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Anm, Parodi formalizza le dimissioni: “Lascio, serve presidente a tempo pieno”

(Adnkronos) – “Oggi lascio, sento il bisogno di tornare alla mia famiglia. Anm ha bisogno di un presidente a tempo pieno”. Così il presidente dimissionario dell’Associazione nazionale magistrati Cesare Parodi, intervenendo alla riunione del Comitato direttivo centrale della stessa associazione, la prima seduta dopo la vittoria del No al referendum e dopo che Parodi ha annunciato le sue dimissioni. Parodi ha confermato che resterà nel Cdc, ha spiegato che “quest’anno e’ stata un’esperienza straordinaria” ma ha ricordato il problema familiare per il quale ha deciso di fare un passo indietro parlando di una scelta che e’ “un passaggio obbligato”. Alle parole di Parodi i colleghi del Cdc si sono alzati in piedi e gli hanno tributato un lungo applauso. "Mi dimetto sabato per gravi ragioni familiari", aveva anticipato all'Adnkronos il presidente dimissionario dell'Anm nel secondo giorno del referendum sulla giustizia. Una decisione che non aveva però nessun collegamento con la campagna referendaria o lo spoglio . "Assolutamente no", si era limitato a replicare in merito il presidente. La scelta di Parodi di comunicare pochi minuti prima delle 15 di lunedì scorso al Comitato direttivo dell'Anm le sue dimissioni da presidente, a quanto si apprendeva, sarebbe stata legata alla volontà di non collegare questa decisione all'esito del referendum.  
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Sport, Fachechi (Meritocrazia Italia): “Modifica Costituzione ha riacceso attenzione, ora servono azioni concrete”

(Adnkronos) – “La modifica dell'articolo 33 della Costituzione con l'inserimento dello sport ha avuto un valore culturale e politico molto importante perché ha riportato l'attenzione di tutta la comunità sul ruolo dello sport, sia dal punto di vista della promozione della persona, sia sul piano dell'aggregazione sociale, dell'inclusione e dell'integrazione a beneficio anche, ma non solo, delle persone più vulnerabili e in stato di difficoltà”. Sono le dichiarazioni di Alessia Fachechi, responsabile nazionale di Meritocrazia Italia, intervenuta alla prima giornata della consueta Direzione Nazionale che Meritocrazia Italia tiene ogni anno tra fine inverno e inizio primavera. “Dall'altro lato, però, cercare l'effettività dei diritti solo nel testo scritto non è sufficiente e in Italia ha portato una stratificazione normativa che ha affaticato l'amministrazione della giustizia e ha reso più difficile garantire quei diritti per cui tanto si combatte – spiega – Quindi, da questo punto di vista, il trionfo del merito è una battaglia che si gioca sul piano della concretezza e sarà un obiettivo raggiunto solo se l'azione politica sarà in grado di riportare lo sport al centro della scena, con riforme adeguate”. “Meritocrazia Italia ha portato all'attenzione delle istituzioni una serie di proposte sul piano del recupero infrastrutturale, della valorizzazione dello sport negli istituti scolastici, della valorizzazione delle attività sportive, soprattutto nei piccoli centri e nelle periferie, per il supporto alle aggregazioni sociali a rischio di devianza, per la valorizzazione e il miglior trattamento del lavoratore sportivo professionista – continua Fachechi – e per fare in modo che il calcio, ad esempio, che è lo sport nazionale, non sia più un business, ma esplichi al meglio la propria funzione sociale e si faccia strumento di valorizzazione dei giovani talenti”.  “Lo sport insegna che il talento non basta per vincere, ma serve anche sacrificio. Allo stesso modo, per realizzare l'obiettivo di valorizzare lo sport e di raggiungere il traguardo del trionfo del merito, non è sufficiente proclamare diritti, ma è necessario intervenire sul piano dell'effettività, con serietà e sacrificio. L'incontro di oggi non vuole essere un momento celebrativo, ma un momento di assunzione di responsabilità, perché lo sport è una cosa seria”, conclude.   
