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Migranti Ceuta, dalla Spagna nuovo attacco all’Italia: “Misura su controlli arbitraria, affronto ingiustificabile a dignità Ue”

(Adnkronos) – Il ministro degli Esteri spagnolo José Manuel Albares è tornato ad attaccare la "mancanza di solidarietà" dell'Italia per la decisione del governo di Giorgia Meloni di imporre controlli sui viaggiatori provenienti dalla Spagna dopo il massiccio ingresso di migranti a Ceuta. Intervenendo davanti alla commissione Esteri del Congresso, Albares ha definito la misura italiana "arbitraria" e "un affronto ingiustificato e ingiustificabile" alla dignità europea, sottolineando che Roma sa che, "grazie al sistema di doppio controllo in vigore a Ceuta e Melilla, lo spazio Schengen è pienamente garantito". Albares ha quindi ricordato come, "nel 2023, quando migliaia di migranti irregolari arrivarono sull'isola italiana di Lampedusa, la Spagna, che allora esercitava anche la presidenza del Consiglio dell'Unione europea, sostenne l'Italia". "Non lo considerammo allora un problema italiano, ma una situazione di crisi nell'Ue, difendendo una posizione comune basata sulla solidarietà", ha affermato il ministro spagnolo, secondo cui la decisione del governo Meloni sarebbe invece dettata da "ragioni di politica elettorale interna italiana", dalla "demagogia" e dal tentativo di "ottenere un vantaggio di parte su una questione di tale gravità". Un comportamento che, ha concluso Albares, "non è responsabile, ma neppure politicamente redditizio". "L'Europa è solidarietà e senza solidarietà non c'è Europa: è questo che Italia e Danimarca devono capire", ha concluso.  
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Pallavolo, oggi amichevole Italia-Cuba: orario e dove vederla in tv (in chiaro)

(Adnkronos) – L'Italia di pallavolo maschile torna in campo. Oggi, venerdì 28 agosto, gli azzurri allenati da Fefè De Giorgi affronteranno Cuba – in diretta tv e streaming, anche in chiaro – in amichevole, mentre la Nazionale femminile è impegnata nell'Europeo. Giannelli e compagni arrivano dalla vittoria, con set record terminato con un super tie break perso 66-64, contro la Germania, battuta in quattro set.  La sfida tra Italia e Cuba è in programma oggi, venerdì 28 agosto, alle ore 20. L'amichevole sarà visibile sui canali SkySport, ma anche in chiaro su quelli Rai. Il match sarà inoltre disponibile in streaming sull'app SkyGo, su NOW e su RaiPlay.  
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Norvegia, Mette-Marit è la nuova regina: la vita tra scandali e malattie

(Adnkronos) – Il colpo di fulmine scoppiò nel 1996 in occasione del Quartfestivalen. Da quel giorno Mette-Marit Tjessem Hoiby e il futuro erede al trono di Norvegia, principe Haakon, non si sono più lasciati. Prima di allora per la 'commoner' nata a Kristiansand, il 19 agosto 1973, un passato sulfureo che la giovane – da oggi la nuova regina di Norvegia – non ha mai negato. Il primo compagno, conosciuto nel 1995, Morten Borg, fu arrestato per guida in stato di ebbrezza, violenza e in possesso di droghe. La relazione terminò cinque mesi prima della nascita del piccolo Marius Borg, a sua volta oggi ribelle trentenne, condannato alcuni mesi fa a quattro anni di prigione per stupro, violenza domestica, reati legati alla droga e gravi violazioni del codice stradale.  
