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Temptation Island, Filippo Bisciglia insultato (di nuovo) dopo la puntata: cosa è successo

(Adnkronos) –
Filippo Bisciglia è stato nuovamente attaccato sui social dopo la puntata speciale di Temptation Island, andata in onda lunedì 7 settembre su Canale 5. Il conduttore del docu-reality ha ricevuto diversi commenti negativi da parte dei telespettatori, che lo hanno accusato di aver preso le parti di Sabrina durante il confronto con l'ex fidanzato Giovanni.  "Filippo ti adoro, ma l'anno prossimo non difendere più le donne come Sabrina o Soraya perché perdi parecchi punti", ha scritto un utente sotto l'ultimo post condiviso dal conduttore. "Voglio vedere come si comporta Filippo lunedì prossimo con la sua protetta Soraya", si legge in un altro commento.    Il riferimento è anche al confronto tra Soraya e Cristian, andato in onda nel corso dell'ultima puntata di luglio. Durante il quale la discussione si era fatta particolarmente accesa, tanto da spingere Bisciglia a intervenire. Il conduttore aveva preso le parti di Soraya, un atteggiamento che aveva fatto discutere il pubblico. I telespettatori infatti avevano considerato quella difesa immotivata, considerando il percorso discutibile della giovane nel docu-reality di Canale 5.  Nella puntata speciale, invece, Bisciglia ha mostrato vicinanza a Sabrina, abbracciandola dopo il confronto con Giovanni. Il conduttore aveva inoltre rimproverato l'ex fidanzato per essersi agitato dopo che Sabrina gli aveva mostrato alcune prove che confermano una sua infedeltà in passato.  
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Venezia 83, con Martina Ferragamo ‘un passo alla volta’ tra memoria e futuro

(Adnkronos) – Come si trova la propria strada quando il passato sembra averne già indicata una? E' da questa domanda che nasce "Un passo alla volta", il cortometraggio scritto da Martina Ferragamo e Simone Coppo, diretto da Coppo, prodotto da Image Hunters e presentato da Ferragamo. Il film debutta questa sera al Teatro La Fenice di Venezia, nell’ambito dell’83/a Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica. Nel cast, accanto a Martina Ferragamo, Margherita Buy, Francesco Colella e Francesco Centorame. La storia parte da una situazione apparentemente semplice: Martina, attrice, arriva su un set per girare un film dedicato alla propria famiglia, quella che ha nel nonno, Salvatore Ferragamo (1898-1960), il 'ciabattino delle stelle' di Hollywood, il suo patriarca. Ma mentre le riprese procedono, il confine tra realtà e finzione comincia a farsi sempre più sottile. I ricordi affiorano, il passato entra nel presente e il set diventa lo spazio nel quale la protagonista è costretta a confrontarsi con la storia da cui proviene. Il cortometraggio si muove così tra dimensione reale e onirica e costruisce un racconto nel quale cinema e memoria finiscono per sovrapporsi. Martina non è soltanto l'attrice che interpreta una storia familiare: è anche parte di quella storia. A rendere ancora più forte questo cortocircuito è la scelta di affidarle il ruolo di Wanda Miletti Ferragamo, sua nonna. La figura di Wanda si intreccia inevitabilmente con quella di Salvatore Ferragamo, fondatore della maison e protagonista di una vicenda che ha attraversato anche il mondo del cinema. Il rapporto con Hollywood rappresenta infatti uno dei capitoli più conosciuti della sua storia: negli anni Venti Ferragamo si trasferì negli Stati Uniti e lavorò a Hollywood, dove entrò in contatto con l'industria cinematografica e realizzò calzature per numerose star. Il cortometraggio guarda però a quella vicenda da una prospettiva diversa, concentrandosi sul modo in cui una storia così importante viene raccolta dalle generazioni successive. Wanda Miletti Ferragamo, moglie di Salvatore, ebbe un ruolo centrale nella continuità dell'azienda dopo la morte del marito e contribuì alla crescita e alla trasformazione della maison. Nel film, la sua figura diventa anche il simbolo di un passaggio tra generazioni e di una capacità di costruire il futuro a partire da ciò che si è ricevuto. Per Martina, interpretare Wanda significa quindi confrontarsi con una presenza familiare e con una figura che appartiene contemporaneamente alla dimensione privata e alla storia pubblica della famiglia. Il cinema diventa lo strumento attraverso il quale osservare quella distanza e, allo stesso tempo, provare ad accorciarla. Martina Ferragamo, 28 anni, è la più giovane dei quattro figli del presidente della Maison Salvatore Ferragamo, Leonardo Ferragamo, e di Maria Beatrice Garagnani. Il gioco tra realtà e finzione riguarda anche gli altri personaggi. Margherita Buy interpreta la regista del film nel film, mentre Francesco Colella veste i panni di Claudio e Matteo e Francesco Centorame interpreta Salvatore. Una struttura narrativa che moltiplica i punti di vista e accompagna la protagonista in un percorso nel quale ciò che viene rappresentato sul set finisce per avere conseguenze anche sul piano personale. "Un passo alla volta" affronta così un tema che supera i confini della storia dei Ferragamo. Al centro c'è il rapporto con ciò che si eredita: un nome, una famiglia, una tradizione, un talento, ma