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Tutti vogliono le sue noccioline: Rolando potrà ancora venderle allo Stadio Olimpico

Potrà continuare a vendere le sue noccioline, infilando i soldi nei calzini, lanciando i pacchetti e regalando un sorriso agli spettatori dell’Olimpico. La prova si avrà soltanto domenica alle 15 con Lazio – Atalanta, ma sembra che la storia del "Nocciolinaro" dello stadio avrà un lieto fine. Per la Roma e la Lazio e per il Coni non ci dovrebbero essere problemi, vista anche la grande mobilitazione dei romani per quella che viene considerata una sorta di figura mitologica all’interno dello stadio della capitale. Di lui si sa pochissimo: sembra si chiami Rolando e sia dell’Est Europa, c’è chi dice andato via anni fa per motivi politici. Nessuno sa dove vive (per alcuni Corviale, per altri Tor Vergata), ma tutti sanno dove trovarlo quando giocano Roma e Lazio: sugli spalti dell’Olimpico a vendere le sue amate noccioline. Uomo magro ma con braccia muscolose, enormi baffi, età indefinita, praticamente da sempre (ufficiosamente cinquant’anni) le vende nelle due curve dello stadio. Abbonato sia alla Roma sia alla Lazio (ma queste tessere nessuno le ha viste), sembra non abbia mai avuto licenza di vendita e adesso che le regole si sono fatte più ferree gli è stato vietato l’accesso. E lui, prima della partita della Roma contro l’Udinese, era davanti ai cancelli a piangere. Tanto che l’appello partito dai tifosi giallorossi: "Fatelo lavorare", è dilagato a macchia d’olio nelle radio e nei social della città. E in tanti si sono mossi per aiutarlo, lui che ha visto dal vivo gli scudetti di Roma e Lazio, i Mondiali del 90, l’Olimpico rifatto e gran parte degli eventi sportivi della capitale. Adesso, salvo sorprese, potrà continuare a farlo.

gazzetta.it

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Olimpico, fermato il «Nocciolinaro»: non sarà più nelle curve di Lazio e Roma

Gli facevi un fischio e ti lanciava un pacchetto di noccioline. Ci sono poche cose che univano le Curve di Roma e Lazio, una di queste è il «Nocciolinaro». Anzi, era. Perché la figura storica dello stadio Olimpico non sarà più presenti sugli spalti con le sue preziose noccioline che vendeva da cinquant'anni per vivere. Soldi indispensabili ogni settimana per andare avanti, che nascondeva gelosamente dentro i calzini per evitare di perderli. Niente più balli nel pre-partita, battute e risate con il «baffo» più famoso dello stadio. Colpa di una licenza mai presa, e che forse nessuno fino a un mese fa gli ha mai chiesto. 

«Er nocciolinaro» aveva infatti due abbonamenti da spettatore per le curve di Roma e Lazio, poi entrava con il suo cesto pieno di pacchetti di noccioline. Nessuno lo ha mai fermato. È una icona dell'Olimpico, una figura rispettata dalle due curve: «Che male può fare il nocciolinaro?», si chiedono i tifosi sui social, contrariati dalla decisione di lasciarlo fuori dall'Olimpico. «Ho letto che vogliono togliere "nocciolinaro" dalla curva. Raggi, fai la cosa giusta, una licenza storica!». L'appello dei tifosi coinvolge Roma e Lazio: tutti uniti per «Er Nocciolinaro».  Corrieredellosport.it

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Lazio, sfregiato il murales per Ciro Immobile a Ponte di Nona

AGGIORNAMENTO 03.05.19, Nella notte è stato sfregiato con della vernice il ritratto di Ciro Immobile.

 

Un murales per Ciro Immobile a Roma. A Ponte di Nona è stata realizzata la grande opera d'arte raffigurante il simbolo della Lazio come avvicinamento alla finale di Coppa Italia del 15 maggio. Un'idea della Lega di A e, infatti, anche a Bergamo verrà realizzato un murales simile per un simbolo dell'Atalanta. 

