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Martuscello: “I ragazzi ci seguono ed il club ci è vicino. Serve tempo per concretizzare” (AUDIO)

Giovanni Martusciello, vice di Maurizio Sarri, ha commentato il pareggio ottenuto in extremis sul campo del Torino: “Ottima prestazione contro una squadra difficile da affrontare in questo momento. Nel calcio basta poco per esaltarsi e poco per buttarsi giù. Eravamo partiti tenendo il controllo, poi abbiamo sofferto un po’ nel primo tempo la loro maniera sporca di giocare. Abbiamo preso gol ma c’è da considerare la reazione positiva che ci ha portato al pareggio”.

Mancanza di risultati: “Manca la continuità negli allenamenti, dobbiamo lavorare su alcuni principi, non ancora assimilati. I risultati stanno arrivando, noi vogliamo crescere e proporre un gioco diverso rispetto a quello che questa squadra ha avuto negli ultimi 4-5 anni. C’è la disponibilità dei ragazzi, si divertono e ci vuole tempo per concretizzare quello che facciamo negli allenamenti. I risultati danno linfa in più ma siamo sereni e sentiamo la società vicina. Ci vuole tempo”,

Arriva il derby: “La squadra ha fatto una buona prestazione, tenendo presente anche l’avversario. Il Torino “soffoca, soprattutto chi vuole giocare a calcio. Non sono preoccupato, domenica ce la giocheremo”.

Pedro e Milinkovic-Savic fuori: “Dovevano tirare un po’ il fiato dopo 4 partite in 10 giorni. Era un riposo programmato”.

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Hysaj: “Alla Lazio a prescindere da Sarri. E’ super motivato, presto sarà la sua Lazio!” (AUDIO)

Come accaduto prima di Milan-Lazio, anche oggi, alla vigilia della gara con il Torino, non parlerà Maurizio Sarri. Al posto del tecnico, che domani non sarà in panchina perché squalificato (non è stato accettato il ricorso), tra poco a Formello in conferenza ci sarà Hysaj, uno dei nuovi acquisti estivi.

Sei il calciatore più utilizzato da Sarri in carriera: in cosa vi sentite cambiati, tu e il mister, rispetto agli inizi?
“Siamo un po’ più maturi sotto tanti punti di vista. Entrambi siamo andati a fare anche le nostre esperienze fuori. Il mister lo vedo carico e ancora più motivato. Vedo che gli piace lavorare con la Lazio”.

In estate hai scelto la Lazio nonostante le tante proposte: è stata decisiva la presenza di Sarri?
“Sicuramente è stato un motivo in più, ma già avevo idea di venire alla Lazio, una squadra molto forte”.

Chi ti ha impressionato come nuovo compagno?
“La Lazio ha dato fastidio a tutti, ci sono tanti giocatori forti. Ciro Immobile è uno dei più forti, quando ce l’hai contro ti dà noia, ora dico che sono fortunato. Ci sono anche Luis Alberto e Milinkovic…”.

Quanto tempo vi manca per diventare una squadra di Sarri?
“Per alcuni giocatori che erano qui, dopo anni di 3-5-2, non è facile cambiare modulo. Sarà una cosa veloce: con il mister in campo e gli allenamenti che stiamo facendo in poco tempo torneremo in forma. Il Torino è molto forte, bisogna andare convinti e pensare che siamo la Lazio. Dobbiamo credere in noi stessi. Dove possiamo migliorare? Sono tanti gli aspetti, ma con la disponibilità che c’è sono fiducioso. Prima o poi ci divertiremo”.

Domenica c’è il derby, ne state già parlando?
“No, nessuno ne parla. Prima c’è il Torino e abbiamo visto che non dobbiamo mai sottovalutare gli avversari”.

Conosci bene i due portieri della Lazio: con Reina ci hai giocato a Napoli, con Strakosha in nazionale…
“C’è un patrimonio importante, sono due campioni che si stanno giocando il posto. Mi è dispiaciuto contro il Galatasaray per l’errore di Strakosha, ma è un professionista. Sono contento che i tifosi domenica lo abbiano applaudito, è stato un gesto importante per tutti noi, sappiamo che la tifoseria ci supporta sempre”.

