Categorie
CITTA'

All’Olimpico in 30 mila: il piano della Questura per evitare disordini

Il timore, lo spiega bene un agente che si occupa di ordine pubblico, è che «dopo tanta energia sopita il ritorno allo stadio di due tifoserie accese possa sfociare in scontri». Attorno al derby più atteso c’è una macchina della sicurezza imponente. I tifosi di Lazio e Roma torneranno a vivere un derby da protagonisti allo stadio dopo 609 giorni. L’ultimo incontro con le tifoserie in presenza risale al 26 gennaio 2020, finì 1-1. L’attenzione della questura, che teme disordini tra le due fazioni o scontri con le forze dell’ordine, è molto alta. E, anche la questione Green Pass occupa un posto di rilievo. Tutt’attorno allo stadio sarà istituita la zona pedonale come per gli Europei. Per consentire un rapido accesso all’impianto sportivo, la questura raccomanda a tutti i tifosi di «presentarsi ai varchi di controllo muniti, laddove possibile, delle versioni digitali del biglietto e del Green pass». Inoltre, i tifosi sono invitati a seguire le indicazioni presenti sul biglietto, anche per l’orario d’ingresso. Dalla questura si aspettano il tutto esaurito ma rispetto alla massima capienza consentita per le norme anti Covid (il 50 per cento del totale, circa 32 mila spettatori) fino alla tarda serata di ieri c’erano ancora disponibili circa 4mila biglietti per la Tribuna Tevere e per la Monte Mario.

(La Repubblica)

Categorie
CITTA'

Flaminio-Lazio, Comune: “Fase preliminare, quando arriverà il progetto lo valuteremo”

L’idea di far diventare, di nuovo, lo Stadio Flaminio la casa della Lazio va avanti. Siamo solo all’inizio di un lungo percorso, ma intanto è nei pensieri di Claudio Lotito. E sulle frequenze di NSL Radio, l’assessore allo Sport, Turismo, Politiche Giovanili e Grandi Eventi Veronica Tasciotti, ha parlato della questione: “L’interesse dell’amministrazione è che i cittadini e la città possano usufruire dei servizi messi a disposizione attraverso gli impianti sportivi che abbiamo. Al momento abbiamo i lavori per riqualificare il Palazzetto dello Sport di Viale Tiziano così come lo Stadio Flaminio che al momento è un project in valutazione che stiamo vedendo. Ci sono al momento delle interlocuzioni con il presidente della Lazio Claudio Lotito”.

L’idea Flaminio da valutare
“L’amministrazione è a disposizione di tutte le società che hanno bisogno di individuare un’area per creare il proprio stadio o palazzetto. Il progetto sul Flaminio con il presidente Lotito è fattibile? Quando arriverà il project lo valuteremo, al momento siamo in una fase preliminare. Loro stanno facendo delle valutazioni legate anche ai vincoli sull’impianto. Al momento l’unico project arrivato è un altro e il dipartimento dello Sport se ne sta occupando”. Corrieredellosport.it

Categorie
CITTA'

Il candidato sindaco Calenda boccia il progetto dello Stadio Flaminio per la Lazio: “Bene vincolato, difficile metterlo a norma”

Claudio Lotito ha espresso di recente la volontà di riportare in auge il vecchio Stadio Flaminio, in stato di abbandono da diversi anni. L’impianto, dall’importante valore storico e sportivo, versa in condizioni di degrado, così l’idea del patron biancoceleste di renderlo adatto a ospitare le gare casalinghe della Lazio.

Cosa non semplice, o addirittura irrealizzabile, come espresso dal candidato sindaco di Roma Carlo Calenda durante la campagna elettorale: «Sarebbe naturale che il Flaminio diventi la nuova casa della Lazio, ma non è così facile. Il bene è vincolato, quindi è difficile si possa intervenire per metterlo a norma. Inoltre si trova in una zona densamente popolata e al di sotto c’è una necropoli etrusca. Ciò impedisce siano predisposti più parcheggi. Bisogna trovare un altro posto, ma allo stesso tempo chiarire cosa fare con l’impianto».

Categorie
CITTA'

Stadio Olimpico aperto (al 25%) per la finale degli Europei, Raggi: «Ci stiamo lavorando»

Lo stadio Olimpico aperto ai tifosi per la finale degli Europei. È un'idea a cui sta lavorando il Comune, come confermato dalla sindaca Virginia Raggi: «Sono in contatto con il prefetto perché stiamo valutando se aprire lo stadio Olimpico, sempre nei limiti del 25% di pubblico, per vedere la finale di Euro 2020 – le sue parole durante la presentazione dell'Acea Run Rome The Marathon dalla sala del Tempio di Adriano -. Se ci saranno le condizioni, per i romani ci sarà la possibilità di assistere alla partita dell'Italia nello stadio». Capienza limitata quindi (circa 16mila spettatori) con l'idea di ingresso gratuito ma con registrazione online.