anche aspettative e responsabilità. La domanda non è soltanto cosa riceviamo da chi ci ha preceduto, ma cosa decidiamo di farne. Il film si interroga proprio su questo passaggio. Ricevere un'eredità non significa necessariamente accettare una strada già definita. Può significare, al contrario, trovare il modo di confrontarsi con quella storia, riconoscerne il valore e allo stesso tempo trasformarla in qualcosa di personale. È una riflessione che nel percorso di Martina assume un significato particolare. La sua attività nel cinema e nel teatro si affianca infatti alla storia familiare e alla notorietà del nome che porta. Formata al Lee Strasberg Theatre & Film Institute di New York, l'attrice ha costruito un percorso professionale tra cinema e teatro, prendendo parte, tra gli altri, a "Romantiche", "6 minuti per farla innamorare" ed "Eh", diretto proprio da Simone Coppo. La collaborazione tra Ferragamo e Coppo, che sono anche una coppia nella vita privata, prosegue dunque con un progetto nel quale esperienza artistica e dimensione personale si incontrano. Il film diventa un'occasione per interrogare anche il significato del lavoro dell'attrice: interpretare un personaggio significa entrare nella storia di qualcun altro, ma in questo caso quella storia appartiene alla stessa interprete. Anche la musica contribuisce alla costruzione di questa atmosfera sospesa. La colonna sonora originale è firmata da Matteo Buzzanca e accompagna il percorso della protagonista tra passato, presente e immaginazione. La musica diventa così parte del racconto e sottolinea il passaggio da una dimensione temporale all'altra. Il risultato è un cortometraggio che utilizza una storia familiare molto riconoscibile per affrontare una questione più universale. Cosa significa appartenere a una storia che ci precede? Quanto di quella storia siamo chiamati a conservare e quanto, invece, possiamo riscrivere? E soprattutto, come si costruisce una propria identità quando il punto di partenza è già così definito? Il titolo "Un passo alla volta" riassume questa ricerca. In un tempo nel quale la velocità sembra essere diventata una misura del successo e nel quale tutto appare orientato verso il risultato immediato, il film sceglie di concentrarsi sul momento precedente alla meta: quello della scelta, dell'ascolto e della consapevolezza. Il passato non viene quindi presentato come qualcosa da abbandonare, ma come una parte della propria storia con cui fare i conti. L'eredità può diventare un vincolo, ma anche una possibilità. Dipende da come la si guarda e da cosa si decide di farne. A Venezia, attraverso la storia di Martina e il confronto con la figura di Wanda, il cortometraggio racconta proprio questo passaggio: il momento in cui una storia ricevuta smette di essere soltanto un'eredità e comincia a diventare una scelta personale. Non una fuga dal passato, ma un modo diverso di attraversarlo per poter guardare avanti. Un passo alla volta. "Questo cortometraggio – dichiara Martina Ferragamo all'Adnkronos – rappresenta per me qualcosa di molto intimo e personale. Attraverso il cinema, che è una mia scelta e la mia strada, ho cercato di trasformare una storia profondamente legata alle mie radici in qualcosa di universale, che potesse appartenere anche agli altri. È stato un modo per raccontare la mia famiglia attraverso qualcosa che sento profondamente mio: la recitazione. E sono molto felice di poter condividere questo progetto con il pubblico". "In questo film mi sono confrontata con due personaggi: da una parte interpreto me stessa all’interno di un contesto cinematografico, dall’altra mia nonna Wanda quando era giovane. Attraverso la recitazione sono quindi entrata in contatto con figure molto vicine alla mia storia personale. Ora sono curiosa di scoprire quanto lontano da me potrà portarmi un personaggio completamente diverso", ha aggiunto. Sul futuro, Ferragamo anticipa: "Ci sono diversi progetti in cantiere che realizzeremo in autunno. Sono molto curiosa di vedere come proseguirà questo percorso". E la presenza a Venezia? "La Mostra del Cinema – spiega – è qualcosa a cui ambisco fin da quando ero piccola. È bellissimo essere qui con questo progetto, in un luogo in cui si incontra quella che considero la nostra tribù del cinema e in cui c'è un forte contatto con il pubblico. Il pubblico è una parte fondamentale del cinema, perché è quello che, ogni volta, completa l'opera cinematografica". (di Paolo Martini) 
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Caro energia, Marangoni: “Gas a 80 euro livello preoccupante, Governo agisca sulle accise”

(Adnkronos) – "Il caro energia preoccupa ma non deve allarmare. In altri momenti avremmo visto livelli decisamente più alti". Così Alessandro Marangoni ad Adnkronos spiega gli effetti dei nuovi rialzi dei prezzi del gas e del petrolio. "Nell’immediato, con margini di bilancio limitati – ha proseguito il Governo può intervenire sulle accise dei carburantima sul piano strutturale, invece, la priorità deve essere accelerare la transizione energetica per ridurre la dipendenza dall’estero e dai combustibili fossili". "Il nucleare è una soluzione di medio-lungo periodo – ha aggiunto – ma non una risposta all’emergenza attuale". 
