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Coronavirus, Borrelli: “probabile picco dei contagi tra due settimane”. Attese nuove restrizioni.

Le previsioni sul picco del coronavirus "le fanno gli esperti, sicuramente è giusto farle ma poi bisogna vedere se vengono confermate dai fatti. Forse il picco non arriverà la prossima settimana ma quella dopo". Lo ha detto il capo della protezione civile Angelo Borrelli questa mattina ai microfoni di Rai Radio2 nel corso della trasmissione 'I Lunatici'. "Tutti dicono che stiamo andando verso il picco e ci auguriamo che sia quanto prima", ha aggiunto.

Borrelli ha poi continuato: "L'ottimismo e la speranza ci devono venire dai comportamenti che stanno adottando i nostri connazionali. Serve assoluta prudenza, bisogna uscire il meno possibile. È fondamentale per contenere i contagi. Bisogna evitare i contatti umani e muoversi il meno possibile. Evitare di uscire di casa se non strettamente necessario. Gli epidemiologi ci dicono che se noi conduciamo una vita assolutamente normale la percentuale di persone che viene colpita dal coronavirus è molto più alta. Per questo si adottano misure come quelle adottate in Cina. La mascherina se si mantengono le distanze di sicurezza non serve a nulla". 

Un nuovo contagio a Vo'

Nella notte è stato accertato un nuovo caso positivo nel comune veneto, primo focolaio di coronavirus nella regione, dove da giorni il bilancio segnava zero. Dal report della Regione, i positivi nella cittadina padovana sono così 83 dall'inizio dell'epidemia. Padova – escluso Vo' – è la provincia con più casi (943, +42 rispetto a ieri), seguita da Verona (784, +66) e Treviso (719, +49). Il comune veneto è stato spesso indicato anche come il centro del "modello veneto" per contenere la diffusione del virus e studiare la malattia, con un numero molto elevato di tamponi eseguiti.

I governatori chiedono più restrizioni

Impiego dell’esercito, chiusura degli studi professionali e degli uffici pubblici (salvo per le attività indifferibili), fermo dei cantieri, ulteriore limitazione delle attività commerciali. Sono le richieste del governatore della Regione LombardiaAttilio Fontana, al presidente del Consiglio, Giuseppe Conte. Un elenco che arriva dopo l’ultimo drammatico bilancio dei morti e dei contagiati nella regione e soprattutto nell'area metropolitana di Milano.

Una stretta sulle limitazioni è chiesta da più parti anche alla luce dei ben 52 mila italiani denunciati per non aver ottemperato ai divieti, persone che sono uscite senza validi motivi o hanno addirittura cercato di mettersi in viaggio. Repubblica.it

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Allenamenti, si tratta sul 3 Aprile ma la Lazio studia una ripresa anticipata, alternata e sicura

 

Prima il nuovo scontro Lotito-Marotta, poi un’ipotesi di accordo che andrà ratificato domani nella riunione informale delle società di A. Il tema della ripresa degli allenamenti fa ancora discutere e soprattutto non consente ai club, ai medici sportivi e al sindacato dei giocatori di individuare una linea comune. In serata si è arrivati a una sorta di tregua, con tanto di intesa a larga maggioranza (non all'unanimità) che però va ancora firmata. E finché non succederà…

SCONTRO LOTITO-MAROTTA

Le scintille sono arrivate tra il presidente della Lazio, uno di quei dirigenti che spingono per la ripresa in tempi rapidi degli allenamenti (tra le altre società a favore anche CagliariNapoliAtalanta e Udinese; nerazzurri e bianconeri però sono in quarantena), e l’ad nerazzurro, “portabandiera” di quei club che vendono la ripartenza della A ancora lontana e spingono a favore di condizioni analoghe per tutti, soprattutto per rispetto di quei presidenti che hanno i  loro tesserati in quarantena a causa del Coronavirus. Curioso che i due siano anche consiglieri federali e su posizioni diametralmente opposte. Lotito ha attaccato Volpi, il dottore dell’Inter che perorava la causa portata avanti dalla federazione dei medici sportivi italiani (martedì con un comunicato ha chiesto la ripresa per tutte le squadre il 3 aprile), e Marotta, forte dell’appoggio dell’Aic, è sceso in campo a sua difesa sostenendo che senza una linea comune si mettono a rischio la salute degli atleti e la regolare ripresa del campionato.

