Categorie
DICHIARAZIONI

Inzaghi: “Lo scudetto 20 anni dopo: io ci provo anche se sarà dura”

"Quando ripartirà il campionato cercheremo di farci trovare pronti". E' ottimista il tecnico della Lazio Simone Inzaghi – parlando al Corriere dello Sport – in vista di una ripartenza che ancora è difficile da immaginare: "Sarà come fare un altro ritiro e giocheremo ogni tre giorni. Sarà dura e lo sappiamo". Poi guardandosi un attimo indietro non mancano i rimpianti per una sospensione forzata a causa del Coronavirus: "Quello che stavamo facendo è qualcosa di straordinario e si era creata un'alchimia fantastica anche con i tifosi, poi purtroppo tutto si è fermato". Infine, commentando la lenta ripresa della vita dopo l'emergenza: "E' stato un periodo difficile. Già essere tornati a fare quello che più ci piace e potersi vedere in campo, è stato importante. Ci vuole ancora pazienza ma credo che si possa tornare alla normalità. Il sogno dopo questo stop? Lo sanno tutti ma non voglio dire niente, come il 14 maggio del 2000 prima di scendere in campo". Tuttomercatoweb.com

Categorie
DICHIARAZIONI

Lotito: “Ora è grande Lazio. Vogliamo essere primi in ogni campo”

Sempre in prima linea con la sua Lazio, Claudio Lotito. Allenamenti ripartiti, si attende il via libera per la Serie A. A Formello, la grande casa del club, sono stati fatti tanti lavori nell'ultimo periodo. Uno su tutti: avviato il Lazio Lab per effettuare test medici ai giocatori. Macchinari già messi in funzione in questo periodo di controlli per il Coronavirus. Ma Lotito non si accontenta e rilancia. Ai microfoni di Lazio Style Channel, ha ammesso: "Tratto la società come fosse mio figlio. E quando parlo di Lazio, intendo tutto il mondo Lazio. Cerco di fare il massimo e di riuscire ad avere il meglio. I nostri tifosi, quando vanno in giro, devono avere l'orgoglio dell'appartenenza. Ho fatto rifare il muro di cinta del centro sportivo e davanti verrà posto un grande scudetto illuminato con scritto S.S. Lazio S.p.A. Training Center. Ho fatto rifare il cancello, verranno esposte due ali di aquila con il becco al centro. Direte, ma perché? C'è differenza quando arriva un calciatore e si ritrova a guardare un muro in tufo, brutto, o una cosa ampollosa, importante. Penserà di essere arrivato in un club grandissimo per tradizioni, storia e attualità. Sono situazioni che servono per rendere grande la Lazio non solo per immagine, ma anche per comunicazione. Vogliamo essere primi in tutti i campi. Non voglio solo organizzare la prima squadra, ma tutto il sistema Lazio".

Lazio, a Formello si lavora sodo: Correa mostra i muscoli, sorrisi Luis AlbertoLazio, a Formello si lavora sodo: Correa mostra i muscoli, sorrisi Luis Alberto
Un nuovo capitolo
"Il club vanta delle cose che hanno pochissime altre società. Abbiamo realizzato tre palestre meravigliose, una per la prima squadra, una per la Primavera e una per le giovanili. Poi costruito tre magazzini con spogliatoi e diverse lavatrici di alto livello. Vi ricordate quando mi prendevano in giro per le sanificazioni? Queste lavatrici sanificheranno e consentiranno di mettere in sicurezza gli indumenti. E ancora: ci sono tre centri fisioterapici, nove spogliatoi di altissimo livello. Gli spogliatoi della Primavera sono come quelli della stragrande maggioranza dei club di Serie A, anche di quelli blasonati. Stiamo organizzando tutta una struttura nuova e faremo il nuovo studio televisivo per l'hospitality. La Lazio sarà dotata di radio e studi televisivi. Abbiamo uno studio medico con tutte le specializzazioni: ottica, dermatologia, tutto. Se arriva un giocatore gli facciamo ecografie di ogni tipo. Anche per la prostata. Abbiamo diviso tutte le strutture con le porte di cristallo automatiche, nell'area medica c'è scritto Lazio Lab, e c'è anche una camera operatoria. Abbiamo fatto di tutto per mettere in sicurezza i nostri tesserati, facendo qualcosa in più per dargli ancora più orgoglio e farli sentire di essere in un club importante. La nostra storia è visibile, lungo le pareti di tutti corridoi ci sono i trofei con la storia della mia gestione e di quella precedente. Al Fersini sono esposte la Coppa delle Coppe e la Supercoppa Europea. Tutto ciò che la Lazio ha vinto prima della mia gestione è giusto che venga rimarcato, è il nostro orgoglio, il nostro esistere che ci rende ciò che siamo dal 1900. Non vogliamo dimenticare la nostra storia anche fatta di sofferenze. Adesso il club è stabile e programma".