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L’avvocato Gentile: “Sarri contro Chiffi potrebbe vincere”

Maurizio Sarri colpevole. La Prima Sezione della Corte Sportiva D’Appello Nazionale, presieduta da Carmine Volpe, ha respinto il reclamo avverso la squalifica di due giornate inflitta al tecnico dal Giudice Sportivo dopo l’espulsione di Milan-Lazio e il successivo scontro verbale con l’arbitro Chiffi, avvenuto nel tunnel degli spogliatoi di San Siro. Non è finita e il caso tiene sempre banco. L’allenatore biancoceleste è pronto a portare il direttore di gara in tribunale. E Radio Punto Nuovo, l’avvocato del club, Gianmichele Gentile, ha commentato: “Squalifica un po’ eccessiva? La verità processuale è scritta il rapporto dell’arbitro il quale lascia intendere che Ibrahimovic abbia aggredito Lucas Leiva e Sarri era solo intervenuto per calmare gli animi. Da lì sembra che un giocatore del Milan abbia preso in giro il tecnico, causando uno scambio verbale. Nel corridoio dello spogliatoio Sarri si lamenta con l’arbitro dicendo che non può consentire di farsi prendere in giro da un ragazzino e alla fine è stata verbalizzata una bestemmia del tecnico toscano. Crediamo ci sia stata un’esagerazione nella sanzione del giudice sportivo perché ciò che ha pronunciato non si può classificare come un gesto blasfemo”.

L’avvocato Gentile sul caso Sarri

“È vero che Sarri vuole denunciare alla giustizia ordinaria l’arbitro Chiffi? Non ne ho parlato direttamente con lui, ma se riesce a dimostrare ciò che ha detto potrebbe vincere. Gli danno la possibilità di fare ricorso? Noi come Lazio abbiamo denunciato l’arbitro per quello che ha riportato nel suo rapporto e si sono giustificati affermando “ forse ha capito male”, quindi se Sarri ha bisogno di lamentarsi non deve chiedere il permesso a nessuno”. Corrieredellosport.it

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Lotito: “Tempo a Sarri, sarà Lazio spettacolo. Flaminio? Volontà di trovare soluzioni”

