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Escalante: “Era difficile vincere oggi. Bayern? Faremo di tutto per batterli”

Gonzalo Escalante, centrocampista biancoceleste, è intervenuto ai microfoni di Lazio Style Channel, 233 di Sky dopo la vittoria contro la Sampdoria.

"Oggi abbiamo vinto una partita importante, era difficile battere questa Sampdoria, volevamo questi tre punti. Sono felice di far parte di questo meraviglioso gruppo. Nessuna partita in Serie A è facile, me l'aspettavo proprio così la massima serie.Martedì avremo il Bayern Monaco, tutti vogliono giocare in Champions League. Sarà sicuramente dura, loro sono forti ma lo siamo anche noi. Faremo di tutto per vincerla"

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Luis Alberto sette bellezze: “Ora sappiamo come si affrontano campionato e Champions insieme. Rispettiamo il Bayern, ma…”

Luis Alberto, centrocampista biancoceleste, è intervenuto ai microfoni di Lazio Style Channel, 233 di Sky dopo la vittoria contro la Sampdoria.

"L'esultanza era per mio figlio, che ama Spiderman. Oggi erano importanti i tre punti, venivamo da una sconfitta e volevamo continuare la nostra corsa Champions. La Sampdoria gioca bene, non era facile portarla a casa. Ricordavamo la sconfitta dell'andata, abbiamo cambiato mentalità e sappiamo di dover giocare campionato e Champions allo stesso livello.

Martedì contro il Bayern Monaco sarà difficile, affronteremo i campioni del mondo che ovviamente sono favoriti. Noi però sappiamo dove dobbiamo lavorare e sono sicuro che daremo tutto. Rispettiamo tutte le squadre, affronteremo i tedeschi con la massima concentrazione".

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Inzaghi: “Era complicata, ma siamo andati oltre le problematiche. Ora godiamoci il Bayern, dispiace l’assenza dei tifosi” (AUDIO)

Soffre, ma vince la Lazio. Sampdoria battuta 1-0 grazie al gol di Luis Alberto. Ora testa alla Champions League e al grande appuntamento di martedì sera contro il Bayern Monaco. Ai microfoni di Sky Sport, il tecnico Simone Inzaghi ha commentato: "Oggi avevamo una partita molto difficile e complicata, la Sampdoria è in un ottimo momento. Noi abbiamo fatto un bel primo tempo, ma dovevamo fare un gol in più. E così c’è stata sofferenza con qualche problematica. Per un’ora siamo andati molto bene. Indipendetemente dai difensori, la Lazio è stata attenta. Correa e Immobile ci hanno aiutato molto. I ragazzi dietro hanno fatto bene. Siamo in emergenza. La vittoria è meritata per tiri e in porta e quello fatto vedere in campo”.

L’analisi di Inzaghi sulla sua Lazio

Le mie riserve sono quelle che ci hanno permesso di passare il turno in Champions e di essere in una buona posizione in campionato. Giocando tante partite ci sono diverse complicanze, noi ne abbiamo avute più del dovuto. Dalla sosta del campionato scorso non siamo stati più al completo. Quando lo eravamo ci giocavamo lo scudetto, facevamo le sei vittorie di fila. I nuovi devono entrare piano piano, ma non ho nessun appunto da fare. I due obiettivi stagionali erano: gli ottavi e di rimanere nell’Europa che conta. Sappiamo che ci sono delle corazzate più organizzate di noi, è una costante. Ma vogliamo rimanere lì. Milinkovic? Abbiamo bisogno di lui in fase di non possesso per la nostra idea di calcio. Luis Alberto e Sergej si devono sacrificare. Lui ha qualità, ma anche corsa. Stretto, attento, è un fattore sui calci piazzati. Sono contento per lui, deve continuare così. Il rigore? Non ho rivisto l’azione, normale che gli ultimi minuti siano stati più concitati. Abbiamo preso tre ammonizioni tra cui una di Escalante molto pesante perché era diffidato”.

