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Partite in chiaro, “no” della Lega: serve decreto governativo

Nella giornata di ieri è arrivata il no della Lega Serie A alla trasmissione delle partite che si disputeranno a porte chiuse in chiaro, visto che "quadro normativo vigente e gli obblighi contrattuali già assunti non consentono di poter aderire alla richiesta della FIGC e del Ministro Spadafora", ma la partita potrebbe non essere ancora chiusa. Secondo quanto riportato da Tuttosport.it l'ostacolo è rappresentato dal fatto che non sono stati negoziati i diritti delle partite in chiaro del triennio 2018- 21, ma solo quelli pay acquistati da Sky e Dazn. Servirebbe un decreto governativo che, viste le cause di forza maggiore, ordinasse di forzare questa barriera contrattuale. 

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Il ministro Spadafora chiede la trasmissione in chiaro della Serie A

Il ministro per le politiche giovanili e lo sport, Vincenzo Spadafora, ha inviato al presidente della Figc, Gabriele Gravina, e per conoscenza al presidente della Lega Calcio Seria A, Paolo Dal Pino, una lettera per chiedere di valutare le eventuali condizioni per trasmettere in chiaro le competizioni di Serie A almeno della prossima giornata di campionato. Questo in considerazione dei forti disagi cui è chiamata la popolazione in questo momento difficile e in ottica di salvaguardia della salute. Il presidente della Figc ha per le vie brevi dato il suo sostegno all'invito del ministro. Si attende la risposta della Lega Calcio Serie A e di Sky.

 

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Coronavirus, massimo 50 tra giornalisti e fotografi

Lega Serie A, B e Lega Pro hanno comunicato le disposizioni circa il numero di operatori dell'informazione che potranno avere accesso alle gare a porte chiuse nel prossimo mese: "Preso atto della comunicazione della F.I.G.C pervenuta in data odierna, si rende noto, anche a parziale modifica delle indicazioni organizzative riguardo allo svolgimento delle gare "a porte chiuse”, di cui al Com. Uff. n.139/DIV del 05.03.2020, che sono ammessi all’interno dello stadio gli operatori dell'informazione preventivamente autorizzati e comunque nel numero massimo di 50 per la Serie A, 45 per la Serie B e 45 per la Lega Pro

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Coranavirus, torna il calcio ma sarà uno spettacolo diverso: ecco cosa vedremo (in tv)

Una volta c'era Messi, che metteva a sedere gli avversari senza toccarli. Ma secoli fa (o almeno sembra). Ora nel calcio del "grande freddo" sarà buffo persino assistere ad un contatto, perché in contrasto con lo spirito del tempo e forse del buon senso che ci consiglia di salutarci a distanza, sventolando la mano come gli sportivi di una volta (non prima di averla disinfettata). Ma così è.

Non potendo provvedere alla distanza "fisiologica" o "epidemiologica" fra difensore e attaccante, prepariamoci a goderci partite, come diceva Brera, che sembrano disputarsi nel cratere di un vulcano, in cui tutto rimbomba, al punto da dubitare che sia vero. Il calcio tornerà ufficialmente in campo domenica alle 12.30 a Parma con i recuperi della 7ª giornata di ritorno della serie A. Di sicuro appariranno i giocatori padroni di casa e quelli della Spal. Di sicuro, come recita la circolare n.22 della Lega, vedremo i direttori di gara e lo staff tecnico delle due squadre andare come sempre a prendere il proprio posto. Al momento dell'ingresso non ci saranno invece i bambini, abitualmente tenuti per mano da ogni singolo calciatore. "I wanna hold your hand" cantavano i Beatles, ma oggi no grazie, oggi il sorteggio del campo non sarà più seguito dalla stretta di mano fra capitani e arbitri. Saremo più spicci.

