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Inzaghi, no comment sul futuro ma tanti meriti rivendicati: “Stagione magica, in questi 3 anni ci siamo giocati tutto”

Alla vigilia del match con il Torino, il tecnico biancoceleste Simone Inzaghi è intervenuto ai microfoni di Lazio Style Channel, 233 di Sky:

"Domani ci sarà l’ultima partita di campionato contro il Torino in trasferta. Una sfida da disputare nel migliore dei modi per chiudere la stagione al meglio. Avremo di fronte una squadra che ha giocato molto bene in questa stagione, ha ottenuto 60 punti ed è in un’ottima posizione di classifica. Bisognerà essere pronti a compiere una grande prova. In questi tre anni ci siamo sempre giocati tutto, il primo anno abbiamo raggiunto l’Europa League con largo anticipo e ci siamo giocati la finale di Coppa Italia contro la Juventus, la seconda stagione abbiamo vinto la Supercoppa Italiana e poi sappiamo tutti come è andata, abbiamo perso la Champions negli ultimi cinque minuti, un po’ per colpa nostra e un po’ per fattori esterni compiendo anche un’ottima cavalcata in Europa League, perdendo ai quarti di finale con il Salisburgo. Il terzo anno potevamo sicuramente ottenere qualche punto in più per vari motivi, ma molte squadre hanno arrancato dato che il campionato si è livellato verso l’alto, ma in seguito abbiamo vinto la Coppa Italia davanti al nostro pubblico, un successo straordinario. 

Sicuramente senza qualche infortunio di troppo avremmo sicuramente fatto meglio, è stato un anno magico, per tre anni ci siamo giocati tutto fino all’ultimo. Questo è un motivo di grande orgoglio e complimenti ai ragazzi che hanno sempre dato tutto disputando ottime stagioni. La mia più grande soddisfazione è aver portato, insieme ai miei ragazzi ed alla società, tanta gente allo stadio, siamo un corpo unico che quando è tutto unito può compiere qualcosa di importante e straordinario come abbiamo già dimostrato. Ci sono state tante dimostrazioni di affetto dei nostri tifosi verso di noi in questi anni. Per la formazione di domani vedremo, Armini è stato molto bravo contro il Bologna, ha tanta personalità, sicuramente deve crescere e solo giocando determinate partite potrà completare il suo percorso. 

Oggi porteremo tanti altri ragazzi della Primavera a Torino, si sono meritati queste chiamate e queste presenze in panchina o in campo perché hanno disputato una grande stagione con mister Valter Bonacina. L’avevo detto che in campionato si sarebbe giocato tutto nelle ultime giornate, è un torneo incerto ed emozionante ed aperto, come era stato negli ultimi anni". Sslazio.it

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Lotito-Inzaghi, incontro a Formello. Il presidente ai tifosi: “Resta, tranquilli”

AGGIORNAMENTO 20,30 – Non era previsto, Lotito piomba a Formello e mette Inzaghi con le spalle al muro. Resti o vai via, adesso il presidente vuole avere una risposta, nonostante lui l’abbia data per Simone alla folla: “Rimane alla Lazio”, ha assicurato ai cinquemila tifosi presenti al Fersini, prima di raggiungere l’allenatore nel suo studio. Sta andando in scena in queste ore un primo confronto inizialmente non previsto. Non c’è Tare a fare da pacere, c’è solo Lotito che vuole avere le idee chiare. Inzaghi mi vuoi risposare? La società gli offrirà un contratto triennnale, lo accontenterà (a 2,5 milioni a stagione) sulle sue richieste economiche, ma si sta discutendo anche su altre garanzie. Mercato e big conferme. Cittaceleste.it

Proseguono i festeggiamenti per la conquista della Coppa Italia in casa Lazio, dopo il post partita dell'Olimpico con il Bologna. A Formello i biancocelesti hanno affrontato in amichevole il Rocca di Papa, vincendo 10-0. Porte aperte ai tifosi, che ne hanno approfittato: oltre 2000 i presenti sulle tribune del Fersini. A bordo campo presente anche il presidente Claudio Lotito, che ha risposto alle domande sul futuro allenatore: "Inzaghi? Resta". Corrieredellosport.it

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Sempre festa a Formello, Cataldi: “Potevamo far meglio in campionato, ma c’è soddisfazione. Armini: “Tifosi un orgoglio”

Al termine dell'amichevole con il Città di Rocca di Papa, il centrocampista biancoceleste Danilo Cataldi è intervenuto ai microfoni di Lazio Style Channel, 233 di Sky:

“C’è tanta soddisfazione nello spogliatoio per la vittoria in finale di Coppa Italia. Complessivamente potevamo fare meglio in campionato, ma alzare un trofeo resta nella storia ed è importante per tutti. 

