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Auronzo di Cadore: ecco il programma

L’estate 2017 vedrà il raggiungimento di un importante traguardo per Auronzo: per il decimo anno consecutivo la SS Lazio preparerà la stagione agonistica al Campo Sportivo Rodolfo Zandegiacomo. La prima squadra della Capitale, ospitata all’Hotel Auronzo, disputerà le proprie sessioni di allenamento e quattro partite amichevoli. Tante le attività collaterali previste per i tifosi, dalla presentazione del team alla “Notte Biancoceleste”.

Di seguito il programma del ritiro:

– Sabato 8/07 ore 20.30: arrivo ad Auronzo

– Martedì 11/07 ore 21.00: saluti istituzionali c/o Sala Consiliare Municipio di Auronzo

– Mercoledì 12/07 ore 17.30: amichevole SS Lazio vs CS Auronzo

– Sabato 15/07 dalle ore 20.00: “Notte Biancoceleste” inserita nel programma AuronzoINcentrO

– Domenica 16/07 ore 17.30: amichevole SS Lazio vs Top 11 Radio Club 103

– Mercoledì 19/07 ore 17.30: amichevole SS Lazio vs Triestina

– Giovedì 20/07 ore 21.00: presentazione ufficiale SS Lazio stagione 2017/18 c/o Palaroller

– Venerdì 21/07 ore 21.00: festeggiamo il decimo ritiro della SS Lazio ad Auronzo c/o Piazza Santa Giustina

– Sabato 22/07 ore 17.30: amichevole SS Lazio vs SPAL valida per il “Trofeo Tre Cime di Lavaredo

 Sabato 22/07 tardo pomeriggio: partenza da Auronzo

*Il programma può ancora subire delle variazioni, in particolare l’orario delle partite amichevoli

lalaziosiamonoi.it

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Inzaghi, sette giorni per definire il futuro: a breve incontro con Lotito per il rinnovo

"Il rinnovo del contratto? Dovrebbe essere una formalità". Simone Inzaghi resterà alla Lazio, lo ha confermato anche al termine della terza goleada della stagione. Dopo i 6-2 al Pescara e al Palermo, ecco pure il 7-3 alla Sampdoria che sancisce ufficialmente il ritorno della squadra biancoceleste alla fase a gironi di Europa League.

LA SETTIMANA DEL RINNOVO DI INZAGHI – Un trionfo per il tecnico di Piacenza, tornato nello scetticismo generale e diventato un eroe, come testimoniato dai cori nei suoi confronti dei 40mila tifosi che hanno popolato lo stadio Olimpico in occasione dell'ultima gara di campionato. Normale quindi sia lui il condottiero della Lazio anche nella prossima stagione, che lo metterà alla prova per la prima volta in carriera con la tripla competizione. Lui, Inzaghi, non vede l'ora di poterlo fare, magari con la coccarda della Coppa Italia sul petto. Prima di giocarsi la finale con la Juve, però, vorrebbe pure aver sistemato la questione rinnovo di contratto. Una formalità, certo. Il matrimonio tra lui e la Lazio è più che mai saldo. Quello che manca è l'incontro per mettere tutto nero su bianco, che Simone in cuor suo avrebbe preferito qualche settimana fa, a qualificazione in Europa non ancora raggiunta, come ulteriore attestato di stima e fiducia nei suoi confronti. Ma Inzaghi non fa drammi: "Finora – ha spiegato – io e il presidente Lotito siamo stati molto impegnati, questa settimana troveremo il modo d'incontrarci per parlarne".

