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Lazio-Celtic: 12 arresti e un tifoso scozzese accoltellato

ROMA – Dopo le vicende che hanno accompagnato la vigilia del match di Europa League tra Lazio e Celtic, con due tifosi scozzesi accoltellati in un pub in via Nazionale, momenti di tensione anche nel postpartita. Altro accoltellamento, stavolta in via Leone IV, zona Prati. I carabinieri stanno dando la caccia all'aggressore, fuggito, secondo la prima ricostruzione, a bordo di un bus. La vittima è ora ricoverata all'ospedale Santo Spirito. Tutto è avvenuto qualche ora dopo la fine del match tra i biancocelesti e gli scozzesi, intorno alle 2.30. La vittima, di circa 20 anni, è stato preso d'assalto da un uomo che lo ha colpito con una lama nella zona lombo sacrale, per poi fuggire a bordo di un mezzo pubblico e far perdere le sue tracce. Sul posto è intervenuto il 118 che ha soccorso il ferito in codice giallo, oltre ai carabinieri. I militari del Nucleo investigativo hanno proceduto ai rilievi di rito. I poliziotti della Digos hanno anche arrestato 12 tifosi della Lazio per gli scontri della notte in piazza Risorgimento, nella Capitale, dopo la partita che ha visto la squadra di Simone Inzaghi perdere per 2-1 subendo un gol nei minuti di recupero. Gli ultras biancocelesti saranno processati con rito direttissimo questa mattina nel tribunale di Roma.

Corrieredellosport.it

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Lazio-Celtic, fermati cinque romani armati di coltelli e bastoni

Sale la tensione in vista del match a Roma tra Lazio e Celtic: cinque ultras della Lazio sono stati denunciati dalla Digos della capitale per possesso di oggetti atti ad offendere. I cinque sono infatti stati trovati, mercoledì sera nel corso dei controlli predisposti in occasione della partita di Europa League tra Lazio e Celtic, con dei bastoni e un coltello. Per tutti e cinque è stato proposto il Daspo mentre due loro erano già stati sottoposti allo stesso provvedimento, che era però scaduto. Nelle stesse ore due tifosi del Celtic sono stati accoltellati. Ilmessaggero.it

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Black Friday: sciopero generale nella Capitale, rischio paralisi

Bus, treni e aerei: la giornata di domani si profila un venerdì nero sul fronte degli scioperi. Roma, in particolare, è a rischio paralisi per la protesta di tutte le municipalizzate. L'Ama non assicurerà la raccolta dell'immondizia.

A fermarsi a livello nazionale ci sono anche i treni, dalle 21 di questa sera alla stessa ora di domani,  e i controllori di volo. Quest'ultimi incroceranno le braccia dalle 13 alle 17.

Per l'agitazione dei sindacati di base non mancheranno disagi nella scuola e nemmeno nella giustizia per la mobilitazione degli avvocati.

Le Ferrovie dello Stato hanno fatto sapere che circoleranno regolarmente le Frecce di Trenitalia. Lo sciopero va dalle 21 di giovedì 24 ottobre alle 21 di venerdì 25 ottobre. Saranno inoltre garantiti i collegamenti regionali nelle fasce pendolari (6.00-9.00 e 18.00-21.00). Anche nel resto della giornata – prosegue la nota -, Trenitalia si impegna ad assicurare la quasi totalità dei collegamenti, con possibili leggere modifiche al programma dei treni. Sarà assicurato il collegamento fra Roma Termini e l'aeroporto internazionale Leonardo da Vinci di Fiumicino. Garantiti tutti i convogli elencati nell'apposita tabella dei treni previsti in caso di sciopero, consultabile sull'orario ufficiale di Trenitalia e sul sito web trenitalia.com.

Italo, i treni garantiti

La Capitale, dunque, rischia di bloccarsi. I sindacati hanno indetto il primo sciopero generale della città. "Non c'era mai stato, è il primo, sotto la giunta Marino ci fu uno sciopero dei dipendenti comunali. E' ovvio che non ci divertiamo a bloccare la città ma stanno facendo morire le società partecipate", afferma il segretario della Uil del Lazio Alberto Civica in dura polemica con l'amministrazione Raggi.