Un percorso tutto in salita per Mette-Marit la fidanzata 'mal amata' del futuro erede al trono. La maggioranza dei sudditi la riteneva inadatta al ruolo di principessa (oggi regina) proprio per il suo passato. Ma il principe Haakon sapeva che quella sarebbe stata la donna della sua vita e per quell'amore aveva deciso di combattere e di non fare un passo indietro, come del resto era già accaduto per il principe ereditario Filippo di Spagna e Guglielmo Alessandro d'Olanda per sposare rispettivamente la commoner e giornalista, già divorziata, Letizia Ortiz Rocasolano e Maxima Zorreguieta Cerruti, figlia di un ministro del dittatore argentino Videla.  Sostenuto dalla famiglia (anche l'allora principe ereditario Harald aveva dovuto attendere 10 anni e lottare contro il diktat del nonno, re Haakon VII, per sposare la fidanzata Sonja) la coppia finalmente convolò a nozze il 25 agosto 2001 nella cattedrale di Oslo. Ma prima del matrimonio per tranquillizzare l'opinione pubblica Mette-Marit confessò, durante una conferenza stampa trasmessa dalle reti norvegesi, dei suoi trascorsi che definì 'una ribellione giovanile', condannando al contempo l'uso di droghe e stupefacenti. Nessuna ombra dopo il suo matrimonio con il principe Haakon. La nascita di due figli, la principessa Ingrid Alexandra, erede al trono, e Sverre Magnus, ha consolidato il rapporto, anche se recentemente una fibrosi polmonare ha diradato la sua presenza accanto al marito. Lo scorso giugno la nuova regina ha subìto un delicato intervento di trapianto di polmone presso l'ospedale universitario di Oslo. 
Qualche anno fa, poi, il quotidiano Dagens Naeringskiv ha rivelato che Mette-Marit, principessa di Norvegia, tra il 2011 e il 2013 avesse più volte incontrato Jeffrey Epstein, condannato nel 2008 per reati sessuali. Ancora una mezza smentita da parte di Mette-Marit che confessò all'emittente pubblica Nrk la sua 'relazione' con il pedofilo americano sottolineando di 'non aver indagato a fondo sul suo passato e anche di essere stata manipolata e ingannata'. 
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‘Da grandi’ conquista il prime time, Moreno continua a vincere su Infante

(Adnkronos) – Nella serata di ieri 'Da grandi' su Canale 5 conquista il prime time con 1.692.000 telespettatori e uno share del 15%, secondo gradino del podio per la replica di 'Costanza' su Rai1 ha intrattenuto 916.000 telespettatori (9,9% di share). Terza posizione nella classifica degli ascolti della prima serata per 'Il Commissario Rex' su Rai2 che ha ottenuto 655.000 telespettatori (5,1% di share).   A seguire, tra gli altri ascolti del prime time: su Italia1 'Chicago Med' ha raggiunto 822.000 telespettatori (6,7% di share), su Rete4 'Zona Bianca' ha totalizzato 760.000 tlespettatori (7,6% di share), su La7 'In Onda Prima Serata' ha ottenuto 686.000 telespettatori (5,1% di share), su Rai3 'Kilimangiaro Estate' ha conquistato 590.000 telespettatori (4,9% di share), sul Nove 'Ammutta Muddica' ha raggiunto 490.000 telespettatori (4,3% di share) e su Tv8 'Calciomercato – L’Originale' ha intrattenuto 190.000 telespettatori (1,5% di share).   Nel mattino, su Rete4 il nuovo programma di Milo Infante 'Ore 11' ha raggiunto 453.000 telespettatori pari al 9,6% di share nella prima parte e, dopo il Tg4, 489.000 telespettatori (6,2% di share) nella seconda parte. Nel pomeriggio, 'Vita in Diretta' condotto su Rai1 da Manuela Moreno ha realizzato un ascolto di 819.000 telespettatori (11% di share), nella parte chiamata 'Start' e 1.180.000 telespettatori (16,6% di share) mentre su Canale5 'Verità Nascoste – Il Diario' ha raggiunto 1.202.000 telespettatori (17,9%) nella prima parte e 1.038.000 telespettatori (13,9%) nella seconda parte.  
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Spagna, donna accoltellata a morte vicino a Huelva: arrestato il compagno italiano

(Adnkronos) – Una donna tedesca di 47 anni è stata trovata morta questa mattina a Isla Cristina, nella provincia spagnola di Huelva, con numerose ferite da arma da taglio. La Guardia Civil ha arrestato un uomo italiano di 60 anni, compagno della vittima, per il suo presunto coinvolgimento nell'omicidio. Secondo quanto riportato da El Pais, il corpo è stato rinvenuto intorno alle 9 di mattina nella zona della spiaggia di Punta del Caimán, dopo che una telefonata al numero di emergenza aveva segnalato la presenza di una donna a terra. I soccorritori intervenuti sul posto non hanno potuto fare altro che constatarne il decesso. Le indagini sono ancora in corso e gli inquirenti non escludono al momento alcuna ipotesi, compresa quella di un possibile caso di femminicidio. 
