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Radu il “boss” della prima ora: 12 anni qui ad aspettare un sogno

Di favole in questa Lazio ce ne sono diverse, ma la più appassionante e romantica è quella di Stefan Radu, per tutti nello spogliatoio il “Boss”. Un storia d’altri tempi, quasi di un calcio che non c’è più. Da giocatore simbolo a epurato e oggi ritrovato e indiscusso leader. Di nuovo e ancora più solido di prima. E’ senza dubbio lui una delle figure e dei segreti più importanti della rinascita biancoceleste. A fine giugno, mentre tutti rientravano dalle vacanze per cominciare il ritiro, Stefan, dopo dodici anni di militanza, aveva svuotato l’armadietto di Formello e preparato le valigie. Aveva rotto con tutti e le responsabilità erano sue. Un taglio netto che aveva sconvolto l’ambiente laziale. Alla fine della passata stagione, dopo un infortunio, non si sentiva più a suo agio con se stesso e con la squadra, non riusciva più ad essere Radu, il giocatore che dà in campo l’anima. Per la società era un capitolo chiuso, poi, grazie alla mediazione di qualche compagno, di Inzaghi e alla comprensione di Lotito, il passo indietro e le scuse, soprattutto alla società. «E’ stato il periodo più brutto e buio della mia carriera, la colpa è stata mia», disse con voce commossa e gli occhi lucidi il 16 luglio ad Auronzo, il giorno del rientro. E quel momento, probabilmente insieme a quello del rinnovo di Inzaghi, sono le date della vera ripartenza della Lazio. 
 

L’UOMO ACCIAIO 
Impossibile immaginare una Lazio senza il romeno. Arrivato giovanissimo a gennaio del 2008 dalla Dinamo Bucarest, buttato subito in campo da Delio Rossi a Firenze in Coppa Italia da centrale difensivo accanto a Siviglia. Poi una vita da terzino sinistro, tanti allenatori, 371 presenze a meno cinque da Negro, terzo assoluto dietro a Wilson e Favalli. Ma soprattutto tanti successi: tre coppe Italia e tre Supercoppe. E’ il giocatore più vincente dell’era Lotito. In mezzo tante battaglie, qualche infortunio e l’incidente più brutto, nel 2011, quando a Catania, in un bruttissimo scontro con Schelotto, cadde rovinosamente sulla schiena, fratturandosi la seconda e terza vertebra lombare. Rischiò paralisi e carriera. Si rialzò di nuovo e da lì un crescendo, fino all’avvento di Inzaghi, suo ex compagno di squadra. L’arrivo del tecnico l’ha rigenerato, tanto è vero che ogni anno che passa non fa che ringiovanire.A trentatré anni corre come uno di venti. Per conferme basta andare a chiedere a Lautaro o Dybala, annichiliti in novanta minuti. Senza di lui non si cominciano feste o riunioni nello spogliatoio. Pubblicamente appare taciturno e introverso, in realtà è uno dei primi a fare rumore e organizzare scherzi, ma quando entra in campo e gioca si trasforma in una specie di “supereroe” della difesa. L’ennesima conferma due giorni fa a Genova, dove ha aiutato e supportato Vavro, stimolandolo e incoraggiandolo per l’intera gara. E i risultati sono stati evidenti. Chiuderà la carriera nella Lazio, magari con un nuovo rinnovo di altri due anni. E con il sogno di vincere lo scudetto.  Il Messaggero

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Scarpa d’Oro, è testa a testa Ciro-Lewy. Sale Messi

Immobile-Lewandowski, il duello per la Scarpa d'Oro continua. Ciro, con il 27esimo gol stagionale in Serie A, ha raggiunto quota 54 punti. Il polacco del Bayern segue – quasi – a ruota, 50 punti. CR7, Werner e Haaland terzi in classifica con 42 punti, decisamente staccati dai primi due. Sale in classifica 'La Pulga' Leo Messi, 18 gol e 36 punti in classifica. 