Tutte le informazioni sul sito Atac

Un venerdì nero dai trasporti ai rifiuti. Il possibile impatto dello sciopero sulla città si misura anche nell'appello dell'Ama, la municipalizzata dei rifiuti, che invita per quella giornata i cittadini a non buttare l'immondizia nei cassonetti, posticipando il conferimento al giorno successivo. A far esplodere la protesta di Cgil, Cisl e Uil – che venerdì manifesteranno in piazza del Campidoglio contro l'amministrazione a 5 stelle – è la vertenza sulle società partecipate del Comune, in particolare il ritardo nell' approvazione dei bilanci Ama (per una controversia con il Campidoglio) e la liquidazione di Roma Metropolitane, l'azienda che si occupa di programmare e appaltare le opere della mobilità, tra cui metro C.

"E' uno sciopero per Roma e non è a cuor leggero. Siamo stufi di vivere nel degrado con servizi scadenti e dipendenti che lavorano in condizioni umilianti, con violenze su operatori Atac e Ama", ha detto dalla Cgil, il sindacalista Natale Di Cola. Per la prima volta, inoltre, hanno aderito allo sciopero anche i consumatori con il Codacons che chiarisce: "Cittadini e lavoratori saranno dalla stessa parte e gli utenti romani daranno il proprio contributo per bloccare la città. La situazione della capitale è talmente devastante che non esiste altra soluzione se non il commissariamento dell'amministrazione". Dal Campidoglio interviene l'assessore al Personale Antonio De Santis: "Gli scioperi generali bloccano un'intera città e devono quindi fondarsi su rivendicazioni strutturali. La Sindaca Raggi ha assicurato il carattere pubblico di tutte le aziende partecipate capitoline e il lavoro su Atac lo dimostra pienamente. Il dialogo è essenziale, ma le assunzioni di responsabilità devono essere reciproche, perché tentare di bloccare una città non giova ai cittadini". 

"Continuo a invitare i sindacati a revocare questo sciopero (lo sciopero generale previsto a Roma per venerdi') che dal nostro punto di vista non ha motivazioni. In Roma Metropolitane c'è la garanzia dei livelli occupazionali, c'è l'intenzione di mantenere la società in mano pubblica. Del resto lo abbiamo dimostrato con Atac che tutti volevano far fallire. Noi l'abbiamo mantenuta pubblica, sta assumendo nuovo personale, sta portando autobus nuovi a Roma". Così la sindaca di Roma Virginia Raggi interpellata a margine della riunione al Mit con il ministro De Micheli.

"In considerazione dello sciopero" di venerdì a Roma "che vede coinvolti anche i dipendenti della società Ama e quindi il servizio di raccolta rifiuti, richiamo la vostra attenzione sulla necessità di assicurare l'erogazione dei servizi minimi essenziali presso gli istituti scolastici e più in generale presso tutte le strutture pubbliche in cui siano presenti minori. Al contempo, non posso esimermi dal rappresentare la forte preoccupazione relativa alla giornata di sciopero proclamata che mette a rischio un sistema già fragile come il ciclo dei rifiuti, nella speranza e nella convinzione che sia assicurata la piena tutela della salute pubblica". Lo scrive il garante per l'infanzia e l'adolescenza del Lazio Jacopo Marzetti in una missiva indirizzata al Ministro della Salute Roberto Speranza, al presidente della Regione Nicola Zingaretti e alla sindaca di Roma Virginia Raggi.

ansa.it

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Venti tifosi denunciati per i saluti romani durante la sfida con il Rennes all’Olimpico

Venti tifosi della Lazio denunciati di cui sei minori. È questo il bilancio delle indagini della Digos della questura di Roma sui saluti romani esibiti da parte dei tifosi biancocelesti durante la partita di Europa League contro il Rennes, che poi è costata la squalifica per un turno della curva Nord. I tifosi sarebbero stati riconosciuti tramite l'incrocio delle immagini a circuito chiuso dello stadio Olimpico e i nominativi dei tagliandi. Dopo la denuncia si procederà anche al Daspo. La Lazio agirà allontanando questi tifosi dallo stadio. Ilmessaggero.it

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Tor di Valle, contestualità: il vertice in Campidoglio per provare a ripartire   