Orgoglio
"Oggi non esiste più la Lazietta, quello è stato un momento storico. Adesso è grande Lazio. Siamo liberi di decidere il nostro destino e dettiamo le linee strategiche del calcio nazionale per la nostra capacità che ci viene riconosciuta, non per altri motivi. Ringrazio tutti quelli che mi danno sostegno per fare sempre più grande la nostra Lazio".

corrieredellosport.it

Categorie
DICHIARAZIONI

Luis Alberto punge Ronaldo: “Il migliore è Messi”

Chi è il più forte tra Cristiano Ronaldo e Messi? La domanda tormenta da anni tutti gli appassionati di calcio e probabilmente una risposta univoca non si troverà mai, ma Luis Alberto, centrocampista ffrsco fdi rinnovo con la Lazio fino al 2025, ha le idee molto chiare ed elegge la 'Pulce' come il migliore in assoluto tra i giocatori attualmente in attività: "Contro Ronaldo abbiamo vinto due volte" ha detto lo spagnolo durante una diretta Instagram con il comico spagnolo Manolo Morera.

"CR7 è da ammirare per la tenacia mostrata durante il suo percorso, si è guadagnato molto e nessuno gli ha regalato nulla. Cristiano ha una mentalità vincente, ha vinto tutto e vuole continuare a farlo, ma Messi secondo me è il migliore" le parole dello spagnolo, che ha parlato anche della possibile ripartenza del campionato di Serie A: "La situazione in Italia è in miglioramento, anche se più lentamente che in Spagna. La gente è tornata in strada, ma alcuni negozi sono ancora chiusi. Gli allenamenti individuali sono iniziati: oltre a fare corsa e palestra tocchiamo anche il pallone. Ci alterniamo in quattro gruppi. Il calcio non è composto soltanto da noi giocatori, ci sono anche molte altre figure professionali".

"Il mio gol più bello? Direi quello contro la Spal, ma ne ho fatto uno che mi è piaciuto anche contro il Sassuolo" ha detto ancora Luis Alberto, che ha anche 'difeso' il calcio italiano dalle accuse di essere troppo difensivista: "Si dice che il calcio italiano sia difensivo, ma non è vero. L'Atalanta per esempio gioca molto bene, così come il Napoli ai tempi di Sarri". Sportmediaset

 

Categorie
DICHIARAZIONI

Zampa (Sottosegr. Salute): “Parlato con CTS, c’è fiducia per la A. Ministro Speranza vuole ripresa”

Sandra Zampa, sottosegretaria alla Salute, ha parlato a Radio Punto Nuovo della possibile ripresa del campionato: “Non ho partecipato agli incontri col CTS, ma so che sono sempre stati molto densi di informazioni e ci hanno permesso di capire di più. Questi confronti daranno la possibilità di fare passi avanti: andiamo verso una soluzione ed è quella che vogliono i tifosi. Il via libera ancora non c'è, ma la direzione è quella giusta. Per ora si parla solo dell'allenamento individuale, oggi ne discuteranno di nuovo: la soluzione è stata ideata come una sorta di clausura della squadra. Quello che succederà con questa riapertura lo dobbiamo tenere in conto, sappiamo che ci vogliono circa due settimane per conoscerne gli effetti".

"Epidemia sotto controllo? Se sarà così, ci saranno più aperture anche per il calcio  continua Zampa – La FIGC chiede di anticipare, a questo punto ogni squadra, compresi allenatore e staff, verrebbe trattata come una grande famiglia che si mette da sola in una specie di clausura. Si apriranno le porte del centro sportivo, si entra tutti negativi, fanno gli allenamenti di squadra e dopo 15 giorni i dati epidemiologici ci diranno se si potrà fare un ulteriore passo. Così si può immaginare di tornare a giocare. Questo è il modello italiano che garantisce la salute di tutti i componenti: entrano sani e devono restare sani". L'Italia non prenderà a esempio la Germania: "In Bundesliga erano 4 positivi e oggi siamo a 10: scegliere un modello che porta il contagio di tutti non è così lungimirante. Non solo ci si ferma, ma ci si ferma facendo un grande danno alla salute degli atleti". La sottosegretaria prosegue: "Avendo già trovato una soluzione, il confronto continuerà, con il calcio, il turismo, la scuola. Mi hanno riferito che oggi proseguiranno e confido nel fatto che verrà trovata una soluzione".

