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Procura Avellino: iniziato incidente probatorio su tre tamponi di Immobile, Leiva e Strakosha

E' iniziato ieri ad Avellino l'incidente probatorio disposto dalla Procura di Avellino su tre reperti di Rna che Futura Diagnostica (FD) a inizio dicembre, mandò al laboratorio MeriGen di Napoli per verificare l'eventuale positività di Immobile, Strakosha e Leiva. I tre tamponi vennero spediti alla struttura partenopea dal laboratorio scelto dalla Lazio per un ulteriore controllo sull'eventuale presenza di contagi CoVid19. Giova ricordare che l'indagine dalla Procura irpina  vede indagato per frode, falso in pubbliche forniture ed epidemia colposa il presidente del cda di FD, Massimiliano Taccone. Nello specifico, il procuratore reggente Vincenzo D’Onofrio ha disposto l' incidente probatorio per verificare che il materiale genetico presente nei tre estratti di RNA siano proprio dei tre giocatori. L'esame, condotto dalla perita scelta dalla Procura, la professoressa Paola Salvatore, Ordinaria di Microbiologia e Microbiologia clinica, Scuola di Medicina, Università degli Studi di Napoli Federico II, in un primo momento dovra stabilire se dal materiale a disposizione sarà possibile ottenere il DNA dei tre soggetti, in un secondo luogo bisognerà verificare se il DNA appartiene proprio ai tre biancocelesti. Ovviamente, per fare il confronto servirà il consenso dei giocatori al prelievo del DNA (possibile venga fatto con una traccia salivare, ndr), assenso che al momento non è stato ennache richiesto visto che l'accertamento, iniziato ieri, potra essere concluso in 60 giorni, ovvero il 21 marzo.  Ricordiamo che il procedimento è ancora nella fase preliminare, non è stato quindi notificato alcun avviso di chiusura indagine e l'unico potenziale imputato non è stato ancora ascoltato dalla Procura. Fino a oggi l'ultimo passo compiuto è stato il deposito, lo scorso 6 dicembre, della prima consulenza della dottoressa Maria Landi, perito scelto dalla Procura, sui 95 tamponi prelevati il 6 novembre a Roma prima di Lazio-Juventus, quando i capitolini, dopo il tampone suppletivo effettuato al Campus Bioemidico di Roma, furono costretti a rinunciare a Leiva e Immobile nella sfida ai Campioni di'Italia. Parallelamente all'incidente probatorio, la dottoressa Marina Landi effettuerà l'accertamento sui sette estratti di RNA, proveniente dal suddetto gruppo dei 95 tamponi. Come noto, dalla prima perizia sono emerse 18 positività in più rispetto a quelle processate da FD, di queste però 13 erano già risultate positive in precedenti test del laboratorio di Avellino. Infine, Taccone  potrebbe essere ascoltato ad esito di tutte le consulenze, inclusa la richiesta della difesa del presidente del board di FD di far riprocessare i 95 tamponi presso FD, istanza che attende ancora un eventuale assenso dei pm.
GLP- laziofamily.it
 

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Lazio: le gambe contro il Parma ma la testa è al mercato per cercare un vice-Ramos

