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Lega di serie A: il patto Lotito-Agnelli tiene tutti in scacco

Il suo nome non è stato mai fatto ma il destinatario delle parole pronunciate dal presidente della Figc, Carlo Tavecchio era chiaro: Claudio Lotito. Eh già perché il vulcanico patron della Lazio, dopo essere stato messo ai margini, ha tirato fuori un altro asso dalla manica spiazzando tutti quelli seduti al tavolo. Ecco un patto con il numero uno della Juventus e, a questo punto, ex nemico Andrea Agnelli.
DO UT DES
Oggi ci sarà l'elezione per la massima carica dell'ECA, ossia l'associazione dei club europei. Il piano è molto semplice: Agnelli, che in realtà corre da solo, sarà messo a capo dei 220 club europei e avrà la certezza che le nove squadre italiane voteranno compatte per lui. Cosa otterrà Lotito? Un posto da Consigliere Federale. Domani si terrà l'assemblea della Lega di A: i venti presidenti non voteranno le linee guida suggerite dal commissario Tavecchio, ma voteranno con le vecchie regole. Il presidente di garanzia con ogni probabilità sarà Marco Brunelli, il vicepresidente potrebbe essere Fassone del Milan i due consiglieri Lotito e Marotta e poi, per accontentare tutti, saranno nominati 9 consiglieri di Lega. In realtà Lotito ha in mano 13 club, ma è convinto di ottenere l'appoggio di altri due. Una potrebbe essere l'Inter che in cambio potrebbe ricevere la vice-presidenza dell'ECA. «C'è un presunto accordo in Lega di Serie A: un presidente ponte e un'assemblea entro 3 mesi per una nuova elezione. La prossima assemblea dovranno farla con i principi ispiratori che abbiamo dato noi, non c'è santo che tenga» ha spiegato il numero un Tavecchio nel consiglio federale tenutosi ieri. Ma c'è chi bisbiglia che il patto Lotito-Agnelli vada oltre. Eh già perché l'Italia non farebbe una bella figura se il 15 settembre, Agnelli, implicato nel processo sportivo Alto Piemonte, la storia dei biglietti finiti agli ultrà della Juve, fosse squalificato (previsti da 2 a 3 anni). A meno che l'esito non sia così scontato o la pena così dura (si parla di riduzione a 3 o 6 mesi). Voci di corridoio della Torino bianconera riferiscono che questo sia il modo migliore per far uscire anche Agnelli dalla Juventus senza spargimenti di sangue. Intanto Roma, Fiorentina, Cagliari, Samp e Bologna tengono duro e preparano una contromossa a sorpresa (Malagò garante?).
SERIE B
Mano più leggera con la Lega di B del presidente Tavecchio che rimanda al 13 la nomina di un commissario : «Mi auguro che per quella data ci sia la fumata bianca. In caso contrario l'avvocato Mauro Balata sarà il commissario». Ilmessaggero.it

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La Lazio non esce ridimensionata, ma i valori sono chiari

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Alla Lazio non sono riuscite due imprese nella stessa settimana. La forza del Napoli e la stanchezza mentale e fisica post derby della squadra di Inzaghihanno fatto la differenza. In campionato i valori sono chiari, per questo la Lazio, dopo la sconfitta di ieri sera, non esce ridimensionata. E’ stato un sogno legittimo pensare di lottare per il terzo posto. Sfuggita l’occasione, deve essere invece concreto l’obiettivo di difendere il quarto. La semplicità con cui la Roma ha superato il Bologna è confortante per la classifica e per la crescita mentale della squadra. Il temuto contraccolpo dopo l’eliminazione nel derby di Coppa Italia non si è materializzato. Seppur complicatissima, la rincorsa alla Juventus è una luce da tenere comunque accesa. Servirà a blindare il secondo posto e a eliminare qualsiasi eventuale rammarico. La Juventus non è l’Empoli ma in zona salvezza, ad esempio, ciò che sembrava impensabile sta diventando realtà, con il Crotone prepotentemente tornato in corsa. Il calcio, del resto, è volubile e di conseguenza lo sono situazioni, valutazioni e pareri. Basta pensare a quanto sta accadendo a Milano. Presente e futuro appaiono meno luminosi e concreti di quanto si immaginava. Il brusco arresto dell’Inter ha fatto crollare totalmente le ambizioni Champions e reso perfino traballante la qualificazione all’Europa League. Probabilmente servirà qualcosa in più di un imponente campagna acquisti per riportare subito in pole position i nerazzurri. Sabato prossimo è in programma il derby, e se il Milan ci arriva meglio piazzato in classifica, non per questo hamenoansie e dubbi dei rivali. In settimana dovrebbe definirsi quel tormentato closing che, a prescindere, segnerà un passaggio storico nella storia del club rossonero. Chi e in che modo riporterà il Milan ai fasti di un tempo è, al momento, assai confuso e imprevedibile. Ilmessaggero.it

