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Anno nuovo e doppio Immobile: “La Coppa Italia ci piace”

#TimCup #Immobile a fine primo tempo: “Siamo stati bravi a non sottovalutare la gara, dobbiamo continuare così anche nella ripresa. La Coppa Italia ci piace, lo scorso anno abbiamo perso la possibilità di giocare la finale ai rigori contro il Milan, ora vogliamo fare bene” #LazioNovara

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Inzaghi: “Bene così, ora aspettiamo l’Inter. Mercato? Spero possa arrivare qualcosa per migliorarci”

Al termini della gara dell’Olimpico contro il Novara, Simone Inzaghi ha rilasciato queste dichiarazioni ai microfoni della Rai: “Avevo chiesto ai ragazzi una grande prova. Sembrano gare facili, i ragazzi sono stati bravi a togliere fiducia. Siamo in un buon momento, i ragazzi stanno giocando un buon calcio ed adesso aspettiamo la vincente di Inter-Benevento. Vincendo la prossima saremmo già in semifinale. Peccato aver subito gol e non averne trovati altri nella ripresa. Il rigore concesso al Novare è corrente con la nuova linea che gli arbitri stanno seguendo negli ultimi due anni. Credo che vada rivista, serve una regola unica, in quelle circostanze il difensore ha bisogno di equilibrio. Mercato? Nessuno mi ha chiesto personalmente di essere ceduto, vedremo se riusciremo a piazzare chi ha bisogno di giocare di più. Io vado avanti con le mie scelte. Con la società c’è un continuo confronto, spero possa arrivare qualcosa, sicuramente penso ad un esterno. Se faremo qualcosa sarà per migliorarci. Lulic a destra? Ho la fortuna di avere un giocatore come Senad che può giocare in più ruoli. Senza Marusic potrei far giocare anche Lulic a destra, non dimenticando che abbiamo anche Patric. A sinistra stiamo recuperando Lukaku e Durmisi”.

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Pre-match Lazio-Novara, Strakosha: “Diamo il massimo per iniziare al meglio il 2019”

A circa un'ora dal fischio d'inizio di Lazio-Novara, gara valida per gli ottavi di finale di Coppa Italia, il portiere biancoceleste Thomas Strakosha è intervenuto ai microfoni di Lazio Style Channel, 233 di Sky:

“Non abbiamo mai sottovalutato nessun avversario e non lo faremo neppure oggi, dovremo dare il massimo per qualificarci al turno successivo.

Vogliamo iniziare bene il 2019, vogliamo vincere per farlo con il piede giusto. Il gruppo è motivato, abbiamo riposato in questi giorni, abbiamo molte chance per chiudere la stagione meglio dell’anno scorso”.sslazio.it

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Ancora Salvini: “Il Napoli sbaglia se si ferma per i cori razzisti”

ROMA – Matteo Salvini non cambia idea. Il ministro dell'Interno ribadisce il suo pensiero sull'opportunità di interrompere le partite in caso di cori razzisti, linea opposta a quella del sottosegretario Giorgetti che ieri intervenendo sull'argomento ha detto che "Valgono le regole Uefa e Fifa" che prevedono l'interruzione momentanea dei match. "Il Napoli non fa bene a fermarsi in caso di cori razzisti, perché lascia uno sport bello come il calcio in mano a pochi violenti e pochi deficienti" ha detto Salvini a 24Mattino su Radio 24, rispondendo ad una domanda sulla decisione del Napoli di smettere di giocare in caso di cori razzisti. "Fa bene un campione come Seedorf a dire: se c'è un coro sbagliato, se ci sono fischi contro un bianco, un nero, un giallo, un verde, la risposta non deve essere la chiusura ma devono essere gli applausi del 99% dei tifosi per bene", ha aggiunto Salvini.

