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Atalanta-Lazio, Salvini: “Ho preferito il dialogo al pugno duro, in finale voglio zero incidenti”

"Mi aspetto grande responsabilità da parte delle due tifoserie, soprattutto dalle curve. Vorrei zero incidenti tra le due fazioni di ultras, e non meno importante, anche con le forze dell’ordine. Eventuali tensioni rovinerebbero gli sforzi fatti negli ultimi mesi. Dopo Inter-Napoli sarebbe stato più facile applicare il pugno duro e chiudere settori, vietare striscioni e trasferte. Invece ho scelto il dialogo. Voglio che gli stadi tornino a riempirsi ma serve un impegno responsabile di tutti”.  A parlare è Matteo Salvini, sulle colonne della Gazzetta dello Sport, attraverso una lettera per cercare di prevenire eventuali incidenti nella finalissima di mercoledì.

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Lulic avverte: “La prestazione di Cagliari non basterà in finale”

Il capitano biancoceleste Senad Lulic è intervenuto ai microfoni di Lazio Style Channel, 233 di Sky, al termine di Cagliari-Lazio:

“È stato importantissimo portare i tre punti a casa, ma non abbiamo svolto un’ottima gara. Non è stata perfetta la prova di questa sere, ci sono margini di miglioramento e dobbiamo gestire meglio il vantaggio. Non dobbiamo rischiare di pareggiare. Dobbiamo crescere sulla fase di gestione quando riusciamo a portarci avanti nel corso di un match. 

La prova di oggi non basterebbe mercoledì, per vincere la finale c’è bisogno di qualcosa di più. Ci prepareremo al meglio per vincere: l’Atalanta è reduce da una grande stagione, dovremo lavorare al massimo per sfidare i bergamaschi nel migliore dei modi. 

Ci mancano solo tre partite e la stanchezza si sente, è normale. Ora mancano gli ultimi giorni e dovremo dare il massimo per concludere al meglio la stagione. I ragazzi che sono entrati in campo hanno dimostrato di essere pronti, questo testimonia che siamo pronti per la finale di Coppa Italia. Non serve carica ulteriore per la finale di TIM Cup, il fatto di giocare l’ultimo atto della competizione dev’essere uno stimolo per tutti”. sslazio.it

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Inzaghi: “Devo solo ringraziare la mia squadra, ora vediamo che succede nella finale… ma il giudizio non passa da lì” (AUDIO)

Simone Inzaghi, tecnico della Lazio, ha commentato la vittoria sul Cagliari ai microfoni di SkySport: "I ragazzi hanno fatto una grande gara che avremmo dovuto chiudere nel primo tempo con un vantaggio più largo. Abbiamo mancato il raddoppio con poca fortuna e poca lucidità, all'intervallo però gli ho fatto i complimenti perché era un piacere vederli giocare. Tutti abbiano dei rimpianti guardando questa classifica, tutte quante abbiamo fatto a livello di punti un pochino meno. Abbiamo pagato diversi infortuni del girone d'andata, in qualche partita c'è mancato l'episodio, ma anche quest'anno ci giochiamo cose importanti come l'Europa e delle finali. Posso solo ringraziare questi ragazzi, mi danno tanto. Ora vedremo come ce la giochiamo mercoledì, servirà far girare quegli episodi che sono andati a favore dell'Atalanta una settimana fa. Siamo tanti giocatori, bisogna accettare le scelte e sono più importanti quelli che entrano rispetto ai titolari perché quando subentrano bene le partite si vincono. Ho la fortuna di avere ragazzi seri. Caicedo, Correa e Immobile partono alla pari, ci saranno solo due giorni. Chi resterà fuori dovrà dimostrare buone cose a gara in corso. Il mio obiettivo è di arrivare con tutti gli effettivi a disposizione mercoledì mattina. Devo valutare Milinkovic, ieri non sono arrivate buone risposte. Mancano quattro giorni e vedremo. Badelj meritava questa chance, è un giocatore importante che ha sempre giocato a grandi livelli ed è sempre a disposizione. Bisognerà fare le scelte migliori mercoledì. Il giudizio non passa dalla Coppa Italia, ci sono tre anni di valutazioni sul gioco, sulla mentalità e sui trofei. Le partite spesso vengono decise da episodi che non possiamo controllare. Ce la giochiamo, davanti ai nostri tifosi e cercheremo di trascinarli".