Quando le chiedono se il Ministro della Salute Speranza sia contro la riapertura del campionato di calcio, Zampa nega con veemenza: "Assolutamente no. Stamattina abbiamo parlato di questo, lui è consapevole che il Ministero dovrà prendere con energia una decisione, che sarà supportata dal CTS. Ripartire sì, ma in sicurezza, è un atto d'attenzione molto importante. Il Ministro Speranza lascerà al CTS e le Federazioni competenti le valutazioni. Sono ottimista sulla ripresa dopo aver parlato con il capo del CTS, ma c'è bisogno di una solida base scientifica. Non vorremmo mai che una persona a noi cara venisse costretta a fare qualcosa di rischioso. Tenere fermo un pezzo di vita di tanti cittadini non è solo un danno economico, ma anche sociale. Scriveremo tutti insieme il finale di questa partita, che non è di calcio, ma di salute. Una cosa l'abbiamo dimostrata: il lockdown faceva bene, siamo giunti a una riapertura moderata in tempi rapidi". Corrieredellosport.it

Categorie
DICHIARAZIONI

Luiz Felipe: “Barcellona? No, ora penso alla Lazio”

Cresce, Luiz Felipe. Questa stagione è stata quella della consacrazione definitiva alla Lazio. Inzaghi lo ha gestito, poi lanciato. Rappresenta il futuro del club, ecco perché Lotito e Tare sono pronti ad offrirgli un rinnovo. E il difensore, ai microfoni del portale brasiliano UOL, non si distrae da certe voci di mercato: “L’interesse del Barcellona mi fa piacere, significa che il lavoro è stato svolto bene e che i grandi club stanno guardando. Chiunque mi conosca però, sa che sono un ragazzo calmo e non mi lascio prendere da facili entusiasmi. Devo rimanere concentrato e pensare a fare il meglio per la Lazio, che mi ha dato fiducia e supporto sin dal mio primo giorno”.

Il ritorno in campo

“Ogni calciatore vuole giocare. È il nostro lavoro, il nostro sostentamento. È ciò che amiamo. Naturalmente mi piacerebbe giocare, uscire sul campo e tornare a lottare per il titolo, ma non possiamo ignorare il parere delle autorità sanitarie. Se affermano che possiamo tornare al lavoro, sarà perfetto, ma dobbiamo tornare in sicurezza. Il calcio, come altri sport, coinvolge molte persone e tutti hanno famiglia, amici, e non è così semplice. La salute collettiva è al di sopra di tutto. A poco a poco, la pandemia è stata controllata e credo che il peggio sia passato. Dobbiamo rimanere fermi e rispettosi". corrieredellosport.it

Categorie
DICHIARAZIONI

Reja: “Edi Rama, un gesto straordinario per l’Italia. Lazio? Bello l’Olimpico pieno e in estate chissà…”

Il Ct dell'Albania, Edoardo Reja, torna a parlare in un'intervista de Il Corriere dello Sport. Gli aiuti e la generosità del presidente Rama e la 'sua' Lazio al centro delle dichiarazioni. "Edi Rama ha dato la disponibilità e ha inviato i migliori medici albanesi in una zona colpita come Bergamo, è stato un gesto straordinario. Per me è stata una gradita sorpresa, mi sento orgoglioso di guidare la nazionale albanese. Nelle ultime ore mi sono arrivati tantissimi messaggi: giocatori, allenatori, semplicemente amici e conoscenti, tutti sono stati colpiti dall’umanità dimostrata da Edi Rama e dal popolo albanese. Penso sia un esempio da divulgare a livello mondiale. Una nazione meno ricca rispetto a tanti altri Paesi in Europa ha dimostrato una solidarietà senza eguali. Conosco bene Edi Rama, è stato anche un po’ lui a convincermi ad accettare la proposta della federcalcio albanese. Lo avevo conosciuto a Roma, quando allenavo la Lazio e dopo una partita con la Juve, di cui è tifoso. Venne con Igli Tare. Organizzammo una cena nel mio albergo vicino a Ponte Milvio, presente anche Lotito. Conosco la statura e lo spessore dell’uomo. L’anno scorso mi ha telefonato per dirmi: “Cosa fai a casa? Perché non vieni ad allenare l’Albania?“. Oggi mi sento ancora più contento e orgoglioso di aver detto sì. Stop al campionato? La Lazio e l’Atalanta sono le due società più penalizzate. Parlo nell’ambito sportivo, da uomo di calcio e del momento che stavano vivendo, non certo della disperazione. Senza impegni europei, giocando una partita a settimana, Inzaghi aveva buone possibilità di riuscirci, arrivando davanti alla Juve. Mi sembrava un’opportunità unica e non è detto che ancora non ci riesca se il campionato ripartirà. Ma una cosa voglio dirla. Finalmente ho rivisto l’Olimpico pieno di laziali, di bandiere, di entusiasmo, con i bambini e la gente stretta intorno alla squadra per cantare l’inno tutti insieme. Spero di rivedere presto le stesse immagini, è un peccato essersi fermati nel momento più bello. Ora è il momento di pregare e di stringere i denti, ma sono convinto che quando il calcio ripartirà, la Lazio saprà regalarci ancora le stesse emozioni. Complimenti a Lotito, Tare e Inzaghi. Conosco bene il valore di chi conduce questa società. E lo stesso discorso riguarda Percassi, Sartori e Gasperini per l’Atalanta".

