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Ia, Deiana (Confassociazioni): “Sanità primo settore con impattando significativo”

(Adnkronos) – “Siamo di fronte a una rivoluzione epocale: l'adozione dell'intelligenza artificiale generativa è un momento strategico importante per tutto il sistema e diventerà ancora più importante per le esigenze primarie di tutti gli esseri umani, come salute, soldi, sesso e sicurezza. La sanità, in particolare, è il primo mondo in cui l'intelligenza artificiale generativa sta impattando in modo significativo perché, parlando un linguaggio naturale, elimina il gap tecnologico, quindi ci consentirà progressivamente di parlare con le macchine”. Così Angelo Deiana, presidente di Confassociazioni, intervenendo, oggi a Roma, all’evento ‘Ai & Cybersecurity in Sanità’, organizzato a Palazzo Madama.  “Caricare nella versione Health di Chat Gpt i dati sensibili dei pazienti può essere un problema – avverte Deiana – e questo è già un elemento su cui tutte le strutture organizzative sanitarie devono riflettere. In secondo luogo, non si tratta di software, ma di architetture che, come tali, devono essere integrate nei processi organizzativi. Pertanto, per sfruttarle al meglio e aumentare la produttività e gli impatti, in termini di salute, le organizzazioni ospedaliere sanitarie dovranno integrarle in modo da renderle più efficienti possibili”. 
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Sanità, aumentano attacchi informatici, esperti: “Ia e cybersecurity fondamentali”

(Adnkronos) – Il ruolo crescente dell’intelligenza artificiale nella trasformazione del sistema sanitario e la lotta agli attacchi informatici nel settore, tra i più colpiti, sono i temi della conferenza nazionale ‘Ai & Cybersecurity in Sanità: orizzonti strategici e impatti verticali’, promossa da Confassociazioni Digital in collaborazione con Società italiana intelligenza artificiale in medicina (Siiam) e Confassociazioni, che ha riunito molti esperti, a Roma, presso la Sala Koch di Palazzo Madama al Senato della Repubblica. Secondo i dati rilanciati nel corso del convegno – riporta una nota – tra il 2021 e il 2025 il campione ha incluso 1432 incidenti noti di particolare gravità che hanno preso di mira realtà italiane. Di questi, ben 507, ovvero circa il 35% del totale, sono avvenuti nel 2025. Il dato del 2025 evidenzia una nuova impennata: dopo i 310 incidenti del 2023 e i 357 del 2024 (con un incremento di circa il 15%), nel 2025 l’aumento è pari al +42%, di poco inferiore al tasso di crescita globale che supera il 48,7%, il più elevato mai registrato. L’Italia rappresenta il 9,6% degli incidenti cyber rispetto al resto del mondo, confermandosi come uno dei Paesi maggiormente esposti. Parallelamente, cresce anche la gravità degli attacchi: l’incremento complessivo della Severity implica un aumento significativo dei danni inflitti in media alle singole vittime (+9% rispetto al 2024).  Particolarmente rilevante il focus sul settore sanitario: nel 2025 l’Healthcare rappresenta il 10,6% delle vittime, confermandosi tra gli ambiti più sensibili e colpiti, con una crescita degli incidenti pari al +19% rispetto al 2024. Tra i settori maggiormente colpiti emergono anche Gov/Mil/Le, che raggiungono il 12,2% delle vittime con una crescita del +37%, e il comparto Manufacturing, che registra un incremento del +79% nel mondo dopo la flessione del 2024. Nel complesso, negli ultimi 5 anni, la frequenza degli incidenti ha registrato una crescita costante, con una marcata accelerazione tra il 2024 e il 2025 pari al 48,7%, mentre le minacce cyber hanno assunto una dimensione di rischio esistenziale per la maggior parte delle organizzazioni.  