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Atteso per oggi responso CTS suglj allenamenti. Intanto la FIGC lavora sul protocollo per le gare

Attesa per il responso del Comitato Tecnico Scientifico sul protocollo della Serie A trasmesso al ministro Spadafora nel weekend. Secondo quanto riferito da La Gazzetta dello Sport, l’esame delle misure dovrebbe avvenire oggi, dopo un rinvio perché i consulenti del governo hanno dovuto affrontare un ordine del giorno ingolfato da altre questioni. 
Nodo quarantena. Il problema principale resta legato a cosa fare in caso di nuovo contagio da parte di un giocatore: con due settimane di quarantena per tutta la squadra, il rischio di fermarsi nuovamente sarebbe altissimo. Ed è una cosa che tutti vogliono scongiurare. Ma non è detto che il CTS, fin qui fermo sul punto, sia disposto ad accorciare i tempi o escludere del tutto l’ipotesi di una quarantena per l’intero gruppo squadra.

La FIGC al lavoro per un protocollo. Non quello sugli allenamenti collettivi, che, rivisto dalla Serie A, è al vaglio del CTS e potrebbe ricevere il via libera oggi (ma i nodi restano vari). No, qui si parla del protocollo per le partite, quando si potrà tornare a giocare. Secondo quanto riferito dal Corriere dello Sport, in mattinata la commissione medica della Federcalcio si riunirà per discutere le linee guida mediche in caso di partite. In via Allegri hanno già pronte le norme organizzative, manca solo il protocollo medico. E sarà un ultimo sforzo non da poco, viste le difficoltà per arrivare a quello sugli allenamenti. Tuttomercatoweb.com

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La Serie A tarda la partenza, ipotesi playoff possibile. Ma se la UEFA concede più tempo…

Niente eventi sino al 14 giugno e ipotesi ripartenza della Serie A il 13 già abortita. I continui rinvii e le difficoltà a trovare un accordo condiviso sul protocollo sanitario, stanno lasciando fermo il nostro campionato. Adesso, la data più probabile per una ripartenza è il 20 giugno. Considerato che, salvo ripensamenti, la Uefa ha chiesto di chiudere i tornei nazionali entro il 3 agosto, difficilmente si riusciranno a disputare per quella data tutte le 12 giornate rimanenti (e alcuni recuperi), senza contare le semifinali di ritorno e la finale di Coppa Italia.

Per questo è rispuntata un'ipotesi temuta da molti perché andrebbe a modificare in maniera sostanziale la regolarità di una stagione partita con una formula, quella del girone all'italiana, e destinata a chiudersi con un regolamento sportivo completramente diverso, ben oltre le cinque sostituzioni già approvate a livello europeo. Stiamo parlando dei playoff, termine poco avvezzo al mondo del calcio nonostante da qualche anno venga utilizzato dalla Serie B in giù.

La Figc starebbe pensando di modificare il format, limitando a dieci il numero delle squadre coinvolte e non dodici come si pensava in un primo momento. Quattro (Juve, Lazio, Inter e Atalanta) si giocherebbero lo scudetto, tagliando fuori Roma e Napoli, mentre le ultime sei ( Torino, Sampdoria, Genoa, Lecce, Spal e Brescia) lotterebbero per non retrocedere. Sede delle partite sarebbero impianti del Centro-Sud. Sportmediaset.it

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Altri 15 giorni out per Lulic: potrebbe aver già finito la stagione

Senad Lulic non tornerà in Italia e ad allenarsi prima dell'inizio di giugno. Il capitano della Lazio dovrà restare altri 15 giorni in Svizzera dove si è operato il 28 febbraio scorso alla caviglia. I medici svizzeri non avevano fatto sapere che ci sarebbero voluti 3 mesi effettivi prima di dargli il via libera per il ritorno agli allenamenti e ora che è stato reso noto, il suo ritorno all'attività agonistica, e quindi alle partite, prima della fine della stagione allungata a causa del Coronavirus, è un rebus. Inzaghi si accontenterebbe di riaverlo a disposizione per le ultime 5-6 partite ma ad oggi, con mesi di assenza dai campi e una condizione tutta da ritrovare, fare previsioni diverse da quelle certificate dai dottori, è impossibile. A riportarlo è Il Corriere dello Sport.