Sport Mediaset

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Adani-Allegri scontro infinito. Il commentatore: “Scortese, maleducato e arrogante”

 "Se incontro Allegri lo saluto? Ci mancherebbe che non io lo salutassi, sono uno che non porta rancore. Ma per me è stato molto scortese, maleducato e arrogante". Daniele Adani torna così sullo screzio avuto con il tecnico della Juventus in diretta tv dopo il pareggio dei bianconeri contro l'Inter. "Dicendo che chi non ha vinto gli scudetti non può parlare manca di rispetto non solo a noi che parliamo ma a tutti coloro che ascoltano, si abbonano e vanno allo stadio", sottolinea Adani ai microfoni di Radio Deejay. E anche Allegri a "Che tempo che fa" aveva rincarato la dose: "Non accetto critiche da chi non è ferrato"

"Io quando cerco un confronto, con Allegri o altri, devo mettere in condizione la persona di esprimersi, di avere un contraddittorio e degli argomenti. Cerco di farlo col massimo rispetto e nei modi giusti ma soprattutto col tono adeguato, senza fare del servilismo. Il tema libero nel caso di Allegri non poteva essere il pareggio con l'Inter, ma tornare sulla partita con l'Ajax e in generale sul percorso in Champions League. L'intervistato deve cercare di argomentare, se invece uno parte in un modo e da solo senza più che nessuno più lo interrompa finisce quasi a blaterare non è colpa di nessuno".

Secondo Adani "non è detto che un analista come me debba per forza fare l'allenatore, perché io ho scelto un altro percorso, ma di certo un allenatore deve essere un grande analista. Se tu non sai analizzare quello che vivi, come puoi costruire una strategia?".
Allegri non ha digerito la lite con Adani: "Ha mancato di rispetto e di educazione" "Alla Juve non è chiesto di vincere gli scudetti, la Juve non prendere Cristiano Ronaldo per battere il Chievo ma per imporsi in Europa", evidenzia l'opinionista di Sky, che aggiunge: "Quando esci da una doppia partita con l'Ajax e gli argomenti sono che nella gara di andata dovevamo fare ammonire i due centrali avversari o prendere il rigore e al ritorno che le grandi partite le vincono i grandi giocatori, quando l'Ajax ha un decimo della tua forza, io non credo che siano molti gli argomenti". Poi conclude: "Puoi avere opinioni diverse ma finire ogni conversazione, ed è la seconda con me, togliendosi il microfono…io non ho interesse ad argomentare con Allegri, lo faccio per la gente, e lui finisce togliendosi il microfono" repubblica.it

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Fair play ‘Loco’: Leeds, Bielsa lascia pareggiare l’Aston Villa

LONDRA (Regno Unito) – Ci sono storie che, colpevolmente, appaiono anacronistiche tanto da fare il giro del mondo ad una velocità incredibile. Eppure, dovrebbe essere soltanto la normalità. Il protagonista dell'odierna curiosa vicenda riguarda un personaggio ben avvezzo a far parlare di sé: si tratta di Marcelo Bielsa, il tecnico del "gran rifiuto" alla Lazio per intenderci, epilogo su cui è più volte tornato il presidente Lotito, che si sta giocando col suo Leeds la promozione in Premier League. È il minuto 72 della sfida con l'Aston Villa e i Peacocks recuperano palla a centrocampo, Kodjia  resta a terra infortunato ma l'azione prosegue, fino al gol di Mateusz Klich, che fa esplodere l'Elland Road.

 

FAIR PLAY – Il vantaggio del Leeds, maturato con un proprio calciatore a terra, rimane indigesto all'Aston Villa, in campo nasce un parapiglia e il meno saldo di nervi è El Ghazi, la cui gomitata rifilata a Bamford gli costa il cartellino rosso. È qui che accade l'imponderabile, con Bielsa che, nel caos generale, chiama a sé l'arbitro, confabula, poi raduna a sé i propri calciatori. «Restituite il gol», si capta. La conferma arriva pochi istanti dopo, i Villans centrano il pallone dal cerchio di centrocampo ed Albert Adomah si autolancia incontrastato verso l'area avversaria, sino a siglare l'1-1. Poco importa che i dieci minuti scarsi di partita non permetteranno al Leed di agguantare la vittoria, né tantomeno la promozione diretta. Conquistarla con una macchia tanto grande sarebbe stato un dono accolto da molti, ma non dal Loco. A volte, i soprannomi calzano davvero a pennello.