Un occhio al passaggio ai quarti di Coppa Italia, un altro al mercato per il futuro della Lazio in questa annata. Era previsto che Inzaghi stasera facesse un ampio turnover negli ottavi col Parma, ma non certo che dovesse pensare al Sassuolo, sapendo già di dover rinunciare pure a Luis Alberto e Luiz Felipe domenica. Lo spagnolo mancherà pure in campionato dopo l'operazione d'appendicite acuta, ma è già stato dimesso dalla Paideia ieri sera e scalpita per tornare a Bergamo il 31 gennaio contro l'Atalanta: se i punti di sutura si rimargineranno in fretta, lui ci sarà. Assente invece Luiz Felipe a oltranza: come da noi anticipato, domani si opererà alla caviglia a Monaco. Il centrale ha annunciato la sua decisione anche alla Lazio, che aveva provato a convincerlo ad aspettare la fine della stagione invano. Niente terapia conservativa perché il dottor Wohlfahrt gli ha spiegato come sia rischioso giocare ancora sopra la sua caviglia, già troppo malconcia. A 23 anni il centrale non vuole compromettere la sua carriera né perdersi le prossime Olimpiadi con la Nazionale brasiliana. Starà fuori almeno otto settimane, ma poi dovrà pure ritrovare la forma. Se ne riparlerà insomma per metà/fine aprile, con la Serie A quasi finita. La Lazio si dice pronta a reinserire Vavro (tornato da giorni in gruppo) al suo posto (rimane poi comunque uno slot per il cambio dopo il primo febbraio) nella lista, ma è solo una soluzione temporanea e di facciata. 
FORMAZIONEPerché stasera Inzaghi preferisce addirittura riadattare Parolo sul centro-destra con Hoedt e Acerbi davanti a Strakosha. Verrà preservato Patric (già non al 100%) per domenica. Confermata la formazione alla vigilia: Lazzari e Fares sulle fasce, Akpa Akpro, Escalante e Milinkovic, che sostituisce Luis Alberto in mediana. Scontata la staffetta del serbo con Correa, con Pereira inizialmente in attacco al fianco di Muriqi pronto ad arretrare pure mezz'ala nella ripresa col Parma, sempre sconfitto dal 23 settembre 2009 a Roma. E' squalificato Leiva, attesa per il ritorno in campo per una ventina di minuti di Lulic, che ha consigliato l'operazione a Luiz Felipe proprio dopo il suo calvario alla caviglia. 
RICERCALa sessione invernale per fortuna è aperta, stavolta la Lazio non può farsi trovare impreparata. Tare già da due giorni si guarda intorno sul mercato per trovare una soluzione alternativa: non vuole dare l'impressione di averne assoluta necessità alzando così le richieste economiche delle società. Ci sarebbe però pure un colpo gratis in realtà: Sokratis Papastathopoulos, svincolatosi dall'Arsenal, dove anche il pupillo Mustafi è in uscita. Si è bloccato improvvisamente il ritorno del greco al Genoa perché si sarebbero inserite proprio la Lazio, Olympiakos e Betis Siviglia. Costa troppo Izzo del Torino, Maksimovic del Napoli è in scadenza, Mendes ripropone Garay, ex Valencia. Proposto Rugani in prestito. Non è il caso d'anticipare l'acquisto Kamenovic (oltretutto mancino) ora, ma Tare ha chiesto anche a Kezman di portargli qualche altra sua scommessa. 
A. A. – Il Messaggero

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Ramos stoppa la Lazio: si vuole operare subito, a rischio intera stagione

