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Nicchi shock: “Senza il voto agli arbitri si rischia un’altra Calciopoli”

«Minare l'indipendenza e la terzietà della classe arbitrale potrebbe significare l'inizio di una nuova Calciopoli». Marcello Nicchi, presidente Aia, prospetta quelli che lui stesso definisce «scenari nefasti di un passato ancora da dimenticare», nel caso l'associazione degli arbitri perdesse il 2% di diritto di voto in assemblea, se la Figc recepirà i principi informatori degli statuti federali approvati dal Consiglio nazionale del Coni. Calciopoli «nacque perché c'era gente che metteva bocca in cose che non gli competevano». L'ultimo turno di campionato «ha confermato ancora una volta il grande spessore tecnico dei nostri arbitri, il fiore all'occhiello di una federazione che al momento non esiste». Nicchi nei giorni scorsi ha parlato di minacce continue agli arbitri ed oggi lo ha ribadito: «La situazione interna è drammatica. E si aggrava di giorno in giorno. Perché mentre ci sono un'infinità di problemi da risolvere – dalla violenza ai budget, ai rimborsi chilometrici fermi a 20 anni fa – si preoccupano del 2% della nostra rappresentanza in Consiglio federale all'elezione del presidente».

Diritto di voto che fu attribuito agli arbitri, nel 2004, dalla 'legge Melandrì. Quella delibera non solo è una decisione «contro l'Aia», ma è anche «antidemocratica, perché elimina un diritto di voto acquisito e meritocraticamente riconosciuto. È contraria alla legge ordinaria dello Stato, vedi la Melandri, agli statuti del Coni e della Figc, dove si prevede che la democrazia interna ci sia. Dicono: ma negli ordinamenti di Fifa e Uefa la presenza degli ufficiali di gara non è espressamente prevista. Ma nemmeno espressamente vietata. Appare anacronistico che il Coni,la casa madre dei dilettanti, voglia togliere il voto a 34mila di loro per darlo ai professionisti». L'obiettivo, secondo Nicchi, «è indebolire il peso politico degli arbitri. Questo significa minare la nostra partecipazione, indipendenza e terzietà». «A chi gioverebbe questa decisione – è il suo sfogo – se non alla serie A, che non ci vuole riconoscere questo diritto, come del resto dichiarato dal commissario Malagò? Tutte le altre componenti sono a nostro favore. Mettere le mani sugli arbitri significherebbe che ognuno poi dice la sua: nel modo di designare, nella crescita, nell'organizzazione. Noi siamo bravi perché siamo autonomi,trasparenti, tecnologici».

C'è un rischio di sciopero? «Se un giorno qualcuno arriva al campo e non ci trova l'arbitro non si sorprenda. Io sto facendo il possibile perché questo non avvenga, ma le sezioni non ce la fanno più. Ci costringeranno a rimanere a casa perché i genitori non mandano più i figli al campo per paura delle aggressioni. Si tratta di 11.000 ragazzi che vanno in giro per l'Italia, non esiste solo la Serie A. L'arbitro è un portatore sano di regole» ha concluso Nicchi.

Ilmessaggero.it

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Fiorentina-Lazio: la designazione arbitrale

La 33ª giornata di Serie A TIM Fiorentina-Lazio, in programma mercoledì 18 aprile alle ore 20:45 allo Stadio Artemio Franchi, sarà diretta dal signor Antonio Damato (sez. di Barletta).

 

Assistenti: Tegoni – Peretti

IV Uomo: Abisso

V.A.R.: Aureliano

A.V.A.R.: Meli

 

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Lazio-Roma: la designazione arbitrale

La 32ª giornata di Serie A TIM Lazio-Roma, in programma domenica 15 aprile alle ore 20::45 allo Stadio Olimpico di Roma, sarà diretta dal signor Paolo Silvio Mazzoleni (sez. di Bergamo)

 

Assistenti: Preti – Paganessi

IV Uomo: Maresca

V.A.R.: Rocchi

A.V.A.R.: Di Fiore

 

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Salisburgo-Lazio: la designazione arbitrale

Salzburg-Lazio, sfida valida per il ritorno dei quarti di finale di UEFA Europa League, in programma giovedì 12 aprile alle ore 21:05 alla Red Bull Arena di Salisburgo, sarà diretta dal signor Damir Skomina (SVN).

