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A San Siro intervallo pieno di tensione. Tamponi: Lotito presto ascoltato dalla Procura Federale

Nervosismo. E' questa la parola che Inzaghi ha ripetuto più volte alla fine della partita. E non lo ha fatto a caso perché nello spogliatoio biancoceleste era quello il clima che si respirava. Soprattutto a fine primo tempo. Rabbia per il rigore concesso da Fabbri che ha indicato il dischetto, a detta del tecnico ma anche di tutti i giocatori in campo, con eccessiva sicurezza. Eppure le immagini non erano così chiare. Avrebbero voluto un controllo al Var. E poi c'è stato anche l'episodio che ha portato al 2-0, sempre di Lukaku, ad essere molto contestato. O meglio ha creato grande nervosismo. Appunto. E così all'intervallo nella pancia di San Siro il Inzaghi ha passato i canonici 15 minuti di pausa a fare lo psicologo. Ha dovuto letteralmente calmare i bollenti spiriti dei suoi. Non solo perché trovarsi sul 2-0 subendo due tiri in porta e avendo fatto maggiore possesso palla ha creato enorme frustrazione. Squadra indispettita proprio per il fatto che nonostante stesse proponendo il solito gioco d'attacco non stava raccogliendo nulla. Anzi la sensazione era proprio quella di essersi fatti male da soli. L'Inter ha sfruttato i punti di forza della Lazio per fare male. Immobile non ha praticamente mai trovato la profondità chiesta dal tecnico. A centrocampo Milinkovic e Luis Alberto hanno gestito molto ma gli è mancata la giocata. Lazzari continuamente tamponato da Skriniar. E poi i soliti errori difensivi. 
 

DISCORSO AL GRUPPO

Rabbia e delusione che dovevano essere placate in qualche modo. Inzaghi aveva pensato due cambi nell'intervallo (non vale come slot): Hoedt (per il solito motivo dell'ammonizione e perché stava faticando molto) e poi Leiva. Peccato che nella confusione generale sia saltata totalmente la comunicazione e così l'olandese e il brasiliano si sono regolarmente ripresentati in campo. Attimi di panico, poi dalla panchin a ecco l'ufficializzazione delle sostituzioni con enorme disappunto dei due. Soprattutto il brasiliano che stava tenendo il centrocampo. Rabbia e nervosismo che sono proseguite anche durante il secondo tempo: la foga con cui la Lazio si è lanciata in avanti subito dopo il 2-1 ne è l'esempio più lampante. Di questo Inzaghi ne ha parlato anche ieri alla squadra. Un dettaglio che non è sfuggito nemmeno al presidente Lotito.
 

LOTITO E LA QUESTIONE CHINÉ

A proposito entro questa settimana il presidente biancoceleste verrà ascoltato dalla Procura sulla questione tamponi. La scelta è stata della Lazio stessa che nelle venti pagine della memoria difensiva aveva chiesto anche l'audizione del numero uno laziale. La data non è ancora stata fissata (possibile venga calendarizzata per dopo domani). Il termine ultimo è lunedì 21, il giorno prima delle elezioni federali. A ritardare l'appuntamento è la nomina che sarà formalizzata nelle prossime ore al procuratore Giuseppe Chiné: capo di gabinetto del Mef. Tra i due ruoli non c'è incompatibilità formale (lo stesso giudice sportivo della Lega di serie A, Gerardo Mastrandrea svolgeva il ruolo di capo legislativo del Mef) piuttosto è una questione di tempi e mole di lavoro. Un nodo che andrà sciolto al più presto, anche se dalla Figc fanno sapere che vogliono tenerlo al suo posto fino alla fine del mandato (giugno). 
E. B. – Il Messaggero

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Hoedt, da titolare aggiunto a problema: anche contro l’Inter errori decisivi

Un sostituto, non un rinforzo. E Wesley Hoedt si ritrova ancora al centro delle critiche. Esattamente come successo lo scorso 27 gennaio, al termine della partita di Coppa Italia fra Atalanta e Lazio, costata ai biancocelesti l'eliminazione. Troppi errori, troppo evidenti, e i tifosi non glieli perdonano. Dopo la sfida con l'Atalanta, su internet se ne leggevano di tutti i colori: da immagini di disastri naturali con sopra la scritta "Hoedt", fino a veri e propri insulti, tanto che l'olandese decise di chiedere scusa a tutti per la prestazione. Con l'Inter però, nella prima partita giocata dal 27 gennaio, altri errori, che pesano tantissimo.