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Applausi, Europa, rinnovi in bilico e mercato: una bella stagione da consacrare con l’audacia nel futuro

"La nostra stagione é stata straordinaria" ha spiegato Simone Inzaghi al triplice fischio di Crotone. Meglio cancellare le scorie delle ultime sconfitte ed esaltare quanto di buono è stato fatto. Un po' per timore, dello spauracchio del secondo anno biancoceleste che trita tutto e tutti. Un po' per la perfezione di un gruppo difficile da preservare o ricreare. La Lazio quest'anno ha stravolto tutti i pronostici. Ha conquistato, ha emozionato. Ha ricompattato un ambiente, determinando in questo, il suo più prezioso successo. A tratti è riuscita a recitare il ruolo del Davide contro Golia. L'inizio in salita ha reso più esaltante l'epilogo. Il lavoro di Inzaghi ha trovato soddisfazione nella qualificazione diretta ai gironi di Europa League, addirittura con tre giornate di anticipo. Poco importa se nell'ultimo atto della Coppa Italia ha dovuto chinare la testa ad una Juve pluriscudettata o se sul fotofinish di una stagione ha scaricato precocemente le pile. Questa Lazio ha fatto bene comunque. Ha centrato il suo obiettivo vincendo duelli sulla carta impari, sbaragliando la concorrenza di club importanti. È stata brava, capace, audace. La minuziosa costruzione della macchina da guerra è avvenuta centimetro dopo centimetro. Partita dopo partita, senza distrazioni, senza presunzione, tutto sotto il segno di Inzaghi e del suo staff. Guardando la Lazio oggi emerge un sano concetto che non tramonta mai: "il lavoro paga". Un banalità apparentemente, ma che se sottovalutata rischia di diffondere il germe del fallimento in un attimo. La logica del guadagnarsi tutto sul campo sino all'ultima sudata, sconfessa chi pensa al traguardo quando è ancora al nastro del via. Ecco perché, ciò che rappresenta oggi la storia di questo campionato domani rischia di non valere più nulla. Il "Peccato originale" della gestione Lotito è sempre stato questo. Confondere ciò che si è raccolto sul campo con gli obiettivi della stagione futura. Per evolversi, per maturare, per crescere bisogna ripartire da questa Lazio, ma investendo per puntellare i nuovi sogni. Oggi l'ambiente è unito e vuole scacciare quel timore  che soffoca le aspettative. La Lazio non può essere condannata ad un saliscendi perenne. La Lazio non deve vendere tutti i suoi big. Ha bisogno di ripartire da qualche certezza. Anche il diesse Tare ieri sera lo ha confermato, quando ha spiegato che il club non ha intenzione di cedere, ma semmai di acquistare giocatori esperti. Prendiamo atto e attendiamo. Girare infatti la ruota e sperare di vincere seppure con buona abilità di chi decide di scommettere non può essere una strategia vincente. È vero che i matrimoni si fanno in due, ma per sposarsi non basta presentarsi in chiesa il giorno prestabilito. Occorre un corteggiamento, che a volte può rischiare di diventare estenuante. Bisogna tentare con ogni mezzo a disposizione per strappare quel fatidico sì, sempre che lo sposo e la sposa siano pienamente convinti di compiere quel passo. Dunque per quanto è sacrosanto che ci sarà Lazio anche senza De Vrij, Biglia e Keita, è anche chiaro che i desideri di Simone Inzaghi vadano quantomeno ascoltati. Se su De Vrij la scelta di un addio trova parecchi punti di contatto fra le parti, una separazione da Keita, ma soprattutto da Biglia, troverebbe parecchie responsabilità nella dirigenza laziale. Lasciare in standby un contratto praticamente siglato, solo per quisquilie economiche con l'agente, non certifica la forte volontà di trattenere un giocatore. Ecco perché Biglia, che oggi rischia di salutare la Lazio, potrebbe sentirsi libero di andarsene senza troppi groppi in gola. Keita è invece un caso a parte. È un talento. È molto ambizioso e a tempo debito si è persa l'occasione per blindarlo. Oggi potrebbe trasformarsi nel più grande rimorso dell'era Lotito. Dunque ai titoli di coda di questa stagione la Lazio applaude la "meravigliosa creatura" creata dalla società, curata dallo staff tecnico e protetta dal proprio pubblico. Come spesso accade dalle parti di Formello però, le soddisfazioni rischiano di restar soffocate dalle ansie. Il mercato dei rinnovi ha smorzato la gioia degli obiettivi raggiunti. Oggi le incertezze di una rosa potenzialmente da ricostruire e non solo da rinforzare hanno distolto l'attenzione da quel che di buono è stato fatto. "Questo gruppo può rappresentare l'inizio di un ciclo", auspicava Parolo qualche settimana fa. "La cosa più importante è rivedere lo stadio pieno", dichiarava Tare. Pubblico e squadra: dunque. Questo è il tesoro della Lazio. il binomio perfetto. I preziosi da custodire gelosamente nei forzieri di Formello e da mantenere intatti. ​Gioielli riconquistati dalla Lazio grazie a questa stagione che oggi le scelte di mercato e le strategie future non devono sperperare. Che si riparta da pubblico e squadra dunque. Che si riparta per vivere un campionato in cui é ancora lecito sognare.