Parallelamente – nel corso del convegno – è emerso con forza anche il ruolo crescente dell’Intelligenza artificiale nella trasformazione del sistema sanitario. Secondo una recente survey nazionale condotta su medici, specialisti, dirigenti sanitari e pazienti cronici, l’adozione dell’Ai è già una realtà consolidata: il 77% dei professionisti sanitari dichiara di utilizzare strumenti di Intelligenza Artificiale nella pratica clinica quotidiana. L’impatto atteso è significativo: tra il 76% e l’83% degli intervistati ritiene che l’Ai cambierà radicalmente il proprio lavoro nei prossimi 5 anni . Le principali applicazioni riguardano la progettazione di piani terapeutici personalizzati, la gestione dei farmaci e l’analisi avanzata dei dati dei pazienti.   Non mancano tuttavia criticità: tra gli ostacoli principali all’adozione emergono la complessità di utilizzo, la carenza di competenze digitali e la difficoltà di integrazione con i sistemi esistenti. Elementi che rafforzano ulteriormente la necessità di affiancare allo sviluppo tecnologico adeguate strategie di sicurezza e formazione.  “L’innovazione tecnologica applicata alla sanità rappresenta un’importante sfida non solo tecnologica, ma anche etica – afferma Andrea Violetti, presidente Confassociazioni Digital – In un contesto di risorse economiche scarse, una domanda di salute elevata e un forte invecchiamento della popolazione, abbiamo il dovere di verificare se e quanto le nuove tecnologie digitali possano contribuire a rendere il servizio sanitario più efficiente e realmente centrato sul paziente. Da qui la volontà, attraverso questa conferenza, di promuovere una maggiore consapevolezza istituzionale e imprenditoriale sulle implicazioni dell’Intelligenza artificiale e della sicurezza digitale in ambito medico, il rafforzamento del dialogo tra attori pubblici e privati, la valorizzazione di case study e buone pratiche nazionali e internazionali, il sostegno alla collaborazione interdisciplinare per la definizione di politiche innovative ed efficaci”.  “La nuova Ia generativa rappresenta una straordinaria opportunità per rendere il sistema sanitario più moderno, efficiente e vicino ai cittadini – sottolinea Angelo Deiana, presidente di Confassociazioni – Tuttavia, per coglierne appieno il potenziale è necessario rafforzare il dialogo tra istituzioni, imprese e comunità scientifica, definendo regole chiare, investimenti mirati e una visione strategica condivisa. L’Ai e la sicurezza dei dati rappresentano pilastri fondamentali della sanità del futuro e richiedono un approccio sistemico, capace di coniugare innovazione tecnologica, responsabilità etica e tutela dei cittadini”. Nel corso dei lavori è emersa con forza la necessità di adeguare le misure di prevenzione e protezione: tali interventi non sono più rinviabili, pena l’esposizione a danni crescenti e difficilmente reversibili. L’iniziativa – conclude la nota – si inserisce nel più ampio percorso di promozione di un ecosistema sanitario digitale più sicuro, sostenibile e orientato al futuro portato avanti da Confassociazioni. 
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Energia, Cib presenta a Biogas Italy report sul potenziale produttivo di biometano

(Adnkronos) – Il biogas e il biometano sono visti positivamente dai decisori italiani: il 79% di loro, infatti, riconosce un impatto positivo del biogas e del biometano sullo sviluppo del Paese. Il dato è fornito dallo studio realizzato dal Cib, Consorzio Italiano Biogas, in collaborazione con YouTrend, sulla percezione che i decisori italiani hanno del biogas e del biometano, e presentato oggi a Roma nella seconda giornata di lavori di Biogas Italy. L’evento è stato aperto dal videomessaggio del Ministro dell'Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste, Francesco Lollobrigida che ha ribadito il ruolo centrale dell’agricoltura e della filiera del biogas e biometano agricolo nella transizione. Secondo la ricerca, il biogas è visto positivamente da parlamentari e consiglieri regionali sotto diversi aspetti. Per il 79% di loro, infatti, l'impatto del biogas sullo sviluppo economico e sociale dell'agricoltura e del nostro Paese è positivo. Il 29% lo indica come molto positivo, solamente meno di uno su dieci lo giudica negativo. Un dato in linea con quello rilevato nella popolazione generale, che nel sondaggio Youtrend del 2025 giudicava l’impatto positivo nel 60% dei casi. Il sostegno dei decisori è trasversale rispetto all’arco parlamentare. L’88% dei decisori è favorevole agli impianti di biogas e il 38% si dichiara molto favorevole alla costruzione di impianti per la produzione di biogas. Per quanto riguarda il futuro del biogas, un decisore su due considera prioritaria la definizione di un nuovo quadro legislativo.  