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Serie A a porte chiuse nelle Regioni critiche, il ministro Spadafora: “Abbiamo dato l’ok”

Nelle aree interessate dall'emergenza Coronavirus le partite si disputeranno a porte chiuse Lo ha detto il ministro per le politiche giovanili e lo sport Vincenzo Spadafora ai microfoni del Tg2 al termine del consiglio dei ministri. "Sono già in vigore provvedimenti che vietano gli eventi fino a domenica prossima, inizialmente per la Lombardia, il Veneto e il Piemonte, ora con questo dpcm abbiamo allargato anche a Friuli-Venezia Giulia, Emilia-Romagna e Liguria. In queste regioni, resta il divieto di manifestazioni sportive, per alcuni eventi abbiamo dato la disponibilità a svolgerli a porte chiuse". Spadafora ha sottolineato che il provvedimento "non è stato esteso al resto d'Italia perché non esistono le condizioni per prendere misure gravi". Corrieredellosport.it

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Cataldi e il segreto delle punizioni magistrali

«Fermi tutti, tiro io». Prende la mira, calcia e segna. Danilo Cataldi è una certezza sui calci piazzati. In Supercoppa Italiana aveva segnato il 3-1 alla Juventus con una punizione dal limite. Ieri a Marassi si è ripetuto, firmando ancora la rete numero tre per la Lazio. «Mi capita spesso di segnare il terzo gol», scherza il classe ’94, che ricorda anche il sinistro nel derby dello scorso anno contro la Roma. Simone Inzaghi gli ha cucito addosso il ruolo di playmaker. Lui, mezzala naturale, si è calato nella parte e, quando serve, non fa rimpiangere Leiva. Dinamismo e applicazione tattica. Corsa e concretezza, soprattutto sulle palle inattive. Ci sta prendendo gusto a finalizzare le punizioni. Danilo cura la rincorsa e il tiro, il modo il cui il piede impatta la sfera, dandole una traiettoria imprendibile. A Formello passa ore ed ore ad allenarsi. Nei test è sempre il migliore. Chiedere a Strakosha, ma anche a Luis Alberto, Correa e Milinkovic, rimasti indietro nella specifica graduatoria. In realtà, nel centro sportivo biancoceleste le sue doti erano già note dei tempi della Primavera, ma negli ultimi anni, complice la poca continuità, non era riuscito a mettersi in mostra. Seduta dopo seduta ha scalato posizioni ed ora non ha intenzioni di fermarsi. «Lo scudetto? Ogni tanto ne parliamo in maniera goliardica, ma sognare non fa male» rivela il centrocampista, che non vuole lasciare nulla di intentato. Ilmessaggero.it

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Coronavirus, pronto decreto: verso porte chiuse per gare nelle regioni più colpite

Stop ai rinvii che creano problemi di calendari, nel prossimo weekend si giocheranno-nelle zone a rischio- a porte chiuse Juventus-Inter, Udinese-Fiorentina (sabato), Sassuolo-Brescia e Parma-Spal e Milan-Genoa. Gli altri incontri si giocheranno tutti a porte aperte. A porte chiuse anche la sfida di Europa League tra Inter e Ludogorets in programma giovedì sera al Meazza. Questa la decisione al momento in base alla voci che provengono dal Ministero dello Sport e dalla Lega di serie A, in attesa del decreto del governo. E' stato il ministro dello sport, Spadafora, a proporre al premier Conte di giocare a porte chiuse nelle aree a rischio contagio.

Agnelli: "Priorità è salute pubblica"
I"In questo momento la priorità è la tutela della salute pubblica, partendo da questo presupposto c'è un dialogo in corso con le autorità, ma qualunque determinazione sarà presa, è importante che sia a tutele della salute pubblica" ha detto il presidente della Juve Andrea Agnelli a Radio 24. Chiesta anche la riapertura dei centri sportivi nelle regioni colpite per permettere gli allenamenti delle squadre.

