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Supercoppa, Buffon: “Con la Lazio è complicata, unica squadra ad aver vinto qualcosa durante il dominio Juve”

Tramite la propria app il portiere della Juventus Gianluigi Buffon è tornato sulla vittoria di ieri, sul record di presenze in Serie A e sui prossimi obiettivi: "La partita con la Sampdoria è stata sicuramente emozionante per tutto quello che rappresentava. In fondo le emozioni sono uno dei motivi per cui continuo a giocare. Raggiungere Paolo Maldini in testa alla classifica delle presenze di Serie A mi ha onorato, ma da oggi c’è già da pensare ai prossimi obiettivi. A partire dalla Supercoppa Italiana di domenica contro la Lazio. Come ho detto anche nel post gara di Genova, non ho un’immagine o una parata simbolo per queste 647 partite. Preferisco rivedere il mio modo di stare nello spogliatoio e la gratificazione che mi sta dando il ruolo che sto ricoprendo ora. Essere un punto di riferimento per il gruppo mi spinge ad andare avanti e a voler migliorare ancora, anche alla soglia dei 42 anni. Senza dimenticare la condizione fisica: per come mi sento adesso, farei un torto a me stesso se smettessi di giocare. Come detto prima, la vittoria sulla Samp è già in archivio. Siamo tutti contenti perché ci garantirà di finire l’anno solare in testa al campionato. – conclude Buffon come riporta Tuttojuve.com – Ma prima che si chiuda il 2019 vogliamo cercare di regalare un’altra soddisfazione ai nostri tifosi. Contro la Lazio ci attende un match complicato, basti pensare alla sfida di pochi giorni fa a Roma. Ma anche a quelle degli ultimi anni. La squadra di Inzaghi è stata l’unica, in Italia, che ha saputo conquistare qualche trofeo durante questi anni di dominio bianconero".

tuttomercatoweb.com

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Lotito all’Associazione Stampa Estera: “La Lazio è legalità. In Arabia per concedere possibilità di cambiamento”

Il Presidente Claudio Lotito ha incontrato l’Associazione Stampa Estera rispondendo in conferenza stampa alle domande dei giornalisti presenti:

“Dobbiamo continuare a vivere partita dopo partita. Nella Lazio c’è un forte spirito di coesione e di umiltà: c’è anche la giusta ferocia agonistica dettata dalla voglia di dimostrare. Speriamo che queste caratteristiche permangano fino alla fine della stagione, dobbiamo continuare a vivere alla giornata. Domenica siamo attesi da un test importante per capire se abbiamo acquisito la mentalità della grande squadra. È una questione di mentalità, vincere nei minuti finali è un segnale importante derivante dalla determinazione. In passato nei minuti conclusivi venivamo raggiunti e spesso abbiamo perso, ora sta accadendo il contrario. Speriamo che questo fenomeno possa continuare a manifestarsi, i ragazzi di Inzaghi si stanno divertendo e devono continuare ad avere consapevolezza dei propri mezzi, abbinata però ad un sano pragmatismo che permette di tradurre le prestazioni in risultati. Nel primo tempo di Cagliari non siamo stati incisivi, mentre nella ripresa la squadra ha messo in mostra un altro atteggiamento: bisogna fare in modo di dimostrare le proprie qualità per raggiungere determinati obiettivi. 