Secondo gli intervistati, nei processi di realizzazione di nuovi impianti per la produzione di biogas ci vorrebbe più informazione e trasparenza verso la cittadinanza: solo il 17% ritiene infatti che i cittadini siano informati in modo adeguato. Interrogati sulle azioni prioritarie per coinvolgere le comunità locali, le opzioni ritenute più efficaci sono gli incentivi agli agricoltori locali per l'uso del digestato come fertilizzante naturale (39%) e il finanziamento di iniziative per il territorio da parte delle aziende costruttrici (34%). I decisori si mostrano quindi in piena sintonia con i cittadini, i quali nella rilevazione del 2025 avevano indicato le medesime priorità ai primi due posti. Accanto alla mappa dei decisori, Lorella Rossi, area tecnica CIB, ha illustrato l’evoluzione del potenziale produttivo di biometano italiano tracciando una mappa delle biomasse disponibili a livello provinciale, così come emersa dal recente studio SNAM-CIB. Con questa mappa si stima una evoluzione della produzione annuale di gas rinnovabile molto incoraggiante: ben 8,1 miliardi di Smc al 2030 e 15,3 miliardi di Smc al 2050. I territori (provinciali e regionali) con la maggiore disponibilità di biomasse connesse al settore agricolo e zootecnico sono proprio quelli in cui si stanno realizzando e si realizzeranno i numerosi progetti supportati dal Decreto PNRR. Non solo, a fronte di tale incremento, viene comunque confermata la disponibilità di matrici per proseguire nel raggiungimento del target richiesto.  La centralità dell'agricoltura nello sviluppo del biometano – definita "indispensabile" – è stata ribadita da Emilio Gatto, Direttore Generale del Masaf: “Come Ministero, sosteniamo l'ammodernamento delle aziende e l'introduzione di tecnologie 4.0 per favorire la transizione agro-energetica e lo sviluppo delle rinnovabili. Serve tuttavia coerenza normativa per valorizzare l'intera filiera: stiamo lavorando per eliminare le contraddizioni sull'uso agronomico del digestato, permettendo l'impiego in digestione anaerobica di tutti i sottoprodotti agricoli, e puntiamo a ottenere la sua equiparazione ai fertilizzanti chimici superando gli ostacoli europei. Tutto questo deve avvenire garantendo la sostenibilità tramite procedure di certificazione semplificate, senza appesantire la burocrazia e i costi per le imprese, ed evitando qualsiasi competizione con le produzioni alimentari e mangimistiche.” Intorno al tema del potenziale agricolo e al suo ruolo nella transizione energetica si sono confrontati in una tavola rotonda esponenti del mondo politico e istituzionale, mettendo al centro il profondo legame del settore con il territorio: Luca De Carlo (Presidente Commissione Agricoltura Senato), Antonella Forattini (Commissione Agricoltura Camera), Antonella Galdi (Responsabile area Transizione Energetica ANCI), Giulio Gallera (Regione Lombardia), Alberto Luigi Gusmeroli e Luca Squeri (Camera dei Deputati).  In particolare per la Galdi "occorre agire sulla conoscenza delle comunità locali coinvolgendole fin dall'inizio e evidenziando la qualità degli impianti che oggi, grazie all'innovazione tecnologica, è altissima. Dobbiamo lavorare insieme partendo dagli esempi positivi che ci sono evidenziando i benefici per tutti i componenti del territorio. Come associazione siamo a disposizione per lanciare anche dei progetti pilota per incentivare filiere locali che coinvolgano anche i giovani.” Il tavolo conclusivo ha visto la partecipazione delle associazioni agricole con Gabriele Carenini (Presidente Regionale CIA Piemonte), Massimiliano Giansanti (Presidente Confagricoltura) ed Ettore Prandini (Presidente Coldiretti), che hanno evidenziato il