Un macigno e una tegola: dramma Luiz Felipe, Luis Alberto operato d'urgenza. Il responso del consulto per il brasiliano in Germania è stagione praticamente finita: 2-3 mesi di stop, è necessaria l'operazione in artroscopia per sistemare la cartilagine della caviglia malconcia. Lo staff medico biancoceleste gli consiglia d'aspettare fine stagione, stile Leiva, ma il 23enne vuole farla subito perché teme di compromettere la sua carriera. L'eroe dell'ultimo derby (doppietta) avvertiva invece da mesi un forte dolore, ma non si trattava del riacutizzarsi della solita pubalgia. Lo ha scoperto ieri pomeriggio in una visita privata: attacco d'appendicite acuta e di corsa sotto i ferri in Paideia. Intervento riuscito in serata, la Lazio ne era venuta a conoscenza poco prima. Luis Alberto s'era affidato al suo procuratore senza far sapere nulla e questo non è stato gradito dalla società. Concentrata però soprattutto sulla sua degenza. Dipenderà dalla rimarginazione dei punti di sutura, ma lo spagnolo salterà senz'altro il Sassuolo domenica ed è a forte rischio anche per il 31 gennaio contro l'Atalanta. Lo stop sarà di dieci-quattordici giorni. E pensare che Inzaghi lo aveva provato in formazione proprio ieri mattina, il numero 10 era previsto campo domani sera contro il Parma. Dove il tecnico sarà costretto a riportare addirittura Parolo in difesa con Hoedt e Acerbi davanti a Strakosha. Radu ha bisogno di riposo, Patric non è al 100%, ma è soprattutto Luiz Felipe la vera mannaia. La Lazio ha capito che non lo convincerà a stringere ancora i denti ed è tornata sul mercato di corsa: non può bastare anticipare l'affare Kamenovic (Under 22) ora, verrà provvisoriamente reinserito Vavro nella lista. Tare ha ripreso pure i contatti per Mustafi con l'Arsenal. Inzaghi vuole ancora Izzo, ma il Torino chiede la luna. Occhio al vecchio pallino Umtiti, in prestito dal Barcellona o a qualche altro colpo a sorpresa. Per avere Caicedo l'Inter potrebbe offrire Ranocchia. 
RISCATTO
Intanto bisogna pensare però a domani sera. Nelle ultime prove è Lazzari (non Marusic) la sorpresa a destra, schierato con Akpa, Escalante, Milinkovic e il redivivo Fares in mediana. Già testate anche le sostituzioni per la ripresa: accumuleranno minuti sulle gambe sia Lulic che Correa. Davanti la coppia Muriqi-Pereira. Ironia del destino, proprio nel gol a Torino del belga s'era visto l'unico assist a Patric (non al 100%) del kosovaro in Italia. Questa dev'essere la volta buona, Muriqi torna titolare col Parma. Aveva fallito a San Siro ed era ripiombato subito in panchina. Pagato 19 milioni, ancora a quota zero gol, Vedat deve sbloccarsi sotto porta e sopratutto di testa. 
RINNOVO E FIGC
Inzaghi pensa al campo, ma continua a trattare con Lotito (pronto a ricandidarsi come consigliere in Figc, sfidando il nodo del terzo mandato già compiuto) anche il suo rinnovo. Non più sulla base di un anno, ma di un triennale in crescendo: il mister vorrebbe arrivare a guadagnare 3 milioni fissi come ultimo salto. Manca poco all'accordo definitivo, non c'è la firma ma può arrivare a stretto (in settimana) giro. Per questo a Formello smentiscono ci sia già stato un incontro risolutivo. 
A. A. – Il Messaggero

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Rotta invertita anche dietro: sta tornando la difesa Champions

