la figura della profetessa Anna confermano la centralità femminile come modello morale e di fede. Con 'Pericolose passioni' il percorso si sposta sul terreno del mito e della narrazione biblica, tra amore, inganno e trasformazione. Le Metamorfosi ovidiane e i racconti dell’Antico Testamento offrono un repertorio inesauribile di episodi in cui la bellezza femminile diventa al tempo stesso causa di desiderio e oggetto di sopraffazione, come nel Ratto di Europa, nella vicenda di Diana e Callisto, o in Giacobbe incontra Rachele al pozzo del Grechetto.  La sezione 'Seduttrici ed eroine' porta in scena protagoniste forti e ambivalenti, capaci di incarnare virtù e trasgressione. Giuditta che decapita il tiranno Oloferne, Lucrezia – nella tela di Ercole Setti del Museo Civico d’Arte di Modena – e la lussuriosa Semiramide dominano la scena barocca con un’intensa carica drammatica, diventando simboli complessi di giustizia, vendetta e autodeterminazione. In 'I dardi dell’amore', il sentimento amoroso si rivela nella sua ambiguità, oscillando tra passione e redenzione. Eros, con le sue frecce inesorabili, diventa metafora di un desiderio che può condurre tanto alla perdizione quanto alla salvezza, mentre le grandi narrazioni letterarie restituiscono figure femminili sospese tra seduzione, eroismo e conversione, come nelle tele Rinaldo e Armida di Alessandro Tiarini e Tancredi battezza Clorinda di Bartolomeo Manfredi. Chiude il percorso 'L’Allegoria', sintesi perfetta della cultura barocca, dove la figura femminile si fa incarnazione di concetti astratti e virtù morali. Attraverso immagini spettacolari e ricche di simboli, come l’Allegoria dell’Abbondanza di Valerio Castello – dalla Collezione BPER di Genova –, l’arte si fa strumento di meraviglia e riflessione, capace di tradurre idee complesse in forme visive seducenti, sospese tra celebrazione della bellezza e monito sulla fugacità dell’esistenza. La mostra è accompagnata dalla pubblicazione di un catalogo edito da Sagep, contenente saggi a cura di Lucia Peruzzi e Elena Fumagalli. Il volume è disponibile in mostra con un contributo minimo a partire da 8 euro ed è ancora una volta un volano di solidarietà: i fondi raccolti saranno infatti devoluti alla Fondazione Vita Indipendente Onlus di Modena, che dal 2008 è attiva con progetti tesi a migliorare la qualità della vita delle persone con disabilità e ad accrescere la loro autonomia abitativa, garantendo strumenti, esperienze, figure specializzate e professionali in grado di accompagnarle verso un’indipendenza effettiva, stabile e sicura.   Per permettere a un pubblico sempre più ampio di fruire dei propri progetti espositivi, La Galleria BPER presenta, anche in questa mostra, due incisioni prodotte in collaborazione con l’Istituto dei Ciechi Francesco Cavazza di Bologna e realizzate con la tecnica P.I.A.F. (Minolta), che riproducono le opere: Il Ratto di Europa di Domenico Piola e Rinaldo e Armida di Alessandro Tiarini. Sempre con questo obiettivo, è stata rinnovata la collaborazione con la Fondazione Collegio San Carlo, e in particolare con il gruppo studentesco che anima Radio FSC-Unimore, per la realizzazione di un’audio-guida fruibile tramite QR code dedicata al racconto della mostra. Non manca poi un programma di visite guidate e percorsi didattici, progettato in collaborazione con Civita Mostre, pensato per le scuole di ogni ordine e grado e strutturato per fasce d’età, così come occasioni per vivere gli spazi espositivi con iniziative pensate per far dialogare i linguaggi della contemporaneità. Il programma pubblico che accompagna la mostra amplia e approfondisce i temi del percorso espositivo, proponendo occasioni di incontro e partecipazione rivolte a pubblici diversi. Sabato 11 aprile alle ore 17, dalla collaborazione tra il Museo Civico di Modena e La Galleria BPER, nasce un itinerario culturale con visita alle mostre La virtù e la grazia e Consonanze, insieme alla curatrice Lucia Peruzzi. Il percorso si snoda tra le protagoniste della pittura del Seicento e aprendosi a un dialogo tra arti visive, moda e musica barocca, offrendo una lettura interdisciplinare del periodo. L’iniziativa è gratuita, si consiglia la prenotazione. Il 22 aprile, nell’ambito del ciclo ARTalk, un incontro dedicato al rapporto tra arte e benessere esplora il potere rigenerativo delle pratiche culturali. Annalisa Banzi, ricercatrice del CESPEB dell’Università di Milano-Bicocca, presenta i risultati del progetto ASBA, che evidenziano come esperienze museali guidate possano contribuire alla riduzione di ansia e stress. Accanto alla dimensione scientifica, la curatrice Giovanna Zabotti racconta l’esperienza della mostra Contenuti per la cura (Palazzo Merulana, Roma), mettendo in luce il ruolo dell’arte come spazio di attenzione, ascolto e trasformazione. La virtù e la grazia si inserisce nella programmazione culturale della Banca come tappa significativa di un percorso volto a consolidare il ruolo de La Galleria BPER nel sistema dell’arte moderna e contemporanea. Attraverso mostre, incontri e progetti di ricerca, La Galleria BPER rafforza la propria presenza nel panorama culturale nazionale, promuovendo una visione in cui la valorizzazione del patrimonio si intreccia con la produzione di contenuti e con l’attivazione di relazioni con istituzioni, studiosi e pubblico. In questo quadro, il progetto espositivo di Modena contribuisce a definire un modello di intervento culturale capace di coniugare qualità scientifica, accessibilità e apertura al dialogo. 
