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Leiva: “Questa gara ci dice quanto ancora dobbiamo lavorare…” (AUDIO)

Nel post partita, è intervenuto ai microfoni di Lazio Style Channel, canale 233 di Sky, il centrocampista biancoceleste Lucas Leiva:

“Questo risultato fa capire quanto dobbiamo lavorare, abbiamo forzato alcuni passaggi e regalato al Milan pericolose ripartenze. Testa bassa perché è ancora lunga, c’è tempo per recuperare. Oggi la nostra pressione è stata poco efficace.

Bisogna lavorare per risolvere le cose che non sono andate e ripartire, non è questo risultato a determinare il nostro valore. Giovedì giocheremo in un ambiente caldo in Turchia, ma vogliamo fare bene in Europa League e dire la nostra”.

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Sarri: “Cambiando il modo di giocare deve cambiare quello di pensare. Fatto il contrario di quanto provato” (AUDIO)

Maurizio Sarri, allenatore della Lazio, dopo la sconfitta rimediata sul campo del Milan è intervenuto al microfono di Dazn: “Niente di particolare. Un ragazzo ha fatto un gesto che a persone più anziane non si fa, ma poi è finito tutto perché Ibra l’ha portato a chiedere scusa. Saelemaekers? Sì, ma sono cose da campo. Nulla di particolare”.

Sui problemi di stasera a centrocampo.
“Il problema è che se diventi attendista e aspetti con una linea più alta di centrocampisti poi la palla filtra per forza. Se avessimo alzato il baricentro e fossimo andati nella metà campo avversaria i palloni sarebbero stati meno. Il problema è a monte”.

Qual è la prima cosa che vorresti vedere dalla tua squadra da qui in avanti?
“Cambiando il modo di giocare deve cambiare il modo di pensare. In campo mezzo secondo di pensiero succede e questo ti porta ad essere in ritardo. La squadra deve avere il coraggio di andare a difendere nella metà campo avversaria. Questo ci costa pazienza, ma se si perdono le partite non giocando il nostro calcio è più presente”.

Temeva potesse arrivare una prestazione come quella di stasera?
“Quando vieni dalla sosta per le nazionali l’incognita è tripla perché è un processo strano: vai a giocare in un gruppo diverso, in maniera diversa, per obiettivi diversi e poi torni qui. Al di là dell’aspetto fisico. Ci sono anche le problematiche mentali. Per cui queste sono partite in cui l’incognita è forte, soprattutto per squadre come noi che ancora non hanno un’identità ben definita”.

Qual è la cosa che ti ha sorpreso di più negativamente della prestazione di stasera?
“Abbiamo fatto una partita contraria rispetto a quello che proviamo per tutta la settimana. Ci siamo messi ad aspettare l’avversario nella nostra metà campo, questo per me è fonte di delusione. Poi però bisogna essere lucidi, capire che gli sto chiedendo cose a cui non erano abituati, per cui certe partite possono venir fuori”.

Quanto sono larghe le spalle di Immobile per allontanare le critiche che riceve in Nazionale?
“Non siete molto normali, nessuno a livello di media. Per alcuni contano i numeri, per Ciro non contano i numeri. Ciro ha dei numeri per cui è inattaccabile. L’Italia ha vinto un Mondiale con un attaccante che ha segnato meno. La Francia ha vinto un Mondiale con Giroud a zero gol. E’ un grandissimo attaccante, è stato utile in mille maniere in Nazionale. Vedo che i numeri contano molto per certi personaggi e contano meno per altri personaggi”.

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Carica Zaccagni: “La Lazio e Sarri la mia grande occasione. Concorrenza di Pedro e Felipe un onore”

Tutti si aspettavano la consueta conferenza della vigilia di mister Sarri, invece in sala stampa c’è Mattia Zaccagni. Il 26enne ex Verona, l’ultimo acquisto estivo, alle 14 si presenterà oggi ai media e ai suoi nuovi tifosi. Domani esordirà in biancoceleste contro il Milan anche se partirà dalla panchina.

Dove verrai schierato da Sarri? La Lazio può essere il trampolino di lancio per raggiungere la Nazionale?
“Sono molto contento di essere qui, la Lazio è una grande occasione. Ho subito notato che c’è un gruppo fantastico. Ricoprirò più o meno lo stesso ruolo in cui giocavo all’Hellas”.