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Finalmente Correa in campionato, ora prenota la finale: “Ora l’orgoglio di vincere la Coppa Italia” (AUDIO)

“Abbiamo fatto la partita giusta, ottimo atteggiamento. La sconfitta contro l’Atalanta ha fatto male ma servirà per mercoledì. Oggi ci teniamo la prestazione in casa di una buona squadra, essere compatti sarà fondamentale contro la squadra di Gasperini. Feeling con Caicedo? Non so, mi trovo bene sia con lui che con Immobile. Siamo tutti pronti, deciderà il mister. Dovremo essere uniti come fratelli. Coppa per salvare la stagione? Abbiamo avuto sfortuna e infortuni in alcune partite, vincerla darà orgoglio al nostro lavoro”. Laziopress.it

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Lotito compie gli anni: “Onorato di rappresentare la storia del club, la classifica? Non rispecchia le nostre reali qualità, spero nel colpo di coda finale”

Il Presidente della S.S. Lazio Claudio Lotito, nato a Roma il 9 maggio 1957, compie oggi 62 anni.

In carica dal 19 luglio del 2004, da numero uno della Prima Squadra della Capitale ha finora vinto due Coppe Italia nelle stagioni 2008-2009 e 2012-2013, due Supercoppe italiane nel 2009 e nel 2017, un Campionato Primavera nel 2012-2013, due Coppe Italia Primavera nel 2013-2014 e nel 2014-2015 ed una Supercoppa Primavera nel 2014.

Nel 2015, il presidente Lotito si è aggiudicato il premio Financial Fair Play (organizzato dall'Associazione Italiana Allenatori Calcio e dall'associazione no profit DGS Sport&Cultura) per la rigorosa e meticolosa gestione del bilancio economico della Società Sportiva Lazio.

 "Sono onorato di poter rappresentare questa società. Siamo partiti con un fatturato di 86 milioni di debiti. Oggi è una società forte economicamente Sono stati fatti tanti investimenti ai campi sportivi. Ora la Lazio è un club appetibile per i giocatori. Una grande famiglia che può vedere al futuro senza la paura di non esserci domani. Io sono il proprietario dal punto di vista giuridico, ma ho l'obbligo di tutelate la tradizione e la storia del club, dare forza e conseguire risultati sportivi anche a livello internazionale". Ha dichiarato il presidente della Lazio nell'intervista ai microfoni del canale ufficiale biancoceleste, poi ha aggiunto, riguardo la Coppa Italia: "Sono onorato di poter rappresentare questa società. Siamo partiti con un fatturato di 86 milioni di debiti. Oggi è una società forte economicamente Sono stati fatti tanti investimenti ai campi sportivi. Ora la Lazio è un club appetibile per i giocatori. Una grande famiglia che può vedere al futuro senza la paura di non esserci domani. Io sono il proprietario dal punto di vista giuridico, ma ho l'obbligo di tutelate la tradizione e la storia del club, dare forza e conseguire risultati sportivi anche a livello internazionale". 

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Incontro Leghe Europee a Madrid, Lotito: «I campionati nazionali sono sovrani»

Il presidente della Lazio, Claudio Lotito, nel suo intervento a Madrid nell'incontro delle Leghe Europee ha puntato l'attenzione sulla «sovranità dei campionati nazionali e sul valore sociale che ha il calcio», inoltre ha sottolineato «le responsabilità che hanno i presidenti dei club su questo tema». Secondo il numero uno biancoceleste bisognerebbe «costruire una cabina di regia tra club e Leghe per dialogare con la Uefa», puntando inoltre l'attenzione sul fatto che «le decisioni non possono essere prese e calate dall'alto ma vanno condivise con tutti gli attori». Il presidente della Lazio, tra i primi a comprendere l'importanza di un incontro come quello di Madrid, ha anche aggiunto che serve una rappresentanza reale e non istituzionale e che «si deve tutelare il sistema che va difeso più degli interessi personali e di alcuni club».