VIA IL 3, MA…

L’ipotesi di accordo prevede la ripresa il 3-4 aprile per le squadre a ranghi completi, ma dà facoltà alle società delle Regioni colpite non da una vera e propria emergenza come per esempio la Lombardia di aprire i loro centri tecnici a piccoli gruppi di calciatori (3-4 a turno). Il tutto sotto la responsabilità dei rispettivi medici sociali. Resta da definire l’accordo nei dettagli oltre a individuare, su richiesta dell’Aic, un protocollo di categoria. Ci vuole un processo per tornare alla normalità. La linea della ripresa a inizio aprile è condivisa anche dalla Libera associazione medici italiani del calcio (Lamica) presieduta dall'ex responsabile dello staff medico della Nazionale, Enrico Castellacci. Il tutto in attesa di capire se (ma forse è meglio dire quando) il Governo metterà un freno allo sport all'aperto per limitare il proliferare della "fitness mania" che il Ministro dello Sport Spadafora ha criticato anche ieri in maniera netta.

MENO FERIE D'ESTATE 

In questi giorni senza allenamenti saranno contati dalle società come di ferie e a riguardo l’Aic non pare avere niente da eccepire. In questo modo, anche se la stagione finirà il 30 giugno o addirittura a luglio, la pausa estiva sarebbe assai ridotta, massimo di un paio di settimane, e poi inizierebbero i ritiri per preparare il 2020-21. Il campionato partirà un po’ in ritardo, ma non oltre i primi settembre perché nel 2021 ci sono gli Europei.

Corriere dello Sport

 

Un protocollo d’intesa per la ripresa graduale degli allenamenti non è ancora stato raggiunto tra i club di Serie A, ma neppure è lontanissimo e c’è l’intenzione di andare avanti. Lotito e lo staff sanitario della Lazio sono al lavoro: apriranno la strada sulle nuove modalità di allenamento in sicurezza. Uno “smart working” della preparazione atletica da non svolgere più a casa, ma sul campo di Formello. Due obiettivi: azzerare i rischi, tutelando la salute dei giocatori, garantire un minimo sindacale di allenamento (anche individuale) per evitare che uno stop lungo due mesi possa ripercuotersi in modo determinante sulla condizione atletica della squadra di Inzaghi. La Lazio non gioca dal 29 febbraio e si ipotizza (nel migliore dei casi) il ritorno alle partite ufficiali nella prima metà di maggio. Alcuni grandi club (come sottintendono a Formello) punterebbero allo stop definitivo della Serie ALotito, invece, freme per portare a termine il campionato. E vuole che la squadra torni ad allenarsi.

DUBBI 

La società biancoceleste ha fissato per lunedì prossimo la convocazione dei giocatori al centro sportivo di Formello, modalità e criteri restano allo studio. Ieri neppure si escludeva un altro rinvio e si è capito perché: durante le call conference in Lega si è registrata un’altra spaccatura sull'argomento. Cautela estrema collegata ai dubbi del ministro Spadafora sull'eventualità di vietare l’attività sportiva all'aperto (si riferiva agli amatori e non ai professionisti) e alle perplessità da superare nel confronto con l’AicIvo Pulcini, direttore sanitario del club biancoceleste, era stato il primo, la settimana scorsa, a sottolineare l’esigenza di rispettare determinati criteri di sicurezza per tornare a lavorare sul campo in attesa che possa ripartire il campionato. Gli allenamenti collegiali forse ripartiranno il 3 aprile, ma già prima si potrebbe procedere con un lavoro individuale o diviso per gruppi. E’ la via che intende percorrere la Lazio e bisognerà attendere il nuovo aggiornamento in Lega calendarizzato per domani.