ruolo dell’agricoltura come motore per la transizione sottolineando la necessità di un piano normativo stabile, chiaro ed efficiente, nonchè coerente con le disposizioni comunitarie che devono tenere conto delle peculiarità del made in italy. Il Vice Presidente del CIB, Angelo Baronchelli, fondatore del Gruppo AB, ha sottolineato: “Sento il dovere di fare una riflessione sul percorso che ci ha portati fin qui. Quello che abbiamo condiviso in queste giornate è la raccolta di un lavoro fatto bene negli anni insieme a tutta la filiera, mantenendo sempre un atteggiamento profondamente propositivo. Guardando al nostro percorso, possiamo affermare che sono stati 20 anni di semina di cui oggi possiamo raccoglierne i frutti; tuttavia, la natura stessa del nostro lavoro ci impone di non fermarci a questo traguardo, ma di tornare nuovamente a seminare per le sfide che verranno. Dovremo continuare a farlo con la consapevolezza di dover conciliare gli interessi diversificati di tutta la filiera, un compito che ci assumiamo con la massima e profonda responsabilità nei confronti di tutti gli attori coinvolti.” L’edizione 2026 di Biogas Italy ha visto la partecipazione nel corso delle due giornate di oltre 1400 partecipanti, imprenditori, agricoltori, istituzioni e addetti ai lavori. L’evento ha visto il supporto di Ecomondo, Snam e Veolia come partner e il sostegno di Crédit Agricole e Italgas in qualità di Main Sponsor, cui si sono affiancati 11 Gold Sponsor e 43 Silver Sponsor . 
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Ieg, in 2025 ricavi +6,6% a 266 milioni, dividendo per 0,20 euro

(Adnkronos) – Quello di Italian Exhibition Group è stato un 2025 di crescita trainata dagli eventi organizzati e da M&A che ha compensato pienamente l'effetto biennalità: il bilancio approvato dal Cda vede ricavi saliti a 266,4 milioni di euro, +6,6% rispetto all’esercizio precedente, mentre l'Adjusted Ebitda si è attestato a 70,9 milioni (+7,9%) con un Adjusted EBITDA Margin del 26,6% (+0,3 p.p. YoY). Il contributo del quarto trimestre ha visto ricavi a 75,6 milioni, +7,0% rispetto al Q424. Alla luce dei risultati sarà proposta la distribuzione di un dividendo pari a 0,20 per azione. L'amministratore delegato del Gruppo IEG Corrado Peraboni ha commentato: “Siamo molto soddisfatti dei risultati conseguiti nel 2025 che riportano una buona crescita dei ricavi e della marginalità: risultati importanti in quanto conseguiti in un anno dispari nel quale non si sono tenuti alcuni appuntamenti biennali di riferimento, come Tecna in Italia e Fesqua in Brasile. In questo contesto, il Gruppo ha registrato un miglioramento dei risultati in linea con le guidance, grazie allo sviluppo organico delle attività e a un mirato programma di acquisizioni". 
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Oggi è la Giornata internazionale della felicità, cosa significa e perché si celebra il 20 marzo

(Adnkronos) – Oggi, venerdì 20 marzo, si celebra in tutto il mondo la Giornata Internazionale della felicità. La ricorrenza voluta dall'Assemblea Generale delle Nazioni Unite è stata istituita attraverso la risoluzione 66/281 del 2012 con l'obiettivo di riconoscere l'importanza della felicità nella vita delle persone in tutto il mondo e spingere tutti i Paesi a promuovere politiche che migliorino la qualità della vita delle persone puntando sulla pace, una crescita economica più equa e sostenibile, tutela del pianeta e riconoscimento del benessere come un diritto universale della persona umana.   La data scelta coincide con l'equinozio di primavera, simbolo di rinascita e benessere globale. 
L'istituzione della Giornata della felicità fu proposta dal consigliere speciale dell'Onu Jayme Illien, ex orfano di Calcutta, per sottolineare l'importanza del benessere come diritto. Ad avviare la risoluzione però il Bhutan, Paese che già dai primi anni ’70 ha riconosciuto il valore della felicità nazionale rispetto a quello del reddito sostituendo al Prodotto interno lordo (Pil) l’obiettivo della Felicità Nazionale Lorda (Pnl).