Petrolio sopra i 100 dollari e gas europeo intorno ai 78. È una fiammata legata alla geopolitica o siamo all’inizio di una nuova fase?
 “Non c’è dubbio che i fattori geopolitici siano in questo momento particolarmente rilevanti. Lo vediamo nella volatilità dei prezzi e nell’andamento di petrolio e gas negli ultimi mesi, che ha seguito le notizie sulla possibilità che si aprissero o si chiudessero i rubinetti dal Golfo. Non credo però che siamo di fronte a un momento di svolta: probabilmente è un altro degli “up and down” che abbiamo già visto in questi mesi. E non dimentichiamo che, rispetto ai picchi straordinari della crisi petrolifera degli anni Settanta, siamo ancora su prezzi relativamente contenuti”. 
Qual è il livello dei prezzi che dovrebbe iniziare a preoccuparla?
 “Siamo vicini. Cento dollari al barile non sono pochi: storicamente l’economia europea riesce a sopportare livelli nell’ordine dei 70-80 dollari. Ma per l’Italia a preoccupare soprattutto è il gas, che sta viaggiando pericolosamente di nuovo verso gli 80 euro per megawattora. È un livello veramente preoccupante per le imprese”. 
Quanto è esposta l’Italia rispetto agli altri grandi Paesi europei?
 “L’esposizione italiana è significativa. Non tanto per il petrolio, perché, salvo qualche eccezione, gran parte dei Paesi europei dipende dalle importazioni, quanto ancora una volta per il gas. Alcuni Paesi europei dispongono di maggiori risorse, mentre noi dipendiamo fortemente dal gas sia per la competitività del sistema industriale sia per le bollette dei cittadini”. 
Quali sono i settori più a rischio in questo momento?
 “Sicuramente la generazione elettrica, che nel nostro Paese dipende pesantemente dal gas. Pensiamo che circa il 70% delle ore di mercato faccia prezzo sul gas, contro poco più della metà in altri Paesi come la Spagna. Al di là dei luoghi comuni, più che alle imprese energivore, che comunque dispongono di misure specifiche, penso soprattutto alle piccole e medie imprese che operano in settori non considerati energivori in senso stretto, ma nei quali il costo dell’energia ha comunque un peso rilevante. Non dimentichiamo, inoltre, che tutto questo incide pesantemente sul costo dei trasporti e quindi, a cascata, su tutti i settori e sui prezzi dei prodotti”. 
Con risorse pubbliche limitate, dove dovrebbe concentrarsi l’intervento del Governo: sulle bollette delle famiglie, sul sostegno alle imprese o sugli investimenti per ridurre strutturalmente il costo dell’energia?
 “Il Governo italiano, purtroppo, per ragioni di equilibrio di bilancio ha spazi di manovra molto limitati. Vista la situazione dei prezzi e il quadro del mercato della raffinazione, è giusto concentrarsi sulle accise dei carburanti, anche considerando che una parte delle risorse può essere recuperata attraverso l’Iva”. 
E sul piano strutturale quale dovrebbe essere la priorità?
 “Più in generale il Governo dovrebbe dedicare non soltanto risorse, ma anche sforzi normativi e politici ad accelerare la transizione energetica. È l’unica strada per ridurre strutturalmente la dipendenza energetica dall’estero e dai combustibili fossili”. 
Questa crisi può accelerare la transizione verso le rinnovabili oppure c’è il rischio che, nell’emergenza, tornino in primo piano gas, carbone e fonti tradizionali?
 “Credo sia fondamentale accelerare sulla transizione. Risorse come il carbone sono state correttamente mantenute come backup, ma come extrema ratio rispetto a eventuali situazioni di carenza. Oggi, però, il problema non è tanto il rischio di una mancanza degli approvvigionamenti quanto il rischio legato ai prezzi. Gas e petrolio non scarseggiano in senso stretto, ma i loro costi sono sempre più elevati. Quindi bisogna accelerare sulla transizione e, nell’immediato, prevedere alcune misure tampone, come quelle sui carburanti”. 
Quale ruolo potrebbe avere il nucleare?
 “Il nucleare, se la tecnologia si svilupperà nella direzione auspicata, può rappresentare una soluzione strutturale, ma di medio-lungo periodo. Si parla di arrivare a impianti di nuova generazione allo stadio commerciale tra una decina d’anni. Da qui ad allora potremmo anche essere tornati ad avere il petrolio a 20 dollari e il gas a 20 euro: non possiamo saperlo. Può quindi essere una soluzione tecnologica interessante, ma non una risposta all’emergenza attuale”.  