TURNI 

Formello è stata svuotata, igienizzata e sanificata. Lotito e i suoi collaboratori stanno pensando a una ripresa graduale e organizzata in modo razionale, non certo all'idea di radunare 25 giocatori all'interno di uno spogliatoio da un giorno all’altro. Nemmeno vogliono ipotizzare, al contrario, un’inattività totale e lunga due mesi. Ai calciatori non succede neppure durante le vacanze estive di restare fermi così a lungo, senza poter correre o accontentandosi del tapis roulant. Il centro sportivo della Lazio offre la possibilità di una ripresa in condizioni di sicurezza. Non ci sarebbe il rischio di un assembramento sotto le docce. L’idea sarebbe quella di ripartire da un lavoro atletico individuale o dividendo i giocatori in gruppi di tre o quattro: niente partitelle per rispettare i criteri del “distanziamento sociale”. Ovviamente servirà l’ok dei medici. Si parla di allenamenti alternati, in orari differenti e spalmati tra mattina e pomeriggio, nel'’intero arco della giornata. Allenamenti differenziati al posto dei “compiti a casa” delle ultime due settimane. Sarebbe un piccolo grande passo verso il ritorno alla normalità.

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Ufficiale, Europeo nel 2021: campionati da chiudere entro l’estate (virus permettendo). Finale Champions il 27 giugno?

Non c'erano molte alternative, sta ormai prevalendo la soluzione più “semplice” o comunque meno problematica. Spostamento dell’Euro a giugno 2021, campionati (e si spera coppe) da concludere entro l'estate. Decisione appena approvata dall’Esecutivo. Con un programma ipotetico di date da confermare in base… al virus.

UEFA E STAKEHOLDERS — Euro a giugno 2021, gara inaugurale a Roma l’11 giugno, è stata una visione condivisa in Europa, da mettere però in pratica con la “collaborazione” del maledetto virus: nessuno può infatti ipotecare il futuro. Si potrà tornare a giocare quando le condizioni sanitarie miglioreranno. La speranza è che la data sia i primi di maggio, ma non è possibile ora impegnarsi su un calendario definitivo.

DATE — Intanto, si lavora su varie ipotesi per la ripresa: la più ottimistica vede la "ripartenza" il 14 aprile, la più pessimistica a inizio giugno (addirittura il 13 giugno, con fine della stagione a luglio inoltrato). L’obiettivo Uefa sarebbe quello di completare le coppe con andata e ritorno. Quindi per l’Europa League inizio il 30 aprile e per la Champions il 5 maggio, con finali alla fine di giugno (il 27 è l’ultimo sabato).

DUE COMMISSIONI — Uefa, federazioni, leghe, club e calciatori – gli incontri video tra gli stakeholders intanto proseguono con Nyon campo centrale – si sono ritrovate d’accordo sull'obiettivo di finire le competizioni per club, non rimandabili, posticipando l'Europeo che è quadriennale e può essere recuperato con minori perdite. Ma le perdite saranno inevitabili. Per cui saranno create due commissioni, una delle quali si occuperà delle conseguenze finanziarie dell'effetto virus e l'altra di organizzare più ipotesi di calendario.

gazzetta.it

 

 

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I medici della Serie A: “No agli allenamenti dei calciatori”

Nel dibattito allenamenti sì-allenamenti no, che ieri ha visto protagonisti in assemblea di Lega Claudio Lotito (a favore) e Andrea Agnelli (contro), scendono in campo i medici della Serie A. E con un comunicato chiariscono che no, non ci si può nemmeno allenare, ora che l’emergenza coronavirus dilaga e che l’attività agonistica è sospesa. 
 

