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Tumore pancreas, team Aoui Verona e San Raffaele Milano vincono bando Fondazione Veronesi-Ficog

(Adnkronos) – E' il primo bando per la ricerca clinica indipendente promosso da Fondazione Veronesi e da Ficog (Federazione dei gruppi oncologici cooperativi italiani) e supporterà l'impegno di team in prima linea nello studio del tumore al pancreas. Ad aggiudicarselo sono Davide Melisi, direttore dell'Unità operativa semplice di Terapie sperimentali in oncologia dell'azienda ospedaliera universitaria integrata (Aoui) di Verona, e Michele Reni, direttore del programma strategico di coordinamento clinico del Pancreas Center all'Irccs ospedale San Raffaele di Milano. Il bando, spiegano i promotori in una nota, è stato pubblicato lo scorso marzo ed è nato dall'alleanza tra Fondazione Veronesi e la Federazione Ficog con l'obiettivo di selezionare progetti di ricerca clinica su questa neoplasia difficile, che riserva ancora troppe sfide. Gli esperti vincitori per i prossimi 36 mesi coordineranno rispettivamente due importanti studi multicentrici (Basal-like Pdac with Kras G12D/TGFβR2 therapy Blaze-Pdac; e Phase 3 Giotto trial in elderly pancreatic cancer Pact-36 Giotto).  "Il tumore al pancreas è una delle malattie oncologiche più temute e a prognosi più infausta – sottolinea Giuseppe Procopio, presidente Ficog e direttore del Programma Prostata all'Irccs Istituto nazionale tumori (Int) di Milano – Lo dimostrano chiaramente i dati disponibili che evidenziano come in Italia, a fronte di oltre 13mila nuovi casi l'anno, vi siano più di 14mila decessi. La prevenzione secondaria è molto difficile mentre le opzioni di trattamento disponibili sono limitate, seppur in crescita negli ultimi anni. Tuttavia, finora non abbiamo ottenuto i progressi che abbiamo registrato in altre forme di cancro. Proprio per questo la ricerca clinica deve essere incentivata il più possibile, in particolare quella indipendente che può trovare nuovi e più efficaci strumenti diagnostici-terapeutici. I gruppi cooperativi, che rappresentiamo, da anni sono impegnati in studi e sperimentazione che hanno a volte cambiato la pratica clinica a livello internazionale. Ci auguriamo che questo possa presto avvenire anche nella difficile gestione del paziente colpito da carcinoma pancreatico".  "La nostra Federazione – aggiunge Procopio – da sempre promuove la collaborazione attiva tra centri clinici, gruppi cooperativi e reti nazionali e internazionali. Anche attraverso la cooperazione con Fondazioni prestigiose, come quella fortemente voluta e fondata dal professor Umberto Veronesi, è possibile potenziare la ricerca. Quindi ringraziamo tutti coloro che hanno partecipato al bando e facciamo gli auguri di buon lavoro ai due vincitori". Quanto alla Fondazione Veronesi, come spiega Valentina Gambino, coordinatrice delle piattaforme di ricerca e cura di Fondazione Umberto Veronesi Ets, "da sempre è impegnata a finanziare la ricerca scientifica con l'obiettivo di contribuire concretamente allo sviluppo di nuove conoscenze e nuove opportunità di cura per i pazienti. Questo primo bando dedicato alla ricerca clinica indipendente sul tumore del pancreas rappresenta un ulteriore passo in questo percorso e rafforza il nostro impegno in un ambito particolarmente complesso".  I due progetti vincitori, illustra Gambino, "affrontano sfide diverse, ma accomunate da un obiettivo ambizioso: provare a dare risposte a bisogni clinici ancora insoddisfatti e a colmare lacune che non sono state ancora adeguatamente esplorate dalla ricerca. Lo studio coordinato da Melisi ha l'obiettivo di sfruttare le caratteristiche biologiche del tumore per capire quali pazienti potrebbero essere curati senza chemioterapia e utilizzando al suo posto farmaci di nuova generazione. Lo studio che verrà portato avanti da Reni ha invece lo scopo di ottimizzare la selezione dei trattamenti nei pazienti anziani con un tumore metastatico del pancreas".  "Finanziare la ricerca indipendente – conclude l'esperta di Fondazione Veronesi – significa colmare una grande necessità, a tutto vantaggio dei pazienti, per dare risposte concrete e in tempi brevi alle esigenze delle persone con tumore".  