Inzaghi e il pensiero Champions

“Dobbiamo migliorarci ogni anno. Pensando ai trofei, alla Champions, non ci si può accontentare. Con applicazione e lavoro si può andare avanti. Il Bayern Monaco? L’unica pallina dell’urna che non volevamo. Non hanno fortuna, ma sono campioni d’Europa e del Mondo. Avrei voluto giocarmela senza problematiche da una parte e dall'altra. Ce la giochiamo come sempre, questo sicuro. E ci dobbiamo godere la sfida. Me la sarei voluta godere con tutti i tifosi, lo stadio pieno. Quello che c’era prima della pandemia tra noi e i tifosi era unico. Ci è mancato: inizialmente si parlava di 2-3 mesi, ora siamo oltre un anno. Ci dispiace".

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Il ruggito di Milinkovic: “Importante vincere anche soffrendo, ora non vediamo l’ora di giocare con il Bayern” (AUDIO)

AUDIO SKYSPORT – #Milinkovic: "Abbiamo sofferto un po', non doveva accadere ma alcune gare vanno vinte anche così. Da domani pensiamo al Bayern, non vediamo l'ora di giocarla!"

 

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Correa: “Alla Lazio sono diventato leader. Su Lotito…”

Joaquin Correa alla riscossa. Ai microfoni di Lazio Style Channel, l’argentino ripercorre la sua vita calcistica fatta di sacrifici, mancanze, gioie e trofei: “Sono nato a Juan Bautista Alberdi, ho lasciato casa a 11 anni. Sono felicissimo che il percorso mi abbia portato qua a Roma. A 19 anni sono venuto in Italia la prima volta, in Argentina ho lasciato tanti ricordi. Lì ci sono gli amici di sempre, quando posso li vado a trovare così come la mia famiglia. Giovavamo per strada da piccoli, non si possono dimenticare certe cose. Tornare a casa è sempre un piacere. Da piccolo mi piaceva il tennis, però era uno sport caro per la nostra famiglia, mio padre mi disse di scegliere, ma io avevo sempre il calcio in testa. È sempre stata una passione, mi svegliavo con il pallone, non ho mai pensato a una cosa diversa per la mia vita".

“Già parlavo un po’ italiano, sono stato poco tempo alla Sampdoria, ma ho imparato tante cose. Non ho fatto tanta fatica, in Italia le persone sono calorose come in Argentina.Quando sono arrivato a Roma c’era tanta gente ad aspettarmi all’aeroporto, questo ti dà la voglia di ricambiare l’affetto. È stato importante per me. Cosa amo dell’Italia? Qui si mangia bene, soprattutto a Roma. Mi piace prendere il caffè dopo i pasti, in Argentina non è la normalità. In Coppa Italia ho segnato nella semifinale di ritorno con il Milan, Reina era il portiere rossonero, appena arrivato alla Lazio mi ha detto: “Mi ricordo di quel gol…”. Fu una giornata bellissima, ci tenevamo alla Coppa, è stata una gara di carattere. Lavoriamo tutti i giorni per vincere, l’abbraccio al triplice fischio è stato bellissimo. In finale con l’Atalanta non avevo più gambe, eppure sono riuscito a segnare. Avevamo lottato per tutta la partita, ma quando giochi queste sfide tiri fuori qualsiasi energia. L’abbiamo meritata, è stato fatto un grande lavoro anche grazie al mister e allo staff. Emozioni del genere ci volevano. Momenti indimenticabili, noi sappiamo quello che facciamo ogni giorno, quanto sia dura. Festeggiare a seguito di questi sacrifici è veramente bello. Supercoppa? È stato incredibile, una gara perfetta, avevamo già vinto in campionato con la Juventus.Eravamo in fiducia, avremmo vinto contro qualsiasi squadra, anche la più forte al mondo. Un trofeo meritato, è stato bellissimo e particolare giocare a Riyad, abbiamo dimostrato che la Lazio fosse una squadra di livello”.