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Sport, magistrato Buonauro: “Costituzione riconosce valore individuale e sociale dal 2023”

(Adnkronos) – “La Costituzione repubblicana, anche per ragioni storiche, non conosceva il fenomeno sportivo. Con la riforma del 2023 lo sport è entrato nella Costituzione, all'ultimo comma dell'articolo 33: ‘La Repubblica riconosce la pratica sportiva come valore individuale e sociale per il benessere fisico e psicologico delle persone’. Il tema centrale, oggi, è che la Costituzione prevede già il merito, assieme alla capacità, come criterio per far avanzare l'intera società italiana, ne parla a proposito dell'istruzione. Ora è necessario coniugare questi due elementi”. Così Carlo Buonauro, magistrato, giudice sportivo ed esperto di diritto sportivo, durante la prima giornata della consueta Direzione Nazionale che Meritocrazia Italia tiene ogni anno tra fine inverno e inizio primavera. “Anche nello sport, infatti, la meritocrazia deve trovare pieno fondamento. Sport non significa solo record o prestazioni straordinarie, ma anche che ciascuno possa raggiungere e superare i propri limiti, in condizioni di parità. Lo sport, per definizione, conosce la parità delle armi, il vinca il migliore, il fair play. Occorre tradurre questi valori in regole, sia nella pratica sportiva sia nella giustizia sportiva. Il merito, inteso come realizzazione della persona umana a pieno titolo, è necessario che entri nello sport”, conclude. 
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Salis perquisita in hotel a Roma: “Italia ormai è un regime”. Questura: “Segnalazione da Paese terzo, atto dovuto”

(Adnkronos) – "L’Italia è ormai un regime". A dirlo è Ilaria Salis, eurodeputata di Avs che sui social ha denuncianto stamane un "controllo preventivo" della polizia nella sua stanza di albergo a Roma, prima della manifestazione No Kings alla quale parteciperà nel primo pomeriggio. "Questa mattina la Polizia si è presentata all’alba nella mia stanza d’albergo a Roma per un CONTROLLO PREVENTIVO durato oltre un’ora in vista della manifestazione di oggi. A quanto pare – scrive l'eurodeputata -, effetto del Decreto Sicurezza. Rendiamoci conto a che punto siamo arrivati con il Governo Meloni al potere…viviamo già in uno Stato di polizia. Ma non dobbiamo lasciarci intimidire. Manifestare è un diritto e lo dobbiamo difendere con tutte le nostre forze", la conclusione del post.   Dopo la denuncia di Salis, arriva la protesta di Avs. "Questa mattina Ilaria Salis, nostra eurodeputata, ha denunciato di essere stata svegliata da due agenti di Polizia che si sono presentati nella sua camera d’albergo a Roma per effettuare un ‘controllo preventivo’. Nonostante lei si sia qualificata subito gli agenti hanno atteso quasi un’ora prima di andare via. Si tratta di una vicenda di una gravità inaudita, ancora peggiore perché avvenuta a poche ora dalla grande manifestazione di oggi pomeriggio", le parole dei leader Angelo Bonelli e Nicola Fratoianni. "Ė inaccettabile che in Italia – proseguono i leader rossoverdi – una parlamentare sia sottoposta a controlli preventivi. Il Governo Meloni ha deciso di sottoporre a controlli i parlamentari di opposizione ? Non siamo ancora diventati l’Ungheria di Orban e non intendiamo diventarlo. Su questa vicenda – concludono Bonelli e Fratoianni – pretendiamo parole di chiarezza dal ministro Piantedosi".  "In merito al controllo che nelle prime ore della mattina ha interessato l’eurodeputata Ilaria Salis in una struttura ricettiva della capitale", la questura di Roma precisa che l'attività origina, "quale atto dovuto, da una segnalazione proveniente da un paese terzo del panorama europeo, che non consente margine di discrezionalità negli adempimenti richiesti alle autorità italiane".  