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Il ritorno di Harry e Meghan, il piano ‘spietato’ di William per affrontarli: cosa succede

(Adnkronos) – "Negare l'ossigeno a un fuoco significa che, col tempo, potrebbe spegnersi da solo. Ora sembra che il principe William abbia adottato questa strategia con suo fratello Harry. Il principe Harry e Meghan Markle saranno anche tornati in Gran Bretagna ufficialmente per trovare lavoro (o nuovo materiale per un libro), ma sospetto che anche scuotere l'attuale status quo reale fosse tra i loro obiettivi". Il corrispondente dell'Express Chris Riches, spiega così il silenzio dei Galles sul trasferimento del Duca e della Duchessa di Sussex nel Regno Unito. In un editoriale per il suo giornale, sostiene che "William e la principessa Catherine potrebbero continuare a tenere le loro carte coperte come in una partita di poker, e questo farebbe infuriare i Sussex".  "Un tempo, lo spensierato Harry incarnava lo spirito della nazione, dimostrando forza nelle avversità – ricorda Riches – Era il ragazzo che aveva superato la tragedia familiare per diventare un campione delle Forze Armate del nostro Paese. Era impertinente, ma serio nelle sue convinzioni. Dimostrava grande affetto verso suo fratello, sua cognata e suo padre. Sembrava addirittura mostrare grande affetto e accettazione nei confronti della matrigna. Poi ha scritto un libro di successo e ci ha detto cosa pensava veramente di tutti loro. Ma dal suo matrimonio con Meghan, e non sto attribuendo tutta la colpa a lei, Harry è decisamente cambiato, e non in meglio".  "Nel suo libro di memorie del 2023, 'Spare' – conclude il giornalista – appare amareggiato, persino vendicativo, nei passaggi inutilmente cattivi in cui prende di mira la regina Camilla, suo fratello William e soprattutto Catherine. Pertanto le affermazioni secondo cui il Principe e la Principessa del Galles avrebbero un piano per gestire Harry e Meghan semplicemente ignorandoli, daranno fastidio al Duca di Sussex più di ogni altra cosa. Una fonte ha dichiarato che William e Kate continueranno a 'ignorare' i Sussex, nonostante entrambi si trovino ora nel Regno Unito e praticamente a due passi da casa loro". 
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Caterina Balivo, l’appello contro le foto dei minori sui social: “Non fatelo”

(Adnkronos) – "Non mostrate i figli sui social". È l'appello lanciato da Caterina Balivo a La volta buona. La conduttrice del programma – in onda su Rai1 – ha voluto rivolgere un messaggio a tutti i genitori che scelgono di pubblicare sui social foto e contenuti dei propri figli.  A riaccendere il dibattito è stato un videomessaggio di Benedetta Rossi e del marito Marco Gentile che, dopo aver adottato due bambine, hanno deciso di non mostrarle sui social per tutelarne la privacy: "Le vogliamo proteggere, non giudichiamo chi lo fa. La nostra decisione è questa, il nostro buonsenso ci dice che è meglio non farlo", hanno detto i genitori.  Parole che hanno offerto a Caterina Balivo lo spunto per parlare della sovraesposizione dei minori sul web: "Sono delle persone e io sono convinta che chiederanno il conto ai genitori da grandi. Noi pubblicando i nostri figli sui social creiamo una carta d'identità digitale, che stiamo decidendo noi per loro. Ma chi siamo per farlo? Noi li abbiamo messi al mondo, dobbiamo proteggerli e farli crescere. Ma perché dobbiamo esporli e soprattutto farli diventare popolari. E se loro vogliono rimanere anonimi?", ha detto la padrona di casa facendo poi i complimenti alla food blogger per la scelta presa. In conclusione, ha ribadito l'importanza di questa scelta: "Dare un volto è togliere la privacy a tuo figlio, che è una persona. Non fatelo".  