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Ratko Mladic morto all’Aja, la Serbia: “Avrà tutti gli onori militari e di Stato”

(Adnkronos) – Ratko Mladic, l'ex comandante militare serbo-bosniaco condannato per genocidio, crimini di guerra e contro l'umanità, "riceverà tutti gli onori militari e di Stato a cui ha diritto". Lo ha dichiarato il ministro della Giustizia serbo Nenad Vujic all'emittente locale K1, dopo la morte dell'ex generale avvenuta in un ospedale dell'Aja. Mladic aveva 84 anni e stava scontando una condanna all'ergastolo. Negli ultimi anni aveva avuto diversi problemi di salute, tra cui alcuni ictus. La decisione annunciata dal governo serbo riaccende inevitabilmente il dibattito sulla figura di Mladic, considerato dai tribunali internazionali uno dei principali responsabili dei crimini commessi durante la guerra in Bosnia, ma ancora celebrato come un eroe da una parte della società serba. In seguito alla sua morte, la giudice Graciela Gatti Santana ha ordinato un'indagine completa sulle circostanze della morte. L'obiettivo è accertare che cosa sia accaduto nelle ultime ore di vita dell'ex generale, detenuto sotto la responsabilità delle autorità giudiziarie internazionali.  
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Mps, Baglioni (Cattolica): “La partita è appena cominciata e la strada è in salita, la politica non intervenga”

(Adnkronos) – A una settimana dal lancio della doppia operazione di Mps su Banco Bpm e Banca Generali, la partita resta ancora aperta e il quadro tutt’altro che definito. “Banco Bpm è apparso più freddo sulla proposta, Generali che controlla Banca Generali forse più disponibile a valutarla”, ha spiegato ad Adnkronos, Angelo Baglioni, ordinario di economia politica all’Università Cattolica. Sul ruolo del Tesoro: “Meglio mantenere la quota detenuta in Mps in questa fase”. E sul mercato: “C’è scetticismo, pesa l’elevato rischio di esecuzione”. 
Dopo una settimana dal lancio della doppia operazione di Mps su Banco Bpm e Banca Generali, due consigli di amministrazione e i primi pareri dei proxy advisor, a che punto siamo?
 "Siamo in una fase in cui soprattutto Banco Bpm deve chiarire la propria posizione. Nel consiglio di amministrazione di pochi giorni fa ha sostanzialmente affermato che l’operazione lanciata da Monte dei Paschi non è stata concordata ed è molto diversa rispetto a quella che aveva proposto all’inizio di giugno. Quella era un’operazione alla pari, mentre questa configurerebbe una vera e propria acquisizione. La risposta del cda di Banco Bpm è stata quindi molto fredda. Deve però ancora essere chiarito se l’operazione venga considerata ostile oppure, in qualche modo, accettabile. Il cda di Generali, invece, è sembrato più aperto a prendere in considerazione l’offerta di Monte dei Paschi, pur sottolineando che non si tratta di un’operazione concordata né sollecitata preventivamente. Siamo dunque ancora in una fase interlocutoria”. 
Lovaglio sostiene che non si tratta di un’operazione difensiva rispetto all’offerta di Intesa. Lei come l’ha letta?
 “Direi che rientra senz’altro nella passivity rule e, a mio avviso, così come secondo molti analisti, si tratta anche di un’operazione difensiva, che mira chiaramente a evitare l’acquisizione della stessa Mps da parte di Intesa. Naturalmente il progetto lanciato da Lovaglio può avere una propria logica industriale, ma è evidente che vi sia quantomeno anche un aspetto difensivo. La passivity rule, quindi, deve essere applicata. Da questo punto di vista, il rinvio al 29 ottobre dell’assemblea di Mps chiamata ad approvare l’iniziativa è piuttosto consistente. Non a caso è stato criticato da Intesa ed è anche oggetto di un esposto alla Consob. Probabilmente gli azionisti di Mps avrebbero dovuto essere convocati con maggiore tempestività. 