Alessandro Zappulla

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Serie B, il 9 maggio l’assemblea elettiva: Lotito è il favorito

È convocata per martedì 9 maggio alle 13 l'assemblea elettiva della Lega B e in questo momento viene considerato Claudio Lotito, presidente della Lazio e patron della Salernitana, il più serio candidato per la poltrona di presidente della categoria, rimasta vacante oltre due mesi fa per le dimissioni di Andrea Abodi. Dopo un primo tentativo andato a vuoto il 25 marzo per mancanza del numero legale, la data della nuova assemblea è stata ufficializzata dal vicepresidente della Lega B, Andrea Corradino, alla luce del resoconto ricevuto dai presidenti di club Andrea Gabrielli (Cittadella), Antonio Gozzi (Virtus Entella) e Oreste Vigorito (Benevento), ossia i 'tre saggì incaricati dal Consiglio di Lega a inizio aprile di raccogliere riflessioni e opinioni di tutte le società per arrivare «auspicabilmente all'identikit di possibili candidati».ilmessaggero.it

 

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Murgia azzurro: “Emozione Italia e sogno Supercoppa. Ora non temo la concorrenza…”

Lo ha fermato solo la traversa. Altrimenti, Alessandro Murgia avrebbe segnato anche con la maglia azzurra, dopo lo storico gol inSuperocoppa. Al termine dell'amichevole contro la Slovenia, il centrocampista della Lazio ha parlato ai microfoni dei cronisti presenti in mixed zone: "Sempre un'emozione giocare per la Nazionale, una cosa che ti inorgoglisce, ogni partita per me è diversa, unica come la prima convocazione. Gol sfiorato? Sì, speravo che quella palla entrasse. L'importante, però, era la prestazione della squadra. Abbiamo dimostrato il nostro valore, ora andiamo avanti e pensiamo a migliorare".

SUPERCOPPA – Per una palla che si stampa sulla traversa, ce n'è una che invece buca la porta. E ti fa portare a casa un trofeo: "Sembrava di essere dentro un sogno, per me che sono cresciuto con quella maglia fin da bambino. Ci ho messo qualche giorno a realizzare, ma voglio vederlo come un punto di partenza, voglio fare tante altre cose nella mia carriera. Il lavoro della Lazio e di Inzaghi, su di me come sugli altri giovani, è stato importantissimo. Il mister mi ha cresciuto, mi ha concesso questa occasione che mi sono sudato tanto. Lo devo ringraziare, ma preferisco farlo sul campo. La concorrenza alla Lazio? Stimolante, dobbiamo affrontare tre competizioni e ci vuole una rosa importante per centrare l'obiettivo stagionale, ovvero rimanare ai piani alti della classifica".lalaziosiamonoi.it

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Lazio, sognare adesso è possibile: voglia di Champions