Repubblica.it

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André Anderson ci prova: “Lazio, seguo le orme di Hernanes”

ROMA – Andrè Anderson, talento 19enne strappato al Santos dal diesse Tare, sta facendo esperienza a Salerno.  Il giovane trequartista, se sarà considerato pronto, si unirà ai biancocelesti a luglio per essere affidato alle sapienti cure di Simone Inzaghi. Aveva altre offerte, ma: “Quando mi hanno chiamato i biancocelesti ho detto ‘mamma mia’. Potevo parlare con altre squadre, ma ho scelto la Lazio”, queste le sue parole riportate dalla rassegna stampa di Radiosei. Il calciatore verdeoro ha voluto anche esprimersi sulle sue speranze per il futuro: “Prima di arrivare qui ho parlato con Felipe Anderson e Luiz Felipe, mi hanno avveritito subito sulle differenze tra il nostro calcio e quello italiano. Appena mi ambienterò sarà tutto più semplice. Tare punta molto su di me, voglio ripagare tutti. La Lazio è una grande squadra, voglio ripercorrere la strada fatta da Hernanes e Felipe Anderson. Voglio giocare con Lucas Leiva e Luiz Felipe e arrivare a grandi livelli”. 

cittaceleste.it

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Diaconale: «Scritte antisemite contro Lazio e Napoli, questa volta nessuna indignazione. Ecco il doppiopesismo»

ROMA – Manifesti con la scritta "Lazio, Napoli, Israele, stessi colori, stesse bandiere. Merde" sono apparsi in alcune strade della capitale, senza suscitare "alcuna forma di indignazione e di condanna". A denunciarlo è Arturo Diaconale, con un lungo messaggio sul proprio sito. "Quando lo scorso anno all'interno della curva Sud dello stadio Olimpico di Roma comparvero figurine lasciate da alcuni tifosi della Lazio con l'immagine di Anna Frank nei panni di tifosa della A.S. Roma– ricorda il responsabile della comunicazione della Lazio – scattò una ondata di indignazione nazionale ed internazionale alimentata dai media cartacei, televisivi e radiofonici di mezzo pianeta tesa a dipingere l'intera tifoseria laziale in una massa di neo-nazisti antisemiti da condannare per l'eternità". Oggi questo non accade "forse perché i manifesti in questione non sono stati affissi all'interno dello stadio Olimpico. E se compaiono solo sulle strade possono essere derubricati in semplice manifestazione di pensiero sia pure scorretto? Oppure perché l'antisemitismo da stadio va condannato mentre l'antisionismo da città è considerato ammissibile in base al principio che gli ebrei morti vanno celebrati, mentre quelli vivi e presenti in Israele possono essere tranquillamente criminalizzati? O forse perché – prosegue Diaconale – il razzismo evidente nei confronti dei tifosi laziali, di quelli napoletani e degli israeliani che non intendono fare la fine dei loro antenati viene considerato peccato veniale rispetto a quello considerato ben più grave dalla cultura e dai media politicamente corretti?". Interrogativi che "non tendono a giustificare le scempiaggini a sfondo razziale su Anna Frank di alcuni tifosi laziali con l'evidente scempiaggine di alcuni tifosi romanisti. Servono a mettere in evidenza l'assurdità della regola dei due pesi e delle due misure adottata da giornali ed emittenti imbevuti di quel pensiero unico che si scandalizza per il presunto razzismo degli altri, ma è incapace di riconoscere il proprio. E sono diretti a sottolineare come sarà difficile combattere la violenza dentro e fuori gli stadi fino a quando il doppiopesismo politicamente corretto continuerà a dominare il sistema culturale ed informativo". "Quel doppiopesismo che non si manifesta solo sulle forme di demenziale razzismo delle frange estreme di alcune tifoserie ma che, ad esempio, colpisce il ministro dell'Interno Matteo Salvini – scrive ancora Diaconale – colpevole di aver ispirato misure di buon senso contro la violenza negli stadi evitando di cadere nella retorica dell'indignazione a senso unico tanto cara ai doppiopesisti del pensiero unico dominante. A Salvini viene contestato di essersi opposto allo stop delle partite in caso di cori razzisti, misura che penalizzerebbe la stragrande maggioranza dei tifosi non razzisti e renderebbe qualsiasi società di calcio oggetto di ogni forma di ricatto da parte di piccoli gruppi di delinquenti infiltrati nelle curve". "Il razzismo va condannato in tutte le sue forme – conclude Diaconale – ma anche la cretinaggine e la strumentalizzazione politica meritano altrettanto!"  Corrieredellosport.it

