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Coronavirus, Conte: “Lega Serie A deciderà se giocare a porte chiuse o rinviare le partite del campionato”

L’emergenza Coronavirus ha coinvolto, inevitabilmente, anche il calcio. Il Premier Giuseppe Conte, durante la riunione con i capi delegazione della maggioranza e i capigruppo dei partiti, ha dichiarato: “L’attenzione è massima, stiamo prendendo delle decisioni che incidono sullo stile di vita degli italiani e siamo ancora in una situazione di allarme, secondo i dati scientifici. Il contagio potrebbe anche estendersi, non sappiamo quando raggiungeremo il picco. Non possiamo escludere in assoluto la chiusura totale delle scuole, anche se non è stata ancora chiesta dagli scienziati. Il campionato? Sarà la Lega Serie A a decidere se giocare a porte chiuse o rinviare le partite".

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Juventus-Milan, Burioni: “Disputarla a porte aperte è pura follia”

Far disputare Juventus-Milan a porte aperte ''è pura follia''. La pensa così il virologo Roberto Burioni, che su Twitter critica duramente la scelta di far giocare la sfida di ritorno delle semifinali di Coppa Italia con i tifosi presenti allo stadio. ''Io spero che non sia vero. Perché se è vero è pura follia. Lo Stato non deve permetterlo per la sicurezza dei cittadini'', le parole di Burioni in un tweet. (ANSA).

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Malagò: “La Serie A rientri da Marte, rispettare tutti gli atleti!”

Intervenendo su Repubblica, il presidente del CONI Giovanni Malagò parla così delle troppe polemiche che hanno investito il calcio dopo le scelte dell'ultimo weekend circa l'emergenza Coronavirus: "È tempo che qualcuno rientri da Marte. Io ho disperatamente fatto presente quello che sta accadendo in Italia e in molte parti del pianeta: la salute prima di tutto, anche del calcio. Lo slittamento di un turno in tempi ravvicinati mi sembra l'unico modo per garantire al cento per cento la regolarità del campionato. La prossima settimana la Juventus non avrà la Champions League e l’Inter avrà a disposizione tre giorni per recuperare le energie prima dell’Europa League. Il litigio? Non fa onore all’Italia. Il virus sta creando problemi enormi a tutto lo sport, è tempo che il calcio capisca che non esistono atleti di serie A e atleti di serie B. Essere più popolari e guadagnare di più non dà ai calciatori più diritti rispetto a chi si è magari allenato molto più di loro per ottenere un pass olimpico. È una questione di rispetto".

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Coronavirus, Infantino: “Annullare Euro2020? Non posso escluderlo”

I vertici della Uefa sono ad Amsterdam, capitanati dal presidente Aleksander Ceferin, per discutere dell'evoluzione del coronavirus e delle ripercussioni che questo può avere sul mondo del calcio. La Uefa continua a dirsi sicura che non ci sarà alcun impatto sull'organizzazione del prossimo Campionato Europeo, che sarà organizzato in dodici nazioni, Italia compresa. E' stato comunque consigliato a tutti i componenti Uefa ritenuti non essenziali di non prendere parte al congresso in programma martedì e al sorteggio della Nations League, previsti sempre ad Amsterdam. Greg Clarke, presidente della Football Association e vice presidente della Fifa, ha dichiarato che si aspetta di disputare regolarmente le amichevoli in programma contro Danimarca e Italia a Wembley: la sfida con gli azzurri è prevista il 27 marzo. "Noi continuiamo con il nostro programma, anche se siamo pronti ad adeguarci in caso di cambiamenti imposti dall'alto". Anche Gianni Infantino, numero 1 della Fifa, lascia le porte aperte: "Non possiamo escludere nulla ma non dobbiamo lasciarci prendere dal panico. Personalmente non sono preoccupato, ma dobbiamo guardare seriamente agli sviluppi, senza però avere reazioni eccessive. Speriamo di non andare incontro a una sospensione degli eventi su scala globale", ha dichiarato ai microfoni di Sky Sports Uk. Corrieredellosport.it

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Almeyda spinge la Lazio: “Lo Scudetto è possibile!”