RECORD E ADEGUAMENTO CONTRATTUALE – L'allenatore della Lazio attualmente percepisce circa 260mila euro annui, ma la qualificazione in Europa League prevede un bonus di altri 50mila, più un patto verbale per allungare il contratto con adeguamento a 700mila. Il cammino con il quale ha condotto la squadra biancoceleste al raggiungimento dell'obiettivo merita però ben altre cifre, lo sanno sia Inzaghi che il presidente della Lazio. A tre giornate dalla fine del campionato, è già diventato il primo allenatore per punti fatti nell'era Lotito e con un'altra vittoria arriverebbe a 73, cioè il miglior risultato di sempre della storia del club. Ecco perché nell'imminente incontro si parlerà di un adeguamento più sostanzioso, con tutta probabilità superiore al milione di euro. Più verosimilmente vicino a quello da 1,5 che la Fiorentina gli offrirebbe pur di portarlo in Toscana. Ma il sogno dei viola resterà tale. Inzaghi non lascerà dopo un anno così, è troppo legato alla Lazio sentimentalmente. E tra poco – seppur con qualche giorno di ritardo – lo sarà anche contrattualmente.Repubblica.it

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Parte l’avventura in Europa con un dubbio: se la Lazio fosse da Champions?

Visto che la parentesi della Nazionale è stata un brutto colpo all’autostima calcistica italiana, con il ritorno del campionato e la partenza di Champions ed Europa League, abbiamo un forte bisogno di capire la nostra reale dimensione. La terza giornata, ad eccezione di Lazio-Milan, è stata abbastanza interlocutoria. Se il rinvio di Sampdoria-Roma rimanda la curiosità sulla reale condizione/consistenza in campionato della squadra di Di Francesco, dall’Olimpico sono arrivati segnali molto chiari. La Lazio, esclusa praticamente da tutti nella corsa ai primi quattro posti, ha dato una tale “suonata” al Milan che forse, qualche dubbio, prima di dare per scontati alcuni valori, bisogna porseli.

Anche se il mercato è stato avaro, la squadra di Inzaghi rimane poggiata su basi tecniche e umane molto solide. Non bisogna poi dimenticare che alcuni protagonisti, come lo splendido Immobile, sono autentiche certezze. Proprio quelle che non ha Montella, sia negli uomini, sia nel gioco. Il Milan non è ancora una “squadra” e chissà quando ci diventerà. Non dobbiamo avere fretta nel promuovere e bocciare questa o quella formazione. Il cammino è lungo, e l’Europa avrà un ruolo importante sotto tanti aspetti, non ultimo quello di farci capire se il nostro calcio stia crescendo o meno. Di sicuro aumentano le presenze dei calciatori stranieri nelle rose. Delle sei squadre impegnate nelle coppe (Juventus, Roma, Napoli, Lazio, Atalanta e Milan) su 171 calciatori totali, 113 sono stranieri, il 67%. Con questi numeri, nel caso l’andamento europeo fosse negativo, tra le tante considerazioni ne suggeriamo alcune: a) gli altri comprano o si possono permettere calciatori migliori; b) calciatori italiani bravi ce sono veramente pochi; c)il nostro campionato è poco allenante.ilmessaggero,it

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Il solito carattere da rimonta e tiri dalla distanza: le chiavi del pareggio a Genova

Ribaltamenti di fronte, gara aperta e bella da vedere. La sfida di Marassi fra Genoa e Lazioha regalato tante emozioni per quello che si è visto in campo. Tutte e due hanno lottato per portare a casa i tre punti, e infatti entrambe hanno rischiato sia di vincerla che di rimanere a mani vuote. Il colpo di testa di Milinkovic da due passi di poco a lato della porta difesa da Lamanna, e i salvataggi in extremis di Strakosha e Lukaku sulla doppia conclusione di Pandev nel finale, ne sono la prova. Il pareggio alla fine sembra essere il risultato più giusto, nonostante gli uomini di Inzaghi possano reclamare per qualche errore arbitrale di troppo. Il dato che però affascina di più, è sicuramente quello che riguarda i tiri dalla distanza. Come riporta Lazio Page, gli uomini di Inzaghi su 21 tiri totali, hanno calciato da fuori area in ben 9 occasioni. Numeri interessanti se si considera che i biancocelesti, dopo Pescara (1) e Crotone (2), erano la squadra ad aver segnato meno con soluzioni dalla distanza (solo in tre occasioni). Non è un caso se le due reti di ieri, arrivano tutte e due da due tiri da fuori. Il primo con Anderson, che ha permesso ai biancocelesti di ottenere il rigore del momentaneo 1-1, il secondo che ha chiuso i conti di Luis Alberto.

