Scuro in volto e con la voglia di spaccare tutto quello che gli passava davanti. E' Luis Alberto deluso dalla sostituzione che Inzaghi effettua al quarto d'ora della ripresa della gara di ieri col Cagliari. Non si era subito accorto del cambio, quasi facesse finta di nulla, ma quando è arrivata la voce dello speaker, ha preso la corsia laterale, sotto la tribuna Tevere e, sconsolato, ha abbandonato il campo, facendo tutto il giro. Una botta nervosa alla bandierina del calcio d'angolo e ciondolante, a testa bassa, si è diretto verso la panchina. Non è stata la sua miglior partita anzi, per la verità, la sua uscita era prevista, visto che non stava benissimo per via di un fastidio che ha accusato negli ultimi due giorni intorno alla ferita dell'appendicite operata due settimane fa. Non si sapeva, ma è stato perfino in dubbio, e alla fine, come spesso ha fatto prima dell'intervento negli ultimi due mesi, ha stretto i denti e ha giocato. Non stava bene, e lo sa anche lui, ma quando gioca e sta in campo, non vorrebbe mai uscire per nessun motivo. E quando succede non la prende mai bene. Un nervosismo che è durato una decina di minuti, anche perché poi si è messo a incitare i compagni dalla panchina. Uno di questi era Immobile nel momento in cui la Lazio era ripartita in contropiede. Ancora una volta Ciro è andato a segno, per lui l'ottavo gol nelle ultime dieci gare di campionato. Una sentenza.
D.M. – Il Messaggero