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Lorena Isceri, folla ai funerali a Squinzano: “Qui per prenderci un pezzo del dolore di questa famiglia”

(Adnkronos) – E' gremita la chiesa Maria Regina di Squinzano (Lecce) dove alle 17 di oggi sono cominciati i funerali di Lorena Isceri, la 45enne morta dopo essere stata lanciata da un viadotto dell'A1 all'altezza di Barberino del Mugello dall'ex fidanzato Federico Vella, 36 anni, che poi si è suicidato.  Presenti circa 40 sindaci, il presidente della Provincia di Lecce Fabio Tarantino. In rappresentanza della Regione Puglia interverrà il consigliere regionale Stefano Minerva. Fuori molti cittadini seguono la cerimonia attraverso un maxischermo. 'Siamo qui, siamo in tanti. Non soltanto perché conoscevamo Lorena, perché le volevamo bene perché siamo suoi amici, parenti, conoscenti. Siamo qui anche perché vorremmo se fosse possibile prenderci un pezzo del dolore di questa famiglia'', ha detto il parroco don Vanni Bisconti, durante l'omelia per i funerali di Lorena Isceri. ''Vorremmo togliere almeno una parte di quella sofferenza a mamma a papà a suo fratello – ha aggiunto – Vorremmo potervi dire non siete soli. Questo dolore non dovete portarlo tutto da soli. Lo sappiamo nessun dolore e nessuna persona può togliere a un padre o una madre il dolore per la perdita di un figlio di una figlia. Nessuno può riempire questo vuoto che non possiamo stargli accanto. Possiamo piangere insieme. Possiamo pregare insieme. e facciamo almeno nostra un poco questa vostra immensa straziante sofferenza. Questo significa essere comunità''. "In questo momento il silenzio è il modo più giusto per esprimere cordoglio, affetto e vicinanza alla famiglia. Lorena è una ferita aperta che non si rimarginerà mai nei cuori della nostra comunità e di tutta Italia", ha detto il sindaco di Squinzano, Mario Pede, parlando con i giornalisti davanti alla chiesa 'Maria Regina'. La città, addobbata con nastri, lenzuoli e palloncini rossi, sta facendo sentire la sua vicinanza alla famiglia, il padre Franco Isceri, la mamma Antonietta Argentiero e il fratello Danilo. Oltre al lutto cittadino proclamato dal sindaco per la giornata di oggi, è stata prevista una fiaccolata per venerdì sera. Verranno anche illuminati di rosso due palazzi fino alla fine di settembre: Palazzo dell'Orologio e Palazzo Cleopazzo. "È stato un un momento in cui Squinzano – ha aggiunto Pede – si è vista unita nel dolore e lo testimoniano sia gli addobbi che i momenti di vicinanza organizzati in questi giorni per la famiglia e per Lorena e anche tantissimi volontari che io ringrazio non solo della Protezione civile, ma anche di associazioni e di semplici cittadini che si sono messi a disposizione anche per dare una mano in occasione del rito funebre, perché come potete immaginare per noi andare a gestire il flusso che si prevede non è semplice. Vedere che c'è tanta buona volontà e tanto affetto da parte di tantissimi nostri concittadini in qualche modo scalda il cuore in questo momento così drammatico". ''Negli ultimi giorni aveva paura. È stato tutto veloce, negli ultimi giorni di agosto, nell'ultimo mese, nelle ultime settimane. Non c'era prima un pericolo, che noi sappiamo. Se ci fosse stato questo pericolo, avremmo fatto tutto quello che avremmo potuto''. Così ai cronisti Francesca Pasimena, cugina di Lorena Isceri con cui era molto legata, giunta nella chiesa per l'ultimo saluto. ''È successo tutto negli ultimi giorni – ha aggiunto – non stiamo parlando di una persona che ha subito per mesi e per anni violenze, questo ve lo garantisco perché mia cugina la conosco bene, è una persona che pretende rispetto e te lo dice, quindi non stiamo parlando di una persona che cova e si chiude. Ricordiamola bene Lorena, per quello che è, non diamo notizie che non la rispecchiano''. 
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Inter, Martinez si scusa dopo l’errore con il Real Madrid: “Responsabilità mia, sbagliare aiuta a crescere”

(Adnkronos) – "Non c’e nessun percorso che non venga accompagnato di cadute e di errori, tanto nel calcio come nella vita. Riprendersi in un momento di difficoltà come quello di ieri ti costruisce una personalità forte, che serve per difendere questi colori". Josep Martinez, portiere dell'Inter, affida ai social le sue scuse per il brutto errore nella partita di Champions League contro il Real Madrid, costata ai nerazzurri il momentaneo 2-0 segnato da Valverde. "Mi prendo la responsabilità del mio errore nel secondo gol – ha spiegato l'estremo difensore spagnolo – non possiamo concedere due gol in quel modo quando affronti una squadra come il Real Madrid che non perdona gli errori. Siamo tutti dispiaciuti, credo che la squadra ieri abbia fatto una grande prestazione e meritava portare qualcosa di positivo a Milano". Dopo il ko contro i Blancos per 2-1, Martinez ha concluso: "Si impara, si cresce, si cerca di migliorare e si guarda in avanti. Ma sempre insieme e uniti. Forza inter".  
