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Giacomelli, incapacità o malafede? Il dilemma sull’arbitro con la passione per Totti

E alla fine arriva il Var: puntuale come sempre, a discapito della Lazio. Come una tassa. Il primo tempo è la croce messa sulla partita dei biancocelesti. Il resto è un cronometro che scorre, una squadra di Inzaghi che insegue il Torino per tre volte in vantaggio. Una Lazio generosa, rabbiosa, forse troppo frettolosa per servire la sua vendetta. Non basta, per la quarta volta la tecnologia ci mette lo zampino. A Genova con la Samp gli errori non avevano fatto danni in termini di risultato. Nel Monday Night, pesantissimo in termini di classifica, si è toccato il punto più bassodel rapporto Var-Lazio. Un Immobile che meriterebbe un rigore, un Immobile espulso per un contatto ritenuto violento su Burdisso. Allora, Var-gogna.

ANCORA IL VAR – Gara piacevole, scorre veloce tra ribaltamenti e belle trame. Lazio sempre in pressing, fa densità , lotta ed è pericolosa con gli esterni. Torino più accorto, lascia il pallino ai biancocelesti, poi si accende e riparte. Più concreti i granata, che raccolgono le due palle gol della prima frazione: prima il siluro defilato di Belotti va a sbattere sul palo interno a Strakosha battuto, poi Molinaro cestina un'altra buona chance. Nel mezzo di Lazio c'è solo il tentivo di Immobile che da posizione centrale perde il tempo per battere a rete. Poco lucido, era la sua mattonella. Si va a mille, tenuta fisica brillante, con un Luis Alberto a fare di rifinitore. Poi il Var cambia la gara della Lazio, ancora una volta in negativo e con protagonista Immobile. Il cross dell'attaccante prima finisce sul braccio larghissimo di Iago Falque. Nell'azione successiva (dopo un palo colpito dalla stessa punta) gli animi si scaldano e il napoletano viene a contatto corpo a corpo con Burdisso. Giacomelli dalla regia Var viene richiamato, ma non per il rigore, bensì per il contatto testa e testa di pochi minuti prima. Rosso per Immobile: Lazio in dieci e senza un rigore nitido. La tensione ora è altissima, ma c'è l'intervallo.lalaziosiamonoi.it

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Milinkovic d’oro trascina la Lazio: il Manchester lo monitora ma costa tanto…

Una vittoria sofferta, arrivata in extremis e per questo ancora più importante. Aveva bisogno di un successo così, la Lazio di Inzaghi, perché dopo aver raccolto un solo punto tra Roma e Fiorentina. la corsa per le zone nobili della classifica cominciava a farsi più complicata. I tre punti presi in casa della Sampdoria, come nessuno era riuscito a fare in questo campionato, confermano invece l'infallibilità della squadra biancoceleste lontano dall'Olimpico: 7 vittorie su 7 in Serie A, 9 su 9 considerando anche l'Europa League. Un trionfo che porta Immobile&Co. a 7 punti dal primo posto, con la partita con l'Udinese da recuperare.

MILINKOVIC, IL CENTROCAMPISTA COMPLETO – L'attaccante della nazionale è rimasto a secco contro la Sampdoria, ma ci ha pensato Sergej Milinkovic a prendere per mano la squadra di Inzaghi e trascinarla alla vittoria. Prima con il gol del pareggio (neanche festeggiato, proprio per la voglia di vincere), poi con l'assist geniale che ha innescato la rete della rimonta definitiva di Caicedo a tempo scaduto. Una prestazione sontuosa, quella del centrocampista serbo. A volte fin troppo lezioso, è vero. Ma in fondo è proprio quella la sua forza e ciò che lo rende diverso dagli altri. Una tecnica sopraffina, che spesso lo porta a forzare la giocata e osare il colpo ad effetto. Certe volte non riesce, come confermano le 3 palle perse e i 2 controlli sbagliati. Altre, però, il risultato è qualcosa di meraviglioso per gli amanti del calcio e determinante per la Lazio: sono 5 i dribbling della sua partita, 4 i falli subiti dai giocatori della Sampdoria. E a questa tecnica c'è da aggiungere poi una straordinaria potenza fisica, riassunta nei suoi 3 tackles, una palla intercettata, un tiro respinto, un fallo e, soprattutto, i suoi 7 duelli aerei vinti. Un gigante, sotto tutti i punti di vista.