GLI ERRORI—   Hoedt ieri, ritrovatosi titolare all'improvviso visto il forfait di Radu, ha provocato il rigore che ha portato all'1-0 dell'Inter, sbagliando poi posizione anche sul 2-0. Inzaghi lo ha sostituito all'intervallo, tardi per salvarlo dalle critiche dei tifosi. In molti lamentano la poca lungimiranza del club che in estate ha ripreso l'olandese (era già stato a Roma dal 2015 al 2017) in prestito dal Southampton per alternarlo a Radu. A 34 anni però il rumeno fisicamente non è più affidabilissimo (già nella passata stagione aveva raccolto 31 presenze, saltando 16 partite, ben 18 le gare non disputate nel 2018-19), motivo per il quale era prevedibile che Hoedt sarebbe stato un titolare aggiunto, non un sostituto. E i numeri, non a caso, parlano chiaro: in questa stagione Radu ha totalizzato 1427 minuti, Hoedt 1278. La differenza nel minutaggio è minima, nel rendimento no. Nel prossimo turno di campionato, contro la Sampdoria, Hoedt sarà squalificato (era diffidato e ieri è stato ammonito), motivo per il quale costringerà probabilmente Radu a giocare due partite ravvicinate (il 20 con i blucerchiati, il 23 con il Bayern in Champions), sempre che il rumeno recuperi dai problemi fisici che gli hanno impedito di giocare con l'Inter. Entro fine stagione la Lazio dovrà decidere se riscattare Hoedt (servirebbero 5 milioni), ma la sensazione è che lì dietro la Lazio (solo la settima miglior difesa della Serie A) abbia bisogno di un rinforzo. Non di un semplice sostituto. gazzetta.it

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Premi Champions, la Juventus ha già guadagnato 78,1 milioni, la Lazio 48,4

La Gazzetta dello Sport parla dei premi Champions elargiti alle italiane nell’attuale stagione 2020-21. La Juventus fa da padrona con 78,1 milioni di euro, grazie al market pool e allo storico delle ultime stagioni. Poi Lazio, Inter e Atalanta sono praticamente a pari con 48,4, 45,8 e 45,1. Cifra destinata a lievitare per laziali e bergamaschi perché ancora in corsa per i quarti di finale. tuttomercatoweb.com

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Lazzari, ripresa bestemmia dalle telecamere: verso la squalifica con la prova tv

Fa discutere un episodio avvenuto durante Inter-Lazio. Al 51' minuto Manuel Lazzari viene ripreso dalle telecamere mentre bestemmia, a pochi passi dal quarto uomo. Labiale inconfondibile e audio chiaro, che non è passato inosservato. Frase che non è stata refertata dall'arbitro Fabbri. La palla passa alla Procura Federale: da valutare se si procederà o meno con la segnalazione al Giudice Sportivo per eventuali sanzioni tramite la prova tv. Ilmessaggero.it

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Il commento di Condò: “Inter ora credibile favorita per lo scudetto. Perisic su Lazzari la mossa decisiva di Conte”