Se la decisione fosse confermata, i tifosi potrebbero accedere all'Olimpico, dove verrebbero allestiti i maxischermi per vedere la partita. Lo stadio ha già ospitato le tre partite del girone dell'Italia (tre vittorie contro Turchia, Svizzera e Galles) e poi il quarto di finale in cui l'Inghilterra ha eliminato l'Ucraina. Adesso potrebbe riaprire di nuovo, ma solo in veste di luogo di aggregazione per i tifosi. Che fino a ieri sera hanno invaso piazza del Popolo e la Fan-zone allestita per tutti gli Europei. Una vera e propria festa, con migliaia di ragazzi per le strade della Capitale. 

Categorie
CITTA'

Rovinato il murale per Mourinho: volto di Sarri con fumo sullo Special One

 È derby anche con i murales. Nella notte i tifosi della Lazio hanno rovinato (o modificato, a seconda dei gusti) il murale che l'artista Harry Greb aveva realizzato a Testaccio in occasione dell'ufficialità dell'ingaggio di José Mourinho alla Roma. L'opera era stata fino a ieri meta di pellegrinaggio dei tifosi giallorossi, tutti ansiosi di scattare una foto con il tecnico portoghese raffigurato su una vespa SpecialOne e una sciarpa della Roma al collo. 

Adesso il murale è molto diverso dall'originale. Perché ieri i tifosi della Lazio per festeggiare l'arrivo di Maurizio Sarri hanno deciso di aggiungere nell'opera il volto del tecnico toscano con una "fumata" che copre la faccia di Mourinho. È subito polemica sui social, i tifosi romanisti non hanno apprezzato il gesto: "Dopo il murales di Totti, ecco un altr'opera deturpata". 

Corrieredellosport.it

 

Categorie
CITTA'

Fondi UE: “Stadio Flaminio abbia le stesse opportunità del Franchi di Firenze”. Cochi: “Sembra passato un secolo da quando…”

“Abbiamo appreso dell’inserimento nel Recovery Plan, con annesso finanziamento per 95 milioni di euro, del progetto per la ristrutturazione dello stadio Franchi di Firenze, abitualmente utilizzato dalla Società Fiorentina per la serie A di calcio. Ci meraviglia non poco che lo stesso trattamento non sia stato riservato alla Stadio Flaminio di Roma, il quale, versando da anni in uno stato di profondo abbandono, necessita di un intervento ben più urgente. Sorprende ulteriormente il silenzio della giunta Raggi che, proprio sullo stadio Flaminio, in questi anni ha avuto la capacità di dire tutto e il contrario di tutto e in concreto l’incapacità di produrre un seppur minimo intervento di manutenzione. Risultato: a oggi, la struttura progettata dall’architetto Nervi proprio come lo stadio di Firenze, versa nel più totale degrado. Abbiamo ascoltato i più roboanti annunci, abbiamo finora letto di faraonici e alquanto fantasiosi progetti, ma sarebbe interessante sapere se era stata fatta una richiesta di inserimento nel Recovery Plan come hanno fatto da altri parti (e quindi non è stata accolta), o se più semplicemente l’idea non è stata presa in considerazione. In ogni caso, si tratta dell’ennesimo passo falso della giunta Raggi in materia di sport nella nostra città”.Lo dichiarano, in una nota congiunta, il senatore di Fratelli d’Italia Claudio Barbaro, il capogruppo alla Regione Lazio di FDI, Fabrizio Ghera e il capogruppo in Campidoglio sempre di Fratelli d’Italia, Andrea De Priamo. “Sono passati circa 10 anni, sembra un secolo – aggiunge il delegato Sport della Federazione romana di Fd’I, Alessandro Cochi  – , quando il Flaminio ospitava il sei Nazioni di Rugby, lo spareggio per andare in serie B, le piroette delle moto acrobatiche della Red Bull. L’erba era ancora tagliata e non ‘moriva’ ancora nessuno negli spazi spogliatoi abbandonati come successo invece nel febbraio 2018″. Sporteconomy.com

Categorie
CITTA'

Natale di Roma, Lotito: “La Lazio testimonia da sempre l’importanza di Roma nel Mondo”

In occasione del Natale di Roma, la Sindaca Virginia Raggi ha rilasciato le seguenti dichiarazioni:

"Tanti auguri per il Natale di Roma. Un Natale diverso che segue un anno terribile ma invito sempre a cercare le opportunità che si celano dietro le crisi, così si può guardare al futuro. Oggi accogliamo i paracadutisti con la bandiera dell'Italia e di Roma, ringrazio il Presidente Lotito che ha voluto questa iniziativa. 