A MARASSI OSSERVATORI DEL MANCHESTER UNITED – A osservarlo dalle tribune di Marassi c'erano osservatori del Manchester United, ne saranno rimasti sicuramente colpiti. Ma per la Lazio Milinkovic è un gioiello troppo prezioso: in estate è stata rispedita al mittente un'offerta da 100 milioni dall'estero, così come sono stati bloccati sul nascere i sondaggi da parte della Juventus. La società sa perfettamente che il valore del suo cartellino è destinato a crescere ancora, per questo a fine agosto ha  versato altri 9 milioni nelle casse del Genk, annullando la clausola del 50% sulla futura rivendita che sarebbe spettata al club belga. Lotito lo ha già blindato rinnovandogli il contratto, vuole continuare a puntare forte sul centrocampista serbo classe 1995, una delle tante scoperte del ds Tare.  Se qualcuno vorrà provare a portarlo via dalla Capitale, insomma, dovrà mettere sul piatto davvero un bel po' di soldi. E non è neanche detto che siano sufficienti.Repubblica.it

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Dolce trasferta: 21 punti su 23, è una Lazio corsara

Nella letteratura come nel cinema, quello del viaggio è uno dei temi più frequenti e apprezzati. Partire dalla propria casa verso luoghi sconosciuti e ostili, per portare a termine il proprio obiettivo: quante opere hanno questo incipit? Lo sanno bene Simone Inzaghi e i suoi giocatori, per cui il viaggio in trasferta rappresenta ormai quasi sempre l'opportunità di fare bottino pieno. In questo campionato, infatti, su 8 partite giocate lontano dall'Olimpico la Lazio ne ha vinte ben 7, perdendo solo in un derby in cui si trovava fuori casa solamente sulla carta. 21 dei 32 punti guadagnati dai biancocelesti finora sono arrivati in casa altrui, solo il Napoli ha fatto meglio in questa stagione con 22 punti. Senza calcolare poi l'Europa League, in cui sono arrivate altre due vittorie sui campi di Vitesse e Nizza. Una Lazio che quindi si trova a proprio agio tra le mura nemiche, riuscendo a portare a termine imprese epiche come le vittorie all'Allianz Stadium contro la Juventus o al Ferraris contro la Sampdoria. Simone Inzaghi, una sorta di novello Ulisse che nei suoi viaggi riesce sempre ad avere la meglio sui nemici.lalaziosiamonoi.it

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E’ Fabbri a ‘persuadere’ Massa: che precedenti ‘disastrosi’ con la Lazio!

Davide Massa nel mirino, ma non solo. Anzi. Decisivo in occasione del calcio di rigore concesso alla Fiorentina è stato il direttore di gara addetto al VAR, Michael Fabbri. E' stato lui infatti a richiamare l'attenzione di Massa ed a persuadere il direttore di gara, facendo riferimento ad un altro episodio a detta sua simile, quello della scorsa settiama che ha coinvolto Belotti in Torino-Chievo. Spulciando nei precedenti di Fabbri con la Lazio emerge un percorso quanto mai 'sfortunato' per i capitolini. Ecco i precedenti raccolti dal sito Lazionet:

1) 29/11/2015 Empoli – Lazio 1-0 
Manca la seconda ammonizione a Livaja nel primo tempo. Fuorigioco errato su Djordjevic avviato a rete? Annullati due gol a Klose che potevano essere accordati, manca un rigore per fallo di mano di Tonelli.

2) 25/09/2016 Lazio – Empoli 2-0
Nulla di particolare da segnalare

3) 28/01/2017 Lazio – Chievo 0-1
Da Repubblica: "Disastroso: non concede due netti rigori a favore della Lazio, uno per tempo. Prima non vede il tocco di braccio di Gamberini su cross di Anderson, poi la gomitata di Cacciatore a Milinkovic.

4) 23/04/2017 Lazio – Palermo 6-2
Evvabbè

5) 14/10/2017 Juventus – Lazio 1-2 (al Var)
Richiama l'attenzione di Mazzoleni, facendo assegnare il rigore per il contatto Patric-Bernardeschi e vabbè.

6) 26/11/2017 Lazio – Fiorentina 1-1 (al Var)
Richiama l'attenzione di Massa, facendo assegnare un calcio di rigore inesistente alla Fiorentina al 90'.

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Rigore Caicedo-Pezzella, ecco perchè si può anche parlare di errore tecnico…

Questo è il fallo su Belotti richiamato erroneamente da Fabbri nel dialogo VAR. In questo caso è Belotti che si trova nelle condizioni di Caicedo e infatti riceve giustamente un calcio di rigore a favore poiché la condotta del difendente è chiaramente fallosa, così come lo era quella di Pezzella. Si può parlare di errore tecnico?