La Lazio come una famiglia

“Luiz Felipe sarà per sempre mio amico, anche quando il calcio magari ci separerà. Il nostro è un rapporto come tra fratelli, per lui metterei il viso sul fuoco. È sempre felice, ti trasmette positività tutto il giorno, vuole che tu stia bene. Mi hanno accolto tutti bene alla Lazio, io sono che si lega alle persone, i compagni mi hanno aiutato tanto. Anche con Patric siamo sempre insieme, è sempre col sorriso. Milinkovic? Un altro grande amico, è un ragazzo tranquillo, ma con una grande voglia di vincere. Mia mamma? È la donna della mia vita, ha festeggiato da poco i 60 anni, sembra abbia 20 anni in meno. Per me è tutto, ha sofferto quando sono andato via di casa. Anche mio papà è straordinario, non posso chiedere di più. Mi portava ovunque a giocare, la nostra situazione economica non era semplice, si alzava alle 4 per lavorare e darmi la possibilità di giocare a calcio. Una delle persone più importanti della mia vita. In Argentina ora è un po’ complicata la situazione col Covid, ci sentiamo ogni giorno, facciamo videochiamate, siamo sempre in contatto. Mi mancano, ma ho 2 fratelli che sono lì con loro. Quando farò dei figli? Sono concentrato sul calcio, arriveranno al momento giusto. Amo molto i bambini".

Il Correa leader alla Lazio

Negli anni si cresce, in Spagna avevo perso 2 finali, qui ne ho giocate altre. Si migliora aggiungendo esperienze, adesso sono più sicuro di me stesso e di quello che faccio. Anche durante la quarantena ho imparato molto, ci sono stati dei problemi, mi hanno fatto crescere come uomo. Ora mi sento più leader di quando sono arrivato, i compagni col tempo mi hanno dato sempre più carica.Ho avuto la possibilità di crescere, adesso mi sento molto più importante di qualche anno fa. Poi non so per qualcuno cosa significhi essere leader… Io cerco sempre di prendermi le responsabilità quando gioco. Credo di essere cresciuto molto. Con il calcio sogno tutti i giorni, per esempio di vivere altri momenti belli. Fuori dal campo mi auguro di essere per sempre me stesso, lo stesso ragazzo con tante ambizioni e voglia di vincere. Lotito? Il presidente ci è vicino, quando abbiamo vinto era lì. Ci dà carica, a volte ne abbiamo bisogno. In questi anni anche lui ha vinto tanto, ha meriti su tante cose”. Corrieredellosport.it

 

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Inzaghi: “Martedì contro la migliore del mondo, ma ora serve tanta voglia per battere la Samp. Turnover? Ho troppi indisponibili” (AUDIO)

Prima di pensare al Bayern Monaco, la Lazio a Formello prepara la gara di domani all'Olimpico contro la Sampdoria (ore 15). Alla vigilia della sfida, il tecnico biancoceleste Simone Inzaghi ha rilasciato le seguenti dichiarazioni a Lazio Style Channel:

Mister, si aspetta una Lazio più pratica che spettacolare?
"Domani sarà molto difficile contro un avversario in salute. Ranieri è tra i più bravi in circolazione e farà di tutto per crearci dei problemi, come successo all'andata. La nostra striscia di sei vittorie si è interrotta a Milano, dove avremmo meritato di più ma abbiamo commesso degli errori".

Con l'operazione di Radu, che opzioni ci sono in difesa?
"Abbiamo delle defezioni ma siamo abituati, soprattutto in difesa. Cercheremo di fare di necessità virtù. Parolo ha giocato parecchie volte in quel ruolo e Musacchio ha una settimana di lavoro in più sulle gambe. Ma più che l'assetto tattico, conterà la voglia e l'atteggiamento della squadra".

Ci sarà turnover ?
"Con tutti questi assenti, il turnover è difficile. Siamo contenti di affrontare la migliore squadra al mondo martedì, ma ora penso solo alla Sampdoria. Oggi faremo allenamento e poi vedrò il da farsi per la partita di domani".

