Categorie
DICHIARAZIONI

Inzaghi salva Pippo: “La Lazio non sarà decisiva per lui. Uniti ed ambiziosi, anche il terzo posto è possibile”

Alla vigilia del match con il Bologna, il tecnico biancoceleste Simone Inzaghi è intervenuto in conferenza stampa dal Centro Sportivo di Formello:

“La gara di domani per me sarà particolare perché sarà emozionante sfidare mio fratello. È già accaduto di affrontarci come allenatori e come calciatori, duellare nella massima serie sarà una realizzazione. Sarà molto emozionante per me e per Filippo, ma soprattutto per i nostri genitori. Siamo più grandi oggi, prima eravamo calciatori e Trapattoni ci fece giocare insieme come anche Dino Zoff: abbiamo coronato il sogno di giocare in Serie A ed in Nazionale. Sarà emozionante essere al suo fianco, ci attende comunque una grande gara ed abbiamo preparato l’incontro nel migliore dei modi. 

In questi giorni abbiamo parlato poco di calcio, ma ci siamo sentiti. Tutta la nostra famiglia sarà allo stadio, ma ognuno di noi dovrà pensare al meglio della propria squadra. Il Bologna è organizzato e compatto, è in corsa per la salvezza e sono sicuro che mio fratello riuscirà a portare la formazione felsinea alla permanenza in A. Io e Filippo abbiamo ancora dei dubbi di formazione, io ho a disposizione tante scelte. Si è parlato molto del nostro modulo, ma contano le interpretazioni dei singoli. Ora posso scegliere tra i miei uomini e valuterò al meglio le mie pedine e penserò al miglior undici per la gara di domani per affrontare una squadra che ci concederà pochi spazi. Dovremo esprimerci al meglio. Il futuro di mio fratello non sarà determinato dalla gara di domani, perché lui porterà i rossoblù alla salvezza: ha solo un punto di ritardo sulle altre dirette concorrenti e riuscirà nel suo intento a prescindere dal risultato della gara di domani. 

Lucas Leiva è tornato contro il Cagliari e si è allenato bene, ha buone possibilità di giocare come altri calciatori. Con il rientro del brasiliano abbiamo una pedina in più che sarà fondamentale per il nostro scacchiere. Dopo il risveglio muscolare di domani sceglierò la formazione da schierare sapendo che dovremo svolgere una grande gara e sapendo che torneremo in campo tre giorni dopo. Per Natale vorrei che tutti riuscissimo a dare di più a questa Lazio, insieme possiamo ottenere grandi cose. Abbiamo vinto un trofeo lo scorso anno ed abbiamo vissuto grandi emozioni negli ultimi due anni, ora il campionato è molto competitivo e sappiamo che ogni domenica ci sono delle insidie. Dando qualcosa di più e con il sostegno incondizionato dei nostri tifosi sappiamo che possiamo toglierci tante soddisfazioni. Per il match di domani saranno tutti a disposizione, solo Durmisi e Berisha non saranno convocati a causa di un piccolo problema: proveremo a recuperarli per la gara con il Torino di sabato prossimo. Luis Alberto si è allenato regolarmente e sarà sicuramente della partita, Milinkovic ed Immobile sono scesi in campo solo oggi e dovrò valutarli sapendo che ho anche altre opzioni: loro sono molto importanti per noi e li monitorerò. 

Una squadra ambiziosa deve guardare sempre al prossimo avversario: la classifica è molto corta, l’Inter ha avuto un rallentamento nell’ultimo turno e non c’è tempo per osservare le altre squadre. Dobbiamo guardare avanti e giocare sempre con le motivazioni al massimo perché la Lazio può giocarsela con tutti. Sarebbe bello giocare tutte alla stessa ora, ma non è possibile: questo non deve essere un problema per noi, ognuno deve guardare in casa propria”.sslazio.it

Categorie
DICHIARAZIONI

Gli Inzaghi, fratelli contro a Natale: Simone decide il destino di Pippo. Papà Giancarlo: “Strana sensazione”

Il calcio d'inizio lo dà il papà, Giancarlo: "Guardi è una strana sensazione – ammette – perché come in tutte le famiglie anche noi siamo sempre stati abituati a organizzare con tutta la famiglia riunita il giorno di Natale. Stavolta no, non accadrà. Dispiace? Ma no, è bellissimo". Giorno 26 dicembre, Bologna-Lazio è Filippo contro Simone Inzaghi. La prima volta. Poche parole, prima: amore fraterno a profusione. Simone Inzaghi lo ammette "Affrontare mio fratello sarà un'emozione particolarissima". E Filippo, dall'altra parte della barricata, gli fa eco: "Spero abbia un occhio di riguardo per me e non mi faccia troppo male".