Che cosa si aspetta dall’assemblea straordinaria di Mps?
 “Sarà sicuramente un’assemblea molto contrastata ed è difficile prevederne l’esito. La governance di Mps appare piuttosto frammentata. Già nell’ultimo consiglio di amministrazione che ha approvato l’operazione quattro membri si sono astenuti e anche in passato abbiamo assistito a diverse spaccature all’interno della governance della banca. Si può quindi prevedere un’assemblea molto difficile per Lovaglio: non sarà affatto agevole ottenere l’approvazione del piano”. 
Secondo lei il Tesoro dovrebbe mantenere o vendere la quota che ancora detiene in Mps in vista dell’assemblea?
 “In questo momento mi sembra corretto mantenere la quota, per evitare che, vendendola all’uno o all’altro soggetto, si possa in qualche modo contribuire a orientare le operazioni.Bisogna considerare che il governo ha già avuto un ruolo piuttosto rilevante nelle precedenti dismissioni di quote di Monte dei Paschi e, più in generale, nella vicenda del risiko bancario. In questa fase, dunque, dovrebbe mantenere la partecipazione. Prima o poi, naturalmente, la quota dovrà essere dismessa, anche alla luce degli accordi presi con la Commissione europea nell’ambito del salvataggio di Monte dei Paschi, che prevedono l’uscita completa del Tesoro dall’azionariato”. 
A settembre ci sarà l’assemblea di Intesa e a fine ottobre quella di Mps. Quale ruolo potranno avere i fondi internazionali?
 “ I fondi internazionali possono avere un ruolo rilevante, anche nell’orientare altri azionisti, così come i proxy advisor. Credo però che saranno soprattutto alcuni azionisti forti a orientare le decisioni. Penso, per esempio, a Crédit Agricole per quanto riguarda Banco Bpm e a Generali per Banca Generali”. 
Come ha letto finora la reazione del mercato al piano di Lovaglio?
 “Mi sembra che il mercato abbia reagito in maniera piuttosto fredda, se non leggermente negativa, al piano di Lovaglio. Gli operatori si stanno muovendo con molta prudenza.Lo si vede dalle quotazioni, ma anche dalle valutazioni degli analisti e delle agenzie di rating emerse in questi giorni. C’è un certo scetticismo da parte del mercato e viene sottolineato soprattutto l’elevato rischio di esecuzione del piano” 
Sullo sfondo restano la Procura e la Consob dopo esposto Intesa. Che impatto potrebbero avere?
 “Tipicamente le vicende giudiziarie rimangono un po’ a latere e hanno tempi molto lunghi. È quindi difficile che possano incidere immediatamente su quello che accadrà nei prossimi due mesi. Certamente restano sullo sfondo e possono condizionare anche il comportamento degli operatori. L’esito giudiziario, però, sarà probabilmente molto più avanti nel tempo, perché si tratta di procedimenti che per loro natura hanno tempi lunghi”. 
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L’evoluzione del consumo di carne dei nostri antenati, studio su scimmie cebi svela nuovi scenari

(Adnkronos) – Il consumo di vertebrati è raro nei primati non umani, al contrario, ciò ha avuto un ruolo molto importante nell’evoluzione della nostra specie. Determinare quando e perché gli altri primati sfruttano queste risorse può contribuire a comprendere il consumo di carne nei nostri antenati. Sull’argomento, la rivista ‘Plos One’ ha appena pubblicato uno studio condotto da un gruppo internazionale di ricerca, fra cui Elisabetta Visalberghi dell’Istituto di scienze e tecnologie della cognizione del Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr-Istc), Noemi Spagnoletti, ex-dottoranda nello stesso Istituto, attualmente presso Sapienza Università di Roma e Susana Carvalho, paleoantropologa Direttore scientifico del Gorongosa National Park (Mozambico). Si tratta – riferisce una nota congiunta – del “più esteso record finora pubblicato sul consumo di carne nei cebi barbuti ‘Sapajus libidinosus’, una scimmia sudamericana famoso perché abitualmente usa strumenti litici. I risultati offrono un modello comparativo per riflettere sul ruolo che il consumo di piccoli vertebrati potrebbe aver avuto nell’evoluzione umana”. La ricerca si basa su 45 mesi di osservazioni di due gruppi selvatici di cebi barbuti che vivono a Fazenda Boa Vista, nello Stato