Al secondo traguardo intermedio del campionato l'Inter ha sorpassato il Milan in testa alla classifica. Il primo tratto (10 gare) è quello che coincide con i gironi delle coppe; il secondo (12 gare) riguarda il periodo da dicembre a febbraio nel quale tutte le squadre giocano più o meno – c'è la coppa Italia – le stesse partite; il terzo è il più lungo (16 gare) e copre la fase decisiva delle coppe europee. Ecco, l'Inter è andata in testa alla vigilia del periodo in cui giocherà meno o molto meno delle sue rivali, dipende da quanto lontano andranno in Europa. È un primato che verrà sottoposto a verifica fin da domenica, quando il Milan proverà a usare il derby per il controsorpasso. Ma ragionando con occhio lungo – come si cominciò a fare dopo le doverose critiche per l'eliminazione dalle Coppe – in un campionato estremamente incerto l'Inter è diventata una credibile favorita. È successo in coda a una delle partite di livello più alto del torneo, perché la Lazio – che ora insegue la zona Champions appaiata a Napoli e Atalanta – ha posto problemi reali, risolti con una mossa tattica di Conte molto riuscita (Perisic su Lazzari) e un baricentro basso che ha dato a Lukaku tanto campo in cui correre, situazione nella quale ieri non era contenibile. L'Inter è andata in testa in una giornata sulla carta più complicata per lei che per il Milan. Ma una squadra capace di andare oltre ogni aspettativa, come quella di Pioli, continua a volare finché rimane fedele alla sua anima. La scorsa settimana Davide Calabria, che per i grandi progressi compiuti e la disponibilità ad aiutare tutti è stato fin qui il simbolo profondo di questo Milan, nel finale della gara col Crotone ha forzato l'ammonizione per far scattare la squalifica, mancare contro lo Spezia e mettere così al sicuro il derby. Al di là del fatto che il suo sostituto, Dalot, è stato il primo argine a crollare sabato, Calabria ha mandato un messaggio di sottovalutazione dello Spezia. Ha scelto la gara nella quale mancare, descrivendola implicitamente come facile: è una cosa da non fare mai (l'Uefa addirittura punisce i casi più scoperti) perché in qualche modo turba la determinazione dei compagni e allo stesso tempo esalta quella degli avversari. Lo Spezia si era da tempo guadagnato il diritto al rispetto, ma sabato ha giocato proprio la partita della vita. L'errore di Calabria, e di chi eventualmente l'ha consigliato, è un dettaglio, ma calato all'interno di una stagione così particolare, e per questo equilibrata, da rendere i dettagli fondamentali come Mourinho diceva della Champions. Quest' anno non esistono squadre pienamente affidabili, perché parametri inediti come le assenze da contagio, le porte chiuse e i cinque cambi tolgono la terra sotto i piedi a tutti, commentatori compresi. La stessa Juve, che pareva aver trovato un assetto in grado di massimizzare i vantaggi della rosa migliore, ha perso un altro colpo una volta costretta a lottare a mani nude contro un Napoli che a questo l'ha sfidata, interpretando il match come un'ordalia senza domani. Certo che la Juve avrebbe potuto almeno pareggiare nel secondo tempo, passato a lungo nell'area avversaria: ma se l'atmosfera stimola l'impresa, oltre che ai soliti noti (Lozano, Insigne), anche agli smarriti della stagione (Meret, Rrahmani), è il segno che sabato si giocava per qualcosa in più dei tre punti. E Gattuso – il cui destino era forse la posta in palio – l'ha capito prima di Pirlo. La frenata generale ha permesso a una Roma molto piacevole alla vista di riguadagnare un posto al sole. Fonseca continua nel suo percorso netto contro le squadre a destra in classifica, come il tennista che tiene il servizio in sicurezza per poi provare a fare il break su quello del rivale, leggi gli scontri diretti. Prossimo tentativo fra due settimane, contro il Milan all'Olimpico, nel frattempo è giunta l'ora di riconoscere la bontà del lavoro di Gianluca Petrachi, il ds licenziato nella fase finale della gestione Pallotta (ha appena vinto la causa), ma le cui scelte stanno portando in alto la squadra: dallo sbarco in Italia di Mkhitaryan all'affer-mazione di Villar e Ibanez, dallo scambio "vinto" di Spinazzola allo sforzo per Veretout, il suo carnet contiene quasi tutti i migliori di questa stagione. Il tempo è sempre galantuomo.