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Inps, la proposta di Fava: “Mille euro all’anno per ogni nuovo nato”

(Adnkronos) – "Mille euro per ciascun nato all’anno. I dati li abbiamo, abbiamo fatto due conti: i nuovi nati sono 355mila e la spesa sarebbe vicino spesa ai 355 milioni, una cifra piccola per lo Stato ma per chi la riceve è enorme". E' la proposta lanciata dal presidente dell'Inps Gabriele Fava all'iniziativa "A tua difesa. Verso la finanziaria 2027", organizzata dalla Lega. "Una cifra enorme perché la differenza è tra una pensione dignitosa e una pensione povera domani". ll presidente dell’Inps rilancia così il Libretto di risparmio per i nuovi nati. Non un bonus, ma un investimento pubblico che accompagni la persona dalla nascita all’ingresso nel lavoro. L’ipotesi è quella di costruire uno strumento semplice e riconoscibile, alimentato dallo Stato fin dalla nascita e destinato a crescere nel tempo attraverso un meccanismo di capitalizzazione. "Per avere davvero la funzione di un salvadanaio previdenziale, il Libretto dovrebbe prevedere almeno mille euro l’anno da parte dello Stato per ogni nuovo nato. Non sarebbe un bonus che si esaurisce alla nascita. Sarebbe un impegno che lo Stato rinnoverebbe nel tempo e che accompagnerebbe la persona fino all’ingresso nel mondo del lavoro", afferma Fava. Questa proposta "porta con sé anche un altro fattore positivo, il tempo: 40 anni di capitalizzazione, – ha spiegato Fava – un vantaggio che chi inizia a 20 anni non avrà mai e avrà un vantaggio esponenziale, quindi per questo motivo non è e non sarà una spesa, una spesa sul bilancio pubblico, ma al contrario sarà un investimento, un investimento che riduce e ridurrà il costo delle pensioni povere domani". "Non vogliamo sostituire il primo pilastro pubblico. Vogliamo rafforzarlo per quelle generazioni che, tra discontinuità lavorativa, salari bassi e carriere frammentate, rischiano domani di avere pensioni troppo povere. La previdenza deve tornare a essere una politica che guarda avanti", sottolinea Fava. 
L’obiettivo sarebbe costruire nel tempo un capitale previdenziale personale che inizi a formarsi dalla nascita, sfruttando proprio la durata dell’investimento come elemento di protezione per il futuro. Alla misura per i nuovi nati dovrebbero inoltre affiancarsi interventi sul lavoro e sulle imprese. Secondo Fava, due leve sono particolarmente rilevanti. Premiare le imprese che creano occupazione regolare e stabile e costruire percorsi capaci di riportare in Italia i giovani che oggi lavorano all’estero. "Premialità significa riconoscere vantaggi concreti alle imprese che investono nel lavoro regolare e nella qualità dell’occupazione. Riportare i giovani in Italia significa invece offrire formazione, inserimento e una prospettiva di crescita professionale ed economica programmata. Non una promessa, – ha rimacato Fava – ma un percorso". La previdenza non può cominciare alla fine della vita lavorativa. Deve cominciare dal primo giorno. 
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Lupi ad AdnTalks: “A Milano fallimento Sala sotto gli occhi di tutti”. La replica: “Fallimento semmai è suo, non sarà mai sindaco né candidato”

(Adnkronos) – Botta e risposta tra Maurizio Lupi e il sindaco di Milano Giuseppe Sala, dopo le affermazioni sul primo cittadino del leader di Noi moderati all'AdnKronos, intervistato dal direttore Davide Desario per AdnTalks. L'operato di Beppe Sala a Milano, ha detto Lupi, "è sotto gli occhi di tutti. Quando la maggioranza chiede discontinuità all'azione del suo sindaco è una roba impressionante. Credo che il problema di Milano, che grazie a Dio ha le risorse e le energie al suo interno, sia sotto gli occhi di tutti. Non si è costruito un futuro, quale sarà la Milano del 2050, il tema della sicurezza è drammatico, l'urbanistica è paralizzata, per una mancanza di forte responsabilità secondo me, e l'altra cosa è che è Milano, una città che ha sempre accolto, oggi espelle, i nostri giovani a Milano non possono trovare una casa perché i prezzi sono invivibili. Ultimo fallimento è che Milano oggi non può più essere il suo territorio, la sua area municipale, ma la sfida doveva essere della grande Milano, della grande area metropolitana, e su questo è paradossale che la sinistra che ne ha sempre fatto una battaglia non l'abbia attuata". Commentando le parole del leader di Noi Moderati ad AdnTalks, Sala ha quindi replicato: "Il fallimento, semmai, è tutto suo. Lupi non solo non diventerà mai sindaco: non riesce nemmeno a candidarsi, perché non lo vuole neppure la sua coalizione".  "Ricordo – ha poi aggiunto Sala – che nel 2021 la sua lista a Milano ha preso 8.362 voti, l'1,9%. Difficile dare lezioni con questi numeri".  