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Niente ritiro, squadre in “clausura” solo se c’è un positivo e tamponi ogni 4 giorni: ecco il nuovo protocollo al vaglio del CTS

Niente ritiro blindato ma se c’è un positivo tutta la squadra si chiude in ritiro. O meglio come espressamente scritto nel protocollo «da quel momento, tutti gli altri componenti del gruppo squadra verranno sottoposti ad isolamento fiduciario presso una struttura concordata». Che nella maggior parte dei casi sarà il centro sportivo. Ecco come la serie A cerca di uscire dal pantano del protocollo beffando la “clausura” che proprio non piace ai club. Un escamotage che cozza con le misure “stringenti” chieste dal Cts. E soprattutto non si capisce cosa significhi fiduciario. Non solo perché il nuovo protocollo redatto ieri da Maurizio Casasco (ha avuto parole dure contro la Figc per il lavoro fatto), presidente della Fmsi e Gianni Nanni, medico del Bologna, prevede anche un aumento di tamponi: dopo i primi due iniziali ne verrà fatto uno ogni 4 giorni e a test sierologici ogni 14 giorni. Un aumento esponenziale che mal si sposa con le promesse di non impattare sulle regioni in cui scarseggiano i reagenti. 

SCINTILLE LOTITO-DAL PINO
Il nuovo testo è stato inviato al presidente della Federcalcio, Gabriele Gravina, che l’ha inoltrato al Governo. C’è stato anche un litigio tra Lotito e il numero uno di Lega Dal Pino perché il patron della Lazio voleva rivedere ancora il documento prima di spedirlo a via Allegri. Oggi il fascicolo sarà studiato dal Cts. Si attende una risposta. Questione di giorni. Mercoledì, giorno del Consiglio Federale, potrebbe andare in scena anche la famosa chiamata tra il premier Conte e il numero uno della Figc, Gravina. Entro il fine settimana o al massimo da lunedì prossimo le sedute dovrebbero andare a regime.

Ilmessaggero.it

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Quarantena light: il nodo da risolvere. Primo alleggerimento nel nuovo decreto

Qualcosa è cambiato. Almeno nel testo della "legge sulla quarantena" contenuto nel dpcm. Piccoli passi nella direzione "giusta", almeno secondo il mondo del pallone. Ai medici della Serie A però lo spiraglio che si intravede non basta: soprattutto per quando inizieranno le partite, secondo loro, ci vuole più chiarezza e solo il governo può farla una volta per tutte. Leggendo il nuovo decreto firmato da Conte si ricava l'impressione che adesso la norma sulla quarantena sia leggermente meno stringente rispetto al passato. Meno stringente non vuol dire che la strada sia in discesa o che, in caso di positività di un giocatore, solo lui andrà in isolamento, mentre il resto della squadra sarà salvo. Sarebbe stata una sorta di "assicurazione" sulla conclusione del campionato. Che ancora non c'è. Per la fase degli allenamenti una soluzione è stata ipotizzata nel protocollo "rivisto" consegnato ieri dalla Lega alla Figc (lo trovate nelle pagine seguenti), ma ci vuole una soluzione anche per la fase successiva. Purtroppo la curva dei contagi non autorizza ancora a cancellare con un colpo di spugna al comma 1 dell'articolo 1 dell'ordinanza emanata dal ministero della salute il 21 febbraio. Un'attenta lettura del dpcm pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale fa però capire che, forse, si va verso un progressivo allentamento delle misure per evitare i contagi.

Precauzionale e guarigione

Le parole chiave sono 2 "precauzionale" e "guarigione" e sono contenute rispettivamente nell'articolo 1.7 e 1.6 del decreto pubblicato ieri sulla Gazzetta Ufficiale. L'articolo 1, comma 1, dell'ordinanza emanata dal ministero della salute il 21 febbraio è chiaro («E' fatto obbligo alle autorità sanitarie territorialmente competenti di applicare la misura della quarantena con sorveglianza attiva, per giorni quattordici, agli individui che abbiano avuto contatti stretti con casi confermati di malattia infettiva») e valido fino al 31 luglio. Questo articolo è ancora "attivo". Adesso però appare… leggermente sfumato sia perché si parla di «quarantena precauzionale applicata con provvedimento dell’autorità sanitaria» (articolo 1.7) sia soprattutto perché all'articolo 1.6 viene scritto «È fatto divieto di mobilità dalla propria abitazione o dimora alle persone sottoposte alla misura della quarantena per provvedimento dell’autorità sanitaria in quanto risultate positive al virus COVID-19, fi no all’accertamento della guarigione o al ricovero in una struttura sanitaria o altra struttura allo scopo destinata». Le parole chiave sono "accertamento della guarigione". Il riferimento è alle persone risultate positive al Covid-19, ma l'interpretazione di un numero crescente di medici è che possa essere attuabile, a maggior ragione, anche ai contatti stretti del positivo che risultano negativi. Per "liberarli" prima di 14 giorni

corrieredellosport.it

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Chi si qualifica alle coppe? La UEFA chiarisce: le regole non cambiano anche per chi non conclude stagione

