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Entro venerdì va consegnata la lista dei 25 per la serie A: Jony, Lulic e Kiyine a rischio taglio

La Lazio rimanderà l'inizio della serie A al prossimo 27 settembre, esordio a Cagliari, ma la lista dei 25 giocatori va consegnata alla Lega entro venerdì. Ricordato che l'elenco potrà essere modificato in corsa fino al 5 ottobre, data di chiusra della fienstra di mercato, a Formello si deve ancora decidere chi inserire nel documento da consegnare a Via Rosellini. Come noto, dei 25 calciatori 17 dovranno essere nati del 1 gennaio 1998; quattro devono essere cresciuti nella Lazio e altrettanti formati in altri sodalizi italiani. Tra quelli made in Formello i prescelti sarebbero Strakosha, Adamonis, Armini e Cataldi. Da sottolineare come Adamonis e Strakosha per la Uefa sono italiani e non prodotti del vivaio non avendo compiuto tre stagioni intere nel loro club tra i 15 e i 21 anni, fatto questo che dovrebbe portare Strakosha a finire negli Over 22 nella lista Champions, rubando uno dei 17 posti a disposizione. Il quartetto tricolore sarà composto da Parolo, Immobile, Lazzari e Acerbi. Vediamo insieme quali sarebbero, al momento i 17 nati prima del 1 gennaio 1998. Al momento in 14 sono certi dell'inserimento:  Reina, Ramos, Patric, Vavro, Radu, Luis Alberto, Leiva, Milinkovic, Escalante,  Marusic, Correa, Fares, Muriqi, Caicedo. Di questo elenco non fanno parte giocatori come Durmisi, Di Gennaro e Wallace, che in ogni caso non rientrano nei piani tecnici, anche se il brasiliano potrebbe essere ripescato proprio per i problemi di Vavro (pubalgia): Badelj è stato ceduto al Genoa mentre Bastos aspetta di capire se e quando sarà definita la sua cessione. Resta in stand by anche Cristiano Lombardi, l'esterno potrebbe essere inserito nei quattro cresciuti nella Lazio, facendo slittare Armini nell'elenco libero degli Under 22. Su Lulic si attende l'esito della sua rincorsa al campo, il bosniaco sta meglio ed in extremis potrebbe essere del gruppo. Il 15° indicato da Inzaghi potrebbe essere Akpa Akpro, resterebbero quindi due posti liberi, uno per il difensore e l'altro per il calciatore che verrà utilizzato come vice Fares per il qaule in corsa ci sono, in ordine decrescnte di possibilità, Lukaku, Kiyine e Djavan Anderson, quest'ultimo col vantaggio di poter giocare su entrambe le fasce; Jony, provato solo da mezzala in questa preparazione, dovrebbe essere ceduto in Spagna. Se la Lazio prendesse due calciatori under 22, Inzaghi avrebbe anche la mezzala/seconda punta senza problemi di lista.

 

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Incontro tra Acerbi, Pastorello, Lotito e Tare: clima sereno e chiarimento sul futuro

Francesco Acerbi e la Lazio. E' andato in scena oggi, a Roma, come raccolto da Tuttomercatoweb.com, un tavolo a quattro. Presenti il giocatore della Lazio, l'agente Federico Pastorello, Claudio Lotito e Igli Tare. Clima totalmente positivo tra le parti: il disguido comunicativo è stato chiarito e la volontà comune è quella di lavorare per trovare una soluzione condivisa per proseguire il rapporto. L'impegno preso dalle parti è quello di mantenere la negoziazione sul piano della riservatezza per arrivare poi alla prosecuzione del rapporto. Insieme.

Tuttomercatoweb.com

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Le presenze Champions dei biancocelesti: guida Inzaghi, segue Reina

Stupire andando oltre l'esperienza. La Lazio si prepara a tornare in Champions League dopo 13 anni, dopo tante recenti esperienze in Europa League. Per molti biancocelesti sarà la prima volta assoluta nella massima competizione europea, per altri invece sarà un gradito ritorno.