"La Lazio può fare l'impresa, io ci credo". Matias Almeyda sogna a occhi aperti, da tifoso e da allenatore. Oggi alla guida dei San Jose Earthquakes in MLS, l'ex centrocampista argentino non ha infatti mai dimenticato la sponda biancoceleste di Roma, dove ha scritto la storia a suon di titoli tra il 1997 e il 2000 con uno Scudetto, due Coppa Italia, una Supercoppa italiana, una Supercoppa UEFA e una Coppa delle Coppe. Non poteva che essere 'El Pelado', dunque, a commentare in esclusiva per TuttoMercatoWeb.com il primato in classifica dei capitolini, traguardo che mancava da addirittura 20 anni, anzi 21 se consideriamo questo preciso periodo della stagione.
Almeyda, che cosa si prova a vedere la Lazio in testa?
"Il primo posto dà delle bellissime sensazioni. Questa Lazio è una squadra che gioca un calcio dinamico, fatto di qualità, tanti passaggi e pressione costante, un gioco che ispira fiducia. Ci sono tanti giocatori di livello, penso a Immobile, Luis Alberto, Correa, Milinkovic-Savic… Da grande tifoso biancoceleste, non posso che essere contento di vedere la Lazio vincere e convincere. Finalmente, direi".
Lo Scudetto è possibile quest'anno?
"Sì, secondo me i biancocelesti possono farcela. Si è acceso qualcosa nelle loro menti e nei loro cuori, si vede bene in campo. Chiaramente non sarà facile, la Juve ha una rosa fortissima e in Italia vince da tanti anni. Senza dimenticare l'Inter, le squadre di Conte non si possono mai dare per morte. Però sono fiducioso: il 2020 come il 2000, io ci credo!".
L'ultimo Scudetto biancoceleste è arrivato proprio con lei in campo: vede qualche somiglianza tra la sua Lazio e quella attuale?
"Poche, devo essere sincero. Inzaghi e i suoi giocatori sono nettamente diversi da mister Eriksson e dalla mia Lazio. È vero che questa squadra è tornata nuovamente a lottare per grandi obiettivi, entusiasmandosi e creando a sua volta entusiasmo tra la gente, ma la mia riuscì ad alzare parecchi trofei in quegli anni. Con ciò non voglio dire che la Lazio di Almeyda fosse superiore, ma sicuramente era differente per molti aspetti".
Ma la Lazio tornerà, prima o poi, a essere di Almeyda? Stavolta del Matias allenatore, ovviamente.
"Tutti abbiamo dei sogni e questo, ormai lo sapete, è il mio. Oggi ho un contratto coi San Jose Earthquakes e la Lazio al contempo è ben guidata dal mio ex compagno di squadra Simone Inzaghi. Prima o poi, però, sono convinto che potrà toccare anche a me".
A proposito, si sarebbe mai aspettato un Inzaghi così decisivo in panchina?
"Simone è uno che, come me, ha la Lazio nel sangue. Ne abbiamo passate tante insieme da giocatori e oggi sono davvero felice per lui. Negli ultimi anni ha fatto un grande lavoro e veder giocare la sua squadra mi emoziona. Bravo Inzaghi, faccio il tifo per te!".
Chiosa, non certo per minor importanza, sulla sua avventura in MLS dopo le esperienze in Argentina e Messico. Proprio sabato è iniziato il nuovo campionato.
"Abbiamo esordito con un 2-2 in casa col Toronto e sono soddisfatto. Sono qui ormai da più di un anno: c'è un bel progetto, ci sono grandissime ambizioni. Personalmente voglio continuare a migliorarmi come uomo e come professionista in un campionato che sta crescendo a dismisura. La MLS sarà presto una delle top leghe mondiali, vedrete che tanti giocatori e allenatori vorranno venire a lavorarci". Tuttomercatoweb.com

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Caos calendari, Malagó: “Il buon senso vuole che il prossimo week-end sia utile per i recuperi”

Le parole del presidente del CONI“Il problema della Serie A sono i Presidenti. Vogliono contare. È la filosofia del padrone”. Giovanni Malagò va dritto al punto, parlando ai microfoni di Radio Anch'io Sport, parlando di Coronavirus e calcio.