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Sport, Mauriello (Meritocrazia Italia): “Merito sia parte integrante dell’azione sportiva”

(Adnkronos) – “Con il pacchetto di riforme, che presenteremo al Presidente del Consiglio Giorgia Meloni e al Ministro per lo Sport e i Giovani Andrea Abodi, così come a tutti gli organi istituzionali che regolano lo sport in Italia, cercheremo di dare una spinta forte affinché il merito sia parte integrante dell'azione sportiva”. Così Walter Mauriello, presidente nazionale di Meritocrazia Italia in occasione della consueta Direzione Nazionale che il Movimento organizza ogni anno tra fine inverno e inizio primavera e che quest’anno, per la prima volta, raduna tutta la dirigenza nel capoluogo lombardo. Il titolo dell’evento che ha preso il via a Milano è “L’ordinamento sportivo dopo l’art. 33 Cost. – il trionfo del merito anche a livello costituzionale" e fa riferimento alla riforma del 2023 con cui la pratica sportiva è entrata a far parte della Costituzione italiana come ‘valore individuale e sociale per il benessere fisico e psicologico delle persone’. “Nello sport italiano c'è meritocrazia, ma non ovunque. Nel tennis ce n’è tanta, nel calcio no. Bisogna trovare un punto di equilibrio. Inoltre, lo sport italiano non sta vivendo il suo momento di massimo splendore, alcuni sport ci stanno dando tante soddisfazioni, come lo sci e il tennis, ma il calcio no. – spiega – Anno dopo anno, credo che le istituzioni si stiano allontanando dal concetto di sport, sportivi e tifosi. Lo dimostra, ad esempio, il fatto che sono state organizzate competizioni sportive a Pasqua, perché il dio denaro vale di più della Passione, della famiglia, dello stare insieme”. “La scelta del tema di questa edizione è ricaduta sullo sport perché non vogliamo che esso sia una nicchia, una lobby, in cui conta solo la valutazione economica – conclude – ma desideriamo che sia ciò che insegna: l’essere amici pur essendo in competizione e l’avere un progetto comune alla società. Questo vuole essere un momento per creare una discussione e un’integrazione di contenuti che” stimoli “la collettività ad interessarsi dello sport, anche a livello istituzionale”. 
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Depositata lista nuovo Cda Fiera Milano, confermati Bonomi presidente e Conci ad

(Adnkronos) – Il comitato esecutivo di Fondazione Fiera Milano si è riunito per definire le proposte di corporate governance di Fiera Milano Spa che verranno portate in approvazione all’assemblea ordinaria della società, convocata per il prossimo 22 aprile. Il comitato esecutivo di Fondazione Fiera Milano, azionista di maggioranza con il 63,82% del capitale ordinario di Fiera Milano Spa, ha ringraziato il presidente, l’attuale amministratore delegato e i consiglieri per il lavoro svolto durante il loro mandato e ha deliberato all'unanimità la presentazione della nuova lista di amministratori.  La proposta per il Consiglio di amministrazione per gli esercizi 2026/2027/2028 sarà così composta:: Carlo Bonomi, Francesco Conci, Maurizio Dallocchio, Michaela Castelli, Veronica Squinzi, Matteo Bruno Lunelli, Ferruccio Resta, Costanza Esclapon De Villeneuve e Maria Luisa Mosconi. Per il ruolo di presidente sarà indicato Carlo Bonomi, mentre verrà proposto al nuovo Cda di Fiera Milano Spa di conferire, in sede di assemblea, la carica di ad al consigliere Francesco Conci.  “Con il deposito della lista, costituita da figure di altissimo profilo professionale, rinnoviamo l’impegno di Fondazione Fiera Milano a garantire una governance solida e in continuità con il percorso avviato -spiega il presidente di Fondazione Fiera Milano, Giovanni Bozzetti-. Desidero ringraziare i componenti del Consiglio uscente e augurare buon lavoro ai nuovi. La conferma di Carlo Bonomi e Francesco Conci dà continuità a un percorso che ha rafforzato il posizionamento di Fiera Milano Spa. Il sistema fieristico è una leva strategica per il Paese: dobbiamo continuare a fare sistema per sostenere le imprese, valorizzare il Made in Italy e competere sui mercati globali”.  
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Online il terzo episodio di ‘Amazing’, il podcast Ama-Adnkronos per una vita più green

(Adnkronos) – È online il terzo episodio di "Amazing – idee e buone pratiche per una città sostenibile", il podcast realizzato da Ama e Adnkronos per una vita più green. Nel terzo episodio della serie, "Sicurezza e decoro urbano: l'evoluzione del presidio del territorio", si parlerà di quello che si nasconde dietro al degrado urbano: un sistema complesso, che va dalla semplice disattenzione fino a vere e proprie reti criminali che lucrano sullo smaltimento illecito. Verranno analizzate le strategie messe in campo da Ama e perché il decoro urbano è il primo pilastro per il controllo e la sicurezza del territorio. Gli ospiti di questo terzo episodio sono il direttore comunicazione, relazioni istituzionali e regolatorio di Ama Spa, Patrizio Caligiuri, e il primo dirigente della Polizia di Stato, dirigente del commissariato Viminale, Fabio Germani, che dialogheranno con Lorenzo Capezzuoli Ranchi, host del podcast. "Amazing", un progetto Ama e Adnkronos. Disponibile su tutte le piattaforme, su podcast.adnkronos.com e amaroma.it. 
