C'è grande attesa per conoscere il dispositivo della Procura Figc sul caso tamponi che ha coinvolto la Lazio. Venerdì scorso la società biancoceleste ha consegnato una memoria difensiva. Nelle 20 pagine che l'avvocato del club Gian Michele Gentile ha consegnato al procuratore Giuseppe Chinè ci sono i regolamenti giuridici delle regioni Lazio, Campania, Marche ed Emilia Romagna che descrivono l'iter da seguire in caso di riscontrata positività al tampone molecolare. Inoltre il legale biancoceleste sta esaminando anche l'eventualità, al momento molto remota, che il presidente Claudio Lotito possa essere ascoltato. L'obiettivo della Lazio è quello di dimostrare che doveva essere il laboratorio Futura Diagnostica di Avellino ad informare le Asl di riferimento e non il medico del club. La Lazio ha informato telefonicamente le Aziende Sanitarie. Da qui nasce il caso: ritardi e deficit nelle comunicazioni. La Procura si è presa alcuni giorni di tempo per decidere. Il termine ultimo è il 21 febbraio, giorno prima delle elezioni della Figc. Finora tutti i casi relativi a violazioni del protocollo sono stati chiusi con un patteggiamenti ma la sensazione è che questa volta la Federazione, sia per il clamore mediatico che ne è derivato sia per non sconfessare se stessa, voglia procedere. Il patteggiamento prevede uno sconto di un terzo della pena. Una depenalizzazione che da via Allegri non vedono di buon occhio perché creerebbe contrasti nell'opinione pubblica alla luce delle campagne di contrasto ai furbetti del protocollo. Verosimilmente il pm Chinè, la prossima settimana, procederà con i deferimenti che con ogni probabilità porteranno alle inibizioni per i medici e Lotito e un multa molto salata. Praticamente escluso possano esserci punti di penalizzazione.
E.B.- Il Messaggero