Un po' a sorpresa a Madrid, all'incontro delle Leghe europee, il presidente dell'Ecae della Juventus, Andrea Agnelli, non ha preso la parola ma ha fatto parlare, alla platea dei club, l'ex portiere della Juventus, Edwin van der Sar, oggi direttore generale dell'Ajax e vice presidente dell'Eca, con Agnelli al suo fianco. Van der Sar ha sottolineato come «l'Eca ascolta e valuta tutto. Io sono stato un giocatore e capisco i disagi che potrebbero esserci, ma vedete l'esperienza dell'Ajax oggi». Ilmessaggero.it

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De Martino: “Carica e positività, impossibile immaginare la Lazio fuori dall’Europa”

Stefano De Martino, Direttore della Comunicazione della S.S. Lazio, è intervenuto quest'oggi ai microfoni di Lazio Style Channel, 233 di Sky: 

“Ci stiamo avvicinando alla finale, ma prima ci sarà la gara con il Cagliari. Siamo reduci da una sconfitta fastidiosa perché ha chiuso il discorso dell’obiettivo stagionale, ovvero quello della Champions League. Questo aspetto non deve assolutamente entrare in contrasto con il grande traguardo che è già stato centrato, ovvero la finale di TIM Cup. In Società stavamo vedendo cosa ha conseguito la Lazio negli ultimi anni e, a tal proposito, si sta preparando uno speciale che andrà su Lazio Style Channel. Ci stiamo dimenticato un pochino l’importanza dell’ultimo atto della TIM Cup, la Lazio ha realizzato una crescita importante. 

Abbiamo rivisto le immagini delle ultime finali disputate e dei quattro trofei conseguiti. La Juventus detta legge in campionato, complici anche i numeri registrati dal club bianconero nel mondo, la Lazio, dal canto suo, ha compiuto qualcosa da stropicciarsi gli occhi. Dobbiamo fare i conti con una sconfitta con l’Atalanta, una delle squadre che gioca il miglior calcio in assoluto insieme ai biancocelesti. Ci siamo complicati la vita con errori individuali, ma la partita è stata complessivamente bella da vedere: è stato l’antipasto della finale di Coppa Italia. Registreremo numeri record all’estero per la gara del prossimo 15 maggio, stiamo trasmettendo delle nostre immagini ad emittenti straniere affinché vengano inserite all’interno di telegiornali anche all’estero, soprattutto nei paesi che trasmetteranno la finale in diretta. Le nostre immagini faranno il giro del mondo: vogliamo arrivare anche negli altri paesi con l’immagine della nostra Aquila e con un meccanismo di comunicazione che ci porti ad un ottimo risultato. 

La gara sarà giocata colpo su colpo, affrontandosi in tale appuntamento due squadre che giocano a viso aperto. Aggiungo che dobbiamo arrivare alla finale passando per una partita a Cagliari che, come ha detto Inzaghi, dovremo giocare al meglio per raggiungere l’Europa League dal campionato. Nelle ultime tre giornate la Lazio dovrà necessariamente portare a casa tre vittorie perché l’obiettivo è diventato quello di restare in Europa: non si può pensare ad una Lazio fuori dalle competizioni continentali, sarebbe estremamente negativo per il blasone e per quello che rappresenta il Club. Ci sono due strade, quella del campionato e quella della Coppa Italia. Bisogna arrivare all’appuntamento della finale con un atteggiamento positivo, al di là di quel che si legge e che ci aspettavamo già da alcuni giornali che ci hanno abituati, negli anni, a disamine negative dal momento in cui non si raggiunge un obiettivo. La gente ormai conosce queste dinamiche e questi bluff. Sappiamo chi è credibile e chi no. 