Alla Lazio, però, manca un riconoscimento sul piano dei comportamenti legati ad una storia antecedente alla mia gestione che aveva visto la tifoseria laziale compiere atteggiamenti non in linea con i valori del nostro Club. È una questione di correttezza, spesso veniamo definiti come una tifoseria razzista e di destra. Abbiamo messo in campo delle azioni nelle scuole e negli ospedali volte a diffondere i valori sui quali è stata fondata la nostra Società. All’estero forse non arrivano comunicazioni in tal senso e la valutazione non è aggiornata alle iniziative intraprese durante la mia gestione: noi abbiamo messo in campo degli sforzi tramite campagne promozionali che sono state un fiore all’occhiello per tutti. Abbiamo scelto di stare dalla parte della legalità, la Lazio è Ente Morale perché deve avviare i giovani al rispetto delle regole e della legalità. La valutazione che ci viene attribuita ci dà fastidio perché non ci appartiene, da quindici anni la Lazio rappresenta un altro mondo: siamo sempre stati in prima linea per combattere determinati fenomeni. Ho sempre lottato con i reati che venivano commessi all’interno delle curve, abbiamo avuto il coraggio di portare avanti iniziative volte a debellare gli illeciti. Siamo stati esempio di virtuosismo e di correttezza, vogliamo che il mondo intero ci valuti per i risultati, sul piano sportivo, e umanamente per quello che svolgiamo. Mettiamo in campo azioni al di sopra di ogni aspettativa e nessuno aveva mai avuto il coraggio di schierare queste opere. Ho appreso ed apprezzato con orgoglio il fatto che una rivista tedesca abbia segnalato la Lazio come un esempio di virtuosismo economico: nella mia gestione c’è stata una crescita economica, sportiva ed anche sul piano morale. Noi coinvolgiamo milioni di persone ed abbiamo il dovere di trasmettere valori utili nella vita di tutti i giorni e dobbiamo gestire il nostro patrimonio storico, culturale ed umano. Abbiamo una storia lunghissima, alcuni atleti della Lazio hanno contribuito anche  alla collettività italiani perdendo anche la propria vita in guerra, nei primi decenni del ‘900. 

Oggi i nostri tifosi sanno quali regole seguire allo stadio e questo dev’essere riconosciuto anche a livello internazionale. Il mondo arabo non garantisce equità di diritti nel suo tessuto sociale? Dobbiamo cambiare il sistema e combattere. La Lazio a Riyad, con una rappresentante locale, ha messo in campo una riunione alla quale parteciperanno tante donne, sotto sponsorizzazione di Cartier, per far capire che il genere femminile è una realtà da tutelare e salvaguardare e che deve vantare gli stessi diritti del genere maschile. Alla gara di domenica le donne potranno partecipare liberamente, ho svolto diverse iniziative istituzionali per far sì che ciò potesse accadere. Evitare di giocare in Arabia sarebbe stato sbagliato. Tanti preferiscono star fuori da determinati contesti, noi invece vogliamo combattere. Andremo in Arabia Saudita non solo per giocare la partita con la Juventus, ma anche perché crediamo nel paese ospitante che può avere dei cambiamenti sostanziali se lo aiutiamo a crescere. Gli episodi possono accadere, ma è necessario cambiare la mentalità che poi colpisce, tramite alcuni accadimenti, giornalisti o donne. Una gara che viene seguita da 100 paesi e da 50 canali televisivi diventa una grande vetrina sul mondo, noi in questo modo possiamo sponsorizzare la loro crescita che, inevitabilmente, deve passare per tappe. Se si vive in un sistema autoreferenziale non si cambia mai, è necessario entrare in contatto con altri mondi. Non bisogna solo criminalizzare, è necessario anche analizzare le azioni che vengono messe in campo. 

La popolazione araba è molto giovane e non condizionata, agiata sul piano economico e capace di visionare ciò che accade sul mondo. Sono il Presidente di una squadra di calcio, mi devo attenere a quelli che sono i fatti e combatterli tramite delle iniziative tese al futuro di una collettività. Sono abituato ad affrontare i problemi di petto, mettendoci la faccia e prendendomi responsabilità. Se il mondo arabo vuole avere rispettabilità, si deve dare inizio ad un percorso che non passa tramite una sola partita, ma che, anche grazie a questa, può portare ad un cambiamento sostanziale. Se non ci fosse stata la Supercoppa italiana in Arabia Saudita, le donne non avrebbero avuto la possibilità di andate a vedere liberamente una partita. Bisogna favorire i cambiamenti ed agire affinché questi possano accadere. 