Categorie
DICHIARAZIONI

Tare: “Senza ripresa del campionato sarà collasso. Taglio stipendi? Ancora non ci riguarda, ma…”

Il Direttore Sportivo della Lazio Igli Tare, ai microfoni tedeschi di 'SPort 1', ha raccontato la situazione attuale del calcio italiano. "Oltre il 75% dei club finanzia il proprio budget attraverso i diritti tv, senza ricavi sarà il collasso. La stagione deve essere terminata, il campionato deve andare avanti per rispetto dei morti e dei tifosi". Il Ds è ovviamente in linea con il pensiero di Lotito, poi sul taglio degli stipendi dei calciatori: "Non riguarda la Lazio ancora, ma presto sì". La stagione dei record interrotta bruscamente: "Siamo secondi grazie alla crescita della squadra, stiamo ultimando un percorso iniziato lo scorso anno con la vittoria della Coppa Italia e proseguito con la conquista della Supercoppa. Credo nel destino, bisogna accettare la situazione, proveremo a tornare al successo quando tutto si sistemerà. Non sarà facile".

Categorie
DICHIARAZIONI

Diaconale: “La Lazio non vuole vincere lo Scudetto a tavolino, altri invece…”

Il portavoce del presidente Lotito, Arturo Diaconale, scrive un altro post per la rubtrica 'Taccuino biancoceleste', sulla sua pagina Facebook.

'Cosa me lo fa fare'

“Ma chi te lo fa fare?”. Molti amici mi rivolgono questa domanda registrando come il mio taccuino biancoceleste settimanale (e qualche volta anche bisettimanale) susciti non solo tante polemiche ma anche valanghe di insulti nei miei confronti lanciate sui social da tifosi di squadre diverse da quella di cui sono responsabile della comunicazione ed a cui ho consegnato il mio cuore fin da bambino.

Bella domanda, visto che a chiedermi di lanciare provocazioni non è il Presidente Claudio Lotito, che, semmai, mi sollecita a non gettare benzina sui fuochi. Perché lo faccio? Debbo questa risposta ai miei amici (ai miei famigliari un po’ preoccupati per il tono degli insulti) ed anche a tifosi biancocelesti di cui mi faccio Paladino non per obbligo professionale ma per mia scelta.

Sarebbe facile sostenere che a spingermi è la mia lazialità e l’ostilità nei confronti delle altre squadre antagoniste alla mia. Ma la verità è che la colpa è della mia storia professionale. Negli anni più formativi ho avuto la fortuna di lavorare nel giornale diretto da Indro Montanelli e di crescere nel rifiuto dell’omologazione, del conformismo e nel culto dell’opinione controcorrente.

Da allora ad oggi sono passati tanti anni. Ma a quell’insegnamento montanelliano sono rimasto sempre fedele (non a caso sono stato direttore responsabile per quasi vent’anni de “L’Opinione” fissando una linea di liberalismo sempre e comunque controcorrente). E tutti i libri che ho scritto non hanno mai derogato rispetto a questa scelta. Dai primi sulla libertà di stampa e su “Mani Pulite”, a quelli sul rischio dell’atomica iraniana su Israele al pericolo del neoperonismo in Italia, da quello sulle interpretazioni in chiave liberale della storia dello Stato unitario a quello sugli aspetti controversi del pontificato di Papa Francesco.

Potevo cambiare decidendo di scrivere non solo di storia e di politica ma anche di calcio? Non potevo. Tanto più che durante la mia esperienza ormai quadriennale nel mondo calcistico mi sono reso conto dell’esistenza di pregiudizi ingiustificati nei confronti della Lazio, del suo Presidente Claudio Lotito e dei suoi tifosi. Questi pregiudizi premono sulla mia coerenza controcorrente e mi impongono di intervenire con le mie armi professionali. Di qui le battaglie per difendere la stragrande maggioranza dei laziali da accuse frutto di prevenzioni antiche ed infondate.

