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Inzaghi non cerca la scusa del Bayern: “Nessuna stanchezza, mi preoccupa la non reazione ad un evento negativo. Serve più cattiveria” (AUDIO)

Simone Inzaghi e la sua Lazio vanno ancora ko. Dopo la debacle in Champions League contro il Bayern Monaco, i biancocelesti cadono anche col Hologna e a fine partita l'allenatore commenta così il risultato a Sky Sport: "Può capitare di sbagliare un rigore e prendere gol all'azione successiva, ma doveva esserci una reazione. Abbiamo condotto e dominato la gara, ma siamo qui a parlare di una sconfitta che fa male per la nostra classifica. Paradossalmente delle ultime partite contro il Bologna questa è quella in cui abbiamo sofferto meno. Bisogna avere più cattiveria nell'ultimo passaggio. Ci servono punti, la classifica è corta. Le scuse sulla stanchezza per la Champions non le voglio perché avevamo tutti i numeri per vincere. Mi preoccupa la non-reazione della squadra dopo un evento negativo. Nelle ultime due partite gli episodi non ci sono girati nel verso giusto".

Simone Inzaghi, allenatore biancoceleste, è intervenuto ai microfoni di Lazio Style Channel dopo la partita contro il Bologna.

"Avevamo approcciato bene alla partita, poi dopo il rigore sbagliato ed il gol incassato è cambiata la partita. Veniamo da due sconfitte brucianti ma dobbiamo lasciare tutto alle spalle, una squadra ambiziosa come la nostra non può perdere una partita in questo modo, soprattutto dopo aver avuto il controllo del campo. Abbiamo creato tanto, forse era destino che non dovessimo segnare. Doveva sicuramente esserci più reazione, fondamentale lasciare questi due k.o. alle spalle. Le forze delle squadre si vedono soprattutto dopo le sconfitte, venivamo da 7 vittorie nelle ultime 9, adesso dovremo ripartire contro Torino e Juventus. Gli episodi purtroppo non hanno girato dalla nostra parte, non penso però che la sconfitta contro il Bayern abbia lasciato il segno perché i ragazzi avevano approcciato bene".

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Pre-match Bologna-Lazio, Parolo: “Pronti per una gara dura”

Nel pre partita di Bologna-Lazio, il centrocampista biancoceleste Marco Parolo è intervenuto ai microfoni di Lazio Style Channel

"Vogliamo ripartire dopo la sconfitta contro il Bayern Monaco, prendendo esempio da loro che sono la squadra più forta al mondo. Siamo consapevoli del percorso intrapreso, dobbiamo mettere in campo la rabbia giusta per vincere oggi.

Ci aspetta una partita intensa e difficile, con duelli a uomo. Attacco? Troviamo la via del gol da molte partite consecutive, siamo consapevoli delle nostre qualità".

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Inzaghi: “Bologna gara delicata. Un dovere smaltire il Bayern, trasformiamo la delusione in carica positiva” (AUDIO)

Alla vigilia del match con il Bologna, valido per la 24ª giornata di campionato, il tecnico biancoceleste Simone Inzaghi è intervenuto ai microfoni di Lazio Style Channel, 233 di Sky: 

“Siamo reduci da una brutta sconfitta ma è nostro dovere smaltire al più presto ciò che è successo martedì e trasformarlo in carica positiva per la partita di domani. Sarà una gara delicata e dovremo affrontarla nel migliore dei modi.

Dovremo vedere come andrà la seduta di oggi: Escalante è squalificato, l’assenza dell’argentino va aggiunta a quella degli altri indisponibili, vedremo come si alleneranno i ragazzi che hanno giocato con il Bayern Monaco, martedì lo sforzo fisico e mentale è stato importante. Sono in programma tante partite ravvicinate, effettuerò le scelte di formazione più idonee.

Conosciamo il Bologna, è un’ottima squadra con buonissime individualità. Fa piacere rivedere Sinisa, è un amico oltre che un grande allenatore: sicuramente avrà preparato la partita nel migliore di modi, sarà una gara difficile da affrontare al meglio da subito”.