La Società sta lavorando al meglio con tutto il suo organigramma: è necessario dell’equilibrio, nei momenti di gioia come in quelli più negativi. Quando c’è un risultato positivo va equamente distribuito ad ogni membro del Club, così come quando si perde. Questo è un gioco di un certo tipo di stampa, pronta a puntare il dito sulla proprietà: dobbiamo guardare al nostro percorso ed al nostro cammino arrivando alla nostra finale con un atteggiamento positivo. Non ci dobbiamo far condizionare da polemiche ed analisi: è meglio non leggere e farsi una passeggiata in questo momento (ride, ndr). L’atteggiamento mentale di chi è con la squadra può aiutare la formazione di Simone Inzaghi. La possibilità di avere o meno il tifo al fianco del gruppo è condizionante, dobbiamo accompagnare i ragazzi in questi giorni ad un appuntamento importante che ha conseguito tutta la Società. È necessario arrivare alla finale a testa alta, sarà la più seguita per quello che è l’andamento attuale. 

Dobbiamo vivere insieme questa giornata per disputare una finale importante. Alla vigilia dell’ultimo atto di TIM Cup saremo accolti dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella per sottolineare quanto è importante questa Coppa che è dell’Italia e, quindi, del Presidente della Repubblica. Noi saremo ancora protagonisti, ci siamo sempre misurati al meglio in questa competizione registrando un percorso netto anche con Milan ed Inter. Sarà necessario arrivare positivamente all’appuntamento per affrontare una squadra come l’Atalanta che sta giocando molto bene: gli episodi nell’ultimo incontro con i bergamaschi hanno deciso l’andamento della gara, ma entrambe le squadre stanno esprimendo un grande calcio. In questi momenti tutta la Società si stringe intorno al gruppo, con una serie di accorgimenti, per accompagnare al meglio la Lazio a questa fase finale di stagione affinché si raggiungano i risultati sperati. Si sono registrati degli stop inspiegabili durante il campionato, nonostante si sia giocato un gran calcio e nonostante si siano vinte grandi gare come il derby. 

Nessuno si aspettava che la Lazio potesse vincere a Milano contro il Milan in un campo che è sempre stato ostico alla formazione biancoceleste. Quando si raggiunge una finale una stagione non può essere definita fallimentare. La Coppa Italia viene onorata da ogni Club d’Italia e formazioni quotate come Inter, Milan, Juventus e Napoli non sono riuscite ad arrivare fino in fondo. Questa Coppa viene screditata quando la Lazio raggiunge l’ultimo atto, ma ci aspettavamo questo trattamento e queste considerazioni da un certo tipo di stampa, ma i nostri tifosi ormai sono pronti a tutto. È fondamentale che la squadra, la tifoseria, e la società siano presenti in Europa per garantire visibilità e per assicurare al Club stesso una crescita costante che, altrimenti, non si riuscirebbe a conseguire. Dobbiamo arrivare alla finale con la consapevolezza di aver centrato un’altra finale importante e con grande carica: il 15 sarà un appuntamento che ricorderemo tutti per esserci arrivati e sarà comunque da raccontare. A breve ci saranno aggiornamenti per i prossimi appuntamenti”. Sslazio.it

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Parolo: “Non è solo colpa di Wallace, ma di tutti noi. Vogliamo la Coppa Italia” (VIDEO)

Le parole di Marco Parolo in zona mista: "Nel primo tempo non abbiamo fatto male, loro sono stati fortunati a trovare il pareggio su una palla vagante in area, poi gli episodi sono stati determinanti per indirizzare la partita. Non abbiamo avuto la forza per ribaltarla e cambiare l'inerzia della gara. Ci dispiace, abbiamo sbagliato, ma tra 10 giorni avremo la rivincita per prenderci un trofeo. Ora dobbiamo analizzare la partita vedere gli errori fatti e prendere le cose positive, perché ce ne sono state. Dopo il 2-1 abbiamo provato ad attaccare per pareggiare, poi loro sono stati bravi a chiuderla. Non abbiamo avuto la cattiveria e la voglia giusta per rimetterla in piedi. Quando prendi dei gol così poi è normale che perdi un po' di entusiasmo e di fiducia, loro sono una squadra fisica e avremmo dovuto fare una partita tosta come la loro per 90 minuti. Hanno entusiasmo voglia, e umiltà di lottare su tutti i palloni per ottenere un obiettivo, e questo gli fa fare la differenza. Noi tiriamo fuori la voglia soprattutto quando siamo con l'acqua alla gola, non abbiamo la continuità per metterla durante tutto l'arco della partita: è stato il grande difetto di questa stagione, adesso ci rimane la finale per capire chi siamo".