Tecnicamente non c'è partita: la Lazio ha ritrovato la vittoria a suon di gol con il Cagliari, si è issata in zona Champions e il leit motiv del suo torneo, dall'inizio, è quello di cercare continuità.  Il Bologna di Pippo  aspetta il mercato di riparazione per fare degli accorgimenti che gli consentano di uscire dalle sabbie mobili. Per farlo, ha disputato due partite quasi copia carbone l'una dell'altra. "Giocando bassi – ha detto il fratello maggiore – ci scopriamo di meno e quindi rischiamo di meno". Certo il gioco non ne ha trovato giovamento, con Milan prima e Parma poi il tiro in porta è stato praticamente un optional troppo costoso per le tasche rossoblù.

Le ansie di campionato si trascinano anche in difesa e inducono i due fratelli, attaccanti puri – nati a Rottofreno e cresciuti nel San Nicolò, che hanno talvolta giocato insieme nelle Giovanili del Piacenza – a non volerne parlare. La gioia del loro confronto sarà quella dei fotografi: di certo Simone e Filippo – in ordine di classifica – poseranno per i flash, prima del match. Papà Giancarlo, interpellato alla vigilia, si fa ecumenico. "Di punti ne ha bisogno più Filippo – dice – ma io non farò il tifo per nessuno". Quando il cielo sopra i fratelli era sereno per tutti, Giancarlo – oggi 70enne – fu ancora più equilibrato: "Tre punti all'andata per uno e tre punti al ritorno per l'altro" svelò il suo sogno. Mamma Marina – di solito – quando i due figli giocavano, prendeva le parti del più piccolino. Stavolta, visto che in bilico c'è più Filippo, potrebbe fare un'eccezione.

Papà e mamma Inzaghi saranno comunque al Dall'Ara, in questo natale così diverso per loro e per il calcio. "Non ci era mai capitato nella vita di non fare il pranzo di Natale tutti insieme – dice papà Giancarlo – perciò abbiamo deciso. Ci godiamo il bello di questo episodio, che due fratelli giochino una partita da allenatori e per giunta sotto Natale, ci terremmo stretti questo ricordo. Di solito quando li vedo scendere in campo con le squadre che allenano provo un'emozione molto forte. E allora vivo la partita in camera mia. Mi rinchiudo. E faccio un tifo infernale. Mia moglie è di sotto, davanti a un'altra tivù". 

Pippo e Mone, divisi, ma insieme sul campo,  sulle panchine, dopo che nei tornei dei bar, da ragazzi,  Filippo non accettava un ingaggio perché non avevano preso anche Simone. Hanno sognato una vita di vestire la stessa maglia e di armare l'attacco della stessa squadra tra i professionisti. Sogno irrealizzato. Perché nella legge del calcio moderno, Pippo e Simone erano incompatibili, entrambi prima punta, entrambi con le medesime caratteristiche. Per trovare il solo a credere che invece si sarebbe trattato di un tandem irresistibile, tanto da schierarlo nelle sue formazioni, bisogna tornare alle Giovanili del Piacenza, e rifarci a Gianni Cella, un grande difensore piacentino che vestì soprattutto il nerazzurro ed ebbe la sfortuna di trovare davanti a sé, nella squadra milanese nerazzurra, autentici mostri sacri. Così da fare per lo più la riserva.