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Lady Gaga, i 40 anni dell’artista che ha insegnato al mondo ad essere sé stesso

(Adnkronos) – Ha insegnato al mondo a essere sé stesso. 'Born This Way' non è solo una canzone da cantare e ballare, ma un manifesto di libertà contro ogni gabbia sociale. Con quel brano, Lady Gaga – che oggi compie 40 anni – non ha semplicemente parlato: ha liberato. In un’industria che spesso chiede conformità, la cantante, al secolo Stefani Joanne Angelina Germanotta, ha scelto la strada opposta, trasformando la diversità in un valore e l’autenticità in un atto politico. Classe 1986, è nata a New York, nell’Upper West Side, ma nelle sue vene scorre sangue italiano: suo nonno paterno emigrò da Naso, in provincia di Messina, per raggiungere gli Stati Uniti. La musica entra presto nella sua vita, grazie allo studio del pianoforte alla Convent of the Sacred Heart, un ambiente rigido e cattolico che però le stava stretto. In quegli anni si divide tra la disciplina musicale e quel sentirsi fuori posto che diventerà il suo marchio di fabbrica e l’ispirazione dei suoi 'Little Monsters', la fanbase nata dal brano 'Monster'.  La fama mondiale arriva con 'The Fame', trainato dai singoli multiplatino 'Poker Face', 'Paparazzi' e 'Just Dance', seguito da 'The Fame Monster' e dalle hit 'Bad Romance', 'Alejandro' e 'Telephone' con Beyoncé. Brani accompagnati da look eccentrici – dalle armadillo shoes di Alexander McQueen alle parrucche e al trucco marcato – quasi una barriera tra lei e il mondo. Dietro quella maschera, però, c’era una verità più profonda: la sua vulnerabilità. È lì che riaffiora la bambina presa in giro per il suo aspetto, per il naso, per il modo di vestire. "Mi chiamavano strana, mi dicevano che non sarei mai stata nessuno", ha raccontato più volte l'artista pluripremiata. Anche gli abiti di scena non erano solo provocazioni. L’iconico vestito di carne cruda indossato agli Mtv Music Awards del 2010 attirò critiche, ma dietro quella scelta controversa c’era un messaggio preciso: senza diritti, il corpo rischia di essere trattato come un pezzo di carne.  La carriera di Gaga non è fatta solo di musica, ma anche di attivismo. Si batte – e continua a farlo – per i diritti della comunità Lgbtqia+, per la salute mentale, per l’ambiente e per la giustizia sociale. Di recente ha preso posizione contro l’Ice, l’agenzia federale per l’immigrazione, all’indomani delle violenze di Minneapolis. "Quando intere comunità perdono il senso di sicurezza e appartenenza, qualcosa si rompe dentro ognuno di noi […] Dobbiamo tornare a un luogo di sicurezza, pace e responsabilità", aveva detto a gennaio durante il concerto al Tokyo Dome, tappa del Mayhem Ball Tour. La pop star non teme di esporsi nemmeno quando si tratta della malattia che la accompagna da anni. Nel docu‑film Netflix 'Five Foot Two', Gaga rivela di soffrire di fibromialgia, "una malattia cronica con cui faccio i conti. Spero che la mia testimonianza aiuti a sensibilizzare e a unire chi vive la stessa condizione", afferma Germanotta.  Questa apertura verso il mondo, forse, è iniziata quando la sua strada ha incrociato quella di Bradley Cooper. L’attore l’ha voluta come co‑protagonista di 'A Star Is Born', suo debutto alla regia e remake del classico del 1937 È nata una stella. Il film – presentato alla Mostra del Cinema di Venezia e candidato a otto Oscar nel 2019, con una vittoria per 'Shallow' – segna una svolta nella carriera di Gaga. Proprio a Venezia, Cooper raccontò di essersi presentato a casa della cantante con dei dischetti struccanti, un gesto semplice ma rivelatore dell’autenticità che cercava da lei. Nonostante paure e insicurezze, Gaga accettò di spogliarsi delle barriere che fino a quel momento la separavano dal mondo. Da lì non è nata solo una stella del cinema, ma anche – e soprattutto – una nuova Gaga, più consapevole e più libera. Senza filtri. Questo distacco dall’eccesso emerge con forza anche in 'Joanne', l’album che segna una svolta estetica ed emotiva.  