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Inzaghi: “Pagati errori individuali, ma continuiamo a lottare per l’Europa” (AUDIO)

Le parole di Simone Inzaghi ai microfoni di SkySport: "Io penso che sia stata una buona partita, giocata a buoni ritmi. Poi, purtroppo, abbiamo commesso errori individuali tra secondo e terzo gol e la partita è finita lì. Bisognava far qualcosa, perché si può sbagliare, ma l'Atalanta è stata bravissima. Loro sono stati più convinti e hanno meritato di vincere. Ormai il capitolo Champions è chiuso. Ora dobbiamo fare la corsa per rimanere in Europa, che può passare per la vittoria della Coppa Italia o per il settimo posto in campionato. Il nostro obiettivo deve essere quello di arrivare in Europa percorrendo la strada del campionato e non solo quello della Coppa. Penso che arriveremo in Europa, abbiamo due punti di differenza con Torino, quindi dovremo mettercela tutta nello scontro diretto. E' chiaro che una squadra come la nostra debba centrare l'Europa. C'è rammarico per la partita di oggi, ma la nostra corsa deve proseguire. Dobbiamo rialzarci fin da subito, dalla prossima contro il Cagliari. Abbiamo approcciato bene, ma dopo aver acquisito il vantaggio dovevamo far di più, invece ci siamo limitati al compitino. Tutte le volte che commettiamo errori individuali e non siamo intensi come sempre, perdiamo. Ci sono state buone parate del loro portiere e poche del nostro, ma l'Atalanta è stata più lucida. Wallace? Io ho parlato di errori individuali in generale, non solo di quelli commessi in occasione dei gol. Wallace ha fatto bene a Genoa, ha lavorato tanto. Oggi è capitato a lui di sbagliare, in altre occasioni sarebbe potuto capitare a qualcun altro. Resta il fatto che non possiamo commettere certi errori in partite in cui la posta in palio è così alta. Ho preferito togliere Bastos perché era ammonito".

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Acerbi sul trasferimento alla Lazio: “Promessa ad Inzaghi già alla prima chiamata”

Acerbi e la Lazio: un amore a prima vista. Si sono piaciuti sin da subito, la Lazio cercava l’erede di De Vrij, e Acerbi era alla ricerca di una big dove rilanciarsi definitivamente. Entrambi ne sono usciti vittoriosi. Oggi il difensore biancoceleste si è confermato come tra i migliori della serie A, nonché un pilastro della squadra di Inzaghi, e la Lazio ha un leader difensivo invidiato da tutti. Ai microfoni di Sky Sport, durante l’edizione dei Signori del calcio, ha parlato proprio il difensore laziale Francesco Acerbi. Di seguito un’anteprima dell’intervista in onda stasera alle 18:30.

 “Roma era Roma, una città bellissima. Poi ti chiama la Lazio, una società importante con tifosi eccezionali. Non potevo dire di no, avevo voglia di cambiare. Mister Inzaghi è quello che mi ha voluto fortemente, gli avevo promesso di venire già alla prima chiamata dopo il campionato e così è stato. È stato importante e lo rispetto molto. Ho una grande responsabilità a sostituire de Vrij. Quando arrivi in una piazza e sai che hai dato tutto dopo la malattia, sai che darai tutto dentro e fuori dal campo perché hai un obiettivo però è difficile andare male. Poi certo sta anche alla tua voglia”. Sui valori: “La mia forza è sempre stata quella di rimanere con i piedi per terra, essere umile e lavorare. Quando smetterò di giocare mi piacerebbe essere ricordato come uomo, come persona. Questa è la cosa che mi preme di più. Perché il calciatore sparisce, l’uomo rimane”. Laziopress.it