Qualche passo in avanti. Questo, in sintesi estrema, l’esito della riunione di ieri pomeriggio in Campidoglio per l’esame del progetto Stadio della Roma. Le parti – la Roma con Baldissoni e lo staff legale, Eurnova con il consulente, Giovanni Sparvoli e l’avvocato Valeri; il Campidoglio con una delegazione-reggimento piuttosto numerosa – tornavano a riunirsi non solo dopo la pausa estiva ma soprattutto dopo un lungo momento di stasi e melina, impantanate sul problema della contestualità fra la futura apertura dello Stadio e il completamento del progetto regionale di rifacimento dell’intera ferrovia Roma-Lido di Ostia. Nessuna accelerazione, dunque, ma solo piccoli passi avanti. Il più rilevante dei quali è la quasi raggiunta conclusione di tutti i lavori interni: interni fra i diversi uffici del Campidoglio e con gli altri due enti territoriali coinvolti, la Regione Lazio per la Roma-Lido, e la Città Metropolitana per la via del Mare-Ostiense (arteria di proprietà di Palazzo Valentini). Il completamento di questi due accordi fra le Istituzioni è fondamentale perché sarà tradotto in due contratti che saranno parte integrante di quello più generale con la Roma, la convenzione urbanistica. Non appena saranno completati tutti i check interni al Campidoglio, gli uffici predisporranno una relazione da consegnare al sindaco, Virginia Raggi, che accompagnerà la bozza lato Campidoglio di Convenzione urbanistica (quella lato Roma è stata consegnata il 13 giugno scorso). Solo a quel punto si capiranno realmente due cose, una legata all’altra. La prima, la reale distanza fra le parti.  La seconda: parole a parte, la concreta volontà dei 5Stelle di portare a casa lo Stadio. Resta a pesare, come un macigno, la questione del vincolo fra l’apertura di Tor di Valle e le opere di mobilità pubblica. Il nodo è contenuto nell’espressione “trasporto pubblico su ferro” inserita nella delibera di pubblico interesse votata dai 5Stelle nel giugno 2017: quel “su ferro”, tra l’altro centrato quasi integralmente sulla Roma-Lido, lega le mani agli uffici comunali che non possono discostarsi da una delibera di consiglio. Anche se la Regione, a inizio luglio, ha chiaramente scritto che l’apertura dello Stadio deve ritenersi vincolata solo alle opere presentate nel progetto discusso in Conferenza di Servizi e, al massimo, da questa emendato. Tradotto in soldoni: per la Regione se la stazione di Tor di Valle non è pronta, lo Stadio resta chiuso. Ma non si può tenere chiuso se manca la stazione Acilia Sud. Per superare l’impasse occorre una decisione politica. Ecco, quindi, che la relazione alla Raggi (prevista comunque a breve) va letta come un’assunzione di responsabilità della politica che, dopo aver complicato le cose rovinando il progetto per preclusioni ideologiche, ora dovrà dirimere i guai da essa stessa creati. Gli uffici, sostanzialmente, nella relazione evidenzieranno tutti i punti di divergenza fra le parti e dovrà essere la Raggi a prendere una decisione. Che sarà comunque sofferta e difficile: o verrà sconfessata l’intera architettura della mobilità ideata da Berdini e portata avanti dalla Raggi con la delibera di pubblico interesse del 2017 o il rischio è quello di concludere l’iter in tribunale. La via d’uscita tecnica è facile: una memoria di Giunta che autorizzi gli uffici a non considerare quel “su ferro” del 2017 per poi modificarlo quando si voterà in Consiglio la Convenzione urbanistica. Strada stretta ma percorribile. Se ci sarà la volontà politica.
Il Tempo   

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Tor di Valle: mercoledì la riunione decisiva sul nodo contestualità, Pallotta stanco di aspettare