Gira il mondo con la sua musica, ma trova anche il tempo per l’amore. In molti hanno sperato – e sognato – di vederla insieme a Bradley Cooper, che all’epoca di A Star Is Born era legato alla top model russa Irina Shayk. Qualche anno più tardi, grazie a mamma Cynthia, Gaga conosce l’imprenditore Michael Polansky, che lei stessa definisce "l’amore della mia vita". Nel 2024 la coppia si fidanza ufficialmente: Polansky le regala un solitario da otto carati a forma di cuore, dal valore di oltre mezzo milione di euro, impossibile da non notare. Un anello che Gaga sfoggia sul red carpet della Mostra del Cinema di Venezia 2024, dove presenta 'Joker: Folie à Deux' insieme all'attore Joaquin Phoenix. E oggi, mentre si divide tra la musica e il cinema conquistando riconoscimenti e successi, Lady Gaga continua a ricordare al mondo che essere sé stessi non è solo possibile: è rivoluzionario. (di Lucrezia Leombruni) 
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Dario Fo e l’attivismo politico nel ’74, il fotografo Bordoni: “Nei miei scatti la sua magia” – Le immagini inedite

(Adnkronos) – Era il 1974 e un Dario Fo, allora 48enne, parlava in un'aula dell’Università di Architettura di Roma. Erano i tempi delle contestazioni giovanili, delle occupazioni e del forte attivismo politico del futuro premio Nobel. In delle foto in bianco e nero che l’Adnkronos ha potuto visionare in esclusiva, si vedono striscioni e simboli della falce e martello, e Dario Fo che arringa una platea di giovani rapiti dalla sua dialettica (FOTOGALLERY). Ad immortalare quel momento fu Enrico Bordoni, all’epoca foto reporter di Paese Sera, che oggi riapre il cassetto dei ricordi. Prima ancora del racconto, sono le fotografie stesse a parlare. Documenti storici che catturano il fermento politico dell'Italia degli anni '70. Scattate all'interno di un'aula universitaria occupata, le immagini sono dense di simboli: uno striscione che recita "Liberiamo i compagni arrestati", un richiamo tipico dei movimenti extraparlamentari dell'epoca, da Potere Operaio a Lotta Continua, la scritta "Comunismo" e il simbolo della falce e martello non lasciano dubbi sull'orientamento politico dell'assemblea. Le foto, insomma, raccontano un'Italia divisa e in rivolta, dove i luoghi della cultura si trasformavano in centri della lotta politica. 
"Sì, quelle foto l'ho fatta io”, confida Bordoni all’Adnkronos. "Lavoravo per Paese Sera e quello era l'anno delle occupazioni. Fui mandato alla facoltà di Architettura a Valle Giulia, che era occupata". Gli scatti non sono solo il ritratto di un grande artista, ma la fotografia di un'intera epoca. "Era un periodo molto movimentato," spiega il fotografo. "C'erano proteste quasi tutti i giorni, in varie facoltà. Era il periodo delle contestazioni per il Vietnam, il periodo dopo l'Autunno Caldo". Dettagli che emergono chiari anche dalle immagini, con i suoi manifesti di lotta. Ma il 1974 fu anche un anno tragico: "Ci fu la strage del treno Italicus – ricorda Bordoni – e proprio in quegli anni cominciavano già a farsi sentire le Brigate Rosse, si cominciava a sparare, purtroppo". Al centro di quel fermento, c'era Dario Fo. Ma cosa diceva in quel discorso? "Lui era un tipo particolare", racconta Bordoni. "Faceva un discorso che alla fine era anche politico, ma partiva da lontano. Parlava un po' di tutto per poi arrivare alla politica. Essendo di sinistra, quello era il suo orientamento". Ciò che più colpì il fotografo, però, non fu tanto il contenuto politico, quanto la straordinaria capacità di Fo di tenere il palco. "La cosa bella è che, una volta fatte le foto, mi sono fermato ad ascoltarlo. Era uno che sapeva catturare l'attenzione. Se ci fa caso nelle foto, si vede che il pubblico dei ragazzi prestava molta attenzione. Riusciva a captare l'interesse, al di là del concetto che esprimeva. Era molto teatrale". Un magnetismo tale che lo stesso Bordoni, pur dovendo tornare in redazione, rimase ad ascoltare. "Anche io, che allora ero giovane, mi sono messo insieme a loro ad ascoltare tutto quello che diceva". 
