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Il Bologna un girone dopo: dal rimpianto del rigore all’ambizione del primato

Contro il Bologna è sempre una partita speciale per la Lazio, soprattutto quando sulla sua panchina siede Sinisa Mihajlovic. La sfida del girone d'andata poteva essere uno spartiacque importante che la Lazio non ha saputo sfruttare, dal momento che ha dovuto rincorrere l’avversario per tutto il match. Prima il vantaggio di Krejci, poi il pareggio di Immobile. Ancora Palacio a portare in vantaggio gli emiliani e sempre il bomber biancoceleste a pareggiare i conti. L’occasione per la vittoria c’è stata, sin dal 70’: Medel viene espulso, quindi 20 minuti di superiorità numerica che la Lazio poteva capitalizzare, finalmente, a due minuti dal termine. Immobile, sostituito, non c’è per tirare il calcio di rigore, il secondo tiratore sarebbe stato Luis Alberto, ma sul dischetto si presenta Joaquin Correa. Lo sbaglia, tirandolo sulla traversa, con la Lazio che pareggia una partita che avrebbe risollevato gli animi, ma soprattutto sarebbe stata decisiva, in quel momento, per la corsa Champions, visto i tanti pareggi delle avversarie.

LA VETTA DELLA CLASSIFICA

La partita di sabato alle 15 però è completamente diversa: se all’andata c’era la possibilità di arrivare al quarto posto, contro il Bologna allo Stadio Olimpico ci sono sogni di gloria. Una vittoria porterebbe la lazio al primo posto in attesa del big match scudetto tra Juventus ed Inter, una partita indecifrabile soprattutto dopo la sconfitta dei bianconeri in Champions League e la circostanza che si giochi a porte chiuse. La vittoria dell’Inter o il pareggio lascerebbero la Lazio in vetta alla classifica in solitaria, il successo dei bianconeri allungherebbe la distanza tra i biancocelesti e la squadra di Conte. Supposizioni, è chiaro, perché da qui alla fine niente e nessuno regalerà alla Lazio i suoi successi ed ogni partita va vissuta come una finale. Nella speranza che un eventuale match point venga sfruttato al meglio, al contrario del match del Dall'Ara. Corriere della Sera

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Derby del cuore per Sinisa, l’omaggio dei 40 mila ed i ricordi Scudetto

Sarà una gara particolare oggi quella dell'Olimpico tra Lazio e Bologna, con i panchina due allenatori che sono prima di tutto amici, visto che hanno condiviso lo spogliatoio laziale. Anche mister Mihajlovic infatti ha scritto pagine biancocelesti importanti, tanto che i tifosi lo portano sempre nel cuore, così come lui stesso ha sempre parole al miele per il popolo laziale. Come ricorda la Gazzetta dello Sport, un girone fa, i sostenitori di biancocelesti e quelli bolognesi si sono uniti per lui in una visita al santuario, dopo il suo trapianto di midollo osseo. Oggi il serbo sarà della gara, per la sua sedicesima panchina stagionale e dopo aver passato la serata di ieri in ritiro con la sua squadra assaporando un ritorno sempre più concreto verso la normalità. Il tecnico del Bologna vivrà il suo derby del cuore: in mezzo a 40.000 battiti che lo saluteranno e applaudiranno, alzandosi in piedi come in un grande abbraccio.

Laziopress.it

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Allarme fasce, l’emergenza (Lulic a parte) sta rientrando

Allarme rientrato in corsia. Simone Inzaghi tira un altro sospiro di sollievo. Marusic, dopo aver saltato la seduta di ieri per un affaticamento, oggi tornerà ad allenarsi a Formello. Era stato il fastidio accusato nel pomeriggio di mercoledì ad aver messo in allerta lo staff tecnico. Non solo perché il montenegrino aveva dimostrato grande condizione e duttilità nelle ultime uscite, ma anche perché Jony aveva saltato l’allenamento di martedì, facendo temere un doppio forfait. Una botta alla caviglia aveva messo ko lo spagnolo, costretto agli straordinari da metà febbraio per sostituire Lulic, operato alla caviglia. Ma da ieri la presenza di Jony contro il Bologna non è più in dubbio. Domani pomeriggio (ore 15) all’Olimpico dovrebbe essere ancora lui il titolare della fascia sinistra, mentre dall’altra parte, invece, torna d’attualità il ballottaggio tra Marusic e Lazzari. L’ex Spal nelle gare contro Parma, Inter e Genoa è partito sempre dalla panchina, avendo Inzaghi preferito aumentare, con Marusic, i centimetri in altezza sulle palle inattive. Ilmessaggero.it