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Foschi su Lotito: “Mi ha sbattuto in C. Ora vediamo sui tamponi…”

Mi permetto di dire tutto quello che penso, poi quando parlerò più avanti… aspetto solo che fine fa la Lazio di Lotito. Poi ci divertiremo tutti. Mi hanno messo in Serie C a Palermo, una cosa anticostituzionale”. È una furia, l’ex ds dei rosanero, Rino Foschi, ai microfoni di Radio Kiss Kiss Napoli. Il dirigente ha voluto ripercorrere il caso del club siciliano, penalizzato di venti punti nella stagione in B 2018-2019 per illeciti amministrativi. Da lì poi la discesa verso il fallimento. Foschi non ci sta: “Sapete cosa mi è successo a Palermo? Sono andato lì perché tre anni prima Zamparini ha fatto un’infrazione. Un’infrazione come può aver fatto Lotito oggi con i tamponi. E mi aveva chiesto di ritornare dicendomi: ‘Se lo riporti in Serie A…’. Feci 20 milioni di plusvalenze sul mercato. Zamparini vendette la società per non essere arrestato e poi lo arrestarono ugualmente e andò ai domiciliari. La nuova proprietà? Degli avventurieri inglesi, una cosa vergognosa. Mi hanno licenziato nel mercato di gennaio. Io andai dagli avvocati facendo licenziare loro e diventando il presidente”.

“La Federazione mi chiamò: ‘Tu non puoi fare il presidente…’. Faccio tampone in una cosa scandalosa, vedremo. Nel frattempo mi sono venute altre richieste, ma dopo avevo 20 milioni di attivo, ero nei primi posti della Serie B, con la promozione in A sarebbero arrivati altri quaranta milioni e salvavo tutto. Ero regolare con gli stipendi, tutto. Sapete cosa mi hanno fatto? Una roba strana. Balata, presidente della Serie B, con nove società di Serie A, hanno trovato il sistema per mettermi in Serie C. Il motivo? Non ero regolare per quello fatto da Zamparini tre anni prima. E così la Salernitana si è risparmiata la Serie C, il Verona ha fatto i playoff per la A e mi hanno fatto fuori. Alla fine mi dicono che si sono sbagliati e mi hanno piazzato quartultimo in Serie B. I giudici hanno detto che il Palermo doveva fare i playoff per la A. Sono andato da Gravina, gli do del tu. Io sono a casa, questo è il calcio di oggi. Stanno ancora decidendo sui tamponi irregolari della Lazio. Ho 35 anni di calcio alle spalle. Sono deluso e scoglionato, li aspetto tutti al varco! Vi siete mai chiesti perché il Palermo l’hanno mandato in C e non mi hanno fatto fare i playoff? Io sono una bestia, sono ancora appassionato, ma con questo calcio è come essere su Scherzi a Parte!”. Corrieredellosport.it

 

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Leiva: “La peggiore prestazione della stagione, ora rialziamoci”

Al termine di Lazio-Bayern Monaco, Lucas Leiva è intervenuto ai microfoni di Lazio Style Channel, 233 di Sky:

“Era difficile battere il Bayern Monaco, ma li abbiamo anche aiutati perché non abbiamo giocato bene. Non è stata la Lazio che conosciamo. Dobbiamo imparare da questa sconfitta come esperienza utile per il nostro campionato. Ora servirà orgoglio per giocare in Germania perché quella che si è vista stasera non è stata la vera Lazio.

Prima della partita abbiamo analizzato i tedeschi. Coman, Sané e Lewandowski rimangono sempre in avanti per farsi trovare pronti in caso di contropiede. Quando si commettono degli errori a questi livelli, poi è difficile vincere. Ora non dobbiamo abbassare la testa, ma analizzare questa sconfitta affinché non ricapiti più.

Speriamo che questa sconfitta non rovini il lavoro che abbiamo costruito in questi anni e che non intacchi la fiducia che abbiamo di noi stessi. È stata la peggior prova dell’anno, ma non dobbiamo dimenticato quanto fatto finora. Siamo dispiaciuti perché è sempre un sogno giocare la Champions League. Ora dobbiamo recuperare energie mentali per giocare al meglio la trasferta di Bologna”.

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Luis Alberto tra Bayern e futuro: “Per andare avanti dobbiamo battere i migliori. Sto bene alla Lazio, se non mi vendono resto qui”

Luis Alberto, centrocampista della Lazio, ha parlato a Marca in vista della sfida contro il Bayern Monaco in Champions League: "Mi sto rimettendo in forma, ho forzato per il rientro perché venivo da un buon momento e non sono rientrato al top. Dopo la partita contro l'Atalanta mi sono pentito perché la ferita si è aperta". Poi parlando della Champions: "Nessuno ci dà per favoriti ma abbiamo le nostre possibilità. Ci piacciono le squadre che attaccano e concedono spazi. Per andare lontano dobbiamo battere i migliori. La squadra è di nuovo felice e dobbiamo continuare così". Poi parlando della lite con Lotito ha dichiarato: "È stata risolta nel modo in cui doveva essere risolta. Mi metto a disposizione di Inzaghi e di Peruzzi e nessuno mi può rimproverare per i mio sacrificio". Infine sul futuro: "Alla Lazio sto bene. Se il club decide di vendermi è un'altra storia, ma finché ho un contratto in biancoceleste voglio essere il migliore". Tuttomercatoweb.com

