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La ‘Bossi-Fini’, legge sull’immigrazione ancora in vigore: nasce nel 2002 con il secondo governo Berlusconi

(Adnkronos) – Porta la firma di Umberto Bossi, insieme a quella di Gianfranco Fini, la legge sull'immigrzione che è ancora in vigore. La Bossi-Fini risale al 2002 ed è sul piano legislativo una delle principali eredità del secondo governo Berlusconi. Da sempre contestata dalla sinistra, ha resistito negli anni senza subire modifiche sostanziali. In estrema sintesi, la legge istituisce un legame diretto tra permesso di soggiorno e contratto di lavoro, inasprisce le pene per il traffico di clandestini, introduce respingimenti immediati in mare e l'obbligo di impronte digitali. Di quel governo, e della maggioranza che lo sosteneva, la Lega di Umberto Bossi era un partito chiave, insieme a Forza Italia, ad Alleanza Nazionale, con Ccd-Cdu (poi Udc) e Nuovo Psi a completarla. Fini era vicepresidente del Consiglio e Bossi ministro delle Riforme istituzionali e della Devoluzione. E la legge che firmarono nasceva come risposta al crescente aumento degli sbarchi. Nel corso degli anni, è stata criticata per l'inefficacia nel gestire i flussi migratori e, talvolta, dallo stesso Fini. Ma è ancora la legge vigente. 
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Umberto Bossi, l’addio del figlio Renzo: “Sempre fedele ai suoi ideali”

(Adnkronos) – "Dopo una vita di battaglie, vissuta fino all’ultimo respiro con passione e fedeltà ai suoi ideali, oggi si è spento nell’abbraccio dei suoi cari". Renzo Bossi, all'Adnkronos, rende omaggio così al padre Umberto Bossi, morto oggi 19 marzo all'età di 84 anni. "Ci lascia la forza di non arrenderci mai, il coraggio di rialzarci dopo ogni caduta e l’amore profondo per la libertà e la nostra terra", dice il figlio del fondatore della Lega. "Questo – conclude- è ciò che porteremo avanti, ogni giorno".  
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Morto Umberto Bossi, il cordoglio di Meloni: “Ha segnato una fase importante della storia italiana”