Il bello deve ancora venire. Perché non c'è solo la finale di Coppa Italia appena conquistata ai danni della Roma, ma anche quella di Supercoppa, se la Juventus vincerà lo scudetto. Due finali in un solo boccone, dunque. E quel che più conta adesso è che in ballo c'è pure la qualificazione in Champions. La Lazio, insomma, è a portata di tutto. Con pieno merito e con la forte sensazione che questa squadra, vista la giovane età, possa ancora avere ampi margini di miglioramento. Oltretutto, l'entusiasmo e la consapevolezza possono fare la differenza
Archiviato il derby e la finale di coppa e i conseguenti festeggiamenti, adesso Immobile e compagni possono concentrarsi sull'Europa, sia essa Europa Legue o Champions. Otto le partite che mancano alla fine del campionato, di cui cinque da giocare all'Olimpico, e tra queste è incluso il quarto e ultimo derby di fine aprile.
Si comincia da subito con il Napoli domenica prossima all'Olimpico. Una partita che vale un'altra finale. La formazione di Sarri è a quattro punti e batterla significherebbe aprire un fronte a cui nessuno credeva, ovvero entrare in corsa piena per il terzo posto. Un po' quello che è successo due anni fa con Pioli, quando la Lazio iniziò a macinare gioco e conquistare vittorie, fino a ritrovarsi ad un passo dalla seconda piazza occupata dalla Roma. Questa Lazio la ricorda molto, con la sensazione che quella attuale sia più forte e più quadrata in ogni reparto. Oltre al Napoli, in casa la squadra di Inzaghi se la vedrà pure con un'altra diretta concorrente, l'Inter. Poi Sampdoria e Palermo, mentre in trasferta ci saranno Genoa, Fiorentina e Crotone all'ultima.
TRIPLETE PERCHÉ NO
Un finale di stagione incredibile e tutto da vivere. Potrebbe addirittura essere da sogno e non solo con la Champions e la Coppa Italia, ma con un titolo che potrebbe essere assegnato alla Lazio dalla Federcalcio a fine stagione. Prima dell'estate o forse anche prima, il presidente Federale Tavecchio dovrà prendere la decisione sullo scudetto della stagione 1914-15. La commissione dei Saggi ha già dato un'indicazione precisa sulla possibile assegnazione alla Lazio, i tifosi potrebbero non finire mai di festeggiare. E trovarsi tra giugno e luglio con una bacheca ancora più ampia e ricca di trofei.
 ilmessaggero.it

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Settimana chiave: incontro Inzaghi-Lotito per il rinnovo e per le garanzie tecniche

Manca una giornata alla fine del campionato, ma la settimana che accompagna la Lazio alla partita con il Crotone è iniziata in modo incandescente. Lunedì il blitz a Roma della dirigenza del Milan per Biglia e Keita, tra stasera (nel caso stanotte, considerando i tempi di Lotito) e domani, ci dovrebbe essere l’incontro tra Inzaghi e il presidente della Lazio per mettere la firma sul rinnovo di contratto.

INZAGHI E LOTITO, A BREVE L’INCONTRO – L’appuntamento non è stato ancora confermato, ma i primi contatti ci sono già stati. Il tecnico biancoceleste è già tecnicamente legato alla Lazio fino al 2018, in virtù della clausola che prevedeva l’allungamento automatico di un anno in caso di ingresso nelle prime 5 posizioni di classifica. Con questo rinnovo vedrà però quadruplicato l’ingaggio, attualmente di 250mila euro a stagione, con la possibilità – attraverso bonus vari – di arrivare a sfiorare il milione e mezzo. Nel corso dell’incontro, poi, il tecnico ribadirà la sua volontà di veder confermati tutti i pezzi grossi della rosa, da Biglia a Keita, passando per de Vrij. Se poi non sarà possibile riuscirci, allora il tecnico si aspetta dalla società degli acquisti dello stesso valore dei giocatori eventualmente ceduti.