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Rigori alla Lazio, ma i punti a Juve e Inter

La Lazio delle meraviglie, delle goleade, del record di punti, è figlia di se stessa, del lavoro di Inzaghi e dei suoi vice, dell’organizzazione, dei suoi campioni e delle loro prodezze, non deve dire grazie per niente e a nessuno. Può essere diventata cara agli dei per lo spettacolo che offre, non agli arbitri. Tanti a dire «la Lazio ha avuto 14 rigori a favore in 25 giornate, più di ogni altra squadra» (come se fossero cadeau), pochi a notare che i famosi 14 rigori (11 segnati, 3 falliti) hanno fruttato 5 punti sul totale di 59. La maggior parte dei punti sono stati conquistati sfruttando 46 gol su azione (in più c’è l’autorete di Belotti in Lazio-Torino, ma fissò il 4-0). Parlano i numeri e dicono che Juve eL Inter, tanto per rimanere in tema scudetto, hanno guadagnato rispettivamente 8 e 7  punti sfruttando i rigori. La Juve ne ha battuti 8, realizzandoli tutti, ha fatto l’en plein. L’Inter ne ha battuti 7 e li ha sfruttati al meglio. La maggior parte dei penalty segnati dalla Lazio non è stata decisiva ai fini delle vittorie. Sono 4 su 14 i rigori che sono valsi 5 punti: il dato emerge escludendo dal risultato finale i gol segnati dal dischetto. Due rigori sono stati calciati da Immobile contro l’Atalanta il 19 ottobre scorso: il primo segnato al 24’ del secondo tempo è valso l’1-3, il secondo è stato timbrato al 93’ ed è valso il 3-3 finale (1 punto). E’ stato pesantissimo il rigore di Ciro a Brescia, firmato sull’1-0 per i padroni di casa (poi arrivò l’1-2 finale, sempre di Immobile, ma su azione). Senza il penalty dell’1-1 la Lazio sarebbe tornata a casa con 1 punto, il rigore ha spianato la strada per la vittoria (due punti). Il quarto rigore di peso (tra l’altro sacrosanto) è stato calciato contro l’Inter, è valso l’1-1 (diventato 2-1 grazie al colpo di Milinkovic), ha prodotto la conquista di altri due punti, totale di 5. Gli altri rigori segnati non hanno portato punti. Decima giornata: in Lazio-Torino (4-0 finale) Ciro ha segnato su rigore il 3-0. Dodicesima giornata: Lazio-Lecce 4-2, Immobile ha segnato il 3-1 parziale. Quattordicesima giornata: Lazio-Udinese 3-0, il 2-0 è arrivato su rigore di Ciro, il 3-0 su rigore di Luis Alberto. Ventesima giornata: Lazio-Samp 5-1, per Ciro due rigori segnati, il 2-0 e il 5-0. La Juve, per completare il confronto, ha fatto valere ogni rigore degli 8 avuti a favore. Ronaldo è stato decisivo per il  2-1 casalingo contro il Verona (5ª giornata), regalò due punti segnando il raddoppio. Sempre Ronaldo ha permesso alla Juve di battere il Genoa (2-1) alla 10ª giornata (raddoppiò su rigore al 96’), altri due punti. A Lecce (12ª giornata) è stato Dybala a segnare l’1-1 dal dischetto (i bianconeri perdevano 1-0). Il rigore di CR7 contro il Sassuolo in casa fruttò il 2-2 (1 punto alla 14ª giornata). Roma-Juve (19ª) si è conclusa 1-2 grazie al penalty del solito Ronaldo (2 punti). L’Inter ha capitalizzato i 7 rigori (7 punti) grazie a Lukaku: 2ª giornata, Cagliari-Inter finì 1-2 col suo gol su penalty (due punti). Sono stati decisivi i rigori per vincere contro il Sassuolo a Reggio Emilia il 20 ottobre (8ª giornata): penalty di Lukaku per l’1-3 e penalty di Lautaro per il 3-4 finale (altri tre punti). E’ stato pesantissimo il gol di Lukaku a Bologna, l’1-2 arrivò al 92’ su rigore (altri due punti all’11ª giornata). In conclusione, per gli amanti della precisione, il record di rigori favorevoli avuti in una stagione di A spetta al Milan (18 nel 1950-51). Piacerà o no, ma i rigori (concessi) quest’anno alla Lazio non sono decisivi quanto quelli (mancanti) che sono costati la Champions nel 2017-18. Corrieredellosport.it

