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Marusic, ritorno felice: “Tre punti importanti, ora il Galatasary” (AUDIO)

Adam Marusic, esterno della Lazio, ha parlato ai microfoni di DAZN dopo il successo contro la Sampdoria. “Mi sento bene dopo due settimane fermo, mi sento bene fisicamente ed è questo l’importante. Abbiamo giocato bene, siamo entrati con tanta voglia per vincere ma in dieci era più difficile ma l’importante era vincere oggi. Nel primo tempo abbiamo giocato molto meglio, loro nella ripresa hanno giocato meglio del primo. Dopo il primo tempo volevamo non subire gol, speriamo di farlo nella prossima partita. Ora contro il Galatasary dobbiamo dare tutto per vincere”.

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Basic, il secondo assist non è bastato: “Questione di mentalità, ora battiamo la Samp”

ROMA – “È stata una partita difficile come avevo detto prima dell’inizia. Il 4-4 non è semplice da digerire”Toma Basic è deluso dal pareggio dell’Olimpico contro l’Udinese. Dopo la rimonta, frutto della reazione di tutti, il gol di Arslan allo scadere ha il sapore della beffa. Il croato, a Lazio Style Channel, ha commentato ancora: “Siamo andati sotto ma poi l’abbiamo riaperta. La squadra ha mostrato che c’è energia e che possiamo creare molte palle gol e segnare. È stato un match difficile, ma dobbiamo essere concentrati sul prossimo. Il pareggio? È come un dejavù della partita con l’Atalanta. Ho fatto l’assist e abbiamo preso gol all’ultimo. Il mio assist non è importante, erano più importanti i tre punti. Questo è il calcio. Tutto riguarda la nostra mentalità e tutto dipende da noi. In questo momento non è semplice. Dobbiamo fare le cose tutti insieme e crescere dal punto di vista mentale. Dobbiamo prendere tre punti con la Sampdoria”. Corrieredellosport.it

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Sarri: “Lazio ancora malata dopo Napoli, ma non siamo ancora squadra. Serve qualcosa dal mercato” (AUDIO)

La classifica parla chiaro: Lazio nona in classifica, staccata dal treno per l’Europa. Il pazzo 4-4 contro l’Udinese appare, ancora una volta, un mezzo passo falso. Nel post partita, Maurizio Sarri ha commentato ai microfoni di Sky Sport: “Partirei dalla fine, abbiamo preso un pareggio in una partita bellissima. Zaccagni è stato trattenuto per un braccio, ci rimane l’amaro in bocca. Primo tempo in confusione, eravamo ancora malati dopo il disastro di Napoli. Poi la reazione, la rimonta e sembrava che la partita fosse morta. E al 99’ è arrivato il gol. Ci sono aspetti positivi e negativi. Esco soddisfatto dalla reazione, nel secondo tempo la squadra ha dimostrato voglia di fare e carattere. Nel primo tempo tanta confusione”.“

La reazione non servirebbe, meglio trovare continuità nella determinazione, nelle motivazioni, nell’applicazione. Invece a volte siamo vuoti e scarichi. Giocare il giovedì può portare stanchezza, ma serve attivazione mentale. A volte ci spegniamo, mentre serve continuità. Abbiamo anche momenti in cui giochiamo da squadra, ma non lo facciamo con continuità purtroppo. Tanti errori nella fase difensiva, ma non vuol dire sbagli in difesa. Con quei gol in contropiede è colpa anche dei centrocampisti. Paghiamo ogni errore e una squadra che non ha solidità può diventare anche poco fortunata”.

“Siamo ad un punto in cui ci sono tante difficoltà. Ogni tanto sembra che certi concetti siano acquisiti, al match dopo no. Serve trovare certezze, non siamo ancora squadra nel vero senso della parola. Stasera ho visto i ragazzi più attivati, fatta confusione nel primo tempo perché impauriti da quello accaduto nelle ultime partite. La sensazione è che tutti ci credessero nel ribaltare la partita. Il mercato? Dipende da quello che vuole la società. Abbiamo bisogno di qualche operazione che può essere importante o un giovane. Qualcosa va fatto. Poi se lo faremo in due o tre mercati dipenderà dalla società”.

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Immobile: “Prestazione inaccettabile, chiediamo scusa ai tifosi. Se non ci metti il giusto atteggiamento…” (AUDIO)

Deluso Ciro Immobile, capitano della Lazio, ai microfoni di DAZN dopo la sconfitta contro il Napoli. “Siamo dispiaciuti, chiedo scusa a nome di tutta la squadra e prestazioni del genere non sono accettabili. Fai fatica a parlare della partita, ha giocato solo il Napoli. Se fosse una squadra che non ha nelle corde determinate prestazioni allora uno ci passa sopra ma noi dopo la Juve abbiamo vinto più di tutti, dobbiamo tirare fuori e dare continuità a quello che stiamo facendo. Se non ci metti l’atteggiamento giusto prendi una batosta come questa sera”.