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11 settembre, dai documenti sull’aria tossica ai dati dei vigili del fuoco: l’impatto sulla salute 25 anni dopo

(Adnkronos) – A 25 anni esatti dagli attentati dell'11 settembre 2001, che provocarono il crollo delle Torri Gemelle e migliaia di vittime lasciando la città di New York e il mondo intero sotto shock, uno dei temi che stanno facendo più discutere alla vigilia delle celebrazioni riguarda le gravi conseguenze sulla salute della popolazione e degli operatori che furono in prima linea nei soccorsi. Un doloroso capitolo che ha aggiunto negli anni un ulteriore carico al tributo pagato dalla Grande Mela. Le immagini del giorno degli attentati sono un efficace promemoria: diversi video immortalarono l'impressionante nube di polveri e detriti provocata dai crolli al World Trade Center che investì letteralmente l'area di Lower Manhattan. Cosa resta dell'inferno di Ground Zero lo documentano per esempio i report su 25 anni di monitoraggio medico, trattamento e ricerca, condotti nell'ambito del Programma sanitario dei vigili del fuoco di New York per inquadrare gli effetti a lungo termine sulla salute degli operatori a seguito degli eventi dell'11 settembre e delle operazioni di soccorso e recupero in quel che restava del World Trade Center.  Ma punta ad andare ancora più a fondo l''operazione verità' lanciata dal sindaco di Nyc, Zohran Kwane Mamdani, che ha varato un portale online nel quale sono state rilasciate oltre 170mila pagine di documenti (e gradualmente ne verranno aggiunte altre). Secondo quanto riferito dalle autorità cittadine – riporta la 'Cnn' – i documenti, finora mai resi noti, facevano parte di un insieme di 68 scatole custodite in un ufficio del governo cittadino, scoperte lo scorso anno. "Per anni, i newyorkesi hanno chiesto di poter accedere ai documenti della città riguardanti le conseguenze a lungo termine sulla salute causate dai terribili attacchi dell'11 settembre. Per anni, le loro richieste sono state negate e ignorate. Tutto questo finisce oggi", ha annunciato Mamdani via X. "Questi documenti dimostrano ciò che le famiglie e i soccorritori sanno da tempo: l'amministrazione comunale era a conoscenza della pericolosità delle condizioni intorno a Ground Zero, eppure ha mentito ai newyorkesi", ha attaccato il sindaco. "Sono morte più persone a causa di malattie correlate all'11 settembre di quante ne siano state uccise il giorno stesso. Mentre celebriamo il 25esimo anniversario, il nostro impegno a non dimenticare mai non vacillerà". Dai documenti, secondo i media Usa, traspare che i funzionari della Grande Mela rassicurarono i residenti e i soccorritori sulla sicurezza dell'aria, nonostante le contraddizioni emerse dai loro stessi dati interni.  
Negli anni successivi – si legge nell'introduzione al portale che raccoglie le carte – migliaia di altre persone si sono ammalate gravemente, spesso mortalmente, a causa di tossine e detriti, sebbene la vera portata dell'impatto degli attacchi non sia ancora stata pienamente compresa". Nelle pieghe dei documenti si nascondono evidenze dei rischi a cui tanti residenti potrebbero essere stati esposti. Gli scambi di comunicazioni fra soggetti diversi sembrano suggerire che i funzionari possano aver tratto in inganno il pubblico nascondendo informazioni sui livelli pericolosi di amianto nell'aria, insabbiando una grave contaminazione da piombo presso la sede del Dipartimento dei Trasporti e scoraggiando l'uso di respiratori tra i soccorritori, si legge sulla Cnn. In alcuni passaggi si citano i "gravi e persistenti problemi di salute" sviluppati da molti residenti e lavoratori, tra cui epistassi croniche, eruzioni cutanee, mal di testa, asma di recente insorgenza e tosse, a causa dell'inalazione di "polvere altamente alcalina e caustica". Si sarebbe dunque minimizzato l'impatto delle polveri. E nella carte resta traccia anche di una ricerca di scienziati dell'University of California Davis, secondo cui l'aria conteneva "concentrazioni allarmanti" di particolato ultrafine in grado di penetrare e "depositarsi in profondità nei polmoni". Secondo il Memoriale dell'11 settembre, su almeno 140mila persone provenienti da tutti i 50 stati Usa iscritte al Programma sanitario del World Trade Center, a 49mila è stato diagnosticato un tumore certificato come correlato al Wtc. Sempre su questo fronte, ci sono i dati sui vigili del fuoco che operarono a Ground Zero, per i quali uno studio mostrò tassi elevati di cancro.  Nel report sull'impatto sanitario a 25 anni dai fatti tragici del World Trade Center, diffuso nei giorni scorsi da Mamdani e dal commissario del Dipartimento dei Vigili del fuoco di New York (Fdny) Lillian Bonsignore, e prodotto dal Fdny World Trade Center Health Program (Wtchp), si illustrano i dati del monitoraggio su vigili del fuoco, paramedici, ufficiali, civili, pensionati e altri membri del Fdny intervenuti al World Trade Center e partecipanti alle operazioni di soccorso e recupero. I risultati – si spiega in una nota – sottolineano l'importanza di un monitoraggio sanitario precoce e continuo, unitamente a un'assistenza integrata per le condizioni di salute mentale e fisica correlate all'esposizione.  