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Manzini: “Essere laziale è un orgoglio”

Maurizio Manzini, team manager biancoceleste, è intervenuto ai microfoni di Lazio Style Radio 89.3 FM:

"In questo compleanno della Lazio, il sentimento che prevale è l’orgoglio che deriva da un senso di appartenenza ad una società gloriosa come la nostra. L’orgoglio perché uno si sente parte di qualcosa che non è solo un bene per i noi laziali, per la città di Roma, per l’Italia ma un bene per lo sport nella sua accezione più grande. Sono ancora l’unico laziale nella mia famiglia e oltre che essere orgoglioso, mi sento anche un predestinato in quanto non conoscevo il nome dei colori biancocelesti dato che sono cresciuto fino a sei anni nel culto dei colori giallorossi. Questo fino a che papà decise che era arrivato il momento di andare a vedere un derby dove i biancocelesti persero 4-1.

Arriviamo alla fine di questa partita con mio padre contentissimo e prendendomi in braccio mi disse che la Roma era la più forte, ma io gli dissi che preferivo quelli con la maglia biancoceleste. Da allora sono rimasto l’unico laziale in famiglia. Quando vince la Roma il derby tutti i parenti si fanno sentire, quando vinciamo noi non si sente nessuno, il bello è anche questo. Tanti anni fa ho lavorato con una compagnia aerea, quando vincemmo il primo scudetto, convinsi il presidente della compagnia a fare un pannello adesivo da mettere sulla porta d’accesso dell’aereo con scritto 1973/1974 S.S. Lazio. Questo aereo ha girato in Italia con questo enorme adesivo per celebrare questo trionfo. Sono molto legato ad Eugenio Fascetti se dovessi proprio fare un nome per forza, ma l’intensità come è stata vissuta l’anno dei -9 sarà un’esperienza irripetibile.

La Lazio agli spareggi ha battuto un altro record, sull’autostrada del Sole ha creato una fila di 242 km, un'emozione incredibile ed indelebile. Un motivo di grande orgoglio questo. Gascoigne era un fenomeno, era come se avessi un altro figlio, ma i suoi scherzi erano sempre fatti in maniera lecita e corretta. Difficile citare i giocatori a cui sono più affezionato, sono stati talmente tanti ed importanti che non mi sento di fare un nome in particolare, potremmo stare qui fino alle 5 di mattina a parlarne. Non ho mai dimenticato nessuno di loro, dal magazziniere fino al più grande giocatore della storia, li porto tutti nel cuore. Inzaghi oltre ad essere stato un grande giocatore è diventato un bravissimo allenatore, è capace di dirigere il gruppo con polso e carisma senza comportamenti eccessivi".

sslazio.it

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119 volte Lazio, Signori: “Ricordi indelebili, ecco i miei momenti migliori…”

Giuseppe Signori, ex attaccante biancoceleste, è intervenuto ai microfoni di Lazio Style Radio, 89.3 FM.

“Volevo anche io partecipare a questo giorno importante per i tifosi e per la Società. Per quello che mi riguarda, la Lazio mi ha dato sempre grandi soddisfazioni. Ho un forte legame con i tifosi, l’affetto della gente non mi è mai mancato. Io sono arrivato come uno sconosciuto, colui che doveva sostituire Sosa, è stato un crescendo nei vari anni. Vincere la classifica cannonieri al primo anno ha agevolato la mia ascesa. Il gol su rigore al Napoli e uno dei gol più importanti e che ricordo con maggiore piacere. Anche la doppietta alla Cremonese è stata caratterizzata da gol bellissimi.

La Coppa Italia 1997/98 la sento un po’ mia, erano tempi diversi: bisogna considerare anche questo aspetto quando si parla del fatto che io abbia vinto molto individualmente e non a livello di squadra.