Questo è un anno in cui dobbiamo tornare ad una nuova normalità, rispettando le regole ma con grande fiducia e con un grande futuro che possiamo costruire insieme. Dobbiamo mantenere quello che la pandemia ci ha insegnato ed uscirne persone migliori".

 

In occasione del Natale di Roma, il Presidente Claudio Lotito ha rilasciato le seguente dichiarazioni:

"La Lazio è sempre stata vicina alla città di Roma. Fin dal 1900, ha sempre sposato i suoi valori, non a caso nel 1921 è stata insignita come ente morale. Questa unione tra Roma e la Polisportiva Lazio è sempre stata all'insegna della tutela di chi rappresenta Roma e la sua storia. Roma ha portato la civiltà in tutto il mondo, la capacità di organizzarsi e creare empatia con le persone e quell'unione indispensabile per raggiungere gli obiettivi, come avviene nello sport. Ho accettato questa partecipazione in un posto come il Circo Massimo, dove avvenivano tutte le attività sportive di Roma, dove partecipavano tutti i cittadini, era un evento eccezionale. 

Dobbiamo ripartire da quell'impostanzione, lo sport deve insegnare i valori didattici che sono quelli della società civile. Dobbiamo ripartire così, anche in un anno difficile. Ringrazio la Sindaca per questa opportunità perché crede in questi valori e vuole testimoniare l'importanza di Roma nel mondo. L'aquila, che è il nostro simbolo, rappresentata dai paracadutisti è lo stesso simbolo dell'aquila imperiale di Roma. La Lazio l'ha acquisita per testimoniare che quei valori fondanti devono essere propagati nelle nuove generazioni. Roma ha una storia invidiata da tutto il mondo e dobbiamo avere la capacità di trasmetterla con il nostro comportamento". Sslazio.it

Categorie
CITTA'

Stadio Flaminio: quello che resta, forse resterà, potrebbe anche morire nella nostra memoria

Via del Rossellino è probabilmente una delle strade più tristi di Roma. Lunga una trentina di metri, fiancheggiata da arbusti così stanchi di essere arbusti che sarebbero ben felici se qualcuno venisse a potarli, abbellita ( ma si potrà dire?) da una palazzina a un piano, completamente isolata, è una specie di vicolo surreale che fa angolo retto con Viale Tiziano, sulla destra guardando verso nord, e si conclude con un'alta cancellata verde: un verde cattivo, arrugginito, terrorizzante, completamente privo di speranza. Oltre c'è una portaerei dismessa: lo Stadio Flaminio. Fa tenerezza girarci intorno, pensare che non ci sia ormai neppure un lembo di muro che non abbia i segni, stampati a forza di giorni sovrapposti ad altri giorni, della cattiveria del tempo, della disattivazione forzata. In perfetto stile pandemico, lo Stadio Flaminio è un risuonare di degrado e solitudine. Dentro, l'erba ha preso possesso di ciò che in teoria non avrebbe mai dovuto competerle: le gradinate. Di porte, di pali, di traverse, non si parla più. Ci sono varie altezze degli sterpi, come se per discrezione alcuni di loro non avessero voluto infierire sul quadro già compromesso. Anche fuori, intorno, fra le rimembranze dell'originario Tennis Club Parioli, sembra che le condizioni delle strutture cerchino di assecondare il senso di abbandono che soltanto il Parco della Musica ha il potere di interrompere. E così all'interno, sotto la superficie stradale, dove un tempo prosperavano palestre, dove ci si incontrava per lo sport, gli sport. I colori smunti e inquietanti delle colonne dei riflettori, una specie di arancio scuro che fa pensare a una passata di antiruggine collocata però in un punto imprecisato della storia, si abbinano al grigio cetaceo che, ingannando l'occhio dell'osservatore, riflette la luce con sinistra angolazione. Non si sa cosa accadrà di questo gioiello messo in piedi 62 anni fa da Pierluigi Nervi sulle spoglie dell'antico Stadio Nazionale (poi Torino): meglio non saperlo. Si parla di una donazione della Getty Foundation per il "ristoro" dell'impianto, dichiarato tredici anni fa "bene artistico e storico". Quando ti fermi sotto la piegatura della tribuna centrale e guardi in alto, può succedere che ti cadano addosso un pezzo d'intonaco o una valanga di storie vissute. Quante volte abbiamo fatto su e giù per le antiche scale? Da riempire libri e diari. Quanto tempo occorre per riandare ai derby giocati qui quando l'Olimpico era in ristrutturazione per "Italia 90" (ufficialmente Roma e Lazio si trasferirono all'Olimpico nel ' 53)? Un attimo. I tifosi della Roma ricordano Andrade e Renato. I tifosi biancocelesti Amarildo e Troglio. Cambiando uso e genere, risplendono ancora nei nostri cuori del le luci delle finestre aperte a sera sulla collina, come i tanti occhi curiosi di una facoltosa piccionaia disponibile al chiasso. Stracolmo sotto di loro, il Flaminio tratteneva il respiro davanti alle canzoni di Michael Jackson, degli U2, dei Pink Floyd e dello Springsteen di Tunnel of love. Nessuno s' adontava, nei quartieri alti. Poi hanno cambiato idea. Forse 40 anni fa in questa città eravamo più " squadra". Il Flaminio sembrava allora il luogo perfetto, che tutti ci invidiavano. Il luogo dalle dimensioni ideali in cui cedemmo alla bellezza del calcio di un Milan stratosferico (quello di Arrigo Sacchi e di uno spaziale Van Basten) che al Flaminio rifilò 4 reti alla Roma e solo perché rinunciò a farne di più. Il luogo che 21 anni fa ospitò il debutto dell'Italia al "Sei Nazioni" di rugby. Ora nulla di tutto questo sarebbe possibile. Sembra addirittura strano che possa essere accaduto. Adesso c'è chi fiuta aria di fallimento, chi è meno pessimista e chi dice: «Il Flaminio non si toccherà più!». Il " bene artistico e storico" è lasciato al suo cupo destino. Non senza futuro: peggio. Con un futuro da reperto archeologico scomodo, rovinato, incurabile e ingombrante. Un luogo fantasma che forse un giorno, nonostante il minestrone di ricordi, che cominciano con De Sica ( Ladri di biciclette), e finiscono con la Lodigiani, marcirà persino nella nostra memoria. Che pure è dura a morire. © RIPRODUZIONE RISERVATA j Il degrado A sinistra, uno degli ingressi allo Stadio Flaminio in stato di abbandono. A destra, una recinzione ricoperta da arbusti. Sotto, l'interno dell'impianto. Dal 2008 è un bene artistico e storico. L'ingegnere Pier Luigi Nervi progettò e realizzò lo Stadio Flaminio tra il 1956 e il 1959.