Quanto è stata decisiva la tua volontà nella trattativa?
“Appena ho saputo della Lazio non ho esitato. Ho subito detto sì, sono convinto che con Sarri migliorerò tanto. Al di là del tecnico, uno dei migliori, la Lazio è un grande club con tanta storia”.

Puoi esordire a San Siro: non male come esordio…
“Ho esordito in A contro l’Inter lì. Sarà un nuovo inizio, sono molto contento di farlo con questa maglia”.

Quali sono i tuoi obiettivi? E quelli della squadra?
“Io cercherò di fare il meglio possibile e giocare con costanza. A livello collettivo, secondo me, dobbiamo pensare di partita in partita e provare a vincerle tutte”.

Tra poco ci sarà il derby: sei emozionato?
“È il più importante d’Italia. Anche dalla televisione si percepisce il calore della città. Sono molto carico”. 

La concorrenza con Pedro e Felipe Anderson è stimolante?
“Deve essere solo un onore per me. Ho dei grandi compagni di reparto e penso di poter imparare tanto da loro”.

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Pedro: “La Roma il passato, ora tutto per la Lazio. Un’allegria lavorare con Sarri, è come Guardiola”

Ha ritrovato il sorriso, Pedro. Dalla Roma alla Lazio, stessa città, ma altri stimoli. Un affare immediato sferrato dal ds Igli Tare su impulso di Sarri, che lo aveva già allenato al Chelsea. Subito fondamentale nello scacchiere del tecnico, lo spagnolo ai microfoni di Lazio Style Channel ha parlato del momento: “Mi piace la canzone della Carrà, ‘Pedro’, è un piacere che tutti i tifosi mi cantino questo brano. La Carrà è un mito anche in Spagna ed è bello. La canzone, speciale, ricorda quando sono arrivato qua. Non mi aspettavo questa accoglienza di compagni e tifosi. Una bella sorpresa. Venivo dalla Roma, non era facile. L’accoglienza è stata perfetta, mi hanno fatto subito una bella impressione. Lavorare con Sarri è un’allegria, una bella persona e un grande tecnico. Alla Roma stavo vivendo una situazione difficile da fuori rosa. Non ho parlato con allenatore e dirigenti. Mi dicevano che dovevo andare via. Ho parlato con Sarri e ho colto la possibilità bellissima di venire qua. Sono felice di essere alla Lazio e di lavorare qui. E i tifosi, fin dal primo giorno, mi hanno accolto benissimo. Voglio fare tanto per questa squadra. Il gol al derby? È il passato, non voglio parlare molto della Roma. Sono qui per lavorare tanto per Sarri che mi ha dato fiducia. Voglio dare tutto per la Lazio. Penso solo a questo”.

Pedro e il lavoro con Sarri

“Sarri ha una idea chiara di gioco. Puoi farlo in Serie A, in Premier League, in Liga. Se hai le idee chiare di gioco puoi fare bene ovunque. Lui lavora ogni giorno e trasmette l’idea a tutti i giocatori. Il campionato è iniziato bene, ora dobbiamo continuare così. Qui ci sono tanti calciatori bravi: Felipe Anderson, Immobile, Milinkovic, Luis Alberto. Giocano con qualità e testa. Così è più facile giocare per me e ambientarmi. Non sai mai cosa ti aspetta quando arrivi in un nuovo club. Alla Lazio c’è voglia. Dopo due giorni ho subito giocato ad Empoli. Conosco bene Sarri, la sua filosofia non è facile da capire. Ma quando la squadra apprende diventa bello. Già nove gol segnati. Il campionato è difficile e lungo, dobbiamo continuare così per fare una grande stagione”.

