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Zaccagni: “Felice del mio rendimento, ma posso fare di più”

L’attaccante biancoceleste, Mattia Zaccagni, è intervenuto nel post partita di Venezia-Lazio ai microfoni di Lazio Style Channel, 233 di Sky: 

“Siamo stati una squadra vera, vincendo una partita importante. Abbiamo gestito bene ogni momento della partita, gestendo la palla e sfruttando le ripartenze. Immobile per noi è importante, quando non c’è variamo il gioco. Mi trovo bene con Pedro e Felipe Anderson, stiamo facendo bene. Sono felice di aver trovato la forma fisica ma sento di poter fare di più e di poter dare tanto altro alla Lazio.

La fiducia arriva anche con la condizione fisica, mi sento bene e sono felice di questo. Non era facile vincere qui, siamo stati bravi anche a livello mentale. Nel primo tempo avevamo meno spazi, trovando più sbocchi sulla destra. Nella ripresa il Venezia si è aperto e c’era sicuramente più campo per attaccare. Siamo in crescita nelle ultime prestazioni, è questa la strada da seguire per il mese di gennaio”.

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Sarri: “La Lazio si sta avvicinando alle mie idee. Obiettivi, non ci poniamo limiti. Contratto? Se mi arriva lo firmo”

Maurizio Sarri, tecnico della Lazio, commenta ai microfoni di DAZN il successo dei biancocelesti sul campo del Venezia: “Soprattutto nel primo tempo questa squadra è stata la più vicina alle mie idee. Peccato per aver chiuso la frazione in parità ma sono contento che siamo riusciti a metterla a posto”.

Anche stavolta un gol subito. La cosa la preoccupa o no?
“Non mi preoccupa è una parola grossa. L’aspetto positivo è dopo aver preso 8 gol in due partite nelle ultime 5 ne abbiamo presi 4, sicché la squadra sta ritrovando una certa solidità”.

A che punto è il cantiere Lazio?
“Siamo a un punto in cui ci sono delle partite in cui sembra di essere sulla strada giusta, poi si fa un passo indietro, poi due avanti. Negli ultimi tempi sembra che le regressioni siano meno rispetto a prima. Diciamo che sembra che siamo sulla strada giusta”.

Qual è l’obiettivo da raggiungere?
“Abbiamo solo parlato di ricostruire, di cercare di ringiovanire la rosa sapendo che questo sarebbe stato un anno non semplice. Non c’erano richieste particolare, nessun pressing societario ma non ci poniamo limiti”.

Domani firma i rinnovo?
“Non lo so, se mi arriva lo firmo (ride, ndr). Devo sentire il mio avvocato, ma giorni prima di una partita non parlo di queste cose”.

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‘QDL’ – Peruzzi e l’addio: “Non ho mai capito il mio ruolo, non contavo nulla”

L’ex club manager della Lazio, ANGELO PERUZZI, è intervenuto in collegamento nella trasmissione ‘QUELLI DELLA LIBERTÀ’ in onda su Radiosei. Queste le sue dichiarazioni: “Se sto seguendo la Lazio? No, non sto seguendo tanto le partite, non mi piaceva vederle nemmeno quando giocavo. Vedere un partita di calcio mi annoia, a prescindere dalla squadra o dal campionato. Mio figlio è della Lazio, quando è casa vedo le partite con lui. Ovviamente seguo quello che succede, ma non assiduamente.

I giocatori che sono andati via dalla cena? Mi sembra strano si siano alzati e siano andati via senza avvisare. È mancanza di educazione, a prescindere dalle motivazioni del gesto. Una cosa del genere, fossi stato ancora alla Lazio, mi avrebbe dato molto fastidio. Ma penso non sarebbe successo”.