GIORNATE DI CONFUSIONE – "Sono state giornate e ore confuse. Un contesto storico più unico che raro. Non perché in passato non ci siano stati momenti complessi, ma qui c’è un problema temporale. Sono entrate in campo molte ipotesi. Qualche errore è stato fatto sicuramente. Bisogna prendere una piega chiara e definitiva. Il problema della Serie A sono i Presidenti. Vogliono contare. È la filosofia del padrone. Ci vuole un terzo, pagato profumatamente, che prenda decisioni. Siamo nel caos totale".

SERVE BUON SENSO – "Campionato falsato? Serve semplicemente spostare tutto in modo che nessuno possa dire che il nostro campionato è falsato. Juventus-Inter al 9 marzo? Conosco bene il contesto. Personalmente sono dell’idea che il prossimo fine settimana si debba dedicare al recupero di queste gare rinviate. Serve buon senso e questa mi sembra una soluzione giusta. Il governo sulla scelta della data non centra nulla. Questa è competenza della Lega. Se l’ordinanza del governo resta questa il 9 marzo si potrà giocare a porte aperte".

SIAMO IN EMERGENZA – "Oggettivamente c’è un’emergenza Nazionale. Stiamo un po’ esasperando quello che sta succedendo. Non possiamo neppure soffermarci solo su Juventus-Inter e al mondo del calcio. Abbiamo sport sul ghiaccio che sono saltati. Abbiamo atleti italiani che rischiano di non qualificarsi negli altri sport per via dei blocchi ai voli e simili".

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Diaconale: “Disparità di trattamento fra Lazio e Atalanta…”

Il 'taccuino biancoceleste', rubrica di Arturo Diaconale, portavoce della Lazio.

I duri della Lazio

"È bene fare un passo indietro rispetto al caos generale in cui è piombato il calcio a causa del Coronavirus. E tornare sulla polemica precedente, quella sul mancato anticipo di Atalanta-Lazio. In cui ciò che colpisce non è la disparità di giudizio. Nessuno mette in discussione l’interesse dell’Atalanta ad anticipare di un giorno la partita con la Lazio per avere 24 ore in più di riposo e di preparazione in vista dell’incontro del martedì successivo con il Valencia. Al tempo stesso nessuno dovrebbe mettere in discussione l’interesse della Lazio a non anticipare di un giorno la gara con l’Atalanta per usufruire di tutto il tempo necessario per far riposare i giocatori e preparare al meglio una partita con una diretta concorrente per la Champions.

I due interessi sono entrambi legittimi e comprensibili. Ciò che colpisce ed irrita però è che mentre l’interesse de l’Atalanta è stato santificato, quello identico della Lazio è stato criminalizzato dai commentatori dei media settentrionali ben felici di rispolverare i soliti pregiudizi acrimoniosi nei confronti della società biancoceleste e del Presidente Claudio Lotito arricchendoli, per l’occasione, con una robusta dose di moralismo da strapazzo.

Le ragioni di questa disparità di giudizio e di tanta animosità sono facilmente comprensibili. La fase finale dell’attuale campionato è segnata dalla sfida della Lazio a Juventus, Inter per lo scudetto ed all’Atalanta (almeno fino a questo momento) per il quarto posto che vale la Champions. Creare un clima ostile all’incomodo della Capitale può aiutare a rendere la sua corsa più complicata ed difficile. Che c’è di meglio di un po’ di criminalizzazione fatta di pregiudizi conditi da un pizzico di razzismo territoriale per rendere incandescenti i campi di Torino e Bergamo dove la Lazio si giocherà una parte delle sue ambizioni?

Tutto questo, però, non preoccupa e spaventa affatto. Quando il gioco si fa duro, si dice, i duri incominciano a giocare. E nella Lazio i duri non mancano! A partire dal suo Presidente che dopo aver difeso le ragioni della sua società ora si batte per far uscire il calcio nazionale dal caos da Coronavirus che minaccia la conclusione corretta del campionato".

