(Adnkronos) – "Accordi di filiera essenziali, servono a garantire stabilità e programmare gli investimenti". Lo ha dichiarato il vicepresidente Bat Italia a Napoli alla firma del Memorandum con Confagricoltura e imprese: "Così rafforziamo il ruolo dell'Italia in Europa".
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Categoria: Adnkronos News
(Adnkronos) –
Sono migliorate le condizioni di salute di Rosalía. Dopo la chiusura anticipata del concerto al Forum di Assago, a seguito di un'intossicazione alimentare, l'artista catalana ha rassicurato i fan con una storia pubblicata su Instagram. "Mi sento meglio. Grazie mille a tutti quelli che c'erano per l'amore e la comprensione", ha scritto Rosalía a corredo della foto che la mostra stesa su una barella circondata dai sanitari, la flebo nel braccio e il pollicè all'insù. In basso campeggia invece la scritta 'Grazie Milano', accompagnata da un cuoricino.
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(Adnkronos) – Assilea ha presentato oggi a Roma, presso la propria sede, i risultati della Survey annuale 2025 sulla sostenibilità nell’industria del leasing, che offre una fotografia della situazione e anche una lettura dinamica della sua evoluzione. A partire dai dati emersi, si è sviluppato un dibattito sull’integrazione dei fattori Esg e un confronto più ampio sul settore bancario. Il 2025 rappresenta un anno di consolidamento per le società di leasing coinvolte nell’indagine: il 73,1% ha definito gli obiettivi Esg all’interno della strategia commerciale ed economico-finanziaria e il 59,6% delle azioni pianificate per l’integrazione Esg risulta completato, mentre il 25% è in corso di attuazione. Le iniziative riguardano principalmente la governance, il modello di business e la strategia, l’organizzazione e i processi, il risk management e l’informativa al mercato, in coerenza con le aspettative di vigilanza sui rischi climatici e ambientali della Banca d’Italia. La mappatura dei fattori di rischio Esg delle nuove operazioni di leasing, propedeutica ad altre azioni attuative dell’integrazione, è effettuata da quasi la metà delle società (46,2%) e per la grandissima parte dei casi riguarda sia il bene, sia il cliente. Il 61,5% delle società include le caratteristiche Esg nell’offerta di prodotti, dato raddoppiato nel biennio, tra cui spiccano le basse emissioni di CO2 e il risparmio energetico. Più che raddoppiata la capacità di misurare l’impatto Esg dei prodotti, che passa dall’8% al 19,2%, e tuttavia rimane limitata dall’indisponibilità di dati sul bene. Proprio per sostenere le attività delle associate, Assilea nel corso dell’anno avvierà il modulo 'Bdcr Beni', il servizio della Banca Dati Centrale Rischi Leasing dell’Associazione che fornirà indicazioni sugli impatti climatico-ambientali dei beni, con informazioni utili sia nella fase precontrattuale, sia in quella successiva. In un biennio sono invece quasi triplicate le società che sono in grado di rilevare i dati sulla sostenibilità dei clienti, passando dall’8,7% del 2023 al 23,1% del 2025. La metà dichiara che questa attività è un obiettivo da raggiungere nel breve e medio periodo. Sul piano organizzativo, prevalgono i modelli ibridi (61,5%), costituiti da una figura come il Sustainability manager con il compito di interagire con le altre funzioni, seguiti da quelli accentrati (30,8%). Il 69,2% delle società ha integrato i fattori Esg nei processi di controllo interno e oltre la metà include obiettivi Esg nei sistemi incentivanti per il management dell’azienda. In aumento anche l’attenzione ai rischi: il 46,2% valuta i fattori Esg nelle nuove operazioni e il 53,8% monitora l’esposizione ai rischi climatico-ambientali. Permangono tuttavia alcune criticità, in particolare la maggior parte delle società (61,5%) non pubblica un report di sostenibilità autonomo, contribuendo invece a quello del gruppo di appartenenza. L’indagine ha coinvolto 26 società, rappresentative dell’82% dello stock dei contratti di leasing al 31 dicembre 2024. “Il leasing sta giocando un ruolo determinante nel tradurre gli obiettivi di sostenibilità in risultati concreti per la modernizzazione e la competitività del Paese, grazie soprattutto alla sua capacità di sostenere gli investimenti delle Pmi e al suo contributo nel promuovere un’economia più sostenibile, favorendo e accelerando l’adozione e l’utilizzo di tecnologie innovative e green, a più bassa emissione di CO2, in tutte le categorie di beni – ha commentato Giuseppe Schlitzer, direttore generale Assilea – I dati della nostra survey confermano che il leasing non è solo uno strumento di finanziamento, ma un vero e proprio partner capace di accompagnare le imprese verso modelli di business sempre più responsabili e trasparenti”.