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Media spettatori record nell’era Lotito, Lazio al quinto posto in Serie A: i numeri

La media spettatori dell'Olimpico biancoceleste è cresciuta. In questa stagione sta toccando la vetta più alta dell'era Lotito: 39.308. Numeri mai raggiunti, nemmeno nel 2004/05, quando la media era di 38.224. Ad oggi la Lazio è al quinto posto in Serie A per media presenze dei propri tifosi all'Olimpico. Davanti ai biancocelesti l'Inter (65.800), il  Milan (53.957), la Roma (39.823), e – di poco – la Juventus (39.681). Ovviamente i numeri definitivi verranno analizzati al termine della stagione, ma finora i dati sono confortanti, specialmente se paragonati al bacino d'utenza inferiore alle concorrenti appena citate.

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Lewandowski Ko, Immobile ancor di più da Scarpa d’Oro

Con i suoi 27 gol e relativi 54 punti, Ciro Immobile comanda non solo la classifica cannonieri della Serie A ma anche l'altra graduatoria, quella dei bomber europei che a fine stagione consegna la Scarpa d'Oro al re dei goleador. Il centravanti di Inzaghi sta trascinando con le sue reti la Lazio nella lotta scudetto con Juve e Inter e ora vede il suo primo inseguitore, Robert Lewandowski, fermarsi per un mese.

Lewandowski ko un mese: microfrattura alla tibia

Il numero 9 del Bayern Monaco, protagonista proprio ieri del 3-0 con cui i bavaresi hanno schiantato il Chelsea a Londra ipotecando i quarti di finale di Champions League, si è ritrovato a fine partita una microfrattura alla tibia che lo terrà lontano dai campi di gioco per quattro settimane, come informa il sito ufficiale del club. Il polacco dovrà rimanere fermo dieci giorni e poi iniziare la terapia riabilitativa, saltando nel frattempo le sfide con Hoffenheim, Schalke, Augusta, Union Berlino, il ritorno col Chelsea e la sfida con l'Eintracht: il momento giusto per Immobile per provare a staccare definitivamente gli inseguitori, che oltre a Lewa vedono in gruppo nomi del calibro di Cristiano Ronaldo, Werner, Haaland, Messi e Lukaku. Corrieredellosport.it

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Serve ritrovare Correa: il Tucu per lo sprint scudetto

Aspetta l'occasione per ritornare grande con la Lazio, Joaquin Correa. L’ultimo mese e mezzo l’ha passato tra infermeria e campo. Non è stato più decisivo. Al Tucu manca il gol addirittura dal 10 novembre scorso (match contro il Lecce vinto 4-2 all’Olimpico). Ne ha segnati 6 in totale in Serie A, con Immobile formavano una coppia gol da far invidia. Poi l’infortunio al polpaccio, l’esplosione di Caicedo e lo stato di forma mai tornato. Deve rilanciarsi.

Correa goleador smarrito

Serve anche cattiveria sotto porta, forse è stato sempre un suo limite. Giocatore fantastico per velocità, dribbling, visione di gioco, ma davanti al portiere è fin troppo timido. Contro il Genoa ha avuto l’occasione del 4-1: filtrante di Luis Alberto, aggancio con dribbling su Masiello, poi il destro finito addosso al portiere. Si era fermato dopo Brescia per infortunio: stop contro Napoli e Sampdoria in campionato, poi il rientro in Coppa Italia contro gli uomini di Gattuso. Un’ora e un quarto di gioco nel derby e infine altro stop. Nelle ultime tre partite è rientrato con calma: 91’ totali suddivisi tra Parma, Inter e Genoa. Inzaghi potrebbe rilanciarlo dal primo minuto con il Bologna. Il Tucu può essere l’arma in più da giocarsi in questa parte di stagione fondamentale: ha segnato 7 reti (una anche in Europa League), deve migliorare il dato dell’anno scorso, quando alla fine siglò 9 marcature e 6 assist. Con Immobile bomber, Caicedo spesso decisivo con reti pesanti e Correa al top, sognare qualcosa di grande sarà ancora più facile. Corrieredellosport.it

