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SuperLega: ai club fondatori un assegno di benvenuto da 3,5 miliardi di euro

Pochi minuti dopo mezzanotte tutte le voci hanno trovato conferma: dodici club europei hanno annunciato, con un comunicato diffuso contemporaneamente sui rispettivi siti, la nascita della Super League, «governata dai Club Fondatori». I club sono dodici: tre italiani, Milan, Juventus e Inter; sei inglesi: Manchester City, Manchester United, Liverpool, Arsenal, Chelsea e Tottenham; tre spagnole: Barcellona, Real Madrid e Atletico. Mancano all’appello, tra coloro che vengono indicate come società fondatrici, Bayern Monaco, Borussia Dortmund e Paris St. Germain, che ieri hanno scelto di rimanere all’interno dell’Eca. 
 
COLLOQUI. Nel comunicato, i club fondatori «auspicano l’avvio di consultazioni con Uefa e Fifa al fine di lavorare insieme cooperando per il raggiungimento dei migliori risultati possibili per la nuova Lega e per il calcio nel suo complesso» e sottolineano che l’accelerazione di queste ore è dovuta alla pandemia che ha «evidenziato la necessità di un approccio sostenibile dal punto di vista commerciale». 
 
IL FORMAT. Viene illustrato anche il formato della nuova competizione: 20 club partecipanti di cui 15 Club Fondatori e un meccanismo di qualificazione per altre 5 squadre, che verranno selezionate ogni anno in base ai risultati conseguiti nella stagione precedente. Previste partite infrasettimanali con tutti i club partecipanti che continuano a competere nei loro rispettivi campionati nazionali, preservando il tradizionale calendario di incontri a livello nazionale che rimarrà il cuore delle competizioni tra club. L’inizio è previsto ad agosto, con i club partecipanti suddivisi in due gironi da dieci squadre, finale a gara secca alla fine di maggio. Previsto in seguito anche un analogo torneo femminile. 
 
RICAVI. Si ipotizzano anche i ricavi: «I Club Fondatori riceveranno un contributo una tantum pari a 3,5 miliardi di euro a supporto dei loro piani d’investimento in infrastrutture e per bilanciare l’impatto della pandemia Covid-19». Andrea Agnelli spiega che l’avvio della Superlega «mette il gioco su un percorso di sviluppo sostenibile a lungo termine, con un meccanismo di solidarietà fortemente aumentato, garantendo un programma di partite che sappia alimentare il loro desiderio di calcio e, al contempo, fornisca un esempio positivo e coinvolgente». Presenti anche gli interventi di Florentino Perez (Real Madrid) e Joel Glazer (Manchester United). 

Il Corriere dello Sport

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Annunciata la SuperLega che umilia i campionati: la rabbiosa reazione di Uefa e Fifa. Agnelli lascia l’Eca

Il “nostro” calcio rischia di finire all’improvviso, sotto i colpi di una dozzina di club ricchi e prepotenti. Sono i più forti, ma non gli unti dal Signore. Sono inglesi, spagnoli e italiani (Juve, Milan e Inter). Non s’accontentano di diritti tv, premi Uefa, posti sicuri, ranking storici e bilanci miliardari. Vogliono tutto. Vogliono la “loro” Super Lega da subito. Anzi l’hanno annunciata a mezzanotte, forse simbolicamente, chiedendo collaborazione di Uefa e Fifa. E al diavolo il resto. Un torneo che ucciderebbe campionati, coppe nazionali, coppe europee, forse nazionali, in nome di una folle spettacolarizzazione da Nba. Una dozzina contro il mondo che ora si compatta: Uefa, Federazioni e Leghe studiano una causa di 50/60 miliardi e, assieme alla Fifa, minacciano di escludere i ribelli dal sistema. Tutto precipita sabato, in un giorno di ordinaria follia. L’Uefa è a Montreux perché oggi l’Esecutivo deve approvare la nuova Champions a 36 squadre (dal 2024-25). Al momento di stilare il comunicato congiunto, però, Andrea Agnelli si defila e non risponde più al telefono. Non è in Svizzera e non è rintracciabile. Cominciano a circolare voci di una Super Lega imminente, una minaccia che sembrava scongiurata proprio dalla nascita della nuova Champions. La verità è diversa: l’Uefa non si è resa conto che un gruppo di ricchi club lavorava a una trama alternativa, la Super Lega. Doveva essere il futuro ma, per colpa della crisi, è diventata il presente. I grandi club hanno pagato di più: gli stipendi per Ronaldo e Messi e il resto sono insostenibili. E quindi vogliono i soldi subito. Soldi che possono arrivare da fondi internazionali e tv. E che finiranno in stipendi e agenti..

