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Musacchio inserito in lista: in campo già a Bergamo?

Ieri il primo allenamento con la Lazio, oggi le iniziali prove tattiche. Mateo Musacchio ha cominciato la sua avventura alla Lazio poche ore fa e già potrebbe scendere in campo contro l’Atalanta. Simone Inzaghi ci pensa, il calciatore è pronto. Ballottaggio aperto con Patric. Alle 13 la presentazione ufficiali con vista campionato. Domenica l’altra sfida ai ragazzi di Gasperini: l’argentino sogna il debutto.

In lista

Intanto è stato ufficializzato il cambio in lista Serie A: fuori l’infortunato Luiz Felipe (che ne avrà per circa due mesi) e dentro Musacchio. Dunque l’ex Milan è ufficialmente utilizzabile. Non ha forse i 90’ nelle gambe, Inzaghi però ci pensa davvero a schierarlo con Acerbi e Radu. Non conosce i compagni, ma ha garanzie tecniche. Per quanto riguarda la lista Champions League invece, la Lazio si è presa ancora del tempo. Può essere modificata sino alla fine del mercato.

corrieredellosport.it

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Il tuo calendario: febbraio decisivo con la Champions

Lazio fuori dalla Coppa Italia, l’eliminazione è già alle spalle. C’è poco tempo per preparare l’altra sfida all’Atalanta che vale la prima partita del girone d’andata. A settembre fu giocata come seconda per via del recupero, adesso il secondo round da non sbagliare contro gli uomini di Gasperini. Il match chiuderà il mese di gennaio, poi ecco un febbraio caldo con vista Champions League.

Il calendario della Lazio

Domenica 7 febbraio sfida al Cagliari in casa, una settimana dopo si va a San Siro con l’Inter. All’andata finì 1-1 all’Olimpico con i gol di Lautaro Martinez e Milinkovic. Poi il match contro la Sampdoria assolutamente da non sbagliare: ad ottobre scorso 3-0 secco per Ranieri. Una delle più brutte partite stagionali della Lazio. Ed ecco la Champions League in casa il 23 febbraio. La sfida verità. Conterà molto come i ragazzi di Inzaghi arriveranno a quella sera. Febbraio non è finito: si chiude il 27 con il Bologna. Dodici punti a disposizione per volare in campionato, una vittoria per farlo ancora in Europa. Un mese fondamentale per la Lazio, pronta ad affrontare il periodo verità. corrieredellosport.it

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Hoedt e Gasperini: a volte gli incubi ritornano

Dal 15 maggio del 2019, quando la Lazio vinse la Coppa Italia proprio battendo l’Atalanta in finale, Gasperini è diventato un incubo vero, come se il tecnico nerazzurro avesse trovato un antidoto anti-Inzaghi, anche restando a lungo in dieci contro undici come ieri sera. Un pareggio in campionato all’Olimpico partendo da 0-3, poi un 2-3 a Bergamo, un 1-4 ancora a Roma e, infine, il 2-3 di nuovo in Coppa Italia nonostante il vantaggio dell’uomo in più: è questa la serie nera più recente della Lazio. E se allarghiamo il raggio dei confronti diretti, i dati peggiorano ancora: nelle ultime nove sfide, 5 successi dell’Atalanta, 3 pareggi e una sola vittoria di Simone, anche se pesantissima perché assegnava un trofeo. E tra quattro giorni, di nuovo Inzaghi di fronte a Gasp, stavolta rivali nelle corsa verso la Champions: riuscirà il tecnico biancoceleste a trovare una soluzione per arginare i bergamaschi, capaci in 10 di segnare il gol della vittoria e di conquistare il rigore del possibile 4-2, parato da Reina a Zapata? 
 