Secondo Bordoni, qualche eco di quegli anni risuona ancora oggi. "In certi casi trovo delle similitudini. Per esempio, allora c'erano gli anarchici e anche adesso stanno tornando, così come certe proteste studentesche. È un periodo per certi versi simile, e c'è da stare molto attenti". Tuttavia, manca una figura come quella di Fo. "È vero che anche adesso molti personaggi pubblici si espongono, ma non come lui. Dario Fo era unico. Aveva questa capacità incredibile di parlare per ore, toccando vari argomenti. Non sempre c'era un filo logico, ma alla fine concludeva. Era affascinante". 
Quelle foto furono l'unica occasione in cui Bordoni incrociò Fo per lavoro. "Lui non veniva spesso a Roma. Fu un caso eccezionale". Dopo gli scatti, non ci fu tempo per le presentazioni. "Dovevo rientrare al giornale. A quei tempi facevamo tre edizioni, mattino, pomeriggio e notte, e servivano le foto. Si sviluppava il rullino, si stampavano le foto, si asciugavano e si portavano al caporedattore. Erano altri tempi”. "Un po' di nostalgia c'è", ammette infine Bordoni. Ma non è solo il rimpianto per la gioventù. È la nostalgia per un mondo che concedeva il lusso del tempo: il tempo per sviluppare una fotografia a mano, per ascoltare un discorso per ore, per far sedimentare un pensiero. Oggi, a decenni di distanza, quelle foto continuano a parlare. Parlano di Fo, dei ragazzi che lo ascoltavano, degli striscioni e delle speranze di un'intera generazione. (di Loredana Errico) 
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Roma blindata per il corteo No Kings, attesi almeno in 15mila

(Adnkronos) – Massima allerta, oggi a Roma, per il corteo del movimento No Kings Italia, che scenderà in piazza a partire dalle 14, partendo da piazza della Repubblica direzione piazza San Giovanni. Si attendono, come da preavviso inviato regolarmente in questura, almeno 15mila persone. Ma il numero – a pochi giorni dalla vittoria del no al referendum sulla giustizia – potrebbe essere anche superiore. La manifestazione attraverserà via Luigi Einaudi, piazza dei Cinquecento, via Cavour, quindi piazza dell'Esquilino, via Liberiana, piazza Santa Maria Maggiore, via Merulana per poi raggiungere San Giovanni.  Il lavoro della digos di Roma e del Nucleo informativo dei carabinieri è ormai già inziato da giori e sotto la lente c'è proprio il corteo. La manifestazione è stata già al centro di alcune riunioni in prefettura, nel corso delle quali è stata fatta un'analisi approfondita. L'attenzione è massima. La data del 28 marzo, infatti, era nota da tempo ed era stata scelta dagli attivisti di Askatasuna nell'ambito di una serie di mobilitazioni avviate dopo lo sgombero, che risale al 18 dicembre scorso, e da subito era stato considerato un appuntamento delicato sul fronte della sicurezza. Ora dopo l'esplosione nel casolare al parco degli Acquedotti di Roma, dove i due anarchici Sara Ardizzone e Alessandro Mecogliano sono morti costruendo un ordigno, il livello di attenzione, a quanto apprende l'Adnkronos, è stato elevato anche se, dal monitoraggio degli investigatori, al momento non emergono allarmi particolari. Il timore è legato alla possibilità che frange estreme possano infiltrarsi al corteo. In particolare saranno monitorati gli arrivi da fuori regione, con controlli negli snodi principali, come stazioni di treni e pullman, ma anche ai caselli autostradali, che si faranno sempre più stringenti, a ridosso dell'evento.  Intanto, nei giorni scorsi, i No Kings italiani hanno respinto "fortemente ogni strumentalizzazione che in queste ore sta arrivando intestando questo corteo a quel centro sociale, a quell'organizzazione, a quell'area più o meno anarchica. Sono tutte baggianate. Questa qui è una grande marcia popolare, radicale nei contenuti, che ha l'obiettivo di portare in piazza centinaia di migliaia di persone". A dirlo è stato Luca Blasi, uno dei promotori del movimento No Kings Italia, nel corso della conferenza stampa di presentazione del corteo, in riferimento anche alla coincidenza sulla data del 28 marzo con la manifestazione annunciata da Askatasun. E sul rischio infiltrati chiarisce: “Se c’è qualcuno che viene a portare pratiche che non sono in linea con le nostre, non fa parte della nostra manifestazione che si svolgerà nelle modalità che abbiamo espresso. Tutto il resto non appartiene alle nostre intenzioni. Non vogliamo essere accostati a realtà con cui non abbiamo nulla a che fare''.   
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