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Min. Spadafora: “Ritengo che la Serie A possa tornare a giocare il 3 maggio. Ipotesi divieti sport all’aperto”

Il Ministro delle Politiche Giovanili e dello Sport Vincenzo Spadafora al 'TG1' s'è così espresso sul ritorno in campo in Serie A: "Ritengo che la Serie A possa tornare a giocare il 3 maggio, poi valuteremo se a porte aperte o a porte chiuse. A questo si aggiungeranno le competizioni internazionali, come Europa League e Champions League, che si aggiungeranno al campionato". Potrebbe arrivare il divieto totale di fare attività all'aperto. Se finora «abbiamo lasciato questa opportunità» dell'attività motoria all'aperto «è perché la comunità medico scientifica ci diceva di dare la possibilità a molte persone di poter correre, anche per altre patologie… Però l'appello generale era di restare a casa. Se questo appello non viene ascoltato saremo costretti a porre un divieto assoluto»,

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Coronavirus, Conte: “Non ancora raggiunto il picco. Sono le settimane più rischiose: bisogna stare a casa“

Il premier Giuseppe Conte lo spiega chiaramente: le prossime settimane sono quelle decisive nell’affrontare l’emergenza coronavirus. Sia da un punto di vista sanitario, perché “non abbiamo ancora raggiunto il picco” dei contagi e quindi “bisogna evitare in tutti i modi gli spostamenti“, anche se nuovi divieti “non servono”. Sia da un punto di vista economico, con il governo che si appresta a varare un decreto per “sostenere i costi imposti dall’emergenza”. Ma “non sarà sufficiente“, serviranno altre misure, specialmente per le imprese, chiamate “a una sfida molto dura”. Per questo il presidente Conte sottolinea che, dato il momento, “alimentare polemiche non è sterile, è folle“. E chiede all’Ue di essere più presente, attraverso “un coordinamento europeo delle misure di ordine sanitario ed economico”.

Il premier Conte ha parlato in una lunga intervista al Corriere della Sera, rilasciata a poche ore dal consiglio dei ministri che deve varare il decreto con gli aiuti economici, ma anche alla vigilia della videoconferenza con gli altri leader del G7, prevista appunto per lunedì. “Bisogna evitare in tutti i modi gli spostamenti non assolutamente necessari. È il momento dei sacrifici, delle scelte responsabili”, tiene a sottolineare innanzitutto Conte. “Se continueremo a rimanere a casa evitando contatti a rischio – aggiunge – saremo più efficaci nel contenere il virus”.

“Picco non raggiunto” – “Gli scienziati ci dicono che non abbiamo ancora raggiunto il picco, queste sono le settimane più rischiose e ci vuole la massima precauzione. Non possiamo abbassare la guardia. È la sfida più importante degli ultimi decenni, per vincerla serve il contributo responsabile di 60 milioni di italiani“, spiega ancora Conte. “Il nostro obiettivo – prosegue – è contenere o quantomeno rallentare la velocità di diffusione del virus, in modo da avere la possibilità di gestire l’emergenza in un tempo più dilatato, distribuendo una reazione efficace su tutto il territorio nazionale”.

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Gravina: “Possibile la chiusura del campionato su due stagioni diverse”

 Il presidente della FIGC, Gabriele Gravina, ha parlato a Radio Rai affrontando anche l'argomento relativo al possibile annullamento della Serie A: "Non sono in grado di escludere nulla. Ora programmiamo con l'idea più ottimistica, ovvero definire i campionati, cercando di portarli a termine. Tra le diverse ipotesi però ho già preannunciato la non assegnazione del titolo, quella di assegnazione congelando le graduatorie, un mini torneo di play-off e play-out. Non escludo nulla, capisco la curiosità e l'attenzione nel voler definire ma nessuno, e dico nessuno, oggi è in grado di dire quale sarà il nostro futuro rispetto alle condizioni attuali. Se tutto questo dovesse portare con effetto trascinamento alla stagione 20-21, non escludo che il campionato possa concludersi in due stagioni diverse. E' anche imbarazzante parlare di questi temi ma abbiamo il dovere di farlo per dare una speranza".