del Piauí, nel nord-est del Brasile. In oltre 5mila ore di osservazione sono stati registrati 446 eventi di consumo di vertebrati, con un tasso medio di 6,34 eventi di predazione ogni 100 ore. Le prede cacciate erano soprattutto rettili – in particolare lucertole e talvolta serpenti e iguane – e poi mammiferi, in particolare roditori. Ma nella lunga lista non mancano uccelli, pipistrelli e opossum. “I risultati mostrano che il consumo di mammiferi e sauri è una componente abituale della dieta di questa popolazione, così come è abituale il loro uso di sassi e di incudini per aprire piccole noci di cocco e altri frutti dal guscio molto duro – spiega Visalberghi, del Cnr-Istc – La predazione è più frequente nei maschi che nelle femmine e negli adulti rispetto ai giovani. Inoltre, quando diminuisce la disponibilità di frutti e di insetti, aumenta il consumo di piccoli vertebrati. Queste prede, quindi, non sono un diversivo ma un’importante fonte energetica”.  "Anche il modo in cui le prede sono consumate è interessante. Cervello e visceri – continua la nota – vengono estratti e ingeriti prima di altre parti del corpo. Si tratta di tessuti ricchi di nutrienti che vengono masticati molto rapidamente, mentre i muscoli richiedono di essere processati più a lungo". “L’acquisizione di energia in tempi rapidi – chiarisce Visalberghi – è sicuramente un vantaggio quando la preda viene condivisa con altri membri del gruppo, o c’è in rischio che qualcuno se ne appropri”. Inoltre, “osservare come i cebi integrano nella dieta piccoli vertebrati può aiutarci a comprendere meglio alcune tappe dell’evoluzione nella predazione umana – aggiunge Spagnoletti, co-leader dell’articolo – Studiare questi comportamenti nei primati ci offre quindi nuovi elementi per ricostruire come potrebbero essersi evolute le strategie di sussistenza dei primi esseri umani”. Prima dell’emergere del cosiddetto ‘human predatory pattern’ – illustra la nota – caratterizzato dallo sfruttamento regolare di animali di dimensioni pari o superiori a quelle del predatore, i piccoli vertebrati potrebbero aver rappresentato per gli ominini un’importante fonte di nutrienti, soprattutto nei periodi di scarsità di altre risorse. Il loro sfruttamento è più semplice, meno rischioso e meno costoso rispetto a quello necessario per cacciare e consumare prede più grandi. Pertanto, è del tutto verosimile che abbia preceduto e accompagnato lo sfruttamento di animali di maggiori dimensioni. Lo studio invita quindi a prestare maggiore attenzione alle evidenze di consumo di piccoli vertebrati negli assemblaggi faunistici fossili in modo da poter valutare il ruolo di queste risorse nelle prime fasi dell’evoluzione della predazione umana. La ricerca evidenzia, inoltre, l’importanza delle ricerche sul campo di lungo periodo per comprendere le strategie alimentari di primati molto longevi e caratterizzati da una grande flessibilità comportamentale. La collaborazione internazionale – conclude la nota – ha coinvolto, oltre a Sapienza Università di Roma e al Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr), il Gorongosa National Park in Mozambico, l’Universidade de São Paulo in Brasile, l’Universidade do Porto, l’Universidade do Algarve e l’Universidade de Coimbra in Portogallo, l’University of Oxford nel Regno Unito e la Pontificia Universidad Católica de Chile. La ricerca sul campo di Spagnoletti, avviata durante il suo dottorato alla Sapienza in collaborazione con il Centro Primati del Cnr-Istc di Roma, è stata sostenuta anche da una borsa Sapienza per attività di perfezionamento all’estero. 
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Europa League, oggi il sorteggio: Milan e Juventus scoprono le avversarie – Diretta

(Adnkronos) –
Oggi, venerdì 28 agosto, prende forma la nuova edizione dell'Europa League con il sorteggio di Monaco. La seconda competizione europea per club ripartirà con 36 squadre, tutte a caccia della finalissima del 26 maggio 2027 a Francoforte. Italia allo start con Milan e Juventus, che scopriranno quindi le proprie avversarie nella competizione.   A seguire ci sarà il sorteggio di Conference League, con l'Atalanta prima testa di serie.  