GARANZIE TECNICHE PRIMA DI TUTTO – È ambizioso Inzaghi. Si è conquistato questa Europa League con tanti sacrifici, accettando una situazione che la scorsa estate era all’orlo del collasso per via delle dimissioni di Bielsa e il malumore generale dell'ambiente. A un anno di distanza sono cambiate tante cose, sia il valore della Lazio che quello dell’allenatore. Ecco perché il tecnico si aspetta una rosa adeguata per continuare il suo lavoro nel migliore dei modi. E soprattutto restare competitivo, nonostante la tripla competizione e i probabili “rilanci” delle milanesi in campionato attraverso grossi investimenti sul mercato. Inzaghi, insomma, vuole delle garanzie tecniche prima che economiche e sulla base di queste condizioni parlerà nell’imminente incontro con il presidente Lotito e il ds Tare.Repubblica.it

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Il set dei record: cinque reti in un tempo come venti anni fa

La domenica perfetta della Lazio di Simone Inzaghi a permesso alle aquile di battere per 6-2 il Palermo e di allungare in classifica su Milan e Inter. Una giornata straordinaria con Biglia e compagni che hanno affrontato al meglio il match volando sul 5-0 dopo appena 26 minuti. Come sottolinea Lazio Page, i capitolini non segnavano 5 gol nel primo tempo esattamente 20 anni fa. Sempre all’Olimpico il 20 aprile 1997, l’allora squadra di Zeman rifilò un 6-1 alla Reggiana e le prime cinque reti portavano la firma di Signori, Nedved e la tripletta di Protti. Stavolta ad andare in gol sono stati Immobile (due volte) e Keita (tre), la doppia marcatura mancava in casa laziale dalla gara con l’Udinese del 2006 con Mauri e Rocchi che trovarono la doppia soddisfazione personale. L’ex Torino è arrivato a quota 20 e avvicina i grandi bomber della storia biancoceleste, mentre per il senegalese si tratta della prima tripletta in carriera.L’ex Barcellona ha toccato quota 11 in stagione in Serie A ed è ancora una volta una novità assoluta per lui.  Non finisce qui perché la sua tripletta in sette minuti è la più veloce nella storia della Lazio. Meglio in Italia hanno fatto solo Mazzola nel 1947 (2 minuti) e Anastasi nel 1975 (cinque minuti). Per Immobile si tratta quarta doppietta con l'aquila sul petto, diciassettesima in carriera.

SEGNANO TUTTI NELLA LAZIO DI INZAGHI – Ieri è andato in gol anche Luca Crecco, all’esordio stagionale in campionato. Per l’ex Primavera si tratta della prima rete a livello professionistico e con lui salgono a sedici i marcatori totali tra campionato e Coppa Italia (17 se si conta anche Cataldi finito al Genoa a gennaio, ndr). Ancora a secco ci sono solo Basta, Bastos, Lukaku, Patric e i giovani Rossi e Tounkara. Nessuno in Italia ha fatto meglio con la Juventus ferma a quota 15.  La squadra di Inzaghi ha toccato quota 64 in classifica, solo due volte nella sua storia ha ottenuto più punti (69 nel 1999/2000 e nel 2000/01). Sulla gara di ieri, oltre a Keita e Immobile, spicca ancora Lucas Biglia. Il capitano è leader per kilometri percorsi (10,694) e per palloni recuperati (ben 13). Bene anche Felipe Anderson con quattro tackle a buon fine su altrettanti tentativi e tre dribbling su sei riusciti.  

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Nani, l’uomo degli assist

“Keita? Se dovesse partire, arriverà un sostituto all’altezza!”. Quante volte nella lunga estate del calciomercato i tifosi laziali hanno sentito ripetere questa frase. Tra credenti e scettici alla fine la società ha risposto con un colpo che in pochi si sarebbero aspettati: dal Valencia ecco arrivare Luis Nani. Non l’ultimo arrivato, ma un giocatore d’esperienza (compirà 31 anni a novembre, ndr) e con un palmares invidiabile. Il lusitano ha alzato al cielo quattro Premier League, una Champions League, cinque Community Shield, due Coppe di Lega Inglese, 2 Coppe del Portogallo, un Campionato del Mondo per club e un Europeo con il Portogallo.Numeri impressionanti che pochi calciatori possono vantare. L’ex Manchester United proverà a mettere a disposizione della Lazio il tuo talento, la sua esperienza internazionale e la voglia di vincere che non lo ha mai abbandonato. Vuole conquistare l’Italia e il popolo biancoceleste che l’ha accolto già come un beniamino, ma soprattutto vuole rimandare al mittente qualche mugugno sulle sue condizioni fisiche.