Domenica affronteremo il Torino, dobbiamo onorare l’ultima giornata di campionato offrendo una grande prestazione anche per ripagare i nostri tifosi che verranno a sostenerci allo Stadio Olimpico di Torino”. 

 

Al termine dell'allenamento odierno, il difensore biancoceleste Nicolò Armini è intervenuto ai microfoni di Lazio Style Channel, 233 di Sky:

“Quest’oggi c’erano tanti tifosi a Formello per sostenerci, siamo orgogliosi di vederli sempre al nostro fianco. Non finirò mai di ringraziarli per i messaggi d’affetto che mi hanno inviato in questi giorni, i nostri tifosi sono sempre i migliori. 

Mi faccio sempre trovare pronto, ho sempre lavorato per essere convocato dalla prima squadra e quanto sto raccogliendo in questi momenti credo sia il giusto compenso per quanto profuso nel corso della stagione”.  sslazio.it

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Correa: “Biondo per prendermi la Coppa, che gioia la chiamata di Veron. Pedro Neto è il futuro”

Carpe diem, direbbe il suo presidente, il latinista Claudio Lotito. Joaquin Correa ha colto l’attimo e, in quell’istante, ha cambiato la stagione della Lazio, quella personale e, forse, anche il destino di una carriera, la sua, cominciata sotto i migliori auspici e proseguita poi tra alti e bassi che rischiavano di indirizzarlo verso la categoria degli incompiuti. «Prima ancora che arrivasse la palla lanciata da Caicedo – racconta – avevo già deciso cosa fare: puntare e bruciare sullo scatto l'avversario (Freuler, ndr) e poi superare in dribbling il portiere (Gollini, ndr). Qualche minuto prima mi aveva negato il gol con un grande intervento, non volevo correre rischi…». Così è nata la rete che ha regalato la settima Coppa Italia alla Lazio e svelato a tutti il talento del Tucu, nomignolo che si porta dietro da quando si trasferì a La Plata, per giocare con l’Estudiantes, dalla provincia andina del Tucuman.

Un’apoteosi attesa da tempo, no?

«È stata la mia prima coppa, una di quelle sere che sogni fin da bambino».

Per fortuna stavolta non c’era Messi o CR7 di mezzo…

«Era la mia quarta finale. Col Siviglia ne avevo perse due col Barcellona (Supercoppa spagnola 2016 e Coppa del Re 2018, ndr) e una col Real Madrid (Supercoppa europea 2016, ndr). Temevo fosse una maledizione…».

Non poteva proprio sbagliare quella palla a pochi secondi dal termine.

«La cosa più difficile è stata restare lucido, la partita stava finendo e la stanchezza si faceva sentire. I compagni non si capacitavano di come avessi potuto fare quello scatto al 90’».

Nelle ore successive il suo smartphone sarà andato in tilt tra messaggi e chiamate.

«Sì, è vero (ride, ndr). Ma è stata una piacevole tortura. Mi hanno chiamato in tanti dall’Argentina, ma anche dalla Spagna. È stato molto bello».

La telefonata più gradita?

«A parte i familiari, sicuramente quella di Veron, che mi ha lanciato nel grande calcio e a cui sono rimasto legatissimo (la Brujita è stato prima compagno di squadra, poi allenatore e infine pure suo presidente all’Estudiantes, ndr)».

Lo sa che anche lui, diciannove anni fa, vinse una Coppa Italia con la Lazio con i capelli tinti di color oro?

«Sì, sì, me lo ha detto. Abbiamo riso di questa cosa, io non lo sapevo (18 maggio 2000: quattro giorni prima la Lazio aveva vinto il secondo scudetto e molti calciatori biancocelesti si tinsero i capelli di biondo platino per una scommessa, ndr)».

A proposito, come è nato il nuovo look poco prima del match con l’Atalanta?

«Adesso lo posso dire. Visto che le precedenti finali che avevo giocato erano andate tutte male ho deciso di fare qualcosa per spezzare l’incantesimo. È andata bene…».