(Adnkronos) – "Umberto Bossi, con la sua passione politica, ha segnato una fase importante della storia italiana e ha dato un fondamentale apporto alla formazione del primo centrodestra. In questo momento di grande dolore, sono vicina alla famiglia e alla sua comunità politica". Questo il messaggio postato sui social dalla premier Giorgia Meloni, dopo la morte del fondatore e leader storico della Lega a 84 anni oggi a Varese. Ed è lutto nel mondo politico per la scomparsa del Senatur. "Con la scomparsa di Umberto Bossi perdo un amico, un pezzo della nostra storia politica. Non molto tempo fa lo avevo sentito e gli avevo promesso che sarei andato a trovarlo. Non ho fatto in tempo e per me è un cruccio. Non tocca a me ricordare l’incidenza che Bossi, fondatore della Lega, ha determinato nella politica italiana. Comunque lo si giudichi, è stato un gigante per la sua capacità di interpretare l’umore del nord e le scelte utili alla sua parte politica. Ho assistito di persona alle tante occasioni di intesa tra lui e Berlusconi che furono decisive, dal 2000 in poi, per convincerlo a fare della Lega un asse importante del centrodestra. Alla sua famiglia e a tutta la Lega rivolgo le più sentite condoglianze, mie personali e del Senato della Repubblica", scrive sui social il presidente del Senato, Ignazio La Russa. "È arrivata una notizia che non avremmo mai voluto sentire. Nel giorno della Festa del Papà è venuto a mancare il padre della Lega, per me un padre politico. La scomparsa di Umberto Bossi mi riempie di un dolore profondo e lacerante. È stato per me una figura decisiva: la ragione del mio approdo in politica. Fin da giovanissimo mi ha affascinato con le sue idee e il suo impegno, lasciando un segno indelebile nella storia del nostro Paese. Ci mancherà molto. Restano i suoi insegnamenti, i ricordi dei nostri incontri, delle conversazioni, dei suoi comizi: momenti che porto nel cuore e che non mi abbandoneranno mai. Alla sua famiglia rivolgo un abbraccio sincero e la mia più sentita vicinanza in questo momento così difficile". Così il presidente della Camera dei deputati, Lorenzo Fontana.  "Con tutta Forza Italia piango la scomparsa di Umberto Bossi, leader storico e fondatore della Lega. Grande amico di Silvio Berlusconi, politico di grande intelligenza, è stato un protagonista di primo piano del cambiamento in Italia. Alla sua famiglia un grande abbraccio ed una preghiera perché riposi in pace", scrive su X il ministro degli Esteri e leader di Fi, Antonio Tajani. "É morto Umberto Bossi. Ho avuto l’onore di conoscerlo, di lavorare con lui, di scherzare con lui, di confrontarmi e discutere con lui". Così, via social, il ministro della Difesa Guido Crosetto. "La prima volta – ripercorre il ministro – fu quando ero relatore alla legge di Bilancio e ci trovammo in un impasse perché il gruppo della Lega aveva fatto muro contro il finanziamento del fondo per i lavoratori socialmente utili di Palermo e Napoli e per un finanziamento per i dissalatori in Sicilia. Tutto si bloccò e, alle due del mattino, entrò nella stanza dove ci stavamo confrontando il capo supremo della Lega Nord. Lo vidi entrare e pensai: ok é finita ora lui dirà che non si può far nulla ed i deputati di An e di Forza Italia del sud faranno saltare il banco. Si zittirono tutti. 'Rocky (Marciano così gli piaceva chiamarmi) che succede?' Gli spiegai che avevo proposto un meccanismo virtuoso per cui avremmo finanziato gli Lsu ma prevedendo una riduzione obbligatoria negli anni fino ad arrivare a zero e che invece l’investimento nei dissalatori era secondo una cosa intelligente in una zona con poca acqua. Mi guardò, guardò i suoi e disse: 'Perché mi avete disturbato (fu un po’ più rude), se avete trovato una soluzione seria su Napoli e Palermo? L’unica mia preoccupazione è che poi li tengano in funzione i dissalatori, una volta fatti'. Ed uscì. Perché lui era così: di buonsenso, mai superficiale e molto realista. Avrei moltissimi altri ricordi di lui prima e dopo che l’ictus lo colpisse. L’ho sempre stimato e gli ho voluto bene. Addio Umberto". “Non è il Nord che deve dire grazie a Umberto Bossi ma tutto il Paese. Senza il suo contributo di visione, realismo e capacità politica la storia repubblicana sarebbe stata molto differente, priva di un grande interprete della necessità di dare risposte alle istanze dei cittadini delle regioni settentrionali e con esse soluzioni a tutta la società italiana. Nella sua grande abilità è certamente ricorso anche a gesti eclatanti, come ha quando ha proclamato la secessione del Nord, ma lo ha fatto sempre con l’intento di fissare un punto all’interno del quale l’obbiettivo rimaneva sempre e soltanto il federalismo. Politicamente è stato un padre straordinario per tutti noi, gli siamo profondamente grati”. Con queste parole il presidente del Consiglio Regionale del Veneto, Luca Zaia, ricorda lo storico leader della Lega Nord. “Lo chiamavano il