Zoff e Zeman sono due allenatori che hanno dato la svolta nella mia carriera. Il boemo mi ha insegnato a diventare un vero bomber, l’ex portiere mi ha fatto esprimere al meglio dandomi carta bianca in campo. Zeman ci ha trasmesso una mentalità totalmente diversa rispetto agli altri, la cultura del lavoro vero e proprio ed anche il suo motto “io mi difendo attaccando” per il modo di giocare in campo.

Immobile è cresciuto molto negli ultimi anni, anche aver avuto un allenatore come Inzaghi lo ha aiutato ad essere importante con la Lazio e con la Nazionale. Sento ancora Cravero, Rambaudi, Marchegiani e tanti altri, sono rimasto in contatto con un po’ dei miei ex compagni. Avevamo una grande squadra a quel tempo, nonostante ci fossero avversari tosti come il Milan e la Juventus.

Di Formello mi ricordo la costruzione, dato che non era ancora finito quando sono arrivato. Tor di Quinto mi ricorda tutta la mia esperienza, è stato la nostra casa per molti anni, forse ora non sarebbe possibile come “base” per una squadra di Serie A, ma porto un bellissimo ricordo, era un posto unico”.sslazxio.it

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‘Lazio nelle scuole’ – Lotito: “Puntiamo la Champions nel rispetto delle regole, ma bisogna volerlo fortemente. Mercato? Vogliamo rinforzarci” (VIDEO)

Questa mattina alcuni giocatori biancocelesti si sono recati all’Istituto San Giuseppe De Merode per l’iniziativa ‘Lazio nelle scuole‘. Tra di loro anche il presidente della Lazio Claudio Lotito che al termine dell’incontro ha rilasciato alcune dichiarazioni ai cronisti presenti: «Fair play finanziario vanno riviste le regole? No vanno rivisti i comportamenti. Non posso intervenire su certi tempi, avendo un compito istituzionale. Lei vuole arrivare al quarto posto? Lei fa una domanda sbagliata perché pensa che il raggiungimento dipenda dal singolo. Gli obiettivi si raggiungono con un progetto. L’interesse del sottoscritto è quello di rinforzare la squadra altrimenti avrei venduto Milinkovic a 160 milioni. Zappacosta nostro obiettivo? Mi spiace non faccio il direttore sportivo». Il patron biancoceleste è poi intervenuto anche ai microfoni di Lazio Style Radio: «Crediamo nei valori dei fair play e riteniamo che sia importante insegnarli ai bambini. Abbiamo portato l’aquila perché è il simbolo della fierezza, dell’orgoglio e della libertà di decidere il proprio destino. Questi sono i valori della società civile. Mi ha fatto piacere vedere che i colori del collegio San Giuseppe sono il bianco e il celeste. Sono i colori della Lazio e quelli delle Olimpiadi e rimandano ai valori in nome dei quali sono nate.

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‘Lazio nelle scuole’ – Acerbi: “Auguri Lazio, speriamo di regalarti la Champions. Razzismo? Non si possono fermare le gare” (VIDEO)

Acerbi: " Auguri Lazio, la squadra l'ho ritrovata carica. Spero che gli obbiettivi che ci siamo prefissati vengano raggiunti a fine stagione"

"Non va assolutamente bene che ci siano cori razzisti negli stadi, è fastidioso veramente, però ci saranno sempre quei 100 ignoranti che faranno buuh ed è difficile anche fermarli quindi non si possono fermare tutte le partite ogni volta che si sentono". Così il difensore della Lazio, Francesco Acerbi, in merito al razzismo nel calcio, problema tornato d'attualità in occasione della gara di San Siro Inter-Napoli giocata prima della sosta di campionato. "Bisogna fare qualcosa di diverso, di drastico, ma dispiace sempre, è successo ancora ed è capitato a Koulibaly anche secondo me perché è talmente forte che lo avranno voluto intimorire" conclude il giocatore a margine della visita presso il 'Collegio San Giuseppe – Istituto De Merode' avvenuta questa mattina assieme al compagno di squadra Murgia e al presidente biancoceleste Claudio Lotito.