Torna a parlare Claudio Lotito. Lo fa in un momento cruciale per la stagione della sua Lazio. Servono punti a Torino, serve vincere il derby contro la Roma di domenica. L’inizio è stato così e così, ma il patron non ha dubbi sulla bontà del progetto firmato Maurizio Sarri: “Ai fini dello spettacolo è una Lazio propositiva. Certo, si possono acquisire anche i risultati con i catenacci che c’erano una volta. È una scelta. Mi auguro che nel derby l’atteggiamento della squadra in campo sia di quelli di chi vuole raggiungere traguardi importanti perché la società ha fatto di tutto per far sì che ciò accada”. “Da come eravamo partiti 18 anni fa, oggi si vede un cambio di passo anche dal punto di vista psicologico: eravamo in una condizione di prostrazione, oggi siamo una società che si propone come ambiziosa che vuole raggiungere determinati traguardi e sta facendo di tutto per far sì che ciò accada. Serve tempo per amalgamarsi e raggiungere grandi obiettivi. Bisogna avere pazienza, l’atteggiamento è positivo, si tratta di acquisire quella mentalità e quegli automatismi che oggi faticano ad acquisire perché vengono da un assetto tattico completamente diverso. La società attraverso la mia persona non si può recriminare nulla, mi auguro che la tifoseria apprezzi gli sforzi e le iniziative perché essere della Lazio deve essere motivo di orgoglio. La Lazio incarna i valori dello sport per questo lavoriamo dentro e fuori dal campo. Spero che i tifosi recepiscano questo messaggio e mi auguro che siano orgogliosi di appartenere a questa squadra che ha questi valori. Strakosha? Imprevisti non voluti che non dipendono dall’incapacità. Fanno parte dello sport e penso che noi dobbiamo vincere, ma renderci conto che in campo ci sono anche gli avversari. L’importante è scendere in campo determinati a voler dare il meglio e ottenere risultati poi ci sono fattori imponderabili che non dipendono dalla nostra volontà. Abbiamo lavorato per essere protagonisti in Europa. Non dimentichiamoci che la Lazio dopo la Juventus è la squadra che ha vinto più di tutti. Siamo una società proiettata nel futuro con capacità organizzative e propositive di spessore anche a livello internazionale. Lo stadio Flaminio? La situazione è in itinere, stiamo affrontando alcune tematiche di carattere tecnico-burocratico. Da parte nostra c’è tutta la volontà di trovare una soluzione. Si tratta di contemperare le esigenze delle normative pubbliche con le nostre. Speriamo di poter arrivare a trovare la soluzione definitiva”. “Non ho sensazioni perché le persone sono parti di un ingranaggio e personalizzare gli eventi è sbagliato. In campo ci vanno i giocatori con l’allenatore. L’interesse è proiettato sulle capacità del tecnico che sono indiscusse, in campo ci vanno i giocatori che devono essere fedeli esecutori di ciò che decide il direttore d’orchestra”. C“Non ho sensazioni perché le persone sono parti di un ingranaggio e personalizzare gli eventi è sbagliato. In campo ci vanno i giocatori con l’allenatore. L’interesse è proiettato sulle capacità del tecnico che sono indiscusse, in campo ci vanno i giocatori che devono essere fedeli esecutori di ciò che decide il direttore d’orchestra”. Corrieredellosport.it

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Basic aspetta il suo momento: “Con Sarri sarà un adattamento semplice”

Toma Basic lavora sodo per ritagliarsi uno spazio importante alla Lazio. È arrivato solo negli ultimi giorni di calciomercato d’estate, sta cercando di integrarsi al meglio in un ambiente e un campionato per lui totalmente nuovi. E a Radio Punto Nuovo, l’agente del croato, Adrian Aliaj, ha parlato della trattativa che lo ha portato in biancoceleste e di tutti gli interessamenti: “Si tratta di un giocatore di grande qualità: il Napoli, l’Atalanta ed il Milan erano sul calciatore. Ha bisogno di tempo, ha tecnica, vede la porta col mancino. Si deve adattare al calcio italiano, con Sarri che è un grande allenatore sarà tutto più semplice. La Lazio ha avuto qualche piccola difficoltà, ma non è uscita fuori strada. Sono convinto che potrà esser una stagione importante, l’Italia è sempre stata la nostra prima scelta”. Basic al momento ha fatto registrare due presenze con la Lazio, sempre dalla panchina. Aspetta l’occasione giusta per il salto definitivo. Corrieredellosport.it

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Peruzzi: “Sarri grande tecnico. Ho sentito Strakosha un minuto dopo il suo errore…”

Un addio silenzioso, quello di Angelo Peruzzi alla Lazio. Ha tolto i panni di club manager, lasciato Formello, l’ambiente biancoceleste è solo il passato. Ma non perde di vista le prestazioni della squadra, presa in mano da Maurizio Sarri dopo il ciclo Inzaghi: “Sarri è un grande allenatore. Dovunque è andato, da Napoli in avanti, ha fatto bene. Poi dire a inizio campionato cosa si può vincere è un’utopia. Ci sono tutti i presupposti per far bene ma non puoi mai sapere, il calcio è bello per questo. Il derby di domenica come spartiacque? Non credo, siamo all’inizio del campionato, è troppo presto. Bisogna vedere, c’è ancora una partita di mezzo, ma il derby è un match a parte e non conta niente chi è davanti in classifica, chi sta male o chi sta bene”, le sue parole a margine della cerimonia di consegna dei premi Manlio Scopigno e Felice Pulici 2020/2021, al Salone D’Onore del Coni. “Ho sentito Thomas dopo un minuto che era finita la partita, ci siamo mandati messaggi. È stato un errore. So che è un bravissimo ragazzo e un bravissimo portiere, quindi gli auguro ogni bene”. 