 

corrieredellosport.it

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Keita Balde Diao cambia agente: addio a Roberto Calenda, entra nella scuderia di Federico Pastorello

 Novità in casa Inter. Keita Balde ha annunciato il cambiamento del proprio procuratore. Da ora in poi a gestire gli interessi dell'attaccante senegalese non sarà più Roberto Calenda, col quale ha chiuso in anticipo il contratto, be4nsì la 'P&P Sport Management' di Federico Pastorello. L'annuncio è stato dato direttamente dall'agente Fifa sui social network. Per tutte le ultime notizie sul calciomercato Inter e non solo  Pastorello, agente di Antonio Candreva, ha ottimi rapporti con il club nerazzurro e non è escluso che si possa dunque trovare un accordo per il riscatto del giocatore dal club monegasco. E attenzione anche a Romelu Lukaku, che piace tanto ai nerazzurri e la cui procura è gestita dalla stessa agenzia. Il neo-agente del senegalese nel 2019 ha ottenuto anche la Procura di  Jhonny Lucas (Paranà) e, come rivela la Gazzetta dello Sport, punterebbe  anche al viola Gerson.

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Tra Conte e l’emiro “derby” Roma-Lazio

E' durati circa un'ora il bilaterale tra il premier Giuseppe Conte e l'emiro Tamin bin Hamad al-Thani. Sul tavolo il nodo della Libia e i rapporti economici, politici e culturali tra Italia e Qatar. E, alle prime battute dell'incontro si è parlato anche di calcio, visto che l'emiro è noto per essere tifoso della Lazio. "Tu sei della Lazio? Io sono della Roma", é la battuta che Conte, a quanto si apprende, ha rivolto all'emiro dopo averlo salutato. Dopo il colloquio Conte è stato ricevuto al pranzo ufficiale. Nel menù , oltre a piatti tipicamente qatarini di riso e pesce anche un "tributo" all'Italia: la burrata.

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Correa, l’Inter e quel provino nel 2013

Inter-Lazio è una sfida speciale, che porta con se mille significati e intrecci storici. Anche per Correa la trasferta di Milano sarà speciale. Il 'Tucu' infatti, fece un provino nel 2013 con i nerazzurri. All'epoca, l'Estudiantes voleva 2 milioni per il cartellino, cifra che l'Inter non volle pagare. L'argentino alla fine firmò per la Sampdoria, cominciando da Genova la sua trafila europea. 

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Tutti a San Siro: 1500 tifosi presenti, c’è anche Lotito?

1500 tifosi più uno. E' previsto un esodo biancoceleste verso Milano per la partita contro l'Inter, e oltre ai 1500 tifosi (c'è ancora disponibilità nell'anello blu) dovrebbe esserci anche Lotito. Il presidente della Lazio non segue i suoi in trasferta da 4 anni, ma potrebbe interrompere il digiuno domenica prossima. Non solo la sfida Champions, ma anche il confronto col giovane proprietario nerazzuro Zhang potrebbero stimolare il patron a tornare in pista lontano dalla Capitale. 

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Lotito in pullman con la squadra: il retroscena pre Lazio-Parma

L'edizione odierna del Corriere dello Sport racconta n interessante retroscena prima di Lazio-Parma. Il patron Lotito, come al solito, ha raggiunto la squadra a Formello prima della partenza verso l'Olimpico, ma questa volta – invece di raggiungere l'impianto con mezzi propri – è stato invitato dalla squadra nel famoso pullman. Ha condiviso quindi l'avvicinamento allo stadio insieme ai suoi giocatori, cosa mai successa che pare lo abbia reso euforico e soddisfatto.