L’esame Milan e la voglia di vincere

Una partita tosta, difficile. Il Milan è aggressivo, ha grandi giocatori. Difficile vincere, ma è una grande opportunità di fare qualcosa di buono. Ho sempre voglia di vincere. Quello che dico nello spogliatoio quando mi chiedono qualcosa rispondo: lavorare per vincere. L’obiettivo finale è questo e vincere trofei. Meno male che gli stadi sono aperti, il pubblico è una parte fondamentale di questo sport. Senza tifosi non c’è gusto. All’Olimpico, con i tifosi, è stata un’allegria. Un giocatore con tanta esperienza vuole il tifo. C’è altra ambizione con i tifosi intorno. La maglia numero nove? Un numero libero che ho portato anche in nazionale. Qui hanno giocato tanti grandi giocatori. De La Pena e Mendieta sono importanti per la storia della Spagna. Per me è un privilegio giocare alla Lazio. Luis Alberto? Non so perché non va in nazionale, è fortissimo. Tutti hanno visto il Mago. Ha qualità, è un calciatore diverso. La domanda la faccio a Luis Enrique. Per me è da nazionale. Lavorare con Sarri vuol dire sempre imparare. Al Chelsea ho subito capito la sua idea di calcio e mi piace. È una persona molto importante per me, insieme abbiamo vinto l’Europa League. Poi cito Guardiola, lo ringrazio perché mi ha fatto vincere tutto al Barcellona. Luka Romero e Raul Moro? Hanno un grande futuro. Lavorano bene e cerco di insegnarli qualcosa. Sono sicuro che giocheranno tanto, ci sono qualità e personalità. Sono il futuro della Lazio. Messi via dal Barcellona? Non se lo aspettava nessuno. Ha giocato tutta la vita lì. Ama i blaugrana. Difficile capire cosa sia successo con il presidente. Parliamo di una sorpresa, gli auguro il meglio a Parigi. Il potenziale della Lazio è alto, ma pensiamo al Milan. Avanti passo dopo passo”. Corrieredellosport.it

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Felipe ritorno: “Qui sono felice. Anche Sarri mi ha spinto, ora anch’io posso divertirmi con lui. Ciro leader, Milinkovic il più forte”

Il Felipe Anderson 2.0 è appena iniziato. Il brasiliano è tornato alla Lazio dopo l’addio nel 2018. Un ritorno voluto da Maurizio Sarri, dal ds Tare e dallo stesso calciatore. Il legame è rimasto forte, ora è ancora più saldo: “Sembra di non essere mai andato via. Dal primo giorno del ritorno mi sono sentito felice. C’è un bell’ambiente. I calciatori vecchi e nuovi mi hanno accolto benissimo. L’anno scorso sono venuto in vacanza qui, mancavo da due anni. Sembrava che ancora giocassi qua, nessuno aveva dimenticato nulla. Mancava solo dire: ‘Dai domenica c’è la Lazio…’. Sono motivato, questa di tornare è la scelta migliore. Volevo sentire di nuovo questa atmosfera, ho subito detto sì”, le sue parole a Lazio Style Channel.“In Inghilterra ho lavorato tanto sulla forza e sull’intensità, sono cresciuto tanto. In Premier non pensano molto alla tattica, qui in Italia è importantissima. Il primo anno è andata bene, il secondo non tanto. Poi da entrambe le parti c’è stata la decisione di lasciarsi. Rimane comunque una bella esperienza al West Ham. Anche Sarri mi ha spinto a venire qui, contro di lui era difficile giocare. Ci siamo affrontati a Londra. Le sue squadre si divertono molto. Glielo abbiamo chiesto: ‘Vogliamo divertirci anche noi”. Ci ha risposto che serve solo lavorare. Bello sentire che un allenatore ti vuole in squadra. Io voglio lavorare sodo per ripagare la fiducia del tecnico, dei tifosi. Mi sento più forte, sono in pace e chiedo di divertirmi. Mi importa cosa accade alla squadra, non i gol. Vincere conta e sicuramente è bello aiutare la squadra. Lavoriamo per la Champions League”.“Immobile? In campo c’è sempre e segna. Difficile vedere un attaccante come lui. É un leader, si prende cura di tutti, sente la responsabilità della squadra. In Nazionale ci sono tanti calciatori, nel suo momento farà la differenza, i numeri parlano per lui. E qui deve stare tranquillo: gli faremo segnare tanti gol. Con lo staff sto lavorando per prendere la miglior forma e ogni giorno mi sento meglio. In pochissimo tempo arriveremo a quella costanza che serve. Mi sento più forte rispetto a quando ero qui. Questa è l’eta giusta, sono più maturo come calciatore e uomo. Mi mancava giocare. I tifosi hanno avuto un ruolo determinante per farmi ritornare qua. Mi hanno sempre sostenuto e voluto. Obiettivo gol? Ho sempre degli obiettivi. Il primo è aiutare la squadra a vincere tutte le partite possibili. Se facciamo il nostro si va forte”.”In questi ultimi anni la Lazio ha vinto tanto. Bello stare in un club che ha grandi ambizioni. I calciatori si allenano per vincere, anche le partitelle in allenamento. Nessuno vuole mai perdere. Ho ritrovato una squadra più competitiva, cattiva, ambiziosa. Vogliamo vincere a tutti i costi. E anche Sarri è così. Insieme faremo grandi cose. L’avversario più forte? Van Dijk in Premier League. Era in una fase incredibile, non si passava. Il compagno più forte è Milinkovic-Savic. É cresciuto tanto. Tutti i miei compagni li ho seguiti sempre, l’amicizia è incredibile. Luka Romero e Raul Moro? Luka diventerà speciale, difficile vedere un calciatore così piccolo con la sua esperienza. Quando siamo giovani andiamo d’istinto, lui non è così. Stesso discorso per Raul. Hanno umiltà e andranno lontano. Provo ad aiutarli come in passato altri hanno fatto con me. Io chiedevo tanto, non accettavo di sbagliare. Ma nel calcio alcune cose vengono naturali, uno sbaglio non può far andare tutto male. Serve leggere i momenti, rischiare quando c’è fiducia. Lotito? Un rapporto bello, ha creduto in me fin da quando mi ha portato qui. Lo ringrazio come ringrazio Tare. Mi hanno preso da infortunato. I rapporti sono rimasti sempre ottimi, è stato facile tornare. Il Milan? Ci vuole tempo per arrivare a certi livelli. Bello vincere le prime due e contro i rossoneri sarà una bella partita. Dobbiamo credere nel vincere contro tutti. Stiamo lavorando proprio per questo”. Corrieredellosport.it