Rotta invertita. La Lazio non subisce gol nemmeno contro la Roma, dopo Parma. E’ la seconda volta consecutiva, non era mai successo in quest’annata. E a rendere ancora più esaltante la statistica c’è la prestazione top di tutta la difesa (ora la settima in Italia esattamente come la posizione in classifica) nella stracittadina. Semplicemente perfetti Luiz Felipe, Acerbi e Radu davanti a Reina, impegnato solo all’85’, in pratica. Lo spagnolo era stato più decisivo con due interventi (uno strepitoso su Cornelius di testa) al Tardini per mantenere la porta inviolata. Quinto clean sheet nel derby in Serie A, Pepe mette la freccia (4 a 1) su Strakosha con l’ultima presenza. Fra campionato e Champions, il portiere albanese era riuscito a non incassare reti solo a Cagliari alla prima giornata, prima di perdere il posto (causa Covid) subito dopo l’unica sfida d’andata europea col Borussia. Era rientrato fra i pali con l’Udinese il 29 novembre prima d’essere riaccantonato in panchina. Quindi la nuova chance, nove gare dopo, contro la Fiorentina: un passaggio sbagliato a Radu era costato il gol della bandiera viola. A Formello assicurano che per quello scivolone non ci sia stata nessuna bocciatura, ma Thomas alla vigilia di Parma ha abbandonato anzitempo la rifinitura. Stiramento di primo grado al retto femorale, la motivazione comunicata: ieri era già in campo pronto per la Coppa Italia dopo poco più di una settimana. Dopodomani giocherà gli ottavi contro il Parma, ma rimangono i suoi mugugni per la perdita della titolarità insieme al suo silenzio social dopo l’ultima vittoria sulla Roma.
LEADER 
Prova a riprendersi la porta, Strakosha. Non giocando (appena 7 gare stagionali) lui sente di aver perso il ritmo e aver interrotto la sua crescita. Per questo si lamenta e Tare sta provando ancora a far da tramite per il rinnovo quasi (2022) in scadenza. Ma la verità è che Reina al momento non solo offre a Inzaghi una maggiore garanzia, ma è diventato funzionale coi piedi in regia. Basti guardare il primo e il terzo gol biancoceleste venerdì sera: parte tutto da Pepe col lancio o con un palla passata in maniera divina. Ad ogni modo col Parma ci sarà di nuovo l’alternanza, solo Acerbi non si tocca. Sempre più leader della retroguardia, il centrale ha annullato Dzeko ed ha pure provato qualche spinta. Per una lesione all’adduttore è mancato tre volte a dicembre (Benevento, Napoli e Milan) in quest’annata e Inzaghi non intende rinunciarci più nemmeno in Coppa Italia. Sopratutto perché è pronto a fare un turnover quasi totale, in vista della delicata sfida al Sassuolo di domenica. iLMESSAGGERO.IT

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Rinnovo Inzaghi: proposto al tecnico triennale fino al 2024

Nozze reali per Inzaghi e la Lazio, arrivano dopo un derby da opera maestra. Ha fatto da scenografia nuziale, è stato il palcoscenico perfetto per rilanciare le ambizioni Champions e scrivere un nuovo futuro di vittorie. La triade Lotito-Tare-Inzaghi si è riunita ieri. Il presidente e il diesse hanno incontrato Simone per definire gli accordi di base trovati a Formello giovedì sera, prima di Lazio-Roma. Da sabato era attesa la fatidica stretta di mano, è arrivata in serata se il cerimoniale è stato rispettato (a fil di coprifuoco oppure oltre con le autocertificazioni). Il finale è previsto con le firme sui contratti, vanno solo compilati. Il dettaglio da scoprire oggi è legato alla durata contrattuale, andava discusso: era in ballo un biennale fino al 2023 con opzione 2024. Inzaghi potrebbe aver accettato direttamente un triennale con scadenza 2024. Tre anni secchi, ecco la sorpresa. Se l’indiscrezione troverà conferme, Simone potrà raggiungere gli otto anni di militanza da allenatore biancoceleste, un record di durata, ed eguagliare la militanza di Carlo Ancelotti sulla panchina del Milan (8 anni di fila dal 2001 al 2009). Gli accordi economici, più o meno, erano stabiliti: stipendio da 2,4-2,5 milioni più premi. La conferma in Champions farebbe scattare un jackpot per l’allenatore. Tutti i dettagli più minuti si conosceranno nelle prossime ore. Il piano. Di Inzaghi in Inzaghi, di ciclo in ciclo, non cambiano i sogni della Lazio: restare stabilmente nel circolo dell’elité Champions senza porre limiti alla provvidenza. E’ il passo da compiere dopo aver centrato la qualificazione l’anno scorso, dopo 13 anni di tentativi, e aver partecipato ad una corsa scudetto interrotta dal Covid sul più bello. Simone, il tricolore, sogna di regalarlo alla Lazio anche da allenatore. Inzaghi e la Lazio a ciclo continuo, è questo lo scenario. L’Inzaghi ter nasce con presupposti precisi per l’immediato: sfruttare la spinta derby per risalire in classifica, recuperare i giocatori infortunati o convalescenti e cercare di valorizzare gli acquisti poco utilizzati (è l’input della società). Servono rotazioni maggiori, soprattutto sulle fasce (Lazzari e Marusic sono stati spremuti). A gennaio, salvo sorprese ad oggi non contemplate, non ci saranno nuovi innesti. Si è deciso di puntare sul rientro di Lulic (da convalidare in partita) e le riflessioni sull’arrivo di un centrale sembrano terminate nonostante le condizioni di Luiz Felipe (di nuovo in Germania per un controllo alla caviglia che lo tormenta da settembre). L’Inzaghi ter, in previsione futura, prevede la conferma dei big salvo offerte irrinunciabili, ma il mercato post-Covid non consente follie. Andrà rinforzata la difesa, è il reparto con più priorità, ed è progettato anche l’arrivo di giovani talenti under 22. L’acquisto di Kamenovic, esterno mancino adattabile in difesa e bloccato per la prossima stagione, va letto in quest’ottica. E’ un classe 2000, 20 anni li ha compiuti a luglio. Nelle ultime stagioni l’età media della Lazio è cresciuta, s’aggira attorno ai 28,5 anni (pesano i 38 anni di Reina, contribuiscono a gonfiare il dato), è la soglia della serie A. Inzaghi è per gli instant player, deve riuscire a integrare anche giovani talenti per innalzarne il valore e garantire continuità tecnica (quelli presenti e quelli in arrivo). In rosa ci sono giocatori come Acerbi (33 anni il 10 febbraio), Leiva (34 anni), Radu (34 anni), Lulic (35 ieri) e Parolo (36 il 25 gennaio) a cui vanno affiancate nuove leve di valore. 
 