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Atalanta-Lazio, Gasperini ancora al veleno: “Se vogliono giocarla lunedì…”

Che non ci sia amore e stima reciproca fra Gasperini e la Lazio è cosa nota. Il tecnico atalantino, dopo la vittoria roboante di Lecce, ha scagliato una frecciatina ai prossimi avversari (La Lazio, sabato 7 marzo): “Se loro vogliono giocarla di lunedì sera la giochiamo di lunedì sera, poi martedì andiamo a Valencia… […] Non bisogna mettere davanti le cose personali, non ho una soluzione da dare ma do la disponibilità della squadra per cercare di venir fuori da questo momento". Ovviamente il riferimento è alla polemica con Lotito riguardo il mancato ‘ok’ all’anticipo del match al venerdì sera.

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Dal Pino replica a Marotta: “L’Inter si è rifiutata di giocare lunedì a porte aperte. Ragioniamo come collettivo, non individualmente”

Dura replica di Dal Pino (Pres. Lega Serie A) all'AD dell'Inter Marotta. Il dirigente nerazzurro aveva parlato di 'campionato falsato' per le decisioni di rinviare partite, anche di cartello, nel nostro paese. La risposta non si è fatta attendere: "Venerdì l'amministratore delegato De Siervo e io abbiamo proposto all'Inter di spostare la gara contro la Juventus al lunedì sera per disputarla a porte aperte. L'Inter si è rifiutata categoricamente di scendere in campo, si assuma le sue responsabilità e non parli di sportività e campionato falsatoMarotta rappresenta le esigenze dell'Inter, io tutelo gli interessi generali di tutta la Serie A, che purtroppo sconta quotidiani conflitti di interessi legati a ciascuna squadra. Io devo promuovere il campionato italiano e la sua immagine nel mondo, trasmettere gare a stadi vuoti sarebbe stato un pessimo biglietto da visita per il PaeseLa decisione è mia per statuto – prosegue Dal Pino – ma i club coinvolti sono stati sentiti telefonicamente, per cui sappiamo bene le posizioni di ognuno, difficilmente conciliabili. Noi agiamo con senso di responsabilità per tutelare i tifosi e il diritto di tutti ad assistere alle partite, compresa l'esigenza dei broadcaster di trasmettere immagini di stadi pieni e festosi. L'invito che faccio a tutti è di ragionare come Serie A, non individualmente”.

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Coronavirus. Rinvio gare a porte chiuse, Spadafora: “Decisione autonoma del calcio”

La nota del Ministro Spadafora sul rinvio delle gare di Serie A – L’emergenza a seguito dei casi di Coronavirus in Italia ha costretto il Governo e le altre Autorità a prendere decisioni impopolari, ma necessarie. Decisioni che devono essere modulate e aggiornate in base all'andamento dei dati e ai consigli della comunità scientifica, mettendo al primo posto la salute dei cittadini e cercando, per quanto possibile, di limitare le conseguenze per tutti i cittadini.
Per quel che riguarda gli eventi sportivi, dopo la fase del blocco totale dei primi giorni, abbiamo autorizzato, su richiesta del CONI, della FIGC e delle Leghe Calcio, la possibilità di effettuare allenamenti e gare a porte chiuse, rimettendo a loro la decisione se avvalersi o meno di questa facoltà.
In vista dei prossimi appuntamenti, la valutazione unanime dei vertici del mondo sportivo e calcistico è stata quella di prediligere il rinvio piuttosto che giocare negli stadi vuoti, tenendo conto anche delle ripercussioni a livello di immagine sul nostro Paese e delle difficoltà nella programmazione di turni supplementari in un calendario mai come quest’anno denso di appuntamenti nazionali e internazionali.
Decisione autonoma, che come Ministro competente ho accolto con favore. Ogni valutazione sulle ripercussioni a livello agonistico di questa decisione compete agli organi sportivi, non certo al Ministro dello Sport o al Governo. Tuttomercatoweb.com