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(Adnkronos) – Prosegue il cammino del Fascicolo sanitario elettronico (Fse) che sarà il cardine della nuova sanità digitale del Paese. Tra pochi giorni, il 31 marzo, è prevista la scadenza per le strutture sanitarie pubbliche e private (convenzionate e non, ma anche gli studi degli specialisti) chiamate ad adeguarsi al nuovo modello di trasmissione dei dati per alimentare il Fse. Il Fse è "il punto di accesso ai dati e documenti digitali di tipo sanitario e socio-sanitario generati da eventi clinici riguardanti l'assistito, attraverso il quale – spiega il ministero della Salute sul sito dedicato proprio al Fascicolo sanitario elettronico – il cittadino può consultare i propri dati e documenti sanitari e condividerli con i professionisti sanitari per garantire la continuità di cura per un servizio più efficace ed efficiente". Per ottenere questo obiettivo le strutture sanitarie devono condividere un modello e un 'linguaggio' comuni e dovranno anche inviare il referto entro 5 giorni dalla prestazione erogata al cittadino-paziente. Un ecosistema dei dati, già peraltro attivo, che permetterà ai professionisti sanitari, ad esempio nel caso di accesso in un pronto soccoro sul territorio nazionale, di conoscere la storia clinica del paziente. Quasi 1 italiano su 3 (27%) – secondo i dati del ministero della Salute – ha usato il Fascicolo sanitario elettronico tra luglio e settembre 2025, con punte del 64% per l'Emila Romgna e del 66% per il Veneto, ma anche con il 3% della Sicilia. Mentre in totale sono oltre 6,4 milioni i cittadini che hanno effettuato un accesso e 23 milioni i cittadini per cui è stato pubblicato un documento. Rimane ancora basso, 44%, il numero di italiani che hanno espresso il consenso alla consultazione dei proprio documenti. Dato importante è quello dei medici di famiglia e pediatri di libera scelta che sono entrati nel fasciolo: 95,2%.
Particolare importanza riveste il Profilo sanitario sintetico (Pss), anche detto Patient Summary, che è il documento socio-sanitario informatico redatto e aggiornato dal medico di base o dal pediatra di libera scelta che riassume le principali evidenze della storia clinica dell’assistito e la sua situazione corrente conosciuta. La finalità del Pss è quella di "favorire la continuità di cura, permettendo un rapido inquadramento dell'assistito al momento del contatto con i servizi sanitari", sottolineano gli esperti. L'assistito può accedere al proprio Fse con la sua identità digitale (Spid, Cie, Ts-Cns) per consultare la propria documentazione e decidere se dare il consenso alla consultazione al personale sanitario. L'assistito potrà, in qualunque momento, modificare le indicazioni in merito a chi può consultare il proprio Fse e a cosa può essere consultato, senza alcuna conseguenza per l'erogazione delle prestazioni fornite dal Ssn e dai servizi socio‐sanitari. La revoca del consenso per la consultazione dei dati e dei documenti presenti nel Fse disabilita l'accesso ai dati e ai documenti per i professionisti sanitari e socio‐sanitari precedentemente autorizzati che, solo in caso di nuova e successiva prestazione del consenso da parte dell'assistito, verranno riabilitati e potranno nuovamente consultare la documentazione. L'assistito può, in qualunque momento, visualizzare i diversi soggetti che hanno avuto accesso al proprio Fse, sia per attività di consultazione che di alimentazione.