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Gravina: “Europei vanno rinviati per concludere campionati. 9 Maggio data limite…

Serie A e Serie B studiano il da farsi quando si potrà tornare a giocare. Secondo le ultime indiscrezioni, la deadline temporale per la ripresa dovrebbe essere la stessa: a meno di stravolgimenti da UEFA e FIGC, il 9 maggio è attualmente considerata la data ultima per riprendere il campionato. “Gli Europei vanno rinviati, ma i campionati sono da concludere”. Parola di Gabriele Gravina. Intervistato da Il Messaggero, il presidente della FIGC dice la sua sulla situazione del calcio, fermo per combattere il Coronavirus. Tuttomercatoweb.com

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Ufficiale: Siviglia-Roma e Inter-Getafe rinviate dall’Uefa: “Possibile recupero in gara unica su campo neutro”

AGGIORNAMENTO –  Con un comunicato la UEFA ha reso noto il rinvio delle due partite: "A causa delle restrizioni ai viaggi tra Spagna e Italia imposte ieri dalle autorità spagnole, le partite della UEFA Europa League Siviglia-Roma e Inter-Getafe non si svolgeranno come previsto domani, 12 marzo 2020. Ulteriori decisioni sulle due partite saranno comunicate a tempo debito". Inter-Getafe (e quindi anche Siviglia-Roma) potrebbe essere recuperata con gara unica su campo neutro. A svelarlo, il dg del club spagnolo: "C'è la possibilità che il turno possa risolversi attraverso una gara secca e in un campo neutro", ha dichiarato Clemente Villaverde

"Il Getafe non andrà a Milano, anche a costo di perdere il turno". Dura presa di posizione del presidente del club spagnolo Angel Torres che, parlando ai microfoni di El Transistor su Onda Cero, ha chiarito la posizione della società in vista del match di andata degli ottavi di Europa League in programma giovedì al Meazza contro l'Inter.Secondo quanto previsto dal protocollo di protezione per il coronavirus, la partita si svolgerà a porte chiuse, ma questo, secondo Angel Torres non basta.

Il presidente del Getafe ha poi avanzato una serie di richieste: "Abbiamo chiesto alla Uefa di trovare un’alternativa a Milano. Se la situazione non cambia credo che non andremo in Italia a giocare contro l'Inter. Che senso ha tutto questo? Il Governo spagnolo proibisce l'arrivo di aerei dall'Italia e il Governo italiano ha sospeso la Serie A e io mi devo buttare nel fuoco?". Nel frattempo, l'Afe, insieme all'Associazione dei calciatori italiani, ha rilasciato una dichiarazione chiedendo alla Uefa di sospendere Inter-Getafe come richiesto dal presidente del club spagnolo, in modo da disputare la sfida quando la sicurezza sarà maggiore e l'emergenza nei due paesi sarà diminuita.corrieredellosport.it

La Roma – si legge sui canali ufficiali del club giallorosso – non partirà per Siviglia perché non c'è stata l'autorizzazione da parte del Governo spagnolo per l'arrivo dell'aereo dall'Italia. Presto la UEFA fornirà ulteriori dettagli". 

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Malagó: “Ora non si possono dare risposte sul calcio. Europei? Si prenda tempo”

Giovanni Malagò, presidente del Coni, ha parlato alla "Gazzetta dello Sport" del momento difficile che l'Italia sta vivendo a causa dell'emergenza Coronavirus, analizzando tutte le ripercussioni sullo sport.

Coronavirus, le parole di Malagò

"Abituarsi all'assenza della pratica sportiva è un problema per tanti. Ma questo è marginale, ed è persino riduttiva questa parola rispetto a quello che stiamo vivendo. Proviamo quasi vergogna a occuparci di tutto il questo. Ora ci sono altre emergenze, altri problemi, altre situazioni, e ci sono da rispettare tutte le indicazioni che possono aiutare a fermare il virus. Poi, certo, possiamo aiutare la gente a vivere meglio in questo periodo. Penso per esempio a una campagna che possa invitare la gente a fare attività fisica nelle proprie case".

"Non voglio partire dal calcio di Serie A. Io posso raccontarvi quello che è successo domenica quando ho scaricato tre batterie del cellulare per rispondere a tutte le chiamate dei presidenti federali degli sporti di squadra. Che facciamo, ci fermiamo? Ci sono stati sport, vedi pallavolo, che a livello femminile si sono fermati e a livello maschile hanno giocato. O altri che a seconda della categoria hanno fatto scelte diverse. Ho detto 'signori, non è possibile'. Bisogna fare una sola scelta. E farla insieme".

"Conte e Spadafora? Hanno convenuto con questa esigenza. E si sono dimostrati sensibili anche rispetto alla necessità di rispettare gli impegni internazionali delle nostre squadre".