Su un possibile ritorno: “Non credo ci sarà mai la possibilità di un mio ritorno alla Lazio, né per me né per la società. Il presidente Lotito ha diecimila pregi ma due difetti: è supponente e si crede unto dal Signore. E questo stravolge tutti i suoi pregi. Quindi dubito si abbasserà mai a chiamarmi. Ho lavorato per cinque anni alla Lazio, ma quando sono andato via non hanno fatto nemmeno un comunicato: evidentemente era giusto che io andassi via. Non ci sono rimasto male, ma sono deluso. Avevo la sensazione di non contare più nulla e a quanto pare avevo ragione. Perché è successo? Non lo so: il presidente ha quei due difetti e la stessa cosa anche Tare. Le cose le sanno solo loro, gli altri passano tutti per stupidi. Contano loro e gli altri non contano: non è possibile lavorare come vorresti lì dentro. Se devo chiedere tre permessi anche per un secchio di vernice per riverniciare i pali delle porte, vuol dire che non conto nulla. Io voglio un bene dell’anima alla Lazio, ai ragazzi e all’ambiente. Sono stato lì tanti anni ed è un pezzo della mia vita. Logicamente avrei piacere a tornare, ma alle condizioni che dico io. Che poi sono le stesse di cinque anni fa: nel mio campo devo lavorare senza intralci. Mi si diceva che potevo fare quello che volevo, ma in definitiva non contavo niente. Piano piano sono stato isolato e messo da parte. Quando capisci di non contare più nulla è inutile stare lì. Non è un piangersi addosso, sono successe tante cose ma è giusto che rimangano all’interno dello spogliatoio della Lazio”. 

“Non mi interessa litigare: sono stato cinque anni a Formello e stavo spesso con Tare. Non è questione di amicizia, non ce l’ho con nessuno. Ma mi piace lavorare in un altro modo e lì non era più possibile farlo. Ho lasciato due volte Formello e in entrambe le occasioni ho lasciato lì anche i soldi. L’ho fatto sempre per amore della Lazio, sia da giocatore che da allenatore. Se fossi rimasto avrei fatto solo danni: so come sono fatto e so di avere mille difetti. Però vedo le cose da un punto di vista che evidentemente altri non hanno. Me la prendo facilmente, sono molto permaloso E faccio fatica a perdonare i torti.

Non è una questione di potere: cosa sarei rimasto a fare lì? Qual era il mio ruolo? In cinque anni alla Lazio non l’ho mai capito. Non voglio essere arrogante, ma sono stato lì avendo vinto tutto e nonostante questo quando dicevo qualcosa qualcuno storceva il naso o non mi prendeva in considerazione. Considerando che chi è lì dentro non ha vinto nulla di che parliamo?

Ho giocato vent’anni in porta e penso di capirci qualcosa, ma quando si parlava di portieri mi si diceva che non capivo nulla. Mi chiedevano un parere su un portiere dopo averlo acquistato, quando non aveva più senso. Se in partita si prendeva un goal e io sostenevo fosse colpa della difesa, mi sentivo rispondere che invece era colpa del portiere. Era inutile parlare”. 

“Io non sono un ruffiano, non sono tra quelli che chiamano sempre il presidente. Lo sentivo un paio di volte a settimana per le semplici comunicazioni. Lotito a un certo punto mi chiamava anche per cose minime: arrivavano chiamate a mezzanotte per una sedia in meno a Formello. Non è questo il mio lavoro. Non c’è mai stato un progetto, non ho mai saputo quale fosse la mia collocazione nella squadra. Alla Lazio non ci sono ruoli prestabiliti: ognuno si inventa un ruolo, poi arriva Lotito e dice che nessuno ha capito nulla. Si perde solo tempo, basta guardare agli acquisti. Ci vogliono sei mesi per compare un giocatore, ma se ti piace si compra, è semplice. I giocatori però vanno visionati come si deve, non dai dvd. È giusto che il direttore sportivo prenda i giocatori, è il suo ruolo. Ma se si tratta di comprare un portiere mi sembra logico che io possa dare un parere. Invece non mi hanno mai chiesto nulla, né con Reina, né con Proto, Vargic o gli altri. Io lì stavo bene, era una soluzione ideale”.
“Quando ero a Torino Moggi faceva il direttore sportivo, un altro il team manager: ognuno aveva il suo ruolo. Non c’erano invasioni di campo, con qualcuno che parlava di cose al di là del suo ruolo prendendoti anche a male parole. A Formello è successo questo, sia con Lotito che con Tare. Il ruolo di Tare è quello di comandare tutto quanto a Formello quando non c’è Lotito. Cambiava gli hotel, gli orari di ritorno dalle trasferte… Sono cose che spettano all’allenatore. Ma evidentemente al presidente sta bene così. Io dovevo chiedere le autorizzazioni anche per comprare trenta penne, se a Tare servivano mille penne il giorno dopo arrivavano. Ma non è una cosa tra me e lui, non ho niente contro di lui. È il modo in cui quell’ambiente è organizzato. Io sono stato molto bene lì, ma ormai non potevo più rimanere”. Da Cittaceleste.it