 L'obiettivo del 20 marzo è riflettere sull'importanza della felicità come obiettivo universale e individuale sensibilizzando sulla necessità di politiche pubbliche che possano favorirne il compimento. La sua celebrazione non è riservata solo agli Stati ma anche ai singoli organizzando momenti di aggregazione, confronto, gesti di gentilezza e laboratori nelle scuole.  
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Iran, Meloni firma il piano a 6 per riaprire Hormuz: la svolta e il pressing per coinvolgere l’Onu

(Adnkronos) – Un piano per garantire la navigazione nello stretto di Hormuz, snodo delicato e fondamentale dei traffici marittimi, di fatto "sigillato" dagli ayatollah dopo l’escalation militare tra Stati Uniti e Israele da una parte e Iran dall’altra. L’Italia, insieme ad altri cinque Paesi, dice sì. E sotto il documento – sottoscritto anche da Regno Unito, Francia, Germania, Paesi Bassi e Giappone – c’è anche la firma di Giorgia Meloni. Anche se per Roma qualsiasi eventuale intervento avverrebbe esclusivamente sotto l’egida delle Nazioni Unite. La svolta arriva mentre è in corso il Consiglio europeo a Bruxelles, dove gli effetti economici della crisi con Teheran rappresentano uno dei principali nodi sul tavolo.   La dichiarazione congiunta dei leader segna un punto politico netto. I sei Paesi "condannano con la massima fermezza i recenti attacchi dell’Iran contro navi commerciali disarmate nel Golfo" e denunciano "la chiusura de facto dello Stretto di Hormuz da parte delle forze iraniane". L’allarme è globale: "Gli effetti delle azioni dell’Iran saranno avvertiti dalle persone in ogni parte del mondo, specialmente dalle più vulnerabili". Da qui l’appello diretto a Teheran a "cessare immediatamente le sue minacce, il posizionamento di mine, gli attacchi con droni e missili e ogni altro tentativo di bloccare lo Stretto alla navigazione commerciale".  Nel testo, i leader ribadiscono che "la libertà di navigazione è un principio fondamentale del diritto internazionale" e sottolineano come l’interruzione delle catene di approvvigionamento energetico costituisca "una minaccia alla pace e alla sicurezza internazionale". Da qui la disponibilità "a contribuire agli sforzi appropriati per garantire il passaggio sicuro attraverso lo Stretto", accompagnata da misure per stabilizzare i mercati, tra cui il sostegno al rilascio coordinato di riserve petrolifere strategiche.  È gelida, però, la reazione della Casa Bianca, che nei giorni scorsi aveva sollecitato un maggiore coinvolgimento degli alleati nel dossier iraniano. "Ora la Nato si sta comportando in modo molto più conciliante perché ha capito il mio atteggiamento, ma per quanto mi riguarda è troppo tardi", afferma il presidente americano Donald Trump, ricevendo a Washington proprio la premier giapponese Sanae Takaichi, una dei leader firmatari del documento.   L’intesa a sei, sostenuta anche da Roma, accende lo scontro politico interno in Italia. Una parte delle opposizioni attacca duramente l’iniziativa: "Un piano militare con Francia, Germania, Inghilterra, Italia, Giappone e Olanda per garantire la navigazione commerciale nello Stretto di Hormuz. Così Giorgia Meloni sta portando l’Italia in guerra", accusano Angelo Bonelli e Nicola Fratoianni. 