Una situazione kafkiana: mentre Agnelli diceva in conferenza da presidente Eca che “quello a 36 è il mio modello di Champions ideale”, dall’altro trattava la Super Lega da presidente Juve. All’inizio c’era solo Florentino, oggi i firmatari sono 12 club. Sei inglesi: United, City, Arsenal, Liverpool, Tottenham, Chelsea. Tre spagnoli: Real, Barcellona, Atletico. E tre italiani: Juve, Inter e Milan. Mancano il Bayern (oppositore strenuo) e il Psg (non ha firmato). L’organizzazione punta a recuperarli con il Dortmund. Il paradosso è che l’Eca (246 club) non ne sa niente e chiede spiegazioni al presidente Agnelli. Ma è semplicemente il progetto Florentino di cui si parla da gennaio, sostenuto da fondi arabi e Usa, rivelato ingenuamente allora dall’ex presidente del Barça, Bartomeu: “Abbiamo firmato per la Super Lega”. Un torneo a 20 club che, come le altre “Superleghe”, era agitato per far pressione. Così nel ’91 nacque la Champions. Rimasto latente, è riemerso di notte. A Montreux, ieri, l’Uefa si riunisce d’urgenza. Con Ceferin c’è anche il futuro capo del calcio, Boban, che sarà annunciato oggi e dovrà usare tutta la sua abilità diplomatica per ricucire, se possibile, con gli “indipendentisti”. La reazione Uefa è immediata. Un comunicato durissimo firmato con Leghe e Federazioni di Spagna, Inghilterra e Italia per ricordare ai ribelli che “chi partecipa è fuori da tutto”, campionati, coppe, nazionali. Anche i giocatori. Lo scenario ipotetico è un Euro senza Ronaldo, Pogba, Ramos, e un campionato senza Juve, Inter e Milan, magari da mercoledì. Si giocherà? Boh. Non è finita. L’ufficio legale di Nyon ha cominciato a studiare una causa di 50/60 miliardi (per danni e mancati guadagni) verso i separatisti. Anche i governi intervengono. Il premier inglese Johnson ai club: “Fermatevi. Sarebbe dannoso per il calcio”. Non ci pensano a fermarsi. A mezzanotte il comunicato di uno studio legale italiano: “The Super League” è nata. Ed è quella presentata da Gazzetta e Times il 22 gennaio, compresa promessa di solidarietà al resto del calcio: perché i 12 club vogliono “collaborare” con Fifa e Uefa. Dando naturalmente le briciole alla Serie B del mondo… Contestualmente Agnelli di dimette dall’Eca e dall’Esecutivo Uefa. Strappo definitivo. Oggi l’Esecutivo approverà la Champions a 36, la distribuzione dei proventi 2021-24 e le sedi dell’Euro (Dublino, Monaco e Bilbao in bilico), mentre di rose allargate si parlerà a maggio. Ma i temi saranno altri. Domani, al Congresso, elezioni con due italiani candidati all’Esecutivo ‘21-25: il presidente Figc Gravina, in corsa per la vicepresidenza, e la Christillin da confermare membro del Consiglio Fifa. La spaccatura tra Uefa e club è quindi “rottura” personale tra Agnelli e Ceferin, ex amici. Il progetto Champions era firmato Uefa-Eca (anche il primo che prevedeva 24 posti fissi). Ma la rottura è anche Agnelli-Eca: esclusi i “separatisti”, tutti gli altri club erano all’oscuro e in comunicato confermano di essere al fianco dell’Uefa e contro la Superlega. Sembra una tragicommedia. Si riavvicinano gli ex nemici Ceferin-Infantino (Uefa e Fifa) alleati contro il nemico comune. Anche Infantino farà una dichiarazione contro gli indipendentisti al Congresso e in nottata da Zurigo arriva un comunicato contro la Super Lega. In linea con Fifa e Uefa è Gravina: “Siamo sempre stati contro la Super Lega”, ha detto a Montreux. Oggi pomeriggio si riuniscono in conferenza anche i presidenti dei club di Serie A per fare il punto. Tutta l’Europa al lavoro per scongiurare la fine del calcio che conosciamo.

gazzetta.it

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UEFA, Federazioni e Leghe nazionali: “Uniti per fermare questo cinico progetto con esclusione da tutte le competizioni e i campionati”

La UEFA, la Federcalcio inglese e la Premier League, la Federcalcio spagnola (RFEF) e La Liga, la Federcalcio italiana (FIGC) e la Lega Serie A hanno appreso che alcuni club inglesi, spagnoli e italiani potrebbero aver intenzione di annunciare la creazione di una cosiddetta Super League chiusa.