"Li avrei visti o benissimo insieme – disse in una vecchia intervista – Pippo prima punta, Simone seconda, sarebbero una formidabile coppia d'attacco". Diciamoci la verità, insomma. Questa "Inzagheide" di Natale è sentita soprattutto da loro, i due protagonisti, e poi in quella parte del nostro Paese, il Piacentino, che come tutte le zone di confine, non sa esattamente cosa sia. Emiliana per geografia, ma per distanza più attratta dalla grande Milano che dal centro della regione di appartenenza. Nessuna influenza viene dai due club di appartenenza, sebbene le storie di Bologna e Lazio sono intrecciate di bolognesi che hanno fatto il bene della Lazio (basti pensare a Giuliano Fiorini, a Fabio Poli, a Stefano Chiodi) e di figure emblematiche laziali che hanno aiutato i rossoblù nel momento del bisogno (da Bombardino Nanni, a Bruno Giordano, pensando anche a Nando Viola). Non resta che aspettare la sfida di Santo Stefano.

Papà Giancarlo che auspica una spartizione di punti, sa bene di andare incontro a quella che è la natura dei suoi due figli calciatori. Scomponendo come si fa in matematica le cifre tecniche e le caratteristiche di Filippo e di Simone, si arriva al numero primo che è uguale in entrambi. Entrambi sono vincenti, entrambi sono ostinati, entrambi non lascerebbero nulla di intentato per portare a casa la vittoria. Ed è probabile che così giocheranno la loro sfida, per poi – magari – pochi minuti dopo la fine, telefonare al ristorante del loro primo presidente, Gino Bossalini, scomparso nel dicembre di due anni fa, fondatore del San Nicolò, per prenotare a sorpresa. "Tenete aperto, fra un'oretta e mezzo siamo lì da voi a cena". Un bel piatto di pisarei e fasò: indigesti a chi? Repubblcia.it

Categorie
DICHIARAZIONI

Calciomercato, parla Donati: “Gratificato di essere accostato alla Lazio, voglio tornare in Serie A”

 

ROMA – La Lazio ha la necessità di intervenire sul mercato. Tra pochi giorni aprirà ufficialmente il calciomercato di riparazione e la società biancoceleste deve intervenire per rinforzare la fascia destra. Tra i nomi che sono

circolati, ci sono buoni profili, come: Lainer del Salisburgo, Sala della Sampdoria, Darmian del Manchester United, Caligiuri  dello Shalke 04 e Donati del Mainz. Proprio quest’ultimo ha parlato del possibile interesse della Lazio, lui che è stato messo fuori rosa dal Mainz e tornerebbe in Italia molto volentieri, queste le sue parole: “Io posso giocare laterale in una difesa a quattro, ma anche da quinto di centrocampo con una retroguardia a tre. Mi sento in forma, sto bene fisicamente. E poi ho tantissima voglia di tornare a fare qualcosa di importante anche in Italia“. Magari proprio alla Lazio? “Di certo è gratificante che il mio nome venga accostato a un grande club come la Lazio, è un onore” afferma l’esterno del Mainz. “Parliamo di una squadra importante, che in questi anni ha fatto molto bene. Un club pieno di storia e con dei tifosi spettacolari“. Per il 28enne ex Inter, la Lazio potrebbe un’occasione importante della sua carriera.

cittaceleste.it

Categorie
DICHIARAZIONI

Liberazione Sergej: “Il gol mi mancava tanto, siamo uniti e carichi” (AUDIO)

Le parole di Milinkovic-Savic in zona mista al termine di Lazio Cagliari: "Una bella vittoria oggi!. Siamo entrati bene in partita, con l'atteggiamento giusto. Sono finalmente riuscito a far gol, e questo mi aiuterà per le prossime partite. È stata una liberazione, sul momento non sapevo come esultare. Le critiche? I tifosi possono dire qualsiasi cosa, noi siamo qua per allenarci, giocare e dare sempre il massimo. Cerco di fare bene sul campo. L'assetto più spregiudicato (Milinkovic, Luis Alberto, Immobile e Correa tutti assieme in campo, ndr.) mi è piaciuto. Per le prossime gare vedremo cosa deciderà il mister. Ho fatto gol. Ora non so se questa cosa possa dipendere dal fatto che oggi abbia giocato più dietro. Ripeto: decide il mister. Gioco dove vuole lui. Corsa Champions? Personalmente guardo solo a noi. Il nostro obiettivo è arrivare in Champions. Terzi o quarti non cambia nulla. Ci sono ancora tanti punti in palio, l'importante è arrivare lì. Dopo il gol di oggi anche fisicamente mi sento bene. Cerco sempre di dare il massimo. Speriamo di ripetere la stagione passata. Il mio sogno è sempre lo stesso: portare la squadra in Champions League". 