Beh, a questo punto resterà biondo a vita.

«Non lo so, ma sicuramente per un bel po’ di tempo continuerò ad avere questo look…».

Se la sua compagna Desirée è d’accordo…

«Lo è! Era in tribuna la sera della finale. Questa Coppa la dedico a lei e ai mei genitori, le persone più care. E ovviamente ai tifosi laziali».

L’Italia la conosceva già, per essere stato a Genova. L’impatto con Roma come è stato?

«Una città meravigliosa se non fosse per il traffico… Io e Desirée (Cordero, ex Miss Spagna, conosciuta a Siviglia, ndr) viviamo però non troppo distanti da Formello, così il problema non si pone».

Le fughe in centro per…

«Visitare i monumenti, vivere la città e concedersi qualche cena. Carbonara e amatriciana sono fantastiche».

Per un argentino l’Italia è davvero una seconda casa?

«Sì. Lo pensavo già quando ero a Genova (da gennaio 2015 a giugno 2016 ha giocato nella Samp, ndr), ne sono ancora più convinto ora che sono a Roma. Abbiamo tantissime affinità, per quanto mi riguarda molto più con voi italiani che con gli spagnoli».

E a livello calcistico meglio la Serie A o la Liga?

«In Italia il calcio è più tattico, in Spagna più offensivo. Io però mi trovo meglio in Italia, questo campionato si addice di più alle mie caratteristiche».

Lo ha dimostrato soprattutto negli ultimi mesi.

«Grazie a Inzaghi ho finalmente trovato la mia collocazione ideale. Che non è quella di seconda punta come tutti credono. Io gioco tra le linee, alle spalle della prima punta. Sono più trequartista che attaccante, anche se vado spesso in area. In Spagna ero attaccante esterno. Posso farlo, ma non è il mio ruolo ideale».

Un trequartista che nell’ultimo mese ha segnato gol decisivi. Prima della finale c’era stato quello nella semifinale vinta a San Siro sul Milan.

«La partita più bella, però, l'ho giocata nel derby, senza segnare…».

Già, il campionato. La Champions sfumata è un rammarico quanto grande?

«Tanto. Abbiamo buttato via troppi punti, ma abbiamo anche pagato i numerosi infortuni avuti tra novembre e gennaio. Anch’io in quel periodo ho avuto problemi. Senza quegli stop adesso faremmo altri discorsi».

Ci riproverete l’anno prossimo.

«Assolutamente. Questa Coppa Italia deve essere il punto di partenza. E nella prossima stagione cercheremo di fare meglio pure in Europa League».

Le Coppe europee quest’anno sono state una dittatura inglese.

«La Premier non è meglio della Liga o della Serie A, ma in Inghilterra è più ampia la fascia di club che possono spendere tanto e allestire formazioni competitive. Però per me la squadra più bella è stata l’Ajax. Peccato sia stata eliminata».

L’Ajax che ha stregato tutti con i giovani. In Italia invece…

«Ma qualcosa sta cambiando, quest’anno in Serie A sono emersi tanti nuovi talenti, sia italiani sia stranieri. È un ottimo segnale».

Uno su cui si sente di puntare?

«È qui a Formello: Pedro Neto. Ha mezzi incredibili, il futuro è suo».

Fonte: La Gazzetta dello Sport

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I corteggiatori di Inzaghi devono passare per Lotito: “E’ il nostro allenatore, non ho sentito nessuno”

Tanti candidati per un unico posto. La decisione della Juventus di non continuare con Massimiliano Allegri nella prossima stagione, potrebbe dare il via ad un vero e proprio valzer degli allenatori. Negli ultimi giorni infatti sono stati tanti i tecnici accostati alla panchina bianconera e, considerando che la maggior parte di essi sono attualmente legati ad altre società, la sensazione è quella che si possa andare verso un effetto domino. Tra i profili dei quali si è maggiormente parlato c’è certamente quello di Simone Inzaghi. Fresco vincitore della Coppa Italia con la sua Lazio, l’allenatore biancoceleste è stato indicato da molti come perfetto erede di Allegri a Torino.

Claudio Lotito, parlando ai microfoni di Radio Kiss Kiss, è parso chiudere la porta ad un trasferimento di Inzaghi in bianconero.“Inzaghi è il nostro allenatore. Lui alla Juventus? Io non li ho mai sentiti”.

