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Orgoglio Inzaghi: “Terza finale in tre anni, questi ragazzi non meritano criticare. Milinkovic? Non sembra grave” (AUDIO)

Ecco l’analisi di mister Inzaghi ai microfoni di Rai Sport a fine gara.

FINALE – “Un bellissimo traguardo, ci giochiamo la terza finale in tre anni. I ragazzi se lo sono meritato sul campo, siamo venuti a vincere a Milano sia con l’Inter che con il Milan. Qualificazione ampiamente meritata, ora dobbiamo concentrarci sul campionato e poi faremo la Finale a Roma davanti ai nostri tifosi”.

LA PARTITA – “Anche in campionato Reina si è superato, oggi si è confermato. Il primo tempo potevamo chiuderlo avanti, siamo stati bravi e compatti. Strakosha non ha compiuto parate in tutta la partita. Caicedo sta facendo molto bene, mi sta mettendo in difficoltà: c’era l’idea di schierarlo titolare ma da subentrato ha fatto cose straordinarie”.

MOMENTO LAZIO – “Dobbiamo avere continuità, questa squadra gioca bene, ha fatto tre finali e ottenuto due cinque posti. Criticare questi ragazzi è ingiusto, la Serie A è un campionato complicato e stiamo facendo grandi cose. Dopo il passo falso contro il Chievo siamo stati bravi a recuperare mentalmente, ho fatto vedere ai ragazzi la partita persa contro il Milan. I ragazzi sono responsabili e sono arrivati a Milano con la testa giusta”.

MILINKOVIC – “Ha accusato una distorsione alla caviglia e al ginocchio, dalle prime visite non sembra nulla di grave. Per fortuna ho Parolo, titolare sempre con me, ultimamente in panchina ma insieme a Lulic è il primo a spronare in campo i compagni, sono due capitani”.

ESPULSIONI AGLI ALLENATORI – “Ci dovremmo abituare, ultimamente si cambia molto. Ci siamo abituati al VAR, lo faremo anche con questa nuova regola”.lazionews.eu

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L’urlo di Lulic: “Questa è la vera Lazio, finale meritata! (AUDIO)

Al termine del match vinto dalla Lazio a San Siro contro il Milan che vale ai biancocelesti l’approdo in Finale di Coppa Italia, il capitano Lulic ha parlato ai microfoni della Rai: “Finale meritata, abbiamo sofferto e ci siamo meritati questo traguardo. Questa di oggi è la Lazio non quella vista domenica, ora lasciamo perdere questa finale adesso e pensiamo al campionato. Gli applausi oggi vanno a tutti i ragazzi compreso lo staff tecnico, quando si vince giusto festeggiare così come quando si perde giusto farlo tutti insieme”. Laziopress

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Milan-Lazio, Inzaghi: “Ci giochiamo la stagione, la finale a tutti i costi”

Alla vigilia del match con il Milan, valido per la semifinale di ritorno di TIM Cup, il tecnico biancoceleste Simone Inzaghi è intervenuto ai microfoni di Lazio Style Channel, 233 di Sky:

"Si è parlato molto della brutta figura che abbiamo fatto sabato scorso contro il ChievoVerona, ora c'è voglia di riscatto nello spogliatoio. Domani ci giochiamo tanto della nostra stagione, vogliamo prenderci una finale che per noi rappresenta un grande obiettivo. 

Dobbiamo far parlare il campo: domani affronteremo una grande squadra, in questi anni le gare disputate contro i rossoneri sono sempre state molto tirate. Dovremo esser bravi ad esser propositivi indirizzando a nostro favore gli episodi. Abbiamo preparato bene la gara di Milano negli ultimi due giorni, ci giocheremo tanto.