Noi abbiamo denunciato i nostri tifosi che si erano resi protagonisti di alcuni saluti fascisti, ci vuole coraggio in queste azioni. La Curva della Lazio oggi è frequentata anche da famiglie e c’è un modo composto di seguire la squadra, ho cambiato un modo di pensare e di agire. Per svolgere questi cambiamenti ho messo in discussione anche la mia sicurezza personale. Per questo è necessario mettere in mostra a livello internazionale la possibilità di un cambiamento, dando importanza alla valorizzazione della dignità umana. Ritengo che siano stati svolti dei passi in avanti molto importanti in merito all’accesso delle donne allo stadio nel mondo arabo: lo scorso anno non c’è stato grande riscontro mediatico in merito alla prima gara di calcio aperta alle donne in quel mondo. La Lega Serie A ha un contratto da rispettare, abbiamo voluto combattere sul territorio per far cambiare la mentalità. Il mondo arabo va spinto al cambiamento e ci sono tutte le premesse per farlo. Esistono campagne provocatorie, lo spirito dell’ultima campagna di sensibilizzazione al razzismo della Lega non era teso ad enfatizzare l’aspetto razzista. Non è stata recepita in questo senso. Non è facile educare senza condizionamenti: la Lega di Serie A rappresenta le venti società della massima serie e non può essere a favore del razzismo: l’iniziativa dell’organo organizzativo può essere considerata forzata. 

La qualità morale e professionale di Mario Cicala è indiscussa, si è trovato in un contesto diverso che ha minimizzato le sue capacità. La sua lettera di dimissione è stata forte, ha ritenuto lesivo il comportamento delle persone che hanno messo in dubbio la sua legittimità e la sua trasparenza al di fuori di qualsiasi forma di diritto. Mario Cicala si è trovato in un ambiente nel quale per poche persone si è trovato a fare una scelta: combattere un sistema o togliere il disturbo. Ci sono uomini capaci di costruire, altri in grado di spendere ciò che hanno costruito gli altri. Quando sono entrato nel mondo del calcio la Lazio perdeva 86,5 milioni e ne guadagnava 84. Il Club era praticamente fallito, sono entrato prendendo il 21% delle quote ed oggi ho oltre il 67% mettendo 150 miliardi di lire personali. Mi sono assunto l’onere di avere un debito di 1070 miliardi di lire di debito. L’ho presa come una sfida al limite: si tratta di una società di capitale ed ha l’obbligo di portare bilanci in regola ed in positivo, al massimo in pareggio. Il patrimonio personale conta poco, la Lazio lo scorso anno ha fatto registrare un utile di 38 milioni di euro. Ci sono tante proprietà ricche nel privato che non sono riuscite a vincere nulla, mentre noi siamo la seconda squadra in Italia ad aver vinto di più negli ultimi anni. 

Ho risanato il Club creando un sistema innovativo, ho portato delle regole fondamentali all’interno del calcio italiano. Le norme devono essere rispettate da tutti ed oggi la Lazio ha un patrimonio giocatori pari a 600 milioni, ed un patrimonio immobiliare di 200 milioni. Sto svolgendo investimenti sul piano delle infrastrutture per invogliare anche i calciatori a considerare la Lazio come un punto di arrivo e non di partenza. 

Igli Tare lo acquistai come calciatore, dopo l’ultimo contratto da giocatore gli disi che non lo avrei rinnovato. Gli dissi che lo avrei visto bene come Direttore Sportivo: mi diede la risposta in mezz’ora accettando l’incarico. Avevo intravisto in lui grandi qualità e con il tempo è cresciuto molto grazie a tante esperienze. È una persona applicata e trasparente, con lui ho un grande rapporto sul piano affettivo. Nel calcio le vittorie sono di tutti come le sconfitte. Tare è un valore aggiunto al nostro Club. 

La volatilità del titolo porta a fluttuazioni. È difficile fare trading finanziario sulle squadre di calcio poiché escono quasi sempre in perdita, ma io ho dato una stabilità al Club come al titolo. Oggi la Lazio è una Società stabile ed in crescita nel suo valore economico e sportivo. Abbiamo aperto un nuovo store in centro a Roma e altre iniziative per far percepire l’orgoglio dell’appartenenza ai nostri tifosi. Sono sicuro che a breve avremo grande importanza anche a livello internazionale. 