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Sarri: “Passi in avanti poi la disattivazione. Fatichiamo a stare su livello di applicazioni forti” (AUDIO)

Amaro il commento di Maurizio Sarri, tecnico della Lazio, ai microfoni di DAZN dopo la brutta sconfitta contro il Napoli. “La squadra aveva fatto dei passi in avanti ma ogni quattro-cinque partite viene fuori una gara così, il Napoli è la squadra più forte e l’impressione che mi hanno fatto dal campo è superiore alle altre. Siamo andati in difficoltà perenne, non è stato un approccio giusto però non possiamo recriminare nulla. Non era un discorso di comunicazione ma di tempi, di pressione da squadra. Vedo una squadra che fa fatica a stare su livello di applicazioni forti, giocando ogni tre giorni non aiuta ma non è ammissibile passare da dieci ad uno. Non si può lasciare un centrocampista libero, arrivavamo sempre in ritardo netto”.

La Lazio ha un bilancio più basso rispetto allo scorso anno, come legge questo dato?
“Non c’è da essere pessimisti e nemmeno ottimisti, c’è da capire da dove nascono questi alti e bassi. Non è semplice, io stasera mi aspettavo di tutto tranne che una partita di questo tipo. Ho visto una disattivazione”.

Felipe Anderson dopo le prime dieci partite gioca più sulla posizione.
“Felipe è un oggetto delicato, quando si spegne si spegne in maniera forte come quando si accende. E’ in una fase di down, la sua carriera è sempre stata questa e noi stiamo cercando di accompagnarlo ad un rendimento meno altalenante”.

Che sensazioni ha tornando a Napoli?
“Ho cercato di rimanere più sereno possibile, io ho questa città nel cuore. Non è una città normale”.

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Immobile, altro record (europeo) alle porte: “Stiamo ingranando, ora a Napoli per fare il nostro gioco”

L’attaccante biancoceleste, Ciro Immobile, è intervenuto nel post partita di Lokomotiv Mosca-Lazio ai microfoni di Lazio Style Channel, canale 233 di Sky: 

“Nel primo tempo abbiamo giocato bene, siamo usciti da dietro aprendo gli spazi. Davanti avevamo una squadra che chiudeva bene ed era aggressiva. A fine primo tempo eravamo tranquilli e il mister ha aggiustato delle piccole cose dicendo che sarebbe bastato il 30% in più per portare a casa la partita. Pedro ci ha dato molta vivacità, grazie anche a Felipe Anderson che ha stancato gli avversari. Voglio menzionare anche Zaccagni che è tornato e ci sta dando un grandissimo aiuto.

Adesso stiamo bene, stiamo assimilando i concetti del mister e stiamo venendo fuori, anche la difesa sta ingranando. Devo dire che al primo rigore ero molto più tranquillo, poi tirare due rigori ravvicinati mi spaventa un po’. Fortunatamente sono riuscito a tirarlo meglio del primo altrimenti il portiere me lo avrebbe parato. A Marsiglia eravamo andati vicini alla vittoria e ci è dispiaciuto pareggiare.

Quest’anno non era facile soprattutto per la grandezza degli avversari. Noi abbiamo reso la partita facile e abbiamo fatto benissimo. Il poco tempo per preparare una partita spesso ti fa portare dietro l’entusiasmo di una partita vinta. Ora riposiamoci, andiamo a Napoli per fare il nostro gioco seppur affronteremo una squadra che è in formissima e che è in testa al campionato”. 

Doppietta alla Lokomotiv Mosca, @ciroimmobile17 è a -1 dal record di gol in Europa con la maglia della Lazio di Inzaghi (20)! 163 gol con la maglia biancoceleste e 13esimo centro stagionale in 17 presenze

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Acerbi: “Buone cose e margini di miglioramento. Ora nessun alibi per Napoli”

Nel post partita di Lokomotiv Mosca-Lazio, il difensore biancoceleste Francesco Acerbi è intervenuto ai microfoni di Lazio Style Channel, 233 Sky.

“Loro sono partiti fortissimo. Noi abbiamo iniziato bene, non trovando però la soluzione giusta dal basso. Nella ripresa siamo rimasti tranquilli e con gli spazi che si sono creati abbiamo creato occasioni e trovato il gol. Stiamo facendo bene, abbiamo un metodo di lavoro efficace. Serve ancora crescere su tanti aspetti, ma stiamo mettendo in mostra delle buone cose. Proveremo a mantenere ancora la porta inviolata.

Per Napoli sarà necessario riposare, provando a giocare la nostra partita. Loro hanno quarantotto ore di riposo, ma non dovrà esserci nessun alibi. Ce la giocheremo con le nostre qualità e la volontà di ottenere il risultato”.