In 90 minuti dovremo cercare la finale che vogliamo a tutti i costi. Domani mi porterò dei cambi importanti, chi subentra è fondamentale quanto i titolari per centrare il nostro obiettivo". Sslazio.it

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Lotito: “Così ho scelto Tare, Bielsa l’ho cacciato”. E su Inzaghi…

ROMA – Durante l’iniziativa “Il Pallone Bucato – Il Fallimento del calcio italiano”, organizzata dall’Associazione Fare, insieme a Pino Wilson e Riccardo Viola, è intervenuto anche il presidente della Lazio Claudio Lotito.

Il patron biancoceleste ha ripercorso attraverso un lungo intervento alcuni momenti della sua gestione della Lazio da quando si insediò ad oggi, raccontando degli aneddoti.

GESTIONE – “Quando sono entrato in questo mondo, nel 2004, c’era una concezione del presidente come padrone. Ho trovato un bilancio con 84 milioni di ricavi, 86 milioni di perdite e 55 milioni di debiti. Tutti pensavano che risanare la Lazio fosse impossibile. Questa società ha avuto tanti presidenti e se oggi esiste ancora è grazie a gente che ha dato tutto. Io sono il proprietario, è vero, ma ho l’obbligo di preservare un patrimonio simbolico e affettivo che è di tutti. Si deve creare senso di appartenenza, di lazialità. Io vedo che questa Lazio ha una storia di sofferenza che risale al 1900, agli ideali di chi l’ha fondata. I colori sono quelli olimpici, lo sport è al di sopra di tutto. Sono 15 anni che faccio il presidente e non ho mai preso un euro, significa che ho interpretato il mio ruolo con un ideale olimpico. L’anno scorso la Lazio ha chiuso il bilancio con 38 milioni di utile, è una società fortissima con un patrimonio immobiliare di 200 milioni e un patrimonio di giocatori di 600 milioni”.

 

QUESTIONE STADIO – “Avevamo fatto una legge perfetta, che includeva la legge di compensazione: se investo 100 milioni ne devo avere indietro 100. Ora è tutto più lento, bisogna creare un sistema polifunzionale nel calcio. Si deve creare una struttura aperta h24, 365 giorni all’anno, con attività che possano creare risorse per il club”.

INIZIATIVE – “Quando sono diventato consigliere di Lega ho iniziato alcune battaglie importanti. Ho imposto che per iscriversi al campionato dovevi aver pagato gli stipendi: prima si pagavano con le cabriolet, con gli assegni post – datati. Poi ho combattuto per l’Iva, che quando sono arrivato io non era dato sensibile per l’iscrizione al campionato. Galliani voleva approvare tutto senza l’Iva, io mi opposi. Alla fine abbiamo approvato la legge. Oggi è tutto in mano ai procuratori. Chiedono 2-3 milioni di percentuale. Ma che lavoro fa il procuratore? L’avvocato. Quanto ci mette un avvocato a fare 3 milioni? Quando sono arrivato alla Lazio c’era Mendieta, costato 90 miliardi. Arriva il procuratore e voleva una percentuale. Ho dovuto fare di necessità virtù: quando compri una cosa prima la usi e vedi se funziona, se no la dai indietro. Così ho inventato il prestito con diritto di riscatto. Quando presi la Lazio comprai 9 giocatori in un giorno, tutti in prestito con diritto di riscatto. Tra questi anche i gemelli Filippini. La gente rideva, con i fratelli Filippini abbiamo vinto il derby 3 a 1”.

ULTIMO DERBY – “Stavo nella pancia dello stadio a vedere le trasmissioni. Sullo schermo ecco De Rossi che, in modo encomiabile, dice una cosa: “Questa non è più la Lazio dei Filippini, la Lazio è più forte di noi sia individualmente che collettivamente”. Sono uscito, ho incontrato De Rossi e gli ho fatto i miei complimenti per la sportività. Il calcio è così, si è avversari sul campo, non si è nemici”.