Il presidente della Lega calcio di serie A, Paolo Dal Pino, ha inviato una lettera al Governo, attraverso il ministro dello Sport, Vincenzo Spadafora, quello dell'Interno, Luciana Lamorgese, e quello della Salute, Roberto Speranza, per chiedere che nei territori considerati a rischio coronavirus le gare di calcio non vengano sospese, ma siano disputate a porte chiuse. Si tratta di un atto formale, che la Lega delle società motiva nella lettera con il "calendario già saturo di impegni" e la necessità che le competizioni si concludano "entro il 24 maggio stante l'avvio dei prossimi Europei di calcio". La serie B valuterà caso per caso per capire dove si possa giocare. La Lega Pro ha rinviato la nona e la decima giornata del girone A e B (si gioca il girone C). La Lega dilettanti ha chiesto il rinvio di tutte le gare nelle regioni interessate. Sei regioni hanno chiesto la sospensione della attività sportiva.

"I preparativi per le Olimpiadi di Tokyo 2020 continuano come previsto". La posizione del Cio, Comitato olimpico internazionale sui Giochi in Giappone, nonostante l'emergenza coronavirus, rimane questa e viene ribadita da una dichiarazione diffusa da Losanna. "Le contromisure contro le malattie infettive costituiscono una parte importante dei piani di Tokyo 2020 per ospitare dei Giochi Olimpici sicuri e protetti – è detto nella nota del Cio – Tokyo 2020 continuerà a collaborare con tutte le organizzazioni pertinenti che monitorano attentamente l'incidenza di malattie infettive e rivedrà le contromisure che potrebbero essere necessarie con tutte le organizzazioni pertinenti" . "Inoltre – prosegue la nota- il Cio è in contatto con l'Organizzazione mondiale della sanità e con i suoi esperti medici. Siamo fiduciosi che le autorità competenti, in particolare in Giappone e Cina, prenderanno tutte le misure necessarie per affrontare la situazione". Le Olimpiadi, come noto, si terranno a luglio: il Cio seguirà passo passo l'evolversi della situazione, ai primi di marzo a Losanna è previsto un comitato esecutivo. Anche Malagò, che è membro Cio, si tiene in costante contatto con Losanna. Un piano B per i Giochi non è previsto.
 
Pallavolo si ferma fino al primo marzo
La Federazione italiana pallavolo, congiuntamente alle due Leghe di Serie A maschile e femminile, rende noto di "avere deciso di sospendere l'intera attività pallavolistica nazionale a tutti livelli fino al primo marzo compreso". "La decisione – si legge, in un comunicato – è stata assunta al termine di una riunione d'urgenza che si è tenuta ieri a Bologna in conseguenza dei diversi provvedimenti che si stanno assumendo in ambito governativo-istituzionale".

Stop anche rugby
Si ferma anche il rugby. "La Federazione italiana rugby – si legge in una nota della federazione – facendo seguito alle ordinanze disposte dalle autorità competenti e del Coni, in tema di contenimento dell'emergenza epidemiologica in atto, per il fine settimana del 28 febbraio-1 marzo sospende i campionati nazionali, inclusa tutta l'attività giovanile, ma anche l'attività di raduno delle Nazionali nelle regioni raggiunte dai dispositivi".

Sport invernali sospesi
Sport invernali sospesi in tutta Italia per l'intera settimana. La Fisi, che aveva già bloccato gli eventi in Lombardia e Veneto previsti domenica per l'emergenza coronavirus, ha deciso in aggiunta di estendere lo stop "all'intero territorio nazionale per tutta la prossima settimana, in attesa del perfezionamento di ulteriori provvedimenti che verranno forniti dallo stesso Consiglio dei Ministri". La Fisi fa sapere di "mantenersi a stretto contatto e in aggiornamento con i relativi organi competenti". Degli eventi di calendario nazionale non fanno parte il Gs femminile di Coppa Europa di domani a Folgaria e la tappa di cdm a La Thuile: eventi della federazione internazionale (Fis) al momento confermati.repubblica.it

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Juve-Inter senza tifosi: se si gioca nel weekend, porte chiuse nelle regioni colpite

Nell'incontro con la task force medico scientifica della Figc, il Ministero della Salute ha precisato che in tutte le regioni colpite dall'emergenza coronavirus la sospensione delle manifestazioni sportive aperte al pubblico scadrà domenica primo marzo compresa. Questo dovrebbe quindi cancellare l'ipotesi di porte aperte a Torino per Juventus-Inter.