Assistenti: Jure Praprotnik (SVN) – Robert Vukan (SVN)

IV Uomo: Tomaž Klančnik (SVN)

ADD1: Matej Jug (SVN)

ADD2: Slavko Vinčić (SVN)

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Comitato Consumatori Lazio | Mignogna: “Nicchi? La classe arbitrale non è immune dalla giustizia ordinaria”

In primis, non si comprende come il Sig. Nicchi, che nella sua qualità di legale rappresentante della classe arbitrale è il destinatario di tutti gli atti giudiziari rimessi alla categoria, abbia potuto pubblicamente confondere quanto notificato all’AIA per conto dei tifosi/consumatori laziali con altri atti individuali che, viceversa, hanno convenuto singolarmente in giudizio i Sig.ri Giacomelli e Di Bello. In secundis, il Comitato Consumatori Lazio intende assolutamente rammentare che la classe arbitrale, al di fuori del perimetro della giustizia sportiva, deve sottostare come qualsiasi altro cittadino e/o soggetto giuridico ai disposti della giustizia ordinaria, la quale, in base all’ordinamento vigente, non attribuisce alcuna forma di immunità alla classe arbitrale medesima. In tertiis, è bene sottolineare che se l’Associazione Italiana Arbitri sarà chiamata a rispondere del proprio operato innanzi al Tribunale Civile di Roma, ciò sarà dipeso solo e soltanto dal mancato riscontro all’Atto di Significazione e Diffida che il Comitato Consumatori Lazio le ha regolarmente notificato secondo quanto previsto dall’attuale Codice del Consumo. Più in generale, altresì, il Comitato Consumatori Lazio ritiene che la classe arbitrale, in quanto mera erogatrice di servizi, si debba scrupolosamente ed esclusivamente attenere ai propri compiti istituzionali e ad un ossequioso rispetto delle regole, senza sconfinare in giudizi negativi verso manifestazioni e/o azioni intraprese dalla tifoseria laziale, la quale ha quale propria unica “colpa” esclusivamente quella di aver dovuto riscontrare una reiterata ed illegittima applicazione del Protocollo VAR, a danno della S.S. Lazio Spa e degli interessi sportivi e commerciali della tifoseria laziale medesima. Ex ultimis il Comitato Consumatori Lazio esprime tutta la propria solidarietà nei confronti dei soggetti arbitrali ai quali sembrerebbero esser state destinate “buste contenenti pallottole”, laddove, naturalmente, tali gesti risulteranno effettivamente circostanziati e confermati dalla Procura della Repubblica di Roma.
Comitato Consumatori Lazio
(Il Pres. Avv. Gian Luca Mignogna)

 

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Arbitri, studio Previti replica a Nicchi: “Un arbitro deve rispondere davanti ad un giudice come chiunque altro”

Ecco la replica dello studio Previti alle dichiarazioni rilasciate oggi dal capo dell'AIA Nicchi: "Le parole del sig. Nicchi destano autentico stupore. Il capo degli arbitri ritiene che sia "gravissimo" che un direttore di gara sia chiamato a rispondere del proprio operato davanti alla giustizia ordinaria: può dunque spiegarci per quale motivo avvocati, commercialisti, medici, notai, possono essere e sono spesso chiamati in Tribunale a rispondere dei loro gravi errori, mentre chiedere lo stesso ad un arbitro sarebbe "gravissimo"? Può spiegarci il capo degli arbitri come mai mostra così scarsa fiducia negli organi della Giustizia ordinaria, ossia nella capacità del Giudice di valutare la fondatezza o meno dell'azione proposta? E ancora: lo sa il sig. Nicchi che gli arbitri Giacomelli e Di Bello non hanno nemmeno riscontrato la richiesta di definire la vicenda fuori dal Tribunale loro rivolta dai legali difensori dei tifosi della Lazio e che la convocazione dinanzi al Giudice di Pace è stata la inevitabile conseguenza di tale rifiuto? Sarebbe certamente più utile per il calcio se, anziché dubitare della qualità della Giustizia ordinaria, il sig. Nicchi si occupasse della qualità del sistema arbitrale italiano, ivi inclusa la capacità dell'AIA di intervenire in modo efficace nei confronti degli arbitri che commettono errori ingiustificabili: se ciò fosse avvenuto con i signori Giacomelli e Di Bello probabilmente non ci sarebbe stata nessuna causa e certamente non sarebbe stata data a detti arbitri la facoltà di perseverare nei loro gravi errori, come accaduto con l'incredibile nuovo errore di Giacomelli nel recente Genoa-SPAL". 