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Reina e la Champions: “Il profumo delle grandi serate. Ora sogno con la Lazio”

Quando ci sono partite così importanti, come quella tra Lazio e Bayern Monaco, è l’occasione per guardarti indietro. Solo così capisci davvero dove sei arrivato. Lo fa anche Pepe Reina, pronto ad affrontare la sua ex squadra, che ai microfoni de L’Èquipe ripercorre il suo percorso in Europa: “La mia prima gara in una competizione europea è stata contro il Bruges, al Camp Nou. Quel match finì 1-1 e io commisi un errore: un'uscita sulla quale non mi capii con Petit. Oggi sento di più il peso delle personalità. Quest’anno ho incontrato di nuovo il Bruges: sono passati più di due mesi, si trattava di entrare nella storia del club e ritrovare gli ottavi di Champions dopo vent'anni. Avevamo tanto da perdere: una vittoria o un pareggio ci avrebbe fatto qualificare. Quando s'invecchia, il senso di responsabilità aumenta perché sei molto più cosciente dei problemi che ci sono intorno.Quando hai 18 anni non rifletti. Un errore può condannarti, ma ci pensi molto di più quando hai 38 anni. E con gli anni, le persone si aspettano molto più da te. È una sana paura che ti spinge a non sbagliare. La vivo in maniera ancora più forte oggi”.

 

“La Champions è una competizione speciale. Si sente il profumo delle grandi sere. Ad Anfield, per esempio, ogni serata europea è unica. La prima volta che vi ho giocato è stato con il Barcellona, in semifinale di Coppa Uefa. Ho visto tutto il mondo applaudire. Pensavo fosse per la loro squadra, invece era per me. Un'alchimia si creò in quella sera tra il club e me. Al termine della partita, invece di sentire dei fischi, abbiamo ascoltato 'You'll never walk alone' cantato più forte che mai. Inno? È a Napoli che viene cantano più forte, per il grido finale che ruggisce al San Paolo, diventato il Diego Armando Maradona.L'ultimo 'The Chaaaaampiooooons' si ascolta dall'esterno dello stadio. Quando vivi questo hai il sorriso già prima di giocare. Vorrei rigiocare la finale di Champions League del 2007 e vincerla. Nel calcio, spesso, non è il migliore che vince. Eravamo i migliori ed abbiamo perso. Nel 2005 il Milan era il migliore e perse. Ma questa è la bellezza del calcio. Normalmente c'è sempre una rivincita, ma io non l'ho avuta, anche se a quel tempo pensavo di poter vivere un'altra finale. Non è stato il caso. Perché non potrebbe accadere quest'anno? Sognare non costa nulla. La Champions deve una coppa alla famiglia Reina. Spero che se non arriverà a me, magari toccherà ai miei figli, magari giocheranno anche loro e la vinceranno per noi tre, compreso mio padre Miguel. Giocare in Francia? C'è stata la possibilità, ma il Napoli non mi ha voluto vendere. Sarei potuto andare nel Paris Saint Germain. L'estate scorsa ci sono stati alcuni rumors, ma nel 2017 è arrivata un'offerta vera e propria, rispedita al mittente".

Reina e il rapporto con gli allenatori

“Con Inzaghi mi sto trovando benissimo. Con i portieri che giocano più con i piedi il calcio si è evoluto verso un gioco che mi piace. Anche con Sarri ho vissuto bei momenti. A Liverpool ci sono stati dei periodi in cui eravamo competitivi su tutti i fronti. Ma in termini di divertimento, direi che in Italia, al Napoli e alla Lazio, ho potuto esprimermi al massimo dei miei livelli. Se ho mai parlato a Inzaghi della finale persa con il fratello? Sì, una volta lui mi ha fatto una battuta. Anche Pippo quando l'abbiamo affrontato. Ma non ho potuto che complimentarmi con lui e dirgli che quella volta avevano avuto parecchio culo (ride, ndr)". Corrieredellosport.it