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(Adnkronos) – Il board del Calendario vaccinale per la vita esprime profonda preoccupazione per l'aumento dei casi di meningite acuta nel Sud dell'Inghilterra, in particolare nella contea del Kent, dove l'Agenzia del Regno Unito per la Sicurezza della salute (Ukhsa) segnala un incremento di casi con 2 decessi tra studenti e numerosi giovani gravemente colpiti. "Sono emerse testimonianze di esiti significativi, tra cui perdita temporanea della vista e gravi deficit motori", evidenziano gli esperti, e le autorità hanno avviato una campagna vaccinale mirata per gli studenti del Kent e la somministrazione precauzionale di antibiotici ai contatti stretti. Questi eventi sottolineano "l'urgenza di politiche vaccinali nazionali chiare, omogenee ed eque anche in Italia: il meningococco B (MenB) – ricordano gli specialisti – resta la principale causa di malattie meningococciche invasive in Italia, e può progredire molto rapidamente in soggetti giovani e apparentemente sani. Gli adolescenti rappresentano la seconda fascia d'età più colpita dalla malattia, dopo gli infanti, con un rischio elevato di trasmissione e di complicanze, inclusa la morte (10-15% dei casi), e sono i principali portatori e trasmettitori del batterio meningococcico. Le possibili sequele permanenti della malattia meningococcica includono perdita dell'udito, paralisi, convulsioni, amputazioni degli arti, cicatrici cutanee. L'esperienza del Regno Unito – con l'inserimento della vaccinazione contro meningococco B dei bambini a partire dai 2 mesi di vita dal 2015, e interventi mirati per adolescenti/giovani in risposta a focolai – dimostra l'importanza di strategie vaccinali sia reattive sia pianificate". "In Italia l'offerta e la copertura vaccinale per MenB in adolescenza è disomogenea: 14 delle 21 Regioni offrono la vaccinazione in modo diverso, generando iniquità nell’'accesso alla prevenzione; 1 la offre solo a parte del territorio, 5 addirittura non hanno alcuna strategia di prevenzione universale per l'adolescente", rileva il board del Calendario per la vita le cui raccomandazioni di inserimento della vaccinazione anti-meningococco B per l'adolescente sulla base di evidenze scientifiche datano fin dal 2019, si legge in una nota. Gli esperti chiedono al ministero della Salute, alla Conferenza Stato-Regioni e agli enti regionali: 1) Di inserire con urgenza nel Calendario nazionale di prevenzione vaccinale la vaccinazione contro meningococco B nell'adolescente mai vaccinato in precedenza, e la rivaccinazione per coloro che abbiano ricevuto un ciclo vaccinale nell'infanzia; 2) Di definire un'età standardizzata per la somministrazione (es. offerta attiva a 12-14 anni) e un piano di recupero dei non vaccinati (catchup) fino ai 18 anni, con calendario operativo uniforme tra le Regioni e obiettivi di copertura da raggiungere. Il dettaglio su dosaggio e intervalli tra le dosi deve seguire il Riassunto delle caratteristiche del prodotto (Rcp) del vaccino utilizzato; 3) Di attivare programmi di sensibilizzazione (social media, scuole, associazioni sportive, centri aggregazione giovanile ecc.) e coinvolgere pediatri e medici di medicina generale per il recupero dei non vaccinati e l'orientamento delle famiglie; 4) Di rafforzare la sorveglianza microbiologica nazionale e l'integrazione dei dati regionali (sorveglianza sui sierotipi, identificazione dei cluster, indagine sugli esiti di malattia), per decisioni rapide su eventuali campagne di richiamo o misure di emergenza; 5) Di aggiornare le linee guida nazionali per la gestione di focolai epidemici (contatti stretti, uso profilattico di antibiotici e protocolli clinici per la diagnosi precoce e il ricovero). Il board del Calendario per la vita è composto da: Società italiana di igiene, medicina preventiva e sanità pubblica (Siti), Società italiana di pediatria (Sip), Federazione italiana medici pediatri (Fimp), Federazione italiana medici di medicina generale (Fimmg), Società italiana di medicina generale e cure primarie (Simg).