Senatur – sottolinea il presidente Zaia – un soprannome che qualcuno voleva a tutti i costi connotare in senso dispregiativo ma che, nella realtà, da solo incarnava l’attenzione imposta nei palazzi romani per realtà territoriali fino ad allora incapaci di far sentire le proprie istanze in un ambiente condizionato dalla partitocrazia centralista. Se la politica ha dovuto affrontare una ‘questione settentrionale’, in buona parte è stato merito della voce roca di Umberto che ne è stato il megafono. Se oggi in Italia c’è una coscienza federalista diffusa, a cominciare da quella che si identifica nell’autonomia differenziata, è merito dell’impegno di chi come Bossi ha visto più lontano di altri”. “Ci lascia un grande leader – conclude Zaia – un vecchio leone a cui mi legano anni di amicizia e militanza nella Lega ma anche momenti di vita istituzionale condivisa come quando siamo stati chiamati nello stesso Consiglio dei Ministri, nel quarto governo Berlusconi, in cui c’erano anche Calderoli e Maroni. Ha sempre impiegato ogni su forza per interpretare la volontà degli elettori in cui vedeva il popolo a cui sentiva visceralmente di appartenere”. "Umberto Bossi è stato un grande leader politico, un visionario che ha dato centralità al federalismo per i territori. Ha costruito il partito più longevo presente in parlamento in Italia, a lui va il mio ringraziamento, a noi il compito di continuare con il credo della sua passione", dice all'Adnkronos Claudio Durigon, vicesegretario della Lega. "Umberto Bossi. L’avversario più dignitoso che ho avuto in vita mia, e alla fine quello a cui ho voluto più bene". Lo scrive su X Pier Luigi Bersani. "Saluto con affetto e nostalgia Umberto Bossi, un indomito lottatore, un uomo rude e scomodo, ma anche profondamente buono. Ha segnato la storia della politica italiana: merita il rispetto non solo degli amici ma anche dei suoi oppositori", dice in una nota Pier Ferdinando Casini. "Le più sincere condoglianze per la scomparsa di Umberto Bossi. Avversari in anni intensi, quando entrambi guidavamo i nostri partiti, ma sempre nel rispetto reciproco e nel confronto vero della politica. Oggi resta il ricordo di una personalità importante della vita pubblica italiana e la vicinanza umana alla sua famiglia in questo momento di dolore", ha scritto su X Piero Fassino, già segretario dei Ds. "Addio a uno dei protagonisti più rilevanti, nel bene e nel male, della politica italiana degli ultimi trent’anni. Sia per chi lo ha amato, sia per chi lo ha avversato Bossi è stato un pezzo di storia repubblicana. L’ho conosciuto personalmente tardi, già malato ma ne ho apprezzato, pur da avversario, la tempra e la passione umana e politica. Che riposi in pace", la nota di Matteo Renzi, leader di Italia viva. 
Gianfranco Rotondi, presidente Dc e deputato di Fratelli d’Italia, ha scelto di rendere omaggio a Bossi postando sui social una immagine che li ritrae assieme ai banchi dell’ultimo governo Berlusconi, con la frase che Bossi amava ripetere: ‘mai mulàr’. E poi un semplice "ciao Umberto". "Esprimo cordoglio per la scomparsa di Umberto Bossi, protagonista della vita politica italiana e fondatore della Lega Nord. Al di là delle differenze politiche, resta il segno di un lungo impegno nelle istituzioni e nel dibattito pubblico. Alla famiglia e alla comunità politica della Lega le mie più sincere condoglianze". Lo scrive in una nota Beatrice Lorenzin, vice presidente dei senatori Pd. "È indubitabile che Umberto Bossi sia stato un protagonista della storia politica recente del nostro Paese. Esprimo il mio cordoglio, anche a nome del Movimento 5 stelle, ai suoi cari e alla comunità politica della Lega, che perde il suo storico fondatore e una personalità di assoluto riferimento", scrive in una nota Giuseppe Conte, presidente del Movimento 5 stelle. "Apprendo con grande dolore della scomparsa di Umberto Bossi. Uomo autentico e coraggioso, è stato innovatore e portatore di nuove istanze. Ha contribuito all’avvio di importanti stagioni. Ovviamente ci sono state scelte che abbiamo condiviso, altre che sono state base di confronto, a tratti complesso, ma sempre ricco di contenuti e di progetti di cambiamento. Aperti al protagonismo dei territori. Bossi resterà un protagonista storico della politica italiana. Alla famiglia, a tutto il popolo della Lega vicinanza e solidarietà in questo momento di comune tristezza". Lo dichiara il capogruppo di Forza Italia in Senato, Maurizio Gasparri.  "L’intera comunità della Lega è profondamente scossa e addolorata per la scomparsa del fondatore Umberto Bossi e si stringe con affetto e commozione ai suoi familiari", si legge in una nota della Lega. Intanto Matteo Salvini ha cancellato tutti gli appuntamenti previsti per domani e tornerà a Milano con il primo volo.  
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Roma-Bologna, vantaggio rossoblù con Rowe tra le proteste. Cos’è successo in Europa League