Il più presente in Champions dell'attuale rosa di Inzaghi (tra playoff, fase a gironi e fase finale) è il nuovo acquisto Reina, presente 69 volte (tra Barcellona, Liverpool e Napoli) nella massima serie. Lo segue Proto, capace di collezionare 31 gettoni tra Anderlecht e Olympiakos. Completa lo speciale podio europeo il brasiliano Leiva, 26 volte protagonista con la maglia del Liverpool. Quarto invece Correa, con 13 presenze e 2 reti ai tempi del Siviglia. 

Completa la top 5 Immobile, a quota 10 e con 4 gol realizzati tutti con il Borussia Dortmund. Presenti in lista anche Lulic (6 presenze e un gol), Radu (3), Acerbi, Bastos, Parolo e Vavro (2) e il trio Caicedo-Patric-Milinkovic. Agenzia biancoceleste

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Il 14/esimo anno di Radu: 23 presenze per scalare la vetta

Stagione numero 14.

Il suo posto in squadra è ancora suo, come sempre. Era suo persino quando il ritiro 2019 è iniziato senza di lui, figuriamoci oggi che ad Auronzo 2020 c'è stato dal primo giorno. Stefan Radu è pronto da molto prima: mentre il mercato girava intorno a Kumbulla e altri difensori di settore sinistro, prima del via della stagione in Cadore, il numero 26 della Lazio era in campo, al Fersini, crono in mano e tirato a lucido. Il mercato avrà i suoi tempi e costruirà i presupposti per un futura successione, ma intanto il difensore di Bucarest, classe 1986, realizza i suoi piani stagionali e i suoi tempi record. Per militanza il senatore dello spogliatoio, in campo il terzo biancoceleste per presenze. 379 gettoni con l'aquila sul petto, davanti a lui solo Favalli e Wilson. Ne basteranno sedici di presenze per salire sul secondo gradino, il capitano del primo scudetto. Con altre sette, per un totale di ventitré stagionali, sarebbe scavalcato anche un altro capitano del passato,Giuseppe Favalli.

Il dato si riferisce alle presenze totali, quindi Stefan guarda al suo futuro con assoluta serenità, perchè anche un compagno di reparto pronto a rotazioni più frequenti potrebbe aiutarlo a gestire il suo fisico già tirato a lucido. Un percorso che da nove anni ha condotto a braccetto con il suo amico fraterno Senad Lulic. STavolta è toccato al capitano rinunciare al ritiro e, purtroppo oltre alle tre cime di Lavaredo, Lulic perderà contatto con la speciale classifica che lo vede quinto assoluto.
Dispensa sorrisi e carica Stefan, per sé, per la sua LAzio e per il suo capitano. All'orizzonte ci sono tanti traguardi da raggiungere: quelli di squadra saranno di conseguenza un carburante per una stagione carica di significato. Il boss è ancora lì, al suo posto. Sslazio.it

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Il premier Conte sull’apertura degli stadi: “È inopportuna”

Il premier Giuseppe Conte chiude di fatto alla possibilità di una prossima apertura degli stadi durante questa fase della pandemia di Covid19. Ecco le sue parole: "Per quanto mi riguarda – ha affermato alla festa del quotidiano 'Il fatto' – la presenza allo stadio così come a manifestazione dove l'assembramento è inevitabile, non solo sugli spalti ma anche in fase di entrata e uscita, non è assolutamente opportuna". Gazzetta.it

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Reina, non solo un vice: in Champions quanto tutti gli altri assieme

Non pensate sia un semplice secondo portiere. Pepe Reina alla Lazio non farà solamente panchina a Strakosha. I biancocelesti hanno puntato su di lui anche per far crescere il portiere albanese, che, per quanto bravo in alcuni fondamentali (nell’esplosività e nella reattività è eccezionale), non riesce a migliorare in alcuni suoi punti deboli (le uscite e la comunicazione con i compagni). Non un caso se a oggi Reina guadagnerà più del suo titolare (1,8 milioni per due anni lo spagnolo, 1 milione fino al 2022 l’albanese), benché Strakosha sia in trattativa per rinnovare al doppio del suo attuale stipendio.