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Martusciello: “Meglio nel ritmo, nell’aggressività e nel palleggio, ma ora non facciamo passi indietro!” (AUDIO)

Non trova la vittoria la Lazio, che all’Olimpico, dopo due sconfitte consecutive, pareggia 2-2 contro il Cagliari. Tra poco in conferenza stampa commenterà la gara Giovanni Martusciello, il vice di Sarri che oggi era in panchina perché l’ex allenatore della Juventus era squalificato. 

Inizia la conferenza stampa:

Ci sono stati dei passi avanti?
“Sì, soprattutto in termini di ritmo e nella fase di riconquista. Chiaramente quando fai questo, ti scopri un po’ agli avversari. Ho visto una Lazio attiva, vogliosa, piacevole. Ora però bisogna confermarci e consolidare quanto di buono fatto. Non dobbiamo fare come il gambero, un passo avanti e poi indietro. Il gol subito ci ha condizionato, ma non deve succedere, ci sta fare degli errori. Bene però la reazione, anche grazie al sostegno del pubblico dell’Olimpico”.

Oggi ha visto quello che avete provato in allenamento?
“Solo a Milano abbiamo visto un passaggio a vuoto oggettivo, ma già a Istanbul la squadra in campo era più ordinata. Non bisogna farsi condizionare dai risultati. Oggi anche la fase di palleggio è stata positiva. Siamo stati premiati nel finale ma il pareggio ci sta stretto”. 

I due errori difensivi nei gol subiti?
“Sullo schema da calcio d’inizio ci siamo fatti trovare impreparati e non siamo stati aggressivi fuori area. Poi sono stati bravi loro, anche se la prima rete era evitabile. Però non dobbiamo mettere la testa giù se si prende un gol”. 

Come preparerete la gara con il Torino?
“Bisogna analizzare le cose fatte oggi, sia quelle positive che quelle negative. Dobbiamo dare continuità a determinati comportamenti, anche se ci può stare trovare delle difficoltà. Il mister è molto preciso e cercheremo di prepararci nel migliore dei modi”. AUDIO

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Patric: “Non dobbiamo perdere consapevolezza, riscattiamoci!”

Patric vuole conquistare Sarri e contro il Cagliari, sfida in cui potrebbe tornare titolare, sogna la partita perfetta. Il vista della gara con i sardi, il difensore spagnolo è intervenuto ai microfoni del match program ufficiale:

“Dopo una buona partenza in campionato abbiamo vissuto due prestazioni che neanche noi ci aspettavamo. Sappiamo di non aver fatto bene e vogliamo riscattarci il prima possibile. Gli ultimi due risultati non devono toglierci consapevolezza, sappiamo che siamo dentro una nuova idea di calcio e che affrontiamo avversari di valore; avremo bisogno di tempo per assimilare i meccanismi. Giocare all’Olimpico? È sempre bello perchè ci mettiamo in mostra davanti al nostro pubblico. Vedere lo stadio pieno e festeggiare insieme le reti è molto bello. Dobbiamo trarre dall’Olimpico una grande forza e mettere paura alle squadre che sfidiamo. Il Cagliari può fare male. Ha molti giocatori di valore, dovremo essere pronti a giocare una partita con delle difficoltà, come accade sempre”. Laziopress.it

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Le parole di Acerbi come quelle di Chiellini. Ma Sarri alla Lazio avrà più tempo per lavorare

Leggete con attenzione queste dichiarazioni. Sono quelle rilasciate nella serata di ieri da Francesco Acerbi, centrale della Lazio dopo la sconfitta in Europa League sul campo del Galatasaray: “Stiamo lavorando molto per amalgamare difesa, centrocampo e attacco che devono andare in sintonia. E’ il lavoro che stiamo facendo con Sarri si sa che ci vuole tempo. Cerchiamo di diminuire questo tempo, testa alta e bisogna dare qualcosina in più da parte di tutti oltre che lavorare con il sorriso. E’ anche una questione mentale perché ci metti talmente tanta anima per far bene quello che dice il mister che a volte cedi, vuoi fare una cosa in più e non riesci a fare quel che dovresti”.