(Adnkronos) – Il Bologna sblocca il ritorno degli ottavi di finale di Europa League oggi, giovedì 19 marzo, ma il gol di Rowe è accompagnato da una pioggia di proteste della panchina della Roma. Cos'è successo all'Olimpico? Il numero 11 rossoblù segna il gol del vantaggio nell'euroderby di coppa al minuto 22, con un gran destro all'incrocio dei pali. I giallorossi e il tecnico Gian Piero Gasperini protestano però per una trattenuta a inizio azione su Gianluca Mancini.  Dopo il gol, check Var per valutare l'episodio ma tutto regolare sul gol del Bologna. Al minuto 32, il pari di testa di 'Ndicka rimette gli ottavi di Europa League in equilibrio. 
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E’ morto Umberto Bossi, addio al fondatore della Lega: aveva 84 anni

(Adnkronos) – E' morto Umberto Bossi. Il fondatore e storico leader della Lega si è spento a Varese, aveva 84 anni. "Con tutta Forza Italia piango la scomparsa di Umberto Bossi, leader storico e fondatore della Lega. Grande amico di Silvio Berlusconi, politico di grande intelligenza, è stato un protagonista di primo piano del cambiamento in Italia. Alla sua famiglia un grande abbraccio ed una preghiera perché riposi in pace", scrive su X il ministro degli Esteri e leader di Fi, Antonio Tajani. 
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Rakow-Fiorentina 1-2: viola ai quarti di Conference League con gol da centrocampo di Pongracic

(Adnkronos) – La Fiorentina avanza ai quarti di finale di Conference League per il quarto anno consecutivo. I viola si impongono 2-1 sul campo del Rakow Czestochowa oggi, giovedì 19 marzo, dopo aver vinto all'andata in casa con lo stesso punteggio. Al vantaggio dei polacchi al 46' di Struski replicano Ndour al 68' e Pongracic al 97'. Partita con poche emozioni nel primo tempo. L'occasione più netta arriva nel recupero. Parisi accelera a sinistra e al lato corto dell'area crossa in mezzo, basso e a rimorchio: Fagioli calcia di prima col sinistro e trova la respinta di Zych.  In avvio di ripresa, i polacchi sbloccano la partita riportando in equilibrio le sorti del doppio confronto. Struski riceve palla in area, rientra sul destro, Ndour gli lascia troppo spazio, diagonale rasoterra che trova l'angolo basso con Christensen in leggero ritardo.  Al 21' viola a un passo dal pari. Cross di Gosens da sinistra e stacco perentorio di Piccoli sul primo palo: pallone che sbatte contro il 'legno' a portiere battuto. Due minuti dopo la Fiorentina trova il pari. Splendida azione di Parisi da destra con sterzata a saltare un avversario e scarico al limite dell'area di rigore per Piccoli. Sponda all'indietro del centravanti per Ndour, che calcia e batte Zych grazie a una deviazione di Piccoli che però non modifica la traiettoria del tiro.
 Al 34' tiro di Parisi e palla fuori di un soffio. Al 40' l'arbitro prima assegna un rigore al Rakow poi lo revoca, dopo aver rivisto l'azione al Var. Palla in profondità per Brunes, che si allarga leggermente a sinistra, Christensen esce dai pali Brunes va giù ma fra i due non c'è contatto e il giocatore del Rakow si prende un giallo per simulazione. Prima del 90' arrivano gli ultimi cambi di Vanoli che prima inserisce Pongracic per Dodo passando alla difesa a tre e poi toglie Fagioli e Harrison per Mandragora e Gudmundsson. Negli ultimi minuti è arrembaggio Rakow ma la difesa viola tiene e anzi trova la vittoria al 97' grazie a Pongracic. Sull'ultimo angolo per il Rakow va a saltare anche il portiere Zych. La Fiorentina non solo allontana la minaccia, ma segna con un tiro da centrocampo del difensore che si infila nella porta vuota. 
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Referendum, non solo derby in musica Sal da Vinci-Vasco: nel ’74 Eurovision in onda in ritardo per voto sul divorzio