Convocazione arrivata: mercoledì pomeriggio tutti insieme, allegramente, attorno al tavolo per il progetto Stadio della Roma. La Roma – che, per inciso, giocherà all’Olimpico la gara contro l’Atalanta di lì a poco – Eurnova e tutti i vari uffici pubblici che, da giugno dell’anno scorso dopo l’arresto di Parnasi, continuano a girare più o meno a vuoto attorno al progetto Tor di Valle. 
Una riunione, questa di mercoledì, che potrebbe segnare un momento di svolta e spingere finalmente verso una conclusione che chiuda la lunghissima querelle. 
Se saranno champagne e cotillon o carte bollate e tribunale è ciò che dovrebbe emergere da questo incontro. 
Che non dovrebbe mettere la parola fine alle trattative ma chiarire se il Campidoglio dopo la lunga trafila di dichiarazioni pubbliche improntate all’ottimismo – del sindaco, Virginia Raggi, degli assessori allo Sport, Daniele Frongia, e al personale, Antonio De Santis (entrambi, per motivi diversi, uomini di rilevante peso politico nella Giunta grillina – passerà dalle chiacchiere agli atti concreti e protocollati. Oppure se si andrà avanti con questa insopportabile melina fatta di incontri inconcludenti e chiacchiere interminabili sulle virgole. Perché due cose sono sicure: la prima è che, pur mancando ancora un solo punto fondamentale, la contestualità, il testo della Convenzione urbanistica (il contratto vero e proprio fra la Roma e gli Enti pubblici, l’atto più importante di tutti) è praticamente pronto per il voto come quello della variante dal Piano regolatore. Il secondo è che la Roma ha ancora tanta pazienza solo se il Campidoglio virerà verso la volontà vera di concludere l’accordo. In caso contrario, al persistere della tattica dilatoria, l’attesa della Roma si esaurirà presto e verrà chiesto formalmente al Comune di portare in votazione i testi che ci sono come sono per poi vedersi in tribunale per le interpretazioni. Manca, come detto, il nodo della contestualità fra l’apertura dello Stadio e le opere di mobilità pubblica, con il Campidoglio che vorrebbe i cancelli di Tor di Valle aperti solo al raggiungimento di quella previsione del 50% dei tifosi allo stadio con il trasporto su ferro che, però, è soggetta a un appalto non gestito dalla Roma (come invece era nella versione Marino del progetto). E, ovviamente, la Roma che non intende sottostare a questa pretesa avanzata dalla Raggi e dai suoi che, per tagliare le tre torri di Libeskind, prima hanno preteso la cancellazione della parte del progetto Marino che prevedeva le opere pubbliche di mobilità pagate e costruite dalla Roma e vincolanti all’apertura dell’impianto, ma che, poi, vorrebbero far permanere il vincolo fra completamento delle opere e apertura dello Stadio. In mezzo, a dirimere la querelle la Regione che a luglio, rispondendo a una richiesta della Roma su suggerimento del sindaco Raggi, ha chiarito come tutte le opere di mobilità pubblica previste nel progetto o ad esso aggiunte dalle prescrizioni degli Enti pubblici vanno completate e collaudate prima dell’apertura dei cancelli di Tor di Valle ai tifosi ma non altre. Ribadendo, in sintesi, che lo Stadio non può aprire se manca la nuova stazione della Roma-Lido di Ostia “Tor di Valle” ma che non si può vincolare l’apertura dello stesso se manca quella di Acilia Sud.  
Il Tempo 

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Tor di Valle: il gip dà l’ok al giudizio immediato: De Vito ancora ai domiciliari, a processo il 4 dicembre

Marcello De Vito rimane agli arresti domiciliari. Il gip Maria Paola Tomaselli ha disposto il giudizio immediato nell’ambito del procedimento penale che lo vede accusato di corruzione in uno dei filoni d’inchiesta sullo stadio dell’As Roma. Il processo inizierà il prossimo 4 dicembre. Ciò vuol dire che non ci sarà il tanto atteso ritorno in Campidoglio, accarezzato dal presidente, ora sospeso, dell’Assemblea capitolina, dopo che lo scorso 23 agosto la Cassazione aveva messo seriamente in discussione tutto l’impianto accusatorio ai danni dell’ex esponente del Movimento 5 stelle.

Un colpo di scena in piena regola. La difesa di De Vito, infatti, nonostante il pronunciamento estremamente favorevole della Suprema Corte, aveva preferito rinunciare all’udienza davanti al tribunale del Riesame, prevista per il 9 settembre, per non dare modo all’accusa di presentare nuovi elementi e rischiare di vedersi rigettata l’istanza di scarcerazione. La strategia era quella di attendere fino a dopodomani, venerdì 20, quando l’ordinanza di arresto sarebbe scaduta e De Vito sarebbe tornato libero. Qui il coup de théâtre dei pm romani, che hanno presentato richiesta di giudizio immediato, accolta oggi dal giudice per le indagini preliminari: si scavalca il rinvio a giudizio e si va direttamente a processo, prorogando il provvedimento cautelare.