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Muqiri: “Sarri tra i migliori 10 tecnici del mondo. Con lui lanci lunghi vietati…”

Uno dei calciatori della Lazio impegnati con la propria nazionale è Vedat Muriqi. Il centravanti è intervenuto in conferenza stampa ed oltre a parlare del suo Kosovo ha elogiato Sarri. Ecco come si è espresso il classe ’94: “Sono molto contento per la prima vittoria nelle qualificazioni ai Mondiali. Era importante tornare alla vittoria e non importa chi segna, l’importante è che vinca il Kosovo. Spero di vincere con la Grecia per salire in classifica a 6 punti. Quando la vittoria arriva in traferta è ancora meglio. Ora riposeremo per due giorni poi prepareremo al meglio la prossima gara. Ci concentreremo il più possibile”. Infine su Sarri: “Lavoro con un allenatore che è tra i dieci migliori al mondo. Non gli piace giocare con le palle lunghe, con lui è vietato giocare con i lanci”. calciomercato.com

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Lotito e la ferita Inzaghi: “Vedremo chi resterà più a lungo nel sistema”

“Non c’è più il concetto della ‘Lazietta’, c’è il concetto della Lazio. Di una grande organizzazione, di una grande società che ha l’aspirazione di crescere e di dimostrare tutto il suo valore”, ha aggiunto Lotito a margine della presentazione della Lazio woman. Che non ha risparmiato una stoccata a Simone Inzaghi, ex allenatore della Lazio, oggi all’Inter: “Nella vita ognuno raccoglie quello che semina. Prendo atto dei comportamenti della gente, ma non ne faccio mica un dramma. Tutti sono utili e nessuno è indispensabile, quindi non è un problema. Lui continuerà a fare l’allenatore, io continuerò a fare il presidente. Vedremo poi alla fine chi rimarrà nel sistema più a lungo”. Skysport.it

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Lotito: “Un difensore svincolato? Decide Sarri. Correa via per cambio tattico…”

Arrivano altre dichiarazioni di Claudio Lotito, presidente della Lazio, a margine della presentazione della formazione femminile. Ecco quanto raccolto da tuttomercatoweb.com: “Se si dovesse palesare un’occasione per un difensore? Sono situazioni che non afferiscono al mio ruolo. Io faccio il presidente, non faccio né il direttore sportivo né il tecnico. Le condizioni devono essere valutate da chi ritiene che possano essere necessarie. Se ne ho parlato con Sarri? Non devo dire quello di cui parlo con l’allenatore, altrimenti il direttore sportivo che ci sta a fare? Ci sono scelte che vengono prese di comune accordo, io mi prendo la responsabilità delle scelte fatte perché sono il capo dell’azienda. E quindi è giusto che le scelte che fanno gli altri, e che io recepisco, siano anche le mie scelte. Non è che ho posto dei problemi. È normale che siamo partiti da una squadra che era abituata a giocare con un assetto tattico completamente diverso, adesso abbiamo rivoluzionato la squadra. Avevamo dei calciatori che erano idonei a giocare con un determinato assetto tattico, dal 3-5-2 al 4-3-3: cambia completamente l’assetto della squadra. Non è un problema di chi comprare. È come una macchina quando gli fai la convergenza, bisogna vedere se si è riequilibrata o meno. Questo sta poi anche al manico del guidatore e alla stessa autovettura. Perché se anche l’autovettura non è confacente è un problema, ma questo lo vedremo cammin facendo, non certo oggi. Io come faccio a dire se oggi funziona o viceversa se va migliorata. Io penso che le persone che ci sono adesso siano idonee per ricoprire quel ruolo. Abbiamo cambiato i calciatori che giocavano con un determinato assetto tattico e che non andavano più bene. Abbiamo dato via Correa: un buon giocatore, ma non poteva più giocare con noi perché non si attagliava a quel tipo di assetto tattico. Non c’entra la qualità dei giocatori, serve capire se questi calciatori che abbiamo mantenuto abbiano la capacità di adattarsi a quel tipo di modulo. Mi sembra che lo stiano dimostrando. Poi la grande esperienza del mister, un maestro di calcio, porterà a far esprimere al 100% le potenzialità dei singoli calciatori.