LA FIGC CHIEDE CHIARIMENTI 

In questo momento la Federcalcio ha comunque sollecitato il Governo a fornire chiarimenti sia sulla possibilità di giocare a porte chiuse, sia sulla apertura degli impianti sportivi per permettere gli allenamenti delle squadre, visto che in qualche comune le amministrazioni – è un discorso che riguarda soprattutto il calcio minore – hanno chiuso in autonomia i lori campi sportivi.

DUBBI SUL DECRETO 

Nelle ultime ore il Governo aveva pensato di emanare nuove norme specifiche per autorizzare federazioni e leghe a evitare ulteriori rinvii di partite giocando a porte chiuse. Si sarebbe trattato di un Decreto della Presidenza del Consiglio dei Ministri. Ma ora si starebbe percorrendo un’altra strada: nessuna disposizione specifica, basta quella del Ministero della Salute che prevede la sospensione di tutti gli eventi aperti al pubblico. Ma sui tempi e sulle modalità del divieto, e della conseguente indicazione per le porte chiuse, non tutto è chiaro, e questo avrebbe rallentato l’ufficializzazione del Decreto, portando anzi a un ripensamento sull’opportunità di una norma ad hoc.

NIENTE UDINESE 

La regione Friuli, che al momento non ha contagiati, ha intanto fatto chiaramente capire che in ogni caso Udinese-Fiorentina sarà comunque rinviata. In attesa delle scelte del Governo. Che poi il sistema sportivo dovrà tradurre in decisioni rispetto ai campionati. La Federsci ha già autonomamente decretato la sospensione. Anche il basket sta studiando la situazione in bilico fra le porte chiuse e un nuovo rinvio. Per l’ex presidente federale Franco Carraro la soluzione senza pubblico sarebbe “il male minore” e si potrebbe chiedere uno sforzo alle tv che detengono i diritti per consentire un rafforzamento della copertura del servizio pubblico. Il presidente della federazione medico-sportiva Maurizio Casasco aggiunge che le porte chiuse “sarebbero una soluzione possibile per tutti gli sport”.

FRETTA 

Inevitabilmente bisogna fare in fretta. Per il consiglio nazionale del Coni, convocato già da tempo per domani con la presenza di Spadafora, si deve comunque fare una scelta. Fra l’altro lo sport si differenzierà in ogni caso dal mondo della scuola, dove la sospensione dell’attività didattica nelle regioni del Nord Italia dovrebbe essere di 15 giorni.

gazzetta.it

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Immobile riscrive la storia della Serie A: eguagliato Angelillo, è caccia aperta a Higuain

 

La stagione dei record e dei tabù sfatati, a livello di squadre ed individuale, continua. Sfatato l'incantesimo Genoa a Marassi, la Lazio sogna in sogna con un Ciro Immobile, reduce da compleanno in grande stile, inarrestabile e capace di far registrare un altro primato. Con la rete numero 27 di ieri, infatti, il campano ha raggiunto Antonio Valentin Angelilllo (stagione 1958-59) come migliore marcatore della storia della Serie A dopo 25 giornate. Un traguardo storico che però non rappresenta il punto di arrivo della stagione di Ciro, il quale, con tredici giornate a disposizione e con Ronaldo secondo nella classifica marcatori distante sei centri, punta il record di Higuaindella stagione 2015-16, quando il Pipita mise a segno 36 reti. Immobile, che insegue anche la Scarpa d'Oro, ci proverà così come la sua Lazio con il sogno Scudetto. Lo riporta La Gazzetta dello Sport

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Coronavirus, Conte: “Nuovo stop delle partite? Valuteremo”

"Soffriremo un poco, ma in questo momento non saprei dire se la prossima settimana continueremo con le stesse misure". Lo ha detto il premier Giuseppe Conte a 'Non è l'Arena' rispondendo a una domanda sulla possibilità che le partite di calcio vengano sospese anche la prossima settimana. "Le nostre valutazioni – ha aggiunto – le assumiamo sulla base della valutazione dei tecnici e degli esperti. Vedremo e monitoreremo l'evoluzione del contagio del virus e valuteremo. Se avremo un forte effetto contenimento ci rassicurerà, ma non credo che potremo allentare nel giro di qualche giorno". 