Se ci sarà il deserto sugli spalti – e questa sarà sì una cosa raggelante da vedersi perché saremo costretti ad ammirare i seggiolini vuoti in modo ripetuto (le porte chiuse sono stati sin qui provvedimenti isolati e come tali non così potenti da generare una tendenza) – avremo in compenso la somma stratosferica di non più di 100 persone in giro per lo stadio, inclusi i raccattapalle, gli addetti alla manutenzione del campo e alla pulizia dell'intero impianto. Potranno prendere posto in tribuna un numero limitato (ma a questo punto non si sa quanto privilegiato) di persone: gli incaricati della Procura federale, i delegati della Lega, i Medici antidoping e i rappresentanti della Commissione federale antidoping. Non potranno mancare, a rimpolpare l'esigua compagnia, gli uomini della pubblica sicurezza, le ambulanze con relativo personale e i vigili del fuoco. Poi operatori televisivi e giornalisti delle emittenti titolari dei diritti di trasmissione. Ogni club potrà schierare un solo fotografo ufficiale e un social media manager a testa. Gli altri operatori dell'informazione non dovranno superano le 150 unità.

Il resto, beh, il resto semplicemente non c'è, per precauzione. E se scorgete un arbitro che magari va a pulire con una salvietta il video del Var prima di rivedere un'azione, stategli vicino. Il calcio senza pubblico è come un teatro vuoto. Lo salva la tv. Ma è un corner cui nessuno vorrebbe ricorrere in questo modo. Bisogna far finta che si possa andare avanti lo stesso, certo, anche così, nella speranza che arrivi presto la primavera. Nel frattempo, aspettando che torni la luce dei giorni migliori, i giocatori faranno bene a brancolare in questo buio da campioni e mai come adesso è importante che dimostrino di esserlo, passando (o correndo) da signori sulle difficoltà del momento. Faranno bene, per sé e come esempio per gli altri, anche a non condividere borracce (e i microfoni a fine gara?). E a rispettare le regole anche negli spogliatoi, dove non si vede. E per ora a non firmare autografi: mai accettare penne da una sconosciuto. Meno si mescola e meglio è.

Inoltre sarebbe quanto mai sconsigliato, per ora, strapparsi bende o cerotti: nel silenzio spettrale, dove esclamazioni e urla risuoneranno come nelle terre desolate, c'è il rischio che un "taping" tirato via dalla pelle possa produrre un rumore sinistro nelle case del pubblico televisivo. Infine, onde evitare scompensi emotivi anacronistici nel pubblico televisivo, ai giocatori verrebbe anche da suggerire di non sputare (una volta c'era un tagliandino di metallo sulle piattaforme dei vecchi autobus, vietato sputare, ma venivamo fuori dalla guerra…). Chi ha giocato a pallone sa tuttavia quanto sia difficile non sputare e non dire parolacce. Alcuni (vedi Ibra) sputano per concentrarsi, altri dicono parolacce o smoccolano per abitudine: un'abitudine assai dura a morire.repubblica.it

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Che succede in caso di contagio di un calciatore? La risposta del calcio dopo il consiglio del 12 marzo

C'è un caso estremo che deve essere preso in considerazione dai vertici del Calcio, nonché dalle squadre di Serie A. La domanda la pone il quotidiano La Repubblica, la risposta sarà data, con molta probabilità, il 12 marzo nel Consiglio di Lega organizzato per il prossimo giovedì: "Che succede se si ammala un tesserato?". Si valuteranno proposte e rimedi, perché in quarantena finirebbero almeno due squadre, quella del giocatore "contagiato" e l'ultima squadra con la quale ha giocato contro. In tal caso, il rischio di un blocco irreversibile del calcio, sarebbe altissimo.

Laziopress.it

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Radu, solo quattro gare per eguagliare le presenze di Negro

Radu si avvicina al podio. Il centrale romeno è a quattro partite da Paolo Negro, terzo giocatore per presenze nella storia della Lazio a quota 376. Prima di lui Pino Wilson (394) e Giuseppe Favalli (401). Passo dopo passo Radu sta scrivendo un’altra pagina della sua storia in biancoceleste, il terzo posto è ormai vicinissimo.

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Coronavirus, Tommasi: “Avanti a porte chiuse, giocatori a rischio”

Prendere in considerazione la possibilità di rinviare ad altra data l'Europeo di calcio in programma dal 12 giugno al 12 luglio in seguito all'emergenza coronavirus. E' quanto chiede Damiano Tommasi, presidente dell'Aic, l'associazione italiana calciatori. "La Uefa deve prendere in considerazione la possibilità di spostare l'Europeo di calcio, per dare più tempo ai campionati: il problema Coronavirus non è solo italiano" ha detto Tommasi all'Ansa. "Altri sport hanno deciso di non andare in campo, c'è spazio per il calendario. Ma il calcio no, non c'è spazio né tempo: si è deciso di giocare, per altre considerazioni, a porte chiuse".