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L’altruista Felipe: “Tutto per la squadra. Stiamo facendo cose nuove, serve fiducia”

L’attaccante biancoceleste, Felipe Anderson, è intervenuto nel post partita di Lazio-Genoa ai microfoni di Lazio Style Channel, 233 di Sky: 

“Io provo sempre a dare tutto per la squadra anche se non segno. Io penso al gruppo, lì davanti dobbiamo segnare, dribblare e aiutare la squadra. Pensiamo a vincere, pensiamo al collettivo e portiamo a casa punti. Se siamo tutti in fiducia funziona tutto.

Pedro è stato bravo a trovarsi lì davanti ed a mettere la palla in rete. Serve fiducia, lavoriamo sempre con la consapevolezza che stiamo facendo un qualcosa di nuovo. È tanto che stiamo lavorando, parliamo tanto con il mister cercando di migliorare ogni dettaglio dalla difesa, centrocampo, fino all’attacco. Noi prima e dopo la partita analizziamo sempre gli avversari e studiamo tutto attentamente. Cerchiamo di essere più solidi, vogliamo evitare di prendere gol subito. Stiamo cercando di comunicare anche di più in campo, le vittorie ci aiuteranno a crescere e migliorare”. 

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Sempre più Pedro: “Ma il mio gol l’ha fatto Felipe”

L’attaccante biancoceleste Pedro è intervenuto nel post partita di Lazio-Genoa ai microfoni di Lazio Style Channel, 233 di Sky: 

“Era una partita molto difficile in cui era importante ottenere il successo. Ho siglato il gol soprattutto grazie a Felipe Anderson, ma oggi comunque l’aspetto centrale era conquistare i tre punti. Siamo felici di avercela fatta.

Conoscevamo l’importanza della sfida dopo la sconfitta contro il Sassuolo. Penso che abbiamo disputato una buona gara, dobbiamo continuare a lavorare molto per continuare a vincere. Questo deve essere il nostro obiettivo.

Felipe Anderson ha giocato una partita perfetta. Ha corso molto, lottato e messo a segno assist. È un peccato non abbia segnato considerando il grande match disputato.

Dopo il vantaggio abbiamo giocato bene trovando anche le altre due reti. Peccato non essere riusciti a mantenere la porta inviolata”.

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Sarri: “Buona gara e vittoria senza Immobile. Non siamo nervosi, forse a volte troppo calmi. Pedro si diverte, Zaccagni ha entusiamo, Felipe on e off”

ROMA – La Lazio batte il Genoa e trova tre punti importantissimi per risalire in classifica. Maurizio Sarri, nel post partita dell’Olimpico, ai microfoni di Dazn ha commentato“Abbiamo fatto una buona partita, comandata e non concedendo nulla. Dispiace per il gol preso, non ci stava. Dopo tanto tempo penso che la Lazio abbia vinto senza Immobile. I due esterni hanno fatto bene, Felipe Anderson è in grande crescita. L’esultanza di Acerbi? I ragazzi mi sembrano pure troppo calmi a tratti, tutto questo nervosismo non lo vedo. Facciamo alcune partite scarichi mentalmente. Il calendario europeo è penalizzante, ma poi noi ci mettiamo del nostro. Una squadra può arrivare scarica fisicamente, non mentalmente”.