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Scudetto 1915, Avv. Mignogna: “Ecco il Regolamento Ufficiale del Campionato 1914/15”

L’Avv. Gian Luca Mignogna del Foro di Roma, quale parte attrice del procedimento concernente la richiesta d’assegnazione ex aequo dello Scudetto 1915, conferma di aver proceduto al deposito agli atti federali del Regolamento Ufficiale del Campionato 1914/15, contenento nel Bollettino Ufficiale edito dalla F.I.G.C. nella medesima stagione calcistica (pubblicazione sospesa a maggio 1915, a causa delle note vicende belliche)

Come chiaramente è dato evincersi dalla lettura dell’Art. 3, per “lo svolgimento dei Campionati l’Italia è divisa in quattro Sezioni”: Italia Settentrionale (Liguria, Piemonte, Lombardia, Veneto ed Emilia), Italia Centrale (Marche, Toscana, Umbria, Lazio ed Abruzzi), Italia Meridionale (Campania, Calabria, Basilicata e Puglie) ed Italia Insulare.

All’esito della fase Regionale ed Interregionale, per l’Italia settentrionale il successivo Art. 8 stabiliva che un Girone Finale formato dalle quattro vincenti delle precedenti semifinali avrebbe determinato, con partite di andata e ritorno (Cfr. doppio girone), la vincitrice assoluta che per l’effetto sarebbe stata proclamata la squadra Campione.

Più in particolare, l’Art. 14 stabiliva che il “Campionato dell’Italia Centrale, Meridionale ed Insulare è suddiviso in:

  1. Campionato dell’Italia Centrale (Marche, Toscana, Umbria, Lazio ed Abruzzi);
  2. Campionato dell’Italia Meridionale (Campania, Calabria, Basilicata e Puglie);
  3. Campionato dell’Italia Insulare”.

Ai fini dell’assegnazione ex aequo del titolo di “Campione d’Italia 1914/15” a Genoa e Lazio, inoltre, lo scrivente ha evidenziato come si palesi assolutamente dirimente il contenuto del successivo Art. 15, il quale stabiliva che la vincente della “Sezione B” (Cfr: Italia Meridionale) si sarebbe incontrata in partita e contropartita (Cfr: andata e ritorno) con la vincente della “Sezione C” (Cfr: Italia Insulare), la vincente fra queste a sua volta si sarebbe incontrata in partita e contropartita (Cfr: andata e ritorno) con la vincente della “Sezione A”(Cfr: Italia Centrale) per decretare la squadra Campione dell’Italia Centro-Meridionale e, infine, quest’ultima si sarebbe dappoi incontrata “con la vincente del Campionato dell’Italia Settentrionale in partita e contropartita per la disputa del titolo di Campione d’Italia”.

E’ stato opportunamente precisato, altresì, che nella stagione calcistica 1915/15 nessuna squadra risultò iscritta al “Campionato dell’Italia Insulare”, che al “Campionato dell’Italia Meridionale” parteciparono esclusivamente le società partenopee “Internazionale di Napoli” e “Naples” (le cui gare furono annullate per irregolarità di tesseramento, senza che risultassero compiutamente disputate, convalidate ed omologate le relative ripetizioni al momento della sospensione bellica indetta il 23 maggio 1915 e con la conseguenza che il titolo meridionale rimase ufficialmente inassegnato) ed il “Campionato dell’Italia Centrale” risultò strutturato con i soli gironi eliminatori della Regione Toscana e della Regione Lazio, cui seguì la disputa del successivo Girone Finale Centrale.

In virtù del combinato disposto ex artt. 3, 8, 14 e 15 del citato Regolamento Ufficiale contenuto nel Bollettino 1914/15 della F.I.G.C., sulla base delle prove documentali e delle risultanze istruttorie precedentemente acquisite ed in rigorosa applicazione dei criteri olimpici operanti in tema di “pari merito”, ex ultimis, lo scrivente procuratore ha chiesto alla F.I.G.C. di convocare al più presto un apposito Consiglio Federale onde esaminare le istanze e la petizione in atti, acclarare e dichiarare Lazio e Genoa “Campioni d’Italia ex aequo” del Campionato 1914/15 e per l’effetto dare piena attuazione ai principi “principi cardine” sanciti dall’art. 97 della Costituzione (Cfr:  legalità, buon andamento e imparzialità) ed ai “principi tipizzati”dalla Legge n° 241/1990, dalla Legge n° 15/2005 e dalle successive modifiche ed integrazioni (Cfr: trasparenza, economicità, efficienza).