IL CASO TARE – “Dicevano che era venuto col gommone, lo prendevano in giro. Ho fatto invece una grande scelta. Avevamo preso l’impegno di prolungargli il contratto. Viene all’incontro con il procuratore e gli dico: “Guarda, io non ti rinnovo”. “Ma come, lei aveva dato la sua paroa, non è corretto, non è serio”. Gli ho detto che avevo intenzione di fargli fare il direttore sportivo. “Ma come, non ho neanche il patentino”, mi ha detto. “Non ti preoccupare, quello lo prendi. Pensaci, ti do 30 minuti”. È tornato mezz’ora dopo e mi ha detto di sì. La prima telefonata che ricevo è quella di Delio Rossi. Mi chiede se avessi scelto il direttore, gli dico di sì e lui mi fa: “Mica avrà scelto Tare”. “E invece proprio Tare ho scelto!”, gli risposi. “Lei lo fa perché sa che lui è contro di me”. Allora sbottai: “Come si permette a parlarmi così, moderi i torni: lei è un dipendente, faccia il dipendente e comunque tra due mesi mi ringrazierà”. Dopo un po’ di tempo andiamo a Siena e perdiamo 2 a 0. Delio Rossi dice a Tare: “Dica al presidente che mi esonerasse, io non controllo più la squadra”. Tare viene, mi racconta tutto e mi fa: “presidente, io lo difenderei”. “Hai ragione, lo difendiamo”, ho risposto. Quell’anno abbiamo vinto la Coppa Italia”.

SIMONE INZAGHI “Quando mi sono insediato chiamavo i giocatori per rinegoziare i contratti. Si presenta Simone Inzaghi con Tullio Tinti e gli propongo 5.3 milioni per 5 anni. Il procuratore è soddisfatto. “Avete capito bene?”, gli faccio, “gli faccio 5.3 milioni in 5 anni”. “All’anno”, dice lui. “No, in totale”, rispondo. Inzaghi mi fa: “Posso parlare da solo con lei, presidente?”. E gli dico: “Che vuoi fare dopo?”. “L’allenatore”, risponde. “Ti faccio fare l’allenatore”. Quel periodo era veramente drammatico. Dormivo un’ora a notte. Insomma, Inzaghi va a Genova, alla Sampdoria, passa un momento difficile dal punto di vista familiare e quando non giocava più Sabatini mi dice: “Licenziamolo”. Io dico no, poi è andato a Bergamo. L’ho chiamato e gli ho detto: “Simò, la carriera tua me pare che è finita, ti offro di fare l’allenatore degli Allievi Regionali”. Vince il campionato Allievi Nazionali, poi Bollini va con Reja a Bergamo e allora prendo Simone e lo metto alla Primavera, dove fa bene. Poi sarebbe andato alla Salernitana, ma siccome la piazza borbottava, ho lanciato la storia di Bielsa.

IL CASO BIELSA – Bielsa l’ho cacciato io. Quando stavo in Francia Tare mi chiamava e mi diceva che aveva comprato dei giocatori che voleva l’allenatore, dopo 3 minuti non andavano più bene. Torno a Formello, con Tare chiamiamo l’allenatore e inizia una situazione di un certo tipo. Tare gli parlava, lui rispondeva come se fosse uno scienziato. A un certo punto mi sono mortificato per Igli e ho preso il telefono: “Senta mister, lei se ne deve andare”. Tare era pallido”.

Cittaceleste.it

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Parolo amaro: “Siamo dei polli, solo scuse. Espulsione Milinkovic frutto del modo in cui l’abbiamo preparata. Milan? Diamo un senso…”

Nel post partita di Lazio-ChievoVerona, il centrocampista biancoceleste Marco Parolo è intervenuto ai microfoni di Lazio Style Channel, 233 di Sky:

“Dobbiamo restare in corsa affrontando ogni gara al massimo, oggi non lo abbiamo fatto ma colpa è di tutti. Ci siamo svegliati dopo due schiaffi. C’è stata la reazione da parte della squadra, ma non c’è stato lo spirito giusto per affrontare la compagine clivense. A volte ci dimentichiamo chi siamo e cosa vogliamo, dobbiamo solo chiedere scusa per quanto accaduto. 