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C’è anche la stanchezza: i secondi tempi non sono da Champions

Tanto Var, ma la Lazio è stanca e stavolta ci lascia più di un punticino. Non si può spiegare solo con le decisioni contorte di Massa una statistica negativa che ora procede ad oltranza. Il quinto posto biancoceleste è il frutto dei secondi tempi. Se analizzassimo solo i primi 45' infatti la squadra d'Inzaghi, con 28 punti, sarebbe seconda solo alle Juve (31). Chiuso in svantaggio solo un primo tempo su 13, con 3 gol subiti e 16 fatti. Nella ripresa la Lazio non è da Champions: lo score crolla a 23 punti (dietro Juve, Inter, Napoli e Samp), con 4 ko, 17 reti realizzate e 12 incassate. L'ultima a tempo scaduto su rigore: stavolta a Strakosha (terzo portiere per parate, 58, in tutta Europa) non riesce un altro miracolo come a Torino su Dybala, così la Fiorentina può strappare il pari e all'Olimpico invertire la cabala.
STANCHEZZA
L'1-1 è il frutto di un episodio al fotofinish, ma la Lazio – oltre il vantaggio – non fa nulla per renderlo innocuo. Si divorano tre gol fatti per il raddoppio, Lulic e Parolo, sugli assist di Luis Alberto (arrivato a quota sei con Immobile, Perisic e Candreva), l'unico con Leiva (troppo solo a centrocampo) e la difesa ad essersi ripresi dopo il derby perso. La squadra biancoceleste non è più brillante in toto e lo denotano i duelli vinti (il 45.9%) inferiori a quelli persi. Un calo iniziato da Benevento nelle ultime sei gare consecutive, non nel ko contro la Roma. Dove era sparito Milinkovic, dopo le fatiche in Oriente con la Serbia. Sergej non è ancora tornato: appena 4 contrasti vinti (1 aereo) su 20, 27 perdite di possesso, 4 controlli errati e 6 tackle subiti.
RIPRESA
La Fiorentina non si sforza nemmeno per cercare il pari con sterili tiri dalla distanza, eppure schiaccia la Lazio costantemente. Perché non esistono azioni biancocelesti corali di pressing e le palle perse sono 54, record negativo insieme al 77% di passaggi riusciti. Chissà se sarà bastato un giorno di riposo, ma senza impegni europei oggi (ripresa) Inzaghi avrà tutta la settimana per far ricaricare le batterie ai suoi uomini in vista della delicata sfida di Marassi con la Samp. Il mister farà rivedere a tutti la gara di domenica, anche se ai suoi difensori goleador (3 de Vrij e Bastos come nessuno in Europa) avrà poco da rimproverare. E' stato un attaccante, il redivivo Caicedo, l'ultimo ad entrare. Forse, anche se Simone dice il contrario, è normale un momento d'appannamento dopo un utilizzo seriale degli stessi uomini perché non hai molte altre soluzioni in panchina da schierare. Pregate, Immobile deve resuscitare.Ilmessaggero.it

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De Vrij si riscopre bomber: solo due centrali in Europa segnano quanto Stefan


Si può essere sia il fulcro del reparto difensivo che una sentenza in area di rigore avversaria? Sì, secondo Stefan de Vrij. Il difensore olandese sta vivendo una stagione agli alti livelli a cui ha abituato il popolo laziale, ma quest'anno c'è una novità: la pericolosità sotto porta. La marcatura messa a segno contro la Fiorentina ha infatti portato il bottino personale di de Vrij a 3 gol nelle 12 partite disputate in campionato finora, record da quando è alla Lazio: la prima rete l'aveva segnata solo l'anno scorso contro il Chievo Verona, con lo score di stagione che si era fermato a 2 marcature in seguito a quella messa a segno contro la Sampdoria. Particolarità dei gol segnati in questa stagione dall'olandese è che sono arrivati tutti allo Stadio Olimpico: contro Napoli, Sassuolo e ieri Fiorentina. Manca ancora più di metà campionato, de Vrij ha tutto il tempo per togliersi qualche altro sfizio ed eguagliare il proprio record in carriera di 4 reti stagionali, stabilito con la maglia del Feyenoord.  Come sottolinea Lazio Page, in Europa solo lui, il compagno di squadra Bastos e Vestergaard del Borussia Moenchengladbach sono i soli difensori centrali già arrivati a tre gol nei top 5 campionati d'Europa. Muro in difesa e bomber sotto porta, de Vrij lascia sempre il segno.lalaziosiamonoi.it

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Nani, peggio del previsto: torna nel 2018