"Se tutto questo servirà per cambiare? Certo che cambierà. Questa cosa provocherà nella coscienza delle persone una convinzione: ci sono cose più importanti del calcio".

"Campionato? Si deve procedere per gradi. In questo momento non si possono dare delle risposte, sicuri di quello che accadrà fra qualche settimana".

"Europei? Non intervengo certo nelle decisioni che spettano alle federazioni internazionali e tantomeno a quelle di un singolo sport. Posso solo dire che credo si stia cercando di prendere del tempo. E anch'io faccio il tifo perché le cose possano cambiare in meglio".

"Ci sono 100.000 società sportive in Italia, centomila società che hanno costi fissi, la segreteria, l'affitto dell'impianto. Se non teniamo in vita tutto questo, quando potremo ripartire lo sport sarà spacciato. Ma il governo percepisce l'importanza del nostro comparto". 

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Alessandro Favalli, primo calciatore positivo al coronavirus: “Ho contagiato tutti, anche i miei nonni”

Alessandro Favalli è il primo calciatore positivo al coronavirus. Il 27enne difensore della Reggiana, che milita in Lega Pro, si è sempre diviso tra Reggio e Solarolo Rainerio, piccolo comune nella provincia di Cremona. Tutto normale, fino a quando lo scorso fine settimana non ha iniziato ad avvertire i primi sintomi, che hanno portato alla scoperta del virus. In un’intervista rilasciata a Il Giorno, Favalli racconta che è stata una bella botta perché “ha coinvolto buona parte della mia famiglia. Entrambi i nonni, papà, fratello e un parente: tutti contagiati. Solo mia moglie e mamma non hanno avuto niente”.

Da lunedì 2 marzo il 27enne ha iniziato a capire che qualcosa non andava: si è svegliato con febbre, tosse e raffreddore. Ha immediatamente avvisato la Reggiana e dopo quattro giorni consecutivi di febbre ha fatto il test, che è risultato positivo. Il suo primo pensiero? “Il timore per mia moglie con cui convivo, anche se avevo già optato per l’isolamento preventivo. E per i compagni di squadra, ai quali voglio dire un enorme grazie per il sostegno: mi auguro che nessuno possa aver contratto il virus da me”. Adesso però Favalli è preoccupato soprattutto per i suoi parenti: “Come stanno? Eh insomma. Il mio pensiero in questo momento è tutto per loro”.  Libero.it

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Di Maio al calcio: “Sì a stop campionati”

Luigi Di Maio, Ministro degli Esteri, ha esternato solidarietà nei confronti del collega Vincenzo Spadafora che in questi giorni ha espresso una posizione netta a favore delle stop dei campionati. “Ci sono misure che richiedono il massimo della responsabilità, lo dico al mondo del calcio. Esprimo la mia vicinanza al Ministro Spadafora che in questo momento sta cercando di convincere tutto il mondo del calcio che è meglio non giocare. Perché se ci sono dei giocatori positivi, questi a loro volta possono contagiarne degli altri e, tornando a casa, possono contagiare altri cittadini".

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Diaconale contro lo stop alla Serie A: “Lotito non sarà imbrogliato da ministri demagoghi e dirigenti irresponsabili”

Di seguito il post su Facebook del portavoce del presidente della Lazio, Claudio Lotito, Arturo Diaconale.

Il sogno dei due scudetti

Da fronteggiare non c’è solo la paura da Coronavirus. Almeno per quanto riguarda i tifosi della Lazio c’è una seconda preoccupazione che serpeggia sempre più insistente e che, tanto per rimanere nel clima da emergenza sanitaria in atto, potrebbe venire definita come il frutto della sindrome da scudetto negato del 1915.

La paura, in altri termini, è che il campionato in corso faccia la fine di quello interrotto dallo scoppio della Grande Guerra e che come allora l’interruzione divenne l’occasione per negare alla Lazio il riconoscimento di uno scudetto conquistato sul campo, una eventuale interruzione dell’attuale campionato a causa del coronavirus possa impedire alla Lazio di oggi di conquistare quello scudetto verso cui viene al momento proiettata dai brillanti risultati che l’hanno portata al vertice della classifica ad un solo punto dalla Juventus.