La testa e la voglia decidono tutto. Una grande squadra può anche non schiacciare l’avversario dall’inizio, ma serve un’altra mentalità e non bisogna rilassarsi prima di aver segnato due o tre gol. Questo è il limite della squadra: pensavamo di averlo arginato, ed invece è emerso nuovamente, abbiamo sbagliato. 

La gara di mercoledì è fondamentale per la stagione, sarà difficile sfidare il Milan in uno stadio ostico. Dobbiamo accettare ogni critica e rispondere in campo con voglia. Siamo stati nervosi in campo, quando vai sotto contro una squadra già retrocessa capisci d’aver sbagliato qualcosa e questo ti porta a compiere gesti sbagliati. Avevamo comunque voglia di riprendere la partita. In dieci contro undici stavamo provando a prendere le misure ed i clivensi ci hanno colpiti in quel momento: non siamo stati lucidi nel disporci subito nel modo corretto e loro sono stati bravi a capitalizzare le due occasioni che hanno costruito inizialmente. 

C’è delusione e rabbia, parlare a caldo si rischia solo di esagerare. Domani saremo più lucidi e riusciremo ad analizzare quanto accaduto nel modo corretto”. 

 

Marco Parolo è rimasto a parlare con i giornalisti anche in zona mista, ecco le sue parole: "Colpa nostra, siamo stati dei polli. Non c’è niente da dire: quando abbiamo reagito era troppo tardi. Dovevamo mettere quello spirito fin dall’inizio e la partita sarebbe stata diversa. Nelle ultime partite avevamo fatto bene, abbiamo mancato ancora quello step di maturità che ci si aspettava. Possiamo chiedere solo scusa e lavorare. Non siamo più forti di nessuno. Se non approcci con lo spirito giusto, perdi anche contro squadre di categorie più basse. Non siamo stati bravi a dare la giusta importanza alla partita, nonostante il mister ci avesse avvisato nella maniera giusta. E’ una mancanza nostra e abbiamo sbagliato. La Champions League? Matematicamente non è finita, nel calcio non si sa mai. Bisogna vincerle tutte, a partire da mercoledì che per noi dovrà essere una finale per dare un senso alla stagione. Dovremo affrontarla nel modo giusto. Sembra paradossale ma alcune partite partiamo con un’altra mentalità, queste invece non le affrontiamo bene. Sembravamo aver superato questo step e invece è tornato più di una volta, forse i troppi ‘bravi’ fanno male. Il rosso a Milinkovic? Non voglio dire sia colpa sua. Ha sbagliato, ma è il figlio dell’approccio sbagliato da parte di tutti. L’atteggiamento era sbagliato e ci siamo innervositi fin da subito. Spero che faccia tesoro di quest’errore, si passa anche da grosse cadute per essere ancora più forti. Sergej vorrà dimostrare di essere importante per noi, è un valore aggiunto. Voglia di rivalsa contro il Milan? Parlo solo di cose di campo, il resto si commenta da solo. Dobbiamo ripartire e cercare di fare una grande gara

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Inzaghi a testa bassa: “Mi prendo le responsabilità, ma ne avevamo parlato per due giorni. Ora calma, c’è la Coppa..”

CONFERENZA LIVE – Inzaghi analizza la sconfitta con il Chievo:

"Questi due giorni ne avevamo parlato, dovevamo mantenere alta la concentrazione. Non abbiamo approcciato bene la partita. E' stata macchiata dall'espulsione, un'ingenuità che ci è costata la partita. Abbiamo provato a riaprirla, abbiamo segnato e poi abbiamo preso il palo con Correa. Ma è stata macchiata dall'espulsione".

Qual è la tua responsabilità alla fine di questo ciclo?

Io sono a capo della squadra, normale che le maggior responsabilità siano mie. In una partita in casa con il Chievo dovevamo vincere. Ma in inferiorità numerica può succedere che tu la perda. Poteva essere una partita diversa. Abbiamo avuto l'infortunio di Radu, ho dovuto cambiare qualcosa anche dopo l'espulsione. Ora abbiamo la semifinale, dobbiamo giocarla nel miglior modo possibile.