BIGLIA – Con la rete di ieri, il capitano biancoceleste eguaglia il suo record di gol stagionali, raggiungendo quota 5. Il record personale era stato stabilito nell’annata 2012/2013, quando ancora vestiva la maglia dell’Anderletch, e registrato nuovamente in quella 2015/2016. Ora avrà a disposizione ancora sei giornate per migliorarsi ulteriormente.

LAZIO DA RIMONTA – Per l’ottava volta su 15, la Lazio non perde dopo essere finita in svantaggio. La sesta su 9 se si contano solamente le trasferte. La squadra di Inzaghi si dimostra essere una squadra di carattere, capace di saper reagire quasi sempre, e di non mollare mai fino al triplice fischio.lalaziosiamonoi.it

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Capitan Biglia: fascia anche nella nuova Argentina di Sampaoli

Allo scoccare delle 50 presenze in Albiceleste, arriva l'investitura più importante per Lucas Biglia. Nel match di domani contro Singapore, il centrocampista laziale sarà il capitano dell'Argentina. A confermalo è lo stesso tecnico Jorge Sampaoli, che ha annunciato l'importante novità alla luce delle assenze di Messi e Mascherano, si legge su tn.com. Un riconoscimento importante per il play di Mercedes, ormai leader e punto fermo della Nazionale argentina da ormai quattro anni. Nuova fascia al braccio, dopo quella indossata due stagioni alla Lazio, ma che potrebbe sfilarsi presto per raggiungere nuovi obiettivi.lalaziosiamonoi.it

 

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Immobile-Keita fanno 36, quasi record: attacco a Signori e Casiraghi

Ciro Immobile e Keita Balde Diaosono i volti della Lazio vincente. Il 7-3 rifilato ieri alla Sampdoria fa salire le aquile a 70 punti e regala ai capitolini la certezza della partecipazione alla prossima Europa League. I due attaccanti, però, continuano a migliorare le loro statistiche individuali e come coppia. Insieme sono arrivati a 36 gol in campionato. Era dal 2000/01 che due calciatori non superavano quota 30, in quel caso Crespo e Nedved si fermarono a 35. Il napoletano e il senegalese, come riporta Lazio Page, hanno già fatto meglio quando mancano tre partite al termine della Serie A e adesso vogliono agguantare il record che appartiene a Giuseppe Signori e Pierluigi Casiraghi che nel 1995/96 si spinsero a 38 ( rispettivamente 24 e 14 centri, ndr). Anche a livello personale, Ciro e Balde Diao si sono tolti parecchie soddisfazioni. Partiamo dall’ex Torino che con la doppietta alla Sampdoria è salito a quota 22 in campionato eguagliando il numero di gol della stagione 2013/14 quando vinse la palma di miglior marcatore. Con l’aggiunta delle tre reti in Coppa Italia, sono 25 le firme in questo primo anno all’ombra del Colosseo. Nella storia della Lazio solamente Chinaglia (34 nel 1973/74), Signori (32 nel 1992/93 e 26 nel 1995/96) e Crespo (28 nel 2000/01) hanno fatto meglio, ma il bomber di Torre Annunziata ha a disposizione altri quattro match per provare ad avvicinarli, agguantarli e, perché no, superarli. Ciro ha superato anche i 21 gol di Piola e ora ha davanti, come reti segnate in una stagione in Serie A, solamente Chinaglia (24 nel 1973/74), Signori (26 nel 1992/93, 23 nel 1993/94 e 24 nel 1995/96) e Crespo (26 nel 2000/01).   Dopo l’influenza che lo ha costretto a saltare il derby della Capitale, l’attaccante azzurro si è subito rifatto firmando la quinta doppietta con l’aquila sul petto, la diciottesima in carriera. Numeri da bomber anche per Keita che con la firma di ieri è salito a quota 14, mai si era spinto tanto in alto. Il ragazzo di Arbucies è al sesto gol nelle ultime tre giornate, mai aveva segnato in tre gare consecutive con la maglia della Lazio. Il numero quattordici biancoceleste è anche sul podio dei migliori marcatori Under 23 dei cinque campionato top d’Europa. Ha agguantato Mbappe al terzo posto, meglio di lui solamente Dele Alli e Timo Werner.lalaziosiamonoi.it