LEADER- Reina, però, non aiuterà il solo Strakosha. Pepe porta esperienza e carattere che alla Lazio è mancato proprio nel momento clou della scorsa stagione. Quando sembrava che potesse competere per lo scudetto la squadra di Inzaghi (che da Lulic a Immobile, passando per Milinkovic, Luis Alberto e Leiva non ha fra i leader giocatori che abbiano vinto campionati) si è sciolta come neve al sole. Reina in carriera ha invece vinto 6 titoli con i suoi club e tre con la nazionale (campione del mondo nel 2010). In Champions League, competizione alla quale la Lazio parteciperà per la prima volta dopo 13 anni, Pepe ha collezionato 69 presenze. Tutta la rosa biancoceleste arriva invece a 72 gettoni (dei quali il 66,6% sono però dei soli Leiva e Proto). Un’iniezione di esperienza non indifferente. A Inzaghi sta inoltre molto a cuore che la squadra cominci l’azione dal basso, dal proprio portiere, e anche in questo Reina è uno dei migliori al mondo. Nelle sue ultime avventure lo spagnolo ha dimostrato di sapersi adattare a qualsiasi tipo di ruolo: fino al 2017-18 è stato il titolare di una squadra ambiziosa come il Napoli, ma ha anche avuto l’umiltà di fare da secondo a profili diversi quali Donnarumma al Milan (situazione non troppo lontana da quella che troverà alla Lazio) e a Neuer al Bayern. Negli ultimi 6 mesi, all’Aston Villa, ha inoltre fatto vedere di non essere affatto arrugginito nonostante i suoi quasi 38 anni (li compirà il prossimo 31 agosto). Reina potrebbe quindi anche alternarsi con Strakosha che ogni tanto ha dovuto stringere i denti e giocare nonostante qualche problema al piede e alla schiena (Inzaghi non si è mai realmente fidato di Proto). Insomma, Reina alla Lazio sarà un leader carismatico, un dispensatore di esperienza, un insegnante e, forse, un titolare aggiunto. Quel che è certo è che non sarà solo un secondo portiere.

gazzetta.it

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Sorteggi Champions, Lazio in terza fascia

Con la conclusione della stagione, si avvia al completamento anche il quadro delle fasce verso il sorteggio dei gironi per la Champions League 2020/21. Se la prima fascia è già delineata, dalla seconda in poi rimangono da completare ancora diverse caselle a seconda di come andranno preliminari e playoff che hanno già iniziato a giocarsi. Ecco la situazione fascia per fascia.

Se Juventus (in prima), Lazio e Inter (in terza) sono già sicure del loro 'pot', per l'Atalanta il discorso è diverso. La Dea provvisoriamente è in quarta fascia ma se una tra tra Salisburgo, Olympiacos e Celtic venisse eliminata salirebbe in terza.

LE POSIZIONI CERTE
Fascia 1: Real Madrid, Liverpool, Bayern Monaco, JUVENTUS, Psg, Zenit, Porto, Siviglia
Fascia 2: Barcellona, Atletico Madrid, Manchester City, Manchester United, Borussia Dortmund, Shakhtar, Chelsea, Benfica/Ajax
Fascia 3: Benfica/Ajax, Lipsia, LAZIO, INTER
Fascia 4: Istanbul Basaksehir, Rennes

 

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Inzaghi, la settimana del futuro tra rinnovo e mercato

È la settimana decisiva per Simone Inzaghi. “Nei prossimi giorni ci incontreremo con il presidente e con il direttore e vedremo cosa accadrà”, ha annunciato dopo la sconfitta di Napoli il tecnico biancoceleste, che al San Paolo è diventato l’allenatore con più presenze (203) nella storia del club. Pensare a una Lazio senza di lui, adesso è impossibile. Oltre ai tre trofei vinti (due volte la Supercoppa italiana e una Coppa Italia), ha riportato la squadra in Champions tredici anni dopo l’ultima volta. “A quel tempo Milan e Fiorentina partivano con pesanti penalizzazioni e la Juventus era in b”, ha ricordato, per valorizzare ancora di più il grande campionato appena concluso. Con rammarico, sì, perché per mesi è stato cullato il sogno scudetto. Ma anche con gioia per aver centrato l’obiettivo prefissato ad agosto scorso. 