Paolo Condò

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Perdono Milan e Juve, da Milano passa anche il sogno scudetto

Come un anno fa, le ambizioni della Lazio passano per l'Inter di Conte. Il 16 febbraio del 2020, il 2-1 dell'Olimpico all'Inter fu il momento più alto della gestione Inzaghi e proiettò il gruppo biancoceleste verso un'altra dimensione. Quella in cui pensare allo scudetto non era soltanto un'utopia, ma la realtà, tanto che nella settimana prima del recupero dell'8 marzo tra Juve e Inter la Lazio comandò per una settimana la classifica. Nessuno poi avrebbe mai immaginato il finale, amaro e triste, di un campionato segnato dalla tragedia Covid. Che sta caraterizzando, purtroppo, anche quello attuale. 
È cambiato tutto il mondo in un anno, ma il sapore dello scontro diretto tra Inter e Lazio rimane lo stesso. Come 364 giorni fa, i sogni biancocelesti passano dai nerazzurri. Questa sera a San Siro la Lazio può fare il grande passo e rientrare nella corsa al titolo, anche se per Inzaghi "il nostro scudetto rimane la conferma della partecipazione in Champions". In cuor suo, il tecnico, sa che la sua Lazio può ambire a qualcosa di più importante, ma nella conferenza di ieri ha stemperato gli animi. Per togliere anche un po' di pressione alla sua squadra, reduce da sei successi consecutivi in campionato: nessuno nel 2021 ha fatto meglio dei biancocelesti, sia in termini di punti (19) che di gol subiti (4, come il Genoa). Una striscia vincente che ha permesso ai biancocelesti di tornare al quarto posto (in coabitazione con la Roma) e – in base al risultato odierno – di poter pensare di sognare in grande. Tuttomercatoweb.com

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Procura Federale, Lotito ha ottenuto di essere ascoltato: contestato un allenamento di Immobile

Il caso tamponi entra nel vivo . Non solo le mancate comunicazioni scritte – seppur telefoniche – dei casi positivi alle Asl, ma anche le sedute in gruppo di alcuni giocatori nel mirino. La Procura Figc non vuole fare sconti, ecco perché il presidente Lotito ha chiesto e ottenuto di essere riascoltato (martedì o mercoledì): «Ci contestano anche un allenamento di Immobile risultato positivo nella settimana della partita contro lo Juventus (8 novembre) – svela l’avvocato Gentile – e anche quello di Djavan Anderson, che era stato convocato ma non ha giocato. Patteggiamento prima di un eventuale processo? Stiamo ancora discutendo con la Procura, ma noi riteniamo tutto infondato». Non basta la memoria difensiva e Lotito non ci sta al deferimento: vuole dimostrare come la discordanza dei test molecolari su Ciro e altri (anche Leiva, per esempio) abbia indotto la società a quel comportamento. La Lazio vuole evitare la richiesta di punti di penalizzazione ed è disposta anche a un pesante patteggiamento: inibizione e maxi-multa. Lotito potrà dare nuovi chiarimenti in audizione fra martedì o mercoledì. Ilmessaggero.it

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Due frecce a San Siro: Lazzari-Hakimi, sfida all’ultimo scatto

Due frecce. Pericolose, ma soprattutto veloci. Manuel Lazzari e Achraf Hakimi uno contro l'altro. In Inter-Lazio di domenica si sfideranno due fra i giocatori più veloci del campionato. I due esterni destri che toccano picchi di velocità che tolgono il sonno agli avversari: l'interista sfiora i 36.5 km/h, il laziale arriva a 35 km/h. Quella della velocità la loro caratteristica principale, ma non l'unico loro punto di forza. Lazzari negli ultimi mesi sta rendendo come mai in carriera. Diventato eroe dei tifosi della Lazio nel derby vinto (3-0) contro la Roma, nel quale ha messo in grave difficoltà Ibanez, servendo due assist ai compagni (uno per l'1-0 di Immobile, l'altro per il 2-0 di Luis Alberto), l'ex esterno della Spal in questa stagione è riuscito a diventare molto più concreto sotto porta. In gol con il Cagliari, alla prima partita stagionale, ha poi permesso alla Lazio di segnare anche contro Fiorentina, Verona e Parma. Il suo rendimento è stato notato anche da Mancini, che potrebbe convocarlo per gli Europei della prossima estate. Domenica, contro l'Inter, il confronto con Hakimi: a San Siro (contro Inter e Milan) Lazzari non solo ha vinto due partite su due, ma nella scorsa stagione servì anche l'assist a Immobile per uno dei due gol che permisero alla Lazio di vincere in casa dei rossoneri dopo 30 anni di attesa. Non ha paura dei palcoscenici importanti, non sente la pressione. Probabilmente perché è troppo veloce per farsi raggiungere. E in occasione di Inter-Lazio può dimostrare che la freccia a disposizione di Inzaghi può far male quanto quella a disposizione di Conte. Specie contro l'Inter di Hakimi, per Lazzari sarà una sfida all'ultimo scatto. gazzetta.it