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Lazio, una cavalcata lunga 20 giornate: +5 sulla Juventus

20 partire di imbattibilità consecutive in serie A. 16 vittorie, 4 pareggi. Il cammino della Lazio è stato superlativo, inarrestabile dal 25 settembre 2019 in poi, ovvero dall'ultima sconfitta in campionato contro l'Inter a San Siro. 52 punti conquistati: 2,6 punti a partita, 51 gol segnati, 19 subiti. Sono solo alcuni numeri della cavalcata dei ragazzi di Inzaghi. Il dato più interessante riguarda il confronto con la Juventus. Il grande ritmo tenuto, compreso lo scontro diretto vinto 3-1, ha portato i biancocelesti a recuperare 5 punti ai bianconeri, tanto da portarli a -1 dalla capolista.

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Il bilancio: 322 contagi, 11 morti. Nuovi casi in Toscana, Sicilia e Liguria

Altri 28 casi di Coronavirus e quattro vittime, tre in Lombardia e una in Veneto (l'ultima è una donna di Treviso di 76 anni). In totale salgono a undici, con 322 contagi in tutta Italia. Lo ha annunciato il capo della Protezione Civile Angelo Borrelli, fornendo il bollettino con i dati aggiornati. Inoltre, i contagiati in Sicilia sono 3. Fanno tutti parte di una comitiva di turisti arrivati dalla Lombardia. In Veneto i contagiati sono 43. Le altre tre vittime sono un 84enne di Nembro, in provincia di Bergamo, un uomo di 91 anni di San Fiorano e una donna di 83 anni di Codogno, entrambi in provincia di Lodi.

ALTRI CASI

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Prime positività in Toscana (2), in Sicilia (3) e in Liguria (1). A Firenze è stato ricoverato un imprenditore di 60 anni che ha aziende in Oriente, mentre a Pistoia è stato trasportato in ospedale un 49enne rientrato giovedì sera da Codogno dove è stato 3 giorni per lavoro. A Palermo è risultata invece positiva al test una turista bergamasca, in vacanza con amici. Primo caso in Svizzera poi, nel Canton Ticino. La Nazionale italiana di rugby, inoltre, ha deciso di spostare il raduno da Parma a Roma.

ALL'ESTERO

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La moglie del medico italiano a Tenerife, proveniente dalla provincia di Piacenza, è risultata positiva al coronavirus. In Spagna siamo arrivati al quinto caso. Gli ospiti dell’hotel a quattro stelle nel sud-ovest dell’isola sono tutti sotto controllo: gli è stato detto di rimanere nelle stanze finché non saranno effettuati i tamponi.

IL QUADRO

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Il caso in Liguria è stato confermato dalla Regione: si tratta di una turista di 72 anni proveniente dalla zona di Codogno che si è fatta curare in pronto soccorso l'11 febbraio prima che venisse emanata l'ordinanza regionale di tutela. Non solo: ci sono altri 10 nuovi casi in Veneto che fanno salire il conteggio totale della regione a 42. Il quadro nazionale rimane allarmante. Tanto che ogni forma di aggregazione è stata soppressa, i treni ieri hanno subito pesanti ritardi, la Borsa è crollata e dall'estero sconsigliano di viaggiare verso l'Italia.

ESERCITO NELLA ZONA ROSSA

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Intanto, Michele Capone, comandante del Nucleo Investigativo dei carabinieri di Lodi, fa sapere che sono passati da 15 a 35 i check point che presidiano la zona rossa del Lodigiano. I punti di controllo sono aumentati sia sul perimetro sia all'interno della zona rossa. Sul posto è arrivato anche personale dell'Esercito.