Un incubo vero Gasperini, che, paradossalmente, non è mai rimasto con l’uomo in meno perché uno dei centrali della Lazio, Hoedt, è stato un pericolo costante per la difesa biancoceleste: colpevole su due gol nerazzurri e autore di un goffo fallo da rigore su Zapata quando la partita era in perfetto equilibrio, l’olandese è stato l’altro “nemico” di Inzaghi, che mai come ora chiederà aiuto all’ex milanista Musacchio, forse da domenica a Bergamo. Come già era accaduto in questi primi sei mesi della sua seconda avventura alla Lazio, Hoedt si è rivelato assolutamente inadeguato per una squadra così offensiva come quella di Simone. Già liquidato nell’estate del 2017 (cessione al Southampton per 15 milioni, un super affare), è stato ripreso a costo zero ad agosto, unico rinforzo (si fa per dire) di una difesa che dopo il lockdown aveva avuto un rendimento molto negativo. La società, commettendo un errore gravissimo, si è dedicata più all’estensione del reparto offensivo con gli acquisti di Muriqi (splendido, ieri, il suo primo gol italiano) e di Pereira piuttosto che a rinforzare il reparto arretrato, penalizzato già dal giugno scorso dalle assenze di Luiz Felipe. Adesso la Lazio è corsa ai ripari prendendo un giocatore molto esperto come Musacchio, lontano dalle scene da quasi un anno e probabilmente non ancora pronto: meglio che niente, perché era impensabile andare avanti per due o tre mesi con Hoedt e Patric, anelli deboli della squadra biancoceleste. 
Un vero peccato per Inzaghi, che sperava di arrivare in fondo a questa Coppa per giocarsela di nuovo in finale. A un passo dalla firma del nuovo contratto, gli resta l’obiettivo Champions, cioè un posto fra le prime quattro, con la speranza che poi qualcuno si dedichi alla ricostruzione di un reparto a cui non basta più Acerbi, il miglior difensore italiano, autore ieri di un assist e di uno splendido gol, oltre che dell’unica occasione per il 3-3.

Il Corriere dello Sport – Alberto Dalla Palma

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Con l’Atalanta Acerbi l’ultimo a mollare. Musacchio oggi a Formello

Un super Acerbi non è bastato ad evitare la disfatta. Un gol capolavoro e l'assist per la testa di Muriqi. Più che un difensore, ieri a Bergamo, il centrale biancoceleste sembrava un trequartista di razza. Una prestazione maiuscola, forse una delle migliori da quando è alla Lazio, che non è servita a nulla. Lui e Reina, che ha parato il rigore di Zapata, e Muriqi, gli unici a salvarsi da una serata nefasta. Prodezze che non hanno portato a niente. Per il secondo anno consecutivo, la Lazio si ferma ai quarti di coppa Italia. Una manifestazione che nelle ultime stagioni ha portato diversi sorrisi, invece ora è già fuori. Un intoppo che brucia, soprattutto per il cammino che aveva intrapreso la squadra da qualche settimana a questa parte. 
UNICO A RUGGIRELa nota positiva arriva da Acerbi che a Bergamo ha dato segnali più che confortanti. Il Leone ha praticamente giocato da solo, guidando la difesa come al solito, cercando di andare a mettere toppe dappertutto, ma più di quello che ha fatto, non poteva. Forse, non è un caso che in questa stagione quando gioca centrale di sinistra, dà il meglio di sé. Sembra quasi si trovi a suo agio non solo in fase difensiva, ma anche quando spinge. Due volte è sceso, due volte la Lazio è andata a segno. Il primo su Muriqi grazie a un cross perfetto del difensore, il secondo su un'azione personale da trequartista puro, saltando l'intero reparto arretrato dell'Atalanta. 
TORNA LUIS ALBERTOUna soddisfazione personale importante, anche se ci avrebbe rinunciato volentieri pur di vedere la Lazio passare. Adesso c'è la rivincita e il giocatore già negli spogliatoi era uno di quelli che spronava la squadra in vista della sfida di domenica. Adesso toccherà a Inzaghi risollevare il gruppo e preparare al meglio la seconda sfida con l'Atalanta di domenica. Il tecnico è rimasto deluso e senza voce a fine partita (anche molto arrabbiato con la squadra), tanto che per la seconda volta in stagione al suo posto ha parlato il vice Farris. «Siamo dispiaciuti spiega -, per noi era un'occasione importante e non siamo stati capaci di sfruttare la superiorità numerica. Ora dobbiamo metterci sotto perché c'è l'opportunità per rifarsi proprio con loro tra quattro giorni. Vediamo chi recuperiamo e proveremo a riscattarci». Di sicuro si rivedrà Luis Alberto che ha tolto i cinque punti per l'intervento all'appendicite da un paio di giorni. Lo spagnolo corre e si allena, non vede l'ora di rientrare, voleva già partire per Bergamo, ma è stato frenato. Da valutare Caicedo. 
ECCO MUSACCHIOA Bergamo sarà anche la prima di Mateo Musacchio. Ieri il giocatore ha superato le visite mediche e ha poi firmato il contratto di sei mesi più opzione per altri due anni con la Lazio. Oggi sosterrà il suo primo allenamento con i suoi nuovi compagni e con l'Atalanta sarà disponibile. Inzaghi valuterà se giocherà titolare o andrà in panchina, probabilmente la seconda a meno che in questi tre giorni non dimostra di essere già pronto. 
D. M.