Come ti spieghi l'approccio nel secondo tempo?

Dovevamo rientrare in un altro modo. Abbiamo visto l'assetto che dovevamo tenere. Sul primo gol è stato bravo il ragazzo del Chievo, nel secondo abbiamo sbagliato lettura. Gli avevo detto di tenere duro, avremmo potuto cambiare la partita. Spiace, sapevo che fosse una partita che ci avrebbe creato insidie, così è stato. Ora dobbiamo dimenticare e ritrovare lo spirito giusto in vista di Milano.

Anche in inferiorità numerica, non sono stati pochi i tiri in porta? Ora l'obiettivo è l'Europa League?

Di occasioni ne abbiamo create, ma la partita è stata viziata dall'espulsione e dall'approccio molle nella ripresa. In questo momento dobbiamo resettare, lasciare da parte il campionato, mercoledì abbiamo una partita difficile. Poi ci sarà un calendario complicato, ma dobbiamo arrivare almeno in Europa.

Cosa dirai a Milinkovic e Luis Alberto (entrambi espulsi, ndr)?

Saranno assenze importanti. Però oggi l'ingenuità di Milinkovbic è stata grandissima. Non doveva farlo, è giovane ma ha esperienza, ha tante partite alle spalle. Gli avevo detto che dovevamo restare concentrati, rispettare arbitro e giocatori. Quando commetti ingenuità nel calcio le paghi sulla tua pelle. 

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Milan-Lazio, Gattuso propone: “In Coppa Italia scendiamo in campo abbracciati”

MILANO – Domani alle 12.30 a Parma il Milan cecherà di fare un altro passo avanti verso la difesa del quarto posto. Serve vincere al Tardini contro i gialloblù per respingere l'assalto delle inseguitrici alla qualificazione Champions. Il pensiero di Gattuso ovviamente è focalizzato alla partita con la squadra di D'Aversa. Ma l'attenzione è già proiettata al ritorno della semifinale di Coppa Italia con la Lazio in programma mercoledì a San Siro. Non solo per ragioni calcistiche, ma soprattutto per le conseguenza del caso Acerbi. A poco a poco i protagonisti della vicenda stanno cercando di sminare il terreno per ridurre il rischio che le proteste degli ultrà laziali contro il gesto di Bakayoko e Kessie possano condizionare lo svolgimento della partita.

Patteggiamento lampo

Oggi è arrivato il patteggiamento lampo che concluderà il procedimento avviato dal procuratore federale Pecoraro, in caso di parere favorevole da parte della Procura generale del Coni. I due giocatori hanno accettato di pagare una multa di 33.000 euro a testa. Per il Milan un'ammenda di 20.000 euro. Sanzioni ridotte di un terzo grazie al patteggiamento. Il club rossonero quindi ha evitato la squalifica e una multa molto pesante per i giocatori. Erano le due richieste sulle quali la società non avrebbe mai accettato un'intesa con gli inquirenti della Figc. La chiusura della vicenda processuale può contribuire a svelenire il clima. Pecoraro invece non sembra intenzionato ad aprire un'indagine nei confronti della Lazio per il comportamento degli ultrà biancocelesti che hanno rivolto un coro razzista a Bakayoko mercoledì durante il recupero con l'Udinese. Il coro è stato documentato da un video, ma non è bastato a spingere gli ispettori federali ad attivarsi.