Le polemiche per spiegare che il legittimo interesse della Lazio a finire regolarmente il campionato non nasce dalla pretesa di vincere lo scudetto a tavolino, ma solo dalla speranza di poterlo conquistare sul campo e per rilevare come questo interesse abbia la stessa legittimità di quello di chi vorrebbe annullare il campionato in corso o per avere lo scudetto d’ufficio e potersi dedicare solo alla Champions o per evitare una rovinosa retrocessione. Le polemiche nei confronti di un inconsapevole ministro che non conosce il ruolo del calcio nell’economia e nell’immaginario collettivo del Paese. Ma soprattutto le polemiche per interrompere quella vulgata politicamente corretta e frutto di interessi precisi che tende a dipingere sempre e comunque Lotito non come un imprenditore che ha costruito negli anni una società sana ed una squadra competitiva recuperandola da una condizione drammatica e fallimentare ma una sorta di diavolo del calcio nazionale che si permette di mettersi di traverso ai potenti per eredità, censo o grande presenza mediatica e che per questo va relegato nell’inferno fasullo ed ipocrita dei presunti cattivi.

Bastano queste ragioni? Per me sono più che sufficienti. Anche a non lasciarmi intimidire dalle aggressioni verbali a cui non replico per non trasformare in rissa una discussione che vorrei mantenere sempre ad un livello di totale civiltà.

Categorie
DICHIARAZIONI

Il commissario per l’emergenza Arcuri: “Imploriamo tutti gli italiani, rispettate le regole”

"Tutti i cittadini stanno facendo enormi sacrifici, li ringrazio, ma non basta, bisogna essere chiari: è davvero importante attenersi alle prescrizioni che il governo ha dato, sapendo che sono difficili, inusuali, quasi non contemporanee. La stragrande maggioranza le rispetta, imploriamo di rispettarle a tutti gli italiani. Dobbiamo fare in modo che emergenza non si diffonda in regioni dove finora è stata contenuta la sua portata, con l'aiuto degli italiani di quelle regioni, ma non solo". Così il commissario Domenico Arcuri in una conferenza stampa.

Siamo stati attaccati da un nemoco forte, invisibile, sconosciuto" ha proseguito Arcuri. "Oggi distribuiamo 135 ventilatori, macchine che servono nelle terapie intensive per curare i nostri connazionali più a rischio. "Ieri ne abbiamo consegnati 121. Siamo passati da 13 a 73 ventilatori al giorno, oltre cinque volte di più, ancora pochi. Confidiamo che questi numeri possano rapidamente crescere fino a raggiungere gli obiettivi che ci siamo dati". "Dobbiamo garantire più macchine, più posti letto, più personale: dobbiamo implementare una rivoluzione del nostro sistema sanitario".

"In pochi giorni siamo passati a 5343 posti in dotazione nelle terapie intensive a a 8370. Con il contributo di tutte le istituzioni ne abbiamo realizzate il 64% in più. I posti letto in pneumologia sono passati da 6.625 a 26.169, più di quattro volte in più. Questo succede solo nei grandi Paesi che sono concentrati a vincere questa guerra". Repubblica.it

Categorie
DICHIARAZIONI

Escalante: “Lazio, onorato dell’interesse. Voglio il grande salto”

Gonzalo Escalante è un promesso sposo della Lazio. Il centrocampista argentino, oggi in forza all’Eibar, è in scadenza di contratto: a luglio vestirà la maglia biancoceleste. Ora il calcio però, è passato in secondo piano. Anche in Spagna è scattata l’emergenza Coronavirus: “Tutto è strano e complicato – le sue parole al quotidiano Olé – una settimana fa stavamo giocando in campionato, ora tutti a casa senza poter uscire. Ci manteniamo in forma e curiamo l’alimentazione. Mi alzo presto, faccio colazione, mi alleno, gioco alla PlayStation. Ho mia moglie con me, facciamo anche i puzzle”."Non so cosa accadrà al torneo, non si sa nulla. In questi 5 anni in Spagna sono cresciuto molto. Non è facile giocare in questo campionato. Spesso dall’Argentina guardavo le partite spagnole. Sono felice di quello realizzato fino ad ora. La Lazio? A breve scadrà il mio contratto, analizzo le alternative. L’interesse dei biancocelesti è una bella sensazione. Un giorno mi piacerebbe anche poter tornare al Boca. Ora vorrei continuare in Europa, è tempo del grande salto". corrieredellosport.it