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Wallace lascia il campo in barella: si teme uno strappo. Inzaghi ha gli uomini contati dietro

Appena 14 minuti di gioco all’Olimpico, Wallace è costretto ad alzare bandiera bianca dopo un brutto scontro con Borini. Il difensore della Lazio accusa immediatamente il colpo, fin da subito le condizioni sembrano proibitive per ricominciare a giocare. Inzaghi chiama Bastos dalla panchina, tocca a lui sostituire il brasiliano. Uscito dal campo quanto mai dolorante: mani in faccia, barella che si dirige verso gli spogliatoi. Le sue condizioni sono da valutare, si teme uno strappo muscolare. Lalaziosiamonoi.it

Bastos, de Vrij, Radu più il giovane Luiz Felipe. Alla vigilia di un turn de force importante (da qui ad ottobre la Lazio scenderà in campo ogni 3 giorni), Inzaghi dovrà gestire un'emergenza difensiva importante. In caso di difesa a tre gli uomini ora sono contati, probabile che nelle prossime partite si vedrà costretta a valutare anche l'ipotesi di un ritorno alla retroguardia a quattro. 

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Rinnovo pesante che premia una crescita da predestinato

Dopo quelli dei prodotti del vivaio Lombardi e Murgia, ecco che arriva un altro rinnovo, ancora più importante. La Lazio blinda uno dei suoi gioielli più preziosi, Sergej Milinkovic, che ha appena firmato il prolungamento del suo contratto, passando dalla precedente scadenza nel 2019 alla nuova fino al 2022.

MILINKOVIC, INGAGGIO RADDOPPIATO – Ovviamente questo rinnovo del rapporto tra il giovane serbo e il club biancoceleste comporta anche un adeguamento dell'ingaggio, raddoppiato a 1,5 milioni di euro (prima ne guadagnava circa 750mila). La Lazio spegne così sul nascere le sirene in arrivo sia dall'Italia (Juve) che dall'estero per il classe 1995, acquistato nell'agosto 2015 dal Genk per 4,9 milioni, più uno di bonus. Una trattativa lunga, complicata e piena di colpi di scena, come quello finale, quando Milinkovic andò nella sede della Fiorentina e si rifiutò (in lacrime) di accettare la proposta della società gigliata. La proposta dei Della Valle al club belga era superiore a quella della Lazio, ma il giocatore e il suo agente, Mateja Kezman, avevano già dato la loro parola al ds Tare.