(Adnkronos) – Da una parte Sal Da Vinci con la sua 'Per sempre sì', dall'altra 'C'è chi dice no' di Vasco Rossi: anche la musica si schiera per il referendum sulla giustizia di domenica e lunedì prossimi. Se la canzone vincitrice di Sanremo è diventata il jingle perfetto per scandire i tempi nel comizio finale di Fratelli d'Italia a Milano della settimana scorsa, la pluridecennale hit del rocker di Zocca ha aperto, in una nuova veste e con un altro artista, il palco dei comitati del no di ieri a piazza del Popolo, ma tanti altri brani potrebbero essere 'arruolati' in questa tornata referendaria. In una sorta di ipotetica playlist, in effetti, sono molte altre le hit che nel titolo, e poi nel ritornello, si 'schierano', inconsapevolmente sia chiaro, a favore di uno o dell'altro schieramento. Proviamo qui a fare una carrellata, pescando qua e là nei repertori di musica leggera, dagli anni '70 a oggi. 
Laura Pausini, per esempio, potrebbe andare bene tanto per chiudere un comizio referendario di Forza Italia, quanto per uno dei vari appuntamenti del campo largo in giro per l'Italia. La cantautrice romagnola intona, è vero, "Io sì", la canzone con cui ha vinto il Golden Globe nel 2021, ma nel 2008 cantava anche "Invece no". Dopo tutto, lei per prima aveva detto di non essere "dichiarata politicamente perché non sono in grado di gestire emozionalmente ma anche culturalmente quello che significa seguire un partito".  Chi, invece, non va bene per tutti i gusti è senza dubbio "Sì", di Gigliola Cinquetti. Nel 1974, quando l'Ugola d'oro partecipò all'Eurovision portando sul palco di Brighton il brano, la Rai decise di rimandare la messa in onda del festival a dopo il 12 maggio, giorno in cui si votò per il referendum per l'abrogazione della legge sul divorzio, proprio per evitare che si potesse influenzare il voto degli italiani. Perentori e facilmente arruolabili, ma nello schieramento opposto, poi, ci sono Mina e Gianni Bella, con la loro "No". Sia per la Tigre di Cremona, sia per il cantautore di Catania il no è da rivolgere al proprio amato, non certamente a un referendum costituzionale, ma si tratta di una playlist, e tutto fa brodo. Anche Claudio Baglioni con la sua, manco a dirlo, "Noi no", e questa sì che andrebbe bene per festeggiare la vittoria, se arriverà, in un comitato per il no lunedì. Così come "Come no" di Baby K se si volessero coinvolgere i più giovani e farli ballare al ritmo di reggaeton. Più giovani che, ancora, potrebbero trovarsi in "Sì, ah" di Frah Quintale. Certo, la canzone del rapper bresciano dovrebbe essere 'zoomata' solo in quelle paroline magiche da spot elettorale, ma come sound, per tenere viva l'attenzione, ci siamo. A differenza di "Certo che sì" di Pierdavide Carone, più romantica, meno da jingle, ma pur sempre 'schierabile'. Infine, c'è "Dimmi di sì" dei Pooh, che con il suo ritmo trascinante sarebbe perfetta per essere canticchiata nel segreto dell'urna da chi questa riforma la vuole. 
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Europa League, oggi Roma-Bologna – La diretta

(Adnkronos) – La Roma torna in campo in Europa League e affronta il Bologna allo stadio Olimpico oggi, giovedì 19 marzo, nel ritorno degli ottavi di finale. Si riparte dal pareggio per 1-1 della scorsa settimana, con i gol di Bernardeschi e Pellegrini. Calcio d'inizio alle 21.
 