Esistono tifoserie di estrema destra, come di estrema sinistra: è sbagliato etichettare solo il tifo organizzato di estrema destra. I nostri sostenitori hanno preso coscienza dei comportamenti da mettere in campo. Il razzismo è necessario combatterlo con la prevenzione. Nel mondo di oggi la fragilità interiore di alcuni giovani ha portato al manifestarsi di alcuni fenomeni da condannare: questo viene determinato anche dalla necessità di alcuni individui di affermarsi all’interno di un contesto. Dobbiamo educare i giovani a dei principi ed io, in tal senso, scelgo i calciatori anche per la moralità e per i loro atteggiamenti. Tutti i tesserati, ad esempio, hanno a disposizione una messa che si celebra all’interno del nostro Centro Sportivo nel weekend. I calciatori della Lazio, infatti, sono disponibili ed alla mano e sono in grado, così, di trasmettere messaggi importanti sul piano morale e sociale”. 

sslazio.it

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Cena di Natale, Strakosha: “Sentiamo l’entusiasmo dei tifosi, noi bravi a reagire nella sofferenza”

Cena di Natale, le parole di Strakosha ai microfoni del canale ufficiale biancoceleste: "Ognuno fa la propria parte in questa squadra. L'importante è il risultato, diamo tutti il massimo per raggiungere l'obiettivo. Ieri siamo stati bravi a reagire dopo la sofferenza del primo tempo, ogni partita ha una storia diversa. Non dobbiamo mollare, sentiamo l'entusiasmo dei tifosi, ci dà una carica importante".

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Cena di Natale, Tare: “Scudetto? Serve equilibrio, ora pensiamo alla Supercoppa. Siamo consapevoli della nostra forza” (VIDEO)

Al termine della cena di Natale ufficiale della Lazio, il Direttore Sportivo Igli Tare ha rilasciato alcune dichiarazioni ai cronisti presenti: "il gol di Caicedo al 98' non mi ha fatto cambiare idea rispetto ciò che avevo detto prima della partita. Purtroppo viviamo in una città in cui si passa in un attimo dalle stelle alle stalle. Ci vuole equilibrio. Meno di un mese e mezzo fa eravamo tutti dei brocchi che dovevano andare a casa, tutto era sbagliato. Noi eravamo consapevoli della forza di questo gruppo. La preparazione estiva  è stata la migliore da quando io faccio questo mestiere. Ci serviva il tempo e la partita giusta, che è stata quella contro l'Atalanta dopo la quale la squadra non si è più fermata. Peccato per l'Europa perché siamo usciti fuori per demeriti nostri. Mi piace essere entusiasta, mi piace pensare di lottare per lo Scudetto ma dobbiamo essere cauti. Il cammino è ancora lungo. Le altre squadre sono state costruite in una maniera diversa. Noi dobbiamo restare con i piedi per terra sperando che la nostra gente ci sostenga numericamente allo stadio. La vittoria contro il Cagliari non certifica niente. È arrivata con il giusto spirito, è quello che fa la differenza e che era mancato a questo gruppo. Questa squadra non nasce oggi ma ha radici solide nel tempo. Adesso i risultati ci vengono incontro, ma non ci dobbiamo fermare. Dobbiamo cercare di vincere la Supercoppa contro la Juventus, questa squadra se la può giocare alla pari".

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Cena di Natale, Lotito: “Con umiltà e unione questa squadra più dimostrare di essere la migliore” (VIDEO)

Il Presidente Claudio Lotito è intervenuto dal palco nel corso della cena di Natale della S.S. Lazio:

"Questa serata ci emoziona, ci porta indietro nel tempo. Si respira un'aria nuova, oggi abbiamo riportato la voglia di sognare. Questo è merito di squadra e staff tecnico, che hanno creato un clima familiare e umile. Abbiamo creato dei punti di riferimento, come il negozio in centro, per una questione di crescita e prospettive future. Siamo anche vicini alle persone meno fortunate che ogni giorno combattono. La vittoria di ieri è stata fondamentale, dimostra che la squadra sul campo non molla mai e onora la maglia. La nostra tifoseria è il dodicesimo uomo in campo, dà una motivazione in più alla squadra. Fa capire loro che giocano per tutti i sacrifici che fanno i tifosi per vederli. 

Dico ai nostri ragazzi di essere prima campioni nella vita che in campo. Si vince tutti insieme, l'unione fa la forza. Paga lo spirito di gruppo, dove ognuno ha il suo ruolo. Questa è una famiglia, io mi preoccupo di portarla avanti. Oggi siamo in una fase di crescita, dopo la Juventus siamo la società che ha vinto di più. Ci sono i meriti di tutti, anche delle persone silenziose che lavorano dietro le quinte per ottenere il risultato. Ho ricevuto complimenti anche da chi non tifa Lazio, perché noi lavoriamo basandoci solo sul merito, sono filosofie diverse che rendono le persone vicine al nostro modo di pensare. 