la Repubblica

Categorie
CITTA'

Covid, Lazio in bilico tra arancione e rosso. D’Amato: “Situazione in netto peggioramento”

Lazio verso la zona rossa, insieme a Friuli Venezia Giulia e Veneto. L'Italia potrebbe essere tutta rossa e arancione, eccetto la Sardegna. Le Regioni dovrebbero cambiare colore, a causa dell'aumento dei contagi di Covid e la diffusione delle varianti, a partire da lunedì.

A quanto si apprende, in particolare l'indice Rt, che sfiorava l'1 la scorsa settimana (0,98) con una valutazione del rischio "moderata", avrebbe visto un'impennata negli ultimi 7 giorni con un valore che si aggirerebbe ora intorno all'1,25, soglia che fa scattare appunto la fascia rossa.

Per la decisione definitiva si attende comunque la cabina di Regia ministero della Salute-Iss-Regioni di domani, che fornirà i dati sulla base dei quali il ministro Speranza emetterà le relative ordinanze.

"I dati del contagio sono in aumento e raggiungono i livelli di due mesi fa, con un trend di crescita rispetto alle due settimane precedenti. Lo scenario è previsto in netto peggioramento, bisogna mantenere altissimo il livello di guardia. Non è possibile concedersi nessuna distrazione, il virus con le sue varianti sta riprendendo vigore, la priorità è quella di interrompere ora la catena di trasmissione".

Lo sottolinea l'Unità di crisi Covid-19 della Regione Lazio, guidata dall'assessore alla Sanità Alessio D'Amato, in una nota.

repubblica.it

Categorie
CITTA'

Tor di Valle, Campidoglio scrive alla Roma e a Eurnova: al via atti revoca del progetto

Il Campidoglio ha scritto una comunicazione ad Eurnova e all'As Roma con cui di fatto, a quanto si apprende, si prospetta l'addio al vecchio progetto dello stadio della Roma a Tor di Valle. Sempre secondo quanto si apprende da fonti comunali si potrebbe andare, quindi, verso un nuovo progetto, come prospettato in questi giorni dalla società sportiva. Nella lettera il Campidoglio chiede ad Eurnova di ottemperare, entro 30 giorni, a tutti gli adempimenti previsti dalla legge sugli stadi, ricordando che la mancata ottemperanza è motivo dell'avvio della revoca del procedimento. Nei giorni scorsi la As Roma ha dichiarato ufficialmente di non voler portare più a termine il progetto di Tor di Valle. Il testo della lettera, stando a quanto riferito, fa riferimento alla legge sugli stadi: con la comunicata indisponibilità della As Roma, infatti, sarebbe venuto a cadere almeno uno dei requisiti necessari, previsti dalla stessa legge, ovvero l'accordo tra proponente del progetto e club. 

ansa.it