Parlando ai microfoni di Tg2 Italia, il presidente della Lazio ha svelato qual è il rapporto che lega Inzaghi al club biancoceleste.“Lui ha dimostrato fin da subito attaccamento a questa società. Quando arrivai fu il primo giocatore che si mise a disposizione per negoziare il suo contratto. Gli promisi che gli avrei fatto fare l’allenatore e lui si è conquistato tutto. E’ partito dagli Allievi regionali ed è arrivato alla prima squadra”. goal.com

 

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Ripert: “Vincere la Coppa Italia, una grande soddisfazione”

“Abbiamo vissuto due serate bellissime, sia mercoledì, giorno nel quale abbiamo alzato la Coppa Italia al cielo, sia lunedì in occasione della celebrazione della vittoria insieme al nostro pubblico dopo Lazio-Bologna. 

Aver battuto l’Atalanta, che era la squadra più in forma della classe, ha rappresentato per noi una grande soddisfazione anche perché dieci giorni prima avevamo perso contro gli orobici per 3-1:  ci siamo riscattati alla grande. Quando il direttore di gara ha sancito il termine della gara di campionato con l’Atalanta, i ragazzi aspettavano solo finale per riscattarsi. C’è grande unione tra squadra, staff e componenti e della società: eravamo convinti di fare bene e ci siamo riusciti.

In questi tre anni noi abbiamo messo in campo grande continuità di risultato e classifica: bisogna sempre migliorare, alzare l’asticella, metterci il massimo, questo è l’aspetto più importante.

Per quanto riguarda la preparazione estiva, abbiamo dato continuità al lavoro svolto in precedenza, con maggiore conoscenza del gruppo e grazie a nuovi acquisti, apportando così piccole migliorie nelle metodologie degli allenamenti ed inserimento Claudio Spicciariello con i preparatori Bianchini e Fonte.

Quando si sta bene fisicamente, tecnicamente tutto è più facile, le giocate riescono al meglio, cresce la fiducia e migliorano anche aspetti tattici.

Quelle tre partite con SPAL, Chievo e Sassuolo hanno segnato la nostra classifica, soprattutto vedendo la terza di queste ci rimane il rammarico di non aver potuto giocarci la Champions fino in fondo: da qui si migliora, da queste gare negative nelle quali non dovevamo raccogliere queli risultati. Dobbiamo ritrovare ogni causa, ogni aspetto incide in percentuale.

Per quanto concerne il calendario non siamo stati sicuramente fortunati, affrontare la Juventus e Napoli alla fine del cammino sarebbe stato più semplice: vogliamo giocare al meglio su ogni fronte, che sia campionato, Coppa Italia o Europa League. Abbiamo valutato e capito come gestire le forze, questo ci deve servire per migliorare ancora di più e crescere sotto molti aspetti, in particolare il recupero. Studio squadre, anche a livello europeo: i carichi di lavoro in queste formazioni con 55-60 partite è elevatissimo. Gli infortuni fanno parte del lavoro, lì occorre gestire e migliorare, dando una gradualità degli sforzi e valutando con ogni tecnica per dare maggior recupero ad un giocatore quando è affaticato o sottoposto ad un elevato stress fisico.

Oggi, potendo tornare indietro, cambierei i risultati delle gare dopo Milano, in particolare quelle con Sassuolo e Chievo: guardando la classifica saremmo lì. Quest’anno abbiamo svolto più di una bella partita: il derby è stato vinto 3-0, è stato molto emozionante, la stracittadina è una gara a sé che dà emozioni diverse da ogni altra. Il percorso in Coppa Italia è stato perfetto, mai accaduto quello che si è verificato in campionato, giocato con tre squadre sopra di noi, battute con capacità e voglia. Non abbiamo sbagliato nulla, mettendo in mostra ottima lucidità in ogni gara.