Categorie
DICHIARAZIONI

Inzaghi: «Vittoria meritata, solo crampi per Luis Alberto» (AUDIO)

ROMA – Ecce Lazio! Finalmente la vittoria che mancava da 5 turni e 48 giorni, i biancocelesti superano il Cagliari 3-1 e mettono pressione al Milan. Inzaghi sorride e non solo per i tre punti: ha ritrovato Milinkovic, sbloccatosi dopo un digiuno lungo 870', ha un Acerbi in formato bomber e tira un sospiro di sollievo per le condizioni di Luis Alberto: «Ha avuto un principio di crampi, nulla di particolare per lui e nemmeno per Milinkovic che nel primo tempo scivolando aveva aperto un po' l'adduttore», ha spiegato il mister piacentino in conferenza stampa. Poi sulla prova complessiva dei suoi, arriva il giudizio di Inzaghi: «I ragazzi sono stati bravi, hanno interpretato la partita nel migliore dei modi, approcciando nel modo giusto. Nel primo tempo avremmo meritato anche qualche gol in più. Ci godiamo una vittoria che mancava da troppe partite. Da stasera penseremo poi alla partita con il Bologna. Lazio senza regista? Oltre il modulo c'è l'interpretazione. Quando il Cagliari aveva palla avevamo Parolo e Milinkovic davanti la difesa con Luis Alberto e trequartista. Quando viceversa avevamo palla noi Milinkovic avanzava al fianco dello spagnolo. I ragazzi sono stati bravi a mettere in campo lo spirito giusto. La vittoria è arrivata per come la squadra è entrata nei primi minuti, facendolo capire subito al Cagliari».

 

SFIDA IN FAMIGLIA – «Incontrare mio fratello il 26? La preparazione alla partita sarà identica alle altre, sarà un’emozione particolare per me e per i miei genitori che hanno già vissuto una cosa simile quando giocavamo, ora la vivranno con noi in panchina. Ovviamente per me sarà particolare. Se lo bloccherò al telefono? Non lo bloccherò Filippo questi tre giorni, magari parleremo meno di calcio (ride, ndr)».

corrieredellosport.it

Categorie
DICHIARAZIONI

Genovese: “I tifosi della Lazio sono speciali, la squadra merita la Champions”

Il regista, sceneggiatore e scrittore italiano Paolo Genovese è intervenuto ai microfoni di Lazio Style Channel, 233 di Sky.

“Ieri, durante la cena di Natale è stato proiettato un video importante, ma soprattutto un momento meraviglioso per ricordare lo Scudetto del 1974. Se fossimo stati in America avrebbero realizzato un film in merito. Quella era una squadra che dalla cadetteria salì in A e lottò subito per conquistare lo Scudetto. Pur non facendola per un soffio, i biancocelesti non si abbattono e lo conquistano l’anno dopo, nel 74’. Il messaggio che ci lasciarono è che con l’umiltà e la forza un collettivo può raggiungere qualsiasi risultato. L’obiettivo del mio video era quello di trasmettere un messaggio di lazialità, bisogna conoscere le proprie radici e il proprio passato. Tutti i giocatori dovrebbero sapere a memoria il DNA della propria squadra. Un team che ha portato il calcio a Roma, un momento di storia.

Per qualsiasi tifosi lo slogan deve essere “troppo amore”. All’aspetto razionale ci deve essere anche quello irrazionale ed emotivo. Mi è capitato di essere in polemica con la Lazio, come se fosse un figlio, questo è sinonimo di affetto e legame. I tifosi della Lazio sono speciali, abituati a subire ed a reagire. Ai nuovi calciatori che arrivano a vestire la maglia biancoceleste bisogna far capire il pubblico che li va a sostenere. Il popolo laziale è sempre vicino alla squadra in ogni momento. Il fatto più importante è mettercela tutta, in quel caso va bene qualsiasi risultato. Vincere è importante, ma non è tutto.