Se ciò dovesse accadere, teniamo a ribadire che noi – UEFA, FA, RFEF, FIGC, Premier League, LaLiga, Lega Serie A, ma anche FIFA e tutte le nostre federazioni affiliate – resteremo uniti nei nostri sforzi per fermare questo cinico progetto, un progetto che si fonda sull'interesse personale di pochi club in un momento in cui la società ha più che mai bisogno di solidarietà.

Prenderemo in considerazione tutte le misure a nostra disposizione, a tutti i livelli, sia giudiziario che sportivo, al fine di evitare che ciò accada. Il calcio si basa su competizioni aperte e meriti sportivi; non può essere altrimenti.

Come annunciato in precedenza dalla FIFA e dalle sei Confederazioni, ai club in questione sarà vietato giocare in qualsiasi altra competizione a livello nazionale, europeo o mondiale, e ai loro giocatori potrebbe essere negata l'opportunità di rappresentare le loro squadre nazionali.

Ringraziamo quei club di altri Paesi, in particolare i club francesi e tedeschi, che hanno rifiutato di iscriversi. Chiediamo a tutti gli amanti del calcio, tifosi e politici, di unirsi a noi nella lotta contro un progetto del genere se dovesse essere annunciato. Questo persistente interesse personale di pochi va avanti da troppo tempo. Quando è troppo è troppo. Uefa

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La rivoluzione delle big: nasce la Superlega con Juve, Inter e Milan ed altri nove club fondatori

"Dodici club europei di calcio hanno annunciato oggi congiuntamente un accordo per costituire una nuova competizione calcistica infrasettimanale, la Super League, governata dai Club Fondatori": lo ufficializza una nota. "AC Milan, Arsenal FC, Atlético Madrid, Chelsea FC, FC Barcelona, FC Internazionale Milano, Juventus FC, Liverpool FC, Manchester City, Manchester United, Real Madrid CF e Tottenham Hotspur hanno tutti aderito in qualità di Club Fondatori. È previsto che altri tre club aderiranno come Club Fondatori prima della stagione inaugurale, che dovrebbe iniziare non appena possibile".

Superlega, la nota ufficiale

"In futuro – si legge nella nota – i Club Fondatori auspicano l'avvio di consultazioni con UEFA e FIFA al fine di lavorare insieme cooperando per il raggiungimento dei migliori risultati possibili per la nuova Lega e per il calcio nel suo complesso. La creazione della Super League arriva in un momento in cui la pandemia globale ha accelerato l'instabilità dell'attuale modello economico del calcio europeo. Inoltre, già da diversi anni, i Club Fondatori si sono posti l'obiettivo di migliorare la qualità e l'intensità delle attuali competizioni europee nel corso di ogni stagione, e di creare un formato che consenta ai top club e ai loro giocatori di affrontarsi regolarmente".

Nella nota viene sottolineato che "la pandemia ha evidenziato la necessità di una visione strategica e di un approccio sostenibile dal punto di vista commerciale per accrescere valore e sostegno a beneficio dell'intera piramide calcistica europea. In questi ultimi mesi ha avuto luogo un ampio dialogo con gli stakeholders del calcio riguardo al futuro formato delle competizioni europee. I Club Fondatori credono che le misure proposte a seguito di questi colloqui non rappresentino una soluzione per le questioni fondamentali, tra cui la necessità di offrire partite di migliore qualità e risorse finanziarie aggiuntive per l'intera piramide calcistica".