Vogliamo affermare di essere la Prima Squadra della Capitale. Bisogna rimanere con i piedi per terra, sono abituato così. Credo quindi in questo gruppo, che può dimostrare di essere il migliore sia in campo che fuori, senza abbassare mai la testa".

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Cena di Natale, Immobile promette: “Resteremo con i piedi a terra” (VIDEO)

Durante la cena di Natale della S.S. Lazio, il centravanti biancoceleste Ciro Immobile è intervenuto ai microfoni di Lazio Style Channel, 233 di Sky:

"La vittoria di ieri è stata firmata anche dalle super parate di Strakosha. Sentiamo l'entusiasmo dei tifosi, ieri siamo andati subito a festeggiare con i nostri tifosi, era giusto così. Ci danno una carica in più. Stiamo andando bene, il merito è di tutti. Noi però rimaniamo con i piedi per terra, ora domenica ci sarà una finale importante. Anche lì i nostri tifosi si faranno sentire. La Juventus vorrà rifarsi, dovremo prepararla bene e con lucidità".

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Cena di Natale, Inzaghi: “Ora questa squadra sa cosa vuole, adesso giochiamoci la Supercoppa”

Mister Simone Inzaghi è intervenuto ai microfoni di Lazio Style Channel, 233 di Sky, a margine della cena di Natale della Società Sportiva Lazio.

"C'è tanto entusiasmo, è un momento di gioia che dobbiamo godere. Sappiamo che nel calcio i giudizi cambiano in fretta, per questo dobbiamo concentrarci sul nostro percorso. 

Questa squadra ora sa cosa vuole, è consapevole della propria forza e riesce ad essere lucida e razionale. Domenica avremo una partita difficile ma i ragazzi l'affronteranno bene".

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Luiz Felipe: “Fiduciosi in noi stessi fino all’ultimo istante” (VIDEO)

''Ieri sera è stata un grande partita, ci abbiamo creduto fino all'ultimo minuto e questo è lo spirito che vogliamo. È questo che il presidente ci dice, di crederci fino all'ultimo minuto, lo abbiamo fatto e abbiamo vinto''. Lo ha detto il difensore della Lazio, Luiz Felipe, parlando durante la presentazione dell'iniziativa 'Lazio Eternal Wonders' per la Supercoppa Italiana in collaborazione con la Regione Lazio, commentando la gara vinta nei minuti di recupero dalla Lazio contro il Cagliari ieri sera.

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Cagliari-Lazio, Giulini: “Sette di recupero? Serviva buon senso…”

Il Presidente del Cagliari Giulini, al termine del match, è tornato sui minuti di recupero decisi dall'arbitro Maresca: "I sanitari sono entrati in campo 5 volte. Ogni ingresso vale un minuto di recupero. Le sostituzioni poi aggiungono altri due minuti e pare che il cambio di Nainggolan abbia fatto scattare l'allungo. C’è stato solo un intervento durato oltre un minuto. Mi auguro che questo regolamento venga sempre applicato, perché così sembra un'assurdità, sono tutte state interruzioni da meno di un minuto, Si può discutere il buonsenso. Mi è sembrata una partita all'inglese, ma non credo che Inghilterra avrebbero dato un simile recupero”.

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Amami o faccio un Caicedo: “Lazio, ti meriti tutto. Scudetto? Noi lottiamo…” (AUDIO)

Prende gol, domina, recupera nel finale e vince. La Lazio non si ferma nemmeno contro il Cagliari. Ai microfoni di Sky Sport, l’uomo partita FelipeCaicedo ha commentato: “Oggi ci credevamo ancora. Dopo Sassuolo l’avevo detto: questa squadra ha imparato molto, siamo bravi a giocare sino alla fine. Sono felice per il mio gol, questo gruppo si merita tutto. Il Cagliari è la rivelazione della Serie A, sono una grande squadra, sapevamo di affrontare una formazione difficile. Ora pensiamo ad una partita per volta, la strada è lunga, abbiamo fiducia. Scudetto? No, ma lottiamo sino alla fine”. Corrieredellosport.it