Questa sindrome da scudetto negato del 1915 si va diffondendo quasi quanto l’epidemia dell’influenza proveniente dalla Cina. Perché fa scattare l’antico timore che, in una situazione di massima incertezza provocata dall’emergenza sanitaria che paralizza il Paese, gli interessi dei grandi club possano scattare ai danni della società biancoceleste. Così come non bisogna cedere al panico per il coronavirus, non ci si deve abbandonare al panico per sindrome da scudetto negato. Al momento l’interruzione del campionato è una ipotesi ancora da verificare. L’aumento dell’emergenza per cause imponderabili potrebbe forse provocare una pausa. Che, però, potrebbe essere chiusa ad emergenza eccezionale superata, consentendo la ripresa delle partite e la conclusione regolare del campionato. Magari nel mese dedicato agli Europei che potrebbero slittare a loro volta visto che l’epidemia non è solo italiana ma è ormai diffusa anche nel resto del Vecchio Continente.

Queste, comunque, sono tutte ipotesi prive di concretezza. Di certo ci sono due evidenze. Da un lato la ferma volontà della società, della squadra e di tutti i tifosi di pretendere la regolarità del torneo scongiurando il rischio di ripetere il 1915. Anzi, di battersi fino in fondo per fare in modo che nel 2020 si possa festeggiare non uno ma due scudetti: quello antico e quello presente! Dall’altro la consapevolezza che non sarà facile imbrogliare il Presidente Claudio Lotito da parte di ministri demagoghi e dirigenti irresponsabili che non capiscono come fermare il campionato significherebbe far saltare tutti i diritti televisivi e condannare al fallimento la gran parte delle società calcistiche italiane!

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Sky replica a Spadafora: “Non dice la verità su partite in chiaro. Si assuma responsabilità”

Come prevedibile, nella serata di ieri è arrivata la dura replica di Sky alle parole del Ministro Spadafora. Di seguito il comunicato dell'emittente.

Il ministro Spadafora ha accusato la nostra Azienda di non avere consentito di aprire a tutti, in chiaro, la visione delle partite – tra le quali Juventus-Inter – in questo momento particolarmente difficile per il Paese. Ci spiace constatare – e questa è la posizione ufficiale di Sky – che le ulteriori dichiarazioni del Ministro dello Sport, rilasciate senza alcun contraddittorio alla Rai, continuano a non corrispondere alla verità dei fatti. 

 

Ora ci permettiamo di riassumerli, per fare chiarezza anche a colui che non vuole accettarla:

  • Sky da molti giorni aveva dato la piena disponibilità ad aprire la visione sui propri canali in chiaro (TV8 e Cielo) di tutte le partite di cui Sky detiene i diritti a pagamento.
  • TV8 e Cielo sono disponibili sulla piattaforma digitale terrestre per tutti i cittadini, non solo per gli abbonati.
  • Le norme e leggi attuali non sono superabili e la Lega Calcio di Serie A lo ha più volte dichiarato e chiarito.
  • Il Ministro aveva tutte le possibilità di offrire gratuitamente agli appassionati italiani le partite. Gli è stato da noi più volte proposto, mettendo a disposizione mezzi, risorse e canali in chiaro per permettere a tutti di vederle, ma evidentemente ciò non gli è bastato.
  • Avrebbe dovuto modificare le regole e le leggi per ottenere quello che forse desiderava, ma non le ha cambiate.
  • Ora afferma che le cambierà. Le regole e le leggi non le può modificare né la Lega né Sky né Dazn. Questo invece è da sempre il vero compito del legislatore. Quindi si assuma le sue responsabilità.
  • Noi siamo solo degli operatori televisivi che da decenni investono miliardi e valorizzano il nostro campionato, con il nostro racconto, la nostra passione. E anche in queste ore, molto difficili per tutti gli italiani e per tutti i nostri giornalisti, tecnici e dipendenti, siamo impegnati giorno e notte a offrire il migliore servizio possibile, la migliore qualità di programmazione e la più completa informazione, come servizio di pubblica utilità, all’intero Paese. 
  • Il nostro interesse economico è da sempre finalizzato alla crescita dell’Azienda e alla tutela del lavoro dei nostri dipendenti e dei nostri giornalisti.
  • Non conosciamo i reali motivi e gli obiettivi che stanno dietro a questa demagogica posizione del Ministro, ma di sicuro noi riteniamo che non sia più il tempo di inutili polemiche proprio per affrontare insieme, con responsabilità e con competenza, questo momento critico per tutti gli italiani, con l’obiettivo prioritario di tutelare la loro salute, compresa quella dei calciatori e di tutti gli operatori del calcio e dello sport.