Nel tardo pomeriggio di mercoledì 4 maggio è arrivata l’ufficialità delle disposizioni governative in merito all’emergenza sanitaria. Ecco le decisioni sul calcio e dullo sport:
IL DECRETO
“Sono sospesi altresì gli eventi e le competizioni sportive di ogni ordine e disciplina, svolti in ogni luogo, sia pubblico sia privato; resta comunque consentito, nei comuni diversi da quelli di cui all’allegato 1 al decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 1° marzo 2020, e successive modificazioni, lo svolgimento dei predetti eventi e competizioni, nonché delle sedute di allenamento degli atleti agonisti, all’interno di impianti sportivi utilizzati a porte chiuse, ovvero all’aperto senza la presenza di pubblico; in tutti tali casi, le associazioni e le società sportive, a mezzo del proprio personale medico, sono tenute ad effettuare i controlli idonei a contenere il rischio di diffusione del virus COVID-19 tra gli atleti, i tecnici, i dirigenti e tutti gli accompagnatori che vi partecipano. Lo sport di base e le attività motorie in genere, svolte all’aperto ovvero all’interno di palestre, piscine e centri sportivi di ogni tipo, sono ammessi esclusivamente a condizione che sia possibile consentire il rispetto della raccomandazione di cui all’allegato 1, lettera d). All’art 4, comma 1, si può leggere: “Le disposizioni del presente decreto producono il loro effetto dalla data di pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana e sono efficaci, salve diverse previsioni contenute nelle singole misure, fino al 3 aprile 2020”.
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Proseguimento di "tutte le attività, anche del campionato, ma nel rispetto della salute per tutti". Partite a porte chiuse? "Si va verso questo tipo di provvedimento". Lo ha detto il ministro dello Sport, Vincenzo Spadafora, lasciando Palazzo Chigi. Spadafora oggi pomeriggio alle 15 sarà alla Camera per il question time proprio sul tema dei risvolti sportivi dell’emergenza coronavirus. L'ufficialità della decisione del governo dovrebbe arrivare con il decreto atteso in serata, ma lo scenario è ormai delineato. C’è un punto di incertezza relativo alla scadenza del provvedimento, che potrebbe essere fissata nel 20 e non nel 30 marzo, quindi includendo due e non tre giornate di campionato. Il programma dei recuperi dovrebbe essere aperto da Sampdoria-Verona, sabato sera, mentre domenica tocca a Milan-Genoa alle 12.30, poi Parma-Spal e Sassuolo-Brescia alle 15, quindi Udinese-Fiorentina alle 18 e il gran finale con Juve-Inter alle 20.45.
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Intanto questa mattina nella sala dei Presidenti del Coni si era riunito il Consiglio di Lega che deve decidere sul calendario del campionato sconvolto dall’emergenza coronavirus. La maggioranza dei sì all’ipotesi del nuovo calendario non è stata ancora tradotta in ufficialità, anche perché l’Inter continua a sostenere la necessità di recuperare Inter-Sampdoria prima della sfida con la Juventus, anche se l’a.d. Marotta all’ingresso è apparso più morbido: "Ci atterremo alla decisioni che saranno prese". E all'uscita ha spiegato: "Lo strumento delle porte chiuse potrebbe essere l'unico per portare a termine il campionato alla luce di quelle che sono le restrizioni che giustamente il governo ci sta indicando. Importante che le società si riuniscano in un’assemblea (stamattina non andata in scena per mancanza del numero legale, n.d.r.) alla luce del Decreto per prendere atto di quanto deciso dal Governo, al fine di salvaguardare la salute dei cittadini, il risultato sportivo e la conseguente sopravvivenza delle società.".
LUNEDÌ INUTILE
Nel caso di un recupero delle partite saltate la scorsa settimana, sarebbe al vaglio l’ipotesi di anticipare Juventus-Inter a domenica perché la data di lunedì visto l’obbligo di giocare a porte chiuse non avrebbe più senso.
Le partite potrebbero essere dunque spalmate solo tra sabato e domenica. È in corso di svolgimento un vertice in federcalcio per altri approfondimenti, alla presenza del presidente di Lega Paolo Dal Pino e dell’ad Luigi De Siervo. Sarebbe superato il problema formale della necessita di una nuova assemblea (quella di oggi è saltata per assenza del numero legale), ma si è in attesa di alcune indicazioni che il decreto dovrà fornire in termini di svolgimento delle partite (numero di giornalisti e addetti ai lavori che potranno accedere allo stadio) e si deve ridefinire il programma delle due giornate per il recupero delle 6 partite. C’è anche da sistemare il programma della Coppa Italia, rivoluzionato dai due rinvii. Anche qui diverse ipotesi in campo per l’assenza di date.
Gazzetta.it