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La mamma di Martina Carbonaro in aula con braccialetto elettronico: “Tucci trattato come figlio, non lo perdonerò mai”

(Adnkronos) – "Martina era bella come il sole, piena di vita. Io e mio marito da 15 mesi non viviamo più, non ci credo che non c'è più. Mi piacerebbe sapere da Tucci quali sono state le sue ultime parole e perché me l'ha uccisa. L'ho trattato come un figlio, ha ucciso mia figlia e ha pugnalato anche me. Non lo perdonerò mai". Sono le parole di Fiorenza Cossentino, mamma di Martina Carbonaro, la quattordicenne uccisa l'anno scorso a colpi di pietra dall'ex fidanzato reo confesso Alessio Tucci. La donna, colpita insieme al marito dal divieto di avvicinamento ai parenti dell’imputato, ha deposto oggi in tribunale con il braccialetto elettronico. "Dopo scuola, il 26 maggio, Martina mi disse che doveva uscire con la sua amica. Alle 19 le ho detto che era pronta la cena – ha raccontato -. Dopo 10 minuti l'ho chiamata di nuovo. Ho fatto mille chiamate. Fino alle 20.20 ho sentito Martina al telefono. Le chiesi se era con Alessio, perché anche se si lasciavano stavano sempre assieme. Sono scesa nei paraggi di casa mia, poi abbiamo preso l'auto e siamo andati dall'amica che ha confermato che era con Tucci. Poi siamo andati da Alessio e la madre ci disse che era appena uscito. Era in strada con un amico, erano le 21 circa. Non si è voluta fare accompagnare, è andata via in scooter con un ragazzo che indossava un cappello bianco. A quel punto siamo andati dai carabinieri. Erano le 21.30, ci siamo rimasti fino alle 3 del mattino". La mamma della 14enne, in Corte di Assise a Napoli, ha ripercorso le ultime ore di vita della figlia.
 "Siamo arrivati fino alla stazione di Napoli, abbiamo fatto vedere le foto di Martina, siamo passati anche vicino allo stadio Moccia. Alessio (Tucci, ndr) era a casa mia con il padre quando i carabinieri sono andati a prenderlo per portarlo in caserma. Il padre diceva che Martina era sicuramente in un casolare. Alessio era tranquillo, fece anche il caffè ai carabinieri. Il padre era un po' agitato. Lui mi disse 'vorrei sapere Martina dov'è'. Quando sono venuti i carabinieri, Tucci era interessato alla nuova password del telefonino di Martina. Hanno sequestrato le lettere che lui le scriveva. Solo all'una di notte ho capito che mia figlia era morta e ho pensato fosse stato Tucci". E ancora: "Martina voleva fare l'Alberghiero – ha poi detto la donna in aula – il suo sogno era aprirsi un ristorante. Bastava che ci guardavamo negli occhi. A volte l'ho sentita piangere, non mi ha mai detto perché si lasciavano". 