De Vito è stato arrestato il 20 marzo insieme al suo ex socio Camillo Mezzacapo nell’ambito dell’operazione “congiunzione astrale”. Dopo 3 mesi e mezzo di reclusione nel carcere di Regina Coeli, il 6 luglio gli sono stati assegnati i domiciliari. Il filone d’inchiesta è quello parallelo al principale, concernente l’iter autorizzativo dello stadio dell’As Roma, dove sono indagati, fra gli altri, il costruttore romano Luca Parnasi e l’ex consulente dell’amministrazione capitolina guidata da Virginia Raggi. In pratica, secondo i pm De Vito avrebbe sfruttato la propria posizione ai vertici del Campidoglio per influenzare le decisioni dell’amministrazione sull’impianto progettato dal club di James Pallotta e di aver incassato delle consulenze, attraverso lo studio dell’ex socio, con la promessa di sbloccare alcune questioni urbanistiche, fra cui il trasferimento della sede di Acea Spa nel futuro business park dello stadio, un palazzetto polivalente nell’area dell’ex Fiera di Roma e la riqualificazione di un ex albergo nei pressi della stazione Trastevere.

L’ennesimo colpo di scena in questa vicenda avrà anche ripercussioni politiche. Da tempo il M5s in Campidoglio si stava domandando come affrontare il possibile ritorno di De Vito fra i banchi. Nonostante il gruppo pentastellato fosse diviso, alla fine si è deciso di non portare avanti la delibera di revoca del presidente dell’Assemblea capitolina, atto fortemente sconsigliato da un parere del segretariato generale che lasciava aperta la strada a eventuali richieste di risarcimento danni nei confronti dei singoli consiglieri. La decisione, nel luglio scorso, ha portato alle dimissioni del presidente facente funzioni, Enrico Stefano, in favore di Sara Seccia, ex fedelissima di De Vito, che tuttora mantiene il ruolo di presidente de facto, in attesa – a questo punto – che si concluda il processo. Attualmente, in Assemblea capitolina si attende la delibera per la variante urbanistica che dovrà dare – se approvata – il via libera definitivo all’opera.

Il Messaggero

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Scale mobili Repubblica: emesse 4 ordinanze cautelari. Il Gip: “Rischio nuovi sinistri”

La Polizia, coordinata dalla Procura della Repubblica di Roma, sta eseguendo un'ordinanza di misura cautelare interdittiva nei confronti di quattro persone, due dipendenti di Metro Roma e due di Atac, in merito ai guasti sulle scale mobili delle stazioni metro di Roma, Repubblica e Barberini.

I reati contestati sono quelli frode nelle pubbliche forniture e lesioni personali colpose aggravate. L'operazione, in corso da questa mattina ad opera della Squadra Mobile e degli agenti del commissariato Viminale, ha fatto luce sulle cause che portarono all'incidente del 23 ottobre dello scorso anno, quando alcuni tifosi del Cska Mosca furono coinvolti nel cedimento delle scale mobili alla stazione Repubblica.

Alcuni di loro restarono feriti. Le indagini hanno permesso di risalire alle cause del guasto, sempre alle scale mobili, ma questa volta della fermata Barberini del 21 marzo.

"Il pm ha evidenziato il grave allarme sociale in quanto, nonostante i gravi incidenti presso le stazioni di Repubblica e Barberini, appare tuttavia evidente, dall'ascolto delle numerose conversazioni, che permane il preoccupante stato di pericolo per l'incolumità pubblica e nello specifico dei fruitori della metropolitana di Roma", scrive il gip di Roma Massimo Di Lauro nell'ordinanza a carico delle 4 persone raggiunte dalla misura interdittiva.