Superlega, il nuovo format

Il format della competizione prevede "20 club partecipanti di cui 15 Club Fondatori e un meccanismo di qualificazione per altre 5 squadre, che verranno selezionate ogni anno in base ai risultati conseguiti nella stagione precedente; Partite infrasettimanali con tutti i club partecipanti che continuano a competere nei loro rispettivi campionati nazionali, preservando il tradizionale calendario di incontri a livello nazionale che rimarrà il cuore delle competizioni tra club. "Il nuovo torneo annuale fornirà una crescita economica significativamente più elevata – prosegue la nota – ed un supporto al calcio europeo tramite un impegno di lungo termine a versare dei contributi di solidarietà senza tetto massimo, che cresceranno in linea con i ricavi della lega. Questi contributi di solidarietà saranno sostanzialmente più alti di quelli generati dall'attuale competizione europea e si prevede che superino i 10 miliardi di euro durante il corso del periodo iniziale di impegno dei club. Inoltre, il torneo sarà costruito su una base finanziaria sostenibile con tutti i Club Fondatori che aderiscono ad un quadro di spesa. In cambio del loro impegno, i Club Fondatori riceveranno un contributo una tantum pari a 3,5 miliardi di euro a supporto dei loro piani d'investimento in infrastrutture e per bilanciare l'impatto della pandemia Covid-19".

Superlega, Florentino Perez presidente

Florentino Pérez, presidente del Real Madrid CF e primo presidente della Super League, ha dichiarato: "Aiuteremo il calcio ad ogni livello e lo porteremo ad occupare il posto che a ragione gli spetta nel mondo. Il calcio è l'unico sport davvero globale con più di quattro miliardi di appassionati e la responsabilità di noi grandi club è di rispondere ai loro desideri".

Superlega, Agnelli vicepresidente

Sostenendo la nuova lega europea, Andrea Agnelli, presidente della Juventus e vicepresidente della Super League, ha detto: "I 12 Club Fondatori hanno una fanbase che supera il miliardo di persone in tutto il mondo e un palmares di 99 trofei a livello continentale. In questo momento critico ci siamo riuniti per consentire la trasformazione della competizione europea, mettendo il gioco che amiamo su un percorso di sviluppo sostenibile a lungo termine, con un meccanismo di solidarietà fortemente aumentato, garantendo a tifosi e appassionati un programma di partite che sappia alimentare il loro desiderio di calcio e, al contempo, fornisca un esempio positivo e coinvolgente".

Superlega, Glazer vicepresidente

Joel Glazer, co-chairman del Manchester United e vicepresidente della Super League, ha aggiunto: "Mettendo insieme i più grandi club e giocatori del mondo ad affrontarsi per tutta la stagione, la Super League aprirà un nuovo capitolo per il calcio europeo, assicurando una competizione e strutture di prim'ordine a livello mondiale, oltre a un cresciuto supporto finanziario per la piramide calcistica nel suo complesso".

Corrieredellosport.it

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Da Maggio tornano i tifosi negli stadi, ma solo nelle zone gialle

Torna il pubblico negli stadi e nei palazzetti. Il governo ha deciso che dal primo maggio, nelle regioni in zona gialla, gli impianti potranno di nuovo ospitare tifosi e appassionati per le attività agonistica di rilevanza nazionale. A partire dunque dalla Serie A di calcio.

LE LIMITAZIONI – Ci saranno ovviamente delle limitazioni: nelle strutture all'aperto entreranno un massimo di mille spettatori, in quelle al chiuso. Gli impianti più piccoli invece potranno ammettere pubblico fino al 25% della loro capienza.

LA SERIE A – I tifosi, se la situazione epidemiologica nella loro regione lo permetterà, potranno dunque tornare dopo oltre un anno allo stadio. Certo, se ad esempio il Lazio sarà giallo e la Lombardia arancione, mille romanisti e laziali andranno all'Olimpico, mentre milanisti e interisti resteranno davanti alla tv. Ma è comunque un grande ed importante passo avanti.

gazzetta.it

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Indagine tamponi Avellino: il 21 aprile il prelievo DNA di Immobile e Strakosha