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Lazio-Bayern, Ballack: “Sulla carta non c’è storia e i bavaresi non sottovalutano mai l’avversario”

Michael Ballack, ex stella del Bayern Monaco e della nazionale tedesca, dice la sua sulla sfida di domani che vedrà opposti i bavaresi alla Lazio, nell'andata degli ottavi di finale di Champions League: "Sulla carta non c'è storia ma si sa che i pericoli sono sempre dietro l'angolo. Il Bayern è una squadra seria, molto professionale e che non sottovaluta mai gli avversari. Ci saranno due partite da giocare ma credo che il Bayern ce la possa fare. E passo dopo passo stanno ritrovando la forma migliore. Credo proprio che a passare il turno sia il Bayern Monaco".

tuttomercatoweb.com

 

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Immobile: “Sfidare il Bayern già un traguardo, serve la perfezione. Lewandowski? Il migliore al mondo”

È tra i protagonisti più attesi di Lazio-Bayern Monaco, Ciro Immobile. Inzaghi si affida a lui per provare a far male ai bavaresi. E sarà un match nel match: dentro la partita dell’Olimpico va segnalata anche la sfida a distanza con Lewandowsi. Il bomber biancoceleste, ai microfoni del sito della Uefa, ha commentato: ”È giusto considerare questa sfida un premio. Affrontare i migliori ti dà sempre più soddisfazione e motivazioni. Ovviamente sarà una partita difficilissima. Cercheremo di fare del nostro meglio in entrambe le partite, sapendo di non dover cambiare il nostro stile di gioco. Faremo sempre quello che sappiamo, con la consapevolezza di dover dare qualcosa in più per giocare la partita perfetta”.

 

Immobile e l’analisi sul Bayern Monaco

“Il Bayern è una squadra molto offensiva e veloce, che gioca un calcio totale, quindi sarà difficile fermarlo quando attacca. Cercheremo di dargli qualche problema sfruttando i suoi punti deboli. Chiaramente non avremo così tante occasioni come nelle scorse partite, quindi dobbiamo rimanere concentrati e provare a coglierlo di sorpresa. Affrontiamo i vincitori dell'ultima Champions League. Per noi è fondamentale capire ogni aspetto della partita, ma comunque vada saremo soddisfatti di quello che abbiamo fatto in Champions. Arrivare qui dopo 20 anni è un grande risultato per il club e ci dà gioia”.

Il commento su Lewandowski 

“Che cosa mi piace di più di Robert Lewandowski? Che non è mai soddisfatto. Ogni anno cerca di migliorare e di superare i suoi limiti, anche se è già un giocatore eccezionale. È un attaccante completo. Credo che attualmente sia il centravanti più forte del mondo, quindi dovremo stare molto attenti. È stato incredibile batterlo nella Scarpa d'Oro. Sfidare grandi giocatori come lui e [Cristiano] Ronaldo mi rende molto felice. Le qualità di un grande attaccante? L'egoismo è un tratto comune degli attaccanti. Quando hai la porta davanti non pensi a nient'altro. Per istinto, gli attaccanti vogliono segnare a tutti i costi; a volte significa prendere decisioni d'impulso che in quel momento possono essere sbagliate. Molti miei gol arrivano grazie al lavoro di squadra e alle manovre, altri solo per istinto. Se sono superstizioso? Sì, certo. Ognuno ha le sue superstizioni e io sono anche del sud, quindi… Cerco di seguire la stessa routine quando gioco una partita. Voglio sempre segnare, ma so che non è sempre possibile; quando non riesco a segnare, cerco di rimanere concentrato sul gioco di squadra”.

Immobile e il rapporto con Inzaghi

Dato che era un attaccante, il mister preferisce che la squadra giochi un calcio offensivo e questo rende le cose più semplici per noi attaccanti. È molto importante. Come abbiamo visto, il nostro stile di gioco, sia in Serie A che in Champions League, è sempre stato divertente e votato all'attacco. Preferiamo segnare più gol dei nostri avversari anziché cercare di non subirne. Dunque, da questo punto di vista ho un grande vantaggio. Inzaghi sapeva come giocare con i compagni, a volte preferiva servire l'assist che segnare. A volte mi dà consigli su questo. Se mi ricorda che ha segnato quattro gol in una partita di UEFA Champions League? Sì, lo fa spesso! Di solito me lo dice qualche giorno prima della Champions".