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Rome future week, il futuro della capitale parte dalla sua ‘Materia prima’

(Adnkronos) – Come cambieranno il lavoro e la formazione? Quale spazio avranno le nuove generazioni? Come evolveranno il cinema, la mobilità, l’abitare e il rapporto tra persone, imprese e città? Dal 21 al 27 settembre Rome future week torna con la sua quarta edizione, portando queste domande in tutta Roma attraverso centinaia di appuntamenti e una rete che mette insieme aziende, istituzioni, università, scuole, centri di ricerca, startup, professionisti, studenti e cittadinanza. A meno di due settimane dall’inizio della manifestazione, realizzata con il supporto di Eni e di Road-Rome advanced district in qualità di partner principali della manifestazione, il programma 2026 entra nel vivo attorno a 'Materia prima', il tema scelto per quest’anno: un invito a guardare alle persone, alle competenze, alle idee e alle relazioni da cui prendono forma le trasformazioni. Per sette giorni la città sarà attraversata da incontri e progetti dedicati al lavoro, alla formazione, al cinema, all’intelligenza artificiale, alla salute, alla sostenibilità, allo spazio, alla mobilità e ai nuovi modi di vivere e immaginare Roma. Il programma si articolerà attraverso undici Future hub, luoghi tematici pensati per osservare questi cambiamenti da prospettive diverse e mettere in relazione mondi, esperienze e competenze. Una dimensione diffusa e partecipata che negli anni ha costruito una community sempre più ampia: nelle prime tre edizioni Rome future week ha dato vita a 974 eventi, coinvolgendo oltre 75.000 partecipanti, 250 ambassador e 1.000 organizzatori. "Il punto non è provare a indovinare come sarà il futuro, ma capire con quali competenze, idee e relazioni lo stiamo già costruendo. Rome Future Week nasce proprio per mettere in contatto mondi diversi e trasformare questa energia in possibilità concrete per Roma e per chi la vive", dichiara Michele Franzese, founder di Rome Future Week. Tra i partner dell’edizione 2026 Sole 24 Ore Business School, Deep Blue, Nextchem, Banca d’Italia, Direzione Lavoro, Nhrg, Training Academy, IUL – Università Telematica degli Studi, Rai Cinema, Anica Academy, Lime e ADR – Aeroporti di Roma.  Tra i filoni centrali dell’edizione 2026 c’è il futuro del lavoro, affrontato attraverso l’evoluzione delle competenze, dei modelli organizzativi e del ruolo delle persone. Sole 24 Ore Business School aprirà le porte della propria sede romana con quattro appuntamenti tra cui l'open day, pensato per i neolaureati con un focus sull'innovazione. Verranno inoltre esplorati i nuovi significati del lavoro, della funzione People e del rapporto tra intelligenza umana e intelligenza artificiale. Anche Deep Blue contribuirà al confronto partecipando ai Future Hub Neura: Around AI e Celeste: Oltre le stelle, con interventi dedicati all’adozione responsabile dell’intelligenza artificiale, all’etica, ai fattori umani e al rapporto tra innovazione tecnologica e sicurezza. Sul versante delle competenze e dell’occupabilità, Direzione Lavoro, Nhrg e Training Academy porteranno una prospettiva concreta sull’orientamento, sulla formazione professionale, sull’incontro tra domanda e offerta di lavoro e sui nuovi fabbisogni delle imprese. Il dialogo tra innovazione e formazione sarà sostenuto anche da IUL – Università Telematica degli Studi, con un’attenzione particolare all’impatto dell’intelligenza artificiale e dell’EdTech sui modelli educativi. Come sottolinea Carlo Maria Medaglia, prorettore per la Terza Missione di IUL: "L’innovazione nel mondo dell’educazione non riguarda solo la tecnologia, ma la capacità di ripensare strumenti, competenze e modalità di apprendimento. Con la partecipazione a Rome future week, IUL porta al centro il confronto sul futuro dell’educazione e delle sue trasformazioni legate all’AI e all’EdTech. Mettere in dialogo università, scuola, ricerca e imprese è fondamentale per costruire un sistema formativo capace di accompagnare la crescita delle nuove generazioni".  