BILANCIO DELLE VITTIME

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Sono già 11 le vittime italiane. Nove decessi sono stati infatti registrati in Lombardia, gli altri due in Veneto: l'ultima in ordine cronologico è una donna di 76 anni di Treviso. Anche Castiglione è uno dei comuni compresi nel focolaio del Lodigiano. Il primo è stato un uomo di 84 anni di Bergamo, ricoverato all'ospedale Papa Giovanni XXIII per patologie pregresse. Poi un 88enne di Caselle Landi, sempre nella provincia di Lodi. Infine un uomo di 80 anni di Castiglione d'Adda ricoverato all'ospedale Sacco di Milano. L'uomo era stato portato all'ospedale di Lodi giovedì scorso per un infarto: stesso giorno in cui era arrivato il 38enne che è stato il primo paziente risultato positivo al virus. L'ottantenne è stato ricoverato in rianimazione e poi, risultato positivo al virus, trasferito al Sacco di Milano dove è deceduto. Le ultime vittime sono un 84enne di Nembro, in provincia di Bergamo, un uomo di 91 anni di San Fiorano e una donna di 83 anni di Codogno, entrambi in provincia di Lodi.

Gazzetta.it

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Coronavirus, il decreto Conte: sport a porte chiuse in 5 regioni, ma è caos rimborsi in Serie A

AGGIORNAMENTO ORE 19.30 –  Il Premier Giuseppe Conte ha firmato il nuovo decreto attuativo con le misure per evitare la diffusione del coronavirus: una misura che riguarda tutti i comuni delle sei regioni coinvolte, ossia Emilia-Romagna, Friuli Venezia Giulia, Lombardia, Veneto e Piemonte. E attraverso cui si conferma la sospensione degli eventi e di tutte le competizioni sportive "di ogni ordine e disciplina, in luoghi pubblici o privati". Resta consentito lo svolgimento di eventi e partite a porte chiuse nei comuni diversi da quelli della zona rossa del contagio, dove invece lo stop è totale: una misura che permetterà alla Serie A di proseguire il campionato, nonostante l'emergenza: impossibile a questo punto trovare nuove date in cui inserire eventuali gare rinviate, con l'Europeo alle porte.

"Se i dati non ci danno indicazioni diverse può darsi che da lunedì si possa non prorogare il divieto di disputare le gare". E' l'annuncio fatto dal ministro dello Sport Vincenzo Spadafora al Consiglio nazionale del Coni. "La salute degli italiani – aggiunge Spadafora – viene prima di ogni gara e di ogni impegno sportivo. Se fosse necessario prorogare il divieto e la comunità scientifica ce lo consentirà delimiteremo il divieto di fare le gare solo a determinate aree. Oggi verrà emanato un decreto di divieto fino all'1 marzo consentendo alle federazioni di fare le gare a porte chiuse"
 

Le partite a porte chiuse: sabato Udinese-Fiorentina alle 18 (con possibile rinvio a lunedì per poter giocare a porte aperte); domenica Milan-Genoa ore 12.30, Parma-Spal ore 15, Sassuolo-Brescia ore 15, Juventus-Inter ore 20.45.

Per Juve-Inter non sarà neanche rimborsato il biglietto: lo prevede l'articolo 6 delle condizioni di vendita, inattaccabili quando c'è di mezzo un documento per la salute pubblica. Il club potrebbe comunque studiare soluzioni alternative (bonus, buoni spesa). Sull'argomento, il presidente dell'Unione nazionale consumatori, Massimiliano Dona, è intervenuto ricordando che l'Antitrust considera clausole come quella vessatorie e spiegando che "i tifosi hanno diritto ad essere rimborsati del prezzo del biglietto. E' un diritto sacrosanto del consumatore pagare solo a condizione di poter assistere alla competizione sportiva (anche perché, altrimenti, saremmo in presenza di un indebito arricchimento da parte delle società sportive). Vale per ogni tipo di spettacolo, dai concerti al cinema".

Al contrario l'Inter ha già previsto il rimborso per i tagliandi acquistati dai suoi tifosi per il match di giovedì contro il Ludogorets in Europa League: a chi ha acquistato i ticket tramite il il loro sito, circa il 90% del totale, sarà automaticamente riaccreditata la cifra. Stessa cosa per il Milan, che ha fatto sapere ieri in un comunicato che "il club, pur auspicando di poterlo condividere con i propri tifosi, conferma già da ora di aver predisposto una procedura di rimborso dei biglietti nel caso le autorità decidano per la disputa a porte chiuse".