I profili. La Lazio è a caccia di giocatori di prospettiva, ma non smette mai di perlustrare le offerte legate a uomini d’esperienza come Leiva o Reina. Serve sempre il giusto mix per coniugare aspetti sportivi ed economici, l’oggi e il domani. E’ il punto d’incontro su cui società e allenatore devono costruire le mosse future. Lotito, Tare (che ha il contratto fino al 2023) e Inzaghi avanti insieme. Non per forza, non per abitudine. Per volontà e lazialità, a sogni unificati e rinnovati. I volti della Lazio non cambiano. Simone resta nella storia. 
Il Corriere dello Sport

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La Lazio rispetta la tradizione: no mercato, Inzaghi sorride per il ritorno degli infortunati

Che la Lazio non faccia mercato a gennaio, non è una novità. Sarebbe strano il contrario, perché la linea della società è sempre stata chiara. Anche Inzaghi lo sa, ormai dopo anni se ne è fatto una ragione. Per questo, più che pensare a ipotetici nuovi acquisti, il tecnico biancoceleste nelle ultime settimane alle domande di mercato ha sempre risposto allo stesso modo: "Abbiamo un direttore che è bravissimo. Io per il momento vorrei solo giocare al completo: da dieci mesi che non ho tutta la rosa a disposizione". Se siano soltanto frasi di facciata o la verità nessuno lo saprà mai realmente, ma ciò che possiamo immaginare con certezza è il sorriso con cui Inzaghi ha iniziato questa settimana di lavoro. Per la vittoria nel derby, per l'imminente rinnovo contrattuale e perché potrà contare sul recupero (quasi) completo di tre pedine fondamentali: Fares, Lulic e Correa. Quattro se si considera anche Strakosha, che ieri si è rivisto in campo dopo una settimana in infermeria per un problema fisico accusato dopo l'Epifania. 
Il portiere albanese vive una situazione singolare e va trattata in modo isolato. Gli altri invece sono tre possibili titolari (i primi due si alterneranno sulla fascia sinistra) che nell'ultimo periodo non sono stati a disposizione per diversi infortuni. Lulic (out dal 5 febbraio scorso) e Correa (fermo dal 23 dicembre per un'elongazione del polpaccio) erano già in panchina venerdì nel derby: ma più per fare presenza e dare il loro contributo mentale, perché come ha spiegato Inzaghi nel post gara non erano in grado di giocare. Nei prossimi giorni intensificheranno i lavori e già giovedì in Coppa Italia con il Parma possono mettere minuti nelle gambe. Potrebbe farlo anche Fares, quello leggermente più indietro nel programma di rientro. Si era infortunato il 12 dicembre, riportando uno stiramento del soleo ed è stato ai box un mese. La scora settimana, per riprendere il tono muscolare, ha lavorato con molto ritmo in palestra e ieri si è riaggregato al gruppo. Correa, Lulic e Fares possono essere considerati degli innesti a costo zero, visto che tanto, di mercato, non se ne parla. Inevitabilmente con loro Inzaghi avrà più soluzioni e, quando rientrerà Cataldi (ne avrà ancora per una settimana), finalmente il tecnico potrà aprire la porta dell'infermeria e non trovare nessuno sul lettino. Tuttomercatoweb.com