Cosa dice il report sulle conseguenze a lungo termine di quel disastro? Segnala ad esempio che 10.562 membri del programma hanno la certificazione di almeno una patologia fisica, tra cui malattie delle basse vie respiratorie, malattie delle alte vie respiratorie e malattia da reflusso gastroesofageo; che 4.496 membri sono certificati per almeno una problematica di salute mentale. Anche se il numero di persone che segnala sintomi di disturbo da stress post-traumatico (Ptsd) e depressione è diminuito rispetto al periodo immediatamente successivo all'11 settembre. Attualmente 4.257 membri sono in possesso della certificazione per cancro. Il tumore più comune tra i membri del programma sanitario dei vigili del fuoco è il carcinoma cutaneo non melanoma, seguito dal cancro alla prostata. Il valore del programma messo in campo per gli operatori coinvolti nelle operazioni post attentati, per gli autori, è testimoniato dai dati: l'86% dei soccorritori del World Trade Center a cui è stato diagnosticato un cancro è ancora in vita 5 anni dopo la diagnosi, rispetto al 63% dei residenti dello Stato di New York che non sono stati esposti al World Trade Center e a cui è stato diagnosticato lo stesso tipo di cancro. Oltre l'84% dei soccorritori iscritti partecipa ancora al programma Fdny Wtchp. Le informazioni raccolte attraverso questa iniziativa, spiegano i promotori, sono state fondamentali per dimostrare la necessità di un sostegno federale continuo. La ricerca ha contribuito a fornire informazioni utili al Congresso quando ha autorizzato il James Zadroga 9/11 Health and Compensation Act nel 2010, e ancora quando ha riautorizzato il programma nel 2015 e ha stanziato i fondi necessari nel 2026 per garantire che il Wtchp possa continuare a prendersi cura dei soccorritori e dei sopravvissuti per il resto della vita. "Questo rapporto ci ricorda un debito che New York non potrà mai ripagare completamente. Venticinque anni fa, i membri del Fdny si sono precipitati verso il pericolo nel giorno più buio della nostra città e sono tornati a Ground Zero giorno dopo giorno per aiutare la nostra città a riprendersi – ha ricordato il sindaco Mamdani – Oggi più di 10mila membri del Fdny convivono con una malattia correlata all'11 settembre. Il nostro obbligo nei loro confronti e nei confronti delle loro famiglie non è terminato con lo spegnimento degli incendi o la rimozione delle macerie. Dobbiamo rimanere saldi nell'assicurarci che ogni persona che ha risposto alla chiamata riceva le cure e il sostegno che merita". Ognuno di questi operatori "e ogni newyorkese che si trovava a Lower Manhattan l'11 settembre 2001 e nelle settimane successive, ricorda la polvere e i detriti che circondavano il sito del World Trade Center", ha aggiunto Bonsignore. "Quando al Fdny diciamo che non dimentichiamo, lo intendiamo sul serio, e questo vale soprattutto per i nostri membri che si sono ammalati. Venticinque anni dopo, continuiamo a vedere e sentire gli effetti duraturi di quel giorno sulla salute, e sappiamo che la ricerca condotta continua ad aiutarci a comprendere meglio queste malattie e a salvare vite umane".   