Il decreto attuativo permetterà anche gli allenamenti delle squadre nei palazzetti chiusi (sempre fuori dai comuni focolaio): fino a oggi per molte squadre di Serie B o C o giovanili era difficile persino riuscire ad allenarsi. "Al momento non ci sono le condizioni per estendere i provvedimenti restrittivi ad altre regioni". Lo ha detto il ministro dello Sport Vincenzo Spadafora, al suo arrivo al Coni per il consiglio nazionale in merito all'emergenza coronavirus. "Per esempio stasera Napoli-Barcellona si disputerà regolarmente perché non ci sono elementi per le porte chiuse – ha aggiunto Spadafora -. Viaggi degli atleti da Nord a Sud? Purché non lo si faccia dalle zone focolaio, e non si può fare, non diventa fattore di rischio".

Ma non si fermano solo i campionati secondari. Anche le prime tappe del "Panini Tour Up! 2020" per il lancio della collezione di figurine "Calciatori 2019-2020". La manifestazione sarebbe dovuta partire nel weekend da Bari dove un "villaggio" avrebbe dovuto ospitare l'organizzazione di giochi a premi e uno scambio massiccio di figurine tra gli appassionati, giovanissimi o meno. Altre attività del tour erano previste anche in un centro commerciale di Verona e in quattro filiali di Intesa Sanpaolo a Genova, Cernusco sul Naviglio (Mi), Bologna e Reggio Calabria. Larepubblica.it

AGGIORNAMENTO ORE 15,52 – Il Ministro per le politiche giovanili e lo sport, Vincenzo Spadafora ha parlato all'uscita dal CONI: "Si possono disputare le competizioni sportive a porte chiuse nelle sei regioni interessate, che sono Piemonte, Lombardia, Veneto, Friuli-Venezia Giulia, Liguria ed Emilia-Romagna. Monitoriamo passo dopo passo, in questo momento non ci sono condizioni e motivazioni per estendere le restrizioni ad altre regioni".

Ci sarà una limitazione dei viaggi?: "Chi si muove dalle regioni, purché non si muova e non può muoversi dalle zone che sono zone di focolai, non è che diventa fattore di rischio. Noi stiamo cercando di intervenire sui tre livelli: quello più critico è quello dove si sono ritrovati i focolai e abbiamo preso decisioni drastiche. Il secondo livello è quello dei casi che stiamo accertando. Stiamo verificando che tutti riconducibili ai focolai di partenza. Al di fuori di questo secondo ambito non c'è pericolo, non ci sono elementi per poter pensare a una situazione diversa anche da chi pensa di spostarsi da una regione all'altra".

Ha sentito i ministri dello sport degli altri Paesi?: "Non ancora. Però è un tema che affronteremo in vista dei grandi avvenimenti internazionali che ci aspettano. Intanto Napoli-Barcellona si giocherà regolarmente perché non ci sono gli elementi per chiedere di rinviare o giocare a porte chiuse una partita del genere".

Juventus-Inter in chiaro?: "Lo decidono le Leghe. Io non entro nelle scelte autonome del mondo dello sport. Le nostre disposizioni sono di non giocare le competizioni se non a porte chiuse. Per il resto so che alcune società ci hanno detto che le porte chiuse creano danni. Ma noi non abbiamo imposto le porte chiuse, se ci sono date disponibili per giocare più avanti va bene ma noi non abbiamo disposto di giocare obbligatoriamente a porte chiuse". tUTTOMERCATOWEB.COM

Secondo quanto riportato da Repubblica.it, c'è una novità sul fronte allarme Coronavirus applicato al calcio: la misura delle porte chiuse potrebbe essere estesa a tutte le partite del weekend. Un'idea che piace poco ma che permetterebbe di uniformare le condizioni di tutte le squadre, soprattutto quelle in corsa per lo scudetto. Il provvedimento, allo studio, potrebbe essere inserito nel nuovo decreto della presidenza del Consiglio, anche se il ministro Spadafora, entrando al Coni, per il momento frena su questo scenario. In ogni caso resterebbe ancora fuori Sampdoria-Verona, in calendario lunedì quindi oltre la scadenza del decreto.