“Hanno pressato bene e quando siamo attivati come oggi certi movimenti ci vengono. Al contrario invece, arriviamo sempre secondi sulle palle. Pedro ha un curriculum che si sente di non dover dimostrare più nulla, si diverte e lo trasmette. Ha entusiasmo, ma la crescita di Zaccagni nell’ultimo mese è incoraggiante. Felipe come prima punta anche in futuro? È un giocattolo con on e off. Quando è su on può giocare in qualsiasi ruolo. Ora viene da un momento off, ma ha dato segnali forti e può fare la prima punta con le sue caratteristiche. Ha qualità fisiche e tecniche. Parliamo di un ragazzo che ha tante stagioni addosso e diversi momenti di blackout. È sensibile e hai paura di intervenire, per fargli del bene rischi di peggiorare ancora. Ha potenzialità straordinarie, ma è delicato”.

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Reazione Acerbi: “Non me ne frega delle critiche. Meno male che la gente non sa…”. Poi le scuse per l’esultanza…

Francesco Acerbi, difensore della Lazio, ha parlato a DAZN dopo il successo sul Genoa: “Non me ne frega meno di niente delle voci, fa parte del nostro lavoro, di quello che facciamo. Meno male che la gente non sa cosa succede nello spogliatoio. Essere al decimo posto con l’allenatore e la rosa che abbiamo non può farci piacere. Ce la stiamo mettendo tutta o quasi. Oggi dovevamo vincere a tutti i costi e lo abbiamo fatto giocando anche discretamente”.

Come valuti il vostro percorso?
“Il nostro percorso è altalenante vincere fa sempre bene. L’importante oggi erano i tre punti. Sappiamo di voler dare una svolta al nostro campionato”.

Risposta della squadra?
“L’impegno c’è sempre, mancano un po’ le distanze e ci vengono difficili anche le cose poi semplici. E un momento così, cerchiamo di vincere a Venezia e poi di tornare più freschi”

Sarri si è arrabbiato per il gol preso.
Quando si vince si è poi convincenti, stiamo facendo un po’ di fatica a capire quello che vuole il mister. Giusto che Sarri si arrabbi, anche noi volevamo un clean sheet.

Mancano i tifosi?
“Si, già col Covid non c’era nessuno. Adesso ce ne sono cinque mila, accontentiamoci di questi”.

L’esultanza polemica e la reazione dei tifosi, Francesco Acerbi s’è preso qualche ora di tempo per riflettere, ma poi sono arrivate le scuse. Con un video pubblicato su Instagram, il difensore della Lazio ha spiegato il suo punto di vista, ammettendo di essersi reso protagonista di un gesto sbagliato. Di seguito, le sue parole: “Ciao a tutti! Questa sera ho fatto un gesto sbagliato, è stato dettato unicamente dall’adrenalina, non per mancanza di rispetto. Mi dispiace, ma sapete quanto ci tenga alla Lazio, ai tifosi, al mondo Lazio. Vi mando un grande abbraccio, sempre forza Lazio. Buonanotte”.

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Natale Lazio, Lotito: “Punto su Sarri, ho dato mandato di rinnovare il contratto!” (AUDIO)

Nel corso della natalizia che sta andando in scena all’Hotel St. Regis a Roma, è intervenuto ai microfoni di Lazio Style Channel, 233 Sky.

“Sono il presidente di una grande famiglia che è cresciuta molto in questi anni. Ad oggi dico che alcuni non hanno colto l’importanza di far parte di una grande famiglia in cui ognuno ricopre un ruolo che deve svolgere al massimo. La Lazio non è un punto di partenza, ma è un punto di arrivo. Noi facciamo parte di una famiglia che rappresenta un ente morale: nel corso della Prima Guerra Mondiale il mio predecessore decise di cedere i propri terreni per dare vita ad orti di guerra.