COMUNICATO STAMPA

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Ecco il testo integrare della nota: “In considerazione della grave evoluzione dell’infezione Covid 19 nel mondo, vista l’emergente diffusione dei contagi anche all’interno del calcio e del personale sanitario a esso dedicato e del progressivo aggravamento della situazione che sta coinvolgendo il Sistema sanitario nazionale, i medici della Serie A esprimono forte preoccupazione circa la tutela della salute dei propri tesserati qualora venissero ripresi a breve gli allenamenti e promosse altre attività di aggregazione. Pertanto, in modo unanime, i medici consigliano di non riprendere l’attività fino a netto miglioramento dell’emergenza Covid 19”. Gazzetta.it

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La posizione della Lega di Serie A e delle altre Leghe Europee: “Terminare i csmpionati nei prossimi mesi”

La Lega Serie A ha riunito oggi i rappresentanti delle Società in video conference, proseguendo la valutazione, iniziata ieri, dell'impatto del COVID-19 sull'attività sportiva. La posizione della Lega Serie A, condivisa ieri con i Club e seguita da tutte le altre Leghe europee – riporta la nota ufficiale – resta quella di terminare l'attività sportiva concludendo nei prossimi mesi i campionati nazionali, riprendendoli quando le condizioni sanitarie lo permetteranno. A tal fine la Lega Serie A, il cui obiettivo primario in questo momento resta la tutela della salute, ha costituito alcuni gruppi di lavoro che si dedicheranno ad affrontare l'emergenza coronavirus. I tavoli di lavoro, che vedranno la partecipazione di rappresentanti delle Società, riguarderanno tematiche mediche, tecnico-sportive, di rapporti istituzionali e di risk assessment per le Società e per la stessa Lega Serie A.

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Luis Alberto, rinnovo con la Lazio a un passo: ecco tutte le cifre

Filo diretto Italia-Spagna. Gli incontri a Roma delle scorse settimane fra il diesse Tare e i manager del giocatore, un contatto recentissimo (ovviamente solo telefonico) per avvicinarsi ancora di più. La trattativa per il rinnovo scorre velocemente e le parti sono ad un passo dall’intesa: contratto fino al 2025, ingaggio da circa 3,5 milioni. Non sono previste clausole di rescissione, questa è la base dell’accordo. Si stanno discutendo gli ultimi dettagli, riguardano lo stipendio, la definizione dei costi fissi e dei bonus per arrivare a quella cifra. Uno dei premi scatterà al raggiungimento di un tot di assist, specialità di cui Luis Alberto è maestro. Più assist centrerà, più soldi guadagnerà, questo è il patto. La regola di solito vale per i bomber in stile Immobile, quest’anno ha centrato i bonus al 10º, 20º e 30º gol. Luis Alberto è il Mago che i gol li fa segnare, per lui si valutano altri parametri.

Le cifre dell'accordo di Luis Alberto

Il contratto, appena sarà firmato, avrà decorrenza dall’1 luglio prossimo. L’ingaggio di quest’anno rimarrà inalterato fino al 30 giugno (1,8 milioni più bonus), quello del prossimo anno sarà da Champions. Luis guadagnerà sui livelli di Immobile e Milinkovic, unici a percepire dai 3 milioni in su (più bonus). Farà un grande salto, economicamente parlando. Gli spetta, lo merita. E’ diventato un top player, una stella della serie A, il centrocampista più ammirato, la sua esplosione è riconosciuta da tutti in Italia. Eppure la Spagna continua a snobbarlo, non era rientrato neppure nelle convocazioni di fine marzo. Se lo coccola la Lazio, spera che il rinnovo basti per respingere eventuali assalti di mercato. Il prezzo, in questo caso, lo farebbe Lotito. La regola non cambia: per il club i big sono incedibili, diventano cedibili solo se sono loro a chiedere di andare via e solo se le società interessate pagano i soldi richiesti, altrimenti no. 