Dal governo, tuttavia, si invita alla cautela e si ridimensiona la portata dell’accordo. Fonti dell’esecutivo chiariscono che qualsiasi eventuale intervento avverrebbe esclusivamente sotto l’egida delle Nazioni Unite, una linea indicata anche dal ministro della Difesa Guido Crosetto. Che poi rimarca: "Nessuna missione di guerra. Nessun ingresso ad Hormuz senza una tregua e senza un'iniziativa multilaterale estesa… Riteniamo che sia giusto ed opportuno che siano le Nazioni Unite ad offrire la cornice giuridica per un'iniziativa pacifica e multilaterale". Sulla stessa posizione il titolare della Farnesina Antonio Tajani, che assicura: in caso di una missione Onu "per garantire l’attraversabilità dello Stretto di Hormuz, noi faremo la nostra parte".   Nel frattempo l’Ue sta lavorando "a stretto contatto" con le Nazioni Unite per trovare una soluzione che consenta il passaggio sicuro per le navi attraverso lo Stretto, assicura l’Alta rappresentante Ue per gli Affari esteri, Kaja Kallas. Il dossier energetico è stato al centro anche degli incontri della premier italiana. A margine del vertice, Meloni ha visto il cancelliere tedesco Friedrich Merz e il primo ministro belga Bart De Wever: il confronto, riferisce Palazzo Chigi, si è concentrato "sulle conseguenze del conflitto in Medio Oriente sul mercato globale delle fonti energetiche e sulle possibili iniziative da adottare rapidamente per contenere la spinta dei prezzi dell’energia". Sul tavolo anche competitività, mercato unico e investimenti. 
La crisi mediorientale si intreccia con un altro fronte sensibile: quello migratorio. Nel consueto vertice informale, Meloni – insieme alla premier danese Mette Frederiksen – ha riunito diversi Stati membri per discutere di rimpatri e "Paesi sicuri". Nella lettera congiunta inviata ai vertici Ue, le due leader avvertono: "Non possiamo rischiare che si ripetano i flussi di profughi e migranti verso l’Ue che abbiamo visto nel 2015-2016". Un eventuale scenario simile, sottolineano, "rischierebbe anche di avere un impatto sulla sicurezza e sulla coesione della nostra Unione". La strategia indicata punta a intervenire a monte: "Dobbiamo fornire immediatamente un sostegno sufficiente ai nostri partner e agli Stati ospitanti in Medio Oriente", scrivono, ribadendo che "i rifugiati e i migranti dovrebbero generalmente essere assistiti nei luoghi in cui si trovano". Parallelamente, però, serve preparazione interna: "Non possiamo permetterci di essere colti di sorpresa come in passato", con la richiesta di rafforzare le frontiere e predisporre anche meccanismi di "freno d’emergenza" in caso di nuovi flussi massicci. Il Consiglio europeo resta dominato anche dal dossier ucraino. Venticinque Paesi su ventisette hanno approvato le conclusioni su Kiev, inclusi il prestito da 90 miliardi e il ventesimo pacchetto di sanzioni contro Mosca, mentre Ungheria e Slovacchia si sono sfilate. Il premier Viktor Orban e Robert Fico, tra le proteste del presidente del Consiglio europeo Antonio Costa e altri leader, hanno negato il loro assenso alle misure di sostegno Ue a Kiev finché quest’ultima non renderà nuovamente operativo l’oleodotto Druzhba, che trasporta petrolio russo verso Ungheria e Slovacchia. In collegamento, il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha rilanciato la necessità di accelerare l’ingresso di Kiev nell’Unione: "La Russia deve vedere chiaramente e sentire per davvero che l’Ucraina sarà in Europa e che questo processo non può essere fermato". (dall'inviato Antonio Atte) 
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Referendum, oggi in tv lo speciale ‘Sì o No’: Meloni e Schlein da Mentana