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Pedro Neto: “Alla Lazio non fanno giocare i giovani”

Alla Lazio un’anonima avventura, al Wolverhampton sta mostrando a tutti le sue qualità. Pedro Neto è diventato grande: oggetto misterioso nei suoi due anni a Formello tra Primavera e prima squadra, poi la cessione in Inghilterra. Lì è esploso dopo una stagione. Quest’anno è davvero super: 24 presenze in Premier condite con 5 gol e 3 assist. È uno dei migliori under 21, sta attirando anche voci importanti di mercato su di sé. E in un’intervista al The Athletic, Neto ricorda il suo passato alla Lazio lanciando una frecciatina: “L’allenatore Inzaghi non aveva la giusta mentalità. La Lazio è un’ottima squadra, ma non c’è la mentalità giusta per far giocare e crescere i giovani. Il tecnico ha le sue idee e scelte, questo lo rispetto”. Il passato biancoceleste è alle spalle, ora c’è solo il Wolverhampton. 

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Gentile: “Lotito pensa ad una battaglia contro di lui”

Tiene banco in casa Lazio la questione legata ai tamponi. Nella giornata di ieri è arrivato il deferimento per il club, il presidente Claudio Lotito e i medici sociali. Ai microfoni di Radio Punto Nuovo, è intervenuto Gianmichele Gentile, avvocato di Lotito: “La Procura ha impostato queste accuse nei confronti della Lazio – di Lotito e dei due medici – partendo dal presupposto che è una lettura, secondo noi sbagliata, dei protocolli che sono stati emessi dalla FIGC, dal Ministero della Salute e dalla UEFA per lo svolgimento della Serie A e della Champions League. Secondo quanto dicono le norme, nell’eseguire i tamponi, il laboratorio comunica il risultato del tampone all’ASL la quale a sua volta lo comunica alla società ed agli interessati, dando loro le istruzioni su come comportarsi. Secondo l’ipotesi avanzata dalla Procura, il laboratorio doveva comunicare i risultati alla società che, a sua volta, doveva comunicarli all’ASL. Partendo da qui, noi abbiamo tutti i tamponi eseguiti dal laboratorio di Avellino che sono stati comunicati alla Regione Campania ed alla Regione Lazio attraverso una piattaforma e successivamente comunicato alla società ed ai singoli. Nel protocollo UEFA è previsto che il laboratorio che esegue l’analisi – unico in tutta Europa – comunica il risultato alla Regione Toscana, per ciò che riguarda i calciatori italiani e se trova un calciatore di una squadra straniera positivo, non cerca l’autorità sanitaria competente, ma lo comunica al club. Se fosse stata rilevata una situazione di positività, in Belgio, la comunicazione sarebbe arrivata alla Lazio che avrebbe dovuto avvisare la Regione.Tutto ciò è avvenuto in Italia, pertanto sosteniamo che la comunicazione alla Regione è quanto previsto dai protocolli".

Lazio, caos tamponi: parla l’avvocato Gentile

“Attualmente, c’è una lettura diversa pertanto il Pubblico Ministero Sportivo ritiene di essere nel giusto e chiede al Giudice Sportivo una sentenza. Nel momento in cui c’è un’analisi corretta della disciplina giuridica vigente, si rende conto che abbiamo ragione. Abbiamo avuto un caso specifico di tre calciatori che hanno avuto il tampone negativo al prelievo della stessa mattinata che ha dato tre risultati positivi: Leiva, Strakosha e Immobile erano negativi secondo il laboratorio di Avellino e positivi secondo il campus biomedico, abbiamo messo in isolamento i tre calciatori positivi e mandato i risultati. All’unico laboratorio Europeo abbiamo chiesto dell’affidabilità dei tamponi, la risposta è stata che sono relativamente affidabili con un margine di errore del 10% dipendendo da una serie di fattori. Rischi della Lazio? Le sanzioni sono teoricamente pesanti, ma bisogna vedere in riferimento a che cosa. Parlare di penalizzazioni o retrocessione, sono ipotesi aggravate. Le norme della Procura sono ammenda, ammenda con diffida ed interdizione e poi eventuali provvedimenti alla società che arrivano, al massimo, alla penalizzazione di punti. Battaglia politica contro Lotito? Secondo lo stesso Lotito c’è anche questo. Io la guardo dal punta di vista giuridico e davanti al Tribunale discutere. Ho fiducia che il Tribunale si occupi delle norme".