corrieredellosport.it

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UFFICIALE – La UEFA sospende Champions ed Europa League

La Uefa ha deciso di sospendere la Champions League e l'Europa League per via dell'emergenza coronavirus. "Alla luce degli sviluppi dovuti alla diffusione del COVID-19 in Europa e delle relative decisioni prese da diversi governi – si legge nella nota diffusa dall'organismo di governo del calcio europeo – tutte le partite delle competizioni Uefa per club in programma la prossima settimana vengono posticipate". Martedì è in programma la riunione per decidere il futuro di tutte le altre competizioni targate Uefa.

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Comunicato dell’UEFA: riunione il 17 marzo per decisioni su Champions, EL ed Europeo. Stasera si gioca

Comunicato dell'UEFA: riunione con tutte le Federazioni il 17 marzo. Stasera si gioca – La UEFA ha diramato un comunicato per annunciare che martedì 17 marzo andrà in scena un summit con i rappresentanti delle 55 federazioni, dell'ECA, dell'European League e della FIFPro per discutere il da farsi in vista delle competizioni nazionali ed Europee, Euro 2020 incluso. Nessuna menzione invece sulle sei gare di Europa League di questa sera, che a questo punto dovrebbero andare regolarmente in scena.

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Ecco il primo contagio in A, Rugani ha il Coronavirus: il comunicato della Juve

Il calciatore Daniele Rugani è risultato positivo al Coronavirus-COVID-19 ed è attualmente asintomatico.

Juventus Football Club sta attivando in queste ore tutte le procedure di isolamento previste dalla normativa, compreso il censimento di quanti hanno avuto contatti con lui.

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L’Italia chiude al Coronavirus, Conte: “Chiusi tutti i negozi tranne alimentari e farmacie. Trasporti restano garantiti. Effetti in due settimane”

Nuova stretta nel contrasto al coronavirus. Il premier, Giuseppe Conte, parla in diretta Facebook in un discorso dai tratti anche drammatici. "Grazie agli italiani che compiono sacrifici. Stiamo dando prova di essere una grande nazione", comincia. Poi elenca le nuove misure: "Al primo posto c'è la salute degli italiani", è la premessa. Quindi spiega: "Saranno chiusi tutti i negozi tranne quelli per i beni di prima necessità, come farmacie e alimentari. Resta consentita la consegna a domicilio". Sono sospese dunque le attività di bar, pub, ristoranti (per tutto il giorno e non solo dopo le 18). Mentre saranno aperte edicole e tabacchi.
 

Le industrie resteranno aperte ma con "misure di sicurezza", cioè purché garantiscano iniziative per evitare il contagio. Chiusi invece i reparti aziendali non indispensabili per la produzione. Si incentiva la
regolazione di turni di lavoro e le ferie anticipate. "Saranno garantiti – spiega Conte – i trasporti, le attività agricole, i servizi bancari, assicurativi e postali". Il premier annuncia anche la nomina di un commissario per le terapie intensive con "ampi poteri": Domenico Arcuri, l'uomo alla guida di Invitalia. E chiude: "Restiamo distanti oggi per abbracciarci domani".

Soddisfatte le opposizioni, a partire da Salvini e Meloni.

Prima dell'intervento in diretta di Conte aveva parlato anche il numero due del Pd, Andrea Orlando: "Siamo sicuri che il governo assumerà tutte le ulteriori misure necessarie a fronteggiare il contagio sulla base delle indicazione degli organi tecnico-scientifici e del confronto con le regioni. Come abbiamo sempre ripetuto in queste ore noi le sosterremo con determinazione".

Il segno che il governo ha trovato una sintesi dopo una giornata di riunioni. Una giornata contrassegnata dal pressing di molte regioni, a partire dalla Lombardia e dal governatore Attilio Fontana, all'insegna dell'appello: "Chiudete tutto". E dalle perplessità di Confindustria.