Le ultime due partite sono state clamorose, con la Sampdoria è successo qualcosa di eclatante, direi che è sfortuna. Vorrei vedere più fame e cattiveria, sia per i calciatori stessi che per i propri tifosi. Vogliamo la Lazio in Champions League, sempre per un soffio non riusciamo a raggiungere questo traguardo lo scorso anno. Mi è molto simpatico Ciro Immobile e Lulic, ma alla fine adoro tutti. È come chiedere se vuoi più bene a mamma o papà. L’importante è essere uniti e compatti, remando tutti per un unico obiettivo”.sslazio.it

Categorie
DICHIARAZIONI

Cena di Natale, Lotito: “Ci siamo imborghesiti, bisogna crederci per ottenere i risultati, serve furore”

Nel corso della cena di Natale della S.S. Lazio, il Presidente Claudio Lotito è intervenuto all'attenzione dei presenti dal palco di Spazio Novecento: 

“Rispetto lo scorso anno ho 25 chili di meno, assisto ad una classifica più leggera, ma sono convinto che con l’aiuto di tutti possiamo ottenere risultati. L’importante è avere a disposizione la materia prima ed avere la possibilità di esprimere i valori del gruppo e l’unione di questa squadra che è composta da una società, da uno staff e da una rosa che ha i numeri giusti. Dobbiamo crederci. La determinazione, la forza di gruppo, il sacrificio e la voglia di raggiungere risultati sono importanti per conseguire dei risultati. Le vittorie non si proclamano, ma si ottengono con queste caratteristiche. I tifosi sono importanti perché determinano in ogni singolo la responsabilità di doversi assumere la voglia di raggiungere un obiettivo.

La squadra storicamente ha sempre sofferto: ho paura che la Lazio si sia imborghesita, non soffriamo e questa mancanza crea un atteggiamento che non è rabbioso e non è furente agonisticamente. Ci sono tutte le motivazioni per raggiungere gli obiettivi prefissati: organizzazione, staff e squadra. Ho creato all’interno del Club, grazie al Direttore Sportivo, una forma di crescita mentale ed infrastrutturale. Ognuno di noi deve avere l’orgoglio dell’appartenenza a questi colori. Alcune componenti rappresentano proprio l’orgoglio dell’essere laziale: le richieste di ogni singolo addetto ai lavori hanno permesso alla Società di accontentare queste necessità condividendole. Spesso i laziali emergono solo nelle necessità: dopo la vittoria della Supercoppa con la Juventus, abbiamo affrontato la SPAL ed allo Stadio Olimpico non c’erano molti sostenitori. Non si deve dare mai nulla per scontato, la determinazione e la voglia di raggiungere obiettivi sono fondamentale.

Non si vince da soli, per ottenere risultati tutti dobbiamo essere determinati per farlo. La cena di Natale serve proprio per creare un clima familiare per raggiungere la soddisfazione di ognuno di noi. Il Club mette a disposizione la propria organizzazione, ma ogni componente deve impegnarsi al massimo senza mai dare nulla per scontato. Ognuno dev’essere consapevole di essere artefice e protagonista per raggiungere quest’obiettivo. La dimostrazione passa per i fatti. Il nostro ambiente cimenta questi valori: l’unione, la determinazione e l’unione, la voglia di esserci. Siamo la Prima Squadra della Capitale e rappresentiamo la storia del calcio a Roma, dobbiamo dimostrare ciò con fatti tangibili ed inconfutabili. La precarietà ha costellato la storia del nostro club: non siamo transitori o transeunti, noi siamo definitivi. Vogliamo combattere lo strapotere del Nord ed è ora di finirla: lo facciamo nelle sedi istituzionali sportive, ma dobbiamo riuscirci anche sul campo. Le nostre risorse sono credere nell’idea e affermarla con i fatti: dobbiamo essere l’esempio per i giovani e per far credere a questi che con il merito e con i sacrifici si raggiungono con gli obiettivi”.sslazio.it