La proposta di Gattuso

Nella stessa direzione distensiva vanno le parole di Gattuso anche oggi abile nell'affrontare le conseguenze di questo caso spinoso: "Per mercoledì ho un sogno. Entrare tutti quanti abbracciati per mettere fine a tutte le polemiche", dice l'allenatore rossonero che non vuole dilungarsi sulla vicenda: "Dobbiamo penare sono al campo. Si è parlato tantissimo di questo episodio. Abbiamo sbagliato e abbiamo chiesto scusa. Quando un essere umano sbaglia più che chiedere scusa non può fare. Noi e la società abbiamo detto quello che dovevamo dire. I giocatori hanno fatto un gesto che non dovevano fare. E noi detto quello che dovevamo dire. Ci siamo assunti le nostre responsabilità. Qualcosa a livello mentale può restare nella testa di Bakayoko e Kessie. Ma sono giocatori molto forti mentalmente". Gattuso allontana la Lazio anche passando ai discorsi di campo: "Il ritorno della semifinale non ci condiziona per niente. La partita di domani ha la priorità".
Gattuso teme il Parma: "All'andata non meritavamo di vincere. Il Parma ti può mettere in difficoltà. Da giocatore ho sempre sofferto in quello stadio. E il nostro bilancio nelle partite giocate alle 12.30 non è dei migliori.  Dobbiamo essere più cattivi e farci trovare pronti per l'approccio nei primi minuti. Quesa giornata non sarà decisiva anche se ci sono scontri diretti tra le nostre dirette concorrenti. Poi mancheranno ancora sei giornate. Sono tanti punti in palio. Sono contento di avere rivisto entusiasmo nella squadra. Per un periodo l'avevo visto mancare". 

Una richiesta a Suso

Nessuna polemica sul fatto che l'arbitro di domani sarà Valeri, lo stesso di un Parma-Milan di sei anni fa vinto dagli emiliani con una punizione di Parolo calciata da una posizione avanzata rispetto alla zona del fallo, episodio che fece arrabbiare molto i rossoneri: "Noi siamo l'unica nazione che facciamo ancora queste domande su arbitri e polemiche. Non mi ricordo coso ho mangiato l'altro ieri. Figuratevi se mi ricordo di Valeri sei anni fa. Noi dobbiamo pensare a noi stessi.  A sbagliare meno possibile". Torna tra i convocati Paquetà a meno di tre settimane dalla distorsione alla caviglia rimediata contro l'Udinese a inizio aprile: "Sta bene. Vediamo domani se c'è bisogno". Potrebbe giocare uno spezzone se lo richiederà l'andamento della partita. Regolarmente a disposizione anche Romagnoli. Gattuso chiede a Suso di proseguire nell'adattamento a una posizione più centrale vista nelle ultime uscite: "E' arrivato il momento di fare qualcosa di diverso. Ha tutte le carte per fare qualcosa di nuovo". Un modo per tornare a rendere imprevedibile lo spagnolo che da qualche mese fatica a essere pericoloso come succedeva in passato.

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Inzaghi avverte la Lazio: “Basta cali, ora serve concentrazione, ferocia agonistica e nessun calcolo” (AUDIO)

LIVE DA FORMELLO – Mister Inzaghi presenta la gara di domani con il Chievo:

"Sappiamo che abbiamo un calendario fitto, sapevamo che c'era di mezzo la Pasqua e che avremmo giocato domani dopo nemmeno 3 giorni. Sono due giorni e mezzo. Dobbiamo essere pronti e concentrati solo sul Chievo. Dobbiamo vincere e muovere la classifica".

Gestirà le forze?

"Devo verificare alcune cose. Abbiamo giocato mercoledì sera, ho visto solo i giocatori che non avevo impiegato con l'Udinese. Oggi rivedrò tutti, cercherò di capire come hanno recuperato. Devo valutare Correa, ieri ha cominciato a muoversi meglio ma va ricontrollato oggi. Sceglierò la formazione migliore per il Chievo".

Turno pro-Lazio?

"Abbiamo passato altre vigilie pro-Lazio. Non guardo più il calendario e le altre, si perdono le energie, non si può incidere su queste cose. Speriamo solo fi fare una partita importante, contro una squadra che spesso ci ha messo in difficoltà".

Meglio cacciatori che lepre?