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‘La legge di Lidia Poët’ si sposta su Rai3, quando vanno in onda gli ultimi episodi

(Adnkronos) –
'La legge di Lidia Poët' si sposta da Rai1 a Rai3, dopo i risultati d'ascolto della messa in onda dei primi quattro episodi, ritenuti non in linea con gli obiettivi della rete ammiraglia. Stasera, pertanto, su Rai1 non andranno in onda gli ultimi due episodi della prima stagione della serie. Al loro posto verrà trasmesso il film 'Il sesso degli angeli'.  Gli ultimi due episodi della serie (la cui prima stagione era già stata pubblicata in streaming su Netflix dal 2023) sono stati riprogrammati – apprende l'Adnkronos – per venerdì 11 settembre in prima serata su Rai3.  La messa in onda su Rai1 dei primi quattro episodi della serie, che segue le vicende della prima donna ad esercitare la professione di avvocato nella Torino a cavallo tra fine '800 e inizi '900, era stata accolta da risultati d'ascolto non esaltanti: ieri la media dei due episodi trasmessi da Rai1 era stata di 1.508.000 spettatori con il 9.9% di share. I primi due episodi, trasmessi da Rai1 il primo settembre, erano stati seguiti da 1.549.000 spettatori con l'11.2% di share.  La serie, diretta da Matteo Rovere, è costituita da altre due stagioni da 6 episodi, andate online su Netflix, rispettivamente dall'ottobre 2024 e dall'aprile 2026. Ma non ancora trasmesse in chiaro.  
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È morta Lucia Sisic, è stata Miss Austria nel 2024: aveva 22 anni

(Adnkronos) –
È morta a soli 22 anni Lucia Sisic, Miss Austria 2024. La causa esatta della morte, al momento, non è stata resa pubblica ma la giovane ha lottato per anni contro una patologia cardiaca congenita. A rendere pubblica la notizia è stata Mission Austria, l’organizzazione che gestisce i concorsi di Miss e Mister Austria, con un messaggio pubblicato sui social. "È con grande shock e profondo dolore che abbiamo appreso della scomparsa della nostra Miss Austria 2024, Lucia Sisic", si legge.   Sisic oltre ad essere stata incoronata ‘Miss Austria 2024’, conservava ancora il titolo di bellezza perché non è mai stata organizzata una nuova edizione del concorso. La giovane aveva raccontato pubblicamente della sua malattia cardiaca. Già poco dopo la sua nascita era stata sottoposta a un intervento chirurgico e questo ha influenzato di molto la sua infanzia: "È stata semplicemente diversa, ma mi ha anche resa forte", aveva raccontato Sisic ad un quotidiano austriaco. 
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Oasis a Roma nel 2027, ecco l’indizio: spunta il video con Trastevere e la Vespa

(Adnkronos) –
Gli Oasis hanno scelto una vespa e i vicoli di Trastevere per confermare che Roma sarà tra le tappe del loro tour 2027. I fan italiani tirano un ulteriore sospiro di sollievo, anche se per le date e le modalità di acquisto dei biglietti bisognerà attendere ancora. La stampa inglese e i fanclub da giorni assicurano che gli Oasis si esibiranno in Italia nel 2027 con due concerti allo Stadio Olimpico di Roma, il 24 e il 25 luglio. Le date compaiono nei calendari provvisori circolati negli ultimi giorni. Ora il video, dove appare una vespa che all'imbrunire percorre un vicolo del centro di Roma con a bordo due ragazze, rassicura ulteriormente sulla tappa romana ma non interrompe l'attesa per i dettagli.  La prima conferma del tour 2027 era arrivata direttamente da Noel Gallagher, che il 2 settembre, ospite di 'talkSport Drive', aveva lasciato intendere che la band tornerà ad esibirsi live il prossimo anno: "Non ci sono tornei di calcio l’anno prossimo, quindi dobbiamo pur fare qualcosa in estate, no?!". L'altra conferma era arrivata tre giorni dopo, il 5 settembre, da Liam Gallagher, sul red carpet della Mostra del Cinema di Venezia, dove i due fratelli del rock hanno presentato il documentario ‘Oasis: Don’t Look Back in Anger’, accolti da una folla oceanica di fan. Il frontman della band, alla richiesta dell'Adnkronos sulla presenza di Roma nel calendario del tour 2027, aveva risposto: "Sì".  
Dopo Venezia, ad aggiungere appeal al countdown, si sono aggiunti appunto alcuni video allusivi pubblicati sui social dagli Oasis, che contengono riferimenti alle città coinvolte. Quello su Roma è il settimo. Il primo, ambientato in un fish and chips con il video di 'Little By Little' in sottofondo, ha fatto pensare a Glasgow, nello specifico a Celtic Park. Il secondo, a tema calcistico, ha alimentato le voci su un ritorno a Manchester, all’Etihad Stadium. Quindi sono arrivati i video con gli indizi su Monaco, Barcellona e Amsterdam. Ieri, poi, era arrivato il sesto, riferito a Parigi, dove gli Oasis dovrebbero suonare, secondo i rumors, allo Stade de France il 3 e 4 luglio. E il tabloid inglese ha letto nell'atteggiamento indispettito del protagonista, che morde una prugna davanti a un banco di frutta e poi la getta con rabbia e sputa il nocciolo, un chiaro riferimento alla lite che il 28 agosto 2009 mise fine alla band, avvenuta proprio alle porte della capitale francese. Quella sera, a sole tre date dalla conclusione del tour mondiale di 'Dig Out Your Soul', Noel Gallagher abbandonò il palco del festival Rock en Seine a pochi minuti dall'inizio del concerto e annunciò il suo addio, decretando di fatto lo scioglimento della band. Che solo nel 2024 si è ricostituita per tornare sul palco nel 2025 con la tournée trionfale che è raccontata anche nel film documentario presentato a Venezia.  Secondo quanto riportato dalla stampa inglese, il calendario provvisorio prevederebbe: una serie di date a Glasgow tra il 22 e il 29 maggio; un lungo blocco di concerti a Manchester tra il 4 e il 27 giugno; e infine le sei serate di Knebworth tra il 4 e il 19 settembre. Quanto alle tappe internazionali, la tournée prevederebbe diversi concerti in Europa. In Francia, gli Oasis dovrebbero suonare allo Stade de France il 3 e 4 luglio; in Germania, all’Allianz Arena di Monaco il 10 e 11 luglio; e, appunto, in Italia allo Stadio Olimpico di Roma il 24 e 25 luglio. L’Irlanda sarebbe coinvolta con una serie di concerti a Slane Castle tra il 6 e il 14 agosto. Altri appuntamenti, ancora senza date 'spoilerate', riguarderebbero Amsterdam, Barcellona, Las Vegas e Boston. 