Il 21 settembre, alla Casa del Cinema di Roma, debutterà Frame, il Future hub dedicato all’evoluzione del cinema e dell’audiovisivo. La giornata alternerà momenti istituzionali, proiezioni, workshop e incontri dedicati all’intelligenza artificiale generativa, alla virtual production, al montaggio, alla post-produzione e alle nuove professioni del settore. Al centro del programma anche i giovani autori attraverso Corti Futuri, il contest creativo di Rome future week pensato per offrire alle nuove generazioni non soltanto uno spazio di visibilità, ma occasioni concrete di confronto con professionisti, produttori e istituzioni. Tra i riconoscimenti previsti per Corti futuri figura anche la pubblicazione del cortometraggio vincitore su Rai Cinema Channel. Inoltre è stato istituito il premio speciale 'Miglior corto universitario' assegnato da una giuria del Rome future week tra i cortometraggi di Studenti in corto, il progetto di Rai Cinema dedicato alla valorizzazione dei giovani autori e dei linguaggi emergenti, realizzato in collaborazione con il mondo delle Università e scuole di cinema italiane. I progetti si inseriscono nel più ampio sistema di collaborazioni istituzionali della manifestazione, che vede la Regione Lazio nel ruolo di main partneristituzionale di Rome future week 2026, nell’ambito del Programma regionale Fesr Lazio 2021-2027. Alle nuove generazioni è dedicato anche Base Futuro, il progetto che porta Rome future week direttamente all’interno delle scuole romane, trasformandole in luoghi di confronto e partecipazione. Il percorso coinvolgerà sette istituti e almeno otto appuntamenti, con una partecipazione stimata di circa 20 classi, 700 studentesse e studenti e 65 docenti e membri del personale scolastico. L’obiettivo è rendere ragazze e ragazzi protagonisti dei cambiamenti in corso, valorizzando la scuola come luogo nel quale osservare ciò che accade, confrontare punti di vista e immaginare nuove possibilità.  Il programma attraverserà anche alcune delle grandi trasformazioni economiche e ambientali dei prossimi anni. Il 24 settembre Nextchem, la società del gruppo Maire dedicata alle Sustainable technology solutions, sarà protagonista dell'evento Planet & People, con un panel dedicato alle tecnologie e alle soluzioni di chimica verde che, in una prospettiva europea, supportano la decarbonizzazione dei sistemi energetici e industriali. Il 25 settembre, la Banca d’Italia parteciperà a Rome future week con un evento dedicato all’euro digitale e al futuro della moneta comune. Ad aprire l’evento sarà la vice direttrice generale Chiara Scotti. Seguiranno una presentazione del progetto e una tavola rotonda con i principali rappresentanti del mercato dei pagamenti. Temi diversi che restituiscono uno degli elementi caratterizzanti della manifestazione: mettere in relazione prospettive e competenze differenti per leggere da più punti di vista le trasformazioni che stanno attraversando economia e società. La quarta edizione si articolerà attraverso undici Future hub, luoghi tematici nei quali approfondire le trasformazioni che interessano lavoro, intelligenza artificiale, salute, cinema, formazione, spazio, mobilità, abitare, sostenibilità e nuove forme di impresa. Una dimensione diffusa che coinvolgerà numerose location della Capitale. Anche per l’edizione 2026 Lime sarà Mobility Partner della manifestazione, contribuendo a facilitare gli spostamenti dei partecipanti tra le diverse sedi. Enrico Stefàno, deputy regional head-Italy, dichiara: "Siamo orgogliosi di supportare ancora una volta Rome Future Week in qualità di mobility partner, facilitando gli spostamenti dei partecipanti tra le diverse location. Eventi come questo sono fondamentali per promuovere un confronto concreto sui temi che stanno trasformando le nostre città, e siamo felici di contribuire a rendere più semplice per le persone partecipare, incontrarsi e condividere idee". Alla rete dei partner della manifestazione si aggiunge inoltre ADR – Aeroporti di Roma. Rome future week 2026 è realizzata in collaborazione con l’assessorato alle Attività Produttive, alle Pari Opportunità e all’Attrazione Investimenti di Roma Capitale. Valeria Baglio, assessora alle Attività produttive, alle Pari opportunità e all’Attrazione degli investimenti, dichiara: "Rome future week sorprende ogni anno per la capacità di far diventare la Capitale un vero hub dell’innovazione. Sarà ancora una volta un evento diffuso e aperto a tutte e tutti, con decine di appuntamenti, incontri e dibattiti capaci di trasformare ogni luogo della città, scuole, Università, musei, piazze, la Casa delle tecnologie emergenti di Roma, in un unico grande vivaio ricco di idee, creatività e talento al servizio delle persone e della città. Un vivaio in cui giovani, start up e imprese, grazie a Rome future week, potranno ancora una volta acquisire spazio, visibilità e attrarre nuovi investimenti. E' un invito a scoprire e partecipare attivamente, per confermare e ampliare il successo delle scorse edizioni, e soprattutto per testimoniare che protagoniste dell'innovazione e della tecnologia sono e saranno sempre le persone e le relazioni umane, vero patrimonio del futuro e del cambiamento".  