I NUMERI SONO DALLA SUA – Un problemino al ginocchio l’ha fermato ad agosto e, insieme al ct  Fernando Santos, ha preferito non rischiare per le gare del suo Portogallo contro Far Oer e Ungheria. In questi giorni lavorerà a Formello per essere a disposizione di Inzaghi a pieno regime il prima possibile. Non è uno che ama stare fuori a lungo Nani. Lo dimostrano gli ultimi due anni, quelli in cui ha avuto qualche acciacco in più, ma che sono stati chiusi con ben 99 match all’attivo tra club e nazionale. Tante partite sulle gambe a cominciare dalla Turchia dove nella stagione 2015/16 ha disputato ben 47 match tra campionato, coppa nazionale, preliminari di Champions ed Europa League.  Il tutto impreziosito da 12 gol e altrettanti assist. L’estate scorsa il passaggio in Liga con la maglia del Valencia dove ha disputato 26 gare totali con cinque reti e otto passaggi vincenti all’attivo. Con la maglia del Portogallo, però, Nani si è tolto forse la più grande soddisfazione della sua carriera vincendo l’Europeo in Francia nell’estate del 2016. A questo va aggiunto il terzo posto in Confederations Cup di appena due mesi fa. Negli ultimi due anni ha messo insieme 26 caps con i lusitani finendo nel tabellino dei marcatori nove volte.

GOL E ASSIST AL SERVIZIO DELLA LAZIO – Pur non essendo una prima punta, Nani ha sempre avuto un ottimo rapporto con la porta. Sono 81 le sue reti in 415 gare ufficiali giocate con i rispettivi club (Sporting Lisbona, Manchester United, Fenerbahce e Valencia, ndr). In due delle ultime tre stagioni, Luis ha raggiunto anche la doppia cifra toccando quota 12 (2014/15 e 2015/16, ndr). Cosa dire poi degli assist che sono ben 112, sempre escludendo la nazionale, con Immobile che già si sfrega le mani in attesa dei passaggi filtranti e cross al bacio del ragazzo di Praia. Nel Portogallo è uno dei leader insieme all’amico Cristiano Ronaldo e con la maglia rossoverde ha totalizzato in tutto ben 112 gettoni. Nella classifica delle presenze Nani è al terzo posto alle spalle della stella del Real Madrid (144) e di Luis Figo (127), con il neo-laziale che spera di avvicinare e superare presto l’ex ala dell’Inter. Per quello che riguarda le marcature con A Seleção das Quinas, con le sue 24 reti occupa l’ottavo posto a cui vanno aggiunti anche 24 assist. Tirando le somme, i numeri sono tutti dalla parte del nuovo acquisto biancoceleste che ora deve solo farsi conoscere e amare dal popolo laziale spera di cantare con lui: “S’annamo a divertì, Nani Nani”.lalaziosiamonoi.it

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Chiamatela Coppa Lazio… ed Inzaghi ha la migliore media punti in A

Si è interrotta ieri la scia di risultati utili in gare ufficiali della Lazio: dopo dieci vittorie e pareggi, i biancocelesti incassano una sconfitta. Poco male, la vittoria giallorossa è assolutamente indolore: i biancocelesti volano comunque in finale. Il trend in Coppa Italia della Lazio è positivo: in venti gare disputate negli ultimi 5 anni, i biancocelesti hanno trionfato 14 volte. Quattro le sconfitte, solo due i pareggi. Tre le finali raggiunte dai capitolini. Nelle gare d'andata delle Coppe, la Lazio ha vinto 51 volte, superando il turno in 44 occasioni; sono invece 29 quelle vinte con due o più gol di scarto, determinando 28 qualificazioni. Ma torniamo alla gara di ieri: innanzitutto, la Lazio torna a correre più dell'avversario. Non lo faceva proprio dal derby di andata. Una prova che dimostra quanto i biancocelesti sappiano dosare le forze: 112.186 km romanisti contro i 115.314 km dei laziali. In assenza di Parolo squalificato, è Milinkovic Savic a correre di più: sono 12.755 i km percorsi dal centrocampista serbo. Il numero 21 è anche l'autore del primo gol, determinante insieme a quello di Immobile per la qualificazione: un regalo che rende il compleanno di Inzaghi "il migliore di tutta la mia vita". Proprio il mister laziale può vantare la migliore media punti (1.97) in serie A: in 41 partite, ne ha vinte 25, pareggiate 6, perse 10. Meglio anche di Allegri (1.86) , Sousa (1.76) Spalletti (1.75). Invece, con la rete di ieri sera, il centravanti di Torre Annunziata sigla la decima rete nelle Coppe nazionali, tra Germania, Spagna e Italia, in cui ha giocato in totale 17 partite (984'): la media è di una rete ogni 98 minuti.