Nessuno stravolgimento per l’accesso alle coppe europee nella prossima stagione. Nonostante alcune frasi rilasciate da Aleksander Ceferin, presidente dell’UEFA, a BeIN Sports, avessero fatto pensare a eventuali “punizioni” per i club dei campionati che decideranno di non portare a termine la stagione, quei passaggi sono stati in realtà mal interpretati, come spiega il comunicato diffuso da Nyon pochi minuti fa.

Le regole non cambiano. Nelle pieghe delle parole di Ceferin, qualcuno aveva intravisto l’obbligatorietà dei preliminari Champions o Europa League per i campionati che si fermeranno, come per esempio la Francia. O addirittura, lo spettro dell’esclusione per chi non dovesse concludere la stagione sul campo. Non è così, perché le regole non cambiano. E il riferimento di Ceferin era semplicemente al fatto che, pur se i campionati saranno fermi, le squadre interessate dovranno disputare regolarmente i preliminari se vorranno partecipare alla prossima stagione di coppe europee. Per capirsi, un esempio concreto: in Ligue 1, il terzo posto garantisce al Rennes l’accesso alla fase preliminare di Champions. Se ad agosto (o a settembre, o quando inizierà la stagione 2020-21) il calcio francese sarà ancora fermo, il Rennes dovrà comunque disputare i preliminari. Un po’ come PSG e Lione giocheranno in ogni caso la Champions in corso di svolgimento, pur con il proprio campionato nazionale fermo.

Il comunicato. Per completezza, e visto che vi abbiamo accennato in apertura, di seguito la nota stampa diramata pochi minuti fa dalla UEFA: “Con riferimento al modo in cui alcune parole dell’intervista rilascia a BeIN sono state citate, la UEFA vuole chiarire che il presidente Ceferin ha detto che i club le cui leghe si siano fermate in questa stagione dovranno comunque essere pronti per i turni preliminari della prossima annata, secondo le attuali liste di accesso. Non ha menzionato né accennato in alcun modo a qualsiasi cambiamento le regole di accesso alle competizioni UEFA”.

tuttomercatoweb.com

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Scarpa d’Oro, Immobile insidiato: Lewandowski torna a giocare, primato in pericolo

Ciro Immobile ha sempre ammesso che i record personali non gli importano poi molto. Certo è, che vedere di nuovo Robert Lewandowski, sfidante numero uno nella classifica per la Scarpa d’Oro, tornare in campo, fa venire un po’ di amaro in bocca. Con la ripartenza della Bundesliga si riaccende anche la sfida tra i bomber più forti d’Europa. In testa c’è l’attaccante della Lazio. Ciro al comando con 54 punti in virtù dei 27 gol segnati in Serie A (la classifica tiene conto delle reti moltiplicate per il coefficiente del campionato, ovvero 2).

Il testa a testa nella classifica per la Scarpa d’Oro tra Immobile e Lewandowski va avanti da inizio anno. L’attaccante del Bayern Monaco è a quota 50. La Bundesliga riparte e lui torna in campo a caccia di altre reti. Domani (ore 18) i bavaresi sfidano l’Union Berlino. Robert potrebbe già agguantare Ciro in testa alla classifica con due gol. Non una cosa impossibile per un calciatore delle sue qualità. Sono già 5 le doppiette in questa stagione. Attenzione anche agli altri bomber di Germania, Timo Werner e Erling Haaland. Sono a quota 42, gli stessi punti di Cristiano Ronaldo. Pure il portoghese potrebbe essere scavalcato in graduatoria. corrieredellosport.it

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Incontro FIGC-Lega-medici: i club dicono no al protocollo e chiedono correzioni Nel pomeriggio contatto Gravina-Spadafora

Il vertice tra Lega Serie A, Federcalcio e medici è terminato da poco e Sky Sport ha dato i primi aggiornamenti. La Lega ha comunicato alla FIGC che il protocollo studiato dalla Federcalcio per la ripresa degli allenamenti dovrà essere rivisto in tre punti: nella modalità della quarantena in caso di calciatore positivo, nella modalità del ritiro e nella responsabilità dei medici. Ciò che la FIGC aveva cambiato, dopo la richiesta del CTS, non va bene alle squadre di A e alla Lega. Oggi pomeriggio ci sarà un contatto tra Gabriele Gravina, presidente della FIGC, e il ministro dello sport Spadafora e vedremo quella che sarà la sua reazione, se privata o pubblica e se ci sarà la volontà di modificare il protocollo. A breve dovrebbe arrivare anche una nota ufficiale della Lega Calcio.