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Muriqi, ora la chance in Coppa Italia. Intanto i tifosi del Fenerbahce lo chiamano…

Ha festeggiato sotto la Curva Nord deserta, ma piena di significato, preso per mano da Immobile e Acerbi. Gran sorriso per Vedat Muriqi dopo il derby vinto con la Roma. Ha dato il suo piccolo contributo nei 7’ giocati: sponde, qualche fallo rimediato, corsa e grinta. Ovvio, non è stato preso per questo. E la Lazio non ha pagato quasi 20 milioni di euro per un giocatore che fin qui ha totalizzato solo 391’ in campo. Con il Parma, in Coppa Italia, potrebbe esserci per lui l’occasione del rilancio. Vuole una maglia da titolare e un gol per sbloccarsi.

In Turchia lo pensano

Sotto il post Instagram della vittoria del derby sono più i commenti dei tifosi del Fenerbahce che quelli dei sostenitori della Lazio. A Roma resta un po’ un oggetto misterioso, ma qualcuno ci crede eccome: “Ti serve un solo gol per sbloccarti, Pirata!”. I turchi invece, con tanti cuori giallo e blu, gli chiedono di tornare. La moglie di Vedat, Edibe, sui social ha postato una foto che ritrae l’attaccante davanti alla tv mentre guarda con attenzione la notizia dell’arrivo di Ozil al Fenerbahce. Nostalgia? Forse un po’. Ora spera in una maglia da titolare contro il Parma. Ha bisogno di giocare e di cercare gol e dunque fiducia. A Istanbul si sentiva un dio, a Roma è chiuso in casa. Un giocatore vive anche della passione per i tifosi. E in tempo di pandemia, senza stadio, l’affetto social è l’unica via per sentirsi apprezzati.

Corrieredellosport.it

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Rinnovi: già trovata l’intesa con Acerbi e Immobile. Ora al primo posto il prolungamento di Ramos