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Musacchio in lista e fuori Luiz Felipe: gli scenari

Entra Mateo Musacchio, fuori Luiz Felipe. Ecco il cambio nella lista campionato per la Lazio. Il nuovo difensore, che ha già fatto le visite mediche, prenderà il posto del brasiliano, che resterà fuori almeno un paio di mesi dopo l’operazione alla caviglia. Ha iniziato la fisioterapia, ma i tempi saranno lunghi. Il club biancoceleste poi, potrà usufruire di un altro cambio da febbraio a maggio. 

I cambi in lista

Musacchio pronto già a giocare da domenica prossima e in Coppa Italia qualora la Lazio riuscisse a passare il turno contro l’Atalanta. Nella competizione non ci sono limiti di lista. Oltre all’elenco campionato, bisognerà anche pensare a quello per la Champions. Dentro Lulic per Djavan Anderson come accaduto per la Serie A. La decisione sta tutta nel fare entrare Musacchio o meno. Luiz Felipe potrebbe tornare per il match di ritorno contro il Bayern Monaco (si gioca il 23 febbraio e il 17 marzo). Se l’argentino sarà inserito al posto del brasiliano a fine mercato, niente più possibilità di cambiare. A meno che non venga tagliato un altro over per far rientrare Luiz Felipe, nonostante lo stop. Magari pensando a qualche giocatore meno impiegato fin qui. Un indiziato potrebbe essere Andreas Pereira.

Corrieredellosport.it

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Finalmente Inzaghi: firma sul nuovo contratto, c’è anche l’opzione per il terzo anno

La questione legata al prolungamento di contratto di mister Inzaghi per mesi ha tenuto col fiato sospeso i sostenitori biancocelesti. Nonostante l’incontro con il presidente Lotito sia slittato più volte, lo stesso allenatore ha confermato domenica in conferenza stampa dopo la vittoria casalinga contro il Sassuolo, un accordo imminente tra lui ed il patron laziale. Stando a quanto riporta Il Tempo è arrivata nella notte la fumata bianca per il rinnovo del tecnico, sempre più centrale nel club. Il patron blinda l’allenatore, dopo un lungo tira e molla: stipendio da 2,5 milioni più bonus per due anni con opzione per il terzo. Laziopress.it

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Immobile re: in Europa è sempre sfida a Lewandowski

Vince ancora la Lazio e il gol decisivo, pure questa volta, lo segna Immobile. Sassuolo battuto grazie alla rete di Re Ciro: da novembre 2020, per 11 partite di campionato, è andato a segno. Nei maggiori campionati europei nessuno come lui. Giusto per fare un nome, Robert Lewandowski, è a 10. La sfida tra loro due diventa incandescente aspettando la Champions League. La Lazio ospiterà il Bayern Monaco il prossimo 23 febbraio: in palio l’andata degli ottavi di finale di Champions League. Sarà anche Immobile contro Lewandowski, una sfida che si è infiammata già l’anno scorso, a distanza, per la Scarpa d’Oro poi vinta dal bomber biancoceleste. Trentasei i gol dell’italiano, 34 quelli del polacco. Quest’anno la punta del Bayern sembra inarrestabile: la speciale classifica dei migliori marcatori d’Europa la comanda lui con 23 gol in Bundesliga. Ciro insegue con 13 in Serie A. Tradotto: 46 punti contro 26, ma il conto resta aperto. L’appuntamento è per il 23 febbraio, primo incontro d’andata degli ottavi di Champions League. In Coppa 4 presenze e 3 gol per Lewandowski, 4 presenze e 5 gol per Immobile. Pronti alle scintille. Corrieredellosport.it

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Milinkovic trascinante e decisivo: quando conta c’è sempre: “Mentalità tornata”