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Ritiri, quarantena collettiva e responsabilità medici, i club così non ripartono: “Protocollo non praticabile, serve altra intesa con il governo”

Un consiglio di Lega per discutere alcuni punti del protocollo FIGC. Oggi i club si sono ritrovati e sono arrivati alla conclusione che chiederanno alla Lega di intercedere con il Governo. Le società non vorrebbero più svolgere il maxi ritiro, si chiederà una variazione sulla quarantena per tutta la squadra in caso di un calciatore positivo e di non considerare la responsabilità del medico del lavoro. Tutto da rifare, un ennesimo cambio di programma. E ora la palla passa di nuovo al Governo e al Comitato Scientifico.

Tutto nasce dalle "Indicazioni per la ripresa degli allenamenti delle squadre di calcio professionistiche e degli arbitri”. Quelle che ieri Gabriele Gravina, presidente della FIGC, ha trasmesso a Vincenzo Spadafora, ministro dello Sport. Un documento nel quale la federcalcio, come dichiarato ieri da Spadafora, ha accolto i rilievi del CTS, adeguando il protocollo del 18 aprile alle richieste del comitato sui test, sul maxi-ritiro per garantire l’isolamento del gruppo squadra, sulla responsabilità dei medici e sulla quarantena dell’intera rosa, necessaria in caso di nuovo contagio. 
Protocollo indigesto per la A. È su quel documento, e sulla missiva di corredo, nella quale peraltro lo stesso Gravina si augura un futuro allentamento delle misure richieste dal CTS, che si è incentrata la discussione in merito alla ripresa, nell’assemblea di Lega Serie A di oggi. Ed è sempre da lì che nasce il dietrofront di molti dei 20 club del massimo campionato: ripartire così, a queste condizioni, è impossibile. 
Problema alloggio. Al netto delle responsabilità, una questione sollevata pubblicamente sia dall’Udinese che della Lazio, le difficoltà sono anzitutto di natura pratica. I club privi di una foresteria presso il proprio centro sportivo hanno grosse ritrosie sull’ipotesi di svolgere il maxi-ritiro e creare la famosa bolla sterile in un albergo esterno. Questione di costi, alti, e non solo. Quali club? Sicuramente l’Inter ha giudicato impraticabile questo scenario, e anche da casa Fiorentina filtrano valutazioni sull’effettiva possibilità di far partire il ritiro se le condizioni non cambieranno. Ma il fronte è molto più ampio: a parte la Juventus, che può sfruttare il J-Hotel, e proprio la Lazio, che è contraria al protocollo ma può contare su Formello già attrezzato a tal fine, pochissimi club hanno la possibilità ospitare un gruppo squadra da 60-70 persone presso proprie strutture. Per questo chiedono di modificare ulteriormente il protocollo: se ne parlerà domani con FIGC e FMSI, nei giorni a venire col governo. Anche se finora, sotto questo profilo, dall’esecutivo sono arrivate ben poche aperture rispetto a soluzioni alternative. Tuttomercatoweb.com

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Spiragli anti quarantena collettiva nel protocollo: dopo il ritiro si potrebbero rivedere le linee guida

Le condizioni imprescindibili poste dal Cts al protocollo per la ripresa degli allenamenti hanno creato preoccupazioni e punti interrogativi, fra le 20 squadre di Serie A. In particolar modo il passaggio in cui si dispone la quarantena di 2 settimane obbligatorie per tutto il gruppo squadra in caso di un solo caso di positività. Secondo l’edizione odierna della Gazzetta dello Sport, però, nel documento inviato dalla FIGC al Ministero dello Sport c’è anche un passaggio a metà fra una richiesta e una speranza. Le indicazioni riguarderebbero le prime due settimane di allenamento (quindi in linea teorica 18-31 maggio) con possibile estensione alla terza, inoltre il nuovo protocollo dice: “Successivamente, sulla base del combinato disposto alle evidenze epidemiologiche e delle misure governative che verranno adottate, potranno essere fornite linee guida aggiornate per un possibile allentamento della ‘quarantena volontaria’ in occasione dei successivi periodi di allenamento e/o ripresa delle gare”.