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Con riguardo al merito del procedimento di riesame che ci occupa, infime, è appena il caso di riepilogare che:

1) risulta già oltremodo provato come non sussistano agli atti federali né la (presunta) delibera di attribuzione del titolo di “Campione d’Italia 1914/15” a favore del Genoa, né tantomeno la previa ed eventuale richiesta a tal fine avanzata dal club ligure, che ad una sola giornata dal termine era la primatista pro tempore del Girone Finale Settentrionale (interrotto per l’anzidetta sospensione bellica), con due punti di vantaggio su Torino ed Internazionale (Cfr: in calendario vi era proprio il match Genoa-Torino, coi granata che all’andata si erano imposti per 6-1 sui rossoblu);

2) l’Annuario Ufficiale del Giuoco del Calcio del 1927 (edito ufficialmente dalla F.I.G.C. nel 1928) ha dimostrato per tabulas l’irrefutabile circostanza che a tal epoca il Campionato 1914/15 risultava ancora “sospeso”, sicché si sono palesati del tutto inveritieri i resoconti di alcuni organi di stampa ed estensori, ufficiali e non, che negli anni antecedenti ed in quelli successivi hanno erroneamente continuato a tramandare che il Genoa fu reso d’ufficio “Campione d’Italia 1914/15” tra il 1919 ed il 1921, all’uopo strumentalizzando e/o quantomeno equivocando il suddetto disposto ex art. 8 del sopra citato Regolamento Ufficiale che, invero, era rivolto a regolamentare la mera acquisizione del titolo di squadra Campione Settentrionale;

3) come chiaramente riportato dal quotidiano “La Stampa” del 9 Maggio 1919 (Cfr: unica fonte rinvenuta), infatti, in tale circostanza la F.I.G.C. si limitò a classificare “primo nelle gare di Campionato 1915 il Genoa Cricket”, laddove la classificazione “primo” non poteva che riferirsi al solo “Campionato Settentrionale” e non al “Campionato Nazionale” (altrimenti si sarebbe detto e scritto: “Genoa Campione d’Italia”), tant’è che come riportato dal citato quotidiano piemontese “contro questa deliberazione reclamarono il Torino e l’Internazionale” allora in competizione con la società genovese;

4) l’edizione del 18 Giugno 1920 del quotidiano “L’Italia Sportiva”, per contro, dichiarò nero su bianco che la Lazio 1914/15 fu Campione d’Italia Centro-Meridionale, così come l’edizione del medesimo giornale del 17/05/1915 ebbe ad attestare la previa conquista del titolo di squadra “Campione dell’Italia Centrale” da parte della società capitolina;

5) l’attendibilità di tale quotidiano d’epoca risulta assolutamente inoppugnabile, poiché mediante il “Comunicato Ufficiale” del 10 Ottobre 1920 (pubblicato il giorno successivo) la F.I.G.C. riconobbe giustappunto “L’Italia Sportiva” quale proprio “Organo Ufficiale” per l’Italia Centrale e Meridionale, così come “La Gazzetta dello Sport” lo sarebbe stata per l’Italia Settentrionale.

Restando in attesa di precipui riscontri.

Roma, lì 21 Febbraio 2020

Avv. Gian Luca Mignogna

 

 

 

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Milinkovic, Correa a Luis Alberto: costati 40 milioni, oggi ne volgono 250

La Gazzetta dello Sport parla della Lazio e in particolare di tre giocatori che hanno aumentato tantissimo il loro valore in questa stagione. I nomi sono quelli di Sergej Milinkovic-Savic, Luis Alberto e Joaquin Correa che in tre sono costati meno di 40 milioni e che adesso nel valgono almeno 250, vista la loro età che li rende molto appetibili sul mercato.