GIÀ DIECI GOL CON LA MAGLIA DELLA LAZIO – Da quel momento ha iniziato il suo percorso di crescita nel club biancoceleste, dove fino a questo momento ha collezionato già 67 presenze e 10 gol: gli ultimi due, pesantissimi, nel doppio confronto in semifinale di Coppa Italia contro la Roma. Proprio quelli, forse, hanno spinto la Lazio ad accelerare il discorso per il rinnovo e premiare così Milinkovic, un elemento ormai imprescindibile nel progetto e fondamentale per l'allenatore Simone Inzaghi. È il quarto giocatore più impiegato in questa stagione, dietro solamente Immobile, Parolo e Felipe Anderson. Molti club importanti hanno iniziato a sondare il terreno per lui, inviando spesso osservatori in tribuna allo Stadio Olimpico. Per non correre rischi, Lotito ha deciso di blindarlo.Repubblica.it

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Quanto valgono i club di calcio come aziende? Ecco lo studio KPMG

Quanto valgono le squadre di calcio intese come aziende atte a produrre reddito? Prova a spiegarlo lo studio di KPMG Football Benchmark «The European Elite 2017», i cui numeri vengono diffusi oggi dalla Gazzetta dello Sport. Nella lista dei 32 club la Juventus occupa la nona posizione, a quota 1.218 milioni, +24% rispetto a un anno fa; i blancos sono secondi a 2.976 milioni, con un incremento di appena il 2%; a guidare questa graduatoria il Manchester United, salito a 3.095 milioni. La valutazione della KPMG si basa sulla somma degli apporti dei soci nel capitale (aumento di capitale, ndr) e dei debiti al netto delle liquidità. Kpmg Football Benchmark ha utilizzato i multipli del fatturato, evitando di prendere in considerazioni gli utili che per molte squadre sono una chimera, e ha apportato alcuni correttivi al moltiplicatore includendo i parametri della profittabilità (rapporto stipendi-fatturato), della popolarità (seguito sui social media), del potenziale sportivo (valore della rosa) e delle infrastrutture di proprietà.

I numeri (nonostante i pesantissimi debiti contratti, ndr), vedono il Milan a 547 milioni, quindicesimo; l'Inter è diciannovesima a quota 429, più su la Roma a quota 453, sotto il Napoli a 409, con la Lazio che chiude il gruppo delle italiane al 29° posto (227 milioni). Ci vogliono Milan, Inter e Lazio messe assieme per fare la Juventus, capace nell’ultimo quinquennio di creare un solco tra sé e il resto d’Italia.

IL CASO JUVENTUS

“Il club bianconero è passato da una valutazione di 983 milioni agli attuali 1.218, grazie al positivo bilancio 2015-16 con ricavi e profittabilità in aumento e alla crescita nell’esposizione social”, scrive La Rosea. Dominatrice in Italia, comparsa in Europa. Il sistema della valutazione aziendale acuisce il gap: se il fatturato del Manchester United è il doppio di quello bianconero, l’enterprise value pesa due volte e mezzo. «Guardando alla composizione dei ricavi bianconeri – dice Sartori – il 57% deriva dai diritti tv e solo il 13% dallo stadio. Per crescere nei prossimi anni la Juve dovrà giocarsi la partita sul terreno commerciale. United e Bayern fanno più del triplo delle entrate in questo segmento. È sbagliato sostenere che in futuro la Juve non possa raggiungere il top europeo, ma è tutto il calcio italiano che deve crescere. Il campionato inglese, con 6 squadre nella nostra top 10, ha conseguito certi valori grazie alla valorizzazione del prodotto della Premier. In Italia la valutazione della Roma è cresciuta di un centinaio di milioni con la Champions, Lazio e Napoli rappresentano ottimi esempi di gestione. Se si lavorerà bene sul prodotto Serie A, ci sarà un effetto traino su tutte le squadre italiane».

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Keita, un derby per prendersi la Lazio. Ora tocca a Lotito non perderlo

È stato di parola, Balde Diao Keita. Anzi, è andato anche oltre. Dopo la sua prima tripletta in carriera, quella al Palermo di una settimana fa, aveva promesso di essersi tenuto in serbo un altro gol per la Roma. Ha concesso addirittura il bis, togliendosi lo sfizio di centrare nel giro di sette giorni pure la prima doppietta in Serie A, nonché prime reti alla Roma (eccezion fatta per quelle in Primavera). 