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Ucraina, Savill (Rusi): “Impianti per missili Scalp pronti non prima del 2028”

(Adnkronos) – “Costruire da zero un impianto per un missile avanzato, come lo Scalp, non sarà un processo rapido e difficilmente vedremo armi di questo genere pronte per le operazioni del prossimo anno. Dovremmo quantomeno attendere fino al 2028. Ma si tratta di un voto di fiducia e della conferma che Londra e Parigi intendono garantire un supporto a medio termine all’Ucraina nella guerra contro la Russia”. Inizia da qui la riflessione rilasciata ad Adnkronos di Matthew Savill, direttore del dipartimento di Scienze Militari del RUSI, il Royal United Services Institute, il più antico think tank al mondo nel settore della difesa con base a Londra. Il riferimento della sua analisi è l'autorizzazione del governo britannico al trasferimento di tecnologie per l'assemblaggio in Ucraina di particolari armi, rilasciata a seguito della recente visita a Kiev del neo primo ministro Andy Burnham. La decisione arriva in una fase di acuta tensione geopolitica, segnata dalle recenti minacce di Mosca di colpire obiettivi militari del Regno Unito come rappresaglia per il sostegno fornito a Kiev.  Le armi in questione sono i missili denominati Scalp, o anche comunemente definiti Storm Shadow, sviluppati congiuntamente da Francia e Regno Unito e prodotti dal consorzio europeo Mbda. Burnham, in occasione della sua visita a Kiev, ha di fatto suggellato il precedente annuncio del presidente francese Emmanuel Macron, che a sua volta aveva autorizzato la produzione dei missili su licenza in Ucraina, per la quale però serviva il via libera sui brevetti d'oltremanica. Un accordo che, stando all’analisi di Matthew Savill “esclude la possibilità che ci possa essere un ribaltamento delle sorti del conflitto nel breve periodo: qualsiasi fabbrica costruita in Ucraina diventerà un bersaglio primario per la Russia. Il vero valore dell'operazione è, in realtà, legato al passaggio di competenze, che aiuterà Kiev ad affinare i propri programmi missilistici nazionali, garantendo maggiore precisione”.  Un'evoluzione necessaria, che emerge chiaramente analizzando l'impiego dei droni nel conflitto, sviluppati nel corso degli ultimi mesi grazie sempre al trasferimento di competenze giunte dal supporto di vari paesi europei. “L'Ucraina lancia ormai attacchi in profondità utilizzando centinaia di droni alla volta – spiega l’esperto del Rusi – Pur coprendo distanze molto superiori rispetto a quelle degli Storm Shadow, questi mezzi presentano forti limiti tattici: essendo lenti, faticano a superare le difese anti aeree russe. I missili da crociera anglo-francesi, al contrario, viaggiano ad alta velocità e possiedono testate capaci di distruggere bunker e strutture sotterranee, obiettivi oggi fuori dalla portata dei velivoli senza pilota”.  Rispetto alla reazione del Cremlino all'accordo industriale, Savill smorza i timori di una potenziale escalation: “Mosca proverà senza dubbio a distruggere i siti produttivi ucraini, ma non si tratta di uno scenario inedito. Le armi occidentali colpiscono già obiettivi russi da tempo e diverse compagnie europee operano all'interno dei confini ucraini per la manutenzione”. Il punto critico sollevato dal direttore del dipartimento di Scienze Militari riguarda invece il resto del continente: “L'Europa deve prendere atto che le infrastrutture dell'industria militare, la logistica e le reti di approvvigionamento sono già potenziali obiettivi russi. Questa consapevolezza impone un cambio di paradigma: i paesi europei devono prepararsi fin da ora adeguando le difese fisiche e cibernetiche dei propri impianti e innalzando i protocolli di sicurezza per il personale impiegato nel comparto della difesa. Abbiamo già assistito ad attacchi informatici, anche recentemente, anche qui nel Regno Unito, a strutture pubbliche ed aeroporti, e la capacità di bloccarli è stata quasi del tutto nulla”. (di Alessandro Allocca) 
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