Queste invece, tornando indietro di circa due anni, solo le dichiarazioni che rilasciò Giorgio Chiellini, dopo qualche mese di lavoro con Sarri alla Juventus. Era il 3 dicembre 2019, in occasione della premiazione del Gran Galà della Serie A: “Le squadre di Sarri anche negli anni scorsi riuscivano a mantenere solidità difensiva quando riuscivano a mantenere alta intensità e pressione sulla palla lontano dalla porta. Quando, per vari motivi, si trovavano a difendere vicino alla propria porta si trovavano in difficoltà, perché è una ricerca costante di stare nell’altra metà campo anche in fase difensiva. Con Allegri, invece, era diverso: o si provava a recuperare subito la palla o si tornava indietro, difendendo dietro la linea della palla anche con otto o nove giocatori. Un modo di giocare che aveva vantaggi e svantaggi, perché chiaramente quando recuperi la palla più basso fai più fatica ad andare avanti. Ci stiamo lavorando, anche se c’è poco tempo perché giochiamo ogni tre giorni”. 

Sono dichiarazioni che hanno diverse passaggi in comune, che spiegano anche le difficoltà di una Lazio che dopo aver illuso – nella ripresa di Empoli e contro lo Spezia – di aver già appreso al 100% i dettami del suo allenatore è poi inciampata in due sconfitte, con la prestazione di Milano anche più infelice di quella di ieri. 

Per Sarri ieri è stato fatto un passo avanti e non ha tutti i torti. Ma le difficoltà difensive sono evidenti, e al netto di un difensore centrale in più che sarebbe servito – eccome se sarebbe servito – c’è da fare i conti con una fase difensiva che più delle altre è cambiata. Venti, 30 anche 40 metri più avanti rispetto a quando c’era Inzaghi, una difesa che deve aggredire gli avversari con l’aiuto del centrocampo e scappare indietro solo come ultima alternativa, accettando a quel punto l’uno contro uno.
E’ un’altra cosa. Un modo di difendere rispetto all’era Inzaghi, che deve necessariamente coinvolgere tutta la squadra per non mandare sistematicamente in difficoltà i difensori. A Napoli, soprattutto dalla seconda stagione in poi, si cominciarono a vedere i risultati. Alla Juventus Sarri – per sua stessa ammissione – ha invece presto alzato bandiera bianca.
Alla Lazio però è diverso: come a Napoli, non c’è l’esigenza di anteporre la vittoria a tutti i costi. Fin da subito. Ecco perché le parole di Acerbi, pur risuonando oggi come quelle di Chiellini di due anni fa, non saranno il prologo di un identico finale. Tuttomercatoweb.com

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Atletico-Porto, Conçeiçao ricorda gli anni alla Lazio con Simeone: “Gruppo pieno di personalità forti”

Intervenuto in conferenza stampa alla vigilia della sfida contro l’Atlético Madrid, il tecnico del Porto, Sergio Conçeiçao, ha rievocato i tempi in cui era compagno di squadra di Diego Simeone, col quale si è laureato campione d’Italia nel 2000 con la maglia della Lazio: “Quello era un gruppo vincente, difficile da affrontare e con molti giocatori dalla personalità forte, per cui difficile da allenare. Non è stato un anno di carezze, ma di tanta lotta in ogni allenamento per conquistare un posto in squadra. Alla fine siamo riusciti a regalare il secondo scudetto alla Lazio, cosa non facile in Italia visto che all’epoca giocavano in Serie A i migliori giocatori al mondo. Fa parte del passato, oggi siamo entrambi allenatori e vogliamo vincere domani”.