n vista della trasferta sul campo del Genoa, Inzaghi richiedeva continuità, concentrazione e fame di vittoria, convinto che questa potesse essere la ricetta migliore per sfatare il famoso tabù del Marassi. E così è stato, ancora una volta il mister piacentino ha dimostrato di conoscere a fondo le qualità della sua squadra. E forse attorno al Ferraris più che un tabù si era creata una vera e propria cabala avversa: la Lazio non vinceva su quel campo da ben 7 anni. E anche se superstizioni e scaramanzie hanno poco a che fare col mondo del calcio, le difficoltà riscontrate ieri sera contro gli uomini di Juric qualche dubbio l’hanno fatto sorgere a tutti. Eppure i ragazzi di Inzaghi hanno portato i tre punti a casa, che significano il quarto risultato utile consecutivo. E se oggi vogliamo ancora parlare di cabala senza alcuna amarezza rifacciamoci proprio a quel 7 tanto ostico e giochiamo un po’ con i numeri di Genoa – Lazio.
I NUMERI – Proprio nella tradizione cabalistica il 7 ha un ruolo centrale. Strana sorte del destino: il 7 lo ritroviamo spesso anche nei numeri del match di ieri sera. Con ben 7 tiri totali e 2 gol Immobile ha portato i suoi compagni alla vittoria. Una nuova tradizione si affaccia sul futuro dei ragazzi di Inzaghi: quando il folletto con la maglia 17 segna, la Lazio vince. Continuiamo con l’uomo rivelazione di questo esordio di stagione: Luis Alberto. Il jolly di mister Inzaghi ha dimostrato anche ieri sera di essere il valore aggiunto di questa nuova rosa: con 75 passaggi e 93 tocchi di palla (su 745 totali della partita) al Marassi si è aggiudicato i primi due record stagionali. E oltre al numero 7 c’è un secondo elemento che, così come in questo esordio di stagione, è stato protagonista anche ieri sera: la duttilità. E infatti il tuttofare spagnolo, muovendosi tra le linee in un modo tutto suo, ha creato anche il maggior numero di occasioni (3), dribblando più volte rispetto a tutti (6). Ma oltre a Luis Alberto, a essere duttile è anche lui: Leiva. Sicuramente il giocatore di cui Inzaghi, in assenza di Wallace, ha dimostrato di aver più bisogno. Prima come centrocampista e poi come centrale di difesa ha totalizzato ben 5 tackle. E ha riconfermato di esserne un maestro, soprattutto in quello finale su Taarabat. E ora, archiviati numeri e tradizioni scaramantiche, testa al Napoli.
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Dario Cadeddu