"Continuano a verificarsi incidenti che sebbene noti, tanto a Metroroma Scarl, che a Schindler nonchè agli organi addetti alla sicurezza dell'Atac, non vengono segnalati e, anzi, opportunamente occultati, così come permangono problematiche tecniche legate a pregressi o attuali manomissioni, il tutto da rendere non escludibile l'avverarsi di ulteriori sinistri che potrebbero trovare epilogo di minore gravità solo per il verificarsi di concomitanti circostanze favorevoli agli utenti".Lo scrive il gip di Roma nell'ordinanza a carico di 4 persone raggiunte da misura interidittiva in relazione all'indagine sugli incidenti dell'ottobre e marzo scorso nelle stazioni della metro

Ad inchiodare i tre dipendenti di Atac e il dirigente di MetroRoma, oltre che alcuni indagati, sono anche delle intercettazioni dalle quali emergono comportamenti "volti ad inquinare le prove", "occultando le manomissioni e presentando ad Atac documentazione falsa", e finalizzati anche a nascondere "l'assenza di verifiche sulle manutenzioni". Nonostante l'incidente alla fermata Repubblica, sostengono gli inquirenti, gli indagati "non adottavano alcuna condotta idonea alla salvaguardia della sicurezza degli utenti delle linee della metropolitana di Roma" tanto che il 21 marzo 2019 si verificò un nuovo incidente a "Barberini"

"Ringrazio la Procura. Abbiamo fatto bene ad interrompere il contratto di manutenzione con la ditta privata. Chi ha sbagliato finalmente pagherà". Commenta la sindaca di Roma, Virginia Raggi.

ansa.it

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Derby, le misure di sicurezza

Si è appena concluso il Tavolo Tecnico in  durante il quale sono state definite le misure di sicurezza in occasione del derby tra Lazio e Roma, previsto per le ore 18.00 di domenica 1 settembre presso lo Stadio Olimpico, a cui assisteranno circa 47 mila/52mila spettatori, di cui 13 mila romanisti.

L’apertura dei cancelli avverrà alle ore 15.30 con possibilità di anticipo alle ore 15.00.

Sono state previste aree di parcheggio delocalizzate: per i tifosi della Lazio in Viale XXVII Olimpiade e a Tor di Quinto, mentre per quelli della Roma nell’area di Piazzale Clodio.

Interdetto il traffico veicolare sul Lungotevere Maresciallo Cadorna, Ponte Duca d’Aosta, Lungotevere Maresciallo Diaz nel tratto compreso tra piazzale Lauro De Bosis a Largo Maresciallo Diaz, Lungotevere Oberdan, Lungotevere della Vittoria viale Tor di Quinto nel tratto compresso tra Largo Maresciallo Diaz a via Civita Castellana – Lungotevere della Vittoria, Lungotevere Oberdan.

Vietata la vendita per asporto di bevande in bottiglie o in contenitori di vetro, ad eccezione di generi alimentari di prima necessità confezionati esclusivamente in vetro, dalle ore 15.00 e sino a due ore dopo il termine dell’incontro di calcio nell’area dello Stadio Olimpico e vie limitrofe.

Infine è vietato lo stazionamento di veicoli adibiti a punti di vendita di generi alimentari e di gadget vari.

(questure.poliziadistato.it)

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Domenica il derby Lazio-Roma: i divieti e le linee per lo stadio

Domenica 1 settembre, dalle 18, all’Olimpico, è in programma il derby Lazio-Roma. Sul fronte della viabilità – riporta muoversiaroma.it -, prevista la consueta disciplina per la sosta in occasione dei grandi eventi ospitati dall’impianto del Foro Italico, con divieti di sosta  a partire dalle 7 in viale dei Robilant, viale Antonino di San Giuliano, piazzale, lungotevere e largo  Maresciallo Diaz.  Previste inoltre  nelle fasi di afflusso e deflusso, in base alle esigenze di sicurezza, ordine pubblico e viabilità, temporanee chiusure sui lungotevere Cadorna e Diaz (quest’ultimo nel tratto tra piazzale De Bosis e largo Diaz), Ponte Duca d’Aosta, via Tor di Quinto nel tratto tra largo Diaz e via Civita Castelana, infine sui lungotevere della Vittoria e Oberdan.

Per quel che riguarda il trasporto pubblico, lo stadio si può raggiungere con il tram 2 (in partenza da piazzale Flaminio/stazione Flaminio metro A) o con 14 linee di, in arrivo da diverse zone della città: 23, 31, 32, 69, 70, 200, 201, 226, 280, 301, 446, 628, 910 e 911.

lavorolazio.com