KEITA, 13 GOL E MEDIA DA RECORD – In mezzo ai suoi due gioielli anche il provvisorio 2-1 di Basta, ma questo sarà ricordato come il derby di Keita, che con questi 5 gol in una settimana arriva a quota 13 in campionato: al momento viaggia addirittura a una media superiore a quella di Ciro Immobile, che ne ha fatte sì 20, ma in relazione ai minuti segna ogni 141,7 minuti, contro i 130,9 del giovane senegalese. Una bella sfida nella sfida che accompagnerà questo finale di stagione, nel quale entrambi proveranno a entrare nella storia del club come miglior coppia di goleador: con le 33 reti complessive, infatti, sono ad appena 5 di distanza dal record di 38 realizzato da Giuseppe Signori e Pierluigi Casiraghi (rispettivamente 24 e 14) nella stagione 1995/96. Se Ciro e Baldé continuassero a segnare a queste medie nelle ultime 4 gare, riuscirebbero a raggiungerli.

MATURITÀ TATTICA E COMPORTAMENTALE – È cresciuto, Keita. Maturato sia dal punto di vista tattico (come testimonia l'evoluzione da ala a punta) che disciplinare. Decisivi i consigli dei compagni, sottolineati nell'immediato post partita da Biglia e Parolo: "Gli abbiamo parlato, lui è stato bravo ad ascoltare. Ha un'altra testa nell'ultimo mese". Ma soprattutto è stata fondamentale la figura di Simone Inzaghi, che insieme al club manager Angelo Peruzzi ha sistemato una situazione molto complicata a inizio stagione, per via di quel rinnovo promesso dalla società e mai arrivato. Inizialmente il monello senegalese ha fatto le bizze, arrivando quasi a un muro a muro con la società. Poi ha capito che si trattava di un comportamento controproducente per se stesso, così si è messo al servizio della squadra e di un allenatore che gli ha dato fiducia come nessun altro aveva mai fatto in passato. 

SOTTO LA CURVA: "QUESTA È LA MIA MAGLIA" – Grazie a queste componenti Keita ha dimostrato di meritarsi il rinnovo di contratto. Lo sa anche il presidente Lotito, che negli ultimi tempi sta tentando di andare oltre quel gelo creato con l'agente del giovane cresciuto nella "cantera" del Barcellona. Da parte dell'entourage del ragazzo non c'è una chiusura, ma disponibilità a parlare. Alla Lazio (con Inzaghi) Keita ha trovato l'ambiente ideale per crescere e sentirsi importante, un'altra stagione a questi livelli non potrebbe che fargli bene. Oltretutto lui non vuole andarsene tanto per cambiare aria, ma lo farebbe solo in caso di proposta di alto livello che possa permettergli di fare un reale salto di qualità. Quell'esultanza rabbiosa sotto la Curva Nord dopo il terzo gol, urlando – almeno così sembra dal labiale – "questa è la mia maglia", non fa altro che confermare queste sensazioni. 

RINNOVO, IN ATTESA DELLA CHIAMATA DI LOTITO – La palla ora passa a Lotito: toccherà a lui chiamare Keita per superare la fase di stallo e proporgli un più che meritato rinnovo di contratto. Il giovane canterano, in fondo, non chiede la luna: a inizio stagione aveva ricevuto una promessa di adeguamento a 1,1 milioni annui (poi non mantenuta, visto che continua a guadagnarne 550mila), adesso ne vorrebbe 1,4 per compensare quelli non presi nel corso di questa stagione trascorsa in una silenziosa impasse. Quando le parti si rivedranno per parlarne, insomma, la richiesta sarà maggiorata, ma comunque proporzionata alla valutazione di 25-30 milioni che ne fa la società per cederlo. E i 13 gol in Serie A, ancora migliorabili nelle ultime 4 partite, non possono che essere un ulteriore incentivo per assecondare una volta per tutte le sue richieste.repubblica.it