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Reina, presente e futuro: “Lavoriamo per avere le stesse idee di Sarri. Se va tutto bene resto un altro anno dopo questo”

Due vittorie nelle prime due partite con 9 gol realizzati, la Lazio di Maurizio Sarri sta già impressionando e conquistando come testimonia il portiere Pepe Reina. Intervistato da Marca il portiere ex Milan ha parlato a 360° dei biancocelesti e del calcio italiano in generale, sul nuovo allenatore ha parlato così: “Questa è, con Sarri, una Lazio completamente diversa. Dobbiamo adattarci e siamo un po’ indietro in questo senso. Vogliamo davvero avere le idee dell’allenatore il prima possibile – aggiunge – Dobbiamo difendere meglio dell’anno scorso e non subire quei 55 gol. È l’obiettivo numero uno. Sarri fa pressione e cerca di avere il controllo del territorio e il pallone…quando possibile“.

Interrogato sul livello del calcio italiano Reina è stato diretto: “Il calcio si evolve. Non so se il catenaccio fosse un mito, ma ora squadre come l’Atalanta, noi o il Napoli giocano meglio e le partite sono più aperte. Basta vedere la Serie A, non è un bluff“.

Il portiere spagnolo, neo 40enne, ha parlato del suo futuro: “Alla Lazio. Ho quest’anno di contratto e, se le cose vanno bene, un altro. Penso che quello che mi resta del calcio…sarà già a Roma – aggiunge – Io e la mia famiglia siamo molto felici qui. Ma Pepe Reina resta per un po’. Finché va bene, teniamo duro“.

Reina ha vestito le maglie delle squadre più vincenti nella storia della Champions League come Milan, Barcellona, Liverpool, Bayern Monaco ma senza mai riuscire ad alzare la coppa dalle grandi orecchie: “Sono orgoglioso, ma se me lo chiedi…cambierei tutto questo per aver vinto una Champions League. Senza dubbio è quello che mi è mancato, una spina da quando abbiamo perso la finale con il Liverpool nel 2007“. Corrieredellosport.it

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Lotito: “Mercato? Non do giudizi, ma penso che il nostro dovere l’abbiamo fatto”

A margine della presentazione della nuova stagione della formazione femminile della Lazio Claudio Lotito, presidente del club capitolino, ha rilasciato alcune dichiarazioni anche sul mercato portato a termine per la formazione di Maurizio Sarri: “Non do giudizi sul mercato, non sono abituato e non sta a me esprimerlo. Vedremo quello che faranno in campo, speriamo che quanto fatto sia conforme e funzionale a raggiungere gli obiettivi che ci siamo prefissati. Penso che il nostro dovere l’abbiamo fatto, considerando anche l’andamento del mercato in senso generale. Mi sono speso io in prima persona? Il nostro è un gioco di squadra, vince la squadra. Vediamo ciò che abbiamo fatto cosa produrrà e cosa riusciremo a fare nel futuro. Se la squadra si può ancora migliorare? Non entro nella scelta tecnica. Non si tratta di migliorare, si tratta di metterla a frutto. Il nostro obiettivo è far esprimere al 100% le potenzialità di una squadra che ha a disposizione l’allenatore. Nel caso della società, di mettere a disposizione del coach una squadra che abbia le maggiori potenzialità per raggiungere determinati obiettivi. Alle volte il campo tradisce certe aspettative”.