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(Adnkronos) – Una nuova piattaforma che mette in rete industria, ricerca e territori per affrontare in modo integrato le sfide della transizione ecologica. Il progetto Shift, promosso da Gruppo Cap, è stato presentato a Roma, presso l'Istituto Luigi Sturzo, alla presenza di istituzioni, imprese e mondo accademico. L'obiettivo è superare l'approccio frammentato che ha finora caratterizzato gli interventi ambientali, puntando su modelli capaci di integrare acqua, energia e gestione delle risorse.
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(Adnkronos) – "L'aumento dei casi" di epatite A "sembra legato a precipitazioni e sversamenti fognari in mare, che contaminano molluschi. Il consiglio è di mangiare molluschi cotti e aperti adeguatamente, evitando allarmismi, ma mantenendo la sorveglianza. L'infezione è generalmente lieve, ma può in rari casi causare epatite fulminante, richiedendo trapianto". Lo ha detto Marco Falcone, segretario Simit-Società italiana malattie infettive e tropicali, all'Adnkronos Salute, oggi a Venezia a margine del congresso 'Top5 in Infectious Diseases', di cui è chairman, commentando il focolaio di epatite A che ha recentemente interessato la Campania e il Lazio. Sull'argomento interviene anche Cristina Mussini, neopresidente Simit, che sottolinea come "tutte le ultime epidemie di epatite A sono state amplificate da una trasmissione sessuale". Ma "ricordiamo anche che anche per l'epatite A c'è il vaccino – sottolinea – Almeno per le infezioni in cui c'è il vaccino, andrebbe fatto, come per l'epatite B, ma anche per l'Hpv", conclude.
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(Adnkronos) – "Il fatto di aver identificato il caso" umano di virus aviario H9N2 "dimostra una capacità avanzata di screening dei casi sentinella. Il virus difficilmente si trasmette uomo-uomo, ma è fondamentale identificarlo, isolarlo e monitorarne la diffusione. Quando si verifica un salto di specie, dai polli o altri animali all'uomo, alcuni geni del virus si modificano, quindi il fenomeno va seguito, ma per avere un virus epidemico o pandemico servono ulteriori caratteristiche. Non credo che questo sia il caso attuale, quindi sarei molto tranquillo". Così Marco Falcone, segretario Simit-Società italiana malattie infettive e tropicali e presidente congresso 'Top5 in Infectious Diseases', a margine dell'evento che riunisce a Venezia i massimi esperti mondiali del settore, commenta all'Adnkronos Salute la notizia del primo caso umano in Europa di influenza aviaria H9N2, identificato in Lombardia.
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(Adnkronos) – "Tra le sfide dell'infettivologia di oggi e del futuro, la più importante è l'antibiotico-resistenza. L'Italia è il Paese europeo, dopo la Grecia, che ha il più alto tasso di infezioni da batteri antibiotico-resistenti. Rappresenta una minaccia pubblica del presente, ma soprattutto del futuro, poiché il numero di batteri resistenti agli antibiotici sta aumentando non solo in ospedale, ma anche in comunità. Alcune infezioni banali, come la cistite nelle donne, presentano resistenze agli antibiotici di uso comune nell'ordine del 30-50% anche in giovani donne che non hanno mai assunto antibiotici. Chi si infetta con un batterio resistente agli antibiotici e prende un antibiotico tradizionale non efficace rischia complicanze, guarigione più lenta o evoluzione verso sepsi e shock settico". Così Marco Falcone, presidente congresso 'Top5 in Infectious Diseases' e segretario Simit (Società italiana di malattie infettive e tropicali), oggi a Venezia spiega all'Adnkronos Salute i temi della terza edizione dell'evento di riferimento per l'infettivologia mondiale, che vede riuniti nella città lagunare fino al 28 marzo i massimi esperti internazionali per tradurre nella pratica clinica quotidiana le innovazioni che riguardano nuovi trattamenti, ma anche "tecnologie digitali e analisi dei dati che possono cambiare