Il nuovo ciclo biancoceleste ripartirà dai punti fermi. Simone Inzaghi, in primis: il tecnico prolungherà il contratto fino al 2023, con opzione per il 2024. Dalla sua conferma, Lotito comincerà a costruire la Lazio del futuro. Dopo la firma dell'allenatore, il presidente e il ds Tare nelle prossime settimane approfondiranno i discorsi per i rinnovi dei giocatori che la Lazio desidera trattenere. Sia perché vuole che facciano parte del progetto, sia per aumentare il proprio potere contrattuale durante il mercato. Già trovata l'intesa con i top player Acerbi e Immobile, che la società ha voluto blindare. Il difensore si legherà fino al 2025 ( c'è anche la possibilità di arrivare al 2026), il centravanti diventerà presto il più pagato nella gestione Lotito: a -17 gol dal record storico di Piola (159), guadagnerà 4 milioni a stagione fino al 2025. Firmeranno a vita, il Leone e Ciro l'Implacabile: manca solo l'ufficialità. Anche Luiz Felipe, in scadenza nel 2022, ha raggiunto l'accordo. Il club punta forte sul difensore brasiliano, recentemente richiesto da club esteri, esattamente come Correa e Luis Alberto. In attesa di rivedere le singole situazioni, ci sono poi Patric, Marusic e Akpa Akpro, tutti in scadenza nel 2022: il centrocampista ex Salernitana ha convinto Inzaghi e gli verrà adeguato l'ingaggio, al momento molto basso. Se con loro non ci saranno problemi, diverso è il discorso per Strakosha, un altro in scadenza tra 17 mesi. Il 25enne portiere albanese, attualmente infortunato, ha perso il posto di titolare in favore di Reina: non sta vivendo bene la nuova situazione, visto che negli anni scorsi non era mai stato messo in discussione, ma la Lazio lo considera un patrimonio del club e non intende privarsene. È in questa direzione che sta lavorando il ds Tare, che nelle prossime settimane incontrerà gli agenti di Strakosha per provare a trovare l'accordo. E più avanti verranno concordate soluzioni per i tre " senatori" in scadenza a giugno, ovvero Parolo, Radu e Lulic. Le questioni contrattuali rimangono comunque sullo sfondo, perché adesso la priorità della Lazio è dare continuità alle recenti vittorie. Dopo il successo nel derby, il terzo consecutivo in campionato, non vuole più fermarsi. Il 3- 0 alla Roma alimenta la fiducia della squadra, che – assicurano da Formello – è ancora all'80% della forma. L'obiettivo è arrivare al top della condizione e tornare in zona Champions. Senza trascurare la Coppa Italia: giovedì all'Olimpico la sfida con il Parma. Inzaghi sorride per il ritorno di Fares, Lulic e Correa, tre possibili titolari pronti a rientrare dopo gli infortuni: gli ultimi due erano in panchina nel derby. Il laterale algerino è un po' più indietro, ma la scorsa settimana ha lavorato con intensità in palestra e sabato è tornato in gruppo. Con il mercato in entrata fermo, possono essere considerati tre nuovi acquisti per Inzaghi. k Vittoria Foto di gruppo per la Lazio subito dopo il netto 3-0 nel derby di venerdì scorso. Lotito ha deciso di aprire un nuovo ciclo con il ds Tare e il tecnico Simone Inzaghi. Punti fermi, Immobile e Acerbi. C'è da sciogliere il nodo Strakosha.
la Repubblica

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Lotito vuole ripartire confermando la squadra: dopo Inzaghi ora il rinnovo con Tare