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America’s Cup, sogni ed emozioni della Scuola Vela Mascalzone Latino: “Questo sport è un sogno”

(Adnkronos) –
“Questo sport è un sogno. È tutto troppo bello”. E ancora: “Per me la vela è tutto”. Sono le voci, le emozioni e i sogni dei ragazzi della Scuola Vela Mascalzone Latino di Napoli, protagonisti di un video emozionale diffuso sui canali ufficiali di Sport e Salute, soggetto attuatore dell’America’s Cup 2027 incaricato dal Governo italiano. Parole semplici. Ma dentro quelle parole c’è tutto il significato dello sport quando diventa un’opportunità. C’è la scoperta di un mondo nuovo. C’è la voglia di imparare. C’è la fiducia di poter andare oltre. Alla Scuola Vela Mascalzone Latino, ragazzi a partire dai sei anni, molti dei quali provenienti da contesti di disagio economico e sociale, imparano ad andare in barca. Ma soprattutto imparano a stare insieme, a rispettare le regole, ad assumersi responsabilità, ad affrontare le difficoltà, a governare una barca. E, insieme, a governare la propria rotta. È questo il valore dello sport quando diventa educazione. La Scuola Vela Mascalzone Latino, nata nel 2007 da un’idea di Vincenzo Onorato, fondatore e presidente della scuola, rappresenta da anni un’esperienza concreta di questa visione: il mare come spazio educativo, la vela come strumento di crescita, disciplina, autonomia e fiducia. Oggi quella visione può diventare una rotta nazionale. L’accessibilità alla vela e la vela per tutti sono infatti tra gli obiettivi della legacy del Governo italiano legata all’America’s Cup 2027.  A maggio, a Cagliari, Sport e Salute e Federazione Italiana Vela hanno firmato un protocollo d’intesa per avvicinare sempre più giovani, scuole e famiglie alla cultura del mare. Perché se l’America’s Cup porta in Italia il più grande spettacolo della vela, la sua eredità più importante può essere un’altra: portare la vela alle persone. Anche a chi il mare non ce l’ha. A Caivano, al Parco Sportivo Pino Daniele, durante l’Illumina Camp, oltre 350 bambini hanno potuto provare la vela in piscina. Per qualche ora, il mare è arrivato dove il mare non c’è. E quella che sembrava una distanza è diventata una possibilità. Quei bambini presto proveranno l’esperienza di regatare in mare. Perché rendere lo sport davvero di tutti significa anche questo: dare a ciascuno la possibilità di scegliere la propria rotta. 
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Guerra Usa-Iran, Netanyahu: “Vicini a rovesciare il regime, Teheran è sull’orlo del collasso”

(Adnkronos) – L'Iran è sull'orlo del collasso. A sostenerlo è il primo ministro israeliano Benjamin
Netanyahu durante una visita alle truppe israeliane sul Monte Hermon, nel sud della Siria con il ministro della Difesa, Israel Katz, mentre i combattimenti nella guerra in Medio Oriente, giunta al sesto mese, si intensificano. "C'è ancora del lavoro da fare: il compito principale è rovesciare il regime terroristico in Iran. Siamo molto vicini a questo obiettivo. Sappiamo che alla fine l'intero asse crollerà", ha affermato ancora Netanyah. "Non permetteremo a nessun esercito terrorista di stabilirsi lungo il nostro confine", ha continuato, aggiugendo: "E' uno dei più grandi successi che abbiamo raggiunto nella Guerra di Rinascita", usando il termine che ha coniato per la guerra multifront che ha seguito gli attacchi di Hamas del 7 ottobre 2023, come riporta The Times of Israel. Poco prima i Guardiani della rivoluzione hanno elencato una serie di condizioni grazie alle quali la crisi con gli USA potrebbe finire. "Se il nemico vuole porre fine a questa situazione, deve porre fine del tutto a questa guerra, evitare nuove minacce, far ritirare le forze israeliane dal confine con il Libano, porre fine al blocco dello Yemen, rilasciare i 24 miliardi di dollari di asset iraniani congelati ed evitare interferenze nelle capacità nucleari e missilistiche di Teheran", ha spiegato il portavoce dei Guardiani, Hossein Mohebi, citato dall'agenzia Fars. Ma intanto la tensione tra le parti resta alta. Sempre i Pasdaran hanno annunciato una nuova "zona vietata" alla navigazione. "Inizia approssimativamente in direzione di Chabahar, comprendendo una parte del Golfo di Oman e un'altra parte del Mar Arabico… Se una nave entra in quell'area senza coordinarsi con noi, sarà soggetta alle nostre sanzioni", ha sottolineato alla televisione di Stato il portavoce dei Guardiani della rivoluzione iraniana, Hossein Mohebi. 