"La cattiveria agonistica non deve mancare mai. L'abbiamo vista due giorni fa per 50 minuti, poi quando pensavamo fosse tutto sistemato abbiamo avuto un calo nella riprese. Serve ferocia, sappiamo che siamo in ritardo, non possiamo fare calcoli e guardare le partite. Manca il campionato, una di Coppa Italia, speriamo due".

Come stanno gli infortunati?

"Radu e Marusic era già in panchina, si sono allenati ieri. Oggi deciderò se utilizzarli. Per Correa vedrò oggi la rifinitura".

Come sta lavorando sui ragazzi?

"Dobbiamo tenere alto l'approccio, la partita è scomoda, il Chievo ha una classifica bugiarda, ci ha creato problemi all'andata, ha pareggiato con Inter e Atalanta, se la giocherà nel migliore dei modi".

Il calcio italiano in Europa?

"Bisogna arrivarci al meglio ai quarti. Noi l'anno scorso ci siamo arrivati, si è parlato del Salisburgo, anche quest'anno le altre sono uscite. La Juve ci è arrivata con qualcuno fuori, il Napoli con qualcuno fuiori condizione. Bisogna arrivare a marzo al massimo della condizione".

Come sta fisicamente la Lazio? Cosa cambia senza Leiva?

"La Lazio sta bene, i ragazzi si allenano bene nonostante quello che è successo, perdendo punti importanti che non avremmo meritato. I ragazzi sanno che c'è una grande posta in palio. Giocherà Badelj, fiducia nel ragazzo, disponibile, si è calato bene nella nostra realtà. Giocatore importante, era capitano della Fiorentina, si è trovato davanti Leiva, che per noi un giocatore fondamentale. Sono contento di Badelj come giocatore e uomo".

Rispetto all'andata cosa è cambiato?

"Dovremo essere bravi, sul pezzo. Ho chiesto questo, affrontiamo una squadra insidiosa con la mente libera. Serve concentrazione, dalla gara d'andata siamo migliorati molto. Sono cresciute le certezze, dobbiamo dimostrarlo domani".

Con Badelj e senza Leiva, la formula fantasia è possibile?

Devo guardare e valutare, come modulo sarà lo stesso. Badelj e Luis Alberto giocheranno senz'altro, per l'altro posto dovrò vedere come avranno recuperato Milinkovic e Parolo, anche Cataldi che ieri non c'era. Devo fare valutazione sui calciatori dietro, sui quinti e su Correa se ce la farà.

Immobile?

"Il ragazzo è tranquillo, mi dispiace se ci si focalizzi sul fatto che non segni. Io vorrei sottolineare i chilometri fatti con l'Udinese e l'assist per Caicedo. Poi è Immobile e tutti si aspettano i gol. Vediamo anche lui come avrà recuperato. Io guardo le prestazioni, non si deve giudicare solo dai gol".

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Strakosha: “Tabelle? No, ora riprendiamoci i punti persi. Troppo ‘tranquilli’ nel secondo tempo…” (AUDIO)

Grande protagonista di Lazio-Udinese, il rigore parato a De Paul conferma un ottimo periodo di forma di Strakosha. Le sue parole ai microfoni di Sky Sport nel primo post partita: "Siamo entrati un po troppo 'tranquilli' nel secondo tempo, ma nel complesso abbiamo meritato la vittoria. Tabelle? No, ora dobbiamo fare i punti persi nelle giornate precedenti, meno parole e più fatti".

 

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Talismano Caicedo, quando segna la Lazio vince sempre: “Che emozione sotto la Nord”

#Caicedo il talismano, quando segna la #Lazio vince sempre: chiedere a Roma, Genoa, Frosinone, Udinese, Empoli e OM! Sei su sei…

Al termine del match, il centravanti biancoceleste Felipe Caicedo è intervenuto ai microfoni di Lazio Style Channel, 233 di Sky: 

"Questa sera, nel match disputato contro l'Udinese, per la prima volta in campionato ho segnato sotto la Curva Nord: trovare la via della rete proprio di fronte ai tifosi biancocelesti ha scaturito in me un'emozione incredibile".