radicalmente la gestione delle infezioni, ma solo se vengono utilizzati in modo appropriato e integrati nei percorsi di cura". Al congresso, continua l'esperto, "discuteremo dei nuovi antibiotici e delle strategie non antibiotiche, come la fagoterapia – cioè l'impiego di batteriofagi, virus selezionati che uccidono i batteri – gli anticorpi monoclonali sviluppati anche contro batteri multiresistenti e le strategie vaccinali che possano proteggere da queste infezioni resistenti" che in Europa causano ogni anno oltre 35mila decessi. All'attenzione degli esperti internazionali ci sono inoltre "le linee guida mondiali sulla sepsi e sullo shock settico, pubblicate recentemente", illustra Falcone che è anche professore ordinario di Malattie infettive dell'università di Pisa e direttore della Uo di Malattie infettive dell'Aou Pisana. "Avremo una sessione dedicata con gli autori di queste guideline e dei focus sui funghi resistenti agli antifungini – precisa – Discuteremo anche dell'impatto della antimicrobial stewardship, cioè del corretto utilizzo degli antibiotici. A tale proposito, la British Society of Antimicrobial Chemotherapy porterà la propria esperienza per aiutare a migliorare l'approccio italiano". "La problematica dell'antimicrobico resistenza riguarda soprattutto le categorie più fragili: pazienti oncologici, onco-ematologici o immunodepressi in generale. Oggi infatti si utilizzano terapie immunosoppressive non solo per neoplasie o leucemie, ma anche per psoriasi, malattie infiammatorie intestinali, sclerosi multipla o artrite reumatoide. Queste persone sono più suscettibili alle infezioni e spesso, frequentando l'ospedale, acquisiscono batteri multiresistenti". Sottolinea Falcone all'Adnkronos Salute. "Lo sviluppo di farmaci innovativi in oncologia – aggiunge – allunga la sopravvivenza, ma può causare immunosoppressione, esponendo i pazienti a rischio di morte per complicanze infettive. Insieme alle società scientifiche degli oncologi, stiamo costruendo percorsi che integrano il controllo delle infezioni con l'innovazione terapeutica". 'Resistimit è un progetto multicentrico italiano nato sotto l'egida della Società italiana di malattie infettive, che include quasi 60 ospedali. Monitoriamo tutte le infezioni con un registro dinamico, con quasi 3.000 pazienti inseriti. Questi dati ci permettono di analizzare le infezioni da bacilli gram-negativi multiresistenti, identificare strategie e fornire informazioni alle istituzioni, come il ministero della Salute". Prosegue ancora Falcone. "Le infezioni – sottolinea – possono interrompere terapie oncologiche o trapianti e causare gravi problemi, come nel caso dei pazienti ustionati" nel rogo di Capodanno a Cras-Montana, "provenienti dalla Svizzera, che hanno avuto gravissimi problemi di infezioni ospedaliere, ma anche – aggiunge – nel caso sfortunatissimo del bambino" del Monaldi di Napoli, "in cui a compromettere l'esecuzione del secondo trapianto per sostituire il cuore danneggiato già impiantato, tra le controindicazioni, c'era anche l'infezione da Pseudomonas aeruginosa. Le infezioni rappresentano oggi una vera sfida della medicina avanzata".
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(Adnkronos) – In questo numero: Siti, epatite A a Napoli, pertosse a Sassuolo e meningite nel Regno Unito. Segnali da non ignorare. Prevenzione in ritardo ma no allarmismo Malattie rare: il progetto Amyci racconta l'amiloidosi ereditaria da transtiretina Miopia infantile in aumento: lo stile di vita 'indoor' e la nuova risposta tecnologica E ancora Ia: orizzonti strategici per il Ssn, il confronto a Roma su Intelligenza artificiale e salute Endometriosi: Maria Sole Barbieri (personal trainer), come allenarsi per stare meglio Ricerca oncologica in Italia, presentato a Roma il report sulle nuove sfide dei trial A seguire lo Speciale Salus Tv dal titolo: 'Rispettare orologio biologico o il cuore si ammala', appello cardiologi Usa
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