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Bianchi (Bper): “‘La virtù e la grazia’ per stimolare riflessione sulla donna ieri e oggi”

(Adnkronos) – La figura femminile come chiave di lettura del Barocco e strumento per stimolare una riflessione contemporanea.  È questo l’obiettivo della mostra “La virtù e la grazia”, in programma dal 3 aprile al 28 giugno alla Galleria Bper di Modena. “Abbiamo scelto il tema della donna per proseguire un percorso avviato nel 2025 legato alla trasmissione del sapere e dei valori”, afferma Sabrina Bianchi, responsabile Patrimonio culturale e Archivio storico Bper. Nella pittura seicentesca, spiega, la donna assume molteplici ruoli: “santa, eroina, ma anche seduttrice”, incarnando tensioni morali e trasformazioni sociali ancora attuali. L’esposizione nasce dal nucleo barocco della collezione Bper e si propone come un progetto di forte valenza culturale ed educativa".  “Vogliamo stimolare un pensiero critico, mettendo in relazione il passato con la contemporaneità”, aggiunge Bianchi. Accanto al percorso espositivo, sono previsti visite guidate, incontri e attività didattiche per le scuole, con l’intento di approfondire il ruolo della figura femminile ieri e oggi. La mostra si inserisce così nella strategia della Galleria Bper di coniugare qualità scientifica e sensibilizzazione su temi di grande attualità. Bper rafforza il proprio impegno nella valorizzazione del patrimonio artistico con la creazione di una rete culturale diffusa a livello nazionale. “Dal 2017 abbiamo preso coscienza dell’immenso patrimonio artistico e archivistico che possediamo, oggi tra le principali corporate collection in Italia”, spiega Sabrina Bianchi. Il progetto nasce da Modena, cuore della prima pinacoteca aperta dalla banca, e si è progressivamente ampliato con nuove sedi espositive a Genova, Brescia e Milano. Annunciate inoltre nuove aperture a Ferrara e L’Aquila, con l’obiettivo di costruire un sistema coordinato capace di mettere in relazione i diversi nuclei territoriali. “Vogliamo rendere il patrimonio fruibile al pubblico attraverso mostre, eventi, attività didattiche e strumenti digitali”, sottolinea Bianchi. Tra questi, il sito rinnovato nel 2025 e una presenza attiva sui social per coinvolgere pubblici sempre più ampi, in particolare i giovani. La strategia punta così a coniugare tutela e accessibilità, valorizzando al tempo stesso le identità artistiche locali in una visione nazionale integrata. 
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Trovato il cadavere di un uomo nei boschi di Bollate, indagini in corso

(Adnkronos) –
È stato trovato il cadavere di un uomo oggi, poco prima delle 13, in una zona boschiva a Bollate, nel milanese. Non sono ancora state rese note le generalità, ma si tratterebbe di un uomo di circa 35 anni. Sul posto sono intervenuti i carabinieri, oltre ai sanitari dell'Areu 118 con un'automedica e un'ambulanza.  Si attende l'arrivo del medico legale per l'ispezione del cadavere. Secondo i primi accertamente, sul corpo non ci sarebbero segni di violenza.   
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