Oggi ho incontrato mister Sarri, un uomo che può fare la differenza nel mondo del calcio. Ha una grande passione per il calcio, vive per questo sport. Il mister non è precario, anzi ho dato mandato affinché venga rinnovato il suo contratto di altri due anni. Noi siamo i primi a rispettare le regole del sistema. È finito il tempo del silenzio assenso, oggi la gente deve dimostrare le capacità attraverso i fatti e gli atteggiamenti.

Klose arrivò a Roma nel giorno del suo compleanno. In serata andò a riposare dato che il giorno dopo doveva allenarsi. Svolse la seduta con i ragazzi della Primavera ed alla fine si fermò a raccogliere i palloni. Per questo motivo è diventato il capocannoniere dei Campionati del Mondo.

Per essere definiti campioni si deve essere riconosciuti come tali. All’interno di questo gruppo c’è gente che stimo molto per come si comporta attraverso l’atteggiamento. A volte, invece, c’è un problema di egoismo, non si guarda al collettivo.

Per Natale vorrei la consapevolezza di saper riconoscere il valore del rispetto. La nostra è una famiglia dove deve esserci l’orgoglio di appartenenza ed in cui si vince con cattiveria agonistica e determinazione.

Ho voluto questa location perché qui mi sono sposato tanti anni fa. Ho voluto dare un segnale, noi siamo la Lazio.

Io punto sul mister perché sono convinto che attraverso il comportamento che ha si possono ottenere dei risultati e può consentire ai calciatori di crescere prima di tutto come uomini.

Noi siamo una grande famiglia con delle regole che non si possono disattendere. Voglio a tutti i costi portare avanti la crescita del sistema e del club. Non consentirò a nessuno di distruggere il mio operato. Sono diciotto anni che ricopro la carica di presidente, nessuno deve insegnarmi nulla. Io posso insegnarvi ad essere uomini”.

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Immobile: “Lotito, la strigliata è giusta! Dobbiamo fare di più”

Al termine della cena di Natale che è andata in scena all’Hotel St. Regis a Roma Ciro Immobile, attaccante biancoceleste, è intervenuto ai microfoni di Lazio Style Channel, 233 di Sky: 

“Sono contento del discorso del Presidente perché ha dato fiducia ancor di più al mister (non che ce ne fosse bisogno), sentirlo da lui fa bene. La strigliata del Presidente ci sta, è la prima volta che mi capita davanti a tutti. Un padre ogni tanto deve alzare la voce e usare il bastone, la carota non si può usare sempre. Non facciamo drammi, ma dobbiamo fare di più. Non siamo contenti di ciò che stiamo facendo, serve continuità e far divertire la gente. Ben venga la strigliata del Presidente così come un padre che rimprovera i figli, non lo fa con cattiveria ma per spronarci. Dai tifosi ci aspettiamo sempre sostengo, noi dobbiamo dare qualcosa in cambio e dobbiamo farli divertire. Abbiamo tutte le carte in regola per fare bene, ma è arrivato il momento di dimostrarlo. Dobbiamo tornare sulla stessa barca, tutti insieme da noi, i tifosi, il mister e la società. Auguro a tutti un Buon Natale e un Felice Anno Nuovo”. 

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Natale Lazio, Sarri: “A questi ragazzi voglio bene, dobbiamo pensare come squadra” (VIDEO)

Dal palco del St. Regis, ha preso la parola Maurizio Sarri:

“Per carattere sono chiuso. Voglio bene a questi ragazzi, possono fare di più di quello che stanno facendo. Devono pensare come collettivo, se lo faranno saranno esaltati individualmente. Chiedo di essere una squadra e di avere la forza di mettere in campo con continuità quello che mettiamo in campo solo in alcune partite. 

La squadra può dare di più, posso aiutarla a trovare motivazioni e continuità. Voglio chiudere con due vittorie prima della sosta”.