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Alimentazione, Programma Academy: istituzioni e pediatri fanno squadra per nutrizione dei bimbi

(Adnkronos) – “È importante fare sinergia. Per noi una realtà come Plasmon è una realtà d'eccellenza”, sia dal punto di vista industriale, perché a Latina “impiega oltre 300 dipendenti, quindi 300 famiglie della nostra città, sia perché è stata un avamposto rispetto a uno sviluppo industriale che Latina ha avuto soprattutto nel settore farmaceutico. Quindi una realtà che si consolida”. Così Annalisa Muzio, assessore all’Urbanistica del comune di Latina intervenendo al Programma Academy, evento di formazione promosso in partnership con le scuole di specializzazione in pediatria, le società scientifiche, le istituzioni e Plasmon, che ha riunito 150 pediatri in formazione, a Sabaudia. “Siamo orgogliosi e felici del fatto che ritorni a marchio italiano – aggiunge – È un fiore all'occhiello per il nostro territorio. Svilupperemo delle sinergie importanti: possiamo infatti mettere a sistema tutto quello che riguarda l'attività produttiva, ma soprattutto sviluppare dei progetti per far ripartire al 100% l'utilizzo dei tanti prodotti realizzati da Plasmon. L'amministrazione è a disposizione per ripartire insieme per questa nuova sfida”. “La nutrizione è un patrimonio”, sottolinea Gianluigi Marseglia, professore di Pediatria università degli studi di Pavia e presidente Siaip-Società italiana di immunologia e allergologia pediatrica, coordinatore del Programma Academy. Si tratta di “un progetto di carattere accademico che vede al centro la nutrizione come terapia: se nutriamo bene i nostri bambini dalla nascita durante tutta la crescita, questi saranno degli adulti sani, nel futuro. Questa iniziativa ha un titolo che è Academy, cioè un progetto di carattere accademico. Accademia vuol dire formazione, vuol dire insegnamento, vuol dire apprendimento, vuol dire condivisione di sapere. E questo è lo spirito del progetto:è trasferire ai giovani pediatri, quelli che saranno i pediatri del nostro futuro, di svolgere la loro professione al meglio. A questo evento – evidenzia – è rappresentata tutta la pediatria italiana: la Società italiana di pediatria, la Società italiana di neonatologia, la Società di nutrizione pediatrica, la Società di immunologia allergologia pediatrica, la Federazione italiana dei medici pediatri, che sono l'asse portante della pediatria nazionale, perché si capillarizza su tutto il territorio nazionale e gestisce il bambino dalla nascita fino all'adolescenza. C'è un'altra sigla che vorrei evidenziare: l'Osservatorio nazionale specializzandi in pediatria, che riunisce tutti i medici che fanno la scuola nelle diverse università italiane di pediatria, cioè quelli che diventeranno veramente i pediatri”.  All'interno del gruppo italiano NewPrinces, “Plasmon rappresenta un polo di eccellenza: è l'unico polo italiano per la produzione di nutrizione per l'infanzia – afferma Angelo Mastrolia, presidente esecutivo del gruppo NewPrinces e presidente di Plasmon – Noi oggi stiamo investendo su un grande progetto di rilancio della filiera, in particolare valorizzando tutte le filiere del latte, quelle più pregiate, per portare sulla tavola degli italiani e soprattutto dare un prodotto di eccellenza che non è possibile replicare con altre soluzioni. Noi con le istituzioni sicuramente ci confrontiamo – precisa – Per noi è fondamentale trasmettere alle istituzioni il grande valore che l'intero gruppo NewPrinces rappresenta oggi in Italia con più di 17 stabilimenti e oltre 13mila persone: possiamo e vogliamo fare molto”. 
—cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)