Dove vedere Roma-Bologna? La partita sarà visibile su Sky Sport, ai canali Sky Sport Uno (201) o Sky Sport (252). Partita disponibile anche in streaming su Sky Go e Now. Chi vincerà il derby europeo affronterà ai quarti la vincente della doppia sfida tra Lille e Aston Villa.  
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Frana sul massiccio del Monte Bianco, morto alpinista italiano

(Adnkronos) – Un alpinista italiano è morto e un altro è rimasto gravemente ferito a causa di una frana nel massiccio del Monte Bianco, in Alta Savoia, secondo quanto riferito dal Plotone di Gendarmeria d'Alta Montagna (Pghm). L'incidente è avvenuto poco prima delle 13.30 a un'altitudine di 3.400 metri nella zona di Grand Flambeau, vicino al confine italiano, cogliendo di sorpresa un gruppo di tre alpinisti italiani, tra cui una guida. "Uno dei tre uomini è morto sul colpo, mentre il secondo ha riportato fratture multiple. La guida è rimasta illesa", ha aggiunto il Pghm, senza fornire ulteriori dettagli sulle vittime. L'alpinista ferito, secondo la stessa fonte, è stato trasportato in elicottero all'ospedale di Annecy. 
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Imprese, Tasca (A2a): “Tre dimensioni per integrare cultura aziendale e just transition”

(Adnkronos) – "L’integrazione tra la cultura aziendale e strategica di A2a e la Just transition è avvenuta incrociando tre dimensioni, quella organizzativa, quella economico – finanziaria e quella culturale, in questo modo siamo riusciti a considerare la Just transition come un passaggio del nostro piano industriale nella valutazione dei nostri investimenti”. Lo ha detto ⁠Roberto Tasca, Presidente di A2a, intervenendo oggi a Roma a ‘Stakeholder engagement. Misurare l’impatto per creare valore’, l’evento del Gruppo – realizzato in collaborazione con Assonime e con il contributo di partner strategici quali The European House Ambrosetti e Sda Bocconi School of Management di Milano – dove è stato presentato l’Engagement Value Index report. Poi entra nel dettaglio: “In merito alla dimensione organizzativa, e successivamente a quella economico – finanziaria, ci siamo dotati di una funzione interna che si occupasse strettamente di declinare per noi questi temi con una visione e una rilevanza internazionale. Lo abbiamo fatto trasformando le nostre analisi degli investimenti in processi che tengono conto di questi elementi. Just transition vuol dire, fondamentalmente, occuparsi del futuro del nostro pianeta, delle nostre comunità e dei nostri territori, quindi abbiamo poi cercato di sintetizzare nel nostro piano, che è un piano decennale, quelle che sono le indicazioni”. “Quanto alla terza dimensione – prosegue ancora Tasca – è la dimensione culturale. Abbiamo operato a livello aziendale affinché questi temi fossero compresi, conosciuti e approfonditi e soprattutto affinchè si superasse quel grado di diffidenza che un po' li governa; ovvero: anche oggi, a seguito di quelli che sono i cambiamenti politici europei e internazionali e quelli che sono anche i fattori critici geopolitici del momento, vediamo come in realtà ci sia una resistenza psicologica, anche ad affrontare queste tematiche, legata soprattutto al fatto che si ritengono molto lontane da noi, ecco perché, anche con un passaggio culturale importante, abbiamo lavorato su questo” conclude. 
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