Senza Luis Alberto, doveva essere lui a prendersi la Lazio sulle spalle nello scontro diretto col Sassuolo. Lo sapeva e l’ha fatto, Milinkovic, autore di una prova maiuscola ieri all’Olimpico. Stanco e poco lucido, dopo 93 minuti da tuttocampista, nel finale ha sbagliato un paio di scelte il serbo, che però è stato l’uomo in più nella vittoria per 2-1 dei biancocelesti. Con un terzo tempo degno del miglior palcoscenico di basket, e non a caso la sorella e la mamma sono due cestiste, ha rimesso il punteggio in parità a metà primo tempo (è il suo 4° centro stagionale). Poi ha impreziosito la prestazione con duelli vinti, recuperi in fase difensiva e giocate sopraffine dalla metà campo in avanti.

Quanto conta, Milinkovic c’è. L’anno scorso, prima del lockdown, ha realizzato di sinistro il gol decisivo nel big match contro l’Inter. In questa stagione si è ripetuto sempre contro i nerazzurri, di testa, nell’1-1 dell’Olimpico. Poi su punizione ha segnato nel 4-3 in casa del Torino e contro lo Spezia, nella vittoria per 2-1. E ieri ha dato il via alla rimonta nello scontro diretto col Sassuolo. La banalità non è di casa per il centrocampista serbo, che segna sempre quando ce n’è più bisogno. Non firma vittorie larghe, no, mette lo zampino nei momenti cruciali. Quando la palla scotta e i fuoriclasse, per essere tali, devono fare la differenza: missione compiuta, per il Sergente biancoceleste.

Il 27 febbraio compirà 26 anni Milinkovic, che ormai è maturato sotto ogni punto di vista. In campo non fa più tacchi o giocate fine a se stesse, come gli accadeva nei primi anni nella Capitale, ma privilegia la concretezza. E poi è diventato un leader anche umano, oltre che tecnico. «Nonostante le assenze ci siamo uniti, quello che più conta è che ci siamo riavvicinati alla zona Champions. Cosa è mancato in passato? Non lo so – ha spiegato ieri – forse la mentalità e la compattezza. Ora siamo più squadra rispetto a prima». Parole da trascinatore, parole da Milinkovic.

Tuttomercatoweb.com

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Todibo, giovane ed in prestito ma Inzaghi ha chiesto un giocatore pronto a sostituire subito Ramos

Simone Inzaghi, ieri ha quasi glissato sull'argomento mercato. Si è limitato a dire che "con la società se ne sta parlando, per trovare un giocatore adatto". Il succo, però, non cambia: la Lazio è alla ricerca di un difensore centrale per sopperire all'assenza di Luiz Felipe, che rimarrà fuori almeno per due mesi e mezzo. Valutazioni a Formello, è in corso la caccia al profilo giusto. Tre gli elementi da considerare: le caratteristiche tecnico-tattiche (serve uno che sappia fare il braccetto destro di una difesa a 3), l'indice di liquidità che il club deve rispettare e l'età del giocatore, fondamentale nell'ottica della lista per la Serie A. Un over 22 richiederebbe il taglio di Luiz Felipe, mentre un under non avrebbe problemi di inserimento: può essere coinvolto in Serie A senza sacrificare il classe '97 brasiliano, che così una volta recuperato potrà tornare a dare il suo contributo. 
Il profilo di Todibo soddisfa almeno due dei tre parametri. In primis l'età: è un classe '99 e non sarà un problema. E poi può essere preso in prestito, il che permetterebbe alla Lazio di non uscire dai paletti finanziari imposti dalla FIGC. Il francese, di proprietà del Barcellona, da ottobre è in prestito al Benfica, dove non si è mai ambientato (ha collezionato solo 2 presenze). Per questo vorrebbe cambiare aria, lui che nel 2019, quando era stato acquistato dai blaugrana, era considerato uno dei talenti più promettenti della sua generazione. Vuole ritrovarsi, Todibo, che avrebbe già dato il proprio ok al trasferimento a Roma. Ora la Lazio deve trovare l'accordo con il Barcellona. Da capire se a livello tattico sia idoneo per giocare come terzo di destra, perché nella sua carriera ha sempre giocato in una linea a 4. Tuttomercatoweb.com