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Klose ritrova la Lazio: “Finalmente in Champions. Inzaghi gioca bene, Immobile forte ma con Lewa differenza netta”

Una notte speciale, un avversario particolare. Dopo 20 anni la Lazio torna agli ottavi di Champions League, e li giocherà, per la prima volta, con uno scontro a eliminazione diretta (nel 2001 agli ottavi c'era ancora la seconda fase a gironi). Contro avrà il Bayern Monaco campione d'Europa e del mondo. Contro avrà Miro Klose, miglior marcatore straniero della storia biancoceleste, oggi vice di Flick al Bayern. “Speravo di incontrare la Lazio, e sono contento che finalmente giochi in Champions League – ha detto Miro –. Purtroppo viviamo un momento delicato, mi dispiace enormemente per i giocatori, che devono vivere le emozioni della Champions, senza i tifosi. Lo stesso discorso, per esempio, da noi vale per Musiala, che ha festeggiato il suo esordio e il suo primo gol in Bundesliga senza il calore dei tifosi”.
Cosa significa per la Lazio il ritorno in Champions?
“Ogni giocatore e ogni tifoso della Lazio desiderava da anni raggiungere questo traguardo. Non riesco a immaginare nulla di più bello per loro di un Lazio-Bayern con lo stadio esaurito. Purtroppo non è possibile. Sono però estremamente contento per i tifosi che possono finalmente vivere la Lazio in Champions”.
La Lazio è arrivata agli ottavi da imbattuta: se lo aspettava?
“No. Ho visto le partite, specialmente quelle col Dortmund. La Lazio ha qualità, è evidente. Ha giocato molto, molto bene. Il Dortmund non è una squadra che si batte facilmente”.
Ultimamente il Bayern balla dietro: il fatto che Alaba e Boateng siano in scadenza può esserne un motivo?
“Assolutamente no. Alaba e Boateng sono professionisti esemplari, riescono a lasciare queste cose fuori dal campo. In questo momento subiamo qualche gol in più, ma è normale. Era prevedibile che vivessimo una fase del genere, è normale. Sono quasi due anni che giochiamo ogni 3 giorni. Per tanto tempo le cose sono andate benissimo, al momento non siamo freschissimi, e a questo va aggiunto il fatto che le altre squadre ci studiano. Spesso mandano la palla improvvisamente dietro la linea della nostra difesa. Sono giocate sulle quali è difficile prepararsi. Però lo abbiamo analizzato, stiamo cercando di migliorarci e credo che siamo sulla strada giusta. Questo però è anche il bello del lavoro da allenatore: bisogna analizzare le cose, trovare nuove chiavi, poi allenarsi e rendere le cose concrete”.
La Lazio gioca molto in profondità, può essere un tipo di gioco particolarmente pericoloso per il Bayern?
“Immobile, Luis Alberto… Anche Correa gioca bene. Milinkovic è ambidestro, sa difendere bene il pallone, ha un buon tiro. Hanno armi pericolose. Ma voglio essere chiaro: se scenderemo in campo nel modo giusto allora la differenza fra il Bayern e la Lazio si dovrà vedere in maniera netta”.
A Roma si vive anche molto di sfottò, i tifosi romanisti sperano che il Bayern vinca 7-1 come successo con i giallorossi qualche anno fa…
“Quindi deve finire 6-1 o 7-2? (Ride…). Scherzi a parte non penso che la partita possa essere simile a quella fra il Bayern e la Roma. Con la qualità della Lazio fatico a immaginarmi un risultato del genere”.
Immobile e Lewandowski sono i due numeri 9 migliori d'Europa?
“Per me Lewandowski è un top player. Già prima lo valutavo molto bene, ma ora che lo alleno e lo vedo tutti i giorni posso dire che ha veramente veramente pochi punti deboli. Robert è ambidestro, è forte di testa, capisce le situazioni, è veloce. Immobile secondo me è molto bravo. Si crea le occasioni, sa giocare in profondità, ha un buon tiro. Secondo me però Lewandowski ha qualcosina in più. E non so se siano i due migliori in assoluto”.
Il suo amico Lulic, dopo uno stop di un anno, esordirà in Champions proprio contro di lei…
“Sono stato contento che Lulic sia tornato nella lista dei convocati nel derby, partita che sente e che ha deciso in passato. Spero abbia la possibilità di giocare con noi e che possa esordire in Champons, momento che aspetta da anni. Conosco Inzaghi e penso che al 100% gli farà giocare almeno qualche minuto. Lulic vede in Lazio-Bayern la luce in fondo al tunnel. Sarà emozionante per tutti”. Gazzetta dello Sport