Arrivano brutte notizie in casa Lazio per quanto riguarda le condizioni di Luis Nani. Il portoghese, si è fermato nella gara di Europa League contro il Vitesse, chiedendo subito il cambio rivolto alla panchina. Sospetti confermati, per lui gli accertamenti di ieri, riporta la rassegna stampa di Radiosei, hanno evidenziato una lesione muscolare tra il primo e il secondo grado. Tradotto in altri termini, Nani ne avrà per almeno 30-40 giorni, e rischia di tornare dopo la prossima sosta del campionato, il 21 gennaio.lalaziosiamonoi.it

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Il ritorno di Anna Frank: l’editoriale di Diaconale

Anna Frank sorridente che indossa la maglia della Roma con sopra scritto “A pippe”. Anna Frank allegra che esibisce un taglio di capelli alla Radja Nainggolan. Anna Frank che imita felice Francesco Totti presentandosi in divisa giallorossa con la fatidica scritta “vi ho purgato ancora”.

Non c’è tifoso laziale che non abbia ricevuto da sabato sera ad oggi queste immagini sul proprio telefonino inviategli da qualche amico romanista. E non c’è tifoso romanista che abbia resistito alla tentazione di usare le stesse immagini per applicare un proprio ironico e irridente “guai ai vinti” nei confronti dei laziali in ambasce per la sconfitta nel derby.

C’è un uso strumentale di Anna Frank simile a quello degli adesivi appiccicati in Curva Sud da un gruppetto di tifosi laziali nelle settimane scorse? Pare di no. Perché nessuno si è indignato per il ritorno della vittima dell’Olocausto nelle vicende calcistiche della Capitale. Un conto, si dice, era la goliardata infame del messaggio antisemita contenuto nei 26 adesivi appiccicati da un manipolo di tifosi oltranzisti. Un altro conto è la sana irrisione con cui l’intero popolo giallorosso si compiace per la vittoria nel derby e prende per i fondelli gli sconfitti.

I laziali incassano, magari bofonchiando contro i due pesi e le due misure. E non si indignano o protestano per l’uso comunque strumentale del ricordo della ragazza simbolo dello sterminio degli ebrei. Eppure una ragione di preoccupazione ci sarebbe. Perché l’ondata di “sana irrisione” rivolta ai tanti contrapposta alla “infame goliardata” compiuta da pochi, rischia di alimentare il pregiudizio cavalcato e ripetuto ossessivamente da molti giornali e reti televisive secondo cui lo sberleffo compiuto a mezzo Anna Frank è sacrosanto visto che l’intera tifoseria della Lazio è composta da razzisti e antisemiti irredimibili.

La “sana irrisione”, in sostanza, è sotto sotto una forma subliminale di razzismo alla rovescia. I laziali? Tutti neo-nazisti! E i tifosi biancocelesti di religione ebraica (ce ne sono, ce ne sono)? Sono evidentemente dei kapò.

Naturalmente non si deve esagerare. Anzi, è bene stemperare. Con una risata che però ha comunque una punta di amarezza. La “sana irrisione” può diventare una sorta di polvere sottile che si deposita sulle coscienze. E le avvelena. Arturo Diaconale

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Lazio, un dicembre di fuoco: tour de force di 10 gare sino a fine anno

Ora si corre davvero. Prima il Vitesse in Europa League, poi la Fiorentina in campionato. Situazione europea ottima, perché i biancocelesti sono già volati ai sedicesimi. È il campionato che appare in salita da qui fino al 30 dicembre. Di mezzo anche gli ottavi di Coppa Italia il 14 dicembre (da affrontare la vincente tra Cittadella-Spal, ndr). I calcoli sono presto fatti: 6 match di Serie A, più 2 di Europa League, più 2 di Coppa Italia dando per scontato il passaggio del turno. Il tutto in 37 giorni. Fiorentina, Sampdoria, Torino, Atalanta, Crotone e l’Inter il 30 dicembre per cercare di anticipare i botti di Capodanno. L’anno scorso laLazio – come riporta la rassegna di Radiosei – aveva concluso il girone d’andata a quota 37 punti. Ora ne ha 28 e deve anche recuperare una partita con l’Udinese (24 gennaio). Il traguardo può essere migliorato, anzi, deve essere migliorato. Perché lì davanti non fanno sconti, corrono tutte, per l’Europa è una missione difficile. I tifosi e lo stesso Inzaghi si aspettano la reazione dopo la sconfitta nel derby. Ok il Vitesse, spazio al turnover. Poi ecco la Fiorentina di Pioli. La Lazio non vuole fermarsi. Rialzerà la testa solo ad inizio 2018.

 

llsn