 

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Sciopero arbitri, Nicchi: “Denuncie e minacce, fatti gravi”

Arbitri nel mirino non della critica o delle polemiche ma di qualche pericoloso tifoso deluso. "All'Associazione italiana arbitri sono arrivati plichi con pallottole indirizzate a me, al vice presidente e al designatore Rizzoli. E' un fatto nel dominio della Digos e all'attenzione del Viminale e del ministro degli Interni". È il grave fatto denunciato dal presidente dell'Aia, Marcello Nicchi, in una conferenza stampa convocata a Roma. "C'è un giornalista professionista che in una trasmissione ha affermato: 'Hanno dichiarato guerra a un popolo e in guerra non si va suonando lo zufolo, si va sparando. Bisogna sparare agli arbitri e non permettere loro di arbitrare. Questa è la conseguenza", ribadisce Nicchi, sottolineando che il responsabile della frase è stato "regolarmente denunciato e ora seguiremo gli sviluppi".

 Nicchi ricoda anche il caso di un arbitro denunciato per un rigore non dato: "L'arbitro Di Bello, che ieri ha arbitrato molto bene Inter-Milan, è un ragazzo che fra qualche giorno dovrà comparire in tribunale davanti al giudice di pace per non aver dato un calcio di rigore e per questo errore o presunto tale è stato convocato in tribunale dall'associazione dei consumatori. Vi risulta che se un calciatore sbaglia un rigore venga convocato la settimana dopo in tribunale? E' una cosa gravissima".

Nel corso della conferenza stampa il responsabile degli arbitri italiani ha anche parlato del Var: "La Var? Tutti hanno detto che siamo stati bravi ad introdurre uno strumento che fa giustizia poi ci può essere qualcosa da perfezionare ma credo che l'avvento della Var sia qualcosa che ci distingue. Se strada facendo tutti si adeguano vuol dire che fa bene". Lo dice il presidente dell'Aia, Marcello Nicchi, in conferenza stampa a Roma. "La Var anche in Serie B? Per il momento no. Non è una cosa che si decide dall'oggi al domani ma deve essere autorizzata da un protocollo internazionale"repubblica.it

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Udinese-Lazio: la designazione arbitrale

La 31ª giornata di Serie A TIM Udinese-Lazio, in programma domenica 8 aprile alle ore 18:00 allo Stadio Olimpico di Roma, sarà diretta dal signor Gianluca Rocchi.
ASSISTENTI: Di Liberatore – Tonolini 
IV: Pinzani
VAR: Abisso
AVAR: Lo Cicero

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Serie A, arbitri verso l’astensione nella 32esima giornata

Tensione altissima nel mondo arbitrale. Alle problematiche storiche (mancati rimborsi e aggressioni nelle categorie inferiori), quest'anno, si sono aggiunti il complicato rapporto con il Var e le tante proteste di allenatori e giocatori dovute al suo utilizzo. Come riporta il CorrieredelloSport.it  non è così lontana l'ipotesi di uno "sciopero", anzi di un'astensione, della classe arbitrale per la 32esima giornata di Serie A. Questo pomeriggio alle 14:00 è stata convocata una conferenza stampa dal presidente dell'AIA Marcello Nicchi. Secondo alcune indiscrezioni l'AIA potrebbe perdere il 2% che le permette di votare alle elezioni federali, una perdita di potere che spingerebbe gli arbitri, sempre più, verso l'astensione dall'attività nella prossima giornata. 

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Serie A, 32a giornata a rischio. Possibile sciopero dell’AIA il 14 aprile

Allarme sciopero degli arbitri (anche) in Serie A: nella giornata di venerdì 6 aprile, è stato indetto un Comitato Nazionale con unico tema all'ordine del giorno "provvedimenti straordinari". Secondo quanto si legge oggi in edicola sulle pagine del 'Corriere dello Sport', l'Associazione Italiana Arbitri (Aia) sarebbe pronta a scendere sul piede di guerra, proclamando uno sciopero della categoria.

Il giorno prescelto potrebbe essere sabato 14 aprile, quando saranno in programma quattro partite della 32a giornata di Serie A (Cagliari-Udinese, Chievo-Torino, Genoa-Crotone e Atalanta-Inter), 9 di Serie B e 9 di Lega Pro. L'idea dello sciopero non sarebbe però condivisa da tutti all'interno del Comitato Nazionale. Tra i nodi 'caldi' ci sono le violenze sui direttori di gara (in particolare nelle categorie giovanili e dilettantistiche), i rimborsi dalla Lega Pro in giù ed il 2% dell'Aia in seno al Consiglio Federale nel mirino della Figc. calciomercato.com