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Mostra Venezia, Inail: “Con ‘Percorsi di cioccolato’ reinserimento sociale donne passa da dolcezza”

(Adnkronos) – Un laboratorio artigianale, storie di resilienza e un percorso di rinascita dopo l’infortunio sul lavoro. Il cortometraggio 'Percorsi di cioccolato', nato da un’iniziativa della Direzione regionale Inail Veneto, approda in laguna per raccontare il valore dell’inclusione, dell’autonomia e del reinserimento sociale delle donne assistite dall’Istituto. E' stato presentato oggi, nello spazio eventi della Regione Veneto e Veneto film commission alla Mostra internazionale d’arte cinematografica di Venezia, il cortometraggio 'Percorsi di cioccolato', realizzato dalla Direzione regionale Veneto in collaborazione con la Direzione centrale pianificazione e comunicazione dell’Istituto per raccontare l’attività dell’impresa sociale Nina Kakaw. Il video segue un’esperienza di reinserimento rivolta a donne che hanno subito un infortunio sul lavoro, offrendo uno sguardo autentico su un percorso fatto di apprendimento, condivisione e recupero della fiducia nelle proprie capacità. Al centro del racconto c’è la cioccolateria sociale artigianale Nina Kakaw di Belluno, realtà nata con l’obiettivo di creare opportunità di formazione e inserimento lavorativo per donne in situazioni di fragilità socio-economica con la costituzione di una nuova filiera che connette l’Italia, dove avviene la lavorazione del prodotto, e l’Amazzonia ecuadoriana, da cui proviene la materia prima. A Belluno le partecipanti al progetto hanno preso parte, tra gennaio e aprile, a dieci incontri dedicati alla lavorazione del cioccolato, entrando in contatto con un ambiente creativo e stimolante che ha permesso loro di acquisire nuove competenze, rafforzare l’autostima, costruire relazioni significative e trasformare così la propria esperienza in un esempio utile a tutti gli infortunati che dovessero trovarsi in simili difficoltà. Il percorso si è concluso con la realizzazione di barrette di cioccolato prodotte e decorate dalle stesse partecipanti, confezionate con il logo “Inail”, simbolo concreto del cammino intrapreso. 'Percorsi di cioccolato' nasce nell’ambito di 'Ricomincio da me', un’iniziativa sviluppata dalla Direzione regionale Inail Veneto per approfondire, grazie a un questionario online, i bisogni e i desideri delle donne che hanno vissuto un infortunio sul lavoro o una malattia professionale e favorire in modo più calibrato i loro percorsi di reinserimento sociale e lavorativo. Originato dalla necessità di migliorare il coinvolgimento delle donne nei percorsi di reinserimento sociale e lavorativo proposti dall’Inail in linea con le aspettative di ciascuna, 'Ricomincio da me' ha consentito di identificare con maggiore precisione le esigenze e i desideri delle assistite e proseguirà con lo sviluppo di nuove iniziative su tutto il territorio nazionale, con l'obiettivo di rendere i servizi dell’Istituto sempre più prossimi ai bisogni delle persone. “Il progetto -ha dichiarato il direttore generale Inail Marcello Fiori, intervenuto all’evento – punta a valorizzare in modo innovativo passioni, interessi e desideri personali delle assistite, con attività capaci di promuovere una partecipazione di tipo mirato, in cui si valorizzano le attitudini, massimizzando il benessere e partendo dalle qualità individuali. E' questa la finalità che deve avere il reinserimento lavorativo, che ha successo se personalizzato sulle inclinazioni e le capacità delle persone”. La presentazione a Venezia è un importante riconoscimento per un’esperienza che testimonia come la presa in carico della persona possa andare oltre il sostegno sanitario e professionale, diventando occasione di crescita, relazione e riscoperta di sé. Un messaggio universale che il cortometraggio affida alla forza delle immagini e delle voci delle protagoniste. 
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