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Stop Luiz Felipe, ora c’è una voragine in difesa: intervenire sul mercato per riparare agli errori

Lo stop di almeno due mesi di Luiz Felipe apre una voragine nella difesa già fragile della Lazio. Provate a immaginare Patric o Parolo costretti a rincorrere la scia di Coman, Sané o Gnabry, gli esterni funambolici del Bayern Monaco. Manca appena un mese agli ottavi di Champions e Inzaghi si ritrova costretto a fronteggiare un’emergenza nel reparto arretrato su cui la società non è intervenuta l’estate scorsa. Sarebbe ancora più colpevole non rimediare proprio adesso: resta una decina di giorni alla chiusura del cosiddetto mercato di riparazione. E la Lazio deve riparare ai suoi clamorosi errori in sede di programmazione. Non si tratta di criticare gli acquisti, prima o poi matureranno, ma la strategia sì: ha prodotto contraddizioni e difficoltà di gestione al tecnico, come poi spiegheremo.

REBUS VAVRO – Partiamo dalla prima notizia, il probabile reintegro di Vavro, su cui erano stati spesi 11 milioni di euro nell’estate 2019. La società deve recuperare un patrimonio svalutato nel giro di un anno, ma l’ostinazione e la pervicacia nel difendere un investimento sbagliato sorprendono. Non si tratta di discutere o meno il livello dello slovacco, che agli Europei del prossimo giugno giocherà titolare in nazionale, ma c’è un problema serio che si trascina. Inzaghi non lo vede proprio, non lo considera, non ha fiducia. Perché tenerlo se la Lazio peraltro sta cercando di portare alla firma il suo allenatore con un contratto triennale? Altro dettaglio non trascurabile: Tare ha sbagliato il ruolo di Vavro. E’ un centrale da difesa a quattro e con il sistema a tre può giocare in mezzo, dunque al posto di Acerbi o di Hoedt, un altro con lo stesso difetto. Che senso ha pensare che Vavro possa sostituire Patric o Luiz Felipe sul centro-destra? Nessuno

CON HOEDT BEN 3 MANCINI – Sono tante, troppe, le contraddizioni che hanno portato la Lazio a creare in autonomia difficoltà supplementari dentro una stagione già complicata dalla pandemia. Concludiamo il ragionamento sulla difesa. E’ stato scelto Hoedt perché Inzaghi voleva un mancino. L’olandese, anche nella parentesi precedente di carriera a Formello, aveva dimostrato di essere difensore centrale a quattro e molto meno adattabile (è alto e non rapidissimo nelle brevi distanze) nel ruolo di Radu. La Lazio, rinunciando a Bastos, ha iniziato la stagione con soli cinque difensori centrali, di cui tre di piede sinistro (Acerbi, Hoedt e Radu). Sul centro destra sono rimasti soltanto Patric e Luiz Felipe, portato avanti per quattro mesi in condizioni precarie: meglio non entrare affatto nella gestione medica del suo caso, nato il 12 settembre a Frosinone con ricaduta (mai risolta) datata 8 novembre. Ci sarebbe Armini, prodotto del vivaio: Inzaghi, di fatto, non lo ha mai considerato pronto. Ricordiamo il ragionamento fragile di partenza: giocando stabilmente 3-5-2 e senza mai cambiare modulo, sarebbero serviti 6 difensori centrali e 4 esterni a tutta fascia. La Lazio ha spedito Parolo in difesa e senza Lulic (appena recuperato) ha affrontato la prima parte della stagione chiedendo gli straordinari a Lazzari, Marusic e Fares. Neppure nominiamo Djavan Anderson, non si sa bene per quale motivo preferito a Jordan Lukaku e Jony: il belga e lo spagnolo non avrebbero cambiato la Lazio, ma sarebbero stati di sicuro più utili in alternativa a Fares. A proposito di contraddizioni: clamorosa la rinuncia a Cristiano Lombardi, rispedito a Salerno, eppure uscito dal vivaio di Formello e con i requisiti giusti per aggiungersi in organico senza tagliare nessun giocatore.