(Adnkronos) – In vista del referendum sulla giustizia del 22 e 23 marzo, Giorgia Meloni ed Elly Schlein sono ospiti oggi venerdì 20 marzo su La7, dove Enrico Mentana conduce alle 21.30 lo speciale 'Sì o No'. La premier e la segretaria del Pd interverranno una dopo l'altra a rappresentare le due posizioni. Subito dopo faccia a faccia tra Antonio Di Pietro e Clemente Mastella. La presidente del Consiglio Giorgia Meloni è intervenuta più volte in questi giorni per spiegare le ragioni del 'sì'. "Il mio invito – ha detto in un video pubblicato sui propri canali social per mostrare la scheda elettorale e spiegare la modalità di voto – è di andare al seggio e mettere una croce sul sì, perché in quella croce c'è molto di più di un segno su un foglio".  Nella riforma al centro del referendum, ha spiegato Meloni, "c'è l'idea di giustizia in cui crediamo, c'è il futuro che vogliamo lasciare ai nostri figli. C'è la fiducia nel fatto che possiamo cambiare quello che non funziona. C'è il messaggio che non accetteremo che tutto rimanga sempre uguale. Ed è un'occasione storica per rendere la giustizia più meritocratica, più responsabile, più efficiente. In una parola: più giusta. Ed è un'occasione che potrebbe non tornare", avverte la premier. Secondo la segretaria del Pd, Elly Schlein, questa è "una riforma che non migliora la giustizia per le cittadine e i cittadini italiani". Lo ha ribadito nel corso della manifestazione del No a piazza del Popolo, lo scorso mercoledì 18 marzo. "Questa riforma – ha spiegato – non accelera i processi, non assume il personale che manca, non stabilizza 12.000 precari della giustizia che questo governo rischia di lasciare a casa da giugno. È una riforma che non tocca i nodi che possono migliorare la giustizia. E guardate, la giustizia si può migliorare, ma non migliora mettendo i giudici sotto il controllo del governo". "Una riforma – ha continuato – che invece spacca e sorteggia il Consiglio Superiore della Magistratura, a cui i nostri costituenti hanno affidato un compito delicatissimo. Quello di garantire l'indipendenza dei giudici. E l'indipendenza dei giudici non tutela i giudici, tutela i diritti di tutte le cittadine e di tutti i cittadini, soprattutto di quelli che non hanno i soldi o il potere per cavarsela comunque. Allora noi diciamo No a una riforma che indebolisce quell'indipendenza, perché solo un giudice indipendente può assicurare che la legge sia uguale per tutti".  
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Mondiali atletica indoor al via oggi: il programma e dove vedere gli italiani in gara

(Adnkronos) – Al via oggi, venerdì 20 marzo, i Mondiali di atletica indoor 2026 a Torun. Saranno 27 i titoli iridati al coperto – tra prove individuali e a squadre – assegnati nella località polacca in tre giorni, fino a domenica 22 marzo. Per l'Italia, subito carte importanti nel giorno del debutto, con Andrea Dallavalle e Andy Diaz pronti a regalare emozioni nel salto triplo. Ecco gli atleti italiani impegnati, gli orari di giornata e dove vedere le competizioni in diretta tv e streaming.  Ecco gli italiani in gara oggi ai Mondiali di atletica indoor a Torun:  10.05 Eptathlon, 60 metri: Dester 10.20 60 metri (maschile), batterie: Ceccarelli e Randazzo 10.53 Eptathlon, salto in lungo: Dester 11.08 400 metri (femminile), batterie: Bonora 11.39 Salto in alto (femminile), finale 12.01 400 metri (maschile), batterie 12.51 800 metri (femminile), batterie: Coiro e Pellicoro 12.57 Eptathlon, getto del peso: Dester 13.26 800 metri (maschile), batterie 18.10 Getto del peso (femminile), finale 18.16 Eptathlon, salto in alto: Dester 18.22 1500 metri (femminile), batterie: Cavalli e Zenoni 18.54 1500 metri (maschile), batterie: Arese e Riva 
19.35 Salto triplo (maschile), finale: Dallavalle e Diaz
 19.42 400 metri (femminile), semifinali: eventuale Bonora. 20.16 60 metri (maschile), semifinali: eventuali Ceccarelli e Randazzo. 20.44 400 metri (maschile), semifinali 21.22 60 metri (maschile), finale: eventuali Ceccarelli e Randazzo I Mondiali di atletica indoor saranno visibili su Rai Sport e su Sky Sport Arena. Gare disponibili anche in streaming su Rai Play, Sky Go e NOW. 