Mentre la Lazio è attesa dal Collegio di Garanzia per quanto riguarda la mancata assegnazione del 3-0 a tavolino per la mancata disputa di Lazio-Torino del 2 marzo – i granata non si presentarono causa disposizione ASL di Torino – mentre il 30 marzo la Corte Federale D'Appello discuterà il ricorso contro le sanzioni inerenti la mancata applicazione del protocollo FIGC sul Covid – Lotito sanzionato con 7 mesi di inibizione, 12 per i medici Rodia e Pulcini, oltre ad un'ammenda da 150000 euro – la Procura di Avellino continua ad indagare sul laboratorio Futura Diagnostica, scelto dalla Lazio per processare i tampini inerenti le competizioni italiane. Ricordando che l'unico indagato era e resta l'ad di FD, Massimiliano Taccone, gli inquirenti irpini hanno chiesto di poter comparare il DNA di tre giocatori biancocelesti, Leiva, Immobile e Strakosha, con quello presente in tre degli otto prelievi effettuati da Futura Diagnostica e poi fatto riprocessare da un laboratorio di Napoli, il MeriGen. Leiva si è già sottoposto al prelievo lo scorso 29 marzo, a Immobile e Strakosha toccherà il prossimo 21 aprile. L'ipotesi della Procura è che Futura Diagnostica abbia mandato i tampini "intestandoli" ai tre giocatori, ma in realtà utilizzando il materiale prelevato ad altri soggetti.

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Niente fuga con annessi rimpianti. Lazio e Raul Moro insieme fino al 2025

Grazie, no. Un altro talento esploso lontano, no. Raul Moro può diventare Raul d’oro. Non farà la fine di Pedro Neto, baby boom in Premier League col Wolverhampton (31 presenze, 5 gol e 5 assist). Certe repliche meglio evitarle. A Raul, la Lazio, dedicherà più tempo e più spazio in prima squadra, questa è l’intenzione della società. Toccherà ad Inzaghi (aspettando il suo rinnovo) svezzarlo tra i big più di quanto sia stato fatto finora, l’ultima parola in campo spetta sempre all’allenatore. Simone ha iniziato con i giovani e tanti ne ha tirati su, tocca allo spagnolo. Ce la devono fare quelli che possono farcela. Raul il Millennial da tempo è pronto a sconfinare tra i grandi, la Primavera gli sta stretta. E’ sul trampolino, pronto al salto. Ha trascinato la Lazio Primavera in finale, proverà a regalarle la Coppa Italia 6 anni dopo l’ultima volta (conquistata con Inzaghi in panchina, era il 2015): può prendersela il 28 aprile a Parma contro la Fiorentina. Dei tornei Primavera ne ha fatto la sua ludoteca: 14 gol in 14 presenze stagionali, 6 doppiette tra campionato (tre e coincidono con le uniche vittorie della squadra) e Coppa Italia (primo turno contro il Cosenza, quarti contro l’Inter e in semifinale col Verona). Zucchero filato. Il rinnovo. E’ un 18enne che vuole e può realizzarsi, ha scelto la Lazio per riuscirci. Nel 2019, a 16 anni, aveva firmato un contratto fino al 2022, di soli tre anni perché minorenne. Oggi Raul Moro è maggiorenne, siamo nel 2021 e la società si è mossa subito per blindarlo, non vanno corsi rischi. Ci sono stati i primi contatti con i suoi manager, c’è una base di accordo fino al 2025 con ingaggio ingente per un baby. Il diesse Tare per lui ha speso 6 milioni (prelevandolo dal Barcellona) prevedendone l’esplosione. A gennaio lo staff del ragazzo s’era lamentato per la sosta continua in Primavera: «Non c’è alcuna possibilità che vada a Salerno piuttosto ci sono maggiori chance che lasci la Lazio. Se Inzaghi o la società non lo vogliono abbiamo dei top club interessati a lui», disse Junior Minguella. Il tempo ha appianato divergenze e insoddisfazioni, c’è la promessa del salto. 
 
La Juventus. «Pezzo pregiato della Lazio», ha scritto di Raul il sito transfermarkt, specializzato in mercato. Nel precampionato era stato convocato per Auronzo. Prim’ancora, il 20 luglio, aveva esordito a Torino contro la Juventus, subentrando alla fine. Inzaghi gli regalò un minuto del tempo regolamentare più 5 di recupero: «Venivo da una lesione di un mese, pensavo di essere stato convocato per fare numero. Sono entrato e credo di averlo fatto bene». Lui, piccoletto, si creò un’occasione tra i giganti: «Su quella palla pensavo di arrivarci, senza l’intervento di Bonucci sarei andato in porta. E’ stato un sogno diventato realtà». Raul Moro ha lasciato la scuola del Barça, ha scelto la Lazio perché crede di poter esplodere in biancoceleste: «Non mi pento di aver lasciato il Barcellona, dove avrei continuato nelle giovanili. Qui ho già fatto il mio esordio in Serie A». A Torino incrociò Ronaldo: «Alla fine della partita gli ho chiesto la maglia, mi ha stretto la mano dicendomi “come stai, piccolo?”». Raul Moro vuole concludere la sua avventura in Primavera vincendo la Coppa Italia e provando a salvare la Lazio dalla retrocessione. Poi spera di strappare un posticino nella rosa dei big. Non è più tempo di rinvii o addii. 