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Juve, quando Agnelli disse: “Sarri? Con lui un anno di me**a”

Uno scudetto non è bastato alla dirigenza della Juve per tenere Maurizio Sarri. Per il tecnico invece, quel tricolore ha rappresentato la chiusura di un cerchio fatto di sacrifici, campi di provincia e qualche delusione. Questione di punti di vista. E le parole di Andrea Agnelli, presidente bianconero, arrivano direttamente dalla docu-serie firmata Amazon Prime Video sulla Juve dal titolo “All or nothing”. Parole rivolte soprattutto a Sarri dette nel discorso allo spogliatoio all’inizio della stagione 2020-2021 con Pirlo in panchina. Si inaugurava un nuovo corso: “Sono 10 anni che sono presidente della Juve. Se guardo l’anno scorso, al di là dei risultati sportivi, ve lo dico dal cuore, è stato un anno di merda. Qualcuno anche qui dentro non ha dato tutto quello che doveva. Se penso a tutti gli sforzi che hanno fatto le donne e gli uomini della Juventus. Noi siamo 800, si va in campo in 800, si vince e si perde in 800. Siamo un gruppo che deve andare unito sempre nella stessa direzione. Abbiamo fatto una scelta in cui credo tantissimo che è quella di Pirlo, ora sta nel gruppo seguirlo sempre e comunque quotidianamente. Sarà un anno difficile, io torno con l’entusiasmo di una volta. Chiunque cercherà di toccare anche uno solo di voi, prima passerà sul mio corpo. Al resto pensateci voi”. Corrieredellosport.it.it

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Buffon su Sarri: “Alla Juve subito attriti, poi ha dovuto mediare. Per uno come lui farlo è avvilente”

Alla Juve Buffon è stato allenato anche da Maurizio Sarri e dall’ex compagno Andrea Pirlo. A proposito dell’attuale tecnico della Lazio commenta: “Da noi ha avuto tantissime difficoltà perché già all’inizio ha avuto dei piccoli attriti con qualcuno. Non è scoccata la scintilla. Dopo un mese, si è accorto che il tipo di lavoro che era abituato a fare avrebbe dovuto rivederlo e avrebbe dovuto cercare di mediare. E per uno come lui mediare è un qualcosa di avvilente. Non aveva quell’entusiasmo che di solito uno come lui ha”. A chi sostiene che sia tornato in bianconero dopo l’esperienza al Psg per aiutare il Comandante replica: “Non è vero. Quell’anno col PSG vinciamo l’andata degli ottavi di Champions a Manchester 0-2 e la Juve perde 2-0 a Madrid con l’Atletico. Ero felice per me ma non mi sentivo a mio agio per la sconfitta della Juve. E questa cosa ha pesato nelle scelte future. E poi giustamente la vita ti castiga perché al ritorno passano Manchester e Juventus. Sono tornato, non mi faceva impazzire l’idea di fare il secondo ma l’idea di poter vincere la Champions con questa dirigenza e con questi compagni è stata la cosa che ha pesato di più. Vincerla per la gente della Juve mi avrebbe dato una soddisfazione enorme”. La scorsa stagione l’addio di Sarri e Pirlo al timone. A proposito del lavoro fatto dell’ex centrocampista Buffon commenta: “Un allenatore che vince Coppa Italia, Supercoppa e che arriva in Champions non ha fallito”

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Reja: “Un consiglio a Sarri, lascia perdere l’Europa. Per essere competitivo su due fronti serve rosa profonda”

Il CT della Nazionale albanese, ed ex allenatore bianco celeste, Edy Reja è intervenuto ai microfoni di Lazio Style Radio, 89.3 FM.

“Oggi vestirò gli speciali panni di tecnico della squadra del Vaticano, Lotito mi ha chiamato e ho raccolto l’invito cogliendo anche l’opportunità per salutare vecchi amici perché da quando sono andato via non avevo più rivisto nessuno. Rispetto a quando sono andato via il Centro Sportivo è migliorato esponenzialmente, complimenti al Presidente.

Ieri la Lazio mi è piaciuta soprattutto nel primo tempo, il primo ‘rigorino’ ha complicato la partita, prendendo una piega diversa. La Juventus ha fatto una partita fortemente difensiva, la Lazio ha dominato suo possesso palla ma non è riuscita a essere incisiva sotto porta, complice anche l’assenza di Ciro Immobile.

In mezzo a Juventus e Napoli c’è la gara di Mosca: giocare il giovedì è sempre logisticamente complicato, consiglio a Sarri di lasciar perdere l’Europa League (ride, ndr). Per essere competitivo su entrambi i fronti occorrono rose profonde, si gioca sempre ogni tre giorni, anche considerando gli impegni delle Nazionali.

Vincere il derby al 93” con il gol di Klose è stata la più grande soddisfazione della mia carriera da tecnico, insieme alla promozione dalla cadetteria alla Serie A alla guida del Napoli: una stracittadina vinta così è stata un’esplosione di gioia incontenibile”.