Categorie
DICHIARAZIONI

Cena di Natale, Inzaghi: “Vorrei di più, ma ho una grande squadra. Insieme possiamo arrivare in Champions”

Nel corso della cena di Natale della S.S. Lazio, il tecnico biancoceleste Simone Inzaghi è intervenuto all'attenzione dei presenti dal palco di Spazio Novecento:

“Stiamo attraversando un momento un po’ così, ci sono accaduti degli episodi che potrebbero capitare in una carriera intera come ad esempio prendere un gol di tacco al 99’ o un gol all’incrocio in Europa League da più di trenta metri, o raggiungere il pari e vederselo annullare dopo cinque minuti a causa di una linea tracciata sul campo. Per noi sarebbe stato importante pareggiare l'ultimo match con l'Atalanta, ma penso che al di là di questo ho la fortuna di avere dei grandi ragazzi che si impegnano ogni giorno, dei grandi tifosi, un grande Club ed uno staff che mi aiuta ogni giorno. 

La squadra ha passato il turno nella competizione europea alla fine di ottobre e sono stati bravissimi, in questo momento sarebbero quinti in campionato a due punti dalla Champions League. Il gruppo va applaudito per quanto svolto finora, per l’impegno profuso e per quanto fatto negli ultimi tre anni. Le famiglie si vedono quando c’è qualche problema. In questo momento ci sono delle problematiche perché vorremmo qualcosa di più, io in primis che sono l'allenatore di questa Lazio: tutto arriverà perché ho una rosa forte ed una Società che mi supporta tutti i giorni. Le famiglie qui presenti ci supportano sempre e con l’umiltà e con i nostri tifosi, che devono essere un valore aggiunto per noi, uniti possiamo ripartire con grande slancio per svolgere gli ultimi sei mesi al meglio e sperando di riportare la Lazio nelle zone più importanti della classifica”.sslazio.it

Categorie
DICHIARAZIONI

Capello: «Lazio, per battere il Siviglia serve un’impresa»

«Sapevamo che il sorteggio non sarebbe stato favorevole», ne era consapevole Simone Inzaghi. Avendo passato il girone di Europa League da seconda classificata, la Lazio ha complicato il suo cammino internazionale. L’urna di Nyon ha estratto il Siviglia, detentore del trofeo per tre volte nelle ultime cinque stagioni. Non sarà un avversario semplice da battere e – alle colonne odierne de ‘La Gazzetta dello Sport’ – lo ha confermato anche Fabio Capello. Questo il suo commento: «Ai biancocelesti serve veramente un’impresa per battere il Siviglia. Le altre italiane? Il Napoli può andare a testa alta grazie ad Ancelotti, l’Inter pensi oltre il Rapid Vienna».

lazionews24

Categorie
DICHIARAZIONI

Conceição: “Roma fortunata a pescarci? Non mi interessano le parole di Totti, continuo a dire Forza Lazio”

La Roma affronterà il Porto nei sedicesimi di finale della Champions League e dalla sponda giallorossa, tra siti, tifosi, giornali e la stessa dirigenza, c’è stato un coro di soddisfazione per il sorteggio, reputandosi fortunati nell’aver pescato la squadra portoghese, vista evidentemente come una delle formazioni più deboli tra quelle avanzate alla fase finale della competizione europea. Ma sulla panchina del Porto siede un volto conosciuto del calcio italiano, ossia Sergio Conceição, ex giocatore della Lazio e Campione d’Italia proprio con i biancocelesti.

Nella conferenza stampa prima della partita contro il Moreirense nella Coppa Portoghese, l’allenatore dei “Draghi” non ha voluto approfondire la sfida contro la Roma, evitando di dargli troppa attenzione al momento: “Sinceramente sono più preoccupato per le dichiarazioni di Ivo Vieira (allenatore del Moreirense, ndr) che delle parole della stampa italiana o della dirigenza della Roma e di Totti. Con il tempo parleremo della doppia sfida contro la Roma, anche perché io continuo a dire sempre “Forza Lazio” avendo giocato con i biancocelesti“.Laziopress.it