Inzaghi rimarrà, ma l’annuncio del rinnovo ci sarà dopo più di una riunione. Il rapporto tra le parti è ottimo, ma ci sono comunque dei nodi da sciogliere. In primis, sullo sfondo, c’è sempre l’interesse vivo della Juventus, che già l’anno scorso ha fatto vacillare per qualche istante Inzaghi. Poi si dovrà discutere l’ingaggio, che dovrebbe salire da 2 a 3 milioni fino al 2023 (la nuova data di scadenza, quella attuale è 2021) e dei nomi legati al mercato. Rispetto al ds, Inzaghi preferisce giocatori esperti e pronti (a maggior ragione dopo la qualificazione in Champions). Non è un caso che abbia insistito lui su Immobile, Acerbi e Lazzari e che per il prossimo anno vorrebbe Lasagna come alternativa della neo Scarpa d’Oro (per l’attacco invece è vicinissimo Borja Mayoral del Real Madrid). Tare, appunto, ragiona su una strategia diversa: pensa più al futuro (e non gli si può dare tutto il torto) ed è solito andare a pescare talenti all’estero, in attesa di raccogliere i frutti dell’investimento negli anni seguenti. Luis Alberto, Milinkovic, Luiz Felipe e Strakosha insegnano. Tmw

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Scarpa d’oro e terzo titolo di capocannoniere, Immobile nella storia dei bomber!

Ciro Immobile nella storia! Cristiano Ronaldo, non convocato da Sarri per l’ultimo match di campionato, non puó più raggiungere il bomber della Lazio che spezza il dominio di Messi e vince ufficialmente la 48esima edizione della SCARPA D’ORO (terza volta per un italiano)! 
Miglior bomber d’Europa stagione 2019-2020 e miglior cannoniere italiano. Per la terza volta (la seconda in biancoceleste), si aggiudica anche il TITOLO DI CAPOCANNONIERE della Serie A! Stasera al San Paolo contro il Napoli puó raggiungere o superare il RECORD di gol in un singolo campionato di Gonzalo Higuain (36 reti)! Complimenti @ciroimmobile17

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Immobile: è l’ora della storia. E del rinnovo, offerta della Lazio pronta…

È l’ora della storia, c’è solo l’imbarazzo per l’immenso Immobile. Domani, nella sua Napoli, può laurearsi campione dei campioni vincendo la Scarpa d’Oro ed eguagliando, o battendo, il record di Higuain nello stadio in cui il primato è stato centrato il 14 maggio 2016 (tripletta del Pipita al Frosinone, 36 gol totali in campionato). Il San Paolo sarà un set cinematografico. I sogni di gloria di Ciro saranno concentrati in 90 minuti, possono coronarsi nella partita più intima e intensa per lui, com’è destino dei più grandi. Non solo i record, sempre a Napoli potrebbe andare in scena un incontro tra il diesse Tare e i suoi procuratori, Moggi e Sommella, di base in zona. Sono soliti far visita al loro fenomeno, l’occasione può essere ghiotta, sfruttabile. La Lazio arriverà a tarda sera in città, partirà dopo la cena in programma a Formello. Domani si giocherà alle 20,45, la giornata potrebbe essere sfruttata per parlare, informalmente o ufficialmente.

La trattativa

Lotito e Tare devono passare al contrattacco, sulle tracce di Ciro ci sono Manchester United, Newcastle ed Everton (su richiesta di Ancelotti). Il sito di Don Balon nei giorni scorsi lo ha accostato al Barcellona, sarebbe entrato in lista. La Lazio prepara il nuovo contratto, prevede uno stipendio tra i 4 e i 5 milioni (senza bonus). Ciro, con la Champions, guadagnerà 3,7 milioni più bonus, l’ingaggio è aumentato automaticamente, era previsto da un’opzione inserita nel contratto rinnovato nell’ottobre 2018. Questi soldi non bastano più. La trattativa entrerà nel vivo prossimamente, la presenza di Tare a Napoli può servire per programmare i passi da compiere. Non sono prevedibili i tempi dell’operazione, tutti sperano siano veloci e che portino alle firme. Ciro vuole restare a Roma, dopo il gol al Brescia ha parlato del futuro, ma s’aspetta il giusto riconoscimento, è un bomber che strasegna da anni, vale almeno 5 milioni l’anno. «So che la società si aspetta tanto per la Champions, è una grande responsabilità», ha detto l’attaccante includendosi nel progetto.

Corrieredellosport.it