Detto alla romana: volemose bene. Basta un derby per riportare l'armonia e la pace. Come nelle migliori famiglie, succede anche in quella biancoceleste. Dopo mesi di discussioni, mugugni e scambi d'accuse, adesso la volontà di Lotito è quella di continuare tutti insieme appassionatamente. A un passo dalla firma sul rinnovo (forse addirittura triennale) non c'è solo Inzaghi, ma a sorpresa pure Tare, sul quale s'erano addensate inquietanti ombre. Sabato mattina lui stesso le ha sgombrate: «Contro tutti e tutto insieme». Il contratto del diesse è scaduto, ma a breve, e salvo altri intoppi, verrà ratificato sino al 2022. L'ultimo lo aveva firmato a novembre 2018 a poco più di un milione a stagione: ci sarà un ulteriore scatto per proseguire, è già stato tutto stabilito in un vis a vis nelle scorse settimane. E pensare che se l'era presa parecchio anche con lui, il presidente, per un mercato che stentava a decollare. Dopo il ritorno da Cortina e l'1 a 1 di Genova un vertice duro e serrato ha riportato tutto in ordine anche con Tare. Non a caso ora Lotito è tornato a difenderlo su tutte le sue scelte e a richiamare chi lo attacca per le ultime campagne. S'è convinto e ripete che Muriqi e Fares (quasi 30 milioni spesi insieme) alla lunga sbocceranno com'è successo con altre sue scommesse. Peccato che il kosovaro non sia ancora sbloccato a rete: nel derby avrebbe davvero significato toccare le stelle. Però meglio accontentarsi e continuare a godere. 
UNIONE
La svolta e gli intenti comuni sono ora l'aspetto più importante. Non a caso sono arrivate tre vittorie consecutive. Il patto, anche a livello di comunicazione, ora è remare tutti dalla stessa parte per riportare la Lazio ai livelli della scorsa stagione. Il 3 a 0 sulla Roma ha soltanto sancito la definitiva resurrezione. Lotito aveva spronato anche lo spogliatoio precedentemente, in un discorso al gruppo aveva chiesto a tutti di far vedere il loro reale valore. Venerdì sera è esploso in tutto il suo fragore. Una vittoria indimenticabile per supremazia e spessore, per compattezza e unione. Era proprio questo che il presidente voleva di nuovo ammirare. Dopo il lockdown gare di Champions a parte – ne aveva quasi perso le tracce. Aveva avvertito egoismi e voleva placarli sul nascere. Per questo pretendeva di punire subito l'irriconoscente (prolungamento firmato a luglio) Luis Alberto per la sua uscita infelice. Chissà che ora anche il feeling fra i due non possa rinascere: dopo la doppietta, stavolta lo spagnolo ha esultato guardando anche la tribuna con sorriso e mani alzate. 
MERITI
A Formello è tempo di premi e rinnovi. Ora sì che quasi tutti se lo sono meritati. Sul cecchino Immobile (arriverà a 4 milioni) non ci sono mai stati dubbi. Anzi, il bomber è diventato proprio il nuovo collante (vedi a maggio col taglio degli stipendi) fra la società e i compagni. Sabato Ciro era da Zuma con la moglie Jessica e, dopo l'ennesimo gol nel derby, è stato preso d'assalto dai tifosi: è dovuto addirittura intervenire l'esercito per consentigli di divincolarsi. Beniamino assoluto, ma nel cuore dei laziali ormai c'è anche il suo amico Acerbi: il centrale avrebbe già firmato il prolungamento sino al 2025 a 2,5 milioni. Stessa durata, ma a cifre inferiori, imminente quello di Marusic. Persino su Radu (per un altro anno) sono in corso riflessioni positive, vista la sua improvvisa continuità di prestazioni. Caicedo e Strakosha sono i nodi dolenti: il Panterone (in scadenza nel 2022) aveva interrotto i discorsi, sul portiere pesano i suoi mugugni. Come fatto per Luis Alberto, Tare lo stava aiutando a far valere con Lotito i suoi interessi, ma Thomas ha cominciato forse per l'insopportabile concorrenza di Reina a fare i capricci. E' emblematico il suo assordante silenzio post-vittoria nel derby. 
A.A. – Il Messaggero

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Lazio, azione da videogame nel derby: “Game over”

Un’azione da calcio totale quella che ha portato al terzo gol della Lazio nel derby contro la Roma. Biancocelesti padroni del campo e la società, sui social, ha postato un video che riguarda quel momento da videogame. Il joystick, nemmeno a dirlo, è nelle mani di Simone Inzaghi: “11 calciatori in azione, 22 passaggi prima del tiro”. Nell’ordine, toccano la sfera: Milinkovic, Immobile, Radu, Marusic, Escalante, Acerbi, addirittura Reina, Akpa Akpro, Luis Alberto, Luiz Felipe, Lazzari, ancora Akpa Akpro per il tiro di Magic Luis. “Game over”, si legge nel post su Twitter del club. Un’azione incredibile in cui hanno messo piede tutta la squadra. Roma ferma, il derby gli era già scivolato via di mano. E la Lazio così ha fatto il tris e chiuso i giochi.