REBUS PEREIRA – Andiamo avanti con le scelte poco convincenti. Giusto affrontare campionato, Champions e Coppa disponendo di 4 punte centrali. Inzaghi ne utilizza due stabilmente. Così è stato aggiunto Muriqi a Immobile, Correa e Caicedo, che pure doveva essere ceduto in estate per motivi strategici legati all’indice di liquidità e alle plusvalenze. Simone si è opposto alla cessione del Panterone a gennaio e ha fatto benissimo nonostante Tare premesse per liberare spazio in favore di Muriqi e Raul Moro, talento preso dal Barcellona (6 milioni) e ancora confinato alla Primavera. Può giocare in attacco (con caratteristiche diverse) anche Andreas Pereira e questo è l’altro interrogativo principale dell’ultimo mercato. David Silva, nella logica della Lazio, avrebbe dovuto consentire rotazioni con Luis Alberto e Milinkovic. Il brasiliano arrivato dal Manchester United non ha mai sostituito il Mago o il Sergente e in questo caso bisogna chiedere conto a Inzaghi. Possibile abbassare il livello passando dai numeri 10 alla corsa di Akpa Akpro, utilissimo in altre circostanze? Il turnover della Lazio doveva avere riferimenti diversi. Pereira non ha mai avuto un ruolo preciso in carriera e preferibilmente ha giocato (con il Valencia e con lo United) da esterno offensivo nel 4-2-3-1. Perché pensare potesse servire nel 3-5-2 di Inzaghi? E in quale posizione?

TROPPI MEDIANI – Proprio a centrocampo, nel reparto più forte della Lazio, si è concentrato la chiave strategica che sta mettendo fuorigioco Inzaghi con la difesa. Ci sono ben 8 giocatori per 3 posti di solito assegnati a Leiva, Milinkovic e Luis Alberto. Contiamo gli altri: Parolo, Cataldi, Escalante, Pereira e Akpa Akpro. La volontà di inserire l’ivoriano ex Salernitana, non previsto nel piano iniziale, ha penalizzato Parolo, portato l’esclusione dalla rosa di Vavro (o Bastos) e infine anche alla cessione degli esterni di ricambio (Lukaku e Jony) negli ultimi giorni di mercato. Si può obiettare molto senza discutere l’impatto di Akpa Akpro, sinora per rendimento il più apprezzabile degli acquisti accanto a Reina. Ma l’architettura complessiva della Lazio, unita ai regolamenti, è sbagliata. Ricordiamo la composizione delle liste: 8 tra italiani e prodotti del vivaio più 17 over 22 (cioè nati in data precedente al primo gennaio 1998). Akpa come Muriqi, Fares, Pereira, Hoedt, Escalante e Reina si è aggiunto in un elenco già gonfio di nomi. Continuiamo a pensare che le migliori alternative a Luis Alberto e Milinkovic per qualità di calcio, fisicità ed esperienza siano Cataldi e Parolo, che non incidono nella lista dei 25 (o dei 17) perché sono “vivaio Lazio” o “cresciuti nella federazione italiana” come Strakosha, Armini, Acerbi, Lazzari e Immobile.

COME RIPARARE? – Tare ha bloccato Kamenovic, esterno del Cucaricki, classe Duemila. Arriverà a luglio e potrebbe giocare, dicono, anche nel ruolo di Radu, non solo esterno sinistro. Lo paragonano a Kolarov. Giusto investire sul futuro, ma teniamoci bassi per favore. Ne abbiamo visti troppi non adeguati. Un’alternativa a Fares servirà e si sta avvicinando l’addio a Lulic. Oggi, però, alla Lazio servirebbe come il pane un difensore di piede destro, non un altro mancino. Dunque continuiamo ad assistere a logiche di mercato slegate dal campo, dalle esigenze di Inzaghi nell’immediato, mentre ci saranno gli ottavi Champions e un quarto posto da inseguire senza Luiz Felipe. Oggi, ecco l’ultima clamorosa nota dolente, per inserire un nuovo difensore Lotito e Tare avrebbero bisogno di cedere due giocatori, non solo Vavro, per fargli posto nella lista a meno che non si trattasse di un Under 22. Come si fa a riparare? Ci sarebbe un solo modo e non è certo quello di vendere Caicedo. Semmai sarebbe opportuno rinunciare a uno dei giocatori presi l’estate scorsa magari attraverso il prestito sino a fine stagione. A centrocampo, lo ripetiamo, ci sono 8 giocatori per 3 posti. Uno in meno consegnerebbe a Inzaghi un difensore in più.

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