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Ondata artica in arrivo, gelo e neve sulle partite del weekend: Inter-Lazio sotto zero

L'ondata di freddo polare più intensa dell'inverno arriverà nelle prossime ore sull'Italia e farà crollare le temperature: le previsioni meteo di MeteoWeb evidenziano l'entità del freddo in arrivo nel weekend di San Valentino, con forti nevicate tra Venerdì sera e Domenica su gran parte del Paese, dapprima al Nord e nelle Regioni centrali, successivamente al Sud e nella fascia Adriatica. 

A risentire di questa situazione saranno i trasporti, le attività all'aria aperta ma anche lo sport e in modo particolare le partite di serie A e serie B chiamate a un turno particolarmente esposto a gelo, neve e maltempo. In serie A nevicherà su Bologna-Benevento, mentre è a rischio pioggia Napoli-Juve. Gelo intenso a Milano per il big match Inter-Lazio che si giocherà con -1°C, ma molte altre partita si disputeranno con 0°C come Torino-Genoa e Spezia-Milan, oltre che Verona-Parma. Molto freddo anche in Calabria per Crotone-Sassuolo, non solo per la temperatura che sarà di +2°C ma anche per il forte vento di tramontana.

In serie B nevicherà su Pescara-Venezia, mentre Salernitana-Vicenza si giocherà sotto il diluvio. Grande gelo, con 0°C, per Brescia-Chievo e Cosenza-Reggina. 

In ogni caso, al momento non sembrano esserci condizioni così estreme da comprotare il rinvio di alcune gare. Ma i calciatori saranno chiamati a uno sforzo in più per affrontare il rigore dell'inverno più crudo, e almeno per una volta a soffrire di più saranno quelli che rimarranno fermi in panchina rispetto a chi correndo sul campo – quantomeno – avrà modo di rimanere al caldo. 

corrieredellosport.it

 

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Immobile, missione Inter: pochi gol contro i nerazzurri

“L’Inter? Partita importante, viviamo un momento ottimo. Loro stanno facendo un grande campionato, andremo a Milano per vincere e fare il nostro gioco”. Ha parlato così, Ciro Immobile, dopo la vittoria contro il Cagliari grazie ad un suo gol. Ora la sfida verità contro i nerazzurri: se Inzaghi vince si iscrive alla corsa ai primissimi posti. Immobile vuole essere protagonista e trascinare i suoi. Anche perché in carriera l’Inter gli è sempre rimasta un po’ indigesta. Quattro le reti siglate ai nerazzurri, solo due da quando gioca con la Lazio. All’andata fu espulso per una manata a Vidal, domenica vuole lasciare il segno come sa fare.

Immobile, la media gol contro l’Inter

Ciro il primo gol ai nerazzurri lo ha segnato nella stagione 2012/2013 con la maglia del Genoa. Si è ripetuto la stagione successiva con la casacca del Torino. Con l’aquila invece, una sola rete in campionato (2-1 per i biancocelesti stagione 2019/2020) e una in Coppa Italia un anno prima. Vive un momento magico: nelle ultime 10 partite è andato a segno 8 volte. Domenica sfida Lukaku e vuole far sognare i tifosi. “Andiamo a Milano per vincere”, la promessa fatta. Con i suoi gol la missione appare molto più facile. corrieredellosport.it