Allo stadio, nell’ultima gara casalinga, abbiamo vissuto una bella atmosfera: è stato svolto un buon lavoro sia nel Settore Giovanile che in Prima Squadra. Io ho svolto tutto il percorso e, per questo motivo, capisco la gioia dei ragazzi dell’Under 14 biancoceleste, o della formazione Primavera che è tornata nella Primavera 1 TIM”.

sslazio.it

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Lotito: “Inzaghi si è conquistato tutto da solo, spero che Rocchi faccia lo stesso percorso”

Il presidente della Lazio Claudio Lotito è intervenuto ai microfoni del Tg2. Inzaghi, Tare e Milinkovic al centro del discorso: "Tare? Quando andò via Sabatini dovevo cercare un nuovo direttore sportivo, lui era una persona particolare visto che parlava più lingue e aveva la pervicacia e l’attaccamento al club necessari. Milinkovic-Savic è una di quelle intuizioni che ha avuto la società attraverso il direttore sportivo, è stato eletto miglior centrocampista della Serie A, da noi i giocatori vengono formati e crescono". Ultime battute per Inzaghi, con il quale è in programma un incontro per pianificare il futuro: "Inzaghi mi ha dimostrato fin da subito il suo attaccamento a questa società.  Fu il primo giocatore che quando entrai in società si mise a disposizione per negoziare il contrattato. Gli promisi che gli avrei fatto fare l’allenatore. Si è conquistato tutto da solo partendo dagli Allievi Regionali fino ad arrivare in prima squadra. Spero di poter fare lo stesso percorso con Tommaso Rocchi".

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Inzaghi non parla, Tare sì: “Per noi deve restare, penso che Simone voglia la stessa cosa. Incontro? A breve”

Il silenzio di Inzaghi è assordante. Dopo la conferenza stampa della vigilia, il tecnico non parla neanche dopo il pareggio contro il Bologna di Mihajlovic. Il Ds Tare invece, ha confermato la versione della società nel pre-partita, ai microfoni di Sky Sport: “Inzaghi? Ci sono momenti di riflessione per tutte le parti. Ieri abbiamo pranzato insieme anche con il presidente, siamo stati tutti bene. Nei prossimi giorni ci siederemo insieme per fare un bel passo in avanti. La Juventus su di lui? Non posso rispondere io, non mi sono mai fatto questa domanda. Profili alternativi? Magari siete voi che volete che Inzaghi vada via. Per noi deve restare, è un laziale dalla testa ai piedi. Su questo siamo stati chiari sia io che il presidente, penso che anche Simone voglia la stessa cosa”. La chiosa è un voto alla stagione: "Un bel 7, se fossimo arrivati in Champions sarebbe stato un 9. Ci vuole tempo per arrivare dove vogliamo, ma siamo in crescita, con la pianificazione e con il lavoro ci arriveremo“.

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Milinkovic: “Il mio futuro? Ho ancora quattro anni di contratto alla Lazio”

Dopo il pareggio contro il Bologna sorride Sergej Milinkovic Savic, premiato come miglior centrocampista del campionato: "Siamo contenti della partita di mercoledì, oggi abbiamo dato il massimo e chiudiamo la stagione bene in casa".

Un bilancio sulla sua stagione: "Non sono soddisfatto come l'anno passato, ho avuto due/tre infortuni che non mi hanno aiutato. Io però ho sempre fatto di tutto, con la vittoria della Coppa la stagione della squadra può essere considerata positiva".

Sul futuro: "Anche l'anno scorso si parlava tanto di un mio eventuale trasferimento e alla fine sono rimasto. Ho firmato un nuovo contratto e ho ancora quattro anni, vediamo…".

Gianlucadimarzio.com

 

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Armini: “Vissuta una settimana indimenticabile. Ora penso a fare bene in Primavera 1” (VIDEO)

Dopo il triplice fischio di Lazio-Bologna, il difensore biancoceleste Nicolò Armini, al suo esordio in serie A, è intervenuto ai microfoni di Lazio Style Channel. “Abbiamo passato una settimana indimenticabile: prima la vittoria in Coppa Italia, poi il successo dell’Under 14 di mio fratello nella finale del campionato di categoria, poi la Primavera che torna nella massima serie di categoria ed oggi il debutto davanti ai miei tifosi e la mia famiglia. Il mio obiettivo è far bene in Primavera 1 TIM. Il terzo gol del Bologna? Non so cosa sia andato a rivedere l'arbitro, io ho percepito una gomitata, ma il direttore di gara non ha ritenuto falloso l’intervento. Inzaghi mi ha detto di tenermi pronto e mi ha chiamato tre minuti dopo l'inizio del riscaldamento, non mi sembrava vero. I compagni mi hanno aiutato molto, soprattutto Acerbi che mi ha dato tanti consigli. Ho provato a far segnare Immobile con un filtrante nei minuti finali, ma non ci sono riuscito".

Foto: sslazio.it