Il Corriere dello Sport 

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I 6 milioni, la maglia di CR7, l’oblio, i gol con la Primavera: Lazio, Moro chiede spazio

Esattamente quel che ci si aspetta da lui. Raul Moro, classe 2002, mercoledì ha trascinato la Lazio Primavera in finale di Coppa Italia. Con i suoi due gol ha permesso ai biancocelesti di ribaltare l'iniziale svantaggio contro il Verona e di vincere per 3-2. Arrivato a Roma nell'estate del 2019 per volontà del direttore sportivo Tare, incantato proprio dalla sua qualità, per strapparlo al Barcellona la Lazio ha pagato 6 milioni di euro. Mai il club capitolino ne aveva spesi tanti per un 16enne.

LA STORIA- Agile e scattante, ha proprio nell'uno contro uno il suo punto di forza. Per questo a Barcellona non è mai stato particolarmente apprezzato. Troppo solista, non seguiva lo spartito tattico della squadra. E Tare ne ha approfittato. Raul Moro ha cominciato a giocare nel Manresa, poi è passato all’Espanyol prima di passare in blaugrana. Il padre, per seguirlo, in passato, era riuscito a ottenere un accordo particolare con la propria ditta di lavoro, che gli garantiva il giorno libero quando il figlio era impegnato in qualche partita. La sua fan principale è però nonna Loli, che, fino a quando Raul era in Spagna, salute permettendo, non ha mai perso una partita del nipote. Anche con mamma Pili e con sua sorella Angela, Raul ha un rapporto stretto.

LA MAGLIA DI CR7- In Italia, anche a causa di qualche problema muscolare patito sia nella passata stagione che in quella attuale, non sta trovando lo spazio che voleva. A luglio, il debutto in A contro la Juventus nei minuti finali, giusto il tempo di incrociare sul campo il suo idolo Cristiano Ronaldo e di scambiarsi la maglia con lui dopo essersi fotografati insieme. Raul Moro però vorrebbe giocare di più. Sa di avere talento, sa di poter far bene e di aver solo bisogno di tempo e spazio.

RINNOVO- La Lazio sta trattando per il suo rinnovo (contratto in scadenza nel 2022), ma ora Raul Moro vuole anche garanzie tecniche. Vuole giocare, vuole crescere, vuole diventare un campione. Ma per farlo deve aumentare anche il livello dei suoi avversari. Perché lui sta dimostrando di poter dare esattamente quel che ci si aspetta da lui. Ora vuole che anche gli altri gli diano quel che lui si aspetta da loro.

Elmar Bergonzini Gazzetta dello Sport

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‘QUELLI CHE…’ – Canigiani (Dir. Marketing S.S. Lazio): “A Settembre tifosi anche in campionato, requisiti per l’ingresso al vaglio” (AUDIO)

AUDIO ‘QUELLI CHE…’ – Ascolta l’intervento di MARCO CANIGIANI (Dir. Marketing S.S. Lazio): “È stato un anno duro senza tifosi allo stadio, le perdite sono state notevoli visto il ritorno in Champions. Ora con il pubblico agli Europei c’è la possibilità che da Settembre anche in campionato si possa riaprire alla gente. Sono al vaglio anche con gli altri club in Lega le modalità per farlo in sicurezza. I requisiti dipendono da diversi fattori anche da definire. Le combinazioni sono diverse, aspettiamo che vengano date le linee guida dagli organi preposti. Sponsor tecnico Macron? Confermata anche per il prossimo anno, c’è un contratto. Per il futuro arrivano delle proposte che stiamo valutando” 

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Processo tamponi Lazio: il 30 aprile l’appello alla Corte Federale

Ora c'è anche una data. Il ricorso presentato dalla Lazio in merito al processo tamponi sarà esaminato dalla Corte Federale presieduta da Mario Luigi Torsello il prossimo 30 aprile. Il club di Lotito non ha intenzione di mollare, per questo aveva impugnato la sentenza del Tribunale federale che ha stabilito per il patron 7 mesi di inibizione, più 12 ai medici sociali Pulcini e Rodia. corrieredellosport.it