Coronavirus e sport, le norme degli esperti per i calciatori

I calciatori sono preoccupati: "Dobbiamo prendere tutte le precauzioni per la sicurezza di chi gioca: in campo non si può certo rispettare la distanza di un metro, ma vanno prese tutte le misure per garantire la sicurezza di chi è allo stadio, compresi staff e personale, per ridurre al minimo quel rischio. Tra i giocatori c'è chi è convinto di andare avanti e chi esprime preoccupazioni, ci sono molti stranieri ed è sotto gli occhi di tutti quel che sta succedendo dall'estero verso l'Italia…".

SERIE A

Un eventuale primo contagiato tra i professionisti sarebbe il cigno nero del calcio, e non solo italiano: "Cosa succederebbe se, e ovviamente nessuno se lo augura, ci fosse un caso  anche in A? Abbiamo visto quel che è successo con la Pianese in C, squadra in quarantena. Le regole sanitarie valgono per tutti, anche per i professionisti". A quel punto, anche il campionato dovrebbe mettersi in quarantena. Lo scenario è in evoluzione, ma cosa succederà, si chiede Tommasi, quando "qualche partita di Champions si giocherà a porte chiuse o qualche squadra europea si rifiuterà di andare a giocare" come è successo per il basket con le squadre italiane?. "E se come si paventa, la zona rossa si estenderà a Bergamo, che ripercussione avrà sulla Champions col Valencia?".

Repubblica.it

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Vietato staccare la spina: domani amichevole a porte chiuse, prosegue il recupero infortunati

Atalanta-Lazio si giocherà il 15 marzo, alle ore 15:00. La decisione di giocare porte chiuse e, appunto, di slittare il campionato di un turno cambiia il programma della Lazio. I biancocelesti avranno una settimana in più per recuperare alcuni giocatori (Acerbi e Marusic su tutti) per poi concentrarsi al 100% sulla gara di Bergamo. Inzaghi non vuole che la tensione cali, che questo turno saltato porti i giocatori a perdere il filo del discorso Scudetto. Oggi l’allenamento è previsto alle 11:30, mentre domani i biancocelesti giocheranno un’amichevole a porte chiuse a Formello per mantenersi attivi. La ripresa, stando al calendario, prevede Atalanta-Lazio il 15 e Lazio-Fiorentina, all’Olimpico, il 20 marzo. Ovviamente, entrambe a porte chiuse.

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Coronavirus, decreto 4 Marzo: tutti gli eventi sportivi sospesi nella zona rossa

Il Decreto odierno non solo stabilisce le porte chiuse per tutte le manifestazioni sportive di ogni ordine  e disciplina, se non a porte chiuse, nell'intero Paese; nello specifico, al comma C  dell'articolo 1 stabilisce che siano “sospesi gli eventi e le competizioni sportive di ogni ordine e disciplina, svolti in ogni luogo, sia pubblico e privato”, per i comuni indicati nell'allegato 1 del Decreto promulgato il 1 marzo 2020. Le località suddette sono quelle in Lombardia – Bertonico; Casalpusterlengo; Castelgerundo; Castiglione D'Adda; Codogno; Fombio; Maleo; San Fiorano; Somaglia; Terranova dei Passerini – e quella  in Veneto: Vo'. 

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C’è il decreto: Serie A a porte chiuse fino al 3 aprile. Juve-Inter domenica sera, Milan-Genoa alle 12.30

Nel tardo pomeriggio di mercoledì 4 maggio è arrivata l’ufficialità delle disposizioni governative in merito all’emergenza sanitaria. Ecco le decisioni sul calcio e dullo sport:

IL DECRETO

“Sono sospesi altresì gli eventi e le competizioni sportive di ogni ordine e disciplina, svolti in ogni luogo, sia pubblico sia privato; resta comunque consentito, nei comuni diversi da quelli di cui all’allegato 1 al decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 1° marzo 2020, e successive modificazioni, lo svolgimento dei predetti eventi e competizioni, nonché delle sedute di allenamento degli atleti agonisti, all’interno di impianti sportivi utilizzati a porte chiuse, ovvero all’aperto senza la presenza di pubblico; in tutti tali casi, le associazioni e le società sportive, a mezzo del proprio personale medico, sono tenute ad effettuare i controlli idonei a contenere il rischio di diffusione del virus COVID-19 tra gli atleti, i tecnici, i dirigenti e tutti gli accompagnatori che vi partecipano. Lo sport di base e le attività motorie in genere, svolte all’aperto ovvero all’interno di palestre, piscine e centri sportivi di ogni tipo, sono ammessi esclusivamente a condizione che sia possibile consentire il rispetto della raccomandazione di cui all’allegato 1, lettera d). All’art 4, comma 1, si può leggere: “Le disposizioni del presente decreto producono il loro effetto dalla data di pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana e sono efficaci, salve diverse previsioni contenute nelle singole misure, fino al 3 aprile 2020”.

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Proseguimento di "tutte le attività, anche del campionato, ma nel rispetto della salute per tutti". Partite a porte chiuse? "Si va verso questo tipo di provvedimento". Lo ha detto il ministro dello Sport, Vincenzo Spadafora, lasciando Palazzo Chigi. Spadafora oggi pomeriggio alle 15 sarà alla Camera per il question time proprio sul tema dei risvolti sportivi dell’emergenza coronavirus. L'ufficialità della decisione del governo dovrebbe arrivare con il decreto atteso in serata, ma lo scenario è ormai delineato. C’è un punto di incertezza relativo alla scadenza del provvedimento, che potrebbe essere fissata nel 20 e non nel 30 marzo, quindi includendo due e non tre giornate di campionato. Il programma dei recuperi dovrebbe essere aperto da Sampdoria-Verona, sabato sera, mentre domenica tocca a Milan-Genoa alle 12.30, poi Parma-Spal e Sassuolo-Brescia alle 15, quindi Udinese-Fiorentina alle 18 e il gran finale con Juve-Inter alle 20.45.

Messaggio Promozionale – video disponibile in 04 secondi

Intanto questa mattina nella sala dei Presidenti del Coni si era riunito il Consiglio di Lega che deve decidere sul calendario del campionato sconvolto dall’emergenza coronavirus. La maggioranza dei sì all’ipotesi del nuovo calendario non è stata ancora tradotta in ufficialità, anche perché l’Inter continua a sostenere la necessità di recuperare Inter-Sampdoria prima della sfida con la Juventus, anche se l’a.d. Marotta all’ingresso è apparso più morbido: "Ci atterremo alla decisioni che saranno prese". E all'uscita ha spiegato: "Lo strumento delle porte chiuse potrebbe essere l'unico per portare a termine il campionato alla luce di quelle che sono le restrizioni che giustamente il governo ci sta indicando. Importante che le società si riuniscano in un’assemblea (stamattina non andata in scena per mancanza del numero legale, n.d.r.) alla luce del Decreto per prendere atto di quanto deciso dal Governo, al fine di salvaguardare la salute dei cittadini, il risultato sportivo e la conseguente sopravvivenza delle società.".

LUNEDÌ INUTILE

Nel caso di un recupero delle partite saltate la scorsa settimana, sarebbe al vaglio l’ipotesi di anticipare Juventus-Inter a domenica perché la data di lunedì visto l’obbligo di giocare a porte chiuse non avrebbe più senso.

Le partite potrebbero essere dunque spalmate solo tra sabato e domenica. È in corso di svolgimento un vertice in federcalcio per altri approfondimenti, alla presenza del presidente di Lega Paolo Dal Pino e dell’ad Luigi De Siervo. Sarebbe superato il problema formale della necessita di una nuova assemblea (quella di oggi è saltata per assenza del numero legale), ma si è in attesa di alcune indicazioni che il decreto dovrà fornire in termini di svolgimento delle partite (numero di giornalisti e addetti ai lavori che potranno accedere allo stadio) e si deve ridefinire il programma delle due giornate per il recupero delle 6 partite. C’è anche da sistemare il programma della Coppa Italia, rivoluzionato dai due rinvii. Anche qui diverse ipotesi in campo per l’assenza di date.

Gazzetta.it