Corrieredellosport.it

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Tamponi Lazio, Pulcini si difende: “Ho rispettato le regole”

Lazio, Lotito e i medici deferiti per il caso tamponi. In mattinata è arrivata la decisione del procuratore federale Chiné. E ai microfoni de La Presse, il responsabile sanitario Ivo Pulcini, ha spiegato la situazione che lo vede coinvolto: “In base alla legge spetta al laboratorio comunicare alla Asl se c'è un positivo. È poi la Asl che comunica all'azienda, con il consenso del giocatore".

La questione tamponi: parla Pulcini

L’accusa: mancate comunicazioni dell'esito dei tamponi prima delle gare di Champions League Brugge-Lazio del 28 ottobre 2020 e Zenit-Lazio del 4 novembre 2020. Pulcini ha spiegato: "Noi abbiamo comunicato tempestivamente alla Asl, ma non avevamo la certezza che fossero dei veri positivi. Materialmente l'esito dei tamponi fatti dalla UEFA io non li ho mai visti, perché non ho l'accesso alla piattaforma. Quindi io avrei dovuto certificare che ci fossero dei positivi e fare un atto di fede. Da medico io certifico solo quello che vedo, secondo coscienza. Sono super tranquillo e felice di poter spiegare la posizione di un professionista che da tanti anni lavora correttamente nel rispetto delle regole". corrieredellosport.it

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Parolo: “Al ritiro non penso, avanti altri 2-3 anni. Su Klose e Immobile…”

Leader della Lazio, anche se non gioca sempre titolare, Marco Parolo. Una colonna del club, un punto di riferimento per i giovani. E quando su un live Clubhouse, durante il programma SciabolaTalk, gli chiedono quando smetterà con il calcio, lui allontana quella data. A trentasei anni non ci pensa ancora: “Non mi piace stare in panchina, non credo che un professionista ami stare a guardare i compagni. L’obiettivo è sempre andare avanti fino a che il fisico lo permette. Voglio sempre spostare l’asticella sempre più in là. Se sto bene penso di poter giocare ancora. Altri due o tre anni? Penso proprio di sì. Se sto bene a 360 gradi su tutti i campi dalla famiglia alla squadra, si va avanti tutti insieme. Importantissimo è tutto quello che circonda anche il calcio, se tutto gira nel verso giusto posso ancora dare tanto. Futuro? Chi ha giocato deve restare nel calcio, non so in che ruolo, ma restare per aiutare i più giovani. Ora sono totalmente concentrato sulla stagione e sulla squadra. Il calcio ti leva tanto per la famiglia. È uno sport di sacrificio. A me piace anche evadere e divertirmi, ma ogni cosa che fai, sai che poi dovrai rimetterti in riga. Dall’alimentazione alla vita sana, chi gioca a calcio deve impegnarsi su tutti i fronti”.

“Sono due grandi giocatori, due super attaccanti che fanno e hanno fatto tanti gol. Miro giocava di più per la squadra, Ciro è devastante davanti alla porta. Quando il portiere para o tira fuori, per noi è quasi assurdo che non faccia gol. Diciamo ma come è possibile?”. Poi sul fantacalcio e il mondo del pallone di oggi: “I social e internet hanno cambiato il calcio. Quando giocavo in C c’erano due articoli sui quotidiani e basta. Ora potenzialmente ci sono 1000 siti che danno le notizie e i giovani, soprattutto quelli promettenti, rischiano di venire travolti da tutto questo. Il fantacalcio è un tasto dolente. Spesso mi fermano chiedendomi gol e assist. Al mare è un continuo di gente che ti blocca dicendoti che ha fatto follie per me e che devo fare gol. Spesso chiedo: ‘Ma mi paghi tu?’. I miei compagni stranieri lo odiano. Quando arrivano in Italia vengono tartassati sui social e, non conoscendolo, all’inizio restano spiazzati. Io il migliore negli inserimenti? Sono contento, anche perché io dico sempre che più ci provi e sicuro ci riesci. Se fai 100 inserimenti e magari tiri dieci volte è probabile che due volte trovi il gol. Queste cose nel calcio possono fare la differenza” corrieredellosport.it