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Guerra in Iran manna per la Russia, boom vendite petrolio per il ‘mercante’ di Putin

(Adnkronos) – Il boss incaricato di piazzare il petrolio russo nello scacchiere dei Paesi 'amici' di Putin non stappa lo champagne, ma quasi, per i risvolti positivi della guerra contro l'Iran sulle sue vendite di greggio. Mercante di petrolio, a capo delle navi fantasma abbordate dai soldati francesi e colpite dai droni ucraini, Etibar Eyyub è tornato in pista con nuove e redditizie commesse, scrive il Wall street journal.   Se le sanzioni americane contro il suo principale cliente, la compagnia statale russa Rosneft, per il conflitto in Ucraina avevano spinto l’India a ridurre drasticamente l'import lasciando milioni di barili di petrolio russo invenduto, adesso le raffinerie indiane e cinesi stanno smaltendo quei carichi per compensare le forniture bloccate nello Stretto di Hormuz per il conflitto in Medio Oriente. Gli Stati Uniti hanno infatti concesso a New Delhi una deroga di 30 giorni per acquistare il petrolio russo e potrebbero estendere la misura anche ad altri paesi. Gran parte di quel greggio è sotto il controllo del trader 47enne azero, incaricato di trovare – insieme all'ad di Rosneft Igor Sechin – acquirenti per oltre 50 miliardi di dollari di greggio e carburante all’anno. “Non stiamo ancora stappando lo champagne perché nessuno sa dove ci porterà questa guerra”, ha detto un alto funzionario di Rosneft. “Ma – rileva – le nostre esportazioni sono aumentate in modo sostanziale in un periodo di tempo molto breve”. Quindi la Russia che nelle valutazioni degli analisti "avrebbe dovuto tagliare la produzione a causa del calo della domanda, ora invece si appresta a incassare una manna", si osserva sul Wsj. Solo nelle ultime due settimane, l’India ha acquistato più di 30 milioni di barili di petrolio da consegnare questo mese e il prossimo, con ulteriori accordi che dovrebbero essere conclusi nei prossimi giorni, scrive ancora il quotidiano citando fonti vicine al dossier. La maggior parte di queste operazioni sarebbe gestita da Eyyub e dai suoi soci.  Accordi che riporterebbero l'import indiane da Mosca ai livelli pre-Ucraina e ridurrebbero notevolmente l'eccesso di offerta di 150 milioni di barili di petrolio russo che si era accumulato per lo stop delle vendite dopo l'attacco a Kiev. "La Russia è pronta a garantire un aumento dell'offerta sul mercato", ha sottolineato il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov.  Secondo fonti occidentali, la dipendenza di Mosca dalla rete di esportazione di petrolio di Eyyub sarebbe una vulnerabilità ma "finché lo Stretto di Hormuz rimane chiuso – si osserva sul Wsj – l’unico modo per far sì che le forniture globali di petrolio si avvicinino a soddisfare la domanda è che il greggio russo da lui gestito raggiunga i mercati mondiali". Intanto, le riserve di asset internazionali (valute estere, oro e diritti speciali di prelievo) in Russia sono aumentate di un miliardo di dollari, dello 0,1 per cento, in una settimana, arrivando il 13 marzo a 803,2 miliardi di dollari, ha reso noto la Banca centrale. Questo è avvenuto "soprattutto a causa di una rivalutazione positiva" del fondo congelato per effetto delle sanzioni introdotte dopo l'inizio dell'invasione dell'Ucraina.  
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Serie A, oggi Cagliari-Napoli: orario, probabili formazioni e dove vederla

(Adnkronos) – Il Napoli torna in campo in Serie A. Oggi, venerdì 20 marzo, la squadra di Antonio Conte vola in trasferta a Cagliari per l'anticipo della 30esima giornata di campionato contro i sardi. Gli azzurri arrivano dal successo in rimonta contro il Lecce, mentre gli uomini di Pisacane hanno perso contro il Pisa. Ecco orario, probabili formazioni della partita e dove vederla in tv e streaming.  Ecco le probabili formazioni di Cagliari-Napoli, in campo alle 18:30:  
Cagliari (3-5-2) Caprile; Zé Pedro, Mina, Dossena; Palestra, Adopo, Gaetano, Sulemana, Zappa; Folorunsho, Esposito. All. Pisacane 
Napoli (3-4-2-1) Meret; Juan Jesus, Buongiorno, Olivera; Politano, McTominay, Gilmour, Spinazzola; De Bruyne, Alisson Santos; Hojlund. All. Conte 
Cagliari-Napoli sarà disponibile su Dazn, ma anche su Sky per gli abbonati con Zona Dazn (canale 214). Partita visibile in streaming sull'app di Dazn. 
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